Quale verità: per una critica della ragione teologica 8810405552, 9788810405550

La teologia non può rinunciare a interessarsi della verità. Tuttavia, nel faticoso cammino verso l'unità delle reli

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Quale verità: per una critica della ragione teologica
 8810405552,  9788810405550

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NUOVI SAGGI TEOLOGICI SERIES

MAIOR

Andrea Milano

QUALE VE RITA Per una critica della ragione teologica

NUOVI SAGGI TEOLOGICI SERI ES

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Questo volume ardisce un radicale ripensamento di alcuni tra i più decisM temi della teologia alla luce dell'Idea di verità compresa in una prospettiva rigorosamente cristocentrlca. Verità è una parola troppo grande, pericolosa, fuori moda? La memoria, tuttora bruciante, di antiche intolleranze invita ad accantonare, se non a sopprimere, la domanda se il cristianesimo sia portatore o meno di verità? In questa svolta di secolo e di millennio, in questo tempo di anichilismo compiuto•, occorre inventare e praticare tenacemente nuove vie di libertà e di dialogo, senza tuttavia deflettere dalla ricerca e dal confronto intorno a quanto fa uomo l'uomo, cioè intorno alla verità. Aristotele ha dichiarato che ccè giusto denominare la filosofia scienza della verità•. E oggi la teologia vorrà sottrarsi all'appello di farsi, anch'essa e a proprio modo, •scienza della verità•? Se non ci si misura seriamente con la quaestio de veritate, ci si condanna da sé all'Irrilevanza e dunque all'autodistruzione. Ma in qual modo la teologia ha a che fare con la verità? Questo volume, che si presenta programmaticamente come un'aopera aperta•, risponde a tale domanda delineando un itinerario espresso In modo efficace dal suo sottotitolo: rasione e critica. Vi si pratica infatti l'esercizio della rasione teologica, poiché si è convinti che la teologia potrebbe definirsi come la ragione che, situandosi all'interno della fede, si attiva a indagare quanto crede, oppure ancora come la fede che ragiona sul suo oggetto proprio: Dio che si automanifesta e autodona •in• Cristo. Ma qui si svolge anche una critica della ragione teologica, poiché si prospetta una figura di teologia che, proprio mentre cerca di sondare il suo •Oggetto immenso•, si sente obbligata a riflettere sul proprio modo di procedere e dunque sul proprio metodo, e così rinviene la sua prima e ultima condizione di possibilità in Gesù Cristo riscoperto come verità della verità. ANDREA MILANO ~ ordinario di storia del cristianesimo all'università degli studi d i Napoli Federico Il. Insegna storia ed ermeneutica delle dottrine cristiane all'Istituto di scienze religiose I. Mancini dell'Università degli studi di Urbino. Co-fondatore e responsabile della rivista Filosofia e Teolasia, Edizioni Scientifiche Italiane (Napoli); co-fondatore e membro del Comitato scientifico della Società italiana per la ricerca teologica (SIRT); membro dell'European Society for Cathohc Theology e dell'Accademia Pontaniana. La sua ricerca si muove tra storia, teologia, filosofia. Ha pubblicato numerosi volumi, saggi, articoli in riviste, voci d i diz1onan ed enciclopedie; in particolare, presso le Edizioni Dehoniane d1 Roma: Persona in teolasia. Alle orisini del sisnificato di persona nel cristia-

nesimo antico, '1996; Là Trinità dei teolasi e dei filosofi. L'intellisenza della persona in Dio, 1987; Là Parola nella Eucaristia. Un approccio storico-teolasico, 1990; •L"età del Modernismo•, in Storia della Teolasia, a cura di R. Fisichella, 1996, 111, 337-441; ha curato M1sasinia. Là donna vista e maMsta nella cultura occidentale, 1992 (con il saggio ·Eva e le sue figlie. Sulla rn1sog1nia della Bibbia•, 25-122) Presso le EDB ha pubblicato Donna e amore nella Bibbia Eros, asape, persona, 2008

NUOVI SAGGI TEOLOGICI Collana interconfessionale per la promozione della ricerca teologica 17. G. Agresti. L'uomo nuovo. Saggio~ antropologia cristiana 10. L'ecdeskllogla del Vaticano Il: dinamismi e prospenlve, a cura di G. Alberigo 19. C. Rocchetta, I sacramenli della leda. Saggio di leologia blbllca

sul sacramenti quali .. meravlglle della salvezza .. nel tempo della chiesa 20. G. Bol - A. Stasi, La teologia come scienza della fede. Saggio sullo statuto eplstemologico della teologia 21. B. Lonergan. Conoscenze e interiorità. Il Verbum nel pensiero di s. Tommaso 22. A.M. Dubarle, Il peccato origlnale. Prospettive teologiche · 23. G. Cappelli, Autoerotismo. Un problema morale nei primi secoli crisUanl? 24. E. Lodi - E. Ruttini. •Mysterfon,. e aSacramentum ... La sacramenlalilà negli scritli dei Padri e nei lesli liturglcl primitivi 25. C. DI Sante. L'eucarlslia terra di benedizione. Saggio di antropologia biblica

26. E. Canlore. L'uomo scientifico 27. S. Panizzolo. Co&elenza di chiesa nella leologla e nella prassi. Indirizzi eocleeiologici nei documenti della CEI dal 1965 al 1980 28. R. Magnani, La successione apostolica nella tradizione della chiesa. Ricerca nel BEM e nei documenli del ella.logo teologlco bilaterale a livello lnternazlonale 29_ G. Pa1taro, La svolta antropologica. Un momento forte delle leologla contemporanee 30. Y Ledure. Trascendenze. Seggio su Dio e il corpo 31. La teologia per l'unità d'Europa, a cura di I. Senna 32. La Hbertà nelle Chiesa, a cura di N. Madonia 33. Il sapere teologico e Il suo metodo, a cura di I. Sanna 34. B. Petra. Il matrimonio può morire? Studi sulla pastorale dei divorziati riSpOSati 35. F. Marinelli, L'eucarlslia presenza del Risorto. Per la Chiesa e la storia degll uomini 36. G. Celora, Evdokimov voce dell'ortodossia in occidente 37. C. Rocchelle, Il sacramento della coppia. Saggio di Teologia del matrimonio cristiano 38. R. Lavatori. Satana un caso serio. Studio di demonologla cristiana 39. N_ Gioia, Teologia Trinitaria. Slorla • melodo • prospettive 40. M. Semeraro. Mistero, comunione e missione. Manuale dl eccleslologia 41. N. Varenlini, Pavel A. Florensklj: la sapienza dell'amore. Teologia della bellezza e linguagglo della verità 42. G. Mazzanli. I sacramenti slmbolo e leologla. 1. Introduzione generale 43. e_ Rocchella, I sacramenti delle fede Seggio cH teologia biblica sui sacremenU come «eventi di salvezza .. nel tempo della Chiesa. 1. Sacramentarie bibl)ca fondamentale 44. C. Rocchella, I sacramenli della lede Seggio di teologia biblica sui sacramenti come «eventi di salvezza., nel tempo della Chiese. 2. Sacramenlaria blblica speciale 45. G. Mazzanti. I sacramenll slmbolo e teologla. 2. EucarlSlia, Battesimo e eonrennazione 46. B. Petrà. La Chiesa del Padri. Breve introduzione all'Ortodossia

Series Maior H. de Lubac - G. Benedolli. Mezzo secolO di leologia al servizio della Chiese. Una corrispondenza teologica A. Milano. Quale verità. Per une critica della ragione teologica

Sez. Manuali A. Brusco - S. Pintor, Sulle onne di Cristo medico. Manuale di teologia pastorale sanitaria F Auiz, Le vie dello Spirito. Sintesi di teologie splriluale

ANDREA MILANO

QUALE VERITA

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Per una critica della ragione teologica

EDIZIONI DEHONIANE BOLOGNA

e 1999 Centro editoriale dehoniano Via Nosadella. 6 - 40123 Bologna ISBN ee-10-40555-2

Stampa: Grafiche Dehoniane, Bologna 1999

SIGLE E ABBREVIAZIONI

AHDLMA

cc CSEL D.K.

DthCath DBW Denz Dici. apol. de la foi cath. DPAC DV EE EV GLNT GCS GW HDG Jb. fur Antike und Christentum K.D. f,ThK NCB NRTh

Archives d'histoire doctrinale et /ittéraire du Moyen-Age, Paris 1926ss Corpus Christianorum, series latina, Toumhout 1953ss; series graeca, Tournhout, 1977ss Corpus scriptorum ecclesiasticorum latinorum, Wien 1865ss H. DIELS - W. KRANZ, Die Fragmente der Vorsokratiker, Berlin 1951-1952 Dictionnaire de théologie catho/ique, Paris 1903ss Dietrich Bonhoeffer Werke, MUnchen 1986ss H. DENZINGRR, Enchiridion symbolorum, edizione bilingue, a cura di P. HUnermann, Bologna 1995 Dictionnaire apologetique de la foi catho/ique, Paris 1925ss Dizionario patristico e di antichità cristiane, Torino 19841988 CONCILIO VATICANO Il, costituzione dogmatica Dei Verbum sulla divina rivelazione Enchiridion delle encicliche, Bologna l 994ss Enchiridion vaticanum, Bologna 1976ss Grande lessico del Nuovo Testamento, Brescia 1965ss (= ThWNT) Die griechischen christlichen Schriftsteller, Leipzig-Berlin 1897ss Gesammelte Werke Handbuch der Dogmengeschichte, Freiburg i.Br. 1956ss Jahrbuch fur Antike und Christentum, MUnster 1958ss K. BARTH, Kirch/iche Dogmatik, MUnchen 1932 (!), Zollikon-ZUrich (1938-1967) Lexikon fur Theologie und Kirche, Freiburg i.Br. 219571965 Nuova collana bonaventuriana, Roma Nouvelle Revue Théologique, Louvain

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ODB PG PL RGG Rev. Bibl. Riv. Bibl. lt. Riv. St. Ch. lt. Se. catt. SCh ThWNT Vie spirit. WA ZNW

Opere di Dietrich Bonhoeffer, Brescia 1994ss Patrologiae cursus completus, accurante J.-P. Migne, series graeca, Paris 1857-1866 Patrologiae cursus completus, accurante J. -P. Migne, series latina, Paris 1841-1864 Die Religion in Geschichte und Gegenwart, TUbingen 319571965 Revue Biblique, Paris Rivista biblica italiana, Roma Rivista di storia della Chiesa in Italia, Roma La Scuola Cattolica, Milano Sources Chrétiennes, Paris 1941ss Theo/ogisches Worterbuch zum Neuen Testament, Stuttgart 1933ss ( = G LNT) La vie spirituelle, Paris D. Martin Luthers Werke. Kritische Gesamtausgabe, Weimar 1833ss Zeirschrift fiir die neutestamentliche Wissenschaft, Bcrlin

AWERTENZA Le traduzioni, soprattutto dalle lingue classiche, per quanto confrontate con quelle in circolazione, sono a totale responsabilità dell'A. La traslitterazione della terminologia greca (o più raramente ebraica) si ispira, per quanto possibile, al criterio della pronuncia in lingua italiana. L'accento tonico è reso, in generale, con il segno dell'acunto acuto (talvolta con il circonflesso), ma viene per lo più omesso nelle voci monosillabiche e in quelle bisillabiche piane.

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PREFAZIONE

«Ma nella teologia l'oggetto è la verità stessa».

D. Bonhoeffer «È a questo interesse per la conoscenza della Verità che io dedico il presente tentativo di fornire un'introduzione o un contributo al suo soddisfacimento. Possa un tale fine procurargli un'accoglienza favorevole». G.W.F. HegeJ•

«Ora noi abbiamo il pensiero (noun) di Cristo».

JCor 2,16

Già ai tempi suoi quell'incallito pessimista del Qoèlet si lamentava che «Si scrivono libri senza fine» (12, 12). Pressati dalla scadenza oramai imminente della svolta del secolo e, insieme, del millennio, da varie parti e in molti modi ci si affanna a moltiplicare pubblicazioni con il sottinteso o esplicito scopo di approntare dei bilanci. Questo fiorire di iniziative non può lasciare e, di fatto, non lascia indifferente la teologia. Accade cosi che si ricostruiscano dei percorsi storici con lavori di maggiore o minore respiro, si ripresentino autori e opere. Molto di rado ci si impegna a fare il punto della problematica specificamente dottrinale. Si preferisce tenersi cautamente alla larga da serie valutazioni critiche del passato in stretto collegamento con impegnate proposte innovative. Al più si arriva a esili o massicce improvvisazioni compilative. Anche i teologi, oggi, parlano e scrivono (e forse pensano) molto. Ma, si sa, anche la chiacchiera può avere una propria dignità. Tutto questo, per quanto utile e meritorio, non è però sufficiente, non può esserlo. Almeno in teologia, il dovere di ricomprendere la storia con il massimo della dedizione e della probità scientifica dovrebbe esigere che si formulino pure

• D. DoNHOt:H'CM., «Storia della teologia sistematica nel XX secolo», in Scritti (1928-1944), Brescia 1979, 225; G.W.F. HF.oF.1., Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio (1830), a cura di V. C1cERO, Milano 1996, 37 (corsivo di fl.).

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dei giudizi di valore, poiché si è obbligati a confrontarsi sempre di nuovo con la stessa rivelazione così come siamo in grado di comprenderla appunto oggi, dopo tanto tormentato ed eventualmente non infecondo cammino. Ed ecco che in questo libro si osa una ricognizione meditata di alcuni nodali temi teologici alla luce però dell'idea di verità, compresa in una franca e determinante prospettiva cristocentrica. Verità è forse una parola troppo grande, pericolosa, fuori moda? Ma, se la teologia rinuncia a misurarsi radicalmente con la quaestio de veritate, si condanna da se stessa all'irrilevanza e quindi all'autodistruzione. E su che cosa pretenderebbe mai di dire qualche parola, la teologia, se rinunciasse a interessarsi della verità? E, inoltre, che cosa sarebbe l'uomo se si cancellasse qualsiasi sua nativa, connaturale relazione con la verità? Ma in qual modo la teologia ha a che fare con la verità? Ecco dunque che, per abbozzare una risposta a una tale decisiva domanda, si ardisce qui una sorta di «critica della ragione teologica•. Giudicherà il lettore la sensatezza e la riuscita dell'impresa. Intanto si vuole esplicitare che si parla di «ragione teologica» poiché si è convinti che la teologia potrebbe, fra l'altro, definirsi come la ragione che, situandosi all'interno della fede, si esercita su quanto crede o, ciò che è lo stesso, come la fede che ragiona sul suo oggetto proprio: Dio in quanto automanifestatosi e autodonatosi «in» Gesù Cristo. Ma qui si suggerisce pure una «critica della ragione teologica», poiché si prospetta una figura di teologia, la quale, proprio mentre cerca di sondare il suo «Oggetto immenso», questa res in concreto esibita dal simbolo di fede, si sente obbligata a indagare anche su se stessa e, perseguendo un tale compito, rinviene la sua prima e ultima condizione di possibilità in Gesù Cristo riscoperto come verità della verità. Dispiegandosi a partire dalla fede ricondotta alla sua originaria «concentrazione cristologica», ne consegue che la teologia, in quanto cristiana, da una parte, viene spinta a ripensare il proprio passato ma, dall'altra, viene anche costretta a domandarsi secondo quali procedimenti possa e debba conseguenzialmente realizzarsi. È ineluttabile che, pur con tutto il più acuto senso di responsabilità, una «Critica della ragione teologica• si tiri dietro un disincantato discernimento nei confronti della tradizione e, insieme, una doverosa, rinnovata proposta di metodo dischiusa al futuro. Né questo dovrebbe turbare e suscitare scandalo, dal momento che i posteri possono permettersi di guardare più in alto e più lontano perché sono come nani che saltano sulle spalle dei giganti. Alla teologia resta ancora molto di impensato intorno a Dio, ma insieme anche intorno all'uomo e al mondo, e il prossimo secolo, anzi millennio, potrebbe anche non bastarle per riuscire a pensarlo in modo adeguato e soddisfacente. In diverse sedi, nel corso degli ultimi anni, si sono già messi a disposizione alcuni frutti di questa ricerca, che ora si presenta in una sua configurazione strutturata. Non si presume certo di elaborare una dogmatica e tanto meno una summa cheologiae. E d'altra parte il destino delle summae è un po' quello delle calledrali medievali: grandiose, stupefacenti, ma quasi mai definitivamente concluse. Meglio un saggio, una impresa cioè molto meno pretenziosa, ma plausibile, nel caso un'«opera aperta», capace semplicemente di dischiudere qualche nuova pista, sulla quale poi si possa procedere di buona lena senza mai più dover tornare indietro. 8

L'augurio è che il lettore voglia armarsi di paziente e generosa disponibilità nel seguire l'avventura qui suggerita, per verificare se, per quanto piccolo, si faccia compiere qualche serio passo innanzi all'intellectus fidei. Lo stesso lettore viene anche esplicitamente invitalo a un coinvolgimento attivo: per esempio, a individuare da sé l'ordine del discorso, il senso cioè del succedersi dci vari capitoli, le loro interne connessioni e anche il loro rapporto con i classici lrallati teologici. Occorreranno verosimilmente impegno e anche fatica, che si osa tuttavia sperare siano ripagati con lo stupore e la gioia analoghi a quelli che non di rado hanno accompagnato l'autore nelle lunghe peregrinazioni della sua ricerca e della sua meditazione. Certo ancora un libro si aggiunge ai tanti che si affacciano, timidi o arroganti, a conquistare un-~oco di altenzionc per poi sparire nel giro di qualche stagione nel fondo oscuro di qualche biblioteca. Ma potrebbe sempre accadere che, con parole che tutti dicono, si costruisca almeno qualche frase che non si è udita mai. In limine, fra gli amici ai quali si è debitori di un sincero e cordiale ringraziamento, oltre a quelli di «filosofia e teologia», insieme con i quali si sono discusse non poche delle riflessioni qui presentate, si desidera menzionare, in modo particolare, i professori Francesco Donadio, Pasquale Giustiniani, Luigi Longobardo, Luigi Saccone, che in vario modo con i loro suggerimenti hanno incoraggiato questo lavoro. Andrea Milano

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Capitolo primo

BREVE DISCORSO SUL METODO DELIA TEOLOGIA CRISTIANA

«Allora lo spirito non tarda a scoprire che soltanto il metodo è in grado di domare il pensiero, di condurlo alla Cosa (iur Sache) e di mantenerlo in essa». G.W.F. Hegel «Il problema del metodo è completamente determinato dall'oggetto». If.G. Gadamer

«Bisogna cominciare dal centro (medio) che è Cristo [... ]. Necessariamente bisogna cominciare da lui, se qualcuno vuole pervenire alla sapien7.a cristiana». Bonaventura*

1.1. QUAESTIO DE VERITATE. lA PRETESA DI GESÙ DI NAZARET Il sempre più avanzato disintegrarsi della cultura della modernità si presenta come un segno dei tempi di per sé ambiguo: né deterministicamente positivo né ineluttabilmente malefico. Il futuro, che si sprigiona dal grembo del presente, non sarà perciò più promettente del passato per la teologia cristiana se essa non saprà cogliere con prontezza e responsabilità l'occasione dei sommovimenti di cui siamo spettatori e che pur subiamo, puntando senza pavidità e senza arroganza a quel centro che per essa non può avere che un solo nome: Gesù di Nazaret. La parabola culturale tutta interna alla sola storia dell'occidente e culminata nella proclamazione della «morte di Dio» sembra oggi conclusa dissolvendo o, meglio, rilanciando il problema stesso dell'ateismo all'interno di un più vasto

• G.W.F. HEGEL, Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio (1830), a cura di V. C1ca.o, Milano 1996, Prefazione alla seconda edizione (1827), 41; H.-G. GADAMER, Verità e metodo, a cura di G. VArnMo, Milano 1972, 365; BoNAVf:NTURA, /n Hexaemeron, 1, IO, in Opera omnia, (1891), V, 329.

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orinonte segnato da un sempre più intenso e per certi versi drammatico confronto fra le religioni. Sperimentiamo infatti un tempo di povertà, di estremo disagio, di mancanza cioè di fiducia nella possibilità stessa di accedere alla verità (cf. c. 2). A farne le spese sono per prime le religioni. Ne consegue un'urgenza, dcl tutto inedita e imperiosa, di riscoprire la peculiarità e insieme di verificare la plausibilità di ciascuna religione (cf. c. 10). Anche il cristianesimo viene costretto a fare i conti con la propria identità e dunque a riformularsi ancora una volta, e tutto ciò non può farlo se non confrontandosi con le proprie origini fondanti e normative. In questo scenario, la teologia cristiana si trova a dover scegliere tra molteplici, virtualmente fecondi o rischiosi, percorsi. Ma essa non può vantare alcuna garanzia di successo cosl come non può mai realizzare una compatta, immutabile uniformità. Già all'interno non solo dell'Antico, ma pure dello stesso Nuovo Testamento si scoprono sviluppi e variazioni. Perché mai la teologia, che sa di non essere se non parola umana, anche se ha a che fare con la stessa parola di Dio, dovrebbe risultare immune dal pericolo del fallimento e dunque perché dovrebbe sottrarsi al dovere dcl discernimento? In regime, per così dire, di cristianità la teologia è mossa a difendere la non assurdità della fede oppure a mostrare la stessa fede quale perfezione e compimento dell'umano: sia l'apologia sia l'universalismo sono delle sue dimensioni costanti, legittime e anzi doverose. Più di rado la teologia cerca pure di mettere in luce la caratteristica di rottura e di incompatibilità della fede nei confronti dell'umano e anzi dello stesso religioso in generale. In un clima di ecumenico irenismo qual è quello in cui viviamo, nel chiacchiericcio contrabbandato per severa riflessione che oggi ci travolge, quest'ultimo stile teologico sembra fuori moda. Ed è difatti poco frequentato. Si preferisce sottacere le differenze, lasciare in ombra i conflitti, smussare gli spigoli. In breve, si ha paura di misurarsi fino in fondo con il problema della verità. Ma la memoria tuttora bruciante di antiche, vergognose intolleranze potrà mai giustificare che si censuri o si vanifichi la domanda se il cristianesimo abbia o meno a che fare con la verità? Non è forse opportuno, e anzi necessario, che si inventino e si pratichino tenacemente nuove vie di libertà e di dialogo, senza tuttavia per niente deflettere dalla ricerca e dal confronto proprio intorno a quanto fa uomo l'uomo, la domanda cioè sulla verità'/ Una volta Aristotele ha dichiarato che «è giusto denominare la filosofia scienza della verità (epistèmen tes alélheias)».1 E oggi la teologia vorrà sottrarsi all'appello di farsi anch'essa e a proprio modo, come già nel passato, scienza della verità? È solo in uno spirito di incondizionata, inerme apertura che oggi la teologia cristiana, come già alle stesse origini del cristianesimo, può osare la via ardua e aspra della riscoperta della fede come verità e, dunque, pure la riproposizione dcl suo contenuto come scandalo e follia secondo l'uomo, ma insieme potenza e sapienza secondo Dio (cf. lCor 1,22-24). Chi infatti prima di Cristo o chi dopo di

' Meraph Il, I, 993 b, 19-20.

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lui ha mai accampato. altrettanto smisurati diritti sulla verità? Fissare subito e senza tentennamenti lo sguardo su Cristo come colui che è l'inizio (arché) e il fine (telos) della fede (Eb 12,2) e che, secondo l'Evangelo di Giovanni (14,6), ha avanzato la singolare, assolutamente unica proclamazione di costituire egli stesso la verità (alétheia): ecco dunque il progetto che potrebbe sconcertare e perfino irritare, ma che vale la pena o, meglio, abbiamo il dovere di perseguire in questo tempo di stupefacente tramonto della modernità (cf. c. 4). Non ci si può vergognare di Gesù Cristo, censurandone l'ingombrante presenza, l'imbarazzante richiesta solo perché dei suoi seguaci ne hanno disatteso e hanno anzi tradito ignobilmente il messaggio, abbandonando la schiera dei martiriJ:>er_passar~ dalla parte dci perse.'è!!tori. ------·---·---· Ora, una volta che ci si avventuri in una ricognizione seria e rigorosa dei temi fondamentali det·patrimonio di dottrina accumulato dal cristianesimo nel corso dei millenni, si è costretti ad accorgersi che l'autoriflessione della fede e cioè la teologia cristiana, cosi come di solito viene praticata, si dispiega in realtà senza far troppo conto di quella illimitata, onnicomprensiva, tenace ambizione di verità peculiare di Gesù Cristo. Ma, se non ha a che fare con la verità, in qual modo potrebbe essere lui, Gesù Cristo, il rivelatore? Se anzi non è la verità in persona, come potrebbe essere lui il Logos e, dunque, la stessa rivelazione fatta carne (Gv 1,14)? È davvero insopportabile che si ignori o, in ogni caso, si sottovaluti l'immensa rilevanza, per così dire, anche teoretica dell'evangelo. La teologia dei cristiani si svolge troppo spesso sulla base di presupposti ritenuti razionali e, quindi, stimati di per sé costitutivamente validi. Non ci si rende conto che, in realtà, questi J>resUP.P.Osti _S,()_!'O_