Picatrix. De Radiis. La summa della magia ermetica attraverso la mediazione araba

Il grande studioso rumeno di esoterismo Ioan Petru Culianu, scomparso troppo presto, lo aveva affermato autorevolmente n

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Picatrix. De Radiis. La summa della magia ermetica attraverso la mediazione araba

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� MIMESIS l ABRAXAS Ermetica

N.2

Collana diretta da

Claudio Bonvecchio

ed

Elio jucci

COMITATO SCIENTIFICO Ezio Albrile (CESMEO di Torino) Claudio Bonvecchio (Università dell'lnsubria) Antimo Cesaro (Università degli Studi di Napoli Federico

Il)

Giulio Maria Chiodi (Università dell'lnsubria) Elio Jucci (Università degli Studi di Pavia) Pietro Mander (Università di Napoli "L'Orientale") Bernardo Nante (Universidad del Salvador; Buenos Aires) Roberto Revello (Università dell'lnsubria)

PICATRIX Dalla versione latina del Ghiiyat al-hakfm

DERADIIS Teorica delle arti magiche

La summa della magia ermetica attraverso la mediazione araba

� MIMESIS

Picatrix. D alla vers ione latina del Ghiiyat al-hakim a cura di Paolo A. Ross i Traduzione di D avide Arecco, Ida Li Vigni, Paolo A. Rossi, Stefano Z uffi Al-Kindi, De Radiis. Teorica delle arti magiche a cura di Ezio Alb rile e Stefano Fumagal li Traduzione d i E m anuela Turri

MIME SI S EDIZIONI (M ilano - Udine) www.mimes is edizioni . it mimes is@m imes is edizioni . it Collana: Abraxas Ermetica, n. 2 Isb n:978885 7548982

© 201 8 - MIM EDIZIONI SRL Via M onfalcone, 1 7/19 - 20099 Sesto San G iovanni (MI) Phone: +39 02 24861657 l 24416383 Fax: +39 02 89403935

INDICE

PICATRIX DALLA VERSIONE LATINA DEL GHAYAT AL-HAKlM INTRODUZIONE

13

NOTA AL TESTO

29

PROLOGO

31

BmuoGRAFIA

35

LIBRO I CAPITOLO l.

A CHE LIVELLO SEI DELLA CONOSCENZA DEL SAPERE

CAPITOLO Il.

LE SUE CARATTERISTICHE CAPITOLO III.

v.

47

ESEMPI DI PROPOSIZIONI E DI CIÒ CHE È NECESSARIO PER FARE TALISMANI

CAPITOLO VI.

45

SULLE GENERALI RAPPRESENTAZIONI E COMPOSIZIONI DEL CIELO ATTE A CREARE TALISMANI

CAPITOLO

41

CHE COSA SIA IL CIELO E DI QUALE SOSTANZA SIA FATIO

CAPITOLO IV.

39

CHE COSA SIA LA NEGROMANZIA E QUALI SIANO

57

IN CHE MISURA CIASCUNO SIA NEL MONDO E COME SI PERVENGA ALLA CONCLUSIONE CHE L 'UOMO È UN MICROCOSMO ED È ASSIMILATO AL MA CROCOSMO

CAPITOLO VII.

71

IN CHE MISURA SIA OGNI COSA DEL MONDO E DI MOLTE ALTRE NOZIONI PROFONDE NASCOSTE DAI SAPIENTI E CHE NOI, IN QUESTO LffiRO, INTENDIAMO SVELARE

75

LIBRO II CAPITOLO l.

CoME SI PUÒ PERVENIRE A QUESTA CONOSCENZA

CAPITOLO Il.

LE FIGURE CELESTI E I LORO SEGRETI

CAPITOLO III.

81 83

TUTTE LE OPERAZIONI CHE RIGUARDANO I PIANETI,

87 99

IL SOLE E LA LUNA CAPITOLO l'V.

IL MOTO DELL'OTTAVA SFERA E DELLE STELLE FISSE

CAPITOLO V.

COME QUESTA SCIENZA È RIPARTITA TRA I POPOLI

CAPITOLO VI.

LE VIR TÙ DEI TALISMANI E IN CHE MODO SI OTTENGONO;

E QUALE CORRISPONDENZA TROVA I N ESSI

l0l

IN CHE MODO I TALISMANI POSSONO ACQUISIRE LA FORZA DEI PIANETI E COME GLI INFLUSSI AGISCONO PER MEZZO DEI TALISMANI: CIOÈ IL FONDAMENTO DELLA SCIENZA DELLA NEGROMANZIA E DEI TALISMANI CAPITOLO VII.

1 07

DEL MODO DI SERVIRSI DELLA DIALETTICA NELLA SCIENZA DEI TALISMANI E CHE PARTE DEBBA AVERE IN QUESTA SCIENZA

117

CAPITOLO VIII. DELLE GERARCHIE DELLE COSE NATURALI E IN CHE MODO SI POSSA ACCEDERE A QUESTA SCIENZA CAPITOLO IX.

1 23

DELLA DIMOSTRAZIONE DELLE FIGURE E DELLE FORME DEI TALISMANI CHE SI FANNO CON L'AUSILIO

1 27

DEI PIANETI CAPITOLO X.

DELLE PIETRE ADATTE A CIASCUN PIANETA O ALLA FORMAZIONE DELLE FIGURE

CAPITOLO Xl.

E I LORO INFLUSSI CAPITOLO XII.

131

LE RAPPRESENTAZIONI DELLE IMMAGINI DEI SEGNI

1 43

LE FIGURE E I GRADI DEI SEGNI ZODIACALI E I LORO INFLUSSI SECONDO L'OPINIONE DEGLI INDIANI, IN CHE MODO SI PROCEDE NELLO STUDIO DI QUESTA SCIENZA, DI QUALE TIPO SONO GLI INFLUSSI CHE SI TRAGGONO DAI CORPI SUPERIORI SECONDO LA LORO OPINIONE E CON ( LA RIVELAZIONE DI ] NOTEVOLI SEGRETI

151

LIBRO III CAPITOLO l.

SULLE PARTI DEI PIANETI PRESENTI IN PIANTE, ANIMALI E METALLI

CAPITOLO Il.

1 67

SULLE PARTI DEI SEGNI ZODIACALI PRESENTI NELLE TRE PREDETTE NATURE, OSSIA PIANTE, ANIMALI E METALLI

1 73

CAPITOLO III.

SULLE FIGURE, DISEGNI, VESTIMENTI, SUFFUMIGAZIONI DEI PIANETI, NONCHÉ SUI DISEGNI

177

DELLE FACCE DEI SEGNI CAPITOLO IV.

QUALI SEGRETI POSSONO ESSERE

CARPITI

185

SOLAMENTE DA CID È VERSATO IN QUESTA SCIENZA CAPITOLO V.

SULLA DIMOSTRAZIONE DELLE

VIRTÙ PROPRIE DEGLI

ANIMALI E DEGLI ELEMENTI PIÙ IMPORTANTI, NECESSARI

IN QUESTA SCIENZA, E SU COME GLI SPIRITI PLANETARI

187

DIPENDANO DA SIMULACRI E SUFFUMIGAZIONI CAPITOLO V I.

SULL'ARTE DI ATTRARRE GLI SPIRITI DEI PIANETI

MEDIANTE MEZZI NATURALI; QUALE NE SIA L'IMM AGINE

195

E CHE GENERE DI VIRTÙ POSSEGGA CAPITOLO V II.

SULL' ATIRAZIONE DELLA VIRTÙ DEI PIANETI E SUL MODO ATTRAVERSO IL QUALE POSSIAMO COMUNICARE CON ESSI, NONCHÉ SUL MODO IN cm L'EFFETTO SI DIVIDE PER PIANETI, FIGURE, SACRIFICI, ORAZIONI, SUFFUMIGAZIONI E PROPOSIZIONI; SULLO STATO DEL

201

CIELO NECESSARIO A CIASCUN PIANETA CAPITOLO V III. SULLE MODALITÀ DI PREGHIERA SEGUITE DAGLI ABITANTI DI NEPI PER INVOCARE IL SOLE E SATURNO, E SUI MODI CON CUI PARLAVANO CON ESSI, TRA ENDONE SPIRITI ED EFFETTI CAPITOLO IX.

235

SuL MODO DI ATTRARRE LE FORZE DI ciAscUN PIANETA SEPARATAMENTE, E DI INVOCARE GLI SPIRITI DI QUELLE FORZE SECONDO LE LORO PARTI, NONCHÉ SUL MODO D I OPERARE S m NOMI SUDDETTI

CAPITOLO X.

239

SULLA DIMOSTRAZIONE RELATIVA ALLA CONFEZIONE DEGLI SPIRITI PLANETARI E ALLA POSSIBILITÀ DI RITRARRE DANNI DI OPERE E DI EFFETTI, DI MIRACOLI DI NEGROMANZIA E DI CIBI, DI SUFFUMIGAZIONI, UNGUENTI E ODORI, cm DEVE RIFARSI L'OPERATORE DEGLI SPIRITI DEI PIANETI E SULLE OPERE CHE NON SONO REALIZZATE SE NON ATTRAVERSO LA PERCEZIONE VISIVA

CAPITOLO Xl.

247

CIRCA GLI EFFETTI DEI SIMULACRI IN COSE DIVERSE, NONCHÉ SULLE ALTERAZIONI DELLA VISTA IN MODO CHE GLI OGGETTI APPAIANO IN MODO DIVERSO DA QUELLO CHE SONO; SUL MODO DI DORMIRE, VIGILARE, COMPORRE SOSTANZE VENEFICHE E LORO RIMEDI

CAPITOLO XII.

SULLE REGOLE NECESSARIE IN QUESTA SCIENZA

261 2 81

LIBRO IV CAPITOLO l.

DA DOVE PROVIENE LA VIRTÙ E LA FORTEZZA DELLO SPIRITO E QUALE SIA LA PROPRIETÀ DELLO SPIRITO; QUALE È LA PROPRIETÀ DEL CORPO; E QUELLA DEL SENSO E DELL'INTELLETTO; QUALE QUELLA

287

DELL'ANIMA, NONCHÉ LE DIFFERENZE TRA ESSE CAPITOLO II .

IN CHE MODO LA FORZA DELLO SPIRITO DELLA LUNA È ATTRATTA A QUESTE COSE INFERIORI, E DA QUALI COSE SI DEVONO FARE LE SUFFUMIGAZIONI Al SETTE PIANETI

CAPITOLO III.

295

NEL QUALE SI DICE COSA TRAGGONO I CALDEI DALLA PROFONDITÀ O DAI SEGRETI DI QUESTA SCIENZA E COSA HANNO DETTO AL RIGUARDO

CAPITOLO IV.

CHE MOLTO GIOVANO A QUESTA SCIENZA CAPITOLO V.

309

IN CUI SI PARLA DEI SIMULACRI E DELLE CONOSCENZE

311

IN CUI SI MOSTRA QUALI SONO LE DIECI SOSTANZE NECESSARIE A QUESTA ARTE E COME QUESTA SCIENZA NE TRAGGA VANTAGGIO; E QUALI SIANO LE RADICI DELLA NEGROMANZIA

CAPITOLO VI.

323

MOSTRA COME DEVONO ESSERE FATTE LE SUFFUMIGAZIONI DELLE STELLE E UN COMPOSTO NECESSARIO A QUESTA SCIENZA

CAPITOLO VII.

327

GLi ARGOMENTI RIGUARDANTI LA NEGROMANZIA RITROVATI NEL LIBRO L 'AGRJCOLTL'RA CALDEA, TRADOTTO DAL CALDEO IN ARABO DA ABUBNAR ABENVAXIE

333

CAPITOLO VIII. SULLE VIRTÙ INERENTI ALLA NATURA SPECIFICA DI ALCUNE COSE CAPITOLO IX.

349

SULLE IMMAGINI FORNITE DI POTERI STRAORDINARI, CHE FURONO SCOPERTE NEL LIBRO CHE FU RITROVATO NELLE CHIESE DI CORDIB E NEL LIBRO DELLA REGINA fOLOPEDRA, E DOVE SI DISCUTE DI ALCUNI ACCORGIMENTI NECESSARI PER OPERARE CON LE IMMAGINI

355

AL-KINDI DE RADIIS TEORICA DELLE ARTI MAGICHE

PREMESSA

di Stefano Fumagalli

373

NoTA AL TESTO

385

l.

SULL'ORIGINE DELLA CONOSCENZA

392

2.

Sui RAGGI

401

3.

SUI RAGGI DEGLI ELEMENTI

410

4.

SUL POSSIBILE

415

5.

Su CIÒ CHE FAVORISCE UN EFFETTO DI MOVIMENTO

422

6.

SULLA POTENZA DELLE PAROLE

438

7.

SULLE FIGURE

455

8.

SULLE IMMAGINI

459

9.

SUI SACRIFICI

463

IO. SUGLI INIZI DELLE OPERAZIONI

469

PICATRIX Dalla versione latina del Ghiiyat al-hakim

a cura di Paolo A. Rossi Traduzione di Davide Arecco, Ida Li Vigni, Paolo A. Rossi e Stefano Zuffi

INTRODUZIONE

Scientia... semper acquirit et numquam diminuit; semper elevat et numquam degenerpt; semper apparet et numquam se abscondit.

La specie più bella di magia teorica è il discorso

Nel 1 897 J. Wood Brown (An inquiry into the / ife and legend of Michael Scot, D. Douglas, Edinburgh 1 897), studioso di Michele Scoto, esprimeva la speranza che Picatrix non venisse mai tradotto in alcuna lingua moderna. Ce ne scusiamo con il signor Brown, ma a noi è sembrata una buona idea rendere questo testo dalla storia travagliata in un linguaggio - per quanto ci è stato possibile - com­ prensibile anche ai non arabisti o non 1atinisti. Nel 1 933 venne editata, per la prima volta, da Hellmut Ritter (Studien der Bibliothek Warburg 1 2 Teubner, Leipzig-Berlin) la ori­ ginaria versione critica dall' arabo del Ghiiyat al-hakfm (//.fine del saggio). Nel 1 962 venne fatta la traduzione tedesca di tale opera da H. Ritter e M. Plessner (Studies of the Warburg Institute 27, War­ burg Institute, London). Nel 1 975, Vittoria Perrone Compagni pub­ blicò alcuni capitoli del Picatrix Latinus ("Medioevo", l, pp. 23 73 3 7); la trasposizione francese di alcune parti fu fatta da S. Matton (La magie arabe traditionnelle, Retz, Paris 1 977) e quella spagnola da M. Villegas (Editora Nacional, Madrid 1 982). Nel 1 986, David Pingree terminò (finendo il lavoro di Elisabeth Jaffè) la edizione critica della versione latina del Ghélyat al-hakfm, conosciuta anche come Picatrix. Un' opera araba elaborata in Spagna alla metà dell'XI secolo, che tenne banco come autorevole manuale di ermetismo, d'alchimia e d' astrologia nell ' epoca di Federico II e di Alfonso X, ripresa poi nell' umanesimo-rinascimento da tutti i grandi magi (Ficino, Pico,

14

Picatrix

Agrippa . . . ) come il compendio di magia cerimoniale e recuperata in età moderna come il vero manuale diabolico; essa ha resistito nove secoli presso tutti gli esoteristi come l ' opera di magia per ec­ cellenza, di cui tutti hanno sempre parlato (nel male o nel bene), ma ben pochi l 'hanno letta se non semplicemente scorsa. Forse è sempre valso il giuramento solenne di non copiarla, quindi sono po­ chi coloro che hanno violato l ' impegno (vi sono circa una ventina di manoscritti sparsi per tutta Europa), oppure si pensava o a "le reverend père en Diable Picatris" come al diabolico rettore della Facoltà demonologica che veniva frequentata senza che nessuno lo sapesse (compreso lo studente) o anche a "un charlatan espagnol qui a écrit de la magie". Sia come sia, noi abbiamo pensato di dame una traduzione italiana comprensibile a tutti; poi, saranno i nostri lettori a discuterne, dato che l 'arabo, il latino medievale e il castigliano (e le loro reciproche contaminazioni) non sono lingue che tutti sanno . Dopo di ciò, se a qualcuno fosse rimasto il problema di approfondire l ' argomento, allora non gli resta che l ' edizione critica. La cosa iniziò dieci anni fa a Brisighella, dove Paolo Aldo Rossi era direttore scientifico delle famose Feste Medievali. In quel bor­ go giocoso di Romagna una ventina di professori universitari, finiti lezioni ed esami, si recavano, per due settimane, a divertirsi con il "medioevo". Ogni anno veniva dato un tema alle Feste (ad esempio Carnevale e Quaresima, I trionfi della vanità, Le ali del sogno, Il mito del/ 'Oriente, La gola madre dei sette vizi capitali... ) ai quali ar­ gomenti veniva dedicato, intitolato, rivolto l' insieme globale degli spettacoli (musica, danze, teatro, eventi di piazza ... ma anche le mo­ stre e i convegni). Ma sottostante al tutto, che di anno in anno poteva cambiare, restava un ideale ermetico, astrologico e alchemico ch'era il contrassegno peculiare dell 'intera manifestazione dalle origini, cioè da dieci anni. Questa parte noi l' abbiamo ricevuta in eredità e, nel 1 989, nell' organizzare le Feste dedicate alla Profezia, abbiamo sco­ perto che uno dei manoscritti del Picatrix era stato copiato il 21 mag­ gio 1 536 "a Brisighella nella casa che è sulla piazza con due ingressi e vicina al palazzo comunale" che noi ben conoscevamo. A quel punto si decise di tradurre l' opera e di farla avere in dispense a tutti i nostri amici (ovviamente non solo e necessariamente docenti universitari) affinché tutti apprendessero quel che fin dal XVI secolo si faceva nel borgo "in attesa delle Feste Medievali". Il primo libro fu subito pronto e le discussioni si sprecarono su chi era l 'Autore e dove e come era

Introduzione

15

stato composto . . . Avevamo difatti realizzato delle dispense sulle quali ci azzuffavamo. Nel 1 993 fu pronto il libro secondo. Da tutte queste discussioni si ricavò che l 'Autore fosse il famoso Abii al-Qasim Ma­ slama ibn Ahmad al-Majriti, o meglio un suo omonimo, vista la non eccellente preparazione filosofica; ciò fece supporre a qualcuno di noi, colpito dall' ossessivo ripetersi di scongiuri e talismani contro ca­ tastrofi naturali, animali nocivi, guerre e prigionia, che il Nostro fosse un mercante arabo-hispanico con alle spalle una storia di naufragi, di schiavitù e improntato a una gran voglia di comparire come "mago", non fosse altro che per salvare la pelle e mettersi da parte qualche soldo. Altri di noi, leggendo non il Ghiiyat al-hakfm, ma alcuni ma­ noscritti latini, cioè il Picatrix, sostennero che ci si trovava di fronte a un' antologia-manuale per fattucchiere e per i loro clienti. Ma allora non avevamo ancora letto il terzo e il quarto libro. Nel 1 995, Pierre Dalla Vigna, coraggioso editore di Mimesis, ci propose di farne una traduzione, cosa che accettammo subito, po­ nendoci con entusiasmo a decifrare il terzo e il quarto libro. Purtroppo, un terribile ictus colpì Paolo Aldo Rossi. Senza di lui non ci divertivamo più e la traduzione languì per mesi. F ortunatamen­ te il nostro guarì e nel 1 998 riprendemmo il lavoro che ora presentia­ mo affinché esso sia alla portata di quanti lo vogliono leggere ma non hanno gli strumenti per affrontarne una lettura dall'originale. Per il momento, il nostro compito è quello di ripercorrere le vi­ cende di un' opera rimasta celebre per nove secoli e che ancor oggi suscita curiosità. La versione originale di questo ampio trattato di magia simpate­ tica e astrale, con particolare riferimento ai talismani, è araba. Da alcune indicazioni interne sembra essere stata prodotta nella Spa­ gna dell 'Xl secolo, fra il 1 047 e il 1 05 1 . L' autore: Abii Maslama Muhammad ibn Ibrahim ibn 'Abd al-da' im al-Majriti, che fu con­ fuso con il ben più famoso Abu al-Qasim Maslama ibn Ahmad al­ Majriti (il madrileno ). Dai manoscritti latini risulta che l ' opera è poi stata tradotta de arabico in hispanicum nel 1 256 per ordine del re Alfonso X di Castiglia - soprannominato el Sabio {Toledo, 1 22 1 -Si­ viglia, 1 284) - il cui interesse per l ' astrologia e la magia è ben noto e documentato dalle opere e dai lapidari da lui stesso composti o fatti comporre, accanto ad altre opere di aritmetica, nautica, astronomia e musica e secondo modalità di produzione che possono per certi versi far pensare al sovrano come a una sorta di cooperativa libraria.

Picatrix

16

La traduzione spagnola di Picatrix è andata perduta, ma da essa è derivata quella latina, documentata da una ventina circa di mano­ scritti, tutti relativamente tardi (dalla fine del XV agli inizi del XVII secolo), distribuiti un po' in tutta l ' Europa, da Oxford a Praga, da Vienna a Darmstadt, da Parigi a Hambourg, passando per Firenze. Proprio uno di questi ci interessò in modo particolare. Si tratta di un manoscritto magliabechiano (Magliabechi XX 20; cfr. V. Perrone Compagni, "Picatrix Latinus") conservato alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, copiato a Brisighella il 2 1 maggio 1 536 (29-32 linee per pagina, 60-70 lettere per linea. Dalla collezione Marmi). Al f. 1 1 7v, dopo il colophon, si legge: "die vegesimo primo mensis mari bora vigesima prima Brasichellae in domo que est in platea a duobus faciebus et iuxta pallacium comunis [ comitis?] , currentibus annis a Salutifera Nativitate millessimo quingentesimo trigesimo sexto, in­ dictione nona, anno 2° pontificatus Pauli tertii. Ad Dei laudem et glo­ riarti in infinita secula. Qui servare libris preciosum nescit honorem illius a manibus sit procul iste liber. Telos". Da qui noi siamo partiti. Dopo abbiamo visto Picatrix, in Concordances and Texts of the Royal Scriptorium Manuscritts of Alfonso X, el Sabio, a cura di Lloyd Kasten e John Nitti, in "The Hispanic Seminary of Medie­ val Studies", Madison (Wisconsin), 1 978. Edizione in microfiches. Quindi Davi d Pingree, Between the 'Ghiiyat' and 'Picatrix ' 1: The Spanish Version, in "Journal of the Warburg and Courtauld Institu­ tes", London 1 98 1 , 44, pp. 27-56, e subito dopo la versione latina del Ghiiyat al-haklm (Studies of the Warburg Institute, University of London, 1 986) di D. Pingree. Da quel momento abbiamo visionato quasi tutti i manoscritti del XV e XVI secolo, però restando quasi sempre fedeli al Pingree e alla Perrone Compagni. Picatrix, come risulta da indicazioni interne al testo, risulta es­ sere il nome del suo autore/compilatore, mentre il titolo dell' opera - Ghiiyat al-haklm in arabo - diventa in latino l/ fine (o lo scopo) del saggio. Ma l ' opera è sempre stata identificata con la parola Picatrix. Da Ibn Khaldun, pensatore di grande cultura morto nel 1 406 e vissuto fra l'Africa del Nord e l 'Egitto - e che lo aveva definito "il trattato di magia più completo e meglio fatto" - era stato attribuito a un certo Maslama al-Magriti. Adesso però si parla, semmai, di pseudo al-Magriti, dal momento che Picatrix sembra piuttosto esse­ re una specie di compendio magico o antologia ermetico-alchemica redatto nella Spagna dell 'XI secolo, come del resto prima si è detto. .

Introduzione

17

Uno dei suoi primi studiosi moderni, Hellmut Ritter, cui spetta il merito di avere fornito l' edizione critica del testo arabo, suppose che il latino Picatrix fosse una corruzione successiva del nome greco di Ippocrate (Hippocrates o Harpocration nel testo), lanciando quindi l ' ipotesi di un originale autore greco. In seguito, Ritter stesso finì per abbandonare tale ipotesi, mentre tuttora invece essa è accettata da Henri Corbin con convinzione. Dunque, in sintesi, si avrebbe la derivazione : greco : -+ Hippocra­ tes o Harpocration: -+ arabo : Buqratis -+ latino: Picatrix. Chiunque sia stato l 'autore/compilatore di questo testo, il peso e l ' influenza che ha esercitato sulla storia della cultura - della filoso­ fia e anche dell' arte - occidentale, come vedremo tra poco, rimane immutato. Vediamo ora il suo contenuto per sommi capi. Picatrix è composto di quattro libri, che trattano rispettivamente i seguenti argomenti dichiarati nel proemio: Questo trattato è dunque diviso i n quattro libri e ciascuno d i essi è a sua volta diviso in capitoli. Nel primo libro si tratta l'essere del cielo e i suoi influssi sulla Terra tramite le immagini o configurazioni che si trovano in esso. Nel secondo si parla in generale delle figure del cielo, del moto dell'ottava sfera e dei loro influssi su questo mondo. Nel terzo delle proprietà dei pianeti e dei segni, dei colori delle loro figure e forme e di come si possa parlare con gli spiriti dei pianeti, non­ ché di molte altre operazioni di natura negromantica. Nel quarto, infine, si discute delle proprietà degli spiriti e di quanto altro è da tenere presente in quest'arte e in che modo ci si possa avvale­ re di simulacri e talismani, fumigazioni e altro.

Il Picatrix si apre con pie preghiere e con la promessa di rivelare profondi segreti. La conoscenza è infatti il miglior dono di Dio agli uomini, ovvero sapere quale è il principio e il fondamento meta­ fisico di tutte le cose. La verità originaria è l ' Uno. Tutte le cose provengono plotinianamente dali ' Uno e tramite esso ricevono verità e unità nel perpetuo moto di generazione e corruzione (tale punto pare costituire una rilettura dei Meteorologica aristotelici alla luce del magismo animista). Le cose sono ordinate gerarchicamente in base a una disposizione marcatamente teologico-sacrale: le inferiori si sollevano alle superiori, mentre le superiori discendono verso le inferiori. L'uomo è un piccolo mondo (minor mundus) che riflette il grande mondo (maior mundus) del cosmo, ma grazie al suo intellet-

18

Picatrix

to il saggio - il mago - può innalzarsi al di sopra dei sette cieli che costituiscono la realtà sovralunare. Dio, o prima materia, è senza forma. Da questo incorporeo e afor­ male Uno derivano: l'Intellectus o mens, lo Spiritus, la Materia o natura materiale, gli elementi (e gli elementata). Lo Spiritus discende dall' alto verso il basso e si stabilisce nel luogo in cui viene afferrato (ubi captus est). L' arte magica consiste nell' impadronirsi dell ' influs­ so dello Spiritus e nell' incanalarlo nella materia (1 ,7; IV, 1 ). I-11.- I l mezzo più valido per conseguire questo scopo sono i ta­ lismani, vale a dire le immagini astrali impresse sui materiali idonei a tale operazione, nel momento adatto, secondo una giusta disposi­ zione mentale. I primi due libri sono complessivamente dedicati a quest'arte com­ plessa e difficile, che richiede una profonda conoscenza dell'astro­ nomia, della matematica, della musica, della metafisica e, in pratica, di tutto l'umano sapere, poiché l ' introduzione dello Spiritus nei tali­ smani può riuscire solo al filosofo consumato e iniziato a tali pratiche. Vengono poi fomiti elenchi di immagini da riprodurre sui talismani. È anche presente un elenco completo delle immagini dei trentasei Deca­ ni ifacies), collegate con i segni zodiacali di loro pertinenza. III. - Nel ferzo libro l ' autore discute delle corrispondenze di pie­ tre, piante e animali, con i vari pianeti e segni, fornendone elenchi esaurienti. Della corrispondenza fra i segni e le varie parti del cor­ po, dei colori dei pianeti, del modo attraverso il quale invocare gli spiriti dei pianeti stessi si parla con dovizia di particolari e grande attenzione. IV. - Il quarto libro tratta di argomenti simili, nonché delle suffu­ migazioni e termina con preghiere e invocazioni sacre rivolte ai pia­ neti. Qui trova anche posto un brano estremamente suggestivo, nel quale si afferma che Ermete fu il primo a usare immagini magiche e in cui gli viene attribuita la fondazione di una città meravigliosa in Egitto: Adocentyn. Una città nella quale, come nell ' ideale Repubbli­ ca di Platone o nella Città del Sole di Campanella, il governo è nelle mani del saggio filosofo le cui disposizioni hanno il carattere della inevitabilità e ineluttabilità propria di quanto è alto e divino, grazie all ' impiego della magia sacerdotale egizia o caldaica. Ritornano qui alla mente anche la teurgia e la pansofia giambliche, che tanta parte ebbero nel permeare di sé i sogni e gli ideali ierocratici del tardo ellenismo e del morente paganesimo.

Introduzione

19

L' opera s i presenta così come un compiuto manuale d i magia, in quanto espone le linee difilosofia naturale sulle quali si basa la magia talismanica e simpatetica e fornisce, nello stesso tempo, esau­ rienti istruzioni sulla sua pratica concreta. Un' ultima considerazione di ordine generale merita di venire ri­ cordata in questa sede. Pur non essendo il Picatrix mai stato consi­ derato parte integrante del Corpus Hermeticum, che tanta influen­ za ha esercitato sul Rinascimento italiano, la dottrina che in esso è esposta gli è totalmente assimilabile (specialmente per quanto può concernere Asclepius e Pimander). Per quanto il Picatrix non sia mai stato stampato, ebbe una note­ vole diffusione manoscritta nel Rinascimento. Ma sulle modalità di questa diffusione - di palese ascendenza iniziatica ed evidentemente non per tutti- è bene rammentare un episodio interessante messo in luce da Agrippa d'Aubigné in una lettera scritta fra il 1 572 e il 1 575, nella quale l ' accademico francese del XVI secolo racconta come il re Enrico III di Francia avesse importato alcuni libri di magia dal­ la Spagna e come egli avesse potuto vederli, con molte difficoltà, vincolato al giuramento solenne di non copiarli. Fra essi si trovava anche Picatrix ("les commentaires de Dom Jouan de Tollede"). La bibl iografia che lo riguarda, infatti, comincia proprio da qui, ossia dallo stesso secolo che ha visto l ' apoteosi di Ermete Trismegi­ sto grazie al lavoro di traduzione e alle ricerche di Marsilio Ficino, e mentre la metafisica dell' infinito elaborata da Cusano sulla base di pure speculazioni metafìsiche si lasciava andare ad affermazioni quali: "Dio è una sfera infinita, il cui centro è dappertutto e la cir­ conferenza in nessun luogo". Marsilio Ficino, Giovan Battista Pico, Ludovico Lazzarelli, Agrippa di Nettesheim, Giordano Bruno lo conoscevano e l ' aveva­ no letto; addirittura Simon de Phares plaude e approva questo libro dicendo : "Picatrix fut en ce temps le plus escellant astrologien que l ' on sceust". Ma Giovan Francesco Pico disapprova e critica l ' opera dicendo: "vanissimus liber, superstitionibus pienus et velut scala ad idolatriam factus", così come Guy Patin: "Picatrix est [ . . ] un charla­ tan espagnol qui a écrit de la magie" o Prosper Marchand : "Picatrix: auteur d'un Recueil de Superstitions ridicules et criminelles". Nella biblioteca di Pico della Mirandola vi era una copia di Picatrix e suo nipote Giovanni Francesco Pico ( 1 469- 1 53 3 ) ne rivela una certa co­ noscenza nelle opere scritte contro la magia dopo la morte dello zio .

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Picatrix

(ci riferiamo ali'Examen vanitatis doctrinae gentium e al De rerum praenotione). E, come detto, forse Campanella stesso ( 1 568- 1 63 9) per la sua platonizzante utopia ierocratica si ricordava della magica città di Adocentyn descritta nel Picatrix (IV, 3). La sua popolarità è attestata anche dalla famosa battuta che si trova nel Pantagruel di Rabelais ( 1 495- 1 553): "le reverend pere en Diable Picatris, recteur de la faculté diabologique" (III, 23). Dell 'interesse di Ficino ( 1 433- 1 499) per Picatrix si era sospettato e si erano indicate numerose vicinanze con uno dei suoi scritti più com­ plessi e più carichi di spunti magici : il terzo dei libri De vita, il De vita coelitus comparando, che è anche il più sensibile alle sollecitazioni astrologiche e oroscopiche. I tre libri, pubblicati per la prima volta nel 1 489, costituiscono un trattato di medicina, che, come era tradizione e norma d'uso nel Medioevo e nel Rinascimento, si avvaleva di presup­ posti astrologici universalmente dati per scontati. Ma Ficino, appunto nel terzo libro - risiede qui la più marcata influenza di Picatrix -, vi introduce anche una forma di magia implicante l'uso dei talismani (so­ prattutto nel capitolo XVIII). Recentemente (nel 1 976) se ne è avuta la conferma dalla scoperta di una lettera autografa del filosofo, in cui dichiara di avere letto a lungo e molto quest'opera e che tutto quanto vi aveva trovato di utile e degno lo aveva trasferito nei suoi libri De vita, tralasciando - dovremmo dire ben più che cautamente - il resto come frivolo, vano e condannato dalla religione cristiana. Subito dopo la loro pubblicazione, cominciò a circolare l'accusa di magia nei suoi confronti, accusa che lo costringerà a cercare appoggi e protezione e che si trascinerà per circa un anno, costringendolo, fra l'altro, a scri­ vere una Apologia. Peraltro, i maligni continuarono a sostenere che si consolava eseguendo pratiche magiche insieme a Pico della Mirando­ la, confinato in seguito alla condanna, fra l' altro per magia, di pochi anni prima. Ioan P. Couliano in Eros e magia nel Rinascimento dice: La magia astrologica del Ficino attinge abbondantemente alle ricette del Picatrix, la cui influenza è però soprattutto d'ordine quantitativo e non già qualitativo. L'imponente edificio della magia spirituale del Ri­ nascimento non dovrebbe venir paragonato a quel mediocre ammasso di procedimenti empirici che è il Picatrix; tuttavia i filologi, che hanno avuto facile gioco nello scoprire in Ficino interi passi ripresi dal Pica­ trix, si sono accontentati troppo in fretta di una spiegazione genetica

eccessivamente generalizzata, stando alla quale il trattato arabo tradotto in latino sarebbe una delle principali fonti del platonico fiorentino.

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Contemporaneo d i Ficino, Pico ( 1 463- 1 494) inizia l a sua carriera filosofica sotto l ' influenza di Ficino e derivando dal maestro l ' entu­ siasmo per la magia naturalis, anche se secondo un indirizzo che lo avrebbe sempre più portato ad accentuare i connotati ascetici insiti nella palingenesi sapienziale ermetica e a rifiutarne le (ambi)valenze astrologiche. Ma, nella storia della magia rinascimentale Pico è importante soprattutto perché alla "magia naturale" aggiunge un altro tipo di magia, complementare alla prima: la cabala pratica o magia cabali­ stica, che nell'opera di Reuchlin appare armonizzata con il pitagori­ smo. Tralasciamo comunque qui questo pur importante aspetto degli studi di Pico per cercare di scorgere solo dove si possono ancora rintracciare gli echi degli insegnamenti di Picatrix. Nel 1 486 il gio­ vane Pico della Mirandola si reca a Roma con le sue novecento tesi, o sentenze estratte da tutte le filosofie, offrendosi di provare, in un pubblico dibattito, come fossero tutte reciprocamente conciliabili. Il dibattito non ebbe mai luogo e l ' indignazione dei teologi si scatenò su alcune tesi, tanto che anche in questo caso, come nell'illustre precedente di Ficino, si rese necessaria una Apologia (pubblicata nel 1 487). Fra le novecento tesi vi sono ventisei Conclusiones ma­ gicae di cui due importanti per il nostro discorso: la terza, Magia est pars practica scientiae naturalis, e la tredicesima, Magicam operari non est aliud quam maritare mundum. Insomma, per magia natura­ le - lecita - Pico intende l ' istituzione di "legami" fra terra e cielo mediante l 'uso corretto di sostanze naturali secondo i princìpi della magia simpatetica; e poiché tali legami sarebbero privi di effica­ cia senza il superiore legame del talismano o dell' immagine astrale, resi efficaci dallo Spiritus, ecco che l ' uso dei talismani dev'essere compreso fra i metodi con i quali il mago - o lo "scienziato" della natura - di Pico unisce le virtù del cielo a quelle della terra, o "sposa il mondo". La sua magia naturale, in altri termini, è qualcosa di più che una mera manipolazione di sostanze naturali e implica l ' uso di segni magici e immagini talismaniche sacralizzate. Come è noto, le sue Conclusiones gli procureranno la condanna di papa Innocenza VIII e, più tardi, l ' arresto. Fra coloro che nella seconda metà del Quattrocento hanno avuto per le mani Picatrix, vi è anche Ludovico Lazzarelli, di Sanseverino Marche, poeta minore latino vissuto fra il 1 450 e il 1 500 e autore, tra le altre cose, di un dialogo intitolato Crater Hermetis. Qui Picatrix

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è identificato come autore dell' opera che reca quel nome, ma "che si chiama e/avis sapientiae", probabilmente anche in riferimento alla filosofia salomonica e biblica da Pico indagata nell'Heptaplus. Il tema centrale del Crater Hermetis è quello della regeneratio o pa­ lingenesi, anzi della possibilità di novos formari homines. E questi "uomini nuovi" si potranno formare anche sugli insegnamenti del testo che ci interessa, citato in questo modo: la prima cosa che tu devi fare nei confronti di te stesso è di medi­ tare attentamente la tua entità spirituale [in Ritter-Piessner: Pneuma, in Corbin: entità spirituale, il tuo angelo] che ti governa, la quale è associata al tuo astro, e cioè la tua Natura Perfetta, quella che il saggio Ermete menziona nel suo libro dicendo: quando quel microcosmo che è l'uomo diviene perfetto di natura, la sua anima è allora l'omologo del Sole fisso nel Cielo, che con i suoi raggi illumina tutti gli orizzonti. Così la Natura Perfetta sorge nell'anima; i suoi raggi colpiscono e penetrano le facoltà degli organi sottili della saggezza; le attirano, le fanno svi­ luppare nell'anima, come i raggi del sole attirano le energie del mondo terrestre e le fanno crescere nell'atmosfera (III, 6).

Si tratta cioè per l 'uomo di trascendere in ultima istanza se stesso per conquistare una scienza operativa in sintonia con la natura e con i cieli e una potenza più che umana. Il tema del De occulta philosophia di Agrippa di Nettesheim (1 486-1535) (pubblicato per la prima volta nel 1 533) è come in Pico essenzialmente magico-cabalistico, ma l ' elegante magia naturale di Pico e dello stesso Ficino qui è portata fino alle estreme conseguen­ ze e in alcuni casi si fa magia demonica. I primi due libri riecheg­ giano Picatrix. L'opera infatti è suddivisa in questo modo: il primo libro è dedicato alla magia naturale, o magia del mondo elementare; il secondo alla magia celeste; il terzo infine alla magia cerimonia­ le o pratica. Queste tre suddivisioni corrispondono alla ripartizione della filosofia in fisica (medicina e filosofia naturale), matematica (e astrologia) e teologia (le cerimonie sacre delle varie religioni), i cui campi d' indagine sono rispettivamente il mondo elementare, quello celeste e quello intellettuale. Si noti a tale proposito che proprio Picatrix si conclude definendosi come trattazione in mathematicis. C iascuno dei tre mondi sunnominati riceve influssi da quello che gli è direttamente superiore, in modo tale che la virtù del Creatore di­ scende per gradi successivi e gerarchicamente disposti fino alle cose

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che compongono il mondo elementare : animali, piante, pietre e così via. Il mago è la persona in grado - grazie alle proprie conoscenze - di ripercorrere ali ' inverso questo processo e attirare le virtù del mondo superiore manipolando quelle inferiori. Il mago è colui il cui potere viene solo dalla conoscenza profon­ da della natura e del tutto, dal sapere quali sono le connessioni che legano le idee al mondo. Le statue, così come i talismani, sono im­ magini intermediarie tra i due mondi capaci di catturare gli influssi delle stelle e sposare le cose inferiori alle superiori. Dato che tutto quello che avviene di sotto è come quel che avviene sopra e quel che avviene sopra è come quel che avviene sotto, fra le due sfere esiste una immensa rete di interconnessioni di cui il mago deve essere in grado di tracciare l' ologramma e quindi di mettersi nelle condizioni di poter seguire tutti i percorsi che collegano i due mondi. In tal modo è possibile al mago modificare gli influssi, se questi sono sfa­ vorevoli, o riplasmare le forme materiali del mondo sensibile, quan­ do queste abbiano subito un processo degenerativo. E sotto questa tecnica veniva sempre più a imporsi la precisa consapevolezza che i l imiti fissati da Marsilio Ficino erano contraddittori con la figura e i compiti di un uomo-mago che, ormai entrato nella sfera demiurgica e sedutosi alla destra di Colui che regna al di sopra del fuoco, aveva acquisito la coscienza di essere il nuovo dio. Molti degli emuli di Marsilio non disdegneranno di ricorrere a tecniche assolutamente contrarie alla religione cristiana e, addirittura, a propugnare (nello spirito di Gemisto Pletone) un ritorno integrale al paganesimo an­ tico e al culto dei "demoni" o Daimones. Pia philosophia e docta religio svaniranno così per lasciare il posto alla magia o per meglio dire al desiderio dell' uomo di essere assolutamente padrone di se stesso e della natura, senza che nulla al di sopra di lui possa mai !imitarlo in questo sogno di assoluta libertà. La libertà trova infatti il suo più fertile terreno di cultura nella non coartazione del desiderio e nella speranza che l ' oggetto del desiderio possa, a opportune con­ dizioni, essere messo alla nostra portata. E quale desiderio supera quello di divenire simile a Dio, quale speranza è maggiore di quella della possibilità di riuscirvi? Non il volgare estensore di oroscopi, il cartomante, il chiromante, l' oniromante, non il pavido schiavo del l ' ineluttabilità del corso dei destini, non il ciarlatano pronosti­ catore, profeta solo delle umane miserie ha elevato tale desiderio e tale speranza a itinerario di vita. Questa via fu al contrario tracciata

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dall' empia audacia dell'uomo che aveva fatto dell'hybris la propria regola di vita e aveva cancellato laftonos dalle proprie paure. Quest'uomo fu il mago, il sapiente tanto innamorato del proprio desiderio da convincersi fermamente della sicura realizzabilità di questo, tanto certo della sua particolare ed eccezionale dignità di uomo da non vincolare questa a nessuna forma di coartazione, tan­ to incline a difendere la propria libertà da fame il contrapposto alle ineluttabili leggi segnate nei cieli. L' amore per il sapere lo porta a innamorarsi dell' idea che solo tramite la conoscenza sia possibile rompere il cerchio dell' ineluttabile destino, il quale, fissato nelle leg­ gi di natura e scritto indelebilmente nei cieli, ha negli astri i suoi mes­ saggeri e garanti. Al mago, l'unico uomo degno di essere tale (secon­ do un noto passo di Picatrix) è dato di seguire quell ' impressionante intrico di fili che congiungono la terra e il cielo al fine di ricostruire l ' immenso ologramma in grado di rappresentare, con tutto ciò che è presente nel mondo sublunare, la fedele ricostruzione dell'originale struttura paradigmatica del mondo. E questo grandioso sistema di conoscenza del mondo naturale non è destinato a rimanere solo uno svago dell' intelligenza, ma porta con sé la pars practica: la magia. "Magicam operari aliud non est quam maritare mundum", dice Pico nella famosissimaX/1/ Conclusione Magica, ribadendo poi nell'Apo logia il fatto che il ministro di questo matrimonio tra la terra e il cielo opera "actuando vel uniendo virtutes naturales". Senza tener conto dell'atmosfera magico-esoterica e simbolica che avvolse l ' intera Europa fra la metà del XV e gli inizi del XVI secolo non è possibile comprendere la cultura del Rinascimento. Il pensiero ermetico fu, in quest'atmosfera, come una nebbia sottile che tutto pervade dando all ' intero panorama una tonalità irripetibile. Se l ' arte, le lettere, l' architettura, le scienze, la filosofia, la musica. . . n e furono totalmente impregnate, a questa avventura non sfuggirono neppure gli eventi della vita privata e sociale. Dai carri allegorici che trionfavano nelle splendide feste di piazza, agli emblemi che decoravano oggetti e spazi quotidiani, alle immagini simboliche per uso didattico o morale . . . fino alle figure delle "carte da gioco", tutto è imbevuto di un linguaggio che quanto più è ambiguo, polivalente, equivoco, tanto più è in grado di rappresentare la coincidenza de­ gli opposti, l ' identità del diverso e la diversità dell' identico. Questo pensiero è fatto di un caleidoscopico fluire di immagini in continuo feed-back con le emozioni. ­

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Gli artisti del Rinascimento italiano che affrescarono con simbo­ li astrologici i palazzi signorili, che incisero e scolpirono emblemi sulle pietre degli edifici, che posarono mosaici nelle chiese, che illu­ strarono di complesse figure simboliche i libri dei filosofi e dei poeti e ancor quelli che miniarono i Trionfi dei Tarocchi per lo svago dei potenti, ben conoscevano quella complessa corrente di pensiero che aveva riposto nella potenza evocatrice dei simboli e nella forza crea­ trice d eli ' immaginazione la pars practica di una esaltante avventura teoretica: la continuazione dell' opera demiurgica che il Pimandro affida a Trismegisto dopo che questi è "stato investito dei poteri, istruito sulla natura del tutto e reso partecipe della visione suprema". Per quanto riguarda l ' eredità che Picatrix ha lasciato al mondo dell' arte ricordiamo solamente che è stato possibile interpretare i famosi affreschi di Palazzo Schifanoia a Ferrara (opera di Francesco del Cossa e dei suoi aiutanti) solo quando nel 1 9 1 2 lo studioso tede­ sco Aby Warburg ha applicato a essi il suo metodo filologico, par­ tendo, appunto, dalle immagini astrologiche riportate in questo testo (altri esempi sono la Primavera e la Nascita di Venere di Botticelli e l ' appartamento Borgia affrescato da Pinturicchio). L' importanza di Picatrix per mettere a fuoco molteplici aspetti della cultura, come abbiamo visto, non solo medievale ma soprattut­ to rinascimentale, è notevole. Ma oltre a questa importanza storica Picatrix ne assume una per così dire anche astorica e metastorica insieme, la quale va a collocarsi oltre i confini fittizi e angusti di un secolo. Così l'unità di una vita universale, che fluisce dovunque e anima tutto, e le molteplici operazioni magiche che l ' uomo, miracu­ lum magnum e immagine abbreviata del cosmo, compie per trascen­ dersi e spegnere, in fondo, la propria sete di una vita eterna, sono temi che insieme alle pagine di Picatrix attraversano tutti i secoli e anche tutti i mondi. Lynn Thomdyke ha posto l ' attenzione su quegli aspetti del Pi­ catrix che ne fanno una sorta di thesaurus alchemico di pratiche negromantiche, nettamente distinte dagli esperimenti naturali che caratterizzano invece la moderna scienza europea e la sua genesi storica. L' affascinante eresia di Picatrix parla il linguaggio di in­ vocazioni e incantesimi da rivolgere alle stelle e agli spiriti che presiedono loro. La astronomia-astrologia de li' opera, erede nella impostazione del matematismo speculativo della tradizione boe­ ziana, è accostabile senza forzature alle opere sul mondo magico

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e celeste di A lberto Magno e Pietro d'Abano, Ruggero B acone e C ecco d'Ascoli, Ade lardo di Bath e Giovanni di Siviglia. In tutti loro, come nell' autore di Picatrix, l ' adesione a immagini astrolo­ giche e magiche si sposa con il potere mistico insito e nascosta­ mente riposto nella combinazione fra parola e azione, in una mar­ cata ripresa della più pura portata rituale del sapere tradizionale. In tale senso Lynn Thomdyke aggiunge, ai nomi appena riportati, quelli di Roberto di Inghilterra, Arnaldo di Villanova, Anselmo di Parma e Giorgio Anselmi. Proprio in Picatrix si può legittima­ mente cogl iere uno dei più consistenti e convincenti traits-d'union fra il magismo enciclopedico medievale e la successiva panso­ fia rinascimentale, fra la scienza occulta araba e i nuovi sviluppi dell' ermetismo occidentale, sul piano sia filosofico che storico e geografico. Le tappe del nostro manoscritto, i suoi percorsi, sono a ben notare una sorta di concreta esemplificazione - su scala eu­ ropea - del cammino della magie science nello spazio-tempo a cavallo tra la rinascita del XII secolo e il sorgere dell 'Umanesimo quattrocentesco. Il libro magico di Picatrix sarà riecheggiato, in tutto il suo latente sinfonismo, dalla medicina positiva propugnata da Paracelso e dai sui seguaci britannici. Il pianeta Picatrix, ben più e ben oltre che un satellite o una stella, brillerà nel coelum phi­ losophorum come una chiave della sapienza e salvezza eterna che anche il lullismo, la tradizione alchimistica orientale e occidentale, le riprese escatologiche di Zoroastro e Tolomeo - la cui astrotesia resta assai differente dalla configurazione ipparchea -, hanno sa­ puto diversamente rappresentare con semplici allusioni o richia­ mi espliciti . Non vi è realmente ambito della storia della scienza magica al quale Picatrix non abbia fornito anche un solo piccolo contributo o al quale non si sia richiamato . Pensiamo alle pratiche divinatorie - con una definizione quasi semiologica del rappor­ to intercorrente fra parola negromantica e contesto astronomico e oroscopico -, alla fisiognomica - intesa come sfera alla quale ricondurre la metafisica dell ' ignoto cui l ' operazione magica mette capo -, fino al citato revival paracelsiano cui il Thomdyke ha dedi­ cato pagine tra le sue più riuscite. In Picatrix la dimensione astro­ nomica e quella astrologica appaiono inscindibilmente fuse, quasi a voler rappresentare un unico universo di significati e rispondenze fra il microcosmo umano e il macrocosmo divino. La filosofia del cielo esposta nel Picatrix è anche un compendio di scienza astro-

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nomica araba, pur con non poche varianti minori rispetto alla tra­ dizione, in prevalenza di natura iconografica. Ogni descrizione di natura celeste viene accompagnata da una previsione astrologica piuttosto sui generis e da un motivo il cui significato è prettamente morale - secondo le linee della letteratura edificante diffusa nel mondo latino medievale. In termini generali, sia il Picatrix che il Lapidario attribuito ad Alfonso X riflettono le ymagines della sphaera celeste indiana. Anzi, lo stesso Picatrix si colloca ideal­ mente a metà strada fra Genesi e Sidaria Veda, sorta di ponte di tramite e di trasmissione fra sapienza e filosofia di estrazione indu­ ista e sue diramazioni nel l ' Occidente latino medievale per mezzo della necessaria, quanto essenziale, mediazione araba. Le differenze principali rispetto alla tradizione indoariana ri­ siedono nella raffigurazione dei decani delle costellazioni, in gran parte consistenti - per quanto concerne Picatrix - in immagini mostruose, sintesi e punto di incontro fra aspetti umani e animali, tra forme composite e parti di animali di natura diversa. Come ricorda Simonetta Feraboli, non si tratta però di un gioco imma­ ginifico a opera della fantasia nella rappresentazione iconografica, dal momento che in molti casi è la costruzione di una descrizione canonizzata, imprescindibile nella trasmissione storica, che sfocia poi nell' immagine composita. Nei confronti delle altre fonti arabe in materia, in Picatrix come nel Lapidario - diversa è anche la situazione in merito alla tradizione : molto ridotta, sfrondata di attributi in quanto alle im­ magini, riunione di più rappresentazioni in un ' unica figura. De­ scrizione e immagini riportate nel Picatrix sono comunque meno stilizzate rispetto a quelle del Lapidario, malgrado una reciproca dipendenza fra i due testi sia da escludere, presentando il secon­ do alcune parti assenti nel primo. A ciò va aggiunta anche una maggiore, del l ' uno o dell ' altro testo a seconda dei casi, precisio­ ne con la quale le immagini astrologiche sono presentate, per poi dare luogo ai differenti esiti di cui si è detto. Anche qui a essere determinante è l ' esistenza di due fi loni differenti nella tradizio­ ne. Quello rappresentato da Picatrix e dal Lapidario manifesta in alcune descrizioni un singolare ma rilevante fenomeno. Ci rife­ riamo all ' indicare con caratteri e attributi diversi ma risalenti alla medesima tradizione riferendosi alla stessa costellazione. Nono­ stante ciò, rispetto a Picatrix, il Lapidario rimane parzialmente

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differente. In ogni caso, come rammenta ancora la Feraboli, negli studi sulla storia dell ' astronomia ellenisti. c a nessun testo, benché in apparenza minore o fatto passare per tale, va sottovalutato nella ricostruzione delle antiche raffigurazioni della volta celeste. P.A . Rossi - D. Arecco - I. Li Vigni - S. Zuffi

NOTA A L TESTO

Tradurre il Picatrix si è presentato come un lavoro agevole e spe­ dito solamente fino a un certo punto. La corruzione del latino medie­ vale con il quale Picatrix è composto si è rivelata a un tempo pregio e difetto, croce e delizia agli occhi dei traduttori. Si è ovviamente optato per la maggiore uniformità e correttezza possibile nel corso del lavoro, nella qual cosa non va certo visto un criterio, ma una regola minima di serietà ben precisa che non si è voluto tradire e neppure mettere in discussione. Dove semmai Picatrix ha creato problemi (comunque pochi e non eccessivamente rilevanti, se confrontati con la lunghezza dell ' opera), è stato a proposito di non numerosi ma ricorrenti luo­ ghi del testo in cui sembrava avere la meglio sulla scorrevolezza una certa quale astrusità, in ogni caso più sintattico-grammaticale che concettuale. Perlomeno in prima battuta, taluni passaggi pa­ revano realmente quasi inespugnabili, al pari di una roccaforte secentesca. In questi casi si è sempre deciso di andare a senso, confortati anche e soprattutto dalle conferme venute dal contesto stesso in cui ci si trovava in quel momento a operare. Sempre e comunque, e non sarebbe potuto essere altrimenti, la consapevole e voluta libertà della traduzione non è mai andata a scapito della fedeltà al testo. Le maggiori variazioni hanno riguardato la costruzione dei tempi e la loro resa in italiano, il più delle volte sottoposti a un processo di riadattamento che ne rendesse più agevole e meno vincolante la lettura, anche per il lettore non avvezzo a questo tipo di tematiche. Per il lavoro di traduzione si è fatto principalmente riferimento all ' edizione critica del testo a opera di David Pingree, frutto degli sforzi congiunti del Warburg Institute e della London University, pubblicata a Londra nel 1 986. Ma, anche, va ricordato il Picatrix Latinus di V. Perrone Compagni ("Medioevo", l, 1 975, pp. 237-337, esp. pp. 286-33 7), da cui siamo partiti.

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Dobbiamo ringraziare per questi due testi Francesca Albini, che il Pengree se lo procurò a Londra, e Giuliana Camilli che ci mandò da Firenze il Picatrix Latinus. Oltretutto Giuliana aveva cominciato a tradurre (assieme ad al­ tri amici) l ' opera, ma poi è scomparsa, facendo altre scelte di vita, come tutta una serie di altri compagni di allegre bevute. Gli autori desiderano inoltre esprimere un sentito ringraziamento al professar Carlo Maccagni e alla professoressa Simonetta Ferabo­ li per l ' aiuto fornito e all ' editore per la infinita pazienza di cui ha dato prova. Un ulteriore ringraziamento va al dottor Massimo Pap­ pacena, ricercatore presso l'Istituto Orientale di Napoli, per averci aiutato a sciogliere i termini arabi. A Mounir El B ibas per l ' amicizia dimostrataci. Naturalmente ogni manchevolezza ed errore va adde­ bitato ai traduttori.

PROLOGO

A lode e gloria di Dio, Altissimo e Onnipotente, nella cui pote­ stà ricade la rivelazione dei segreti del sapere a coloro che vi sono predestinati, nonché a vantaggio della sapienza dei letterati e dei dotti Latini che hanno carenza di libri pubblicati dagli antichi fi­ losofi, Alfonso, per volere di Dio magnifico re di Spagna e di tutta l 'Andalusia, ordinò che il presente libro, detto Picatrix, fosse tra­ dotto dall 'arabo in spagnolo con la massima attenzione e diligenza. Quest' opera venne a compimento nel l ' anno del Signore 1 256, di Alessandro 1 568, di Cesare 1 295 e 65 5 del l ' anno arabo. Il sapiente e filosofo Picatrix, il nobile e onorabile, diede il proprio nome a que­ sto libro, compilandolo da duecento e più libri di filosofia. In nome del Signore. Amen. Comincia qui il libro sulle arti negromantiche compilato dal sa­ pientissimo filosofo Picatrix. Come dice il sapiente, il nostro primo dovere in tutte le cose del mondo è ringraziare Dio. Dunque, io dico "sia lodato", poiché in virtù del suo lume sono rivelati i segreti, ciò che è oscuro diviene chiaro e, con il suo potere, avvengono tutti i miracoli, in lui ogni domanda e ogni conoscenza trovano misura e per suo ordine i giorni sono stati divisi dalle notti, dalla sua poten­ za tutto ciò che esiste, fin dove può arrivare il nostro intelletto, fu creato dal nulla; grazie al suo potere tutto l 'universo si rinnova e in lui è governata ogni cosa secondo la propria natura. Egli, infatti, è potente e per mezzo suo tutto si rinnova riproducendosi, senza che egli abbia contatto con alcunché né alcunché sia separatò da lui, poi­ ché non è circoscrivibile in uno spazio finito, e nulla, al di fuori di questo spazio, può esistere : egli è infatti lo spazio stesso. Le creature di questo mondo non possono descrivere le sue opere o spiegare le sue facoltà: molteplici sono infatti le sue meraviglie e niente gli è sconosciuto. Sia quindi lodato e gli sia resa obbedienza, come pure

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ai suoi profeti e ai suoi santi che per suo volere furono resi edotti, cosicché indicarono in questo mondo le [su�] vie agli uomini, cioè a coloro che possono attingere alla scienza e alla sapienza di Dio. Per tutto ciò lo supplichiamo affinché ci accolga nella sua grazia e misericordia e ci accompagni nella sua gloria eterna. Amen.

Formae Saturni (part.), da: MS 793 p. 3 79 Krakow, Biblioteka Jagiellonska

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Per te che vuoi apprendere e conoscere il sapere dei filosofi e penetrare nei loro segreti, per ricercare quante veramente fossero le notizie e le tecniche degne del più grande stupore scritte nei loro l ibri e per capire le meraviglie della scienza della negromanzia. In primo luogo, sappi che questa scienza venne tenuta nascosta da quei filosofi ed essi ne negarono la conoscenza agli uomini; anzi, la cela­ rono per quanto potevano e sempre ne parlarono con parole astratte e anche per simboli e allusioni, come se parlassero di altre scienze. E si comportarono così per onestà e rettitudine, poiché, se questa scienza fosse stata svelata agli uomini [comuni] , avrebbe minaccia­ to l 'ordine del l ' universo. Per questo ne parlarono in maniera figurata, in modo che il lettore comune non potesse attingervi né fosse, come loro, illuminato dalla conoscenza, dando però, sotto questi loro velami, percorsi e regole in modo che i sapienti potessero avvalersi di quelle loro scoperte e penetrare nell ' essenza di ciò che espressero in forma occulta. Per questa ragione ho compilato il presente libro dove intendo mostrare vie e scorciatoie della scienza negromantica, commentando quanto ne dissero i sapienti e mettendo in piena luce, per mezzo di concetti e parole più semplici, quanto nei loro libri è nascosto dietro a espres­ sioni vaghe. Supplico, pertanto, l 'Altissimo Creatore affinché questo mio li­ bro venga in mano ai soli sapienti, affinché possano capire qualcosa di quanto sto per esporre e farne buon uso, e a coloro che, in virtù di quanto da esso conosceranno, vorranno operare per il bene e al servizio di Dio. Questo trattato è dunque diviso in quattro libri e alcuni di essi sono, a loro volta, divisi in parti. Ora, nel primo libro si tratta del cielo e della sua azione [sulla terra] attraverso le configurazioni che vi si trovano. Nel secondo si parla in generale delle configurazio­ ni del cielo, del moto dell ' ottava sfera e dei loro effetti su questo mondo. Nel terzo delle proprietà dei pianeti, dei segni e delle loro configurazioni e immagini. Si parla, poi, esplicitamente delle figure e delle forme nella loro varietà e di come si possa comunicare con gli spiriti dei pianeti, nonché di molte altre negromanzie. Nel quarto, infine, [si discute] delle proprietà degli spiriti e di quanto altro è da tener presente in quest'arte e in che modo ci si possa avvalere di talismani, fumigazioni e altro.

Fonnae Solis (part.), da: MS 793 Krakow, Biblioteka Jagiellonska

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LIBRO I

Segue qui l ' elenco dei capitoli del primo libro. Capitolo I. A quale livello sia la tua conoscenza della scienza. Capitolo Il. Che cosa sia la negromanzia e quali siano le sue carat­ teristiche. Capitolo III. Che cosa sia il cielo e di quale sostanza sia fatto. Capitolo IV. Sulle generali proposizioni e configurazioni del cielo nel fare talismani. Capitolo V. Esempi di proposizioni e di ciò di cui abbiamo bisogno per fare talismani. Capitolo VI. In che misura ognuno sia nel mondo e come si perven­ ga alla conclusione che l 'uomo è un microcosmo specchio del macrocosmo. Capitolo VII. In che misura sia ogni cosa del mondo e ancora di molte altre nozioni profonde nascoste dai sapienti e che noi, in questo libro, intendiamo svelare.

CAPITOLO PRIMO A CHE LIVELLO SEI DELLA CONOSCENZA DEL SAPERE

Sappi, fratello carissimo, che il più grande e nobile dono che Dio fece agli uomini di questo mondo è la conoscenza, poiché conoscen­ do acquisiamo notizia dei fatti più antichi e di quali siano le cause di tutte le cose di questo mondo; di quali cause siano le più prossime alle cause di altre cose e del modo in cui una cosa si accorda con un' altra, sicché veniamo a conoscenza di tutto ciò che esiste e di come esiste, di quale sia la gerarchia in cui una cosa deve essere posta e in che luogo sia colui che è fondamento e principio di tutte le cose di questo mondo e per mezzo del quale tutto è separato e di tutto, antico o nuovo, noi abbiamo conoscenza. Egli in verità è il primigenio e nulla gli fa difetto, né ha bisogno di qualcosa d' altro, poiché è causa di stesso e di tutte le altre cose senza necessitare di altre qualità. Egli, in verità, non è né corpo né materia, né è parte in qualcosa d'altro all ' infuori di sé, bensì esiste in se stesso. E perciò non può essere che detto "uno". Quindi esiste propriamente una sola verità, un 'unica unità e per mezzo suo ogni cosa riceve unità. Egli è anche la verità suprema né ha bisogno di altre verità: ogni cosa da lui ha e riceve verità. Eccetto lui ogni cosa è imperfetta; infatti egli solo è perfetto. Né possono essere, senza di lui, verità o unità perfette, in quanto solamente la sua verità e la sua unità possono es­ sere dette perfette. In verità, tutte le cose gli sono sottoposte e da lui ricevono verità e unità, generazione e corruzione come per propria causa. In virtù di questo è possibile sapere in che misura, modo e qualità ogni cosa partecipa di quelle. Egli soltanto conosce l ' ordine e il grado di generazione e corruzione di tutte le creature e quali si­ ano le cause prime, intermedie, ultime delle loro corruzioni; e quali siano le cause ultime delle loro corruzioni, poiché queste non sono causa di alcuna generazione, mentre le intermedie hanno causa nella loro corruzione ed esse stesse sono causa di corruzione di tutto ciò che esiste sotto di esse. Dio è causa di generazione e di corruzione di tutto ciò che esiste sotto di lui e [sa che] nulla è più alto o perfetto

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di lui e quale sia la causa di questa generazione e corruzione. Né c ' è, oltre a lui, qualcuno che possa conoscere perfettamente la gerarchia del creato, in che modo gli esseri ai livelli più bassi ascendano in forza della similitudine dell ' uno con l ' altro per entrare in contatto con quelli ai livelli più alti, e come da questi si discenda lungo la ge­ rarchia per entrare in contatto con i suoi infimi gradini. Infatti, Dio è la sola e prima filosofia perfetta e scienza di verità. Sappi che il conoscere è cosa somma e nobile e che devi ogni giorno studiare nel rispetto del volere di Dio - cioè per sua concessione e per sua bontà - poiché la conoscenza, l ' intendimento e la bontà da lui procedono. E il suo spirito è una luce nobile e alta. Chi in lui intende studiare, deve spregiare le cose di questo mondo perché finite e incerte nella loro durata. Infatti, da lui, cioè dal mondo superiore, discende lo spirito dell ' uomo; e per questo è naturale che l ' uomo desideri ritor­ nare al luogo da cui proviene e da cui ha avuto origine. Lì verrà a conoscenza di cosa sia il mondo e delle sue manifestazioni, e in che modo sia stato disposto dal suo creatore. Questo tipo di conoscen­ za costituisce la vera sapienza. Saprai dunque che Dio è colui che ha fatto e creato il mondo nella sua interezza e tutte le cose che in questo esistono, e che il mondo e tutto ciò che contiene dallo stesso Altissimo è stato creato. Il motivo della volontà divina è oltremodo profondo e difficile da capirsi, sebbene con lo studio e la scienza sia possibile comprendere ciò. Questo è il più grande dono che Dio stesso fece agli uomini : che si applichino a capire e conoscere. In­ fatti, studiare vuole dire servire Dio. E tieni presente che il sapere possiede tre qualità, delle quali la prima è che sempre aumenta e mai diminuisce, la seconda che sempre innalza e mai avvilisce e la terza che è sempre visibile e mai si nasconde. Esso possiede anche tre punti di forza, dei quali il primo è che fa spregiare le cose di questo mondo, il secondo che fa acquisire onesti costumi e il terzo che non insegna se non ciò che esso vuole e predilige, penetrandolo con la forza della ragione e della volontà. Sappi dunque che il segreto che vogliamo svelare in questo libro non può essere colto se prima non si è raggiunto il sapere. Colui che vuole acquisire il sapere deve stu­ diare le scienze e conoscerle per ordine e in dettaglio : infatti questo segreto non può essere posseduto se non dal saggio studioso delle scienze secondo il loro ordine. In questo segreto c'è una grande pu­ rezza che ti potrà essere di grande aiuto.

CAPITOLO SECONDO CHE COSA SIA LA NEGROMANZIA E QUALI SIANO LE SUE CARATTERI STICHE

Ora ti spiegherò quale sia la scienza che si chiama negromanzia. Chiamiamo negromanzia tutte quelle operazioni compiute dall'uo­ mo in cui sono totalmente coinvolti l ' intendimento e lo spirito e in cui l ' intendimento accompagni, agevolando o provocando, le cose meravigliose che con essa vengono compiute. E queste sono cose difficili da comprendere per il nostro intelletto e per i nostri sensi perché siamo privi di termini di paragone. Ciò accade in quanto le potenze divine sono coinvolte nella realizzazione delle summenzio­ nate operazioni: insomma questa scienza è oltremodo profonda e difficile da comprendere. Parte delle operazioni di questa scienza procedono da spirito a spirito, quando si agisce per similarità, senza coinvolgere l ' essenza. E la fattura dei talismani è l ' azione dello spi­ rito sul corpo, mentre quella alchemica riguarda le azioni del corpo sul corpo. In generale, chiamiamo negromanzia ciò che implica un qualsiasi fatto celato ai sensi e che la maggior parte degli uomini non sa in che modo né per quali cause avvenga. I sapienti chia­ mano i talismani "telsam", che possiamo tradurre come "ciò che viola" : infatti ogni operazione compiuta per mezzo di un talismano è una forma di violenza che vince l ' oggetto in funzione del quale il talismano è stato composto. Per ottenere questa vittoria si sfrut­ tano le proporzioni aritmetiche e le influenze celesti. I talismani, per raggiungere questo scopo, vengono composti di corpi [materia] in senso proprio e in tempi opportuni ; le suffumigazioni, poi, ren­ dendoli più efficaci, attraggono a essi gli spiriti, e questa scienza è simile alla natura dell'elisir poiché vince i corpi e, alterandoli, li riconduce ad altri corpi più puri : così, dunque, operano i talismani, agendo sempre con una forma di violenza, alla stregua del veleno che, diffondendosi e alterando i corpi, li costringe alla sua natura, cosicché il corpo si trasforma in un altro corpo con la violenza della composizione che opera in lui. Sappi che il carattere di questa so­ stanza detta elisir le deriva dall'essere composta di terra, aria, fuoco

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e acqua. Questi quattro principi attivi agiscono in essa e le conferi­ scono il suo proprio carattere e sostanza, sicché, una volta entrata in profondità in un qualunque corpo, diffonde il suo carattere perché questi, alterato, sia più alleggerito, obbedisca più docilmente e sia trasformata la natura delle leggi che lo governano. L'elisir opera similmente in campo alchemico poiché senza fatica converte i corpi da una sostanza a un'altra più nobile, comprendendo lo spirito, la materia bruta e il disarmonico, togliendo rumore e bassezza. Questo è il segreto dell' elisir secondo gli antichi saggi. Il nome di elisir si può rendere con "principio attivo", poiché spezza gli altri principi attivi riducendoli a sé e inoltre trasforma una proprietà in un' altra fintanto che non l ' ha ricondotta a propria somiglianza. L' elisir, in parte, non può essere composto se non di animali, alberi, piante e minerali, secondo quanto affermano coloro che sostengono che deve essere simile al mondo, e il mondo dalle suddette cose è compo­ sto. Dunque, l ' elisir deve essere composto delle stesse simili cose, giacché ciascuna parte di esso accoglie l ' altra in sé e l 'una penetra nell' altra: infatti né gli alberi, né gli altri vegetali, possono stare da soli, né gli animali senza i vegetali, allo stesso modo in cui i minerali hanno bisogno del crogiuolo, della forza del fuoco unita all' umidità e della forza dell'aria, e in tal modo l ' elisir viene composto. Tutto questo lo troviamo nel libro detto Liber de ordinationibus [Libro delle regole] . Torniamo ora al nostro argomento. Io affermo che la negromanzia si divide in due parti, ovvero quel­ la teorica e quella pratica. Teorica è la scienza delle posizioni delle stelle fisse e del modo in cui i loro raggi colpiscono i pianeti in movimento, giacché da esse sono formate le raffigurazioni celesti e le figure del cielo. Essa serve a conoscere le raffigurazioni del cielo quando si vuoi fare ciò che si desidera. In ciò va compreso tutto quanto è stato detto dagli antichi saggi a proposito della scelta delle ore e dei tempi per operare con i talismani. Sappi che colui che conosce compiutamente l ' arte di fare talismani, ugualmente deve conoscere le costellazioni e gli oggetti che servono a fabbricarli. E anche le parole sono una parte della negromanzia, perché la parola ha virtù negromantiche. Così dice Platone: "Così come con paro­ le volgari e spregevoli ci rendiamo nemico un amico, allo stesso modo con parole nobili e amichevoli ci rendiamo amico un nemi­ co". Da ciò risulta evidente che la parola ha virtù negromantiche. Tanto maggiore è poi la potenza [dell' opera] quanto più principi

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attivi simultaneamente si coniugano : allora l ' arte della negromanzia è completa. Quanto sopra è la parte teorica. Quella pratica consiste nella composizione delle tre sostanze con il potere amalgamante delle stelle fisse: i saggi chiamano que­ sto "potere", ma non sanno in che modo agisca né come si debba adoperarlo. Dopo aver congiunto queste cose, dotate dei suddetti poteri, esse devono ricevere il calore elementare e ciò avviene per mezzo della suffumigazione che serve a completare l ' opera ancora incompleta. Deve poi ugualmente ricevere il calore naturale, il qua­ le è quello che serve alla consunzione. Queste due operazioni non possono essere complete senza lo spirito dell ' uomo e dell 'animale. Sappi che l ' arte della negromanzia si acquisisce da una parte con la pratica e le opere, dal l ' altra con i corpi sottili. Quella che si ac­ quisisce con la pratica e le opere, proviene dal l ' insegnamento con il quale operò il saggio che conosceva il mondo della sfera lunare e quello che parla nel libro Del/'Agricoltura, così come egli stesso dice al passo che comincia con "Prendi quattro uccelli ...". La parte che si acquisisce con i corpi sottili, invece, deriva dalle opere che compì quel saggio che operò con il movimento della sfera di Sa­ turno e anche quello che conosceva il moto della sfera di Venere. Anche questi due si espressero nel succitato libro. Gli antichi saggi Greci operavano con i corpi sottili per modifi­ care l ' aspetto e per far sembrare ciò che non è. Chiamavano questo "scienza dei talismani", cioè yetelegehuz, che si può rendere con "attrazione degli spiriti celesti". E danno questo nome a tutte le par­ ti della negromanzia. Essi ritennero che non si potesse giungere a questa scienza se non per mezzo dell ' astrologia, né da questa pote­ rono mai svincolarsi, sicché era almeno indispensabile conoscere le raffigurazioni che si trovano nell'ottava sfera e il loro moto e anche quello delle altre sfere, nonché la divisione nei dodici segni [dello Zodiaco] con i loro gradi, la loro natura e le loro qualità, e di ciascu­ no di essi il significato nelle cose terrene e il ruolo di tutti i pianeti nella casa di ciascun segno, oltre al moto dello Zodiaco e agli altri fatti connessi a questi argomenti. Inoltre, bisognava conoscere la na­ tura dei sette pianeti, della Testa e della Coda del Drago, la loro po­ sizione nel cielo e tutti i significati per le cose terrene, gli ascendenti e le radici dei significati, che sono le radici del l 'astronomia, nonché conoscere quale dei sette pianeti domina in una raffigurazione, il _ suo ordine in quel settore e saper estrapolare il ruolo dei pianeti

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nello Zodiaco. Queste sono cose senza le quali nessuno può riuscire nella pratica della scienza .negromantica; e si trovano tutte nei libri di astronomia. Ecco cosa dice il primo dei sapienti che parla nel suddetto libro Del/ 'Agricoltura: "Mi innalzarono sopra i sette cieli". Ciò vuoi dire che conobbe tutti i loro moti e qualità con la forza del­ la conoscenza e dell' intendimento. La stessa cosa dice Dio quando afferma: "Lodiamolo nell ' alto [dei cieli]". Anche qui il significato è che Dio diede ali 'uomo intendimento e intelletto affinché potesse giungere alle alte conoscenze.

CAPITO LO TERZO CHE COSA SIA I L CIE LO E DI QUALE SOSTANZA SIA FATTO

La forma del cielo è sferica, rotonda e uniforme nella sua superfi­ cie, così come tutte le cose che in esso sono contenute e partecipano delle sue qualità e tempi ; qualcuno potrebbe pensare che in un certo momento il cielo potrebbe apparire non rotondo nelle sue qualità, il che è falso. Infatti, la forma del cielo è la sua forma essenziale, né potrebbe essere altrimenti poiché è la forma dello spirito, quasi a testimoniare che lo spirito è la prima e più antica delle cose del mon­ do, giacché è indubbio che ciò che è primo e più antico nel mondo deve avere una forma completa. Ma la forma e la figura perfetta è il cerchio che, contenendo una sola linea, è la prima di tutte le figure. E nessuna corruzione o generazione di corpi terrestri può avvenire in cielo, e, viceversa, nessuna parte del cielo può essere in qualsi­ voglia modo coinvolta come essenza nelle corruzioni e generazioni mondane; e questo nemmeno con la forza e la trascendenza. Infatti, il cielo, come si è detto, è una sfera perfetta e assolutamente unifor­ me in tutte le sue parti ed è contenuto in una circonferenza dotata di un punto medio che gode di tale proprietà: che tutte le linee condotte da esso alla circonferenza sono di lunghezza uguale. Questo punto è detto Centro. Dicono che queste linee sono i raggi che le stelle proiettano verso il centro del mondo : questo è l ' operato e il potere dei talismani e questo il modo in cui agiscono. Come abbiamo detto, il cielo è una sfera e contiene in sé tutto il mondo, secondo la sua capacità. Questa sfera non ha né irregolarità né luoghi privilegiati ed è una figura immutevole in se stessa. Da esso ascendono tutte le potenze degli spiriti e il cielo delle stelle fisse sta al suo interno con il centro separato da quello, essendo coincidente con il centro terrestre. La sostanza del cielo è una unica sostanza e tutti i moti, sia dei corpi che delle sostanze, seguono il moto del cielo. Ogni calore emana da esso; e per questo possiamo comprendere come tutto ciò che accade nel mondo accada per mezzo suo. I gradi della prima partizione del cielo sono 360 e altrettante le raffigurazioni.

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Da questa suddivisione discendono tutti i criteri astrologici, giacché questi corrispondono a immagini celesti e, inversamente, il cielo è la causa di tutte le operazioni [negromantiche] inferiori. Infatti, allo stesso modo agiscono le operazioni [negromantiche] e le costella­ zioni (quando i pianeti sono in esse), gli aspetti e le congiunzioni (che si influenzano reciprocamente secondo lo schema delle con­ giunzioni) e le influenze dei pianeti sulle cose del mondo terrestre: perciò se si tratta di Satumo, saranno influenzate le cose fredde e secche; se si tratta di Giove, quelle calde e umide; se si tratta di Marte, quelle calde e secche; se invece è Venere, saranno influenzate le cose tiepide e molto umide; se è Mercurio, quelle di debole calore e molto secche; se si tratta della Luna, allora saranno influenzate le cose fredde e umide, mentre le stelle fisse vengono influenzate dalle loro costellazioni, così come se fossero sotto l ' influsso della Luna. Allorquando un pianeta sarà in un certo grado del cielo in cui possa arrivare e questo pianeta sia manifestamente caldo e scarso di umi­ dità e siccità mentre il Sole avvicina i suoi poteri a quella posizione astrale, dobbiamo congetturare che aumenterà la sua influenza e sarà rafforzato. Allo stesso modo, se vedremo che il pianeta influenza qualcosa aumentandola in sostanza o in principio attivo, questa cosa sarà più forte e potente nella sua efficacia; e se, invece, il pianeta avrà un' influenza contraria, ne diminuirà l ' efficacia in proporzio­ ne alla propria forza in quel periodo. È in questo modo che devi interpretare le influenze dei pianeti e non sbaglierai. Tutto ciò devi impararlo sui libri di astronomia.

CAPITOLO QUARTO SULLE GENERALI RAPPRESENTAZIONI E COMPOSIZIONI DEL CIELO ATTE A CREARE TALISMANI

Quando gli antichi sapienti vollero fare talismani, non poterono non considerare le costellazioni, che sono i fondamenti di tale scienza e che permettono, agli effetti dei talismani, di essere recepiti. Noi allora intendiamo parlare proprio di queste costellazioni, perché ti siano di fondamento e di aiuto in tutte le creazioni di talismani; e questo fondamento sarà opera del cielo per effetto degli stessi tali­ smani. Quelli che cercano qua e là di apprendere il sistema di fare talismani, prima facciano in modo di avere padronanza della scienza delle rispondenze tra i pianeti e le altre costellazioni, nonché delle cognizioni relative ai moti del cielo; quindi credano necessariamen­ te, in tutto e per tutto, a ciò che fanno in nome e per mezzo di quei talismani, perché ciò che faranno sarà veridico e scevro di dubbio; e non dubitino minimamente sugli effetti, anche perché tutto quello che fanno, non lo fanno certo per sperimentare se siano cose vere o false; credano invece con tutta la forza della loro volontà che queste sono autentiche realtà. Con questa convinzione lo spirito razionale si rafforza e si congiunge a quella virtù del mondo superiore dal quale deriva il suo spirito, che agisce nel talismano; e questo sarà il risultato cercato. Ora ti voglio dire che cosa è particolarmente necessario in queste opere e che cosa è tipico di chi le compie, in particolar modo su questo mondo. Ti dico infatti di non fare mai nulla in queste opera­ zioni se la Luna non è al grado giusto, cioè favorevole alle opere che intendi realizzare, poiché è la Luna che in queste basse zone dell 'Uni­ verso esplica potenze e manifeste funzioni, ai più segrete. Ti dirò poi quali debbano essere le somme conclusioni da trarsi in codeste cose; conclusioni che, in questo contesto, ti gioveranno molto; ma per ora voglio svelarti gli effetti e le opere della Luna nei termini delle sue mansioni che, secondo i calcoli di tutti i sapienti dell 'India, sono 28. La prima mansione della Luna è detta Alnath. Incomincia al primo grado del l ' Ariete per avere fine al grado 1 2°5 1 '26" del me-

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desimo segno. I sapienti indiani iniziavano i loro viaggi e assume­ vano medicine solo quando la Luna si trovava in questa posizione. Devi quindi valerti di questa posizione celeste quale ineluttabile premessa per quei talismani che intendi foggiare a protezione di coloro che si accingono a partire, perché possano andare con ani­ mo sicuro e tornare sani e salvi. Te ne devi inoltre avvalere quale fondamento celeste per porre la discordia e l ' inimicizia tra marito e moglie e tra due amici, perché diventino nemici, e ancora per mettere discordia tra due alleati ; fai lo stesso anche quando vuoi fare fuggire un servo. Ti mostrerò il principio e il fondamento che devi osservare in tutte le buone opere e azioni di modo che, cioè, tu possa vedere che la Luna è in buona posizione, immune da Sa­ turno, da Marte e dalla combustione del Sole; e, al contrario, in occasione di ogni opera malvagia, affinché ti accorga che la Luna è nella combustione del Sole, e Saturno e Marte, o almeno uno dei due, le si volgono funestamente incontro. La seconda mansione è detta Albotain. Essa comincia al grado 1 2°5 1 '26" dell'Ariete per finire nel grado 25°42 '52" del segno mede­ simo. In correlazione a tale posizione farai talismani da usare quan­ do vorrai scavare canali o pozzi, trovare tesori nascosti e procurare grandi quantità di grano seminato, o anche distruggere case prima che siano completamente edificate; e, similmente, al tempo di questa po­ sizione lunare, farai talismani affinché un uomo si infuri contro un altro uomo o per rendere più dura e crudele la cattività dei prigionieri. La terza mansione è detta Azoraya. Comincia nel grado suddetto e termina nel grado 8°34'2" del Toro. In questa posizione farai ta­ lismani per salvare coloro che navigano sulle onde del mare, sì che possano tornare illesi, per non far fuggire i prigionieri dal carcere, per portare a termine opere di alchimia, per fare tutto ciò che si fa con il fuoco, per ogni tipo di selvaggina sulla terra o per infondere i piaceri dell 'amore tra marito e moglie. La quarta mansione è detta Aldebaran. E comincia al grado 8°34'2" del Toro, e termina nello stesso segno al grado 2 1 °25 '44". In questa mansione farai talismani per mandare in rovina città, o perché si affrettino a distruggere una casa o un qualsiasi altro edifi­ cio che la tua volontà vorrà, per far sì che il padrone spregi il servo, per mettere discordia tra i coniugi, per danneggiare fonti e pozzi e coloro che si danno alla ricerca di tesori sotterrati e, infine, per ucci­ dere o catturare i rettili e gli animali velenosi.

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La quinta mansione porta il nome di Almices. Comincia col gra­ do 2 1 °25 '44" del Toro e termina nel grado 4° 1 7 ' lO" dei Gemelli. In questa mansione lunare puoi creare talismani per iniziare i giovani alle arti e per insegnare loro i mestieri, per salvare e fare tornare rapidamente chi si appresta a compiere un lungo viaggio, per ren­ dere sicura la rotta dei naviganti, per migliorare costruzioni o per distruggere il sodalizio tra due persone, per infondere benevolenza tra i coniugi; ma farai tutto questo solo quando la Luna sarà in un se­ gno umano e ascendente, immune dagli influssi di Saturno e Marte e dalla combustione del Sole, come abbiamo detto prima, in relazione alla prima mansione. E questi sono i segni umani : Gemelli, Vergine, Bilancia, Sagittario e Acquario. La sesta mansione è detta Athaya. Ed è nel grado 4 o 1 7 ' l O" dei Gemelli e si protrae fino al grado 1 7° 8 '36" del segno medesimo. In questa mansione farai talismani che ti serviranno a mandare in rovi­ na città e paesi, a dirigere eserciti contro di esse, a fare in modo che i nemici dei re si vendichino su quelli, a danneggiare messi e alberi, a porre l' alnicizia tra due alleati, a migliorare la caccia di terra, per corrompere i medicamenti affinché non abbiano buon risultato su chi li prende. La settima mansione è detta Aldirah; ha inizio al grado 1 7° 8 ' 36" dei Gemelli e termina al fine del segno medesimo. In questa man­ sione farai talismani per migliorare i commerci e perché i relativi guadagni abbiano buon esito; tali talismani serviranno anche ad ac­ crescere i raccolti, a far sì che i marinai navighino sicuri sulle onde, a porre amicizia tra amici e soci, a scacciare le mosche sì che non vadano dove tu vorrai e a distruggere manufatti; tale mansione della Luna sarà favorevole con chi si recherà innanzi al re o qualsiasi altra persona di rango elevato e nell ' indirizzare dove tu vuoi la benevo­ lenza del re o i voleri di qualsiasi signore. L' ottava mansione è detta Annathra. Ha inizio nel l o grado del Cancro e dura sino al grado 1 2°5 1 '26" dello stesso segno. In questa posizione lunare è bene preparare talismani per l ' amore e l ' amicizia, talismani che mantengono salvi coloro che vanno per sentieri e stra­ de, per mettere amicizia tra due alleati, per rendere duro il carcere ai prigionieri, dannando e affliggendo questi ultimi, e per scacciare topi e cimici da qualunque posto tu voglia. La nona mansione è Atarf. Incomincia nel 1 2°5 1 ' 26" e termina nel 25°42 ' 5 1 " dello stesso segno [il Cancro] . In questa mansione

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lunare è bene comporre talismani per rovinare i raccolti, creare osta­ coli a coloro che viaggiano e agli uomini che desiderano fare del male, porre inimicizia e divisione tra alleati e allontanare un uomo da un suo simile che gli chiede aiuto. La decima mansione prende il nome di Albebha. Comincia al grado 25°42 ' 5 1 " del Cancro e termina nel grado 8°34' 1 8" del segno del Leo­ ne. In questa mansione puoi preparare talismani per mettere amore tra uomo e donna, per rovinare nemici e viandanti, per chiudere le carceri dei prigionieri, rendere più solidi gli edifici e portarne a termine la co­ struzione, promuovere la devozione e il reciproco aiuto tra soci. L'undicesima mansione è detta Azobra; ha inizio nel grado 8°34' 1 8" del Leone e finisce nel grado 2 1 °25 '44" dello stesso. Que­ sta mansione è favorevole alla creazione di talismani per liberare i prigionieri, per porre un esercito su città e terre, per migliorare gli scambi e i guadagni connessi, mantenere sani e incolumi i viaggia­ tori nel loro cammino, fortificare gli edifici affinché siano stabili e aumentare gli averi degli alleati. La dodicesima mansione si chiama Acarfa. Prende inizio dal gra­ do 2 1 °25 ' 44" del segno del Leone e finisce nel grado 4° 1 7 ' 6" della Vergine. In questa mansione lunare farai talismani atti a migliorare i raccolti e le piante, a far perdere a chiunque le proprie ricchezze, a danneggiare navi e a migliorare la condizione di alleati, mestieri, prigionieri e servi, infondendo loro forza e salute. La tredicesima mansione è detta Alahue. Comincia al grado 4° 1 7' 6" del segno della Vergine e prosegue fino al grado 1 7° 8 ' 36" del medesimo segno. In tale posizione lunare farai talismani per rendere fruttuosi i commerci e i relativi guadagni, per accrescere le messi, per conferire forza ai viaggiatori in cammino, per portare a termine edifici, per liberare carcerati o per stringere rapporti con uomini importanti, sì da riceveme i favori . La quattordicesima mansione ha nome Azimech. Nasce al 1 7°8'36" del segno della Vergine e si conclude al termine del segno stesso. In relazione a questa mansione della Luna i tuoi talismani in­ fonderanno amore tra uomo e donna, guariranno malati alla stregua della scienza fisica [medicina] e dei farmaci, porteranno alla rovina messi e piante, allontaneranno il piacere sessuale, sprofonderanno i viandanti lungo il loro cammino, favoriranno i re nella salute e nel successo politico, aiuteranno i marinai in una rotta buona e sicura, favoriranno l ' amicizia tra soci.

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La quindicesima mansione è detta Algafra. Comincia nel l 0 gra­ do della Bilancia e finisce nel grado 1 2°5 1 ' 26" della stessa. Qui potrai creare talismani per scavare pozzi o aiutare a scoprire tesori sotterrati, per impedire ai viaggiatori di proseguire il loro cammi­ no, privandoli del senso dell'orientamento, talismani che abbiano la forza di separare due coniugi per non riunirli mai più e di insinuare discordia tra amici e soci; per allontanare i nemici dai propri luoghi e, infine, per abbattere le case di coloro che odi. La sedicesima mansione è chiamata Azubene. Comincia nel gra­ do 1 2°5 1 '26" della Bilancia e ha termine nel grado 25°42 '52" dello stesso. In questa mansione farai talismani per danneggiare merci, raccolti e piante, per mettere discordia tra amici, tra marito e moglie, o per danneggiare la donna che vuoi, per impedire a chi è in viaggio di raggiungere la meta, per gettare discordia tra amici e per liberare i prigionieri dalle carceri. La diciassettesima mansione è detta Alichi l . Nasce nel 2 5 °42 ' 5 2" della B ilancia per terminare nel grado 8 ° 3 6 ' 2 " dello Scorpione. In tale posizione astrale farai talismani per risolleva­ re e restituire buona sorte a chi è stato ingannato, per assediare con eserciti città e terre, per rendere più stabili e sicuri gli edifici e per salvare coloro che procedono tra le onde del mare . Sono poi tutti concordi nel l ' affermare che un' amicizia stretta in tale posizione lunare è assai favorevole, poiché durerà imperitura nei secoli, perciò in questo periodo farai tutto ciò che è necessario per un amore non caduco. La diciottesima mansione è detta Alcab. Ha inizio col grado 8°3 8 ' 2" dello Scorpione e dura sino al grado 2 1 °25 '44" dello stesso segno. In corrispondenza di tale seggio lunare creerai talismani af­ finché i nemici che cospirano contro il re subiscano la sua vendetta e altre cose avverse, ma anche per costruire e rendere sicuri gli edifici, liberare i prigionieri dalle carceri e dividere gli amici. La diciannovesima mansione lunare prende il nome di Exaula. Comincia sotto il segno dello Scorpione, grado 2 1 °25 '44", e la sua influenza cessa solo al grado 4° 1 7 ' 1 0" del Sagittario. In questo periodo farai talismani al fine di assediare città e paesi, per con­ quistarli e impossessarti del bottino e avere tutto ciò che da essi desideri, per mandare in rovina le ricchezze di chicchessia, per scacciare gli uomini da un luogo, per migliorare la condizione di chi viaggia per borghi e strade, per far crescere le messi, per far

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fuggire i prigionieri, per distruggere e affondare le navi, dividere e disperdere i denari dei soci e per fare morire i prigionieri. La ventesima mansione è Nahaym. Va dal grado 4°27 '46" del Sagittario sino al 1 7° 8 ' 46" dello stesso segno. In corrispondenza di questa mansione farai talismani per domare le bestie feroci e selvag­ ge, per consentire un rapido ritorno a coloro che sono in cammino, per favorire i commerci a chiunque tu voglia, per unire tra loro le persone probe, per rendere più duro i l carcere di chi è in catene re­ candogli avversità, per distruggere le ricchezze dei soci. La ventunesima mansione è Elbelda. Ha inizio al 1 7°8 ' 46" del Sagittario e ha fine al termine del segno medesimo. I talismani com­ posti sotto questo influsso ti serviranno a rendere più solidi gli edi­ fici, ad accrescere i raccolti, a manipolare a tuo piacere chi in essi ha trovato il modo di guadagnare denaro, a salvare i viandanti e separare la moglie dal marito legittimo. La ventiduesima mansione è Caadaldeba. Comincia al l o del Capricorno e ha forza fino al 1 2° 5 1 ' 26" dello stesso. Qui farai ta­ lismani per guarire malattie, mettere discordia tra due uomini, far fuggire servi e prigionieri , mettere concordia tra soci e consentire la fuga di chi è prigioniero. La ventitreesima mansione è Caaddebolach. Ha inizio al grado 1 2°5 1 '26" del Capricorno e termina al 25 °42 ' 5 2" del medesimo. In questa mansione farai talismani per guarire le infermità, unire gli amici, separare il marito dalla moglie, far scappare i prigionieri e favorire la fuga dalle carceri. La ventiquattresima mansione è Caadacohot. Ha inizio al grado 2 5°42 ' 52" del Capricorno e termina al 8°34'28" dell'Acquario. In tale mansione i tuoi talismani varranno a migliorare i commerci e i guadagni che ne derivano, la possibilità di una persistente comunio­ ne di affetti tra marito e moglie; serviranno ai militari per riportare la vittoria sul nemico, distruggere le ricchezze dei soci e danneggiarne le ideazioni, sì che quelle non siano valide. La venticinquesima mansione è Caadalhacbia. Comincia al gra­ do 8°34 '28" dell'Acquario e termina al 2 1 °25 '44" del medesimo. Qui farai talismani per porre assedi a città e villaggi, vendicarsi dei nemici e arrecare loro quante più disgrazie vorrai, aiutare i messi a compiere le ambascerie e consentire un loro rapido ritorno, separa­ re la moglie dal marito, danneggiare le messi, legare il marito alla moglie e la moglie al marito in modo tale che non possano congiun-

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gersi, atrofizzare qualsiasi membro del corpo umano tu desideri, af­ finché non ci si possa giovare dell 'utilizzo del membro stesso, ren­ dere sempre più rigide le carceri per i prigionieri; questa posizione è favorevole alla stabilità degli edifici. La ventiseiesima mansione prende il nome di Almiquedam. Co­ mincia al 2 1 °25 '44" dell'Acquario e termina al 4 o 1 7 ' l O" dei Pesci. In questa congiuntura celeste creerai talismani per avvicinare uomini che si amino reciprocamente, per garantire sicurezza ai viandanti, rendere stabili edifici e carceri dei prigionieri e gettare su di loro disgrazie. La ventisettesima mansione della Luna è Algarf almuhear. Inizia al 4° 1 7 ' 1 0" dei Pesci e termina al grado 1 7°8 '36" del suddetto se­ gno. lvi foggerai talismani utili per accrescere i commerci e ricava­ re guadagni, unire alleati, aumentare le messi, sanare le infermità, mandare in rovina il patrimonio di chiunque tu voglia, impedire la costruzione di edifici, mettere alla prova chi si trova in mare, prolun­ gare la reclusione dei prigionieri e scagliare disgrazie su chi tu vuoi. La ventottesima mansione è Arrexhe. Comincia al grado 1 7°8 '36" dei Pesci, e dura sino alla fine del medesimo segno. Qui plasmerai talismani per aumentare i commerci, assediare città, accrescere i raccolti, rafforzare le proprietà e far perdere al gioco, far perdere i tesori, consentire che i viandanti vadano sani e ritornino con salute, infondere pace e concordia tra marito e moglie, rendere più crudele la prigionia dei carcerati e arrecare loro o ai naviganti che solcano i mari sulle navi sorti funeste. I sapienti indiani ritenevano queste 28 mansioni lunari paradigma di ogni loro atto o scelta. Alla base di tutto questo sta il fatto che tu devi osservare come la Luna, in tutte le opere buone, sia lontana dagli effetti di Saturno e di Marte e dalla loro influenza diretta, nonché dalla combustione del Sole, congiungendosi invece con le figure celesti di buon auspicio - cioè la terza e la sesta. In tutto questo fai attenzione se è la buona o la cattiva sorte quella a cui è congiunta la Luna. Farai poi l ' esatto contrario per le opere malvagie. È poi necessario che chi pratica l ' arte della magia creda profon­ damente in ciò che fa, senza remora alcuna, in quanto è questa la disposizione mentale di chi agisce in questo campo, necessaria per essere ben disposto a recepire le cose predette e le virtù che ne deri­ vano e che si vogliono porre in essere. Una tale disposizione, cioè di questo tipo, non la si può trovare se non nel l ' uomo soltanto; ma la

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disposizione interna degli altri esseri sensibili è conforme al modo in cui questi, per la loro stessa natura, riescono a recepire una data situazione, proprio come la cera che, quasi senza che ce ne accor­ giamo, fa sue le forme in essa impresse, o come coloro che accol­ gono uno spirito demoniaco per mezzo di una presenza demoniaca esterna, per il fatto che il suo corpo è disposto ad accogliere un tale demone; e questo proprio per la debolezza delle membra, incapaci di opporsi a tali cose. E, similmente, si può trovare una disposizione di debolezza anziché di forza, come invece sarebbe necessaria, nelle difficoltà di fare talismani ; ogni realtà è infatti intimamente disposta ad accettare qualcosa che le è congruo. Tutti d'altro canto sono con­ cordi nel dire che è proprio questa la radice di tali opere. E quando vi sarà una disposizione capace di accogliere queste cose, allora, contemporaneamente, sarà perfezionata anche la loro ricezione; una volta realizzatasi la ricezione, l ' opera diverrà chiara e manifesta e la figura simbolica acquisirà forza. Ciò che tu vuoi esisterà sino a quando la materia e la forma saranno congiunte in un unicum, come avviene per la figura umana nello specchio e nell 'acqua, e come succede nell ' unità dello spirito col corpo. Quando tu vorrai porre in essere le tue opere di giorno, regolati in modo che la Luna sia nell ' ascendente e sia nell' ascendente coi segni diurni; se agirai di notte, bada che sia nell ' ascendente dei se­ gni notturni . Se la Luna sarà nell ' ascendente degli astri direttamente ascendenti, la tua opera sarà più facile e di risultato favorevole; ma se gli astri saranno caratterizzati da un ascendente tortuoso, la tua opera diventerà grave e faticosa. Un loro miglioramento o peggio­ ramento dipende anche dalle diverse manifestazioni della sorte; sì che, anche supponendo che la Luna sia ascendente rispetto ad astri direttamente ascendenti, se la malasorte incombe sul l ' opera mede­ sima, la distrugge fino in fondo e appesantisce quell ' astro nel suo divenire, mentre, pur essendo la Luna ascendente rispetto ad astri ascendenti in maniera tortuosa, se si è in presenza della buona sorte e questa buona sorte guarda benevolmente l ' astro, quell' opera sarà certamente di facile realizzazione, come, similmente, quando gli astri diurni ascendono di notte e i notturni di giorno e la buona sorte, con gli occhi puntati su di loro, li dirige e li fortifica; ma se su quelli si poseranno altri occhi, quelli della malasorte, allora ci sarà distru­ zione. Ed è necessario che colui che intende fare talismani conosca perfettamente le costellazioni che ascendono in maniera tortuosa o

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diretta, quelle fisse e quelle mobili e quelle comuni, le diurne e le notturne, i pianeti dai buoni o cattivi influssi e sappia riconoscere quando la Luna è libera da congiunzioni a lei sfavorevoli; deve an­ che conoscere a quali talismani sono abbinati i pianeti e le costella­ zioni. Adoperati per fare quante più opere di buon effetto potrai al­ lorché la Luna è in eclissi o sottoposta ai raggi del sole per 1 2 gradi anteriormente o posteriormente. Allo stesso modo te ne servirai solo se esente dagli influssi di Saturno o di Marte e farai attenzione che non sia discendente nella latitudine meridionale quando percorre i 1 2 gradi suddetti; e questo anche nell ' ipotesi contraria. Allo stesso modo sii attento che non sia sminuita nel tragitto e che non proceda, cioè non percorra meno di 1 2 gradi giornalieri, poiché allora signi­ fica che essa è assimilata al moto di Saturno; presta attenzione che non si trovi nella via bruciata, la qual cosa è particolarmente terribile - ossia da 1 2° gradi nella Bilancia fino a 3 ° gradi nello Scorpione - né al termine delle costellazioni, in quanto circostanze sfavorevoli, né discendente dall' angolo del Medium Coeli - cioè nella nona casa celeste. Se per altro accade, fortuitamente, che in alcune opere strettamente necessarie non si possa in alcun modo attendere che la Luna sia in posizioni sicure da tutti questi predetti inconvenienti, poni Giove o Venere nell' ascendente o nel Medium Coeli, in quanto essi hanno la forza necessaria a correggere i celesti infortuni luna­ ri. Sappi che ogni parola da noi proferita non ha che un fine, ossia svelare i segreti contenuti nei libri dei sapienti. E preghiamo il Dio onnipotente affinché grazie alla sua pietà e grazia divina questo libro non giunga se non in mani di uomini saggi e buoni. Tu allora devi essere custode dell 'opera predetta perché non venga rivelata a chi ne sia indegno.

CAPITOLO QUINTO , ESEMPI DI PROPOSIZIONI E DI CIO CHE È NECESSARIO PER FARE TALISMANI

Quando vorrai fare talismani per infondere l ' amore tra due per­ sone e affinché il loro amore e piacere abbiano forza inestinguibile, foggiali per entrambi a loro somiglianza. Siano plasmati nell ' ora di Giove e di Venere e il Capo del Drago sia in ascendente, la Luna stia con Venere o la guardi di buon auspicio e il Signore della settima casa guardi il Signore della prima casa nel terzo o sesto aspetto. Quindi congiungi assieme, intrecciati, i due talismani e sotterrali in un luogo prossimo a quello dei due che tu desideri incominci ad amare di più l ' altro. Quindi avverrà ciò che vorrai. Talismano per generare pace e amore tra due persone. Fai due talismani con l ' a­ scendente in opposizione. Renderai prosperi l ' ascendente e la deci­ ma casa celeste, sottrarrai l ' ascendente agli influssi malefici e porrai il Signore della decima casa in condizione di guardare quella buona stella e lo stesso Signore dell ' ascendente del terzo o sesto aspetto. È necessario ora spiegare alcuni tratti fondamentali delle figu­ re celesti . Dico che la terza è quella del completo piacere e questo perché ogni costellazione di natura ignea ne guarda un'altra della stessa natura proprio nella terza figura celeste e ogni costellazione di natura terrena guarda le consimili; similmente si deve ritenere per i segni di aria e di acqua. In queste figure l ' amicizia perfetta raggiunge l'apice. La sesta figura è quella dell'amicizia media, per il fatto che le costellazioni che vengono in rapporto in questo segno concordano solo nelle nature attive, escludendo quelle passive : da qui l ' appellativo di "figura della media amicizia". La quarta figura è quella della media inimicizia, perché i segni si guardano da due modi di essere sostanzialmente differenti. La figura opposta è quella della perfetta inimicizia, in quanto in essa le costellazioni si rappor­ tano con sostanziali differenze di tutte e quattro la qualità naturali. Ma ritorniamo ai nostri propositi . Ti dico come fare il secondo talismano : se lo fai per due amici, il suo ascendente sia nell 'undicesima costellazione rispetto alla prima

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del suddetto talismano; se invece si tratta di generare amicizia tra un uomo e una donna, l ' ascendente del secondo talismano sia nella settima costellazione rispetto a quella del primo; fai in modo che il Signore dell' ascendente di colui che ti chiede di riottenere amicizia guardi il Signore della casa altrui di buon aspetto e sia da quello accettato secondo le modalità di una gioiosa accettazione. Quindi congiungi i talismani e sotterrati dove risiede colui che ti ha fatto la richiesta; vedrai che da quel momento saranno amici quanto prima. Talismano per fare innamorare due persone. Fai due talismani con ascendente nel primo aspetto del Cancro e Venere sia in esso e la Luna nel primo aspetto del Toro e nell ' undicesima casa. I talismani così composti congiungili bene e sotterrali dove abitano l ' uno e l'al­ tro. Si vorranno bene e si stabilirà un amore durevole tra loro. Que­ sto si è soliti chiamarla figura di alterazione e ne parlò Tolomeo nel libro del Centiloquio, al capitolo 3 3 . Anche noi ne parleremo ancora e più precisamente nel Libro IV di questa opera, dove cercheremo di trattare tale argomento, se Dio ce lo concederà. Talismano per un amore duraturo . Fai due talismani, metti la buona sorte nell 'ascendente e la Luna nel Toro insieme a Venere. E scrivi in uno dei talismani solo una cifra - ovvero una figura algoritmica, che è questa: o 220; quindi scrivi la medesima cosa sull' altro talismano : 284. Congiungi insieme i talismani, quasi come si abbracciassero : allora certamente ci sarà amore completo e duraturo tra loro. Talismano per rendere accetto chiunque a re e potenti. Fai un ta­ lismano a forma del richiedente e in suo nome nel seguente modo. Renderai benevolo l 'ascendente, che non sia in caduta, retrogrado e combusto; e il Signore dell' ascendente sia forte, benevolo, diretto nel­ la sua esaltazione, il Signore della decima casa guardi all 'ascenden­ te nel terzo e sesto aspetto, ma con una ricezione forte; così farai in modo che il Signore dell 'ascendente venga a essere in quei segni che hanno facoltà di dominio, mentre quello della decima costellazione si troverà in segni di obbedienza; fintanto che il richiedente del talisma­ no lo terrà con sé, fino a quel momento per l 'appunto, sarà ben voluto e stimato e otterrà qualsiasi cosa dai potenti con cui avrà rapporti. Talismano per fare in modo che il padrone sia ben voluto dai suoi uomini, in modo che questi sempre gli obbediscano. Componi due talismani, il primo sarà fatto ne li' ora di Giove, quando la Luna guar­ da il Sole di buon aspetto ed è lontana dalla malasorte, con il Capo -

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del Drago in ascendente. Componi quindi il secondo talismano : il suo ascendente sia nella quinta casa rispetto al primo talismano e questo farai nel l' ora di Venere; e il Capo del Dragone sia nell' ascen­ dente, o lo guardi di buon aspetto, e questo nell' ora della Luna; e la Luna sia libera da aspetti negativi. Sotterra questi due talismani quando l ' ascendente di uno dei segni fissi è nell'ora di Saturno. Se avrai fatto tutto questo, il richiedente sarà molto amato dai suoi ed essi gli obbediranno. Talismano affinché il servo sia devoto al padrone. Siano fatti due talismani, dei quali il primo nell ' ora di uno dei pianeti più alti, e l ' ascendente favorevole sia in una casa dei suddetti pianeti alti, la Luna sia crescente in quanto a luminosità e il Capo del Dragone sia in ascendente nella IV, VI o X casa. Quando avrai fatto in questo modo i due talismani, congiungili come in un amplesso e sotterrali dove vive colui che cerca l ' altrui amore. Talismano per ottenere una degna considerazione dal padrone. Fai un talismano, rendi benevolo l ' ascendente, la decima casa e anche il Signore dell' ascendente, quindi rimuovi gli aspetti sfavo­ revoli dall'ascendente e dal suo Signore e poni l ' aspetto favorevo­ le nell 'undicesima casa, in modo che guardi l 'ascendente e il suo Signore secondo un benevolo e lodevole aspetto, sì che il Signore della decima casa e il Signore dell'ascendente si guardino recipro­ camente in buon aspetto, cosa che consente la ricezione. Una volta plasmato il talismano tienilo segretamente con te, senza mostrarlo ad alcuno; quando sarai dinanzi al padrone e chiederai la sua consi­ derazione, certo la otterrai. Talismano per accrescere patrimoni e mercanzie. Fai un talisma­ no, favorisci l 'ascendente, così come il decimo segno, il Signore della costellazione dell' ascendente e quello della casa del Signore della decima costellazione, la Luna e il Signore di quella costellazio­ ne, nonché quello della rispettiva seconda casa e il relativo Signore; quest'ultimo sia accolto dal Signore dell'ascendente nel terzo o nel sesto aspetto e la buona sorte sia nella seconda casa; tuttavia parte di tale buona sorte sia posta nell'ascendente o nella decima casa e il Signore della stessa buona sorte la guardi di buon auspicio. Ren­ derai prospera anche l'undicesima casa e il relativo Signore. Così composto il talismano, se lo terrai con te, in segreto, che nessuno lo veda, ti consentirà di trarre guadagni da ogni tua impresa e la fortuna ti sarà sempre favorevole.

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Talismano per accrescere la potenza delle città, sì che pervengano alla prosperità. Fai un talismano, rendi benevolo l 'ascendente, la de­ cima casa e il suo Signore e che la buona sorte presti loro attenzione; allo stesso modo ti comporterai in relazione ai Signori della seconda e ottava costellazione; il Signore dell' ascendente sia benignamente disposto e le buone sorti lo seguano; renderai benevolo il Signore della costellazione del Signore dell 'ascendente, la Luna e il Signore della casa della Luna. Completato così il talismano come si è detto, sotterralo al centro di quella città; avverrà allora quanto tu desideri. Talismano per conquistare l ' amore dell ' altro. Farai due talisma­ ni, il primo nell' ora di Giove con ascendente Vergine e la Luna ascendente in quanto a splendore: ponilo quindi in ascendente, nella quarta, settima o decima costellazione celeste. Il secondo talismano fallo nell' ora di Venere, quando questa è in relazione con Giove; la mala sorte sia lontana dal l ' ascendente, ovvero, per questo talismano la settima costellazione già detta, e i due Signori dell' ascendente si congiungano secondo il terzo o sesto aspetto. Una volta fatti i talismani secondo queste disposizioni, congiungili inseparabilmente e sotterrali ove risiede colui che vuole acquisire amore e piacere. Talismano per distruggere il nemico. Il talismano sia fatto a for­ ma o somiglianza di colui che vuoi rovinare, nell ' ora di Marte, con la Luna nello Scorpione; per quanto ti sia possibile, renderai fune­ sto l' ascendente ponendo in esso le male sorti, o almeno facendo sì che queste lo guardino con fare maligno e si oppongano vicende­ volmente; per quanto potrai dovrai rendere funesto il Signore del­ la quarta costellazione nonché il Signore dell ' ascendente e farai in modo che si guardino a vicenda; dovrai rendere malevolo il Signore della quarta casa o quantomeno fargli recepire la malasorte nella medesima costellazione o nell ' ascendente. Fatto questo sotterra il talismano con la parte inferiore rivolta verso la città nella quale il tuo nemico risiede; accadrà quindi quel che tu vuoi. Talismano per distruggere città. Componi un talismano nell'ora di Satumo, quando cioè la malasorte è nel l ' ascendente di quella città e la sfortuna funesta con esso, e allo stesso modo fai col S ignore dell' ascendente, col S ignore della casa di quest' ultimo e al suo tri­ plice ascendente, nonché con la quarta settima e decima costella­ zione. Quando avrai fatto il talismano in tale maniera, sotterralo al centro della città; vedrai cose inimmaginabili.

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Talismano per impedire l a costruzione d i edifici. Fai due talisma­ ni, uno nell' ora del Sole con ascendente Leone e l ' altro nell' ora del­ la Luna con ascendente Cancro; questo quando la Luna è crescente nel suo splendore e immune da influssi negativi e veloce nel percor­ rere il proprio corso. Una volta fatto, sotterralo nell ' ora di Venere; l ' edificio non sarà costruito. Talismano per far fuggire prigionieri dal carcere. Plasma questo talismano a forma del prigioniero che vuoi liberare, nell 'ora della Luna crescente in splendore, veloce nel procedere e libera da influs­ si negativi. Sotterralo nell 'ascendente della decima costellazione di quella città, ponendo il talismano verso la casa di colui che detiene il prigioniero. Talismano per distruggere il nemico. Fai due talismani, uno nell' ora del Sole con ascendente Leone e con la Luna in caduta ri­ spetto a questo; l 'altro nel l 'ora di Marte, con ascendente Cancro e Marte in caduta rispetto alla Luna; falli come se uno trafigges­ se l 'altro. Sotterrati nell' ora di Marte, con ascendente nella prima fase dell'Ariete. Quando avrai fatto questo potrai fare ai tuoi nemici quello che vorrai. Talismano per scacciare qualunque persona dal luogo ove risiede. Forma il talismano nell' ascendente di una delle costellazioni che ascendono in modo tortuoso; il suo Signore cada nella quarta, setti­ ma o decima costellazione ascendente e la Luna faccia altrettanto. Sotterra il talismano in un quadrivio e volgilo verso il luogo da cui si intende cacciare l 'uomo in questione; vedrai cose incredibili. Talismano per separare vicendevolmente due amici. Fai il tali­ smano sotto qualsiasi ascendente e infondi forte negatività nell 'a­ scendente e nella decima costellazione, quindi indirizza su di loro malefici influssi; le cose funeste lo guardino dal quarto aspetto o dal l ' aspetto opposto; rendi la buona sorte in caduta rispetto all 'a­ scendente, alla decima casa e ai Signori relativi. Fai un altro tali­ smano simile in tutto e per tutto a quello sopra descritto. Sotterrati ove risiede uno degli amici, nell' ascendente di un segno fisso sfa­ vorevole, rispetto alla Coda del Drago o ad altro punto funesto. Se avrai fatto tutte queste cose allora quelli non si ameranno mai più a vicenda, ma nutriranno odio reciproco. Talismano per fare cadere chi tu voglia sotto l ' ira del re. Fai due talismani seguendo i precetti trattati in precedenza; il Signore dell ' a­ scendente sia in caduta rispetto al Signore della decima casa o da

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questi riceva comunque influssi malefici e guardi il Signore della quarta casa secondo il quarto aspetto o, eventualmente, secondo quello opposto. Sotterrali sotto l ' ascendente negativo di una delle costellazioni fisse. Fatto questo il re lo odierà. Talismano per catturare molti pesci . Fai un talismano a immagine dei pesci che vivono in quel fiume, nell' ascendente dei Pesci; sia Giove in esso e il Signore nell' ora di Venere. Fallo in questo modo: prima la testa e il corpo, poi la coda, quindi congiungili insieme nell' ora suddetta. Fai anche uno stilo sottile d ' argento e sulla som­ mità di questo poni il talismano; crea quindi un orcio o altro tipo di vaso che abbia una apertura stretta di piombo e conficcagli in mezzo lo stilo con l ' immagine del pesce all ' estremità di esso. Quindi ri­ empilo di acqua e chiudi l ' imboccatura con cera, in modo tale che l ' acqua non possa uscire. Getta quindi il vaso nel fiume. Tutti i pesci che vi sono si raduneranno vicino al predetto vaso. Talismano per catturare pesci. In un libro su questa arte il saggio Alhanemi disse di avere un talismano di tale fattura, di averlo speri­ mentato e di aver constatato che esso funzionava. Disse così : fai un talismano a figura di pesce e ponilo nella seconda parte dell'ascen­ dente dei Pesci; la Luna sia, lei sola, in ascendente con Mercurio; farai tutto questo nell 'ora della Luna. Quando questo talismano sarà così fatto, gettalo nel fiume allorquando ti verrà volontà di pescare; e vedrai, come per miracolo, che una grande moltitudine di pesci si radunerà proprio in quel punto. Talismano per mettere in fuga gli scorpioni. Nell' ora del Sole fa­ rai un talismano a forma di scorpione e fallo in oro purissimo, poni la Luna nell' ascendente, nella quarta, settima o decima costellazio­ ne, permanendo la stessa nel Toro, nell'Acquario o nel Leone; fra queste la migliore è sicuramente quella del Leone, perché, rispetto alle altre, la sua natura è quella maggiormente contraria allo Scor­ pione; il Sole sia nel Leone e Satumo retrogrado. Per prima cosa farai la coda, quindi le zampe, le chele e, per ultimo, il capo. Presta molta attenzione a questa distinzione, cercando di comprenderla a fondo, dal momento che essa ti sarà necessaria in tutte le opere. Così fatte le membra dell ' animale, scambia la chela sinistra con quella destra e le zampe destre con quelle sinistre, mettendo quindi il capo al posto della coda e viceversa. Farai quindi un aculeo e lo porrai, capovolto, sopra il pungiglione lasciando il capo dell 'aculeo nella posizione naturale; esso così andrà a sbattere contro la coda. Una

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volta che avrai costruito il talismano seguendo queste indicazioni, nascondilo in una pietra bucata, purché sia una pietra di miniera. Quindi sotterrala nel posto più nobile della città; gli scorpioni fuggi­ ranno da quel luogo del talismano e non vi si avvicineranno per un raggio di quarantacinque miglia in qualsiasi direzione. Talismano per guarire dalla puntura degli scorpioni. Fai il tali­ smano dello scorpione in pietra bezahar (o bezoar) e fallo nel l ' ora della Luna, quando essa si trova nella seconda parte dello Scor­ pione, con ascendente Leone, Toro o Acquario. Legherai la pietra stessa in un anello d' oro, col quale sigillerai l ' incenso ammorbidi­ to nella suddetta costellazione; darai da bere, a chi è stato punto, uno di questi talismani d ' incenso; sarà guarito e il dolore verrà sedato. Un uomo originario delle terre dei Negri, che da sempre si era prodotto per dimostrare la validità dei predetti fenomeni e di queste scienze, disse che provò a scrivere un nome su una lastra di pietra latomia ,e la teneva con sé. Quando qualcuno veniva punto da uno scorpione, lavava la lastra suddetta in acqua e la dava a colui che era stato colpito dentro una bevanda; subito questi stava bene, cessando il dolore . Disse anche che quando non aveva la tavoletta di pietra latomia, scriveva i nomi su una scodella pulita, tramite creta con la quale era possibile scrivere, allo stesso modo, zafferano e altre cose simili che possono essere bevute . La lavava con acqua e la dava da bere all ' infermo; immediatamente il dolore cessava. E se non avessi timore di essere troppo prolisso, potrei narrare le cose meravigliose che quell'uomo fece con i suoi nomi, ma essendo il numero di coloro ai quali li diede da bere dentro una bevanda troppo elevato non posso parlarne in poche parole. Tuttavia, poiché ho verificato di persona l ' efficacia di questi nomi, ho deciso di riportarli in questo nostro libro e più precisamente nel presente capitolo. I nomi sono : zaare zaare raam zaare zaare fegem bohorim borayn nesfis albune fedraza affetihe tanyn zabahat aylatricyn haurane rahannie ayn latumine queue acatyery nimieri quibari yehuyha nuyym latrityn hamtauery vueryn catuhe cahuene cenhe beyne

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I nomi predetti debbono essere scritti in sette linee precise, né più né meno, col segno di Salomone al termine della settima linea. Alcuni affermano che devono essere scritti nel primo giorno di Gio­ ve nel mese di maggio, mentre altri sostengono che possono essere scritti nel primo giorno di Giove di qualsiasi mese; io ho notato che possono essere scritti in qualsiasi giorno si voglia. Ma presta molta attenzione di non sbagliare a imprimere la loro forma o figura, che in essi non ci sia alcun errore. E ho visto un sapiente che scriveva il nome bohorim usando la n, ovvero nohorim, ma io ho usato la b, come ho detto sopra. Queste cose ti dico affinché ti diventino palesi i segreti di questa scienza. Quando vorrai fare talismani per infondere l'amore tra due per­ sone e perché il loro amore e piacere abbia forza inestinguibile, foggiali per entrambi a loro somiglianza. Siano plasmati nell' ora di Giove e di Venere e il Capo del Drago sia in ascendente, la Luna sia con Venere o la guardi di buon aspetto e il Signore della settima casa guardi il Signore della prima casa nel terzo o sesto aspetto. Quindi congiungi assieme, intrecciati, i due talismani e sotterrati in un luo­ go prossimo a quello dei due che tu desideri incominci ad amare di più l ' altro. Quindi avverrà ciò che vorrai. Talismano per generare pace e amore tra due persone. Fai due talismani nell' ascendente in opposizione. Renderai prospero l ' a­ scendente e la decima casa celeste, sottrarrai l' ascendente agli in­ flussi malefici e porrai il Signore della decima casa in condizione di guardare quella buona stella e lo stesso Signore dell' ascendente del terzo o sesto aspetto. Talismano per far innamorare uomini e donne. Farai un tali­ smano a immagine di fanciulla, in metallo freddo e secco; lo farai nell' ascendente della Vergine, con Mercurio in Vergine, quando il moto dell'astro è crescente e lo farai in pietra almutaz; poi disponi quest'opera nell' ora di Mercurio. Così farai finché il talismano non sia completo. Quindi crea un talismano a figura di giovane; fallo con Mercurio nella Vergine, che si avvicina al luogo del primo talismano esso stesso nei Gemelli; attento a non sbagliare il riferimento agli ascendenti. Mi spiego: se Mercurio è nella Vergine, non porre la co­ stellazione dei Gemelli in ascendente, mentre se Mercurio è nei Ge­ melli, non porre la Vergine in ascendente; ma qualunque segno avrai posto in ascendente, in esso, e solo in esso, poni Mercurio. Quando avrai terminato la composizione dei due talismani, congiungili e

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poni le mani di uno dei due, a tuo piacimento, sui fianchi dell'altro; tutto questo sia fatto nell ' ora di Mercurio, sia quando l ' ascendente è la Vergine sia quando lo sono i Gemelli. Cingi i talismani con una faccia dello stesso metallo che hai usato per plasmarli e sotterrali nel borgo più popolato della città. Quando avrai fatto questo, gli uomini si congiungeranno alle donne e si ame­ rann o vicendevolmente. Fai cosi anche quando qualcuno ti chiede di fare innamorare colei che ama, sotterrando i talismani nel luogo dove vorrai congiungere costoro. Talismano per distruggere città, case e altro. Fai un talismano ponendolo sotto l ' ascendente di quella città, se tale ascendente ti è noto, altrimenti ponilo sotto l ' ascendente di quella particolare richiesta; rendi funesto l 'ascendente, la quarta costellazione, il Si­ gnore dell' ascendente, la Luna e il Signore della costellazione dove si trova la Luna, il Signore della costellazione del Signore dell'a­ scendente, la decima costellazione e il relativo Signore. Quando poi avrai terminato il predetto talismano, sotterralo al centro della città; accadrà ciò che desideri. Talismano per fare guadagnare qualcosa al medico. Fai una la­ mina di stagno, disegna la figura di un uomo seduto in cattedra con opere di medicina tra le mani; fai un altro talismano con un uomo in piedi, che gli si pone davanti, recante tra le mani un vaso per le urine e in atto di consultare il medico. Costruisci entrambi i talismani sot­ to l ' ascendente del Toro o della Bilancia, con Marte in ascendente e il Capo del Dragone al centro del cielo. Quando avrai fatto tutto questo, cerca di posizionare la piastra con le immagini nel luogo dove vuoi far accorrere gli uomini; vedrai che esso traboccherà di una miriade di uomini. Talismano per moltiplicare messi e piante. Disegna su una lamina d' argento la figura di un uomo seduto in mezzo alle messi, ad alberi e piante; fa questo con l ' ascendente Toro e la Luna in esso, diretta dal Sole verso Satumo. Sotterra il talismano dove vuoi; quanto sarà lì piantato e seminato crescerà rigoglioso, immune dai danni degli animali della terra o del cielo, dalla tempesta o da qualsiasi altro possibile fattore avverso alle messi. Talismano per sanare il mal della pietra. Su una lamina di oro purissimo farai l ' immagine di un leone che tiene tra le zampe una pietra, come se con essa stesse giocando; lo farai nel l ' ora del Sole, nel primo grado del secondo aspetto del Leone in ascendente. Chi,

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infiacchito, porterà su di sé questa lamina, subito sarà liberato. E questo è stato provato molto spesso. Talismano per allontanare l ' infermità della melanconia e i pecca­ ti, per rimuovere le paresi degli arti, garantire stato di salute fino a guarigione completa e proteggere dai malefici chi tu desideri. Crea un talismano in argento purissimo nell' ora di Venere, con la Luna in ascendente nella quarta, settima e decima casa e rivolta positiva­ mente verso Venere; il Signore della sesta casa osservi la fortuna nel terzo aspetto e il Signore dell ' ottava nel quarto aspetto di Mercurio. Fai attenzione che Mercurio non sia retrogrado o adusto o, ancor peggio, sottoposto agli influssi della malasorte. Fai il talismano nell 'ultima ora della domenica; il Signore deve essere nella decima ora rispetto all 'ascendente. Se farai il talismano come ti ho detto, scaccerai tutte quelle infermità. Sappi che le virtù dei talismani e gli stessi effetti a essi congeniti sono necessariamente vincolati ai corpi celesti e, quando gli stessi talismani seguono i movimenti dei cieli, sappi che in quel caso non troverai alcunché in grado di trattenere la loro forza o di distruggerli. Ciò a cui devi prestare attenzione mentre li componi è il principio per cui devi farli per amore e amicizia, con la Luna piena e rafforzata dalla buona sorte; ma stai ben attento a non fare nulla di ciò che è stato detto se la Luna è calante e accompagnata da malasorte. Ti fac­ cio un esempio. Fai un talismano per amore e piacere, per la visita di un re o di un signore oltre modo importanti, nel giorno della Luna, quando questa è nel pieno del suo splendore e in prossimità del Sagit­ tario, del Toro, del Cancro o dei Pesci (se per caso fosse nel Capo del Dragone, sarebbe allora ancora più efficace), in permanenza perpe­ tua in una delle posizioni fortunate e nel contesto di una condizione particolarmente favorevole, congiunta con Venere nell' ora di Giove, e quest'ultimo in prossimità dei Pesci, del Sagittario o del Cancro, assieme alla Luna. Fai invece, all 'opposto, un talismano a fini mal­ vagi; cioè quando la Luna è in posizione infelice, in compagnia di pianeti funesti o, comunque, rivolta a essi nel quarto aspetto o nel suo opposto. Se farai così, ogni tua opera troverà compimento in ognuno dei suoi caratteri, seguendo proprio le tue intenzioni. Inoltre, ricorda che, nelle situazioni descritte, tutte le operazioni relative ai talismani riescono meglio di notte che di giorno. La cosa fondamentale in tutto questo, e senza la quale non ri­ usciremmo a portare a termine alcunché, è l ' unione tra l ' opera e

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la nostra volontà e fiducia, in modo tale che la virtù dello spirito si unisca con quella del cielo: solo allora tutto porterà ali ' effetto desiderato. Platone disse nel suo Libro degli Aforismi: "Quando, invero, la parola di chi parla procede di pari passo con le sue in­ tenzioni e convinzioni, allora chi ascolta è convinto; diversamente accadrà se farai l ' esatto contrario". Questo è il principio di con­ giungere volontà e convinzione nelle orazioni ; principio che è la prima cosa da osservare allorché vogliamo chiedere un favore al padrone, spinti dalla necessità. Di nuovo, è assolutamente neces­ sario che la disciplina di tali opere rimanga nascosta agli uomini e alla luce del Sole e non si operi in un luogo dove il Sole possa introdurre i suoi raggi; e nessuno possa avere notizia di queste po­ tenziali capacità se non si riesce a essere amico di se stesso e fidu­ cioso nel l ' opera stessa; è necessario, cioè, non essere uno sbeffeg­ giatore incredulo delle opere magiche e delle potenze degli spiriti del cielo, nonché delle proprie facoltà che hanno potenza in questo mondo, sì che tali opere prendano vita da quegli spiriti . Anche per verificare quanto Thebit ben Coran scrisse nella propria opera, il Libro dei Talismani, dove disse così : la scienza dei talismani è la parte più nobile del l ' astronomia. Aggiungendo : un corpo è privo di vita se in questo non c ' è spirito. Disse queste parole in relazione a quei talismani che non vengono creati nel tempo giusto e oppor­ tuno, non idonei a recepire lo spirito dei pianeti e, quindi, destinati a essere simili a corpi morti, nei quali non c ' è spirito. Quando, al contrario, vengono creati a tempo debito, congruo e opportuno, allora riceveranno gli spiriti e le forze planetarie e saranno come corpi pieni di vita e forieri nel futuro di mirabili effetti. Aristotele nei suoi libri sui talismani disse : "ciò che di migliore e di più alto hanno i talismani proviene loro dai sette pianeti e il loro effetto sarà più durevole se la buona sorte li accompagna". In defi­ nitiva si tratta di condurre sulla Terra gli spiriti e le virtù del cielo. E ancora disse che vi sono nomi di potenze che, pronunciati con l ' intenzione di chiamare gli spiriti medesimi, li fanno discendere, e le loro virtù, ciascuna nella propria ora, possono anche uccidere chi non è ben istruito e conoscitore della natura dello spirito e del pianeta adatto a quella particolare opera nel recepirlo; natura tale da conformarlo al corpo. Così si crea ciò che riferiscono coloro che operano nel nome più grande, i quali affermano di potere cambiare l ' essenza propria delle cose grazie alle virtù di quei nomi e operano

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meraviglie in tutto il mondo, anche se poi la maggior parte di colo­ ro che hanno agito in conformità col nome suddetto si sono trovati in disaccordo sulla sua determinazione. Anch' io scrissi un libro su questi nomi e sul modo per comprenderli e ho esposto le mie opi­ nioni intorno a loro. Voglio ora tornare alle parole di Aristotele, il quale disse, par­ lando di negromanzia, che non vi sarebbe alcuna sfera celeste in eccedenza, né qualcosa di simile atto a trascinare gli spiriti e che le parole non avrebbero un tale potere se non provenissero da un precetto di un Dio glorioso e alto che, con un suo ordine, li muove verso la terra o, meglio, li dirige e li indirizza al centro di essa. Que­ sto disse Aristotele. Tutti i sapienti che hanno detto la loro su questa scienza sono stati concordi nell ' affermare che nelle operazioni con talismani le parole, insieme alle orazioni, sono assolutamente necessarie per portare a compimento determinati atti e operazioni. Thoos il sapiente disse : le parole dei talismani sono come gli spiriti che, in un corpo, muo­ vono altri spiriti e potenze verso quella determinata opera: questo soprattutto quando la parola di chi agisce si congiunge alla sua vo­ lontà e determinazione, in quanto solo allora, grazie a questo nobile elemento, si crea ciò che permette la riuscita dei talismani e delle parole di cui abbiamo discusso. I metodi di cui qui intendiamo fare cenno sono quelli che si avvalgono di parole convenienti alle opere considerate nei nostri Libri. Un esempio di come dovrai esprimerti se opererai in un talismano d ' amore e di unione : sia unito il tale N con la tale N, allo stesso modo in cui si uniscono fuoco e aria, acqua e terra; e lo spirito di costui sia mosso verso l ' altro, proprio come il raggio del sole muove la luce del mondo e le sue virtù; nella visione dell ' uno l ' altro subentri con le sue opere allo stesso modo in cui si pongono in relazione il cielo e le stelle, gli alberi e i fiori . Poni lo spirito dell' uno, alto e sublime, sopra quello dell' altro, proprio come l ' acqua sopra la terra; ciò detto l ' uno non potrà mangiare, bere, es­ sere lieto o rallegrarsi senza la presenza dell'altro. Se opererai per separare qualcuno da un altro o per porre inimi­ cizia tra due persone, dirai queste parole : "Dividi e disgiungi il tale dal tal altro per mezzo delle virtù di codesti spiriti e pianeti, allo stesso modo in cui la luce è divisa dalle tenebre"; quindi: "Si insi­ nui tra loro l ' inimicizia e una vicendevole cattiva predisposizione, proprio come fanno il fuoco e l ' acqua, eterni nemici". Se irivece

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vorrai congiungere un uomo con una donna o con molte altre donne, dirai così : "Lo spirito della volontà ti leghi a questa o quella donna (se agirai per una donna) o a tutte (se operi per tutte) e quest' opera abbia effetto per la forza e la potenza degli spiriti e dei pianeti, come avviene nell' accrescimento dei monti e delle loro pietre". E così, se agirai per liberare qualcuno dalle legature, dirai questo: "Si sleghi, si dissolva e si distrugga il legame dello spirito della volontà del tale che è legato e quasi incatenato a una tale donna o a tali donne, in vir­ tù degli spiriti e dei pianeti, così come la cera si scioglie a contatto col fuoco o come il Sole distrugge le tenebre e i suoi spiriti, o come si consuma la neve per il calore del Sole". Se vorrai impedire che si parli male di te o di un altro, ti espri­ merai in questo modo : "Copri un tale uomo con la copertura di una luce abbagliante, amputa le lingue degli uomini, copri i loro occhi con la copertura di spiriti che attirino su di sé i cattivi incantesi­ mi verbali . Siano amputate loro le lingue e le malvagie volontà". ' Inoltre, se agirai affinché si dica male di qualcuno, sì che venga odiato dagli uomini, dirai così : "Costui sia rovinato e distrutto, per mezzo della virtù e della potenza di questi spiriti e pianeti, proprio come il raggio solare distrugge e dissolve la nebbia spessa e densa, e ponga i suoi spiriti sulle lingue malvagie degli uomini, sì che lo distruggano alla maniera dei dardi che, scagliati dalle balestre, mandano alla rovina i corpi". Stai attento a non imbatterti in uno di quegli inconvenienti pre­ detti allorché ti accingi a compiere qualche operazione magica; non parlerai affatto dei segreti delle tue opere nell ' accrescere i beni né dei mezzi atti a portarle a compimento. Custodisci bene e diligentemente ciò che ti è stato rivelato, per­ ché dalle opere dei talismani conseguirai gran profitto e utilità; pro­ cedendo da quelle e facendo leva su questi mezzi potrai costruire tutti i talismani del mondo. lovero ciò da cui i talismani sono com­ posti deve essere umile e proporzionato alla natura del medesimo ente di cui è composta l ' immagine, sia per i .buoni che per i cattivi fini. Intendo, dopo tutto ciò, fare riferimento a quelle caratteristi­ che che ogni pianeta possiede, proprie di metalli e animali, piante, tinture, suffumigazioni e sacrifici di ciascuno di loro. Ti gioverai di una di queste cose a piacere in tutte le tue opere, proprio come il medico si avvale di molte medicine, spezie e dell' obbedienza del malato nell'osservare diete e nell'assumere farmaci ; è così che il

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medico raggiunge lo scopo che si prefigge. Fondamento basilare di tutte queste operazioni è comunque che tu osservi le direzioni dei pianeti e delle costellazioni. Invero gli antichi sapienti greci sole­ vano osservare un pianeta, attendendo fino a che non fosse nel suo proprio genzahar (domicilio). Lo ponevano nel grado centrale del cielo e lo suffumigavano con quelle che erano le suffumigazioni proprie di quel pianeta; quindi pregavano con le orazioni a que1lo riferite e chiedevano ciò che desideravano, ottenendolo. Dicevano di fare così col pianeta anche quando questi era nella sommità del cielo: allo stesso modo ottenevano quanto volevano. Bisogna ancora aggiungere che le predette opere saranno certamente più sicure se quel pianeta ha mostrato la propria potenza il giorno in cui è nato l ' uomo per cui si opera. Tutto ciò lo devi comprendere, perché per mezzo di questo potrai ottenere quanto desideri .

CAPITOLO SESTO

IN CHE :MISURA CIASCUNO SIA NEL MONDO E COME SI PERVENGA ALLA CONCLUSIONE CHE L'UOMO È UN :MICROCOSMO ED È AS SI:MILATO AL MACROCOSMO

Sappi che la conoscenza è qualcosa di molto nobile e alto e che colui che la studia e opera per suo mezzo ne acquisisce nobiltà e altezza. La conoscenza è come una scala. per cui una volta avuta padronanza di un gradino, sùbito ne appare un altro. È perfetto colui che raggiunge l ' ultimo gradino della conoscenza e ama e ha cura dei suoi gradini : coloro che perseguono questo sono detti filosofi in greco e "amanti della conoscenza" in latino. Chi invece non si affatica nelle scienze è manchevole e di poca autorità e perciò non deve essere detto "uomo" se non per modo di dire, perché ha forma e aspetto di uomo, in quanto [colui che è veramente uomo] si preoc­ cupa di indagare le scienze con le quali si apprende l 'uomo in sé e come sia il microcosmo simile al macrocosmo e il corpo si completi con lo spirito razionale e diventi un essere animato e razionale e sia perciò separato, con questi tre spiriti, da tutte le cose del mondo in quanto razionale. La razionalità ha lo stesso valore di una garanzia con la quale si possono capire i fatti contingenti, determinare ciò che non è vero, capire le cose del mondo e in qualsivoglia posto del mondo apprendere per mezzo del proprio sapere e del proprio intendimento, memorizzare come per forza e capacità proprie ciò che si sente dire e, in base a questo, vale a dire con l ' uso dell ' inten­ dimento, sapere cosa può accadere negli eventi esterni o nell' uomo, cioè nel microcosmo, che è simile al macrocosmo cui si assimila per forma e per le cose che in esso vivono. L' uomo è simile agli animali in tutte le cose naturali, ma da essi è separato per i suoi precetti e le sue conoscenze. Egli ha sei movimenti, le ossa dure, tutto ciò che si muove dalla parte della larghezza naturalmente allineato e retta­ mente ordinato. Ha dita e palmi, composti in linea retta, e una testa rotonda, capacità critica e di apprendere le scienze e la scrittura, di scoprire precetti e di respingere tutti gli animali, mentre egli non può essere vinto da nessuno. Ride, piange e singhiozza. C ' è in lui il

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potere di Dio e la conoscenza della giustizia per governare le città. Egli è un simulacro che ha dentro di sé una luce ed è potente nello spirito e uniforme nella sua raffigurazione. Sa ciò che giova e ciò che nuoce, si applica e si ingegna e ugualmente con applicazione e ingegno si ritrae dagli altri. Egli ha scoperto sottili precetti e le sotti­ gliezze di questi, opera miracoli e meravigliose rappresentazioni ed è in grado di capire l ' astrattezza delle scienze. Separato da tutti gli animali dotati di sensi, Dio lo fece tale da scoprire e formulare le sue scienze, spiegare le sue qualità e quelle di tutte le cose del mondo, in grado di recepire lo spirito profetico, i tesori della sua sapienza, di conoscere tutto ciò che esiste al mondo e in che rapporto sta una cosa con l ' altra. Cosicché l ' uomo comprende tutte le intelligenze e i rapporti tra le cose di questo mondo con il suo intelletto, mentre queste non lo comprendono. Tutto è al suo servizio, mentre egli non è al servizio di nessuno. Con la voce imita qualsiasi animale quando gli fa piacere e forma figure che gli assomigliano. Conta con le mani e con la voce, racconta e spiega la natura e il comportamento degli altri esseri viventi. Non c' è animale che abbia le capacità intellettive proprie dell'uomo, o che possa mutare la propria voce, o renderla simile ad altra: ad esempio il gallo, il cane o il leone non possono mutare la propria voce, mentre l'uomo è in grado di produrre, con la sua voce naturale, i suoni di tutti gli animali e di cambiarne l ' aspetto e la somiglianza come più gli fa piacere. Egli è maestro di se stesso nel darsi delle buone regole e agli altri animali queste insegna e ve li guida. L' uomo ha un corpo compatto e uno spirito sottile, cosic­ ché ha una parte sottile e una grossolana: quella sottile appartiene alla vita, l ' altra alla morte. Infatti, la sostanza dell'una è sfuggente, dell' altra stabile, una è dotata di forma e l' altra no. Una sostanza è la notte e l ' altra il giorno, una è la luce e l ' altra le tenebre, una è evi­ dente e l'altra nascosta, una percepisce e l ' altra capisce, una scende dall' alto e l' altra sta in basso. Egli si vergogna delle azioni meschi­ ne e, facendo ciò che vuole per scelta, si pente di ciò che ha fatto. L'uomo è dunque composto di materia spessa e sottile: porta in sé la grossolanità della terra e la finezza dell ' aria, il calore del fuoco e il freddo dell 'acqua; perciò è ugualmente disposto alle tendenze delle forze vitali. Sicché conosce il calore del fuoco dal calore che è in lui, il freddo dell 'acqua da quello che è in lui e similmente conosce in se stesso [le proprietà] degli altri elementi. Inoltre, in questa com­ posizione, la testa rappresenta, per forma, aspetto e sfericità, il cielo

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e, in generale, alla figura umana si associa tutto ciò che è sottile. Nel suo complesso la figura umana è l ' arca dello spirito universale, lo spirito universale è l ' arca dell ' intelletto universale e l ' intelletto uni­ versale è l ' arca della luce, da cui procede l ' intendimento: perciò la luce è la materia dell' intendimento generale, che è superiore a tutto ciò che è inferiore. La materia è sempre inferiore e semplice nei suoi confronti. L'uomo è pertanto completo rispetto alla composizione della propria figura, poiché a essa prendono parte tutti gli altri corpi ed egli stesso è congiunto con l ' altra sostanza. Chi desidera apprendere ciò nella sua interezza deve essere sem­ plice, incline alla bontà, limpido e libero da tutte le impurità corpo­ rali e da tutti i [cattivi] pensieri, giacché l 'uomo così predisposto può comprendere e vedere con il proprio intelletto e accertarsi di questo fatto. Avendo così a lungo parlato di queste cose, s ' è deviato dallo scopo del libro e questo perché quanto abbiamo detto - e in particolare circa l ' intelletto - sono i fondamenti del nostro discorso, che tratta della scienza magica, giacché se ti impegnerai costante­ mente nelle scienze e nella comprensione e intelligenza delle cose, nessuna esclusa, potrai comprendere e conoscere cosa siano magia e negromanzia. Proprio a questo scopo Platone, nel libro che lui stesso diffuse e che si intitola Timeo, parla a lungo per spiegarci con parole e proporzioni le forme, cosa che fece molto bene, sebbene parlasse occultamente, secondo la consuetudine dei sapienti di coprire e na­ scondere le proprie conoscenze, affinché il profano non possa capi­ re. La stessa cosa fece il saggio, detto Zadelau, nel libro in cui parlò occultamente e profondamente. L' oscurità e la profondità delle parole costituiscono l ' astuzia dei saggi nei loro ragionamenti, in modo che non possano essere intesi se non con grande studio e lunga meditazione, al fine di trarre da essi l ' intendimento segreto che viene così spogliato dagli altri in­ tendimenti, colti in prima lettura e comprensione. Questa scienza si divide in due parti, delle quali una è palese e l ' altra nascosta: quella nascosta è profonda e dotata di significati profondi, che non possono essere intesi prima di aver studiato con applicazione quelli palesi, finché non ne diventi evidente e scoperta la ragione. Ma se qualcu­ no l' approfondirà adeguatamente, come abbiamo detto, troverà ciò che desidera e l ' occulto gli diventerà palese e potrà attingervi ciò che vorrà. Molti sono i sentieri e le strade che conducono a questo: alcuni consistono nel rovesciamento della prova da palese a occulta,

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cioè nel portare i rami alle radici affinché assieme si congiungano, oppure nel mettere assieme il loro intendimento con pensieri e detti credibili di uomini venerabili o dell ' uomo santo : in questo modo otterrai ciò che ti manca e la perfezione e attingerai a ciò che vorrai. Ti verrà così rivelato l ' intendimento segreto e nascosto di quelle parole. Prendi pure la strada che preferisci delle suddette per essere in grado di cogliere la conoscenza e giungere a scoprire anche la via segreta tra quelle sopra ricordate, giacché con questa conoscenza potrai ottenere ciò che vorrai e capire tutto e di tutto le ragioni.

CAPITOLO SETTIMO IN CHE MISURA SIA OGNI COSA DEL MONDO E DI MOLTE ALTRE NOZIONI PROFONDE NASCOSTE DAI SAPIENTI E CHE NOI, IN QUESTO LIBRO, INTENDIAMO SVELARE

Tutte le cose di questo mondo sono ordinate secondo le loro re­ gole, in modo che possiamo aggiungere : la prima di tutte le cose di questo mondo, la più nobile, alta e più completa delle cose che tro­ viamo nel mondo è Dio stesso, che è il facitore e il creatore di tutto. Dopo viene l ' intendimento ovvero intelletto, dopo l ' intendimento, lo spirito, poi la materia: questi due sono immobili, inalterabili e immu­ tabili da luogo a luogo. Dopo viene il cielo naturale, che viene detto primo mobile in movimento, ed è il principio primo di generazione e corruzione di tutto ciò che accade nel mondo. Segue poi il cielo delle stelle fisse con tutti gli altri cieli nel loro rispettivo ordine, fino al cie­ lo della Luna. Dopo di che troviamo la materia comune, cosiddetta "prima", nella quale è contenuto l ' ordine di tutte le cose del mondo che sono in questa materia [plasmate] , ma non appaiono. Dopo ven­ gono gli elementi che operano in questa materia comune, giacché gli elementi non sono operazioni, né opere nella materia. Seguono, nell' ordine, i minerali, le piante, gli animali e, da ultimo, l'animale razionale. Questo ordinamento di gradi è diverso dagli altri, giacché gli altri gradi si degradano a partire dall' intelletto, che è la cosa più nobile e alta di tutte, e così discendono fino agli elementi più vili, per raggiungere il cielo della Luna. Dopo di che, procedendo dalle cose più vili fino alla più nobile, arrivano ali 'uomo, che è la più nobile di tutte le cose che esistono sotto il cielo della Luna: in lui, infatti, si riuniscono conoscenza, sapienza e superiorità manifeste. Perciò devi sapere che chi intende dedicarsi alle scienze deve praticare le strade che ti ho detto e colui che vi si dedicherà avrà una sorte migliore e sfuggirà alla seguente critica del saggio : "Non c'è niente di peggio per gli uomini dell'apparire scienziati e sofisti senza avere conoscen­ za, giacché non essi per questa via raggiungono la sapienza, ma co­ loro che vi si dedicano con costanza: infatti chi è privo della vera sapienza non si può dire uomo se non per un equivoco".

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Sappi anche che nel mondo si possono reperire altri ordini e altre suddivisioni, dei quali intendo qui parlare per stimolare l ' intelletto, affinché si addestri ancor più nelle scienze e perché tu possa rivol­ gere la tua attenzione a essi e comprenda i segreti dei saggi. La ge­ rarchia di queste cose è la seguente: in primo luogo c'è il principio, poi la materia alta, poi l ' elemento, quindi la materia, poi la forma, quindi la sostanza, p oi il corpo, poi l ' accrescimento, poi l ' animale, quindi l'uomo, poi il maschio, poi i singoli individui umani con il loro nome. Ma il principio primo è più universale della materia alta, che viene detta materia superiore e accidente, e la materia non viene detta se non come materia riguardo alla corporeità. La materia è più universale degli elementi perché non è congiunta e l ' elemento non può non essere congiunto. L'elemento è più uni­ versale delle altre materie, perché esso è un corpo semplice prima di ricevere la forma: quando riceve la forma diventa materia e forma (ecco un esempio: il bronzo, che è la materia del bacile, e il legno, che è materia in forma di panca). Quando poi ricevono movimento e scopo, questa è una qualità mista e, quando questo succede, abbiamo così la sostanza. Quando le sostanze si congiungono e contempora­ neamente prendono colore, accrescimento o diminuzione, abbiamo il corpo. Il corpo si suddivide in accrescimento e diminuzione; l ' ac­ crescimento, a sua volta, in animale e non animale. E l ' animale in uomo e non uomo, l 'uomo in maschio o femmina, e il maschio in questo o quell 'uomo singolarmente conosciuto. La materia è un raggruppamento ordinato di elementi atto a ricevere la forma. Essa si divide in due parti, delle quali una è la materia semplice, che non prende se non la forma composita dell ' elemento, come la terra, l ' aria, l ' acqua, il fuoco e si trasforma da uno stato all ' altro. L' altra è la materia in generale disposta a prendere tutte le forme composte da qualità sempl ici, così come il calore, il freddo, la siccità e l ' umidità e non si trasforma da uno stato all ' altro. I saggi l ' hanno chiamata così perché è disposta a prendere tutte le diverse forme, anche se viene con altro nome de­ finita come parte del la sostanza, cioè il "corpo" che viene guidato e riempito da tutte queste [qualità] . Quanto abbiamo detto in questi ragionamenti è solo per aguz­ zare l ' ingegno e mettere in luce l ' intelletto, giacché le parole e le spiegazioni di cui sopra sono raffigurazioni spirituali e paro­ le che furono rivelate ad Adamo dal Signore Dio e non possono

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essere capite se non dai saggi che si sono assiduamente dedicati alle scienze e, recandosi alla fonte della verità, hanno compreso che cosa siano gli enti. Cerca di capire tutto quello che ti è stato appena detto e conservalo nel tuo intelletto, giacché ciò di cui in questo libro si è detto finora, se rettamente lo intendi, costituisce il fondamento dell ' arte magica. Qui finisce il primo libro del sapiente Picatrix.

Segni dei talismani Vienna, Osterrechische Nationalbibliothek, MS 33 1 7, Fol. 1 1 3

LIBRO II

Comincia il secondo libro in cui si parla delle figure celesti in ge­ nerale, del moto dell 'ottava sfera e dei loro influssi su questo mondo. Cominciano i capitoli del secondo libro. Capitolo l. Come si può pervenire a questa conoscenza. Capitolo Il. Le figure celesti e i loro segreti. Capitolo III. Tutte le operazioni che riguardano i pianeti, il Sole e la Luna. Capitolo IV. Il moto dell 'ottava sfera e delle stelle fisse. Capitolo V. Come questa scienza è ripartita tra i popoli e quale cor­ rispondenza trova in essi. Capitolo VI. Le virtù dei talismani e in che modo si ottengono; in che modo i talismani possono acquisire la forza dei pianeti e come gli influssi agiscono per mezzo dei talismani: cioè il fondamento della scienza della negromanzia e dei talismani . Capitolo VII . Del modo di servirsi della dialettica nella scienza dei talismani e che parte debba avere in questa scienza. Capitolo VIII. Delle gerarchie delle cose naturali e in che modo si possa accedere a questa scienza. Capitolo IX. Della dimostrazione delle figure e delle forme dei tali­ smani che si fanno con l'ausilio dei pianeti. Capitolo X. Delle pietre adatte a ciascun pianeta o alla formazione delle figure. Capitolo Xl. Le rappresentazioni delle immagini dei segni e i loro influssi. Capitolo XII. Le figure e i gradi dei Segni zodiacali e i loro in­ flussi secondo l'opinione degli Indiani, in che modo si procede nello studio di questa scienza, di quale tipo sono gli influssi che si traggono dai corpi superiori secondo la loro opinione e con [la rivelazione di] notevoli segreti.

CAPITOLO PRIMO COl\1E SI PUÒ PERVENIRE A QUESTA CONOSCENZA

Pur essendo particolarmente dotati di intelletto naturale, i saggi non smettono mai (né mai smisero) di ricercare e indagare, al fine di riuscire a sapere e capire i segreti che gli [altri] saggi confidarono ai loro libri, fin quando non sono riusciti a ricavare ciò che si erano prefissati da quanto hanno trovato con insistenti ricerche. Gli stolti e quelli che hanno poco cervello, invece, non possono né capire né ricavare qualcosa da tutto questo. La mia volontà mi portò, quando ero nel fiore della mia giovi­ nezza, a interessarmi di cose magiche e strane, sicché studiavo il Centiloquio di Tolomeo, in cui si dice che tutto ciò che accade in questo mondo obbedisce alle figure celesti. Infatti, è evidente che tutti i saggi si sono trovati d'accordo nel dire che i pianeti hanno influenza e potere sul mondo terreno e che tutto diviene e muta in esso a seconda del soggiorno dei pianeti nelle case [dello Zodiaco] . Da questo potete capire che il fondamento della magia è il moto dei pianeti . Voglio esporre questo aneddoto che ho sentito da un saggio che si occupava di queste scienze. Egli, dunque, mi raccontò che si trovava nel palazzo reale d' Egitto, assieme a un giovane che praticava la magia, quando, mentre conver­ savano, sentirono la voce di un uomo che si disperava perché, essendo stato punto da uno scorpione velenoso, stava per morire. Sentito ciò, il giovane tirò fuori dalla borsa un panno in cui erano avvolti numerosi amuleti che esalavano un odore simile all ' incenso e, sceltone uno, ordinò che fosse dato con una bevanda ali 'uomo affinché guarisse all ' istante. Il saggio proseguì : "Io allora, poiché avevo voglia di im­ parare e di verificare la cosa, presi l'amuleto dalle mani del giovane e lo diedi con una bevanda all'uomo, così come quello aveva ordinato, e subito sparirono i lamenti e il dolore e questi guarì. Io però avevo osservato l'amuleto, che recava la raffigurazione di uno scorpione, e chiesi al giovane con che cosa lo avesse reso efficace. Egli mi fece vedere un anello d'oro con una pietra di bezahar, su cui era inciso uno

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scorpione. lo insistetti chiedendogli cosa rappresentasse quella figura e quali fossero le arcane influenze che avevano permesso la guari­ gione: mi rispose che la raffigurazione era stata fatta con la Luna nel secondo aspetto dello Scorpione e che questo era il segreto e il potere dell'anello". Questo fu il racconto del saggio. Io stesso costruii un talismano con quella raffigurazione all ' ora indicata e con esso resi efficace dell' incenso e tutto quello cui do­ vevo conferire dei poteri magici : con questi oggetti, poi, compivo meraviglie di cui tutti si stupivano. Perciò devi sapere e comprendere che nessuno può sapere e com­ prendere i poteri e gli influssi del cielo su questo mondo inferiore se non è stato prima istruito nel quadrivio delle scienze naturali e nella metafisica. Chi le ignorasse non sarebbe sufficientemente preparato sui moti dei cieli, né potrebbe comprenderli o raggiungere il suo scopo, giacché i fondamenti e gli elementi necessari provengono da queste discipline. Chi ignorasse l ' aritmetica e la geometria non po­ trebbe calcolare il moto dei corpi celesti, né utilizzarli a fini pratici o [rettamente] intendere questi moti, perché la loro comprensione dipende dall' aritmetica e dalla geometria. Similmente è importante conoscere la musica per comprendere le proporzioni e i numeri [as­ sociati] alle cose, in che modo le cose celesti si accordino in amore e odio con le azioni terrestri, o come gli influssi dei corpi celesti siano più evidenti in uno piuttosto che in un altro degli eventi terrestri. In verità, colui che non capisce queste proporzioni non può avere intelligenza degli influssi né di come operino, o valutare le loro reci­ proche similitudini. Così, dunque, colui che non conosce le scienze naturali [del quadrivio] non è in grado di conoscere le generazioni e le corruzioni né le loro cause, giacché, in questo caso, non potrebbe intendere o sapere gli influssi dei corpi celesti né il potere che questi esercitano sui corpi terrestri. Alla stessa stregua, colui che ignorasse la metafisica, non potrebbe intendere o capire in quali luoghi della terra si concentrano i poteri dei corpi celesti e in quali no. Cosicché dobbiamo necessariamente concludere che non si può intendere o sapere questa scienza perfettamente se non conoscendo le sue gerarchie e i suoi fondamenti ; vale a dire che bisogna essere filosofi poiché tutti questi argomenti fanno parte della filosofia, pro­ prio come abbiamo detto. Insomma, nessuno è in grado di padroneg­ giare questa scienza se non il perfetto filosofo.

CAPITOLO SECONDO LE FIGURE CELESTI E I LORO SEGRETI

È noto che parlare delle figure celesti è cosa molto difficile e seria e che per questo tutti i sapienti, per quanto è stato loro possibile, non hanno rese note queste conoscenze e le hanno tenute nascoste. E ti dirò perché. Tuttavia, chi desidera ardentemente studiare la scienza che abbiamo detto e pervenire alla conoscenza di tutte le immagini e figure, deve studiare nel grande Libro delle figure scritto dal sapien­ te Rozuz, che in quel libro ha descritto tutte le figure e le immagini in modo preciso e completo. Le ascese delle figure celesti sono di due tipi, di cui uno comprende 48 forme composte dalle stelle. Que­ sto è quello che vediamo cambiare in rapporto all' avvicinamento o all ' allontanamento delle stelle fisse allo stesso modo in cui cambia­ no i segni e le altre figure celesti, come quella del Cane, dell ' Orsa, della Gallinella e simili. Tutte queste immagini cambiano a seconda del segno e del luogo e non secondo la natura del cielo. E, molto di più, le forme dei segni dello zodiaco si cambiano in altre perché in mille anni cambiano aspetto; tuttavia in quelle che si trovano vicino ai Poli il cambiamento che si produce in mille anni non è quasi per­ cettibile perché il loro movimento avviene in piccole orbite; a causa di ciò il loro moto non si distingue neanche in molte volte mille anni. Questi sono i tipi di figure. Il secondo movimento appartiene alle immagini celesti valutate secondo l 'opinione degli Indiani, che così ne hanno parlato : quella che ascende nel primo aspetto dell'Ariete è un uomo dagli occhi rossi e dalla lunga barba, avvolto in un panno di lino bianco, che fa ampi gesti nell' incedere, come coperto da un ampio mantello bianco e cinto da una corda, che si regge su di un piede solo e nell 'atteg­ giamento di guardare ciò che tiene davanti a sé. Nel secondo aspetto dell'Ariete ascende una donna coperta da un mantello di lino, con vesti rosse, priva di una gamba; simile nell 'aspetto a un cavallo, adirata, in cerca di vesti, ornamenti e con un figlio. Nel terzo aspetto dell'Ariete ascende un uomo di colore bianco e rosso, dai capelli

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rossi, irato e inquieto, con una spada nella mano destra e un bastone nella sinistra, vestito di rosso; maestro nell'arte di lavorare il ferro, desideroso di fare del bene senza riuscirvi. E così via fino all' ultima rappresentazione dei segni. Inoltre, devi sapere che hanno valutato queste figure a partire dal­ la natura delle stelle e dei segni . Da questo puoi capire quanto detto a proposito della seconda rappresentazione. · Tutto quello che hanno detto [gli Indiani] si conforma a questa regola. Ho appena parlato di quello che puoi comprendere con i sensi e l ' immaginazione; e potrai fare qualunque cosa vorrai. In modo conforme ha parlato anche Abenoaxie nel libro che ha tradotto dalla lingua dei Napti e che ha intitolato Timachanin, in cui si parla del triplice aspetto dei segni. A partire da questo ha accen­ nato anche alla triplicità dell ' acqua e ha detto di essa quello che ha detto a partire dalle figure settentrionali. E parla così : quando qual­ cuno vuole nominare l'acqua, un fiume, un pozzo o qualunque altra cosa simile, deve capire che la sua opera è nell'acqua. Attraverso lo stesso procedimento in tutte le altre figure della triplicità, quando si vuole chiamare per nome il fuoco, la terra o l'aria, devi intenderlo nel modo che abbiamo detto. Su questa strada procedono Tymtym e tutti gli altri saggi che hanno parlato delle figure e dei gradi del cie­ lo. E questo è ciò che hanno detto dei nomi dei gradi; e anche ciò che hanno detto degli esempi delle loro figure nei loro luoghi, poiché tutti questi sono i segni dai quali potrai apprendere le virtù e i poteri dei gradi. Perciò devi intenderli nel seguente modo. Ad esempio: una testa mozzata e mani mozzate : usa questi segni quando parli di morte e di malattia e dell' orbita di un pianeta con gli altri, dato che questi percorsi servono a comprendere gli influssi dei pianeti, come gli altri corpi sono da essi rafforzati, fino a quale meraviglioso punto e come i loro effetti si manifestano in essi. In questo senso, magico, devi intendere tutta quest 'arte. Sappi inoltre che gli influssi dei pianeti sono numerosi e differen­ ti e cambiano a seconda del grado del cielo [in cui vengono a trovar­ si], cioè quando un solo pianeta si trova in un solo grado oppure in congiunzione con un altro pianeta. Se vuoi conoscere la somma dei loro influssi, cioè di qualunque pianeta in qualsiasi grado di cielo, moltiplicherai sette volte 360 e la loro somma sarà 2520; ognuna delle loro figure ha un influsso proprio. Ma se moltiplicherai sei volte 360, saranno le figure a partire da due pianeti qualsiasi in un

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grado 2 1 60; queste figure hanno potere e influssi meravigliosi su questo mondo. Se moltiplicherai cinque volte 360, saranno le figure a partire dalla congiunzione di tre pianeti in un grado 1 800; ugual­ mente queste figure possiedono influssi e meravigliosa potenza su questo mondo. Ma se moltiplicherai quattro volte 360, saranno le loro figure a partire da quattro pianeti in congiunzione in un grado 1 440; ugualmente queste figure hanno potere e influenze meravi­ gliose su questo mondo. Se moltiplicherai tre volte 360, saranno le figure a partire dalla congiunzione di cinque pianeti in un grado l 080; ugualmente queste figure hanno meravigliosi influssi in que­ sto mondo. E se moltiplicherai due volte 360, saranno le figure a partire dalla congiunzione di sei pianeti in un grado 720; e queste figure, come sopra, hanno meravigli o si influssi su questo mondo. E se moltiplicherai 3 60 per uno, allora saranno le figure a partire dalla congiunzione di tutti e sette i pianeti in un grado 360; queste figu­ re ugualmente hanno poteri e meravigliosi effetti su questo mondo. Così ha parlato il primo saggio delle figure del cielo e dei pronostici che comportano, dei movimenti dei sette pianeti e dei gradi dei se­ gni . La somma totale di queste figure è l 0080 ed esse hanno poteri e influssi meravigliosi. Dopo ciò lo stesso primo sapiente ha detto che quando vorrai fare queste figure dovrai procedere in questo modo. Dopo aver posto uno dei sette pianeti in un grado e un altro in un secondo grado, lo dividerai [il primo] sui sette pianeti, quindi li metterai [entrambi] nei due gradi da te scelti; procederai così in tutti i gradi del cielo che sono 360. Questa operazione è più lunga della prima sopra esposta, però è più sicura; inoltre in questo modo potrai comprendere i poteri e gli influssi che hanno queste figure sul nostro mondo. Quando l ' a­ vrai fatto tornerai alla congiunzione dei sette pianeti che si muovono nei gradi con le stelle fisse e, per contro, all ' inclinazione delle stelle fisse e alla separazione di quelle che si muovono "per sé" e alla se­ parazione delle stelle fisse "per sé". Poi imparerai tutto a memoria cercando di comprendere compiutamente il significato e di scoprire la causa delle figure. Fai attenzione a che nessuno scopra le proprie­ tà di queste figure, tranne chi vi è predisposto.

CAPITOLO TERZO TUTTE LE OPERAZIONI CHE RIGUARDANO I PIANETI, IL SOLE E LA LUNA

Alcuni dei sapienti che hanno parlato di ciò che stiamo trattando hanno detto che gli influssi del cielo e il suo potere su questo mondo procedono per accrescimento e perdita di calore; questo lo hanno detto perché non avevano compreso queste meravigliose proprietà nascoste. Si sono espressi così : gli influssi del Sole, della Luna e de­ gli altri cinque pianeti su questo mondo portano beneficio agli ope­ ratori e rafforzano gli influssi stessi del cielo. Inoltre, hanno detto che a partire dal moto del cielo si provano gli altri movimenti, cioè di tutti gli altri sette pianeti insieme, e a partire dalle proprietà del Sole si deducono le proprietà di coloro che nascono. Hanno anche detto che la Luna possiede qualità a partire dalle quali si deducono e comprendono tutte le sue proprietà e i suoi influssi. La prima delle sue qualità è la distanza dal Sole, cioè dopo che si separa dal Sole fino alla prima quadratura. Allora la sua forza consiste nell ' accre­ scere l'umido e il caldo, ma più l ' umido che il caldo. Allora la sua influenza si manifesta nella crescita di alberi e piante; il suo potere di accrescimento si manifesta maggiormente nelle erbe che non si elevano da terra piuttosto che negli alberi che si innalzano da ter­ ra. La seconda [qualità] va dalla fine della prima quadratura fino all ' opposizione. Allora il suo influsso si manifesta maggiormente nell 'aumento del l ' umido e del caldo in misura uguale, soprattutto nell'accrescere l ' umido e il caldo nei vegetali e nei minerali. Quan­ do recede dall' opposizione fino alla seconda quadratura, allora aumenta l'umido e il caldo, ma più il caldo che l ' umido. La sua influenza si manifesta soprattutto nei corpi animali, nei vegetali e nei minerali che crescono in ogni loro parte; ciò avviene più per l ' azione del caldo che dell'umido. Da questa seconda quadratura fino alla combustione del Sole, i suoi influssi, movimenti e effetti si manifestano nel caldo molto temperato, minore persino che nelle tre precedenti disposizioni, al punto da produrre effetti più da raffred­ damento che da disseccamento. Questo a causa della sua scarsa di-

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sposizione verso l ' umido; per la qual cosa possiamo dire che questa quarta [disposizione] è poco secca e molto fredda. Quando si congiunge con il Sole in un solo grado, allora possie­ de una quinta qualità che i sapienti Caldei considerano migliore di tutte le altre qualità della Luna e la più potente tra tutte le figure che le sono proprie. Ma i saggi di Alfors affermano che i punti forti e quelli deboli, l ' accrescimento e il decremento delle opere di questa quinta qualità si presentano secondo la natura dei segni ai quali si congiungono. I sapienti Greci ed Egizi concordano in ciò; infatti affermano, come abbiamo detto prima, che la congiunzione del Sole è più forte; però negano questo, che prima abbiamo af­ fermato, cioè che questa qualità di congiunzione sia migliore; non solo, prediligono la loro opposizione, cioè quella in piena luce . Però tutti i saggi concordano nel fatto che la migliore configura­ zione della Luna si produce quando si congiunge con il Sole in un grado e credono che questa quinta qualità sia del Sole e che le appartengano pronostici diversi da quelli delle precedenti quattro qualità, perché produce effetti migliori e più forti. Cioè : quando la Luna si unisce al Sole, ne trae piacere e gioia come un viandante dal proprio cammino quando ritorna a casa o al paese; allora [ l ' o­ peratore] sarà creatore più completo di tutte le cose, soprattutto se ha considerato in precedenza questi effetti . Quando [la Luna] si congiunge al Sole, porta a compimento le opere manchevoli e tem­ perate e accresce quelle carenti. E ancora hanno detto che in questa condizione possiede una virtù e un potere operativo simile a quello del Sole: questa è una qualità grande e nobile. Hanno detto che allora tutti i corpi composti ricevono le virtù che devono avere, ma da quanto detto non si deve intendere che la Luna abbia qualche virtù e produca effetti propri al Sole, bensì che mette in evidenza e potenzia questi effetti prodotti dal Sole e che essi non appaiono fino a quando la Luna non rende manifesto ciò che prima rimaneva nascosto e illumina ciò che prima rimaneva nel l ' oscurità. Queste cinque qualità, che la Luna trae dalle sopradette cinque qualità e che essa possiede rispetto al Sole, sono come le qualità di tutti gli animali nel corso della loro vita così come cinque sono le età: infanzia, adolescenza, giovinezza, vecchiaia, declino. Così sono quattro le stagioni dell'anno - cioè primavera, estate, autunno e inverno - e ugualmente quattro le parti del mondo - cioè oriente, occidente, mezzogiorno e settentrione; ciascuna di queste parti pos-

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siede un vento appropriato. Ugualmente sono quattro gli umori del corpo: sangue, bile gialla, flegma e bile nera. Questo è il senso e il significato che bisogna dare a quanto det­ to in precedenza, soprattutto per il fatto che tutti i fondamenti di queste opere provengono dalla potenza dei pianeti, del Sole e della Luna, e dei loro movimenti secondo le qualità dei gradi dei segni da cui ricevono virtù e poteri durante i loro spostamenti, le quali virtù passano dai pianeti posti nelle loro configurazioni alle opere stesse. Per questo motivo alcune avranno qualità con significati di configurazioni diverse da quelle loro proprie [in origine]. Quando sono così, è evidente che tutti i corpi composti mutano e cambiano in tutte le qualità, per un periodo variabile, in una data stagione e a una data ora, a seconda di come ricevono [gli influssi] reciproci del movimento dei pianeti e delle loro configurazioni; questi muta­ menti hanno nomi differenti. I primi che abbiamo detto, che sono i fondamenti e le proprietà di ogni cosa, sono quelli detti "mutamenti comuni e duraturi", che non cambiano e non si alterano, perché se subissero qualche cambiamento o alterazione si corromperebbero e si distruggerebbero tutte le figure delle cose universali del mondo; per questo sono "duraturi e comuni". La conclusione che dobbiamo trarre da quanto abbiamo appena detto è che tutte le cose del mondo in tutte le loro qualità, ordini e fini provengono dalle configurazioni della Luna con il Sole, cioè in quanto è contenuto negli alberi e nei corpi composti a causa delle stelle e della Luna. Questo è il più grande potere e danno che rice­ vono a causa dell ' eclissi di Luna e degli altri pianeti in eclissi < . . . > i mutamenti durevoli che dipendono dal Sole, dalla Luna e dalle stelle fisse; quindi mutano e ricevono il buono dalle buone qualità e il danno da quelle cattive. L'eclissi è qualcosa che riguarda il Sole, la Luna e gli altri pianeti ed è assimilabile a un danno degli altri corpi composti. E non crediate in alcun modo che il Sole e la Luna rice­ vano un qualunque danno per ragioni naturali o accidentali; questi impedimenti del cielo li abbiamo elencati e devi comprendere che apportano danni agli animali, agli alberi e agli altri corpi composti dai quattro elementi che si alterano, cambiano e si danneggiano a causa dell ' eclisse di Sole, di Luna e degli altri pianeti. Poi, in seguito, devi ricercare un luogo adatto e utile alla buona riuscita delle tue operazioni, individuando i segni veri e falsi nelle cose che hanno influenza su questo mondo, segni sia di vita che di

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corruzione; questo è ciò che ha maggior potere nel mondo in tutte le sue qualità. Ugualmente fai attenzione a che [questo luogo] sia libero da ostacoli e influssi negativi e che non si trovi in cattiva po­ sizione, perché tutte le operazioni si decidono con la Luna in buon aspetto e per moto diretto e così si compiono e vanno a buon fine; tutte le [operazioni] richieste avranno effetto e la loro durata sarà in accordo con il moto della Luna lento o rapido e secondo ciò che indicano i segni nei quali sarà congiunta con influssi negativi, o di­ scendente a sud, o alla fine dei segni o al loro ultimo o penultimo grado, poiché tutto questo la danneggia e indebolisce; o discendente nella caduta, o in caduta rispetto al Signore della sua casa non os­ servandolo, o in caduta rispetto all' ascendente o a uno degli altri angoli, o rispetto al Capo del Dragone, perché se si comincia in queste condizioni [l' operazione] , essa non si compirà né avrà effetti durevoli; ovvero [verifica che] non ci sia un pianeta disgiunto dalla Luna o quello in posizione pienamente o parzialmente angolare ri­ spetto alla Luna, perché quando la Luna è in caduta nelle case ango­ lari e nei loro pressi non è opportuno operare. Se il luogo della sua caduta si trova in una casa opposta ali ' ascendente secondo il calcolo del cerchio delle case, [con la Luna] nella nona casa e il Signore di quella casa in caduta rispetto all ' ascendente, gli effetti sono quelli sopra descritti. Se troverai il Signore della casa della Luna nell 'a­ scendente, nel Medium Coeli, nella XI o V casa, a est e in moto diretto, tutto sarà conforme e appropriato a ciò che hai disposto di fare. Ad esempio: come la benevolenza di Venere è favorevole a tut­ te le operazioni riguardanti i giovani, il piacere e l ' ornamento delle donne, la benevolenza di Giove è adatta alle operazioni rivolte ai prelati, ai re e ai signori; ugualmente la benevolenza di Mercurio è adatta ai messaggeri e agli scribi, e la benevolenza del Sole si adatta ai regni, alle grandi opere e ai re, così anche la benevolenza della Luna è adatta alle discipline e ai messi. E così secondo quanto detto devi fare attenzione in tutte le operazioni e atti che vorrai compiere con successo, cioè al Sole, alla Luna e ai Signori nelle loro sedi di esaltazione, ma anche ai Signori nelle loro sedi di caduta; poi fai at­ tenzione all 'ascendente e al Medium Coeli perché quando li troverai liberi da influssi negativi, in posizione armoniosa e i loro Signori posti nei domicili appropriati, allora si avrà una operazione buona e tutto andrà bene, essa giungerà a compimento e avrà effetto; questo [accadrà] tanto più se la fortuna brillerà e si mostrerà a destra e con

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il Signore dell'ascendente collocato a oriente, perché i pianeti quan­ do sono in posizione orientale significano vittoria e facile consegui­ mento degli scopi, mentre quando sono in posizione occidentale, e soprattutto in uno dei 4 angoli, significano pigrizia, ritardo e cose che vanno per le lunghe. Se trovi la Luna in un luogo propizio e il suo Signore in caduta, [ciò] indica che quest' affare comincerà bene ma finirà male. Se trovi sia la Luna che il Signore della sua casa in un luogo propizio, l ' affare sarà sicuramente buono e tutto avverrà, tu otterrai tutto ciò che desideri e tutto si concluderà felicemente; questo tanto più si verificherà se il Signore dell' ascendente sarà in sede fortunata e nell' ascendente o nell'ascendente angolare, o se è in posizione malevola e situato in una sede propizia. Perciò la cosa migliore e più utile fra quelle che abbiamo detto è che Giove o Vene­ re si trovino nell ' ascendente oppure con ascendente in buon aspetto; allora l ' operazione si compirà senza difficoltà e giungerà a buon fine e l ' intenzione si realizzerà con facilità e in brevi tempi. Tanto più se la Luna sarà nelle "fortune" e tali "fortune" non si presentino in caduta o con moto retrogrado; queste sono le operazioni più profi­ cue, fatta eccezione per il caso in cui dei prigionieri macchinino di sfuggire ai loro signori o per coloro che vogliono appropriarsi di ciò che non gli appartiene. Nota che la Luna in tutte le operazioni è pari al pianeta più impor­ tante perché possiede influssi e poteri più evidenti di tutti gli altri su questo mondo; a essa appartiene il potere di generare e corrompere e agisce come tramite in queste operazioni ; infatti riceve gli influssi e i caratteri delle stelle e dei pianeti e li trasmette alle cose inferiori di questo mondo. Perciò fai attenzione a ciò che abbiamo detto sopra circa i suoi aspetti positivi o negativi, all' aumento e alla diminuzio­ ne di intensità luminosa, perché dopo che si allontana dal Sole le sue forze si compensano; poi cambiano quando si trova in sestile, in quadrato, in trigono e in opposizione. La sua forza sarà in rapporto alla natura dei pianeti e delle stelle con i quali entra in congiunzione, trovandosi essa negli aspetti precedentemente descritti . E se troverai la Luna di intensità luminosa crescente, allora la sua virtù e poten­ za saranno migliori e più utili alle operazioni che vorrai realizzare; se la troverai di intensità luminosa decrescente, allora sarà adatta e confacente alle operazioni che richiedono una perdita. Dopo che la Luna si allontana dalla congiunzione con il Sole fino alla quadratura sinistra, fino a giungere in opposizione, sarà sempre favorevole e

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adatta agli acquisti e alle vendite, alle cause e alla riscossione dei debiti, alle dispute e a tutte quelle cose che richiedono una decisio­ ne. Dopo che si allontana dall'opposizione, mentre si avvicina alla quadratura destra fino alla congiunzione del Sole, sarà favorevole e adatta alla riscossione dei debiti, a coloro che sono in possesso di beni o denaro altrui, ai sapienti e a coloro che ricercano la verità. Sappi che l ' aspetto favorevole dell ' ascendente è migliore e più forte quando la "fortuna" è nello stesso segno ascendente e anche nella II casa. Non ti nascondo che i segni più mobili sono buoni e propizi a tutto ciò che vorrai vincere e ottenere, soprattutto l 'Ariete e il Capricorno; i segni più comuni sono propizi alla negromanzia e agli eventi meravigliosi; i segni fissi regolano e sono adatti a legare, ad attrarre e a compiere operazioni magiche. Devono essere prepa­ rati per tutto ciò che desideri rendere stabile, anche in una operazio­ ne superiore, come attirare uno spirito e legarlo. Perciò fra le cose che abbiamo detto devono essere considerati questi fatti : che l ' a­ scendente sia il segno comune e la Luna sia nel segno mobile rivolta verso l ' ascendente stesso. Ugualmente in tutte le cose durevoli fai in modo che vi sia un segno fisso o comune ascendente, la Luna in un segno fisso, rivolta verso il Signore della propria casa in aspetto di trigono o sestile, libero da infortuni come pure da combustione o moto retrogrado. Se tutte queste condizioni non possono verificarsi, tuttavia fai attenzione a che la Luna sia rivolta verso l ' aspetto favo­ revole e il Signore dell' ascendente sia in aspetto di trigono o sestile; guardati sempre dal quadrato e dall' opposizione perché gli aspetti migliori sono il trigono e il sestile, mentre i peggiori sono il quadra­ to e l ' opposizione. Allo stesso modo, quando il Signore della casa è rivolto verso la Luna in aspetto favorevole, mentre vi si trova un aspetto negativo, questo sarà buono per le richieste e tutte le opera­ zioni. E bada sempre a che la Luna non si trovi in congiunzione con la Coda del Dragone né con i domicili negativi in aspetto di quadra­ to o di opposizione; ancor di più, bada a non compiere operazioni in aspetto di Luna calante, perché quando cala indica e annuncia danno e perdita, pigrizia e debolezza in tutte le cose del mondo. Queste sono le "diminuzioni" della Luna: cioè, quando perde di luminosità e di rapporto e ha un moto lento. Il miglior stato e condizione della Luna si hanno quando è crescente e in rapporto positivo, ha un moto veloce e non si trova in nessun aspetto con Marte, perché quando Marte si rivolge a essa mentre è crescente la si considera apportatri-

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ce di grandi sventure; quando le si rivolge Saturno, mentre è in fase calante, si avrà una grave sventura. Ma una tra le sue virtù e i suoi poteri è quella di essere sopra la terra durante la notte. Sappi che la migliore e più utile posizione fra quelle da cui possiamo compiere le operazioni di cui stiamo parlando è che la Luna e l 'ascendente si trovino in segni ascendenti in linea diretta; quando si verifica questa condizione le operazioni si portano a termine facilmente e rapida­ mente e sono efficaci, soprattutto se sono in segni "comuni" o fissi. Tuttavia, tra i segni mobili il più mobile è l 'Ariete, segue il Can­ cro, quindi la Bilancia, che è il segno più provato. Nello stesso modo nota che le case angolari sono le più favorevoli alle operazioni, poi le susseguenti, mentre le case in caduta rallen­ tano l 'operazione. La condizione migliore che si possa avverare si ha quando l' aspetto favorevole si trova nell'ascendente e la Luna è crescente e in buon rapporto numerico. Inoltre, bisogna notare che i fini delle cose si distinguono dalla triplicità della Luna e dal Signore dell'ascendente e dai calcoli dei loro domicili, dalle qualità e dai re­ ciproci aspetti con i pianeti nei rispettivi tempi; (e nota) che secondo i fini predetti le cose devono essere valutate. Dorothius nei suoi scritti si esprime così, quando dice che, con­ siderando i pronostici e le disposizioni delle cose, bisogna fare attenzione all' ascendente e al suo Signore, alla Luna e al Signore della sua casa. In queste disposizioni guardati dai l O aspetti della Luna; che non sia, per quanto è nelle tue possibilità, in esilio ri­ spetto all ' ascendente; e ancora di più che il Signore dell' ascendente e il Signore della casa della Luna insieme siano opposti alla Luna rispetto all' ascendente o alle loro proprie case. In tutte le operazioni e disposizioni osserva che una parte di domicilio favorevole non sia in caduta rispetto agli aspetti della Luna o in congiunzione con essi; non prestare attenzione al Signore del suo domicilio né del proprio, anche se è in caduta rispetto ali ' ascendente o opposto ali ' ascendente e alla Luna. Tuttavia, se il Signore dell' ascendente sarà congiunto al suo domicilio, questa operazione e disposizione sarà la migliore di tutte. Fai in modo che in tutte le tue operazioni la Luna non si trovi nella terza, sesta, ottava o dodicesima casa nel domicilio favorevole,. perché allora sarebbe di cattivo auspicio per tutti gli affari. In ogni operazione fai sempre attenzione a che la Luna e l 'ascendente si tro­ vino in segni ascendenti in linea diretta. Conosci e considera ciò che l ' ascendente e le 4 disposizioni insieme significano e indicano. Se

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troverai la Luna in una disposizione negativa e ti capiterà di dover necessariamente compiere qualcosa, che non puoi assolutamente ri­ mandare, poni la Luna in caduta rispetto all ' ascendente e che non abbia alcuna relazione con esso e metti l ' aspetto favorevole nell ' a­ scendente, così renderai prospero l ' ascendente stesso e anche il suo Signore. Questo è quanto dice Dorothius. Devi sapere anche che la forza e la benevolenza dell ' ascenden­ te si fondano su due cose, sulla figura e sul domicilio positivo, e per "signore" intendi solo quello del l ' ascendente. La figura infatti è quella che pone l ' ascendente nel segno che è simile per natu­ ra, per affinità e per qualità alla natura della richiesta fatta. La "similitudine di qualità" si ha secondo questa condizione : se si opera nelle cose rapidamente e agevolmente, tramite il potere dei moti [astrali], in case regali e nobili, poni l ' ascendente nei segni di fuoco. La "similitudine di ragione" è questa: se la tua operazione riguarda fatti di guerra e di armi, poni nel l ' ascendente una delle case di Marte. Renderai propizia la casa della richiesta e anche il suo Signore per il fatto che il domicilio o la casa della richiesta mostra e manifesta ciò che sarà in principio e in disposizione; il Signore della richiesta significa e manifesta ciò che sarà a metà della richiesta stessa tramite il risultato, il Signore della casa del Signore della richiesta significa la fine e la risoluzione della cosa. Allo stesso modo l 'ascendente mostra ciò che sarà al principio del­ la cosa e il Signore della casa del Signore del l ' ascendente significa la fine della cosa. Fai poi attenzione alla parte della richiesta; in­ fatti questa manifesta la qualità della richiesta stessa come anche del suo Signore e del Signore della casa del Signore della parte. Osserva attentamente come indirizzi i predetti domicili, cioè come abbiamo detto precedentemente, e poni in essi gli aspetti positivi nei segni stessi di fortuna che danno forza quando si trovano nel domicilio stesso, e tutto quello che abbiamo detto in aspetti favo­ revoli ; fai in modo che i segni sfavorevoli siano in caduta rispetto a questi domicili. In nessun modo poni il Signore dell' ascendente o un pianeta retrogrado Signore della richiesta perché se uno di loro è retrogrado farà ritardare, andare per le lunghe e non rag­ giungere [il fine] ; questo è quanto mostra e manifesta. Ugualmente tutti gli altri domicili siano in perfette condizioni in tutte le loro qualità. Se qualcuno di essi sarà retrogrado, l ' esito [dell ' operazio­ ne] sarà immediatamente inficiato ed essa non potrà essere portata

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a termine se non con fatica e pericolo. Ancora fai attenzione a che nessuno dei suddetti domicili sia in congiunzione o in opposizio­ ne con il Sole o con la Luna, ma che siano nell ' ascendente o nel domicilio della richiesta oppure nel segno della stessa richiesta; i punti di fortuna siano nell' ascendente o in una delle case ango­ lari rispetto all ' ascendente o nel domicilio della richiesta stessa. Sappi che il maggior segno favorevole possiede maggior forza e potere in tutte le richieste, nelle scienze alte e nelle leggi, mentre il segno meno favorevole è adatto e ha potere in tutte le richieste che riguardano le dispute femminili, come anche gli ornamenti e i divertimenti femminili, i vizi e cose simili. Non porre mai la Luna nel l ' ascendente per qualsiasi cosa tu intenda fare perché è nemica dell' ascendente; non invece il Sole, perché rivela gli esseri e libera le cose ostacolate nel loro svolgimento e fine. Ugualmente non porre il punto di sfortuna nell' ascendente né in una delle sue case angolari, soprattutto se il segno sfavorevole stesso ha potere in qualche domicilio maligno, come [ad esempio] quando il Signore si trova nell'ottava casa; infatti questo annuncia pericolo negli affari, nei cambiamenti e nei grandi avvenimenti ; se il segno sfortunato avesse dominio in sesta casa, questo indica per­ dita a causa dei nemici, dei servi, delle malattie, del carcere o delle bestie; se invece avrà dominio in dodicesima casa, indica un impe­ dimento e il fallimento per miseria, per un conflitto, per i nemici o per il carcere; se avesse dominio nella seconda casa, indica pericolo legato a ricchezze, da parte di servitori, nel mangiare o nel bere. Fai attenzione a quanto detto : non dimenticare nulla ma consideralo come fondamento di tutta l ' arte magica. In tutte le operazioni che compirai di giorno poni un segno diurno e ascendente in linea diretta rispetto all ' ascendente, mentre nelle operazioni notturne poni n eli ' a­ scendente un segno notturno e ascendente in linea diretta. Ancora osserva se puoi il Sole e la Luna, fai attenzione alle ore e ai Signori dei domicili più potenti e forti; ciò al fine di riunire e congiungere i poteri e le forze cui abbiamo accennato sopra. Perciò devi osser­ vare e indirizzare la posizione dei pianeti che si presentano e i loro significati per l ' operazione che vuoi compiere e associarli prima di cominciare a operare. In tutte le operazioni che vorrai compiere per amore o benevolenza verso un uomo o una donna fai in modo che la Luna si trovi in aspetto di trigono o di sestile con Venere; ancor meglio se sarà nella propria casa o in esaltazione.

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Nota che il trigono è quell' aspetto che congiunge a triangolo equi­ latero, sì che ogni angolo sia di 1 20° [a partire] dalla circonferenza dello Zodiaco; il sestile è quell ' aspetto che congiunge con una figura a forma di esagono regolare, in modo che ogni angolo sia di 60° a partire dalla circonferenza dello Zodiaco; il quarto aspetto è quello che congiunge in forma di quadrato in cui ogni angolo è di 90° dalla divisione del circolo celeste; l 'opposizione si ha quando [due o più pianeti] si trovano alle [opposte] estremità del diametro zodiacale. Ora tomo al ragionamento sul quale mi stavo soffermando e dico che, se dovrai compiere qualche operazione senza poter aspettare che la Luna si trovi in aspetto con Venere, fai in modo che si trovi in trigono con Giove e sotto la sua influenza o del Signore della sua casa in aspetto di trigono o di sestile; se non potrai soddisfare tutte queste condizioni, fai in modo che si trovi all'ultimo grado dell' a­ spetto favorevole di Venere rispetto a Giove e libera da influenze negative. Se la tua opera sarà rivolta all ' amore e alla benevolenza, metterai la Luna di un grado ascendente rispetto al termine di Venere. Se l'operazione sarà rivolta ad acquisire parti di eredità, metterai il suddetto limite di Venere all ' inizio della quarta casa. Se la tua ope­ razione sarà rivolta ali 'acquisizione di un profitto dalle leggi, mettilo in nona casa. Se opererai per la fedeltà a causa della quale sei pen­ sieroso e preoccupato, metti lo in undicesima casa e con un domicilio forte renderai prospera la parte in aspetto favorevole e porrai il suo Signore sotto l ' influenza dei punti di fortuna. Se la tua operazione avrà come fine vincere una causa, una battaglia e cose simili, cerca l ' influenza di Marte in aspetto favorevole con la Luna. Se sarà fatta per regolare questioni di debiti, al posto di Marte cerca Satumo. Se sarà per questioni che riguardano calcoli, documenti o studio, fai in modo che l ' influenza sia quella di Mercurio. Se riguarderà accordi o disaccordi con sovrani e uomini importanti, fai in modo, come sopra, che sia sotto l ' influenza di Giove. Se la tua richiesta sarà volta ad altri motivi, cioè tutto il resto, ponila sotto l ' influenza del Signore dell'ascendente; questo anche per la Luna e l ' ascendente, la parte in aspetto favorevole e la parte della sostanza. Disporrai in linea retta il signore della Luna e il Signore dell 'ascendente come pure il Signore della quarta casa nel modo che abbiamo precedentemente descritto; procura, per quanto ti è possibile, che tutti i precedenti domicili siano liberi da influssi negativi, in armonia e resi prosperi dagli aspetti fa­ vorevoli, perché da questi domicili si conoscono gli esiti delle cose.

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Quando vorrai ottenere qualcosa da qualcuno, che ti conceda o accordi qualche bene, poni il Signore dell ' ascendente e la Luna sot­ to l' influenza dell' almutaz e del Signore della richiesta e poni la Luna o il Signore dell'ascendente nel domicilio della richiesta. Se la richiesta sarà rivolta a vecchi o contadini, poni Saturno come Si­ gnore della richiesta. Se sarà rivolta a funzionari, giudici, prelati o uomini ricchi e libe­ ri, il Signore della tua richiesta sia Giove. Se sarà rivolta a militari o uomini d'armi e precettori, che hanno a che fare con il ferro e il fuoco, poni Marte come Signore della tua richiesta. Se sarà ri­ volta a re o uomini importanti, considera il Sole Signore della tua richiesta. Se riguarderà donne e uomini che hanno a che fare con i piaceri, i decoratori, i pittori, [gli ornamenti], gli attori e coloro che hanno a che fare con la tintura di stoffe di seta o indoratori e simili, poni Venere come Signore della tua richiesta. Se riguarderà mercanti, scrivani, precettori o chi ha a che fare con le sottigliezze della geometria, considera Mercurio Signore della tua richiesta. Se sarà rivolta a cose fredde e di natura acquea, ai messaggeri o al do­ versi presentare al cospetto di un re o a uomini che hanno a che fare con sofferenti e cose simili, poni la Luna come Signore della tua richiesta. Ugualmente, in tutte le tue richieste renderai propizio sia il Signore dell'ascendente che la Luna. Se la richiesta sarà fatta a causa di una questione di sostentamen­ to e di nutrimento, dirigi la parte favorevole in modo che sia sotto l ' influsso dei segni positivi. Stai attento a che nessuno degli aspetti negativi separi il lume della Luna dal Signore del l ' ascendente o che accada il contrario e a che nessuno degli aspetti negativi si trovi con il Signore della richiesta e con la Luna e anche a che non sia in con­ giunzione con il Signore dell' ascendente né alcun potere sul Signore della richiesta e che l ' influenza di cui abbiamo parlato prima sia in aspetto di trigono o di sestile sia con le fortune che con le sfortune e che la congiunzione sia con le fortune. Stai attento anche a che il Si­ gnore della richiesta non sia in caduta rispetto a una delle case ango­ lari, come pure il Sole, la Luna e il Signore dell' ascendente. Se non potrai osservare tutte queste condizioni, prenderai in considerazione il moto di uno dei cinque Signori della richiesta; che abbia aspetto e influenza secondo la richiesta come abbiamo detto. Porrai questi due domicili ben influenzati dalle fortune. Guarda che nessuna sfortuna si trovi con il Signore della casa della Luna né con il Signore della

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quarta casa o con il Signore dell'ascendente, perché se qualcuna delle sfortune si viene a trovare nei domicili che abbiamo appena detto condanna, annulla e impedisce il successo della tua richiesta. Se vorrai operare in qualche mestiere o funzione fai attenzione a che la Luna e l ' ascendente si trovino in segni "comuni", liberi da sfortune. Se la tua operazione procederà dall' oro, rendi più forte il Sole e accordalo con le fortune all ' inizio dell' operazione, osservan­ done tutte le qualità. Quanto abbiamo appena detto riguarda i pronostici delle stelle in modo generale; se lo osserverai e comprenderai come si deve, ti sarà utile in tutte le operazioni di questa scienza che vorrai intraprendere; attraverso [le norme] generali potrai comprendere e valutare quelle particolari. Devi essere molto cauto al fine di non rivelare e rendere manifeste ad alcuno le cose che abbiamo detto, tranne a coloro in grado di comprenderle e agli studiosi. Sappi che questi sono i fonda­ menti e il cimento dei talismani, con cui i suoi segreti si dimostrano pubblicamente; per questo lo studio approfondito dell ' astronomia è stato proibito dalla legge : perché la sua profonda scienza attinge alla scienza magica. Per questo motivo Aristotele disse al re Alessandro : "Oh Alessan­ dro, fai attenzione in ogni momento e nelle operazioni che metterai in atto ai movimenti, agli aspetti e alle qualità dei corpi celesti; per­ ché se li osserverai le tue richieste andranno a buon fine e otterrai ciò che desideri. Questi insegnamenti sono molto buoni e utili perché questa è la differenza tra le motivazioni dei sapienti e degli sciocchi che non vogliono pervenire alle riflessioni di questo mondo e sono offuscati dalle riflessioni dell' altro : le riflessioni dell'altro mondo non sono altro che i segreti dei sapienti circa le scienze e i segreti racchiusi nella sapienza".

CAPITOLO QUARTO IL MOTO DELL' OTTAVA SFERA E DELLE STELLE FIS SE

Gli antichi sapienti, che erano esperti nelle scienze magiche, hanno notato che i quattro quarti del cielo si muovono da oc­ cidente verso oriente di 8 gradi, poi ritornano da oriente verso occidente di altri 8 gradi; questo movimento l o hanno chiamato moto del l ' ottava sfera. Molti commentatori delle tavole astronomiche si sono dimenti­ cati di questo movimento, non nominandolo affatto; eppure esso è molto utile alla magia stessa. Alcuni fra coloro che hanno disegnato le tavole vi hanno posto anche questo movimento con numero e calcoli grazie ai quali il suo moto può sempre essere trovato. Non dimenticartene mai, perché qui risiede il massimo fondamento dell' arte della magia, poiché in virtù di questo moto le figure celesti cambiano; questo è uno dei massimi segreti di questa scienza. Il movimento di questi 8 gradi si completa in 640 anni e ritorna in altrettanti. E ti ho già detto e mo­ strato quanto sia opportuno sorvegliare questo movimento sia per questa scienza magica che per la scienza degli influssi celesti. Questo è il movimento dei segni del polo celeste, si compie da oriente verso occidente e all 'inverso: solo in questi due modi e non altrimenti. Quando si compie da oriente verso occidente indica e si­ gnifica le cose e le opere che accadono in questo mondo, quando (si muove) da occidente verso oriente indica e significa altri effetti che si producono in questo mondo. È il movimento dell' ottava sfera dei segni e delle stelle fisse e non corrisponde al movimento del cielo. È necessario che tu lo comprenda e lo osservi attentamente in tutte le tue operazioni .

CAPITOLO QUI�TO COME QUESTA SCIENZA E RIPARTITA TRA I POPOLI E QUALE CORRISPONDENZA TROVA IN E S S I

Alcuni degli antichi sapienti si sono preoccupati d i cose meravi­ gliose e grandi che hanno a che fare con questa scienza che adesso ti illustrerò. Uno diceva che questa scienza si divide in tre parti. Di queste la prima è la magia; quelli che l 'hanno maggiormente studia­ ta e coltivata sono coloro che abbiamo chiamato Azahabin, che sono gli schiavi prigionieri dei Caldei. La seconda è la scienza delle stelle e delle preghiere da rivolgere a esse con fumigazioni, sacrifici, ora­ zioni e scritti ; quelli che vi si sono dedicati sono i Greci, molto abili, sapienti e intelligenti nel praticarla - cioè l'astrologia: dominano una vera conoscenza perché la scienza dell'astrologia è considerata fondamento di tutta la scienza della magia. La terza parte è la scien­ za che si pratica con fumigazioni, formule e parole appropriate a quelle cose, come anche la scienza degli spiriti da associare o sepa­ rare da quelle parole; soprattutto gli abitanti dell'India sono versati in essa e viene praticata anche molto da qualcuno del Liemen e dai Naptini d'Egitto. Tutte e tre le parti precedenti si basano e fondano sia in una teoria che in una pratica. È noto ed evidente che gli abitanti dell' India hanno dominio e potere sulle parole con cui si liberano e guariscono dai veleni mor­ tali, senza medicine. Allo stesso modo dominano le frasi e le parole con le quali perseguitano qualunque demone vogliano e non è loro impossibile trasformare il senso di queste parole con il solo suo­ no, influiscono a loro piacere sui movimenti astrali con il potere di queste parole. Ugualmente possiedono uno strumento musicale, detto alquelquella, con una sola corda armonica, con cui producono i suoni e tutti i loro virtuosismi nel modo che vogliono e desiderano. Operano anche meraviglie riguardo alle donne : le fanno concepire senza l 'unione con l 'uomo e questo con i movimenti, le operazioni e i medicamenti. Alcuni Indiani rendono un certo vino che bevono tale da impedire loro di invecchiare e allontana la debolezza del-

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la vecchiaia, muoiono solo di morte naturale per la virtù di questo vino. In queste cose essi sono più potenti di chiunque altro, poiché queste facoltà sono loro concesse per natura, mentre altri le acqui­ siscono con lo studio e la pratica; essi hanno maggior potere nelle arti della negromanzia e degli incantesimi di tutti gli altri abitanti di questo mondo. Alcuni Indiani, nella lingua comune, dicono e af­ fermano che lungo la linea equinoziale meridionale esiste una certa popolazione che chiamano "diavoli". Infatti, sono abilissimi perché non generano e non muoiono, fatto che è in accordo con la legge. E lì i pianeti o corpi celesti che hanno potere e influenza sono Satumo e la Coda del Dragone. Il saggio precedentemente nominato dice che tutte le figure e le immagini della generazione e della corruzione in questo mondo procedono dai poteri e dagli influssi delle stelle fis­ se e a seconda di come le figure e le configurazioni delle stelle fisse si dispongono e ordinano nei talismani. Dice ancora che in cielo si trovano alcune figure e forme che non si trovano in terra né possono essere conosciute o comprese se non dai sapienti istruiti nell 'arte della magia e degli spiriti, [figure] che si determinano secondo rap­ porti fissi. A queste hanno imposto i nomi con i quali sono conosciu­ te, non perché questi nomi indichino proprietà o qualità delle figure stesse. Questi nomi sono immagini e sigilli come questo:

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poi [i punti] si congiungono con delle linee. Queste linee, che si prolungano l ' una nell' altra, devono essere considerate dei raggi, che si prolungano dall'uno all 'altro, tramite i quali si rappresentano le figure celesti e i talismani; esse sono situate nell ' ottava sfera insie­ me con le stelle fisse. Lo stesso sapiente ha detto che in cielo si trovano delle figure astratte concepite solo dall' intelletto come le case del cielo e i segni. Le cose meravigliose di cui ha parlato il suddetto sapiente posso­ no essere comprese e conosciute solo dai libri degli Indiani, che si sono addentrati molto in questa scienza. Dicono anche che queste immagini devono essere fatte nell ' ora, nel tempo e sotto la costel­ lazione appropriata e opportuna con gli ascendenti debiti e confa-

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centi. Ugualmente hanno provato a investigare l ' arte di osservare e interpretare i segni degli animali, il volo degli uccelli, l ' arte degli specchi e delle spade e l ' arte di spiegare le interpretazioni dei sogni. Queste cose le fanno sia per potersene servire nelle loro richieste che per conoscere astuzie e segreti. E essi sono in grado di servirsene come gli astrologi si servono dei cerchi che si formano intorno ai pianeti e alla Luna e del l ' iride o arcobaleno che compare nel l ' aria, come pure dello scintillio che compare nelle stelle e delle perturbazioni che compaiono nel Sole, tutte cose di cui l ' astrologo si serve per trarre pronostici e conoscere gli influssi del cielo. Ugual­ mente hanno detto che in cielo si trovano forme belle e ben fatte e altre meno belle, che si generano dalle disposizioni e configurazio­ ni delle stelle fisse. Se qualcuno nasce mentre ascendono le figure belle e ben fatte, mentre il Sole e la Luna si trovano ugualmente in figure belle, ciò indica che sarà fortunato nelle sue azioni e nei suoi atti; se nell'ora di nascita ascenderanno figure brutte e malfatte, con il Sole e la Luna in figure simili, ciò indica che la persona nata in queste condizioni sarà sfortunata sia nelle azioni che negli affari che nelle motivazioni. Così devi fare attenzione alle rivoluzioni e congiunzioni che si producono al momento di una nascita, come anche alle operazioni magiche. I sapienti dicono anche che fra le costellazioni e i loro movimenti se ne trova uno che non ha alcun si­ gnificato, come i sogni vani che non hanno alcun significato o senso. Di questi [segni] non ti devi curare, ma indirizzare la tua richiesta verso altri. Devi però tenerne conto nelle nascite, congiunzioni e rivoluzioni. Ugualmente, i sapienti hanno detto anche che la scienza dei sogni è una certa forza che sta nell'anima e che è legata agli spi­ riti celesti. Grazie a essa si vedono forme e figure nella maniera in cui possono essere recepite in terra e in esse si forma la forza dello spirito; questi sono i sogni veritieri tramite i quali penetriamo nelle cose. La scienza di questi sogni concorda con l 'astronomia e simili, dato che in questa scienza dei sogni si serve dell ' astrologia. Questo potere e influsso proviene da Mercurio, perché quando Mercurio è forte al momento della nascita indica la capacità di divinare i sogni . Egualmente i sogni a volte provengono dal riposo, a volte a causa degli umori, a volte a causa dei vapori che salgono al cervello come dicono e affermano i medici; tali sogni non significano nulla. Sappi che i sogni sono veramente dimostrazioni di cose sempli­ ci distinte e diverse dai corpi. Ciò accade quando l ' anima smette

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di percepire attraverso i sensi e non li usa; ma si forma secondo i pensieri della mente e le forze che informano gli esseri - quelle che possiedono le virtù delle cose sensibili e ancora una terza proprie­ tà, cioè il ricordo delle cose secondo questo [principio] ; quando lo spirito razionale è completo come deve essere, vede gli esseri che la stessa persona aveva visto. E giungono uguali a come erano apparsi in sogno. Se la qualità in cui gli esseri si formano sarà più forte dello spirito razionale, vedrà quello che aveva visto simile alla cosa che aveva appreso in precedenza per averla vista, ma non proprio la stessa. Ad esempio : una persona che ha in sé lo spirito razionale completo vedrà nei sogni un orso o un cane che gli corre dietro, e lo stesso accade a loro. L' altro tipo: nel sogno precedente apparirà come fosse un ladro o una persona in cattive condizioni che corre in mezzo a essi; questa è la similitudine. Se la natura sarà forte e poten­ te, lo spirito sarà ostacolato dalla forza della natura stessa che è forte e si intromette nelle cose naturali come il mangiare, il bere, il vestire e il giacere con le donne; tutte le cose naturali per il corpo le vedrà in sogno simili. Se il corpo sarà propenso a congiungersi con le donne, cioè pieno di sperma, vedrà se stesso nell ' atto di congiungersi con una donna; questo perché la natura vuole espellere la materia di cui è piena. Se il corpo sarà pieno di umori umidi, in sogno vedrà fiumi e acque. Se sarà pieno di bile gialla, nei sogni appariranno fuoco, incendi e cose simili. Se sarà pieno di bile nera, vedrà nei sogni cose paurose, terrificanti e simili. Questo lo attesta anche l 'arte divinato­ ria; ed è il vero quando la forza dei loro verdetti si unisce a quelle cose che lo stesso augure comprende per averle viste, udite e fissate e per aver meditato sulle cose percepite nella predizione. Se la loro forza, in cui gli esseri si formano, sarà forte e pura nell '"informare" in se stessa, quelle cose saranno come un sapiente vede nello spec­ chio gli esseri e trae vantaggio da ciò che vede e ascolta, e a tutte queste cose possono attingere la virtù della scienza e l ' intelletto del­ le cose sensibili. Tutto questo è la virtù e la forza dello spirito. In questo modo agisce la virtù, ovvero l ' energia dello spirito in cui gli esseri si formano quando si separano e abbandonano le cose sensibi­ li. Si produce un punto d' incontro tra il sensibile e il visibile in quel momento e le forze dello spirito si raccolgono. Tra queste vi sono il sogno e l' augurio, cioè : se il corpo sarà purificato dagli umori cattivi e di complessione equilibrata, ciò che vedrà sarà veritiero e certo; se sarà il contrario, ciò che vedrà sarà falso e vano.

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È evidente che la divinazione è la quinta essenza dell 'arte, quella che chiamiamo profezia. Ed è una sola tra le forze degli spiriti quella in cui si fonnano le cose che si vedono nel mondo sensibile. Le per­ cepisce e le comprende durante il sonno o la veglia, perché, quando la qualità in cui si fonnano gli esseri è completa e libera da superfluità e impurità, vedrà le cose separate come gli esseri che appaiono in uno specchio; allo stesso modo si manifestano nello spirito quando è puro e completo. A causa di ciò non esiste alcun indovino che possa predire ciò che avverrà riguardo a cose astratte o che possa parlare di qualcosa che si comprende perfettamente con i sensi. Se sarà completo nelle cose che abbiamo nominato prima che si comprendono a senso, e con tutto il resto sufficiente ma sarà carente in ciò che abbiamo detto, sarà solo sapiente. Se possiede queste due facoltà complementari sarà un profeta. Questo si può verificare solo nelle persone eccezionali nelle quali gli spiriti profetici sono riversati completamente dal primo ordi­ natore degli esseri, che è Dio stesso, che trasmette e infonde gli spiriti profetici, tramite i sensi, così che lo stesso Dio pone naturalmente questa virtù in esso; da questo senso comune proviene la virtù e la potenza al senso o ali ' intelletto umano. Questo senso si unisce alle forze da cui si fonnano gli esseri ; poi, a causa dell'unione di questa virtù, il senso della persona stessa è arricchito dalla sapienza, poiché attinge alle virtù che fonnano gli esseri è chiamato anche profeta. Una persona così disposta è più no­ bile, più completa e più fortunata di chiunque altra. Questo è il bene che cerchiamo: essere in grado attraverso di esso di raggiungere tale disposizione. Infatti, desideriamo le buone qualità solo per possede­ re grazie a esse una maggior fortuna. Per questo ci conviene colti­ vare buoni costumi e inclinazioni, per non essere persone malvagie. Per questo gli uomini si istruiscono nelle leggi e nelle credenze del­ le cose future affinché si riuniscano secondo un unico principio di bontà. Questa è la via e la maniera per ottenere una maggior fortuna come pure per conoscere il mondo, le sue qualità e le loro affinità e diversità. Questa parte chiamiamo profezia e va dalle cose sensibili e via via sempre più alte fino a che si perviene alla scienza metafisica nella quale la virtù umana giunge a completezza; grazie alla scienza speculativa l ' uomo diviene perfetto. Questo è il bene che cercano le persone, né si potrebbe trovare qualcosa di più grande, perché non si potrebbe cercare o possedere qualcosa di meglio di una completa fortuna. Per questo Albunasar Alfarabi nel libro che ha scritto sull 'e-

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sercizio del magistero dice che l ' ordine e la disposizione delle cose universali sono il modo e la via per percepire le cose alte e sublimi e quelle da cui possiamo ricevere una fortuna maggiore sono i buoni costumi e le azioni virtuose che generano il bene. Colui che metterà in pratica questi princìpi inizia bene e senza tri­ stezza; anzi, avrà in perpetuo e per sempre gaudio, letizia e sapienza duratura. Lo stesso legislatore afferma che non esiste vita [di verità] degna di essere ricordata se non la vita futura dell' altro mondo, per­ ché la vita presente non vale nulla confronto a essa. Ma adesso torniamo a quello che ci eravamo proposti. Dico che, secondo l ' opinione degli abitanti dell 'India, gli spiriti si mostrano come corpi che parlano e mostrano cose che fanno amare od odiare i re che vogliono, causare oppure no un determinato avvenimento. Questo secondo le operazioni che gli antichi sapienti compiono sui talismani delle diverse figure, tenendo conto delle ore e della pre­ ghiera consona a ciò che si chiede. Ancora dicono che i talismani sono lo spirito del tempo scelto, perché le operazioni che si compio­ no a partire da essi sono come miracoli e ne hann o tutto l' aspetto. Ciò perché le loro operazioni si fondano sulle virtù naturali, poiché le virtù naturali a loro volta producono effetti meravigliosi come la pietra rossa iargonza (cioè il rubino) che cura e protegge chi lo possiede dai mali e dalle malattie, dalle epidemie e da molte altre calamità con la virtù naturale. Così fa il talismano a cui vengono unite due virtù, cioè il potere e la forza dei corpi celesti che il talismano riceve dai corpi nascosti; e la seconda che gli è impressa dalle virtù naturali come accade quan­ do si scacciano le pulci, le piccole gru e le mosche, il che accade a partire dal magistero e dalle operazioni delle costellazioni e dei corpi celesti . I talismani fatti nelle ore e nei momenti appropriati e nella materia naturalmente appropriata hanno l 'effetto che desideri. E proprietà della virtù naturale è far sì che tu comprenda e sappia di quale materia un talismano debba essere fatto e costruito secondo il potere e l ' effetto che desideri conferirgli; e inoltre far sì che tu sappia che tutte le operazioni che si compiono in questo mondo per conoscere una cosa o un fatto o per raggiungere la scienza - sono tutti talismani tra i tanti tipi di talismano di cui necessiti. Se osserve­ rai con diligenza quanto abbiamo appena esposto, ciò ti sarà molto utile al raggiungimento della perfezione in questa scienza.

CAPITOLO SESTO LE VIRTÙ DEI TALISMANI E IN CHE MODO SI OTTENGONO; IN CHE MODO I TALISMANI POS SONO ACQUISIRE LA FORZA DEI PIANETI E COME GLI INFLUS SI AGISCONO PER MEZZO DEI TALISMANI : CIOÈ IL FONDAMENTO DELLA SCIENZA DELLA NEGROMANZIA E DEI TALISMANI Sappi che ciò che si chiama virtù è quanto comprovato dalla [pre­ disposizione della] sostanza [impiegata] e dall' esperimento : se ciò che agisce, agendo secondo la propria qualità, opera su di una so­ stanza tangibile e soprattutto allorquando tale operazione, per qua­ lità intrinseca, avvenga su di una sostanza non tangibile eppur pre­ sente, allora il suo influsso sarà più forte ed evidente e quanto con questo agente si ottiene apparirà più veridico e manifesto. Questo è il caso della scamonea che, per qualità propria, attrae il colera e ciò per la simpatia che la scamonea ha con il caldo e il secco con i quali è in stretta relazione la sostanza del colera. La stessa cosa è anche evidente nei farmaci semplici che, quando operano su qualcosa in virtù della qualità e somiglianza sostanziale che hanno [con il loro oggetto], allora quell ' effetto è più tangibile, veridico ed evidente. In questo modo operano i talismani, secondo qualità e somi­ glianza, giacché il talismano non è altro che la forza dei corpi ce­ lesti che opera per mezzo di quelli. Così, quando la materia del talismano viene predisposta [in modo adeguato] a ricevere l ' in­ fluenza dei corpi celesti o pianeti e questi stessi - i pianeti - sono in una disposizione atta a influire sui materiali del talismano, al­ lora lo stesso talismano sarà più potente e adeguato a produrre tutti gli effetti che chiediamo e desideriamo [ottenere] da esso e, parimenti, il pianeta in questione sarà più perfetto e completo. Ad esempio, quando vuoi predisporti a costruire un talismano, prendi in considerazione l ' oggetto e la forma in funzione dei quali pensi di costruirlo, nonché il materiale che pensi di utilizzare e modella­ re e fa in modo che tutto quanto stia insieme per simpatia dovuta a somiglianza. Gli altri simili dettagli relativi alla forza e influenza del predetto pianeta per [stabilire] l ' influsso dominante andranno

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analogamente disposti, sicché il talismano sarà valido e completo, l ' effetto che produrrà sarà evidente e il suo scopo, per il quale lo stesso talismano è stato composto, risulterà dal i ' effetto. Allora sarà tangibile per te l ' influsso di quel pianeta, cioè in che modo opera, nonché ti diventerà tangibile ed evidente il modo in cui [questo influsso] sarà accolto, cioè come si manifesterà in concreto. Gli uomini che, in ogni tempo e luogo, costruiscono dei talismani ignorando le precedenti prescrizioni operano male. Così pure, se tu volessi fare un animale con altri animali, o una composizione di alberi, o un qualche lavoro con le pietre, prendi prima [in conside­ razione] le varie parti nel loro ordinamento e [poi,] metti insieme quelle che sono adeguate per forma e vedrai che si mescoleranno e si compenetreranno in un'unione adeguata al tuo scopo: fai così in tutto ciò che ti serve nella tua attività. Fintanto che agirai in que­ sto modo, la natura non mancherà di assisterti nel l ' esecuzione e anche gli astri [ti saranno di aiuto] rafforzando e intensificando la tua opera, affinché tu consegua il fine cercato, giacché in svariati modi le forze celesti manifestano la loro influenza, vuoi sui compo­ sti inorganici vuoi sugli animali che gli uomini, col proprio ingegno, possono comporre, quali rettili, serpenti, scorpioni e innumerevoli altri : queste cose si ottengono con mescolanze e influenze adeguate, disposizione di sostanze e forze planetarie. Un simile procedimento si applica per le decozioni e la miscelazione in specie, dalle quali si ottengono farmaci con opportuni e necessari ingredienti, proprio come nella decozione dello sperma maschile nell'utero, dove vie­ ne sottoposto al calore, finché non raggiunge una forma adeguata all ' essenza di quella creatura: allora la sostanza esercita il proprio influsso, come pure i pianeti la loro forza, affinché l ' opera venga compiuta secondo la sua natura. La stessa cosa accade per i minerali e l ' acqua dai quali sono formate le pietre, giacché dapprima l ' acqua è pura, quindi i venti soffiano sopra di essa frustandola e percuo­ tendola finché non è simile al latte cagliato, poi viene sottoposta al calore dalla sostanza minerale e dalle sostanze che si trovano in con­ tatto con essa affinché infine, con la decozione, si coaguli e prenda l 'aspetto della pietra del minerale con cui è in contatto, prendendone la forma e l 'aspetto. Con lo stesso principio la materia arborea segue le sue leggi in tutto ciò che nasce dalla terra: dapprima la materia va in putrefazione, perché alla fine si riduca a uno stato a partire dal quale possa svilupparsi l ' albero che deve essere generato e riceva la

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forma e l 'aspetto che si confà al compimento della sua forma: questa forma e il suo compimento completo l ' albero li riceve nutrendosi dall'umidità che proviene dalla putrefazione avvenuta nel tempo della predetta materia. Proprio in questo modo si fanno i manufatti, giacché dappri­ ma bisogna togliere la forma e l ' aspetto che sussistevano ante­ riormente in quella materia, cosicché, dopo che questa ha perso la sua apparenza, sarà pronta a prendere un' altra forma e un altro aspetto. Nessuna materia, infatti, può ricevere un' altra forma e un altro aspetto senza aver perso la forma e l ' aspetto che in essa ante­ riormente sussistevano. Così tutti i maestri artigiani, che vogliono compiere �ma determinata opera, procedono e agiscono : dapprima prendono le parti di cui si compone la cosa che intendono fare e lavorano per riportare il materiale a un composto di parti affinché [quella che loro interessa] sia pronta a ricevere una nuova for­ ma. Possiamo vedere che così lavorano i inastri birrai e quelli che fanno il formaggio, il burro e lavorano gli altri derivati dal latte e dal miele, come pure i setaioli e i mastri delle altre arti pratiche che, con questo procedimento, cambiano e trasformano una cosa in un' altra. Tale lavoro è necessario perché una certa materia, do­ tata di forma e di aspetto, non può prendere un' altra forma se non perde e abbandona la prima e se non sia predisposta a ricevere la seconda: solo allora prende quest' altra. Inoltre, quando una mate­ ria prende una forma, da questa viene dotata di forma ed è libera e sciolta da ogni altra forma, eccetto questa. Questo vale solo per le materie del nostro mondo inferiore, men­ tre nel mondo superiore la materia è dotata di forme più durevoli, che non possono essere separate dalla materia né questa può riceve­ re forme diverse da quella che ha. Devi capire che la fabbricazione di talismani procede allo stesso modo, giacché i costruttori dapprima guardano, nel selezionare gli elementi con i quali sarà costruito il talismano, quali siano quelli predisposti e adeguati a prendeme la forma: così, ad esempio, per le bacche d'alloro, che giovano e soccorrono contro il veleno delle vipere, o per il croco dal quale gli scorpioni fuggono, o per le vespe che si ritraggono dalle cose acerbe e amare, mentre prediligono e ri­ cercano l ' acqua di rose e sono sicuramente attratte a sciami dal pro­ fumo dell'erba detta timo. Molte altre cose vanno allo stesso modo, così come lo sperma e lo stimolo all ' accoppiamento dell 'uomo con ·

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la femmina aumentano e si accrescono per opera della mescolanza di altre e diverse cose. Così il corpo del talismano sarà composto di molte cose messe contemporaneamente assieme e dalla cui unione la forma verrà predisposta a recepire le forze e i poteri delle cose in funzione delle quali il talismano stesso è ideato e fabbricato. Questo è il metodo che praticano i medici nella preparazione dei medicamenti allo scopo di lenire i dolori e guarire dalle malattie. I medici hanno due metodi di operare con i medicamenti : uno è quello di utilizzare i medicamenti semplici ed è quello del bravo e perfetto medico, come dice il Giovannuccio nella Phisica, giacché, ogni volta che potrai aiutarti con medicamenti semplici, non operare mai con quelli composti. Il secondo, invece, consiste nell ' utilizzare le proprietà di molti medicamenti, scelti e mescolati, come se si trat­ tasse di uno solo, come nel caso dell ' elettuario e della grande triaca di Galeno, che sono ricette in cui si mescolano molti farmaci. Ti avverto che un pianeta produce svariate influenze nettamente diverse fra loro, proprio come il fuoco nel caso della decozione del miele il quale, quando viene sottoposto al calore in maniera unifor­ me e appropriata, acquisisce un buon gusto, addirittura migliore di quello che aveva originariamente, mentre, se viene mal cotto, brucia velocemente e assume un cattivo gusto. Così accade per i pianeti, a seconda che si trovino in gradi luminosi o tenebrosi. Il cielo è causa di due cose, delle quali una è il movimento e l ' influsso [che ne deriva] sulla natura, l' altra è il calore accidentale provocato dal moto stesso : di conseguenza il calore deriva dal mo­ vimento e il movimento dal cielo. Quanto detto è vero ed evidente, ma ciò che risulta all ' intelletto è che il movimento deriva dal moto e dallo spirito dell' ottava sfera (vale a dire il cielo delle costellazioni) e questo a causa delle qualità attive delle stelle fisse. Perciò risulta vero che il calore deriva dal movimento e il movimento dal princi­ pio e dall' energia delle stelle fisse. Il principio delle stelle fisse è la prima sinergia e non c'è nulla che sia pripJ.a di esso. Similmente puoi intendere tutte le parti e i moti del cielo e i calori che ne originano. Gli effetti delle stelle fisse sono perciò sottesi agli effetti del cielo, ovvero il cielo esercita i suoi effetti assieme alle stelle fisse e queste non producono i loro influssi per mezzo del cielo né a causa del cielo, giacché non hanno alcun moto di per sé stesse, bensì provocano influssi ed effetti notevolissi­ mi in conseguenza al moto del cielo.

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La materia prima è la sostanza prima e il fondamento di verità. Gli influssi delle stelle sono come le vesti e le tinte che facciamo: perciò una cosa è più nobile e alta dell ' altra. I gradi del cielo non hanno nessuna proprietà [di per sé], ma sono punti di opere e astrazioni, poiché non esistono nel cielo parte attiva e parte inattiva ma, al contrario, esso è un'unica totalità per forma, potere, influsso e intendimento, senza che ci sia alcuna differenza o diversità nelle sue parti. Siccome, poi, è tutto di una sola materia, non ci può essere alcun mutamento nelle sue qualità per opera del tempo e nessun grado del cielo può mancare della qualità e dell'essenza delle stelle fisse, cosicché il cielo delle stelle fisse è colmato dalle stesse [in ogni sua parte] . Coloro che, invece, dicono che un certo grado è, in un certo momento, privo di stelle, vogliono solo dire che esse non possono essere viste o percepite, poiché si possono vedere soltanto le più grandi di queste né ci sono altri modi, oltre alla vista, di discernerle. Può dunque accadere che una stella sia in un luogo in cui non esercita alcun influsso manifesto, cioè che non sia al minimo o al massimo [della sua fase], in auge o all 'opposto dell'auge, retrograda o diretta nel suo cammino verso qualcuno dei suddetti luoghi, e neppure presenti qualche congiunzione o aspetto con qualche pianeta della sua stessa natura o contraria, giacché questi luoghi hanno la caratteristica di pro­ vocare effetti contrari a quelli dei luoghi propri delle stelle fisse, simili in questo ai luoghi che non hanno alcun influsso poiché i pianeti sono sempre in moto nel cielo e perciò non possono non avere influssi. Ciò di cui abbiamo qui parlato è molto oscuro e profondo : perciò fai attenzione e medita diligentemente su questo. Affinché tu capisca meglio, aggiungo quanto segue. I pianeti, quando sono più forti nel loro influsso, agiscono in due modi di­ versi, cioè quello generale e quello particolare. L'effetto generale si ha quando non si oppone apertamente a una parte, cosicché si dice : il tal pianeta è attivo, ha un aspetto, è in congiunzione, è passivo e simili. Esempio: quando il cibo è nello stomaco e ne viene estratto dal fegato, passando per il mesentere muta di forma apparentandosi a quella del sangue. Quando poi viene mandato dal fegato nelle al­ tre parti del corpo, ciò avviene rendendosi simile alle altre membra secondo le loro differenze, cosicché in ciascun membro, acquisendo una somiglianza con esso, perde e lascia quella con il sangue, come se non l'avesse mai avuta, e diventa osseo nelle ossa e nervino nei nervi e così via nelle altre membra.

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Analogo è il comportamento dei pianeti nel corso del loro moto poiché, dirigendosi verso un certo aspetto, congiunzione o altro luogo notevole, si adeguano alle caratteristiche e agli influssi del luogo verso il quale si dirigono. Ne consegue che i pianeti hanno determinati influssi nobili, come nei seguenti casi: se il pianeta è in auge, provoca effetti secondo il carattere della stella che si trova direttamente sopra di esso e opera meraviglie, oppure, trovandosi nel punto opposto all ' auge, influisce secondo la natura del pianeta che si trova sotto di esso. Poni estrema attenzione, quindi, su quanto abbiamo detto in que­ sta sede, vale a dire che il cielo delle stelle fisse influisce secondo gli influssi e le qualità del Primo Mobile, mentre il cielo della Luna agisce e influisce, con i suoi corpi sottili, più secondo le caratteri­ stiche dell 'aria e del fuoco che di un 'altra sostanza. Perciò dicia­ mo, riguardo a Satumo, che, quando è in auge, esercita le influenze delle stelle fisse che si trovano sopra di lui e, quando è nella [fase] opposta, esercita l ' influenza di Giove. La stessa cosa vale per gli altri pianeti, cioè: quando il pianeta è in auge la sua influenza e il suo carattere seguono il carattere e l ' influenza del pianeta che si trova immediatamente sopra di lui; quando si trova in opposizione ali 'auge esercita influssi secondo il carattere del pianeta che si trova immediatamente sotto di lui. Questo ragionamento trova largo impiego nell' arte magica. Gli antichi saggi tennero nascosto con tutte le loro forze quanto abbia­ mo appena esposto, ma sarebbe assolutamente inopportuno che noi non lo spiegassimo [in queste pagine]. Tieni per certo che il pianeta che nei suoi moti è più lento è anche più potente nei suoi influssi e, viceversa, quello che è più veloce, è più debole nei suoi influssi, mentre quello che segue una via di mezzo è di media forza. Riguardo a questa affermazione gli antichi saggi non si sono tro­ vati tutti d'accordo, giacché alcuni hanno sostenuto che un pianeta che è più lento nel suo moto è anche più debole nel suo influsso, mentre quello che è più veloce è anche più forte. Il ragionamento di costoro prende in considerazione i pianeti secondo l ' ordine e la ge­ rarchia del Primo Mobile nei confronti della sfera delle stelle fisse, mentre i primi considerano l ' ordine dei moti di generazione sulla terra, cosicché il pianeta più pesante sarà più forte nel suo influsso e quello più leggero più debole. Invece, secondo l ' altra opinione

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ora esposta (che prende in considerazione l 'ordinamento del Primo Mobile rispetto alla sfera delle stelle fisse), il pianeta più veloce nel suo moto sarà più forte nel suo influsso e il più lento sarà anche più debole, cioè simile al Primo [Mobile] . Gli antichi saggi sono stati così discordi su questo argomento per­ ché una parte di loro propendeva per il contrario rifacendosi alla seguente analogia con il Primo Mobile e la sfera delle stelle fis­ se, che cioè il pianeta più pesante fosse più adatto e opportuno ad assomigliare allo stesso Primo Mobile, come pure alla sfera delle stelle fisse nella sua costitutiva lentezza e, perciò, doveva essere più pesante nel moto [secondo il principio per cui] il moto più lento sarebbe stato un moto simile al moto lento e [un moto] veloce simile a quello veloce. Riguardo a ciò, gli antichi saggi molto scrissero nei loro libri, ma in forma segreta e occulta. Ora vogliamo esporre i segreti del l ' arte magica degli antichi sag­ gi. Sappi che, quando la Luna sarà congiunta a Satumo, il suo in­ flusso si eserciterà secondo quello di Satumo: da ciò si ricava che l ' influsso di Satumo è più forte di quello della Luna, così come per tutti i pianeti volta a volta congiunti a Saturno, gli effetti dei quali si eserciteranno secondo le posizioni e gli influssi di Satumo. Ciò per­ ché la potenza di Satumo è la più forte tra le forze di tutti i pianeti. Questo segue dai ragionamenti e dalle cause sopra menzionati, con­ cementi la sua superiore altezza e vicinanza ai cieli più alti (vale a dire il Primo Mobile e la sfera delle stelle fisse), cosicché, avendo un moto molto lento, può essere ritenuto simile al Primo Mobile. Inol­ tre, in forza delle altre qualità sopra citate e per tutto quello che è stato detto, questo vale anche nelle congiunzioni di Giove, del Sole e di Venere, i quali, quando si mescolano con gli influssi di Satur­ no, sono affetti e cambiati da grandi alterazioni e modificazioni. La stessa cosa succede a Giove con le stelle fisse e, in generale, a tutti [i pianeti] fino ad arrivare alla Luna. Dopo di che, l ' influsso delle stelle fisse si manifesta nell'aria e nel fuoco e l ' influenza dell ' aria e del fuoco è evidente sul!' acqua e sulla terra: gli effetti, poi, di questi quattro elementi sulla generazione, che deriva dagli stessi, è mani­ festamente evidente. La congiunzione di due pianeti qualsiasi può avere tre qualità proprie, cioè l ' aumento, la diminuzione e la reciproca eguaglianza, proprio come, nella congiunzione di Luna e Satumo, l' influsso della Luna sarà debole e nascosto e ciò perché la potenza di Satumo è di

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gran lunga superiore a quella della Luna, se questa è congiunta a esso nello stesso grado di latitudine e longitudine nei suoi haim (simili a quelli per esaltazione e qualità), sicché la Luna e Saturno siano su uno stesso cammino e in uno solo di questi luoghi e non altrove. Analogamente [intendi] per le qualità di Saturno e degli altri pianeti in altri luoghi. Può egualmente accadere che l ' influsso e il potere della Luna siano maggiori e più forti del potere dello stesso Saturno: questo accade quando la Luna si trova negli anzidetti luo­ ghi alti e Saturno in quelli a essi opposti. Inoltre, se la Luna è congiunta a Saturno in luoghi opposti a quelli che innanzi abbiamo definito nobili, allora l ' influsso della Luna se­ guirà quello di Saturno, così come per le altre qualità suddette. Se invece Saturno si trovasse in quei luoghi alti e la Luna nei loro op­ posti, l ' influsso della Luna sarebbe debolissimo e irrilevante. Se poi la Luna fosse uguale [per fase di Saturno] nel suo moto celeste, lenta in questo e in luoghi diversi [ma] simili [per proprietà a quelli in cui si trova Saturno], allora l ' influenza della Luna e di Saturno sarà uguale per qualità e ciò tanto più quanto la Luna sarà vicina al suo culmine (cioè la massima elevazione che un astro può raggiungere). Tuttavia, questa elevazione non compensa la maggior depressione dello stesso Saturno, tanto più se Saturno procede direttamente. L' influenza reciproca di Saturno e Giove non è come quella tra Saturno e la Luna, bensì essi saranno sempre, o almeno nella mag­ gior parte dei casi, equivalenti. Cioè, quando Saturno e Giove sono alti, allora l ' influsso di Giove sarà più forte di quello di Saturno. Se Giove è alto e Saturno è in eguale fase orbi tale, diretto e in esaltazio­ ne, allora l ' influsso dello stesso Giove non sarà più forte di quello di Saturno ma, non appena sarà alla stessa altezza, il potere di Saturno sarà superiore a quello di Giove che diventerà debole e senza ener­ gia. Ciò non si manifesta nell' influenza reciproca di Saturno con Marte, quando sono in congiunzione : l 'influsso di Marte sarà infat­ ti più evidente, anche se non si avvalesse nel maggior grado delle proprietà e posizioni anzidette. Venere e Mercurio hanno, invece, affinità e somiglianze con tutti i pianeti, mentre la Luna non ha al­ cuna affinità nell' interazione, giacché la Luna non ha, con i pianeti, nessuna somiglianza né interazione. Questo è un grande fondamento [concettuale] , che deve essere custodito gelosamente e che è di sicura necessità nella pratica della magia.

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Devi inoltre sapere che gli influssi dei pianeti non coinvolgono altre cause e, perciò, [i pianeti] sono corpi semplici. I corpi semplici non possono essere affetti da alcun accidente o corruzione giacché, se potessero subire una corruzione, non potremmo trovarli [sempre uguali] : ma il degrado e la corruzione non possono accad ere se non in corpi composti da diverse cose. Sappi che l ' influsso del Primo Mobile è l ' influsso perfetto e il fondamento di tutti gli influssi dei cieli, dei pianeti e delle stelle fisse: ciò perché è il potere e la forza del moto che muove gli altri cieli . Perciò si dice che esso è il motore di tutte le cose, senza che in lui nulla si muova. Coloro che dicessero che esso stesso si muove, si opporrebbero alla verità, mentre questo è proprio vero per il cielo delle stelle fisse perché il suo moto è ge­ nerale ed è separato, in virtù del moto, dal Primo Mobile; e così via per le altre sfere. Sappi che il moto di ogni sfera, rispetto a quello delle altre sfere e delle stelle fisse, è un moto uniforme a tutte e che il moto dei pianeti è causato dal moto essenziale dei loro cieli da cui sono mossi, poiché gli astri non hanno di per sé nessun moto se non accidentale. Cosicché, come abbiamo detto, l'effetto del cielo è duplice : un movimento che gli proviene da se stesso e un calore accidentale (giacché il calore segue il moto). Questo moto, come abbiamo detto, è consustanziale al cielo. Quindi è la disposizione e gli influssi dei pianeti ciò che si ricerca nei talismani, è muove­ re le cose e le forze e aggiogarle perché si evidenzino [quelle che vogliamo], giacché nella raffigurazione c' è una somiglianza con la sostanza delle cose e nella materia la capacità di accoglierla. Ogni materia ha una forma secondo qualche composizione e ogni forma ha una materia per la composizione voluta. Un esempio in merito : il fuoco, dunque, che si sviluppa da piccolo a grande quanto si vuole, cresce e aumenta perché un fuocherello, una volta che c'è, attira dalla materia in cui sta bruciando il fuoco che è in essa nascosto finché non lo rende evidente: perciò aumenta e cresce. Sappi che la corruzione non penetra le cose visibili degradandole ma, al contra­ rio, quelle non visibili e proprio quelle non visibili corrompe. Tutto ciò che è secondo natura è proporzionato, mentre ciò che è contro natura è sproporzionato, perciò il calore evidente smuove il calore nascosto e, parimenti, il calore nascosto è mosso da quello palese: perciò il calore nascosto ha una predisposizione ai suoi effetti come gli è proprio. Devi capire con diligenza questi ragionamenti : infatti te ne deriverà dell'utile per le tue attività.

CAPITOLO SETTIMO DEL MODO DI SERVIRSI DELLA DIALETTICA NELLA SCIENZA DEI TALISMANI E CHE PARTE DEBBA AVERE IN QUESTA SCIENZA

Da quanto abbiamo appena detto risultano abbastanza evidenti le raffigurazioni e la materia adatte ad accogliere la disposizione e l ' in­ fluenza dei pianeti nei talismani, ovvero la forma della somiglianza e della differenza, poiché la somiglianza deriva dal modo di mettere [tutto questo] assieme nell' efficacia dei talismani. Questa è la ragio­ ne per cui la costruzione del talismano dipende dalla simpatia degli influssi delle stelle, dal lavoro del metallo con il quale viene for­ mato, dal momento in cui viene fabbricato e dal luogo in cui viene fuso e preparato. L' efficacia del talismano sarà conseguenza di tutti questi fattori riuniti, ciascuno secondo la sua simpatia pertinente, giacché, se qualcosa stonasse, anche il talismano mancherebbe di efficacia. Perciò è evidente che la sinergia è un principio importan­ tissimo per ottenere risultati con l ' arte magica. Anche la quantità è un principio di questa scienza, proprio essa che opera nel quadrivio. La prima suddivisione della quantità è in due parti e cioè: quantità continua e discreta. La quantità continua si divide in cinque parti, che sono : linea, su­ perficie, solido, tempo e luogo. La quantità discreta si divide in due parti : numero e parola. Tutte le parti della quantità sono molto utili ai fini magici come, ad esempio, la l inea è necessaria nel talisma­ no per quanto riguarda l' aspetto e il simbolismo, che sono richiesti dal talismano stesso rispetto a quello di cui vogliamo recepire l ' in­ flusso della figura per somiglianza o diversità. Infatti, le due parti, in funzione delle quali abbiamo qui diviso la linea stessa secondo aspetto e adeguatezza, così come abbiamo detto, sono state tagliate secondo quanto si dice nel quadrivio al capitolo "sulla linea retta", nel quale si dice che la linea retta è posta tra due plinti direttamente dall'uno all' altro. Questa affermazione è più completa di tutte le altre affermazioni perché si percorre la linea retta lungo un unico e determinato cammino, che va dal punto iniziale a quello che si trova

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direttamente di fronte a esso, passando per [tutti] gli altri : perciò diciamo che l ' uno si trova di fronte all ' altro. Ciò si verifica nel caso in cui qualcosa defluisca e scorra [in una direzione] in linea retta, come nel caso dell' emissione punto per punto dei raggi planetari, che esercita la sua influenza direttamente sul punto che si trova sulla superficie del corpo predisposto a ricevere l' emissione di tali raggi. La ragione per cui il massimo effetto viene raggiunto con i talismani sta nella [adeguata] disposizione delle stelle (che è ricercata nell 'e­ secuzione dei talismani) e anche nel modo in cui l ' emissione radian­ te penetra nel metallo o nella cosa, da cui il talismano è composto, allo scopo di produrre quell ' effetto per il quale il talismano stesso è stato fabbricato e configurato secondo somiglianza o contrasto. Di conseguenza è evidente che la linea che fuoriesce dal pianeta ver­ so il talismano deve necessariamente essere retta affinché l 'apporto [delle stelle] sia integro e completo, cosa che non accadrebbe se si trattasse di una linea obliqua perché, al contrario, [questo apporto] sarebbe debole e sminuito nella sua portata. Forzatamente la rappresentazione dell'apporto [stellare] è una superficie poiché la superficie è l ' estensione [fisica] del l ' influsso del talismano sul luogo stesso e ciò che ha estensione forma ne­ cessariamente una superficie. Tutto ciò che ha estensione (anche se estremamente sottile) ha una superficie e per questa ragione l ' acqua si trasforma e si altera con il principio attivo, così come si trasforma per calore, freddo, luce, odore, colori e altre cose simili . Ciò che riceve le linee irradiate dai pianeti sul talismano e le linee che dal talismano raggiungono un luogo formano una superficie. Intendi, quindi, e impara questi segreti : infatti gli antichi saggi non esposero apertamente le ragioni per cui si deve operare così. Per operare con i talismani c ' è bisogno di adeguato tempo giac­ ché si devono seguire i moti dei corpi [celesti], così come spiegherò e distinguerò parlando degli influssi dei talismani secondo le loro proprietà. Il tempo si divide in porzioni a seconda degli influssi dei talismani : devi ripartire il tempo degli aspetti [astrologici] rispetto al luogo [del cielo] in cui c ' è la disposizione [degli astri] e domina l ' influenza dell' influsso ricercato, ovvero seguire la posizione dei pianeti, se vuoi raggiungere pienamente il tuo scopo. Questo vuol dire osservare la fase del pianeta all ' ora pertinente e conoscere le congiunzioni che si verificano tra un pianeta e gli altri in un grado, come pure se si trova in un altro aspetto (in opposizione, in quadra-

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tura, a 1 20° o in altri aspetti). Si dovrà inoltre avere ben presente quanto altro sia necessario considerare, per questa opera, riguardo alla posizione dei pianeti che esercitano i loro influssi, integralmente o parzialmente a seconda del moto e del modo in cui si agisce, cioè se è diretto o declinante, o al culmine, o in che luogo si trova [il massimo] apporto del pianeta, o dove esso viene limitato da influs­ si favorevoli o sfavorevoli, senza dimenticare quando il pianeta si trova in gradi luminosi o in punti oscuri e quanto altro viene detto nell'astronomia. Questo è un grandissimo segreto assolutamente ne­ cessario nella conoscenza della magia, secondo il quale vanno intese le differenze quando si parla di "affinità e qualità del contrasto". In questo senso bisogna aspettare il tempo [opportuno] per l ' efficacia di un certo influsso : questo è il tempo che dobbiamo osservare nella preparazione dei talismani nel luogo in cui devono essere preparati, e similmente per tutte le cose analoghe pertinenti allo stesso tempo. Il luogo è, di fatto, l 'ultimo elemento dell ' anzidetta suddivisione della quantità continua: c ' è il luogo del l ' aspetto opportuno perché ci sia facilità nell ' operare al fine di giungere, nel momento opportuno, allo scopo desiderato; c' è il luogo del talismano e tutto quanto ser­ ve, in cielo o in terra, a nasconderlo o evidenziarlo e simili, e questi luoghi, in cui i talismani vengono costruiti; il luogo in cui la materia, con la quale deve essere fatto il talismano, viene prodotta e formata: tutto questo è degno di considerazione nell ' opera magica giacché, soppesando tutti gli elementi che abbiamo detto, avremo l 'apporto e l ' influenza dei pianeti e otterremo straordinari effetti magici, inu­ sitati e incredibili a udirsi. Così sia. Ti sto dicendo quello che si può dire circa la natura dei miracoli e degli effetti straordinari causati dai talismani, soprattutto perché i loro influssi non assomigliano a quelli animali, così come sono certamente la distruzione delle spiagge e la politura delle pietre, l ' impadronirsi della morte, dei diluvi e delle nuvole, il cambiamento dei venti e altre simili cose che non menzio­ niamo per brevità. Ma le parole e i numeri, che sono per natura quantità discrete, sono necessari nelle divinazioni, nei presagi e simili, per cui fanno un tutt'uno con le manifestazioni dell ' arte negromantica. Di fatto, la quantità è intrinsecamente necessaria in queste opere e opportuna, in quanto misura il tempo che altro non è se non il calco­ lo dei moti celesti : infatti, quando diciamo "da un tal momento a un tal altro momento", è un dato di fatto che implichiamo il [concetto]

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di numero e il calcolo, il quale numero, quando coglie una disposi­ zione celeste, proprio allora si perfeziona nel calcolo. Ugualmente, se diciamo che una certa operazione si terrà da una certa ora fino alla ventiquattresima del giorno, risulta evidente che vogliamo intendere un certo calcolo numerico. Anche la proporzione fa parte delle tec­ niche di questa scienza: infatti su di essa si basano la forma del tali­ smano e lo stesso luogo dell' influsso che accolgono forza e potenza. Esse penetrano i talismani in un modo che dipende soprattutto dalla proporzione e dalla presentazione della raffigurazione nel luogo da cui questa qualità deve essere predisposta: tutto ciò procede secondo [le regole del] la proporzione. La qualità, invero, è d i per se stessa causa dell 'efficacia dei tali­ smani poiché la materia, ordinata dagli influssi del talismano, deve avere piena forza e potenza, simili a quegli influssi e qualità che devono essere ordinati nello stesso talismano dall' apparenza, dalla forza e dall' influsso in esso ricercati. Ciò viene detto adattamento e commistione, quale deve esserci nelle sostanze inferiori impresse da quelle superiori, in modo che la materia sia ordinata a somiglianza dell' influsso apportato e accolto dalle stelle, com ' è necessario per raggiungere lo scopo desiderato di cui abbiamo spesso qui parlato : giacché i pianeti sono più affini con una cosa che con un'altra - ad esempio, un certo pianeta con una città, un altro con la sostanza degli alberi, degli animali e delle pietre, altri ancora con altre cose. Perciò, se una pietra viene inserita in un oggetto composto e pre­ disposto a raccogliere gli influssi di un pianeta, o anche si rende simile a esso nel riceveme l ' influsso, così deve essere per la sua sostanza, che in essa è composta, cioè essere simile per influsso e comportamento al pianeta che opera per similitudine. Allo stesso modo devono, sia questa o quella pietra su cui è [incisa la figura de] il talismano, sia la sostanza della pietra o di altra cosa, con la quale è costruito il ·talismano, essere duri e resistenti, perché di per sé si rafforzi in ogni sua parte al fine di riportare una vittoria sulla natura. Allora questa si manifesta e il suo effetto si propaga. Coloro che si dedicarono a questa scienza non trovarono una strada per la quale giungere a quanto sopra, se non utilizzando la sostanza delle pietre o di altre cose di qualità simile alla loro e raf­ forzandone la sostanza fino al punto che sopraffacciano e vincano tutte le altre sostanze, proprio come succede nel caso del l ' elettuario e della triaca, che hanno effetto e vincono per forza propria. Questa

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vittoria deriva dalla forza dei molti farmaci i n essi mescolati, giac­ ché la potenza e l ' efficacia di quelle si perfezionano con l ' unione contemporanea dei farmaci. Inoltre, per mezzo della sommatoria di farmaci, si ottengono molti effetti sorprendenti, come, ad esempio, nella medicina comune, la grande opera e altre opere naturali, così come reciprocamente l ' influsso delle pietre coopera con i talismani nell ' allontanamento della morte. È opportuno tenere a mente le parole del saggio quando ti dice di stare particolarmente attento, nelle opere e negli influssi, alla reci­ proca simpatia delle cose tra loro e di evitare le disarmonie e le cose che sono in conflitto e che per natura si oppongono l ' una all ' altra.

CAPITOLO OTTAVO DELLE GERARCHIE DELLE COSE NATURALI E IN CHE MODO SI POS SA ACCEDERE A QUESTA SCIENZA

L' ordine che fu dato dagli antichi saggi alle gerarchie della natura non fu da loro ricercato se non per questa via, finché non furono per­ venuti a conoscere la gerarchia e la natura delle specie, le loro leggi e tutto il resto. Quindi composero le varie specie finché non ebbero conosciuto l ' utilità dei farmaci e gli effetti che possono produrre una volta mescolati assieme. Non possiamo però passare sotto silenzio un fatto molto impor­ tante, cioè il disaccordo tra gli antichi saggi riguardo a quante e qua­ li siano le sostanze semplici. Infatti, una parte di essi, che credo sia quella pìù attendibile, dice che le sostanze semplici sono le madri e le precorritrici di tutto e che quindi le sostanze sono quattro: la fred­ dezza, l ' umidità, la siccità e il calore, qualità primarie e semplici, verosimi lmente indivise. Seguono le precedenti altre sostanze composte e cioè : il caldo, il freddo, l 'umido e il secco. La parola "caldo" esprime il fatto che della materia è congiunta con il calore e analogamente per le al­ tre : è ben evidente da quanto detto, ossia quando diciamo "caldo" o "freddo", che non è la stessa cosa di quando diciamo "calore" o "freddezza", e questo vale per tutto il resto di cui abbiamo parlato. Dopo questa materia composta viene una seconda materia compo­ sta, che diciamo "calda e secca" o "calda e umida", "fredda e secca" o "fredda e umida": queste sono le seconde sostanze composte. È evidente che queste non sono uguali alle altre di cui abbiamo parla­ to, cioè quelle di cui diciamo "caldo senza secco e umido" e "freddo senza secco e umido". In terzo luogo, vengono altre sostanze com­ poste, ovvero il fuoco, l ' aria, la terra e l ' acqua, che sono le terze sostanze composte coadiuvate dalle prime e seconde qualità. Queste sostanze sono seguite da altre nature composte, situate a un secon­ do livello gerarchico, ovvero quelle che si trovano nei corpi, che sono divisibili in molte parti, come i quattro tempi dell'anno sono

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l ' inverno, la primavera, l ' autunno e l ' estate; come i quattro umori, che si trovano sia negli uomini che negli altri animali : il sangue, la linfa, la bile e l ' atrabile (ma la materia degli uomini è più sottile e delicata di quella di tutti gli altri animali perché la sostanza degli animali è più grossolana e molto più torbida della sostanza umana). Ma le sostanze che si trovano negli alberi e nelle piante che nascono dalla terra (come l ' olio, le tinture, i semi, le radici, ecc.) sono terze a questo livello e similmente vale per le qualità che si trovano nella materia delle pietre. Quanto abbiamo appena detto (cioè riguardo agli alberi e alle pie­ tre non meno che riguardo agli uomini e agli animali) deve essere inteso come segue : che gli alberi sono secondi in sottigliezza agli animali . Vengono poi le cose che sono composte ad arte e che dicia­ mo composti di composti, ovvero le sostanze composte per ultimo, come, ad esempio, i farmaci e altre cose composte allo stesso modo. Tutto ciò che è composto di sostanze semplici e composte si divide in sette parti e ciascuna si divide ulteriormente finché, procedendo così, non si arriva a ventotto parti. Voglio qui fornire un esempio di quanto detto, in modo da ren­ dere evidente la divisione secondo la precedente spiegazione, come segue. Affermo che le sostanze semplici sono la freddezza, l'umi­ dità, la siccità e il calore; le prime sostanze composte sono il caldo, il freddo, l 'umido e il secco; le seconde sostanze composte sono il caldo e secco, il caldo e umido, il freddo e secco, il freddo e umido; le terze sostanze composte sono gli stessi elementi, vale a dire: il fuoco, l'aria, l'acqua e la terra; le quarte sostanze composte sono i tempi dell'anno, cioè l ' inverno, la primavera, l ' estate e l ' autunno; le quinte sostanze composte sono i quattro umori, cioè il sangue, la bile, la linfa e l ' atrabile; le seste sostanze composte sono le tinture, l ' olio, le radici, i semi e simili cose. Perciò dico che il calore, la freddezza, l'umidità e la siccità sono simili al fuoco, all ' aria, all 'acqua e alla terra, in molte delle loro par­ ti divise dall' intendimento e dai sensi . Dicono infatti che il fuoco è caldo per il fatto che è caldo e secco e non perché il calore è il fuoco o questo sia composto da fuoco o altro, giacché ogni composto è una mescolanza simultanea delle cose precedenti: il calore precede il fuoco, l ' um idità l ' acqua, la freddezza l ' aria e la siccità la terra: quanto sopra viene dato come esempio delle nostre affermazioni e ugualmente bisogna intendere riguardo al fegato, al polmone, alla

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cistifellea, al cuore, alla testa, alle tibie, alle mani e a tutte le al­ tre membra. Il calore nasce, come abbiamo detto sopra, dal moto del cielo, mentre la freddezza dal centro di questo, come la Terra che occupa il centro del Primo Mobile, dal quale le materie terrestri danno tutte le generazioni in tutte le materie. La freddezza contrasta il calore in tutte le sue qualità, in numero, quiete e moti, giacché il calore è la qualità che riunisce i simili e divide i contrari e perciò diciamo che le cose contrarie sono congiunte dalla freddezza e da questa sono divise quelle simili. Così deve essere per quanto si op­ pone in tutte le sue qualità perché, se così non fosse, la definizione sarebbe svilita e da rigettare. Perciò ti dico che, se vuoi cimentarti in queste scienze alte e nobi­ li e difficili per l ' intelletto, in nessun modo devi mancare di applica­ zione o essere pigro nello studio dei detti e dei libri dei saggi, perché in questa maniera raggiungerai ciò che vuoi e altro ancora. Ciò di cui ho appena parlato riguardo alle cose mescolate e ag­ glomerate, tratte sia dai detti dei saggi che da tutte le scienze, per null' altro fine ti è stato esposto se non quello di rendere chiari e predisposti il tuo spirito e il tuo intelletto, affinché potessi renderti propenso, docile e attento negli argomenti trattati.

CAPITOLO NONO DELLA DIMOSTRAZIONE DELLE FIGURE E DELLE FORME DEI TALISMANI CHE SI FANNO CON L' AUSILIO DEI PIANETI

Ora, dunque, mi propongo di riprendere in esame le considerazio­ ni già fatte allorché si è parlato delle figure celesti e dei loro influssi che si fanno con l 'aiuto e l ' influenza delle stelle. Dico che sei figure, di cui parleremo in seguito, hanno virtù, potere e influssi sul mondo. Qui ho intenzione di parlare e dire i nomi di queste figure, ciò che dalle loro azioni e influssi è stato sperimentato secondo ciò su cui gli antichi sapienti sono concordi. Di queste la prima è adatta a mettere in fuga i topi da qualunque luogo si voglia. Traccerai queste figure su una lamina di rame rosso, mentre ascende il primo aspetto del Leone, e queste figure si aggiun­ gono dalle stelle fisse che si trovano nel segno del Leone. Quando lo avrai fatto, metterai la lamina nella tana dei topi; tutti fuggiranno e si allontaneranno. Queste sono le figure:

Per scacciare le gru. Farai le seguenti figure su una pietra sulfu­ rea, mentre ascende il secondo aspetto del Toro, metterai la pietra nel luogo che desideri e le gru non potranno mai avvicinarsi a quel luogo finché vi rimane la pietra. Queste sono le figure: l

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Per scacciare le mosche da qualunque luogo desideri. Inciderai queste figure su una lamina di stagno, mentre ascende il terzo aspet­ to dello Scorpione, e la metterai in qualsiasi luogo tu voglia. Le mosche si allontaneranno da questo luogo. Queste sono le figure :

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Se vuoi che una persona corra da te o venga in un luogo che de­ sideri, fai queste figure su di un panno di lino, nel giorno e nell ' ora di Venere, mentre ascende il secondo aspetto del Toro e vi si trova Venere, e in questa ora scriverai il nome di chi vuoi che venga a te. Quindi accendi l 'estremità di questo panno di lino con il fuoco. E subito verrà a te chi desideravi. Queste sono le figure :

Per procurare inimicizia. Allorché tu vorrai dividere due persone in modo che mai più si apprezzino l ' un l ' altro, traccerai le seguenti figure con un dente di cane nero su una lamina di piombo nero nel giorno e nell' ora di Saturno mentre ascende il terzo aspetto del Ca­ pricorno e Saturno è nello stesso luogo; porrai la lamina in un luogo dove vi è uno di loro oppure dove ambedue sono soliti recarsi . Cosi si dissolverà la loro amicizia e mai più proveranno diletto a stare insieme. Queste sono le figure :

Per rendere funesto un luogo affinché nessuno vi abiti. Farai que­ sta figura su una lamina di piombo con il cervello di un maiale e lo farai nel giorno e nell' ora di Saturno, ascendente al secondo aspetto del Capricorno, con il segno in quell ' aspetto, e porrai la lamina nel luogo che vuoi rendere disabitato. I cattivi influssi di Saturno ver­ ranno trasmessi là e giammai quel luogo sarà abitato fin quando lì resterà la lamina. Queste sono le figure:

Tutte queste sei operazioni sopra illustrate si compiono per virtù del pianeta o dei pianeti quando le suddette costellazioni sono re-

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almente in congiunzione. Sappi che le figure che sono d'aiuto alle stelle fisse sono solo queste sei e nessun sapiente ne ha mai parlato. Per questa ragione ho deciso di trattare di questa scienza in modo esauriente in questo libro.

CAPITOLO DECIMO LE PIETRE ADATTE A CIASCUN PIANETA O ALLA FORMAZIONE DELLE FIGURE

In questa parte intendo realmente chiarire quale corrispondenza abbia ciascun pianeta sia su pietre e metalli che su figure planetarie e sui loro mirabili influssi. In primo luogo, Satumo. Satumo tra i metalli domina il ferro e l ' oro, tra le pietre il diamante e l ' onice, il cammeo e il giaietto, che è nero e chiaro, il turchese e il manganese, o la magnizia, le pietre rosse, la marcassite aurea e la sedina. Giove tra i metalli domina il piombo, tra le pietre preziose quelle bianche e gialle, inoltre la cornalina, lo smeraldo e il cristallo di rocca, il cristallo e tutte le pietre bianche, chiare e lucenti, come pure l'oro. Marte tra i metalli domina il rame rosso e tutti i tipi di zolfo e il vetro, tra le pietre domina la premonada e la pietra di sangue, la corniola, l'onice e tutte le pietre rosse e maculate. Il Sole tra i metalli domina il cristallo dell'Egitto e l' arsenico, tra le pietre l 'albezedi, il diamante, i granati e tutte le pietre lucenti e chiare, la sedina, il corindone, il rubino, il baiaselo e la marcassite aurea. Venere tra i metalli domina il rame rosso, l ' argento e il vetro e tra le pietre il lapislazzulo, il corallo, la malachite, il cristallo di rocca e il manganese. Mercurio tra i metalli domina l ' argento vivo, lo stagno e il vetro, tra le pietre lo smeraldo in tutte le sue varietà e il corindone. La Luna tra i metalli domina l ' argento, tra le pietre la marcassite argentea, l ' aliofar piccolo, il cristallo, il lapislazzulo, l'onice e il cristallo di rocca. Queste sono le figure dei sette pianeti : Solis

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Picatrix

Queste sono le figure dei pianeti come le abbiamo trovate riporta­ te nel Lapidario di Mercurio, nel libro Beylus e nel libro degli spiriti e dei talismani che ha tradotto il sapiente Picatrix. La forma di Saturno secondo l ' opinione del sapiente Picatrix è la forma di un uomo dal volto corvino e i piedi da cammello che siede in cattedra reggendo nella mano destra un'asta e nella sinistra una lancia o un dardo. Questa è la sua forma. La forma di Satumo secondo l ' opinione del sapiente Beylus è l ' immagine di un uomo vecchio che siede eretto su di un' alta catte­ dra. Questa è la sua forma. La forma di Satumo secondo l ' opinione del sapiente Mercurio è la forma di un uomo eretto con le mani alzate sopra la testa; fra le mani tiene un pesce mentre fra i piedi ha un animale simile a una lucertola (cioè un ramarro). Questa è la sua forma. La forma di Satumo secondo l ' opinione di altri sapienti è l ' im­ magine di un uomo eretto su di un drago, con una falce nella destra e un' asta nella sinistra, vestito con panni neri e maculati. Questa è la sua forma. La forma di Giove secondo l ' opinione di Beylus è l ' immagine di un uomo che siede su di un'aquila, avvolto in un panno, i piedi sui fianchi dell'aquila, reggente nella mano destra l ' estremità del panno in cui è avvolto. Questa è la sua forma. La forma di Giove secondo l ' opinione di Picatrix è quella di un uomo dal volto leonino e con zampe da uccello, ai suoi piedi tiene un drago con sette teste, nella sua destra ha un dardo che sembra voler conficcare nella testa del drago. Questa è la sua forma. La forma di Giove secondo l' opinione di Mercurio è quella di un uomo coperto da un drappo di lino, che cavalca un drago e che nella mano tiene un dardo o una lancia. Questa è la sua forma. La forma di Giove secondo l 'opinione di altri sapienti è l' imma­ gine di un uomo che cavalca un'aquila, tiene un panno nella destra, delle noci nella sinistra e le sue vesti sono del colore del croco. Que­ sta è la sua forma. La forma di Marte secondo l ' opinione del sapiente Beylus è l ' im­ magine di un uomo coronato con una spada incisa nella destra. Que­ sta è la sua forma. La forma di Marte secondo l ' opinione di Mercurio è l ' immagine di un uomo nudo, in piedi, eretto, alla cui destra sta retta davanti una vergine formosa; questa è l' immagine di Venere, i cui capelli sono

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raccolti all ' indietro; Marte le posa la mano destra sul collo e stende la sinistra sul suo petto, mentre le rivolge lo sguardo e la fissa. Il sapiente dice che questa figura è carica di enormi poteri e di grandi influssi; da questa ne ricaveremo, per grazia di Dio, di essere ram­ mentati dalle parole dei posteri. Questa è la sua forma. La forma di Marte secondo l ' opinione di altri sapienti è l ' imma­ gine di un uomo che cavalca un leone, tiene nella destra una spada e nella sinistra un elmo di guerra, e le sue vesti sono di corazza e di ferro. Questa è la sua forma. La forma del Sole, secondo l ' opinione del sapiente Beylus è l ' immagine di una donna in piedi, eretta sopra un carro trainato da quattro cavalli, nella destra ha uno specchio e nella sinistra tiene un bastone, appoggiato al petto, mentre sulla sua testa v'è un che di simile a una fiamma. Questa è la sua forma. La forma del Sole secondo l' opinione di Mercurio è l ' immagine di un uomo eretto, in atteggiamento di voler salutare gli astanti, che, con la mano sinistra, regge un grande scudo rotondo, mentre sotto i suoi piedi ha la figura di un drago. Questa è la sua forma. La forma del Sole secondo l 'opinione del saggio Picatrix è l ' im­ magine di un re assiso in trono, con il capo coronato, mentre davanti a lui è l ' immagine di un corvo e sotto i piedi la forma del Sole che prima abbiamo delineato. Questa è la sua forma. La forma del Sole secondo l ' opinione di altri sapienti è l ' imma­ gine di un uomo eretto su di un carro trainato da quattro cavalli, che nella destra tiene uno specchio e nella sinistra un grande scudo ro­ tondo, le sue vesti sono del colore del croco. Questa è la sua forma. La forma di Venere secondo l ' opinione di Beylus è l ' immagine di una donna, eretta in piedi, nella cui mano destra v'è una mela. Questa è la sua forma. La forma di Venere secondo l' opinione del saggio Picatrix è l ' im­ magine di una donna nella cui mano destra v'è una mela e nella si­ nistra un pettine, simile a una tavoletta, su cui sta scritto: OAOIOA. Questa è la sua forma. La forma di Venere secondo l ' opinione del saggio Mercurio è l ' immagine di un essere con il corpo umano e la testa e il volto da uccello e le zampe d'aquila. Questa è la sua forma. La forma di Venere secondo l' opinione di Tolomeo è l ' immagine di una donna nuda, legata al collo con una catena retta da Marte. Questa è la sua forma.

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Picatrix

La forma di Venere secondo l ' opinione di altri sapienti è l ' imma­ gine di una donna con i capelli sciolti che cavalca un cervo; nella mano destra tiene una mela e nella sinistra dei fiori; le sue vesti sono bianche. Questa è la sua forma. La forma di Mercurio secondo l 'opinione del sapiente Beylus è l ' immagine di un giovane con la barba che tiene in mano un dardo. Questa è la sua forma. La forma di Mercurio secondo l ' opinione del saggio Mercurio è l ' immagine di un uomo, eretto su di una cattedra, sulla cui testa v ' è u n gallo e i cui piedi sono simili alle zampe del l ' aquila; nel palmo della sua mano sinistra v'è il fuoco e sotto i piedi segni che diremo più in là. Questa è la sua forma. La forma di Mercurio secondo l' opinione del saggio Picatrix è l ' immagine di un uomo eretto con le ali spiegate verso il fianco de­ stro, mentre un piccolo gallo sta al lato sinistro; nella mano destra ha un dardo e con la sinistra regge una conca rotonda e in mezzo al capo ha una cresta di gallo. Questa è la sua forma. La forma di Mercurio secondo l ' opinione di altri sapienti è l ' im­ magine di un nobile coronato che cavalca un pavone; nella destra tiene un calamo e nella sinistra della carta; le sue vesti sono un misto di tutti i colori. Questa è la sua forma. La forma della Luna secondo l ' opinione del saggio Mercurio è l 'immagine di una donna dal bel volto, cinta da un dragone; in capo ha delle coma avvolte da due serpenti; sulla sua testa vi sono due serpenti e avvolto su ciascuna delle braccia un colubro; sulla sua testa ha un drago e un altro sotto i piedi e ciascuno di questi draghi ha sette teste. Questa è la sua forma. La forma della Luna secondo l ' opinione del sapiente Beylus è l 'immagine di una donna eretta sopra due tori, dei quali la testa del primo è congiunta con la coda del secondo. Questa è la sua forma. La forma della Luna secondo l' opinione del saggio Picatrix è l ' immagine di un uomo che al di sopra della testa ha un uccello, si appoggia a un bastone, mentre davanti a lui v'è un albero. Questa è la sua forma. La forma della Luna secondo l ' opinione di altri sapienti è l ' im­ magine di un giovane coronato ed eretto sopra un carro trainato da quattro cavalli; nella mano destra regge un vincastro e nella sini­ stra uno specchio ; tutte le sue vesti sono verdi e bianche. Questa è la sua forma.

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Ognuno dei talismani nominati sopra, tanto del Sole che degli altri pianeti, ha potenze e influssi mirabili nelle operazioni magiche, come chiariremo in questo libro, a Dio piacendo. Questi in verità sono quegli stessi talismani che gli antichi sa­ pienti posero nei loro libri, ovvero quei sapienti che erano versati in questa scienza. Qualsivoglia di questi mirabili talismani ha influssi e somme virtù. Intendo dire degli influssi e delle loro virtù. Talismano di Saturno per bere molto. Se con le operazioni di Sa­ turno farai l ' immagine di un uomo seduto su di una alta cattedra, con in testa un panno di lino infangato, con in mano una falce, nell' ora di Saturno, e farai questo quando il p i aneta stesso è in ascendente, su di un turchese, la virtù di questa immagine sarà quella di far sì che chi la porti con sé molto possa bere e muoia solo di vecchiaia. Se vorrai mettere discordia fra qualcuno, farai con le operazioni di Satumo questa figura, nella sua ora, quando lo stesso pianeta è in ascendente, su diamante.

:x: x: r x x Se con questo talismano farai un sigillo di pece e lo porrai laddo­ ve stanno i due amici o dove si trovi uno dei due, essi si odieranno vicendevolmente. Fai però bene attenzione di non portare questo talismano giammai con te. Talismano di Giove. Se con le operazioni di Giove farai l ' im­ magine di un uomo coronato, seduto su una cattedra i cui quattro piedi poggino sul collo di quattro uomini, e ognuno di questi uomini siano alati, e l ' uomo che siede in cattedra sia con le mani elevate in atteggiamento orante, farai tutto questo nell'ora di Giove, quando il pianeta è in ascendente e in esaltazione; e farai questa su una pietra chiara e bianca. Chi porterà con sé questo talismano, accrescerà le proprie ricchezze e l' onore e condurrà una vita felice, avrà molti fi­ gli e otterrà tutto ciò che desidera e qualunque sua opera, in qualun­ que campo sarà effettuata, avrà buon esito e giammai i suoi nemici gli potranno nuocere. Se vorrai essere benvoluto da giudici e ufficiali, farai con le operazioni di Giove l ' immagine di un uomo di bel l ' aspetto, con ampie vesti, in atto di cavalcare un' aquila; farai questo nel l ' ora di Giove, nel suo ascendente e nella sua esaltazione, e su una pietra

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di cristallo. In verità, colui che recherà su di sé tale talismano sarà benvoluto da giudici e ufficiali. Se vorrai impedire che una donna concepisca e desideri cat­ turare uccelli, farai con le operazioni di Giove l ' immagine di un avvoltoio, e farai questo nel l ' ora di Giove, ascendente nel primo aspetto del Sagittario, e su una pietra che si chiama [ . . . ], la quale ti fa sentire leggero . Se un cacciatore di uccelli porterà con sé questa pietra, gli uccelli si raduneranno tutti intorno a lui ed egli ne prenderà quanti ne vorrà. Saranno pure amati dagli uomini e ne riceveranno del bene . La pietra di cui stiamo parlando ha un co­ lore che tira al rosso e se la si scuoterà fra le mani si sentirà come se dentro risuonasse un' altra pietra e quando viene pulita ne esce un ' acqua bianca. Se tale pietra tu metterai su di una donna, giam­ mai questa potrà concepire finché la porterà. Ermete disse che chi avrà fatto su questa pietra l ' immagine di una volpe nel giorno e nel l ' ora di Venere, in ascendente ai Pesci e in congiunzione con Giove e in o p posizione alla Luna - chi questo tal ismano terrà con sé verrà temuto dagli uomini e dai demoni. E chi avrà fatto su questa pietra l ' immagine di una gru, nel l ' ora di Giove, con lo stesso pianeta in esaltazione - chi avrà lavato questo talismano in un liquido e questo stesso avrà dato da bere a qualcuno, costui ve­ drà gli spiriti e questi opereranno secondo i suoi voleri. Di queste due virtù ci parlò Ermete . Talismano di Marte affinché sia fatto ciò che vorrai tanto per il bene quanto per il male. Farai con le operazioni di Marte l ' imma­ gine di un uomo che cavalca un leone, recante nella mano destra una spada snudata e nella sinistra un elmo di guerra, e farai questo nell'ora di Marte, con Marte ascendente nel secondo aspetto dell 'A­ riete, e su una pietra di diamante. Colui che utilizzerà questa pietra sarà potente sia nel bene che nel male, ma assai più potente nel male. E se vorrai essere di aspetto temibile e terrifico, con le operazioni di Marte farai l 'immagine di un uomo coperto da una corazza, con due spade, l 'una appesa al collo e l ' altra snudata nella destra, e nella sinistra un elmo; e farai questo nell' ora in cui Marte è nella propria casa, e incisa su una qualsiasi pietra di Marte. Chiunque porterà que­ sta pietra sarà temuto da qualunque persona e nessuno si avvicinerà a lui. Per arrestare il sangue da qualsiasi punto del corpo. Farai con le operazioni di Marte l ' immagine di un leone e davanti a questa porrai le seguenti figure o segni:

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3I M e farai questo nell ' ora di Marte, ascendente nel secondo aspetto dello Scorpione; farai le predette cose in onice. A colui che porterà con sé questo talismano si arresterà subito il flusso del sangue che scorresse da una qualunque parte del corpo. Se vorrai che un re superi e vinca tutti gli altri re, farai con le operazioni del Sole l ' immagine di un re seduto in trono, con il capo coronato e un corvo davanti a lui e fra i suoi piedi queste figure :

e farai questo in pietra di rubino o baiaselo, con il Sole in esalta­ zione. Un re che porterà questa pietra vincerà tutti gli altri re che a lui si opporranno. Se vorrai che qualcuno non sia legato ma porti a compimento ciò che ha iniziato e non abbia sogni vani, farai con le operazioni del Sole l ' immagine di un leone e su di esso le quattro figure predette; e farai questo con il Leone in ascendente e il Sole nel segno, quando non siano né in esilio né in opposizione. Farai ciò sulla pietra di rubino. Chi porterà con sé questo talismano, giammai sarà legato da qualcuno e ciò che avrà iniziato porterà a buon fine. Se con le operazioni del Sole farai l ' immagine di una donna assi­ sa su un carro trainato da quattro cavalli, recante nella mano destra uno specchio e nella sinistra un bastone, e sul capo sette candelabri, e farai questo in pietra di diamante, con il Sole in esaltazione, chi porterà con sé questo talismano sarà temuto da tutti coloro che in­ contrerà e che lo vedrann o . Se con le operazioni del Sole farai l ' immagine delle sottoscritte figure su pietra sedina, con il Sole in ascendente al primo aspetto del Leone, colui che avrà portato con sé queste immagini dalle malattie dei lunatici, provocate dalla combustione della Luna, sarà immune.

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Talismano di Venere. Se con le operazioni di Venere farai l 'immagi­ ne di una donna dal corpo umano e dal capo di uccello e con le zampe di aquila, recante nella mano destra una mela e nella sinistra un pettine ligneo simile a una tavoletta con sopra inciso OAOIOA, colui che por­ terà con sé questo talismano ne riceverà del bene e sarà amato da tutti. Se con le operazioni di Venere farai l ' immagine di una donna recante nella mano destra una mela e nella sinistra un pettine e fa­ rai questo in pietra bianca, quando l ' ascendente è nel primo aspetto della Bilancia, chi porterà su di sé questo talismano sarà sempre ridente e alacre. Se con le operazioni di Venere farai l ' immagine di una fanciulla nuda, con il collo incatenato, vicino a un uomo che tiene la catena e dietro l' immagine di un fanciullino che eleva una spada, e farai questo nell'ora di Venere e su lapislazzulo, chi porterà questo talismano con sé sarà amato dalle donne, le quali faranno tutto quello che lui vorrà. Se con le operazioni di Venere farai l' immagine di un serpente e su di questa la figura di una tarantola e davanti a questa immagine farai dell ' acqua sorgiva e farai questo su pietra di cristallo di beril­ lio, quando Giove è in esaltazione, chi porterà su di sé questa pietra non sarà punto dai serpenti e chi avrà lavato questo talismano in un qualche liquido e lo avrà dato da bere a una persona che sia stata morsicata, subito questa ne sarà liberata. Se con le operazioni di Venere farai le figure sottoscritte, e farai questo nel l 'ora di Venere :

(e in qualunque altro libro tu troverai queste figure, farai come vorrai); tutti i fanciulli ti ameranno e ti seguiranno. Se con le operazioni di Venere farai l ' immagine di una donna seduta e alata, con i capelli acconciati sulla nuca con due trecce e in atto di stringere sul petto due fanciulli, se farai questo nell'ora di Venere, con il pianeta in esaltazione, e farai questo in cristallo di rocca, chi porterà su di sé questa pietra camminerà con levità e senza averne danno alcuno.

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Se con le operazioni di Venere farai l ' immagine di tre persone vicendevolmente congiunte, e lo farai nell 'ora di Venere, e in pietra di cristallo, chi porterà con sé questo talismano sarà fortunato nel mercimonio e ne trarrà guadagno. Se con le operazioni di Venere farai l ' immagine di due trappole e di un topo, e farai questo nell ' ora di Venere e con Venere in ascen­ dente, e in pietra di corallo, laddove avrai posto la predetta pietra non si fermerà alcun topo. Se con le operazioni di Venere farai l ' immagine di uno sciame di mosche e lo farai nell ' ora di Venere, con Venere in ascendente, e in corniola, dove porrai questo talismano nessuna mosca vi andrà. Se con le operazioni di Venere farai l ' immagine in malachite da un lato di una sanguisuga e dali' altro porrai due sanguisughe, di cui una avente la testa sulla coda dell' altra, e farai questo nell'ora di Venere, con Venere in ascendente, e sigillerai questo talismano con c.era o altro materiale con cui preferirai sigillare, se questo porrai laddove vi sono sanguisughe, nessuna di queste vi rimarrà. Se con le operazioni di Venere farai l ' immagine di una donna in piedi e lo farai su pietra di cristallo e davanti a questa porrai l ' im­ magine di un idolo eretto, e farai ciò nell ' ora di Venere e con Venere in ascendente, colui che porterà con sé questo talismano sarà amato dalle donne. Se con le operazioni di Venere farai l ' immagine di una donna eretta, in piedi, con i capelli lunghi fino al femore e con in una mano una carta arrotolata e nell' altra una mela, e farai questo nell' ora di Venere, con Venere in ascendente, e in corniola, se sigil­ lerai questo talismano con cera e la darai da mangiare a un fanciullo, questi sarà liberato da un colpo. Se con le operazioni di Venere farai in corniola l ' immagine della testa di una zebra, e sopra questa la testa di una mosca, su cui a sua volta farai un piccolo riporto (quasi fosse un minuscolo copricapo sulla testa stessa), se farai questo nell' ora di Venere, con Venere in ascendente, e se sigillerai questo talismano con cera, essa servirà contro tutte le malattie dello stomaco. Talismano di Mercurio. Se con le operazioni di Mercurio farai l ' immagine di un nobile in sella e con un gallo sopra la testa, con i piedi a forma di zampe di aquila, recante nella mano sinistra del fuoco e con questi segni fra i piedi

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/t\Q /)\0 1 e farai questo nell 'ora di Mercurio, con Mercurio in ascendente e in esaltazione, e farai questo su pietra di smeraldo, se un prigioniero porterà questo talismano su di sé sarà liberato dal carcere. Se con le operazioni di Mercurio, essendo questo in ascendente, farai queste immagini nell' ora di Mercurio e le farai su pietra di smeraldo, questa pietra portata sarà d ' aiuto a scribi, notai e servirà in tutte le arti mercuriali.

Se con le operazioni di Mercurio farai l ' immagine di una rana e lo farai nell' ora di Mercurio, con Mercurio in ascendente, e in pietra di smeraldo, chiunque porterà questa pietra non riceverà offesa da alcuno; parimenti, tutti parleranno bene di lui e delle sue azioni. Se con le operazioni di Mercurio farai l' immagine di un leone in pietra di smeraldo e un' altra immagine con la forma della testa di un leone e farai questo nell' ora di Mercurio, con Mercurio ascendente nel segno dei Gemelli, e sul capo di questo leone scriverai una A e sotto il capo una D, chi questo talismano porterà con sé scamperà dalle infermità e di lui si parlerà bene. Se con le operazioni di Mercurio farai l ' immagine di uno scorpione su di una pietra di smeraldo, nell'ora di Mercurio e con Mercurio in ascendente, qualsiasi donna incinta porterà su di sé questo talismano si sentirà leggera e non correrà pericolo, e neppure la sua creatura. Se con le operazioni di Mercurio farai l ' immagine di una mano che regge una bilancia, e lo farai nell' ora di Mercurio, con Mercurio in ascendente, e su pietra marmorea, se con questa immagine sigil­ lerai della cera o altro congruo materiale e lo darai a un infermo, questi sarà presto liberato da ogni genere di febbre; ciò è stato spe­ rimentato contro le febbri. Talismano della Luna. Se con le operazioni della Luna farai l 'im­ magine di un uomo con la testa di uccello, appoggiato a un bastone, con in mano un arbusto fiorito, e farai ciò nell ' ora della Luna, quan­ do è discendente e in esaltazione, chi porterà questo talismano su di sé mai incorrerà in disgrazie durante un viaggio, ovunque vada.

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S e con l e operazioni della Luna farai questo segno s u d i un lapi­ slazzulo e lo farai nell 'ora della Luna, con la Luna in ascendente, se laverai questo talismano in qualche liquido e darai da bere a due o più uomini il liquido stesso, molto si ameranno né si potranno vicen­ devolmente separare:

Se con le operazioni della Luna farai l ' immagine di una donna con i capelli sciolti all ' indietro, eretta su due tori, con un piede sulla testa del primo e l ' altro piede sulla testa del secondo toro, e farai ciò su pietra di cristallo, mentre dall' altra parte della pietra farai l ' im­ magine di una donna eretta, con la testa coronata e un bastone nella mano destra, e vi inscriverai questi segni :

e farai questo nell'ora della Luna, con la Luna in ascendente, e an­ cora con questo talismano sigillerai della cera e metterai questo sigillo in una colombaia, molti colombi si raduneranno in quel luogo. Se con le operazioni della Luna farai l ' immagine di un leone con la testa d'uomo e sul suo dorso porrai questo segno:

e farai questo nell' ora della Luna, con la Luna in ascendente, e su pietra di lapislazzulo, con questo talismano libererai i fanciulli da qualsiasi infermità siano afflitti. Se con le operazioni della Luna farai l ' immagine di un colubro e sul suo capo porrai questo segno :

e farai questo nell 'ora della Luna, con la Luna in ascendente, e su pietra bezahar o su malachite verde, in qualunque luogo metterai questo talismano, giammai vi sarà né un colubro né un serpente. Se con le operazioni della Luna farai questi segni nell 'ora della Luna,

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con la Luna in ascendente, e in pietra di smeraldo e sigillerai con questa pietra dell ' incenso e darai a un uomo questo sigillo, costui avrà buona memoria e riterrà le conoscenze:

Queste sono le immagini proprie di tutti i pianeti. In primo luogo, Satumo. Farai nell' ora di Satumo, nel terzo aspetto dell 'Acquario in ascendente, con il pianeta nel segno, una immagine per sanare il mal della pietra e il dolore della verga e la dismenorrea e i mestrui delle donne. Giove. Farai nell' ora di Giove, quando è ascendente al secondo aspetto del Sagittario e con il pianeta nel segno e con il Sole in oppo­ sizione, un talismano per impedire la pioggia eccessiva e per evitare i danni provocati da essa. Marte. Nell'ora di Marte, ascendente al primo aspetto dello Scor­ pione, farai un talismano per fortificare il timido e per umiliare l ' ira del re e per impedire i danni dei ladroni, dei lupi e delle fiere e di chiunque faccia del male. Sole. Nell ' ora del Sole, per attenuare i cattivi pensieri e per sana­ re i mali del fegato e dello stomaco, farai un talismano, essendo in ascendente al primo aspetto del Leone e in congiunzione con il Sole, e questo varrà per quelle cose che già abbiamo detto e per sanare malattie croniche. Venere. Nell' ora di Venere, ascendente nel primo aspetto dei Pe­ sci, farai il talismano per guarire le donne dalle malattie della ma­ trice e per rendere lieto l 'uomo triste e per curare la melanconia e per impedire i cattivi pensieri e per acquisire potenza e resistenza durante il coito; nel primo aspetto del Toro si facciano talismani di grandi e mirabili influssi sull'amore e per ottenere la benevolenza degli uomini. Mercurio. Nell ' ora di Mercurio, ascendente al primo aspetto dei Gemelli, farai un talismano per acuire la memoria e l ' intelletto nella scienza e nella sapienza e per acquisire grazia dagli uomini. Luna. Nell ' ora della Luna, ascendente al primo aspetto del Can­ cro, farai un talismano per accrescere le messi, gli alberi e tu�o ciò che cresce sulla terra.

CAPITOLO UNDIC E SIMO LE RAPPRE SENTAZIONI DELLE IMMAGINI DEI SEGNI E I LORO INFLUS SI

Gli antichi sapienti che hanno parlato di questa scienza, hanno detto tante cose e le hanno provate con molti ragionamenti, che se volessimo riportarle tutte [il discorso] sarebbe troppo lungo ed este­ so, e ci allontaneremmo dal nostro proposito. Riportiamo però, tra i loro ragionamenti, quelli che sono necessari e senza i quali non potremmo restare in argomento. Insegnerò a te, che intendi studiare questa scienza, il fatto che la devi studiare a tuo vantaggio, con la volontà di trame beneficio, e che non la devi rivelare a nessuno. I sapienti hanno fatto propria questa scienza e vi sono pervenuti solo attraverso grandi difficoltà, studio e fatica, e sono pervenuti solo a ciò che hanno potuto, anche se prima si sono allontani e tratti in disparte da tutte le preoccupazioni e gli affanni del mondo, e ad essa si sono applicati con studi assidui e l ' intelligenza e la memoria che possedevano. Grazie a buon intelletto e memoria lo spirito e i sensi si fortificano, e si comprendono le scienze profonde secondo le capacità di ciascuna persona di distinguere e stabilire le cose in cui non tutti hanno avuto successo. E avviene e capita di dover distin­ guere la verità di coloro che parlano attraverso la buona memoria e l ' intelletto; per questo i sapienti hanno detto che esiste una certa specie di credulità e che tutto è chiarezza dello spirito razionale e dato della virtù di rafforzamento delle cose con l' evidenza delle loro proprietà. E la chiarezza dello spirito razionale è l ' abilità e la predi­ sposizione della sua capacità di percepire le cose che desidera per­ cepire e tra queste la domanda è più facile. Perciò l ' intelletto è vivo, attivo e forte, e l ' opinione al contrario è una cosa debole. Questo è un esempio di questi tipi forte e debole : quello forte agisce con faci­ l ità e senza grande fatica, e quello debole subisce subito e facilmente gli effetti di una alterazione, come colui che possiede buon intelletto e memoria comprende le scienze con facilità e in poco tempo ap­ prende ciò che si deve imparare grazie al senso naturale, allo studio e all' intuito. In questo modo la capacità di conoscere e apprendere

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diviene buona con l' acutezza dello spirito fino a che in breve tempo ottiene ciò che cerca. Qui l ' intelletto e l ' abilità, ovvero la disposi­ zione, si trae dall' acutezza del fuÒco, che ha effetti immediati, come pure dall' acutezza del Sole, che separa gli atomi dell ' aria e al suo momento illumina e rischiara. Così è l ' acutezza del l ' intelletto che attraverso la sua acutezza e chiarezza separa ogni parte di un proble­ ma e indaga tutti gli elementi fino a comprenderlo con certezza e in breve tempo capirlo com ' è . E tanto più l'intelletto è acuto, tanto più facilmente comprende ciò che cerca e qualunque cosa gli si presenti . Qui è necessario comprendere tutto questo. Nota che ciascuno dei dodici segni si divide in tre parti uguali, e ciascuna parte si chiama aspetto. E in ciascun aspetto si trovano talismani, forme e figure come hanno detto i sapienti Indiani, e cia­ scuno di questi aspetti risponde a uno dei sette pianeti . Questi aspetti sono divisi e distribuiti secondo il luogo e la gerarchia dei pianeti, cominciando dal più alto fino al più basso, procedendo per ordine, poi tornando al più alto, come spiegherò. In primo luogo, l 'Ariete, il cui primo aspetto è ascritto a Marte, il secondo al Sole che lo segue nell ' ordine, il terzo a Venere che segue il Sole; e il primo del Toro a Mercurio, e così si procede secondo l ' ordine dei pianeti fino alla fine dei segni. Questi aspetti hanno natura e forme convenienti alle for­ me e alla natura dei loro Signori; e qui proponiamo di parlare delle forme ascendenti in ciascuno di questi aspetti come segue. Il primo aspetto dell'Ariete è Marte, e ascende in esso secondo l ' opinione dei grandi sapienti di questa scienza sotto forma di un uomo nero, dal corpo grande e agitato, con occhi rossi, che avanza con un 'ascia in mano, vestito di bianco; di grande valore. Questo aspetto appartiene alla forza, all ' altezza e al valore senza modestia. Questa è la sua forma. E ascende nel secondo aspetto dell 'Ariete una donna vestita di verde priva di una gamba. Questo è l ' aspetto dell ' altezza, della no­ biltà, del valore e del potere. E questa è la sua forma. E nel terzo aspetto dell'Ariete ascende un uomo inquieto, che tie­ ne fra le mani un bracciale d'oro, vestito di rosso, desideroso di fare del bene senza poterlo fare. Questo è l' aspetto della sottigliezza e delle opere dell' ingegno, delle cose nuove, degli strumenti e di cose simili a queste. E questa è la sua forma. Nel primo aspetto del Toro ascende una donna dai capelli ricci, con un solo figlio vestito di abiti simili al fuoco, lei stessa indossa

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abiti simili. Questo è l ' aspetto dell ' arare e del lavorare la terra, delle scienze, della geometria, del seminare e del fabbricare. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto del Toro ascende un uomo simile nell' aspet­ to a un cammello, con unghie simili a quelle delle vacche, coperto di un lino a brandelli; vuole lavorare la terra, seminare e fabbricare. Questo è l ' aspetto della nobiltà, della potenza e della premiazione del popolo. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto del Toro ascende un uomo di colore rosso, con i denti bianchi e grandi sporgenti, simile nel corpo a un elefante, dalle lunghe gambe; ascende con lui un cavallo, un cane e un vitello. Questo è l ' aspetto della depravazione, della povertà, della miseria e della paura. E questa è la sua forma. Nel primo aspetto dei Gemelli ascende una donna bella, maestra nell ' arte di ricamare; e con lei ascendono due vitelli e due cavalli. Questo è l ' aspetto della scrittura, del calcolo e del numero, del dare e dell ' avere e delle scienze. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto dei Gemelli ascende un uomo dal volto simile a un'aquila, con il capo avvolto in un lino aperto; vestito e protetto da una corazza di piombo, sul capo un elmo di ferro con sopra una coro­ na di seta, tiene in mano una balestra e delle frecce. Questo è l'aspetto dell'afflizione, dei mali e degli inganni. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto dei Gemelli ascende un uomo che indossa una corazza, con una balestra, frecce e faretra. Questo è l ' aspet­ to dell'audacia, dell' onestà, della condivisione delle fatiche e delle consolazioni. E questa è la sua forma. Nel primo aspetto del Cancro ascende un uomo con dita e capo contorti e piegati; il suo corpo è simile a quello di un cavallo; ha i piedi bianchi e il corpo coperto da foglie di fico. Questo è l ' aspetto dell ' insegnamento, della scienza, dell ' amore, dell' ingegno e delle arti. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto del Cancro ascende una donna dal bel volto, con una corona di mirto verde sul capo, in mano un ramo di ninfea, che canta canzoni d'amore e di gioia. E questo è l'aspetto dei giochi, della ricchezza, del piacere e dell 'abbondanza. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto del Cancro ascende una tartaruga con un ser­ pente in mano, davanti a lui sono catene d ' oro. Questo è l' aspetto della corsa e dell' andare. a cavallo, della battaglia, della disputa e del l ' opposizione. E questa è la sua forma.

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Nel primo aspetto del Leone ascende un uomo vestito misera­ mente; con lui ascende la figura di un signore che guarda un cavallo di fronte al settentrione; e la sua figura somiglia a un ' orsa o a un cane. Questo è l ' aspetto della forza, della generosità e della vittoria. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto del Leone un uomo ascende con una corona di mirto bianco sul capo e in mano una balestra. Questo è l ' aspetto della bellezza, del cavalcare e del l ' innalzamento delle persone sco­ nosciute e senza valore; ed è l ' aspetto della battaglia e delle spade sguainate. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto del Leone ascende un uomo vecchio, nero e deforme, con in bocca frutta e carne e in mano un boccale di rame. Questo è l ' aspetto dell'amore e del bene, dei cibi e della salute. E questa è la sua forma. Nel primo aspetto della Vergine ascende una fanciulla vergine, coperta da un vecchio drappo di lana, tiene in mano un melograno. Questo è l ' aspetto della semina, dell' aratura e del germogliare degli alberi, della vendemmia e della vita buona. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto della Vergine ascende un uomo dal bel colo­ rito, vestito di cuoio, e sul vestito di cuoio un altro vestito di ferro. Questo è l ' aspetto delle richieste, dei desideri e del guadagno, del tributo e del rifiuto dei doveri. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto della Vergine ascende un uomo bianco, di gran­ de corporatura, avvolto in un drappo bianco; e con lui una donna che tiene in mano il suo [di lui] olio nero. Questo è l 'aspetto della debo­ lezza, della vecchiaia, della malattia, della pigrizia, della rovina del­ le membra e della distruzione del popolo. E questa è la sua forma. Nel primo aspetto della Bilancia ascende un uomo con una lancia nella mano destra, nella sinistra un uccello attaccato con le zampe. Questo è l' aspetto della giustizia, della verità, dei corretti giudizi, del compimento della giustizia del popolo e delle persone deboli, del fare il bene per i poveri. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto della Bilancia ascende un uomo nero, diretto verso la sposa e la gioia. Questo è l' aspetto della pace, della gioia, dell'abbondanza e della buona vita. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto della Bilancia ascende un uomo che cavalca un asino, davanti a lui un lupo. Questo è l 'aspetto delle azioni cattive, delle sodomie, dell 'adulterio, dei musici, delle gioie e dei sapori. E questa è la sua forma.

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Nel primo aspetto dello Scorpione ascende un uomo con una lan­ cia nella destra, mentre nella sinistra regge una testa umana. Questo è l ' aspetto della disposizione, della tristezza, della cattiva volontà e dell' inimicizia. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto dello Scorpione ascende un uomo che ca­ valca un cammello, in mano tiene uno scorpione. Questo è l ' aspetto della scienza, della modestia, della disposizione e di chi parla male degli altri. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto dello Scorpione ascende un cavallo e una lepre con lui. Questo è l ' aspetto delle cattive azioni, dei sapori, della vio­ lenza che si compie sulle donne contro la loro volontà. E questa è la sua forma. Nel primo aspetto del Sagittario ascendono tre corpi umani : uno giallo, uno bianco e uno rosso. Questo è l ' aspetto del calore, della liberazione, dei frutti dei campi e degli orti, del sostenere e del sepa­ rare. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto del Sagittario ascende un uomo che conduce delle vacche, davanti a lui una scimmia e un orso. Questo è l ' aspetto della paura, del lamento, del lutto, del dolore, della miseria e dell' in­ quietudine. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto del Sagittario ascende un uomo con un cappello che uccide un 'altra persona. Questo è l ' aspetto dei pensieri malvagi, delle avversità e dei cattivi risultati e della loro facilità e cattive in­ tenzioni, dell' inimicizia, della dispersione e delle azioni malvagie. E questa è la sua forma. Nel primo aspetto del Capricorno ascende un uomo che nella de­ stra tiene una rondine e nella sinistra un 'upupa. Questo è l ' aspetto della letizia, della gioia e del fare affari qua e là con pigrizia, con debolezza e con cattive iniziative. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto del Capricorno ascende un uomo dietro una mezza scimmia. Questo è l ' aspetto della richiesta di cose impossibi­ li e che nessuno può ottenere. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto del Capricorno ascende un uomo con un libro che apre e chiude, davanti a lui la coda di un pesce. Questo è l'aspetto del­ la ricchezza, dell' accumulare denaro e dell' intraprendere e del portare a termine affari che tendono a scopi buoni. E questa è la sua forma. Nel primo aspetto del l 'Acquario ascende un uomo con il capo mozzato che tiene in mano un pavone. Questo è l ' aspetto della mi­ seria, della povertà e dello schiavo. E questa è la sua forma.

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Nel secondo aspetto dell 'Acquario ascende un uomo simile a un re, che ha grande stima di se stesso e disprezza chi vede. Questo è l ' aspetto della bellezza e della posizione, dell' ottenere ciò che si desidera, del compimento, della perdita e della debolezza. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto dell 'Acquario ascende un uomo con il capo mozzato in compagnia di una vecchia. Questo è l ' aspetto dell 'ab­ bondanza, del compimento della volontà e del confronto. E questa è la sua forma. Nel primo aspetto dei Pesci ascende un uomo con due corpi in at­ teggiamento di salutare con le mani. E questo è l ' aspetto della pace e dell'umiltà, della debolezza, dei molti itinerari, della miseria, della ricerca di ricchezze, del cibo del povero. E questa è la sua forma. Nel secondo aspetto dei Pesci ascende un uomo bicefalo, con i piedi in alto e cibi in mano. Questo è l ' aspetto del grande valore e della volontà forte nelle cose elevate, pesanti e di valore, e del pen­ siero. E questa è la sua forma. Nel terzo aspetto dei Pesci ascende un uomo triste e con cattivi pensieri, che riflette a inganni e tradimenti; davanti a lui una donna e un asino che le sale sopra, in mano un uccello. Questo è l ' aspetto degli innalzamenti e dei convegni con donne molto desiderose, della pace e del riposo dalla ricerca. E questa è la sua forma. E sappi che questi aspetti sono segretissimi e anche molto utili e possono essere compresi solo da coloro che hanno molto studiato l ' astronomia e che ne hanno buona conoscenza, profonda e sottile, capace di astrarne i fondamenti e i principi sottili e profondi. Cioè che un pianeta può impedire gli effetti di un altro pianeta; e i l potere di un termine è più forte del potere di un aspetto, e il potere di un aspetto è più forte del potere di una casa. E, tra gli elementi naturali, uno si sostituisce all ' altro, come l'acqua che estingue i l calore del fuoco e il fuoco che toglie freddezza all ' acqua, e l ' acqua che mitiga la secchezza della terra e inumidisce la terra che asciuga l ' umidi­ tà dell'acqua. Cioè : quando gli elementi naturali si uniscono uno all ' altro e sono puri, il più forte vince e prevale. E se gli elementi naturali più deboli si trovano uniti insieme l ' uno all ' altro, possono vincere quelli più forti. E se saranno equivalenti nei loro poteri e in­ flussi, la loro azione e il loro influsso sarà un misto delle loro rispet­ tive nature. E se un elemento sarà molto abbondante e lontano dal luogo che gli è proprio, la sua perfezione diminuisce e sarà dannosa,

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come avviene quando la salute, giunta al massimo grado, genera la malattia, e quando un frutto che è giunto a maturazione si deve raccogliere e staccare dall' albero, e come quando una piccola serpe ammazza e uccide grandi serpi e quando vermi piccoli e minuti se si riuniscono insieme uccidono la serpe, soprattutto quando sono più deboli e meno forti nelle loro singole nature. Perciò fai molta attenzione a quanto abbiamo detto. Le proprietà di questi aspetti sono affinché osservi ciò che necessariamente bisogna osservare in ciascun pianeta in rapporto alle azioni e alla materia. Ma quando rappresenterai qualcuna delle figure che abbiamo detto sopra secon­ do gli aspetti che abbiamo descritto, fallo in un corpo adatto al pia­ neta dominante nello stesso aspetto; allora l ' operazione sarà come abbiamo detto - cioè, se facciamo quella figura mentre il pianeta stesso si trova in quell'aspetto, allora quell ' operazione giungerà a compimento e si manifesterà nel mondo. E se, allo stesso tempo; accadesse che il Sole si trova nell ' ascendente all ' ora di quel pianeta o unisce i propri effetti a quelli che tu vuoi, allora quell 'operazione sarà più stabile e più forte. E considerando le cose che abbiamo detto stai attento a che nessun pianeta capace di vincere quella na­ tura si trovi con il Sole. Ma se hai compreso tutti gli insegnamenti precedenti, potrai produrre e rendere efficaci i talismani degli aspetti che abbiamo nominato.

CAPITOLO DODICESIMO LE FIGURE E I GRADI DEI SEGNI ZODIACALI E I LORO INFLUS SI SECONDO L' OPINIONE DEGLI INDIANI, IN CHE MODO SI PROCEDE NELLO STUDIO DI QUESTA SCIENZA, DI QUALE TIPO SONO GLI INFLUSSI CHE SI TRAGGONO DAI CORPI SUPERIORI SECONDO LA LORO OPINIONE E CON [LA RIVELAZIONE DI] NOTEVOLI SEGRETI Alcuni sapienti indiani dicono che il fondamento dell'arte magica degli influssi è il grado che chiamano adorugen. E allo stesso modo chiamano adorugen ciascuna delle sue parti, che concedono e attri­ buiscono ai sette pianeti; e il pianeta che è Signore di quella parte chiamano adorugen. E adorugen si trova così : si divide in tre parti uguali in segno ascendente, la prima si attribuisce al Signore dell 'a­ scendente stesso, la seconda al Signore della quinta casa e la terza al Signore della nona casa; e questo perché gli ascendenti quinto e nono sono disposti in trigono tra loro. Le operazioni dell 'arte magi­ ca per mezzo degli aspetti dei segni, secondo l ' opinione dei sapienti abitanti dell ' India, si devono fare come si dice qui di seguito. Prima di tutto cominciamo dall'Ariete. E diciamo che il suo primo aspetto è di Marte, nel quale vengono fatti i talismani affinché coloro per i quali tali talismani vengono composti vincano sempre e raggiun­ gano il loro scopo nelle battaglie e nelle controversie, e non siano mai sottomessi; in questo aspetto si fanno anche talismani per impedire la lattazione delle bestie e rovinare il burro [che se ne ricava]. Il secondo aspetto dell 'Ariete è del Sole, e in questo aspetto si fanno talismani a favore di re e signori, per guadagnarsi il loro affet­ to e per allontanare da loro dispiaceri. Il terzo aspetto è di Giove; in questo aspetto si fanno talismani per funzionari, vicari, giudici e in favore di prelati al fine di mettere tra loro pace e serenità e per riappacificarli nella discordia. Il primo aspetto del Toro è di Venere, in esso fanno talismani mettendo amore tra marito e moglie.

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Il secondo aspetto è di Mercurio, e in questo aspetto si fa un ta­ lismano per riportare l ' amicizia e per legare la volontà e mettere in disaccordo le donne. Il terzo aspetto è di Saturno, nel quale si fa un talismano per far sì che un uomo non possa più congiungersi con una donna, e, per contro, far ammalare le donne e per separare uomini e donne. Il primo aspetto dei Gemelli è di Mercurio, nel quale si fanno talismani per danneggiare i sensi e l ' intelletto. La seconda è di Venere, e in essa si fanno talismani perché gli assenti compaiano e i fuggitivi facciano ritorno. La terza è di Saturno, in essa si fanno talismani perché si sparli di chiunque tu voglia e questi venga ridotto ali ' infamia. Il primo aspetto del Cancro è della Luna, nel quale si fanno ta­ lismani per provocare nubi e tempeste quando sono necessari e per ricondurre l' assente sia per terra che per mare. Il secondo aspetto è di Marte, in esso si fa un talismano per impe­ dire i danni provocati da pioggia e neve, per allontanare serpenti e bestie feroci che infestano sia il mare che la terra. Il terzo aspetto è di Giove, in esso si fa un talismano per scongiu­ rare i pericoli del mare. Il primo aspetto del Leone è del Sole, in questo aspetto si fa un talismano per conquistare l' affetto e la benevolenza dei signori, e perché i lupi, gli orsi e le bestie feroci si radunino nel luogo che tu desideri. Il secondo aspetto è di Giove, e in quest'aspetto si fa un talisma­ no per scacciare i lupi e gli orsi, affinché non possano nuocere ai greggi. Il terzo aspetto è di Marte, nel quale si fa un talismano per far radunare orsi, lupi e bestie feroci in qualunque città, paese o luogo che desideri. Il primo aspetto della Vergine è di Mercurio, e in esso si fa un ta­ lismano affinché gli scribi abbiano buona sorte e traggano guadagni dai loro affari. Il secondo aspetto è di Saturno, nel quale si fa un talismano per danneggiare strumenti e scrittoi. Il terzo aspetto è di Venere; in esso si fa un talismano per mettere amore tra le mogli e i loro mariti. Il primo aspetto della Bilancia è di Venere, e in esso si fa un tali­ smano per dare pene d'amore a uomini e donne.

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La seconda è di Saturno, in essa si fa un talismano per l ' amore uguale in tutto e per tutto al precedente. La terza è di Mercurio, nella quale si fa un talismano per far ritor­ nare un fuggitivo da qualsiasi luogo si trovi. Il primo aspetto dello scorpione è di Marte, e in questo aspetto si fa un talismano per fare adunare tarantole, serpi e vipere in qualsiasi luogo desideri. Il secondo aspetto è di Giove, nel quale si fa un talismano per scacciare tarantole e serpi da qualunque luogo desideri. Il terzo è della Luna, e in esso si fa un talismano per allontanare ed evitare la pioggia e i danni sia della pioggia stessa che del mare. Il primo aspetto del Sagittario è di Giove, nel quale si fanno tali­ smani per permettere amore e benevolenza e stringere alleanze. Il secondo è di Marte, nel quale si fanno talismani per affliggere e far ammalare chi vuoi. Il terzo è del Sole, in questo si fa un talismano per acquisire l ' a­ more e la grazia dei re e delle persone importanti . Il primo aspetto del Capricorno è di Saturno, nel quale si fanno talismani utili alla caccia di uccelli e animali e affinché gli armenti producano più latte. Il secondo aspetto è di Venere, e in questo aspetto si fanno tali­ smani per far aumentare la produzione di latte alle capre, per favo­ rire e moltiplicare le api nei loro alveari e per richiamare gli uccelli nel luogo che tu desideri. Il terzo aspetto è di Mercurio, nel quale si fanno talismani per rovinare tutto quanto in precedenza si era favorito. Il primo aspetto dell'Acquario è di Saturno, e in esso si fanno talismani per l ' amore e l ' amicizia, affinché anziani e maggiorenti e servi si avvicinino e per rinvenire e acquisire tesori. Il secondo aspetto è di Mercurio e in esso si fanno talismani per l ' amore e l ' amicizia tra giovani. Il terzo è di Venere, e in esso si fanno talismani che favoriscano l ' amicizia e la benevolenza delle donne. Il primo aspetto dei Pesci è di Giove, e in questo aspetto si fa un talismano per la pesca e per fare buoni viaggi per mare. Il secondo è della Luna, e in quest' aspetto si fa un talismano pro­ pizio agli alberi e ai frutti e per provocare la pioggia quando è ne­ cessaria e per fare radunare i pesci nel luogo che desideri tanto in un fiume che nel mare.

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Il terzo è di Marte, in questo aspetto si fanno talismani per fare buoni viaggi nelle azioni militari e per cacciare uccelli e animali. Tutti questi aspetti gli Indiani li chiamano adorugen. Invece Ermete Trismegisto nel libro De ymaginibus ad ca/co/um [Lo studio dei talismani] ci ha detto dove porre tutti i talismani e a quale parte del corpo umano ciascuno è più adatto e sotto quale segno ciascun talismano va costruito: prendi oro puro e fai un sigil­ lo sul quale inciderai la figura di un leone, mentre il Sole si trova nel primo o nel secondo aspetto del Leone e nel l ' angolo orientale o meridionale; e che la Luna non sia nella sua casa, e il Signore dell' ascendente non guardi Saturno o Marte e nemmeno si allontani da essi. E questo sigillo si leghi ai lombi o vicino alle reni. Ho speri­ mentato che chi lo ha tenuto con sé poi non ha più avuto sofferenze. Ho visto anche un certo medico che operava con un sigillo di olivo, o anche di cera; e tale sigillo dava da bere al paziente che subito stava bene. Io stesso feci sigillare grumi di sangue di capro secondo questo criterio, e agivano in modo meraviglioso. E altrettanto acca­ de per altre malattie del corpo umano secondo modalità e forme e per i rapporti tra i pianeti . Ariete. La sua forma è eretta e senza lingua. E le sue proprietà sono relative a tutte le malattie della testa. Tuttavia, a chi è nato mentre il Sole si trovava nel primo o nel terzo o nel quinto grado dell'Ariete, questa figura non giova se non quando la Luna è cre­ scente nel suo splendore. E queste siano le condizioni della figura: Marte e Saturno siano in linea retta, Giove non si trovi in Acquario e Venere non sia in Vergine perché è la casa della depressione, e Mer­ curio non sia in Toro; e farai questa figura dal primo grado del ! ' A­ riete fino al quinto del primo aspetto, e non sia nel secondo aspetto (infatti alcuni dicono che il secondo aspetto riguarda gli occhi e il terzo le orecchie, per cui bisogna tenere in debita considerazione il grado); e che il Sole o Giove sia completamente sulla terra; e si faccia nell' ora del Sole. Altri dicono che è bene farlo nel giorno e nell'ora di Giove. E sia fatto d ' oro o d'argento e del peso di sette grani di frumento di media grandezza. Ed è cosa certa. Toro. La sua forma è preposta al fegato e a tutte le malattie che lo riguardano. Si faccia nel primo aspetto dal primo grado al nono. Saturno non si trovi in Pesci né la Luna in Scorpione, e sia Marte diretto; [tale segno] produce anche molti cambiamenti. Fatelo nel giorno e nell' ora del Sole; e il Sole non si trovi sotto la terra. E

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non fatelo nel secondo aspetto; infatti alcuni dicono che il secondo aspetto riguarda le malattie della bile, e il terzo le infermità della trachea. E la sua forma sia quella di un bue: la sua coda sia grande, la bocca piccola, gli occhi grandi. E sia fatto di rame rosso. Gemelli. La sua forma presiede la milza e sopra tutte le sue in­ fermità. Si faccia dal primo grado fino al decimo. Il Sole sia sulla terra; e se Giove si troverà in Gemelli sarà meglio perché la milza si riduce. I Gemelli sono due corpi contorti a forma di due uomini fino all ' ombelico, mentre dal l ' ombelico in giù è un unico corpo; e in una mano tiene un bastone. Sia fatto d 'argento nel giorno e nell' ora del Sole nel primo aspetto; nel secondo o nel terzo si produrrebbero infatti danni alle altre membra del corpo. Cancro. La sua forma presiede a tutte le infermità del ventre. Si faccia nel primo aspetto dal primo grado fino al quinto; il secondo aspetto non è confacente a questa malattia, mentre presiede alle in­ fermità dell' ultimo tratto dell' intestino. Fai attenzione che Saturno e Giove non siano retrogradi; Marte sia in Toro e la Luna crescente nella sua intensità luminosa, il Sole sia calante (cioè dopo mezzo­ giorno), e il Leone sia sulla terra. E si faccia solo nel giorno del Sole, solo dalla prima ora fino all ' ottava o nella prima e nell ' ottava. Sia fatto d' oro o d'argento. E la sua forma sia quella del granchio. E il Capricorno non si deve trovare nella casa media (secondo l' opinio­ ne di un maestro di questa dottrina la casa media è la sesta o l 'otta­ va). Il Toro non si trovi nella quarta casa. Rispetta queste condizioni poiché sono tutte necessarie. E sia posta sopra il dolore provocato da una colica. E sarebbe cosa buona se ciò si potesse fare nella notte del Sole e nella sua ora. Leone. La sua forma è preposta al rene destro e a tutte le infermità dei reni. Sia fatto a forma di Leone senza la lingua; ritto e non con­ torto. E si faccia nel giorno e nell' ora del Sole, dal primo grado fino al decimo del primo aspetto. Marte sia diretto; la cosa migliore è che Saturno e Giove si trovino in questo segno [Leone] . E se la Luna sarà nel Leone, allora sia crescente. E se si troverà in altri segni, non temiamola, a meno che non sia nella quarta, quinta o sesta casa. E nemmeno Saturno sia nell ' ottava casa. Sia fatta d 'oro o d'argento, e scolpita o incisa con un solo colpo. Il tempo non sia nuvoloso e il Sole non sia a più di cinque gradi e mezzo sopra l ' orizzonte; e il Sole sia sulla terra. Il secondo aspetto è preposto ad allontanare ogni malattia provocata da Mercurio e dalla Luna, e il terzo è preposto

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al costato che è sopra le reni; ed è provato. Alcuni dicono che se si incide nella resina, col Sole nel Leone, e viene messo in infusione nel vino per il tempo necessario di dieci giorni, e tutto viene bevuto, cura tutte le malattie del rene destro per tutto quell ' anno. Vergine. La sua forma è quella di una donna vestita che cavalca un leone, con in mano un bastone o un ferro. È preposta a tutte le infermità del rene sinistro e a tutte le persone sopra i cinque anni . E ci sono molte altre condizioni nel Libro dei talismani, ma qui parlerò solo di quelle più necessarie. Saturno, Giove e Marte siano retrogradi, la Luna non si trovi nella quinta casa e nemmeno il Sole nell' ottava, né Giove nell 'Acquario, né Satumo nel Leone né Alde­ baran sotto la terra, né Algamidirus si trovi con la Luna o in aspetto con essa, né Satumo e Marte siano contrari (cioè in opposizione) né Giove nel Medio cielo. E si faccia mentre il Sole si trova tra il primo e il quinto grado del primo aspetto. E sia di forma umana che cavalca un leone. E otterrai con ciò grandi risultati; e in questo con­ cordano i sapienti indiani che di questo sono esperti. Sia d' argento o d' oro e fatta nell' ora e nel giorno del Sole, e non cambiare niente di quanto detto, e fai attenzione ai numeri. Bilancia. La sua figura è posta a salvaguardia di tutte le infermità dello stomaco. E sia fatta nel primo aspetto dal primo grado fino al decimo. E Venere non sia retrograda né Giove in Bilancia, e il Sole sia sopra la terra; e sia fatto nel giorno di Giove, dalla prima ora fino alla quinta. Sia fatta d ' oro o d' argento del peso di sette grani di frumento di media grandezza. I sapienti abitanti dell'India non cambiano consuetudini, ma lo fanno nel giorno e nell ' ora del Sole; e hanno provato che non può essere fatta in un giorno nuvoloso . E se potrai farlo quando il Sole attraversa la figura stessa, nulla potrà essere più favorevole, così come ha scritto Enoch; e questo è provato. E si dice che la figura della Bilancia deve essere un uomo che sale o che avanza eretto, e tra le sue mani tiene sospesa una bi­ lancia, e sulla sua testa sta un uccello mezzo bianco e mezzo nero. E scrissero gli abitanti del Sud che la Luna non deve essere calante nel suo splendore. Se sarà in B ilancia, fai molta attenzione al nume­ ro e alla forma; e ciò è provato. Chi ha provato [tale figura] , trova che essa sia migliore nel primo grado; e secondo la loro opinione questo avviene quando Giove si trova sopra la terra e [la figura] viene fatta di giorno, e si è rivelata migliore quando viene scolpita piuttosto che stampata.

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Scorpione. Alcuni considerano la sua forma quella di un corvo e altri invece quella di una persona che tiene in mano un corvo; e que­ sto sostengono sulla base della propria esperienza. Sovrintende alle infermità dell' intestino superfluo [appendice] . E sia Luna crescente di intensità luminosa; si faccia nel giorno e nell 'ora del Sole; il Sole sia sulla terra; e nel primo aspetto; il tempo non sia nuvoloso. Invece gli abitanti dell 'India dicono che Saturno deve trovarsi sopra la terra. E si faccia nel primo aspetto, dal primo grado fino all ' undicesimo. Sagittario. La sua forma è quella di un uomo che sta scagliando frecce con l ' arco . Enoch dice che esso sale chinato e col capo pie­ gato; e nella mano sinistra tiene un uccello. E sovrintende a tutte le infermità della mano destra; e [Enoch] la consiglia fortemente contro l ' amnesia perché è buona per allontanare tutte le infermità di Saturno, di Marte e di Venere. E non sia Saturno retrogrado; né Marte si trovi nella dodicesima casa, né Giove nella quarta; e il Sole sia sopra la terra; il tempo non sia nuvoloso. Sia fatto d ' oro o d ' ar­ gento nel primo aspetto, dal primo grado fino al quinto, nel giorno e nell' ora del Sole. Capricorno. La sua forma sia quella di usignolo di colore chia­ ro; e nella metà del ventre sia nero. Ed è preposto alla salvaguardia della mano sinistra e all ' espulsione dei malanni provocati da Mer­ curio e dalla Luna. E Mercurio non sia retrogrado e sia sulla terra, e Saturno sotto la terra e Venere sopra la terra a oriente, come dice Enoch. Gli Indiani dicono ancora che è opportuno farlo nel giorno e nell ' ora del Sole, ovvero nel giorno di Mercurio e nell ' ora del Sole; tuttavia non è buona come quella [precedente] . E si faccia nel primo aspetto dal primo grado fino al decimo. Alcuni gli attri­ buiscono proprietà sul riso e sul pianto (cioè contro il riso e contro il pianto), altri lo ritengono capace della virtù di volgere un uomo da irato a compiacente. Acquario. La sua forma è quella di una persona con due orci. Ed è posto a salvaguardia delle infermità del piede destro. E Saturno, Giove e Marte non siano retrogradi, e la Luna sia sopra la terra e [in­ vece] Venere stia sotto terra. Alcuni a questa figura attribuiscono po­ tere sulle infermità dei piedi. Si faccia nel primo aspetto dal primo grado fino al quarto. Serve ad allontanare tutti i cattivi pensieri del cuore. Altri lo ritengono capace di allietare. E si faccia nel giorno e nel l ' ora del Sole. Giove non sia arso dal Sole, e il Sole non sia più alto di Giove; e Saturno sia nel grado del l ' ascendente.

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Pesci. La sua forma è preposta a tutte le infermità del piede sini­ stro. Si faccia quando la Luna si trova nel Medio Cielo; Marte non si trovi nel Medio Cielo, Giove non sia retrogrado; e il Sole sia sopra la terra; il tempo non sia nuvoloso. E si faccia in tutto il primo aspet­ to; tuttavia il secondo aspetto ha potere sulle tibie, e il terzo sulle cosce. E alcuni attribuiscono a questo terzo aspetto potere contro la crudeltà degli uomini, come hanno provato gli Indiani. Si faccia d' oro e non di altro metallo. Alcuni dicono che vanno bene anche lo stagno e la resina. E si faccia di giorno. Queste forme sopra citate sono tratte dal libro degli studi [sui talismani] di Ermete. E un tale grande sapiente Indiano dice che l ' infusione [ai talisma­ ni] delle virtù delle stelle fisse si può compiere solamente con l ' or­ dine, la purezza, la ricerca, la valorizzazione della volontà, perché le virtù dei corpi superiori sono forme e forze di quelle inferiori, e le forme inferiori sono come la materia per le virtù di quelle superiori, sono collegate vicendevolmente per cui una attrae l ' altra. E questo perché le loro materie corporee sono di una sostanza unica, così come le loro sostanze spirituali. Alcuni tra i loro sapienti [dell' India] , sostengono che le virtù e i poteri sono opere di Dio, che le ha poste nel mondo sopra le sue creature con indulgenza e pietà; e questi stessi sapienti hanno scritto molti libri su queste cose, e tutti hanno parlato dell' inge­ gno e dell ' acutezza del l' intelletto. E quando desiderano pervenire e giungere al grado più alto che le leggi [di questa scienza] hanno stabilito, prima di tutto si puniscono nel corpo e si purificano da ogni impurità. E ciò lo cominciavano nella prima ora del giorno di domenica, che sono il giorno e l ' ora propri attribuiti al Sole, e digiunavano per quaranta giorni senza mangiare carne, cibandosi di quanto offre la terra e cioè di semi ed erbe. E diminuivano ogni giorno i loro cibi fino al quarantesimo giorno; e quello che man­ giavano nel l ' ultimo dei quaranta giorni, era la quarantesima parte di quanto avevano mangiato il primo [giorno] . E durante il predet­ to digiuno si servivano di rimedi che facevano perdere il desiderio di mangiare e di bere, e in nessuna opportunità [di rispettare que­ sti precetti] venivano meno. E quando facevano come sopra detto trovavano in sé stessi la sottigliezza e l ' acutezza dell ' intelletto, e comprendevano tutto quanto volevano, rafforzavano e aumenta­ vano la loro volontà e sensibilità; e diminuivano la componente materiale e le pesantezze che erano in loro, e [così] si manifestava

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in loro l ' acutezza e l ' ingegno, e apparivano il gusto e il desiderio di ascendere a un mondo più alto e al luogo da cui proviene lo spirito; e disprezzavano i sapori, gli ozi e i piaceri del mondo. E quando questo facevano, allora potevano ottenere virtù e poteri dal cielo; infatti dicevano e facevano cose meravigliose, e vedevano nel passato e nel futuro, venendo a conoscenza [così] delle loro vite, e possedevano il potere di stabilire le leggi a loro piacimento; e gli spiriti delle stelle obbedivano a loro . E in questo libro sono contenuti grandi segreti che chiamano verità delle cose, dai quali si perviene alla conoscenza del Dio alto, fautore e creatore stesso di tutto. E affermano che tutte le cose che facevano non erano altro che per conoscere Dio stesso e conoscere la sua unità e per essere i lluminati dalla sua luce. E ciò di cui abbiamo in precedenza par­ lato lo abbiamo detto solo per mostrare i loro principi e l ' insieme degli effetti e le regole che hanno stabilito con le loro leggi. E le meraviglie che hanno compiuto sono tante che, se volessimo raccontarle tutte, sarebbe difficile sia per chi ascolta sia per chi scri­ ve, e questa nostra opera risulterebbe troppo lunga e prolissa, inoltre andremmo oltre il nostro proposito. Perciò torniamo a quello che ci siamo prefissi tralasciando questi fatti. Dico che il sapiente Alraze ha scritto un libro di magia, in cui ha trattato una costellazione da lui stesso sperimentata, che è que­ sta. In tutte le operazioni magiche rivolte all ' amore, all ' amicizia e all ' unione che ci accingiamo a compiere, dobbiamo guardare che la Luna sia in congiunzione con Venere o che sia in aspetto con essa nel segno dei Pesci, o che la Luna stessa si trovi nei Pesci in aspetto con Venere nel segno del Toro; se rispettiamo queste rego­ le su questa costellazione, otterremo meravigliosamente il nostro scopo e porteremo a compimento ciò che volevamo ottenere. E quando vorremo compiere operazioni volte al male di qualsiasi tipo, dobbiamo fare attenzione a che la Luna si trovi in Cancro o in Bilancia, rivolta verso Marte o in congiunzione con esso mentre si trova nell ' ascendente o nella settima casa; e quello che abbiamo chiesto si compirà nel male. E in tutte le operazioni tramite cui vogliamo far scorrere il sangue [ . . . ] poniamo la Luna in un segno d ' acqua. E quando operiamo per la discordia e l ' inimicizia mettia­ mo la Luna in Ariete o in Cancro rivolta verso Saturno dal quarto aspetto o in congiunzione con esso. E nelle operazioni volte a far tacere le malelingue mettiamo la Luna sotto i raggi del Sole, e le

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nostre operazioni siano compiute di notte . E in tutte le operazioni volte ai re, ai signori e agli uomini importanti, poniamo la Luna rivolta verso il Sole, mentre questo si trova nel proprio domicilio, ovvero in esaltazione, come pure nel Medio Cielo; e se si veri­ ficheranno queste condizioni, la nostra richiesta sarà soddisfatta. E in tutte le operazioni che riguardano prelati, giudici, governan­ ti e persone che hanno a che fare con le leggi, poniamo la Luna rivolta verso Giove nei Pesci o in Sagittario mentre si trova nel Medio Cielo, e i loro affari ne trarranno vantaggio e giungeranno a compimento. E in tutte le operazioni che riguardano controversie, scribi, servitori di re e amministratori del loro reddito, poniamo la Luna rivolta verso Mercurio, mentre Mercurio stesso si trova nei Gemelli o nella Vergine e la Luna è piena nel suo splendore; allora l ' affare potrà andare a buon fine . Ricorda che la quadratura della Luna con gli altri pianeti è l ' a­ spetto che si presenta con maggior frequenza in natura; e ciò av­ viene quando si trova in uno dei quattro angoli, tra cui il più forte è l ' angolo del Medio Cielo. E così, nelle operazioni per la buona sorte tutti i pianeti siano favorevoli [alla Luna] , mentre nessun rapporto con i favori [dei pianeti] deve avere nelle operazioni volte al male, anzi si rapporterà solo con gli aspetti negativi. Se vorrai compiere operazioni volte al male, fai [quindi] attenzione che questi aspetti negativi siano in relazione con la Luna, perché dalle predette virtù e poteri di Satumo e Marte gli influssi traggono forza e potere per operazioni di questo tipo. Allo stesso modo sappi che il rapporto della Luna con i pia­ neti è più forte quando la Luna si trova a oriente rispetto al Sole ovvero davanti a esso, e non quando si troverà dietro [il Sole] . L' aspetto della Luna col Sole chiamato trigono o sestile è positivo in ogni genere di operazione elevata, come la ricerca di tesori , [procurare] grandi ricchezze, regni, onori e vittoria. E se nelle predette operazioni la Luna si trova nella decima casa, l ' influsso sarà migliore e molto più forte nel compimento del suo influsso, il che non accadrebbe qualora la Luna si trovasse nella quarta o settima casa: [la Luna] , priva di intensità luminosa o bruciata dal Sole, nemmeno sarebbe utile per realizzare le predette opere. La Luna in trigono o in sestile con Venere, in quadrato o in opposi­ zione, è idonea a ottenere ogni tipo di effetto, e così non è quando [la Luna] è sotto l ' influsso di Giove che è favorevole e più forte

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per tutte le operazioni, tranne che i n quelle volte alla realizza­ zione di amore e amicizia durevole di donne e cose simili, che in questi aspetti Venere è più favorevole e più forte perché in tutte le cose dette sono proprie di Venere, soprattutto quando si trova in trigono e la Luna in un segno di terra o di acqua. E se capitasse che la Luna si trovasse in un segno di fuoco o di aria, allora anche l ' ascendente appartenga a questi [elementi] . E i l sapiente Alraze già citato, che ha parlato d i queste cose, era un uomo degno di fede in queste scienze, perché era un sapiente, un indagatore delle scienze e uno sperimentatore, che molto ha stu­ diato nei libri degli antichi. Ma Geber Abnehayen, grande saggio che ha scritto molti libri, come ad esempio il libro intitolato Librum secretorum magice [Libro dei segreti della magia] , e un altro Liber magnus diviso in ottanta libri, e un altro ancora che ha intitolato Librum clavium in figuris graduum suisque effectibus et iudiciis [Libro delle chiavi sulle .figure dei gradi e dei loro influssi e prono­ stici] , e un altro [chiamato] In Astrolabio nel quale descrisse tutte le operazioni che si possono compiere con l ' utilizzo dell' astrolabio, che ha diviso in mille capitoli nei quali ha parlato di molte opera­ zione e meravigliose proprietà [dell ' astrolabio] di cui nessuno ave­ va mai detto, e ancora un altro libro chiamato Librum completum magice [Libro completo della magia] , compilato utilizzando i motti e le sentenze di tutti i sapienti di ogni scienza e altre cose mirabili che sono sempre state occultate dai sapienti. Egli stesso prestava attenzione alla scienza dei talismani e agli influssi delle figure ce­ lesti, ai poteri dei pianeti e alle opere della natura; questo saggio ha scritto tutto quanto abbiamo detto, e ha ricavato il movimento e gli influssi del Sole attraverso il calcolo aritmetico. Giustamente questi viene definito sapiente e nella mia arte ho utilizzato i suoi insegna­ menti e mi sono posto come discepolo suo, sebbene fossimo lontani nel tempo. E prego Dio che gli conceda vita eterna, e lo elevi in compagnia delle anime sante. Ma il grande e saggio Platone scrisse due libri sulla magia, ovve­ ro il Maggiore e il Minore. Nel Maggiore parlò degli effetti propri delle figure del cielo; effetti di cui disse cose meravigliose, come ad esempio l 'andare sopra le acque, riuscire a trasformarsi in qualsivo­ glia animale o prendere sembianze sconosciute in un certo tempo, provocare temporali allorché non dovrebbe piovere e viceversa, far correre le stelle e fare cadere i raggi celesti fuori del tempo debi-

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to, distruggere tra le fiamme città nemiche o navi poste in mare e in qualsivoglia luogo, anche il più lontano, ascendere in cielo, fare apparire stelle di giorno, in tutto e per tutto uguali agli astri celesti, proprio come se dovessero cadere dal cielo, o parlare con i morti, far sorgere il sole e la luna, qua e là, in più parti, fare in modo che funi e aste sembrino serpenti e draghi che divorano tutto ciò che è posto loro innanzi, e, con il solo movimento degli occhi, potersi inoltrare in grandi e piccoli viaggi . Tutto quanto detto fino a qui accade per mezzo delle potenze e delle virtù dei talismani e per l ' attrazione delle forze degli spiriti, che è tale da rendere i talismani obbedienti al nostro volere, nonché per la composizione di quelle stesse forze con le immagini dei corpi formati dalla materia propria di questo mondo inferiore. Perciò da questi insegnamenti sorgeranno forze spirituali capaci di muovere ogni corpo; moti con i quali possono essere prodotti effetti mirabili, nonché opere sconosciute agli uo­ mini e rientranti piuttosto nella categoria dei miracoli. Per questo i libri scritti dal medesimo sapiente sono pieni di citazioni di tali­ smani e di esortazioni alla conoscenza di questi ultimi e delle loro proprietà e dei loro effetti, in modo tale che seguiamo, in ogni modo possibile, il sentiero che ci permette di attingere a quei loro poteri. Ed è questo ciò che dice Pitagora in relazione alle figure del cielo: che sono esempi, per queste, altre figure del mondo. Dice ancora che nel mondo superiore v'è una materia duratura e spirituale, che il senso non può percepire. Geber Abnehajen scrisse un volume su questa scienza; volume che una volta completato intitolò "Libro", nel quale spiegò quale sia l ' animale razionale e quale l ' irrazionale. Perciò quel che intese in questo libro per "ragione naturale" fu so­ stanzialmente "ciò che si fa simile agli effetti della natura", mentre Platone disse quel che disse, al contrario, in relazione alle ragioni del cielo, alle potenze e agli effetti di quelle figure spirituali compo­ ste di materia naturale. In questo nostro libro, se Dio vorrà, parlere­ mo di tutte queste cose, degli effetti delle figure del cielo, quando ci parrà opportuno e comunque assieme a quanto abbiamo rinvenuto nei libri dei sapienti e secondo quei principi che ho sperimentato, ai nostri giorni, come propri di quelle immagini, ascendenti e pianeti. Ma questo nostro secondo libro, per ora termina qui. Fine del secondo libro di Picatrix il Saggio.

Formae Martis et Solis (part.), da: MS 793 Krakow, Biblioteka Jagiellonska

LIBRO III

Comincia qui il terzo libro di Picatrix, nel quale si tratta delle pro­ prietà dei pianeti e dei segni; esso mostra le loro forme e figure nel colore loro appropriato; mostra come si possa parlare con gli spiriti dei pianeti, e molte altre cose riguardanti la negromanzia. Capitolo I. Sulle parti dei pianeti presenti nelle piante, negli animali e nei metalli. Capitolo II. Sulle parti dei segni presenti nelle tre realtà suddette, ossia piante, animali, metalli. Capitolo III. Sulle figure, disegni, vestimenti, suffumigazioni dei pianeti, nonché sui disegni delle facce dei segni. Capitolo IV. Quali segreti non possono essere compresi se non da coloro che sono esperti in questa scienza. Capitolo V. Sulla dimostrazione dell'unica virtù, propriamente det­ ta, presente negli animali, e delle nozioni notabili necessarie in questa scienza, nonché del metodo per trarre a sé gli spiriti plane­ tari attraverso disegni e suffumigazioni. Capitolo VI. Sull' arte di attrarre gli spiriti dei pianeti mediante mezzi naturali; quale ne sia l ' immagine e che genere di virtù possegga. Capitolo VII . Sull' attrazione della virtù dei pianeti e in quale modo possiamo parlare con essi; come si dividono gli effetti per pianeti, figure, sacrifici, orazioni, suffumigazioni, proposizioni, lo stato del ciclo necessario a qualsivoglia pianeta. Capitolo VIII. Sul tenore delle orazioni con le quali i Nettuni pre­ gavano il sole e Saturno, e in quale modo parlavano con essi e traevano a sé gli spiriti e gli effetti di quelli. Capitolo IX. Sul modo di attrarre le forze di qualsivoglia pianeta in modo separato e di nominare gli spiriti di quelle forze secondo le loro parti, nonché sul modo di operare le stesse denominazioni. Capitolo X. Sulla dimostrazione del compimento degli spiriti dei pianeti e del modo di scongiurare i danni di opere, effetti, mira-

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coli, negromanzia, e alimenti, suffumigazioni, e unguenti, profu­ mi di cui si deve valere l' operatore degli spiriti dei pianeti ; sugli effetti propri dei pianeti e sulle opere che non possono essere compiute se non con lo sguardo. Capitolo XI. Sugli effetti delle immagini su cose diverse, nonché sulle alterazioni della vista, affinché le cose appaiano diversa­ mente da quel che effettivamente sono, e sul modo di dormire, vegliare, formare sostanze tossiche e loro rimedi. Capitolo XII. Sulle regole necessarie in questa scienza.

CAPITOLO PRIMO SULLE PARTI DEI PIANETI PRESENTI IN PIANTE, ANIMALI E METALLI

Dopo aver parlato nel libro precedente delle immagini e delle figure del cielo e delle altre realtà in esso presenti, spieghiamo ora perché le figure o gli aspetti di questo mondo siano assimilabili alle figure celesti che loro somigliano. Sappi che a seconda del tragitto tracciato dal sole nel ciclo dei segni da luogo a luogo, i suoi effet­ ti si diversificano, come accade anche a causa della diversità dei pianeti e delle stelle fisse. Perciò, quando vogliamo porre in esse­ re una qualche operazione magica, dobbiamo fare attenzione che il tempo sia propizio, badando alle figure celesti come parametro di riferimento per ciò che si deve fare; allora certo sarà portato a compimento ciò che intendiamo eseguire, grazie alla natura e alla somiglianza degli enti terrestri con quelli celesti e alla precisa corri­ spondenza delle due nature, quella terrestre e quella celeste. In quel­ la terrestre si infonde la virtù celeste e in essa il moto e l ' alterazione spirituale è massima, secondo le aspettative. Per questo l' opera delle immagini è di duplice sostanza, quella propria della virtù del cielo e quella caratterizzata dalla virtù naturale della terra. E quanto ab­ biamo intenzione di dire in questo terzo libro sui simulacri della negromanzia, ebbene ciò segue in toto la scienza dei simulacri e i loro eccelsi usi. Qui narrerò in modo particolareggiato gli effetti e le potenze presenti in ciascun pianeta, separandoli in modo correla­ to agli effetti è alle proprietà della negromanzia. Parlerò dapprima di Saturno. Esso è l ' origine della virtù ritentiva. Ha influenza nelle scienze profonde e in quelle relative al diritto, nell ' esperire cause e nelle motivazioni e negli effetti di ciascuna cosa, nell'eloquio pre­ gnante, nella conoscenza delle proprietà e dei segreti più profondi. Fra gli idiomi influenza l 'Ebraico e il Caldeo; fra le membra esterne, presiede all 'orecchio destro; fra quelle interne alla milza, che è fonte dell 'umore nero, collante di tutte le membra; fra le leggi presiede quella giudaica; fra i vestiti tutti quelli di colore nero; fra i lavori, il coltivare la terra, l ' arare, lo scavare, l ' estrarre e il lavorare i minerali

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e le arti edili; fra i sapori, incide su quei cibi che l 'hanno cattivo; in relazione ai luoghi, esplica effetti sui monti neri, sui fiumi oscuri, sui pozzi profondi, sui fossati e sui luoghi isolati; fra le pietre, l ' o­ nice e tutte quelle di colore nero; fra i metalli, il piombo, il ferro e tutti quelli che abbiano per caratteristica il colore nero e l ' odore ripugnante; tra gli alberi, i sambuchi, le querce, le carrube, le palme, le viti; tra le erbe, il comino, la ruta, la cipolla e tutte le piante che hanno foglie lunghe; tra le spezie, l ' aloè, la mirra e simili, come il ricino e la coloquintide; tra gli aromi, la senna e il benzoino; tra gli animali, i cammelli neri, i porci, le scimmie, gli orsi, i cani e i gatti; tra gli uccelli, tutti quelli che hanno il collo lungo e la voce forte, come la gru, gli struzzi, il corvo; tutti gli animali che nascono sotto­ terra e quelli piccoli, pieni di umori e fetidi. Fra i colori presiede al nero in generale e screziato. Giove è la fonte della virtù accrescitiva. Ha influenza sulle leggi e nella legalità, nelle scienze dei giudizi, nell ' acquisire rapidamente quello che si chiede, nelle riparazioni e nelle conservazioni; difende dalle malattie mortali. Possiede sapienza, filosofia e interpretazioni dei sogni ; fra le lingue quella greca; fra le membra esterne, l ' orec­ chio sinistro; fra quelle interne, il fegato, grazie al quale si rettifi­ cano legami e umori; è signore dell 'unità fra le leggi; fra i vestiti simboleggia quelli bianchi e pregiati. Influenza l ' ordinare e il cor­ reggere i principi che regolano i mestieri da farsi o meno e informa gli scambi onesti; fra i sapori influenza quelli dolci; fra i luoghi gli oratorii e tutti quelli famosi, puliti e sacri; tra le pietre, lo smeraldo e quelle bianche e gialle, come il cristallo, e ogni altra pietra lucida e bianca che abbia un certo qual valore; fra i metalli, lo stagno e l ' os­ sido di zinco; tra le piante noci e avellane, pini, pistacchi e tutti gli alberi da frutto, che abbiano corteccia e frutto, appunto; fra le erbe, la menta bianca e tutte quelle fruttifere che abbiano un buon odore; tra le spezie, lo zafferano, il sandalo giallo, il muschio, la canfora, l ' ambra e il mace; tra gli animali, quelli belli e proporzionati, che si utilizzavano sovente per fare sacrifici, e quelli docili, tranquilli e puliti come i cammelli, gli agnelli, i cervi, le gazzelle; tra gli uccelli, tutti quelli belli e colorati, come i pavoni, i galli, i colombi di mon­ tagna e le quaglie; tra gli animali piccoli quelli utili come i bachi da seta e simili. Tra i colori governa il rossiccio tendente al bianco. Marte è la fonte della virtù attrattiva. Influenza le scienze naturali e la chirurgia, nonché l ' addomesticamento delle bestie; sovrintende

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l ' arte di estrarre i denti, di far salassi e di circoncidere. Fra le lingue influenza quella persiana; fra le membra esterne la narice destra, fra quelle interne il fiele, da cui derivano calore e collera, nonché istinto irascibile e conflitti . Nel campo delle leggi è relazionato agli eretici e all ' interpretazione eterodossa dell ' unica legge; fra i vestiti infor­ ma quelli di lino, oltre alle pelli più svariate e in particolare quelle di lepri e cani; tra i lavori quelli che utilizzano il ferro e il fuoco, quindi armi da guerra e latrocini; tra i sapori, il caldo, il secco e l ' amaro; per quanto riguarda i luoghi fortificati e difendibili, quelli propri delle gesta belliche o nei quali divampano incendi, o altresì quelli ove si verificano decapitazioni di animali o nei quali si ritrovano lupi, orsi e bestie feroci, nonché, da ultimi, i luoghi dei giudizi; e fra le pietre ha influenza sulla corniola (o alaquech) e su tutte le pietre rossastre e oscure; e tra i metalli sul pigmento rosso dell' oro e sullo zolfo, sulla nafta, sul vetro e sul bronzo rosso; tra gli alberi su ogni albero tropicale per sua natura, come l ' albero del pepe, il pino, la scamonea, il comino e il cocindio, l 'albero di colore oro, l'euforbia, la cicuta e gli alberi propizi ad accendere il fuoco; tra le spezie tutte quelle che hanno una complessione cattiva e fatale a tutti coloro che la mangiano, e tutto ciò a causa del forte calore presente in esse; il pianeta ha influenza, tra gli odori, sul sandalo rosso; e tra gli animali sui cammelli rossi e su tutti gli animali che hanno grandi denti rossi e sugli animali selvaggi che sono fonte di danno; e tra i piccoli ani­ mali quelli che fanno male come le vipere, gli scorpioni, le murene e altri animali simili; tra i colori ha fortemente influenza sul rosso. Il Sole è la vera luce del mondo dal quale il mondo è retto, è la pietra che crea la virtù. E ha influenza sulla filosofia, sulle profezie e l 'esposizione dei giudizi. Tra le lingue sulla quella gallica; con Mer­ curio ha influssi sulla lingua greca; tra le parti esterne sugli occhi, tra le parti interne sul cuore, che è dominatore di tutte le parti del corpo e fonte di calore, e dà vita a tutto il corpo; tra le leggi ha influenza su quella dei gentili e sugli oratori degli spiriti planetari; tra i vestiti su quelli preziosi e alti nei quali è posto l ' oro; tra i sapori sui grossi e dolci; e tra i luoghi ha influenza sulle grandi città ricche e povere, nelle quali i re dimorano, e sui luoghi sublimi e preziosi; tra le pietre sul rubino e la iargonza; tra i metalli sull' oro; tra gli alberi su quelli grandi e belli come le alte palme; tra le erbe sullo zafferano e la rosa, e con Saturno ha influssi sul frumento, il grano e le olive; tra le spe­ zie sul legno aloe, il sandalo, la lacca e ogni specie nella sua compo-

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sizione calda e pungente; tra gli odori sul l ' ottimo legno di aloe; tra le bestie ha influenza su quelle preziose e forti come l ' uomo, i tori, i cavalli, i cammelli, gli arieti, le vacche e tutti gli animali grandi che hanno forza e potenza; tra gli uccelli ha influenza su quelli che i re sono soliti tenere, gli astori, i falconi, le aquile e sui pavoni nonché sulle grandi serpi e con Marte ha influenza sugli orsi; tra i colori ha influenza sul rosso legittimo e sul giallo simile all ' oro. Venere è la pietra dei sapori della forza. Ha influenza sulla gram­ matica, sull'arte della misurazione, dei suoni e delle cantilene. Tra le lingue su quella arabica; tra le parti del corpo esterne sulla narice destra, e tra le parti interne ha influenza sul coito e sul defluire del­ lo sperma e sullo stomaco, donde esce la virtù del mangiare e del bere e il sapore; tra le leggi sulla legge dei saraceni; tra i vestiti ha influenza su tutti quelli dipinti; e tra gli insegnamenti su tutti quelli che insegnano a dipingere e a raffigurare, e sulla vendita dell ' aspetto opportunamente profumato, e sul suonare gli strumenti dal bel suo­ no nonché sul cantare, danzare e costruire le corde degli strumenti; tra i sapori tutti quelli dolci che risultano buoni al gusto; fra i luoghi su quelli viziosi, su quelli nei quali gli uomini sono soliti riposare e nei quali danzano, i luoghi di ilarità nei quali si canta e si suona, nonché sui luoghi di signori e signore dal bell'aspetto, ma non sui luoghi del mangiare e del bere; tra le pietre estende la sua signoria sulle perle e fra i minerali ha influenza sul lapislazzulo e sul litar­ girio; domina le piante che hanno buon odore come lo zafferano e l 'arhenda, le rose e tutti i fiori che hanno buon odore, sapore e aspet­ to ameno; fra le spezie è in relazione con il balsamo, i buoni semi di fieno greco, che sono molto profumati, il muschio e l ' ambra; tra gli animali manifesta signoria sulle donne, sui cammelli e su tutti gli animali belli e proporzionati come alguazali, ovini, gazzelle e lepri ; fra gli uccelli, ha influenza su tutti quelli belli, formosi e dalla bella voce come pernici, calandre e simil i. Fra gli animali minuti, ha influenza su quelli variopinti e belli; fra i colori, sul celestino e sul colore oro, tendente al verde. Mercurio è la pietra della virtù intellettiva. Ha influenza sulle scienze che vanno imparate e che concernono l'apprendimento della sapienza, della dialettica, nonché della grammatica, della filosofia, della geometria, dell ' astronomia, con tutte le sue regole, della geo­ manzia, della stenografia e dell' arte dei presagi, secondo i dettami propri dell 'arte degli aruspici, nonché, infine, dell ' interpretazione

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degli idiomi turchi e d i quelli d i altri popoli; tra l e parti esterne del corpo primeggia sulla lingua; fra quelle interne, presiede il cervello e il cuore, dai quali promanano intelletto e virtù, nonché la memo­ ria dei sensitivi; tra le leggi ha influenza su tutte quelle illecite e su quelle che dispongono inchieste o che apprezzano le filosofie e sono conformi al senso comune; presiede i panni di lino; tra gli inse­ gnamenti ha influenza sul predicare, sul versificare, sulla carpente­ ria, sulla geometria e sull' esposizione dei sogni, sul debuttare e sul plasmare cose; ha dominio sugli insegnamenti caratterizzati da un sottile ingegno; tra i s ap ori privilegia quello aspro; ha influenza sul luogo della predicazione e sui luoghi nei quali operano i sottili inse­ gnamenti, sulle fonti d 'acqua, sui fiumi, i laghi, i pozzi; tra le lapidi quelle raffigurate e incise; tra le pietre, l ' argento vivo e tutte le pietre elevate o che operano prodigi; tra le piante influenza la canna, il cappero, il lino, il pepe e tutti gli alberi che hanno il sapore pungente come il garofano, e tutti gli alberi che hann o frutto e corteccia ester­ ni; tra le spezie ha influenza su tutte le gomme; tra gli odori quelli che sono medicinali e terapeutici, come lo zenzero, la spiga di nardo e simili; tra gli animali, influenza gli uomini, i piccoli cammelli, le azebie e gli erbivori, le scimmie, i lupi e tutti gli animali veloci nel salto e nella corsa che divorano con l ' inganno; ha signoria sugli uc­ celli dal volo leggero e su tutti quelli che appaiono dotati di senso e di intelligenza o che hanno voci umane; fra i piccoli animali domina formiche e simili; tra i colori ha influenza sul porpora e lo screziato. La Luna è la pietra che porta le virtù dei pianeti e le infonde nel mondo, nonché la pietra delle virtù naturali. Ha influenza sulla ge­ ometria e sull' aritmetica e sull' affluenza delle acque per peso e per misura; ma pure sulle scienze più nobili, la negromanzia, la fisica e sulle questioni inerenti queste problematiche e anche a quelle più antiche. Fra le lingue presiede l 'Alemanno mentre, per quanto ri­ guarda le parti esterne dell'uomo, promana influssi sull'occhio sini­ stro; fra le parti interne influenza il polmone, organo per mezzo del quale l 'uomo respira. Per ciò che concerne le leggi essa presiede a quelle che invocano gli idoli e i simulacri; tra i panni ha influenza su pelli e tovaglie; tra le attività agisce su quelle inerenti alla limatura, all ' accorciamento delle pelli, alla battitura di monete e all 'arte mari­ nara; tra i sapori influenza cose che ne sono particolarmente carenti, come l ' acqua; tra le pietre le piccole perle; tra i metalli l' argento e tutti quelli caratterizzati dal colore bianco; tra gli alberi l'acoro e

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le cann e , nonché tutti quelli bianchi e dall' odore piacevole, o tutti quelli che nascono sulla terra o non hanno il fusto eretto; ma pure tutte le piccole piante, i cavoli e tutti i pascoli; ha particolare inci­ denza sulle fonti d'acqua, sui laghi, sulle paludi e sui luoghi ricoper­ ti di neve o pieni d' acqua, qualsiasi sia la loro conformazione; tra le spezie presiede a quelle che sovrintendono alle cure e ai medicinali, come il cinnamomo, lo zenzero, il pepe e simili; tra gli animali i buoi rossi, i muli, gli asini, le vacche e le lepri; tra gli uccelli quelli leggiadri nel movimento e quelli che nascono e vivono nell' aria, nonché tutti gli uccelli d'acqua e bianchi di colore. Influenza le ser­ pi bianche e il colore misto di giallo oro e di rosso. E sappi che la natura del Capo del Drago è quella di accrescere le cose; perciò se si combina coi pianeti favorevoli, questi ne risultano accresciuti in onori e forza, ma se si unisce a pianeti sfavorevoli questi ne risul­ tano accresciuti, per converso, in dann i e infortuni. E similmente la natura della Coda del Drago è quella di diminuire le cose. Perciò se si unisce a pianeti favorevoli o sfavorevoli ne diminuisce, rispetti­ vamente, il buon influsso o le funeste conseguenze. Perciò ti esorto a comprendere bene queste cose.

CAPITOLO SECONDO SULLE PARTI DEI SEGNI ZODIACALI PRESENTI NELLE TRE PREDETTE NATURE, OS SIA PIANTE, ANIMALI E METALLI

Come ciascun pianeta ha influenza sulle cose, allo stesso modo ogni segno esplica le proprie proprietà sulle cose. Incominciamo per primo dall'Ariete. L'Ariete fra le membra del corpo presiede al capo, al volto, alla pu­ pilla dell'occhio e alle orecchie; fra i colori domina il giallo oro misto al rosso; tra i sapori quello amaro; tra i luoghi quelli arenosi, quelli soffocanti e quelli in cui si radunano i ladri; tra i metalli e i minerali esplica le proprie virtù su quelli che interagiscono col fuoco; tra gli animali su quelli dotati di artigli, utile supplemento alle zampe. Il Toro, fra le membra del corpo, presiede al collo e alle corde vo­ cali; tra i luoghi influenza ogni terra abitata, gli orti e i luoghi idonei all 'aratura; tra gli alberi tutti quelli alti e forieri di frutti commesti­ bili, quelli non bisognosi d'acqua e tutti quelli caratterizzati da un buon odore e sapore; tra gli animali tutti i quadrupedi e tutti quelli che possiedono artigli. I Gemelli, fra le membra del corpo, presiedono alle spalle, alle braccia e alle mani; tra i colori influenzano il verde tendente al giallo oro; tra i sapori quello dolce; tra i luoghi promanano la propria in­ fluenza sulle case e sui campi idonei ali ' aratura che sono situati sulle cime dei monti; fra gli alberi influenzano quelli dal lungo fusto; tra gli animali l'uomo e la scimmia; tra gli uccelli quelli marini e dotati di bella voce o capaci di intonare cantilene. Il Cancro tra le membra del corpo presiede al petto, al seno, allo stomaco, ai polmoni, alle costole e ai recessi più nascosti del petto stesso; tra i colori influenza quelli screziati e fumosi; tra i sapori quello salato; tra i luoghi i laghi, le paludi, quelli in cui si radunano le acque, il lido del mare e dei fiumi; tra le pietre quelle acquatiche, tra gli alberi quelli dal lungo fusto che nascono nelle acque; tra gli animali quelli che crescono in acqua, i piccoli pesci, le serpi, gli scorpioni, le vipere e i rettili terrestri.

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Il Leone, tra le membra del corpo, presiede alla parte superiore, al cuore, al petto, alle costole tenui, quelle posteriori; tra i colori influen­ za il rosso, il giallo oro e il bruno; tra i luoghi quelli forti e difendibili, nonché città regali, imponenti castelli e luoghi santi; tra i sapori quello amaro; tra le pietre il rubino, il diamante e il rubino; tra i metalli l'oro; tra gli alberi quelli dal lungo fusto; tra gli animali quelli che possiedo­ no lunghe zanne; tra gli uccelli quelli che vivono di rapina. La Vergine, tra le membra del corpo, presiede al ventre e ai re­ cessi nascosti che sono gli intestini e le ossa inferiori del ventre, le viscere; tra i colori domina il bianco e lo screziato; tra i sapori quello astringente; fra i luoghi quelli ove si radunano donne, gli organizza­ tori di giochi e i cantori; tra gli alberi quelli che danno semi; tra gli animali l ' uomo e tra gli uccelli quelli che sanno nuotare. La Bilancia, tra le membra del corpo, presiede alle anche e alle natiche, al sesso e alla sommità del ventre; tra i colori presta i propri influssi al verde, al viola e allo screziato; fra i sapori influisce sul dolce; tra i luoghi manifesta la propria presenza su quelli solitari, arenosi, propizi alla caccia e in tutti quelli alti e sublimi, dai qua­ li tutt ' intorno è possibile osservare un bellissimo panorama; tra gli alberi influenza quelli alti e ben ritti; tra gli animali l ' uomo e tra gli uccelli quelli che hanno un grosso capo. Lo Scorpione promana influssi su quelle parti de li 'uomo e della donna più d'ogni altra degne di venerazione; fra i colori influenza il verde, il rosso, lo screziato; tra i sapori il salato; tra i luoghi quelli umidi e tristi, le carceri, nonché le pietre sulle quali sogliano racco­ gliersi gli scorpioni ; tra le pietre ha particolare efficacia sul corallo e sulla perla d ' acqua; fra gli alberi esplica particolare azione su quelli alti e ritti; tra gli animali influenza scorpioni, vipere, serpi, bestie minute e umidicce terrestri, nonché bestie d'acqua. Il Sagittario ha azione fra le membra del corpo sulle natiche, sul le tibie e su quei segni corporali superficiali presenti in grande quan­ tità; fra i colori influenza il rosa tendente al rossiccio e, comunque, qualsiasi colore variegato e screziato; fra i sapori quello amaro; fra i luoghi gli orti e i posti propri di re o del fuoco; tra le pietre preziose lo smeraldo; tra i minerali il piombo; tra gli animali, infine, l 'uomo, gli uccelli, le serpi e i piccoli vermi. Il Capricorno ha efficacia fra le membra del corpo sulle ginoc­ chia, sui nervi e su quanto è collocato attorno alle ginocchia, sotto la rotula e sotto le tibie; tra i colori promana influenze sul pavona-

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ceo, sul cardinale e comunque su ogni colore che tende al nero o allo screziato; tra i sapori influenza l 'astringente, mentre per quanto riguarda i luoghi presta efficacia sulle regge, sugli orti e sui piccoli appezzamenti, sulle rive dei fiumi e sui luoghi abitati da cani, ma an­ che su ospizi, su case e luoghi ove si raccolgono i prigionieri, non­ ché, da ultimo, sui luoghi caratterizzati da grandi figure e forze; per quanto concerne gli alberi, influenza tutti quelli forti come gli ulivi, i noci e i lecci e tutti quelli che nascono nell'acqua, come le canne e l ' acoro e tutti quegli alberi che hanno spine; domina anche parte delle bestie d'acqua, dei rettili e dei serpenti che vivono sulla terra. L'Acquario influenza tra le parti del corpo quanto è posto sotto le tibie e i calcagni, nonché quanto posto sotto i nervi di questi e sotto le clavicole; fra i colori predilige il verde, il grigio plumbeo e il giallo oro; fra i sapori quello dolce; tra i luoghi quelli ove scorrono le acque, i mari e i luoghi ove si vende vino; per quanto riguarda le pietre, ha efficacia sul vetro e simili e, fra gli alberi, ha influssi su quelli dal lungo tronco; nel novero degli animali è collegato ali 'uo­ mo e a qualsiasi animale che sia turpe nell' aspetto e nella forma, allo stesso modo in cui lo sono i diavoli. I Pesci, fra le membra corporee, hanno particolare azione sui piedi, sulle unghie e sui nervi; per quanto concerne i colori sono correlati al verde, al bianco e a ogni cosa ben tinta; fra i sapori in­ fluenzano quello acre; fra i luoghi quelli caratterizzati dagli eremiti, le rive del mare e dei fiumi, i laghi e le paludi; tra le pietre le perle e quelle bianche e rifulgenti, come il cristallo o i vari tipi di perle acquatiche; sono correlati agli alberi utili, alti o bassi che siano, e a tutte le piante d'acqua; tra gli animali emanano influssi su quelli che nascono in acqua e qui dimorano. Sono queste le proprietà dei pianeti e dei segni nelle cose, in un rapporto di appropriata correlazione. Proprio in esse puoi scorgere l ' esigenza di cogliere nelle cose radici magiche.

CAPITOLO TERZO SULLE FIGURE, DI SEGNI, VESTIMENTI, SUFFUMIGAZIONI DEI PIANETI, NONC HÉ SUI DISEGNI DELLE FACCE DEI SEGNI

Ora parliamo delle tinture dei pianeti. Quella di Saturno è come la lana bruciata, quella di Giove verde, rossa quella di Marte, gial­ la come il pigmento dell ' oro quella del Sole, gialla pure quella di Venere; come la lacca e come il pigmento dell'oro, misto al verde, quella di Mercurio ; bianca quella della Luna. Ecco ora invece quali sono le rappresentazioni dei pianeti secon­ do Mercurio, nel libro che questi mandò al re Alessandro intitolan­ dolo Libro dei sette pianeti. Esse, peraltro molto importanti in que­ sta scienza, sono così come ora si spiegherà. La rappresentazione di Saturno è quella dell'uomo nero, coperto da un mantello verde, col capo canuto e una falce nella mano. La rappresentazione di Giove è quella dell' uomo vestito con pan­ ni raffinati e seduto in cattedra. La rappresentazione di Marte è quella di un uomo che cavalca un leone con una grande lancia in mano. La rappresentazione del Sole è quella di un uomo senza barba, dal bel volto, con una corona sul capo e una lancia nella mano e, dinanzi a lui, un essere con capo e mani d 'uomo e la restante parte del corpo a guisa di cavallo, con quattro zampe, riverso a terra (cioè con mani e zampe alzate per aria). La rappresentazione di Venere è quella di un bel giovane con un pettine in una mano e un pomo nel l 'altra e con i capelli sparsi. La rappresentazione di Mercurio è quella di un uomo nudo, inten­ to a scrivere e aggrappato sul dorso di un' aquila. La rappresentazione della Luna è quella di un uomo che cavalca sul dorso di una lepre. Il predetto sapiente rammentò allo stesso Alessandro che, quando avesse voluto operare qualcosa con l ' aiuto di un pianeta, lo avreb­ ' be dovuto fare nel corpo correlazionato, in natura, a quello stesso pianeta. Così, se anche tu vuoi portare a termine una qualche opera,

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devi considerare la natura dell' ascendente nel momento stesso in cui ti accingi a operare e vestirti con gli indumenti adatti. Sarai così in grado, sopra lo stesso ascendente, di essere il destinatario di influssi favorevoli e, al contempo, di impregnare la settima costellazione con influssi sfavorevoli; questo perché l ' ascendente è collegato a chi richiede l ' aiuto dei pianeti (e dunque, a ragione deve essere bene­ volmente rafforzato, in modo che agisca più prontamente), mentre la settima costellazione è attribuita alla richiesta stessa (e per questo deve essere congruamente caratterizzata da influssi negativi, sì che, per la sua debolezza, si predisponga alle conseguenze del l ' opera in modo più moderato). Adesso parliamo dei colori dei panni o vestimenti dei pianeti. I l colore dei vestimenti di Saturno : tutto nero, meglio se di lana. Quello di Giove : verde, meglio se di seta. Il colore dei vestimenti di Marte: come quello della fiamma e, se di seta, è preferibile fra tutti gli altri. Quello del Sole: giallo oro, meglio se di seta; oppure di colore giallo oro. Il colore di Venere : una specie di rosa; se di seta è preferibile. Il colore di Mercurio : un misto di più colori, ma, anche qui, è da privilegiarsi se di seta. Quello della Luna: il bianco splendente, pre­ feribilmente di seta o di lino. Ora diciamo qualcosa sulle suffumigazioni dei pianeti . La suffumigazione di Satumo è composta da tutto ciò che è fe­ tido, come Tassa fetida, la gomma, l ' unguento ricavabile dalla sal­ ma, la cicuta e simili; quella di Giove da tutto ciò che ha un odore buono ed eguale come l ' ambra, il legno, l ' aloè e simili; quella di Marte da tutte le cose calde come il pepe e lo zenzero; quella del Sole è costituita da tutto ciò che ha un buon odore, come il mu­ schio, l ' ambra e simili; quella di Venere è poi costituita da quelle cose che promanano odori come la rosa, le viole, il mirto verde e simili; la suffumigazione di Mercurio è caratterizzata da ciò che ha odori composti, come il narciso, la violetta, il mirto e simili; quella della Luna da tutti gli odori glaciali come la canfora, il lilium e simili. Fai ben attenzione a tutto ciò che ti ho detto quando vuoi ingegnarti in qualcosa. Ora ci addentriamo nel problema delle tinture degli aspetti dei segni, proseguendo per ordine. La tintura del primo aspetto dell 'Ariete è rossa e si fa così. Prendi una parte di galla verde e una parte ciascuno di gomma e di pigmen-

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to aureo. Siano polverizzati a uno a uno, poi vicendevolmente me­ scolati. Quando vorrai scrivere o dipingere qualcosa con questa mi­ scela, diluiscila con il chiaro d'uovo. La tintura del secondo aspetto, invece, è del colore dello zafferano e dell ' oro e si fa così . Raccogli calcanti e atalach per parti uguali . Quindi siano essi polverizzati e mescolati al miele. Il tutto sia distillato con un po' di gomma e ri­ servato ali ' opera. La tintura del terzo aspetto è bianca e si fa così. Prendi in parti uguali vetriolo e acacia. Il primo aspetto del Toro ha una tintura screziata e fumosa e si fa così. Prendi della fuliggine e mescolata con gomma. Riservata ali ' u­ so. Il secondo aspetto è bianco ed è composto nel modo che segue. Raccogli in parti uguali calcante e vetriolo. Riserva il tutto per l 'uso. Il terzo aspetto, poi, è nero e si compone con lana bruciata. Il primo aspetto dei Gemelli ha una tintura gialla e simile al co­ lore dell'oro e si compone in questo modo. Si rompono delle galle e se ne prendono le parti interne di colore nero; quindi le si rendono molli in acqua, e lì soltanto, in modo che interagiscano con essa. In un altro po ' d ' acqua fa la medesima cosa con della lacca. In segui­ to, si mescolino le due porzioni d'acqua con un po' di gomma. Il tutto s i a preservato per l ' uso. Il secondo aspetto è rosso e si fa cosi. Prendi in po' di pigmento d 'oro e di cinabro; mescolali, quindi siano distillati; a ciò si aggiunga quel po' di gomma che serve. Quindi il tutto sia riservato ali ' uso. Il terzo aspetto è rosso e richiede la mo­ dalità di cui sopra. Il primo aspetto del Cancro ha una tintura dal colore dello zaf­ ferano e si fa con le medesime precauzioni di cui abbiamo prima parlato. Per il secondo aspetto valgono le medesime disposizioni. Il terzo aspetto è nero e si costituisce con pigmento d'oro e galle, in parti uguali, e con un po ' di gomma. Il primo aspetto del Leone ha una tintura screziata e si fa come abbiamo detto prima. Il secondo aspetto è giallo zafferano, simile al colore del l ' oro, e si fa nel modo di cui prima. Il terzo aspetto è rosso e simile al colore dei melograni e si fa nel modo che ora dirò. Prendi del cinabro e lavalo con frequenza. Quindi siano ben mellificate del­ le polveri e mescolate con acqua di galle verdi, poi vi si aggiunga un po ' di gomma e di lacca. Il tutto sia riservato all ' uso. Il primo aspetto di Venere è di un rosso che tende al colore dell'o­ ro e si fa come ora dirò. Prendi dello zafferano ben ridotto in polvere e diluito con acqua di galle verdi e lascialo, una volta che si sia ben

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mescolato con quella, a riposo per un po' di tempo; quindi vi si aggiunga un po' di gomma. Con esso potrai scrivere, a tempo op­ portuno, per un' operazione inerente al secondo aspetto. Il secondo aspetto è screziato: la composizione è la medesima di prima. Il terzo aspetto è di un giallo tendente al rosso, così costituita. Prendi del minio; esso sia polverizzato in acqua a regola d' arte, con un po' di zafferano e di gomma. Infine, sia riservato all ' uso. Il primo aspetto della Bilancia è screziato; la modalità di compo­ sizione è quella suddetta. Il secondo aspetto è nero e si costruisce come sopra. Il terzo aspetto è bianco e si costruisce secondo le pre­ dette modalità. Il primo aspetto dello Scorpione ha una tintura nera, la seconda gialla, la terza screziata e le modalità di composizione di ciascuna sono le suddette. Il primo aspetto del Sagittario ha una tintura rossa e si modella nel modo di cui sopra. Il secondo aspetto è giallo e per la sua compo­ sizione vale quel che ora dirò. Prendi del mini o giallo e fai in modo che sia posto al fuoco per lo spazio di una sola notte. Quindi lo si mescoli con un po' di ricino e sia polverizzato a regola d' arte; quindi vi si aggiunga un po ' di gomma. E scrivi con esso. Il terzo aspetto è screziato e si fa come or ora detto. Il primo aspetto del Capricorno ha tintura verde e si fa applican­ do al verde della gomma. Il secondo aspetto è rosso e composto da gomma e cinabro. Il terzo aspetto, poi, è nero e la sua composizione segue le predette modalità. Il primo aspetto dell 'Acquario ha tintura rossa tendente all ' indaco e la si costruisce con sangue di drago mescolato a un po' di gomma. Il secondo aspetto è nero e si fa come ora spiego. Prendi delle galle, della gomma e del pigmento d 'oro, ognuno un' oncia e pergamena un' oncia di seme. Siano poi ridotti in polvere e mescolati insieme e, infine, diluiti con il bianco del l 'uovo; indi si faranno pillole, che tu lascerai seccare. Così, quando vorrai scrivere, ne utilizzerai una, dopo averla diluita con acqua. Il terzo aspetto è verde e si costruisce col fiele di un animale mescolato a un po ' di gomma. Il primo aspetto dei Pesci è di un rosso attenuato; è il risultato della mescolanza di ricino polverizzato con un po' di cinabro e di gomma. Il secondo aspetto è screziato e si produce dalla corteccia della Tamarix gallica bruciata con un po' di gomma. Il terzo aspetto, infine, è rosso e si fa come abbiamo detto sopra.

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Queste tinture sono molto importanti nelle opere magiche, come d' altronde lo sono le proprietà dei pianeti nelle cose. Tutto ciò che è stato detto è conforme a quanto ha narrato il sapiente Mercurio nell' esposizione delle sue opini oni. Chi, poi, volesse associarsi a un qualche pianeta per essere da esso servito, si valga di quanto è stato detto e imposto a riguardo della natura del medesimo e faccia uso di tutto quanto è correlazionato allo spirito del pianeta, sia nel bere che nel mangiare, ma pure nel vestire, nelle suffumigazioni, nel magistero, in ciò che riguarda le relazioni di tempo, nelle tinture, orazioni, sacrifici e, ancora, nelle pietre, figure, simulacri e costel­ lazioni. Ciò che è stato detto significa che tutte le cose concorro­ no vicendevolmente nelle opere magiche, e quando la virtù celeste discende sugli ingegni terreni si congiunge in un punto solo e ne deriva un effetto unico, completo e integro. Se anche uno solo degli elementi citati mancherà, ebbene, nulla, in quel caso, potrà essere portato a compimento. È poi necessario sapere che le città e i climi si diversificano fra di loro proprio a seconda dell' influsso del pianeta cui sono correlate. Questa verità è palese nel fatto che alcune cose possono essere facilmente reperite in un luogo, ma non in un altro, come i minerali, le pietre, i metalli, gli alberi, le piante; e anche taluni avvenimenti umani, mentre in determinati luoghi hanno sede comune, in altri non allignano mai. All' uopo, è il caso di fare l ' e­ sempio della terra di Thebith, laddove, chi vi entra è portato a ridere, a prescindere dall'esistenza di un qualcosa che smuova le bocche in tal senso; anzi al contrario, lì, è la stessa natura che invoglia al riso. Similmente, coloro che nascono nella terra nominata Burgum non riescono a vivere secondo le comuni determinazioni di tempo a meno che non si allontanino da lì e alloggino altrove; ciò è dovuto alla proprietà di quel luogo. E come nel mare occidentale nel quale diventa seta per sua stessa proprietà, benzoino e mastice, così è pure nella terra di Liemen, ove si trova l 'assenzio; in essa c'è un monte dalla cui cima sgorga un' acqua che scorre attraverso tutte le parti del monte e, prima di raccogliersi nella pianura che accerchia il monte stesso, si converte in allume bianco. Ancora; in un'isola d' India si trova il legno aloe; essa, nominata Camer, è vicina a un' altra isola, chiamata, a sua volta, Cabria, distante cinque giorni; in essa c'è molto aloe, lì chiamato Legno di Camer. Vi­ cino, c'è un' altra isola distante tre giorni, detta Azanif; in essa si trova dell'aloè chiamato legno di Azanif, di gran lunga migliore rispetto a

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quello di Camer per il fatto che, a ragione della sua buona struttura e leggerezza, non sprofonda in acqua. Se si eccettuano le tre predette isole, non è possibile rintracciare l ' aloè altrove. Inoltre, è da ricordarsi che in una città chiamata Mecha e nella città di Atri poli non ci sono né morti né lebbra; e che, al contrario, nella città di Haybar sorgono mol­ to facilmente le febbri; e che, ancora, nel luogo chiamato Due Mari sempre più spesso si verificano malattie della milza e ascessi neli ' ano; mentre, in Gerusalemme, sono bandite le morti. La pietra onice si trova sia nel Liemen che nell ' Azin, ma è certo migliore quella di Liemen. Chi portasse al dito questa pietra, sa­ rebbe sempre triste, melanconico e cogitabondo nel suo incedere e farà sogni cattivi e mendaci e litigherà continuamente con i propri simili . Se la si ponesse sopra un bimbo, subito scenderebbero bave dalla bocca di lui . E tutto questo avviene per null' altro che per opere magiche, cioè per il fatto che le virtù del corpo medesimo si altera­ no con la partecipazione delle virtù dei corpi celesti e gli effetti del male si rompono e si distruggono. In alcune parti dell' India si trova l ' ossido di zinco; essa, di per sé, è reperibile anche nella terra di Tin e, di tanto in tanto, in alcune regioni della Spagna; è una pietra plumbea, grossa e bianca; se l ' hai appresso essa svilisce quanto è rossi cc io e dà forza a quanto è di colore giallo. Vicino ali ' Armenia e a Torca si trova il lapislazzulo; in un monte vicino a Lisbona, invece, la pietra del granato; vicino a Merloga, in un campo detto dei Mon­ ti, è reperibile la iargonza rossa; nella parti di Tadmir si possono rintracciare diamanti; vicino a Cordova si trovano le ematiti e sui monti di Ubeda è reperibile la pietra giudaica che spezza qualsiasi pietra umana, nonché la marcasite aurea che è, fra tutte, la migliore; in talune parti di Barcellona è possibile rinvenire la perla; nel fiume di Granada si raccoglie l ' oro; sul monte di Ermete, il Mercurio; in Bathea (più precisamente, in un borgo chiamato Pitema) è possibile trovare il miglior ossido di zinco fra tutti nel costruire latome; nei monti di Cordova si trova una pietra di alcol; dalle parti di Neblia si trova dell' ottimo olio. Similmente, nella città di Alahavez non si tro­ va un uomo che abbia un bel colorito; anzi, hanno sempre la febbre. Sopra questa città c'è un monte caratterizzato da due profondissimi crateri; nelle case della medesima, invece, vi sono molte tarantole, vermi e bestie mortifere. In Sedauran, che è dalle parti dell'Africa, si può trovare una pietra che nasce nei fori del legno del lentisco, la quale, quando un po' di pioggia le cade sopra, si restringe, si fa nera

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e leggera e rassomiglia alla galla in quanto a sapore. E comunque, molte altre cose incredibili potrebbero essere descritte in quanto presenti in un luogo e non in altri. E tutto questo avviene per mano delle potenze dei pianeti e dei simulacri del cielo, che qui più che altrove possono dirsi appropriate. Tutto questo è peraltro corrente con quanto detto da Ippocrate, laddove questi asseriva che le forme dei corpi umani sono plasmate secondo la natura e le proprietà dei luoghi nei quali essi sono gene­ rati e si formano. Di qui appare evidente il fatto che in questa scien­ za è assolutamente necessario conoscere la natura dei climi e delle città, nonché le influenze dei pianeti che su di esse hanno efficacia. Ora diciamo qualcosa sulle proprietà dei pianeti nelle cose inferiori del mondo. In primo luogo, parliamo un po' della Luna, la cui pro­ prietà principale è quella di accrescere le cose. Essa, invero, fa cre­ scere e diminuire alberi e frutti; essa è causa della crescita di uova e gemme e dell'accrescimento e della diminuzione di fiumi e acque. Essa infatti congiunge e quasi lega le potenze dei pianeti e degli spiriti celesti con le cose inferiori di questo mondo, come appare in alcuni alberi, che, per la virtù della Luna, crescono e si rafforzano, mentre, al contrario, ricevono danni dalla virtù degli altri pianeti; al contrario, tuttavia, in alcuni alberi, come il fico, sembra che la Luna porti solo danni; il Sole, invece, accrescimento e forza; e lo stesso accade per gli animali e vegetali marini, fruitori degli influssi favo­ revoli di Diana, e quelli terreni che, al contrario, scoperti nella notte gelida dagli occhi della Luna, ne traggono solo calamità. Giove è il padre della vita e delle scienze; da lui, infatti, promanano leggi, fedeltà e processi . Venere è, invece, la madre dei giochi, degli stru­ menti musicali, delle cantilene e dei suoni; anche se, a cagione della sua voluttà e scienze, queste cose non sono regolate a dovere, ella ne ha, pur tuttavia, il pieno potere e controllo. Mercurio è padre della fecondità, dell ' intelletto razionale e del sentimento; da lui promana la consapevolezza dei segreti più difficili e profondi. Satumo, poi, presiede agli inganni, all ' agricoltura e all ' edilizia; da lui promana la conoscenza duratura; da lui le leggi antiche. Il Sole illumina tutti gli altri pianeti; per suo tramite ogni tenebra si ritira; grazie a lui lo spirito si rallegra e si espande; per mezzo del suo intervento, in ogni albero i frutti maturano e si seccano e si sviluppa l ' evoluzione di tutto quanto è vegetale. In genere diciamo che esso è, per l ' appunto, la luce e la candela dell' Universo.

CAPITOLO QUARTO QUALI SEGRETI POS SONO r: s sERE CARPITI S OLAMENTE DA CHI E VERSATO IN QUESTA S CIENZA

I sapienti antichi che parlarono della magia e della negromanzia, ne scrissero, nei loro libri, nel modo più oscuro possibile, in modo che non se ne potesse ricavare alcunché di proficuo, se non da parte di sapienti, assidui studenti o comunque operatori di magie. Questa parte, dunque, può sembrare dettata quasi inutilmente, sebbene, in­ vero, un poco in effetti aiuti.

CAPITOLO QUINTO , SULLA DIMOSTRAZIONE DELLE VIRTU PROPRIE DEGLI ANIMALI E DEGLI ELEMENTI PI Ù IMPORTANTI, NECESSARI IN QUE STA SCIENZA, E SU COME GLI SPIRITI PLANETARI DIPENDANO DA SIMULACRI E SUFFUMIGAZIONI Ora, dopo che poc' anzi si è parlato di tutte le proprietà dei piane­ ti sulle specie inferiori, che sono gli animali, le piante e i minerali, resta da descrivere qualcuna di queste specie. Fra queste poi esisto­ no animali più nobili e fra di essi si distingue, come il più elevato, l ' uomo, il quale ha come parte più nobile la capacità di riflettere. Ci sono infatti animali che hanno una sola proprietà sensitiva, come la conchiglia marina, l ' alfa omega e altri simili a questi; altri invece ne hanno due, tre, quattro, cinque o dieci. L'uomo per l 'appunto ne ha dieci ben manifeste e cinque nascoste, delle quali già abbiamo parlato in questo libro. Tuttavia, le forme degli animali sono diverse, come è evidente considerandone l ' intero insieme. Come l'uomo è l ' animale intermedio tra i lontani spiriti celesti e quelli bruti, così anche i pesci sono situati a metà strada fra gli uccelli e le bestie, e le conchiglie sono in posizione intermedia tra gli animali dotati di ca­ pacità sensibili e quelli che invece ne sono privi, avendo essi soltanto due sensi; questo per la Natura terrestre che ha in essi il sopravvento. Essi sono formati, in natura, come simili agli alberi. E, fra questi, è chiaro che vi è un rapporto di proporzionalità tra la quantità degli elementi presenti negli animali e la conformità degli animali stessi a quei dati elementi. L'uomo è il più nobile degli animali, al punto tale che nel suo corpo gli elementi sono posti in vicendevole non­ ché giusta proporzione, rendendolo, nel complesso, maggiormente uguale alla somma dei restanti animali. Ognuno degli elementi in­ fluenza il proprio animale, che non è mai separato da esso, come gli uccelli non si separano mai dal cielo, né i pesci dall'acqua e gli spiriti diabolici, chiamati per questo infernali, dal fuoco eterno. Ma il fuoco che si può percepire è sentito in modo particolare dai sensi e risulta, nello specifico, legato a un animale chiamato Salamandra, il quale si origina dall'apparire di un sorcio in mezzo al fuoco. E gli

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animali più pesanti, proprio in ragione di questa loro pesantezza, non sono separati dalla terra. Ora rispondiamo a una domanda non ancora posta, ossia cosa vi è di diabolico nel fuoco. Affermo, infatti, che l ' uomo è detto microcosmo, e questo per paragone [in relazione] al macrocosmo, quasi si volesse affermare che tutto quanto è contenuto nell'uno appartiene virtualmente anche all ' altro. Per cui se i diavoli si trovano nel macrocosmo, è necessario che in qualche modo, con­ seguentemente, si trovino anche nel microcosmo. Perciò si verifica che, quando nell' uomo si accende un irascibile appetito, egli diventa sommamente furibondo, si infiamma d' ira in modo sconsiderato e si trasforma in un essere diabolico in ogni sua azione. E, per una certa quale similitudine, possiamo affermare che i diavoli si trova­ no nel fuoco, o meglio, nell'accensione del fuoco irascibile presente nell'uomo, e da questo, appunto, derivano le diaboliche conseguen­ ze. Viceversa, quando la volontà dell 'uomo stesso è particolarmente moderata e retta da virtù e ragione, egli si rende simile a un ange­ lo. Per cui possiamo ragionevolmente affermare il perché, in questo microcosmo, tutte le cose si presentino allo stesso modo in cui si trovano in quello maggiore. Ora ritorno al punto della questione e dico che la divisione tra le categorie succitate in merito ai pianeti e le loro influenze nelle scienze sopra descritte, in base ali ' opinione dei Copti, dei Nepi, degli Egizi, dei Greci, dei Turchi e degli Indiani, sta nella commistione delle medesime categorie, l ' una con l 'altra, e che, proprio tramite questi, si compiono le suffumigazioni e quanto concerne i cibi, le vesti e gli odori. In questo modo compiono grandi meraviglie, come possiamo comprendere dalla lettura dei loro libri. Infatti, operano composizioni con le quali agiscono intorno alle con­ giunzioni delle forze astrali presenti in cielo, sino a mescolarle con la forza di quel fuoco che attingono da questo nostro mondo: così viene raggiunto il risultato o quanto richiesto. L'etere difatti è il corpo oltre il quale gli altri corpi possono avere solo parvenza di vita, essendo zona intermedia nella ricezione dei corpi o delle influenze o, in ogni caso, effetto dei pianeti per volontà dell'a­ gente che opera nella commistione dello stesso aere con l'aere gene­ rale. E inoltre ha potere mediante le suffurnigazioni ordinate secondo le membra del corpo umano; queste suffumigazioni sono costituite di alberi e di altri generi di cose; da esse si muovono gli spiriti degli uomini verso qualsiasi cosa essi desiderino. Esse determinano anche operazioni magiche, gli effetti delle quali sono mirabili e manifesti.

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Io, d' altra parte, ho visto che tutto questo era scritto in un libro di un sapiente intitolato Divisione delle scienze e rivelatore dei segreti. Un tale, degno di fede, a cui si erano opposti due uomini provenienti dalla terra di Forace, giunto dalla terra degli Indiani e che si era prodigato in tale scienza, dopo avere rimuginato tra sé e sé, circa alcuni problemi, mi disse di nutrire vari dubbi in proposito. Affermò che era evidente che ne aveva fatto esperienza. C ' era in quel posto una giovane che era ritenuta da tutti bellissima. Disse che avrebbe fatto in modo di farla venire al mio alloggio. Io chiesi il motivo per il quale voleva fare in modo di adempiere la promessa, e ciò per due motivi : o lo faceva per amore della scienza, oppure per manovra­ re la giovane; e, inoltre, perché facesse tutto questo davanti a me. E subito sollevato l ' astrolabio e stabilita l ' altezza del Sole, ricavò l ' ascendente, ma senza determinare le dodici case stellari. Scoprì infatti che l 'Ariete era in ascendente e in esso domina Marte, e che, nella settima costellazione, vi era la B ilancia con Venere in posizio­ ne dominante. Chiesi lui cosa significasse tutto questo. Rispose che l ' ascendente e la settima costellazione sono caratteri tipici della pre­ ghiera che in tale modo viene effettuata. Quanto alle correlazioni fra Marte e Venere in merito alle predizioni, egli li pose nel simulacro così come erano, dicendo che quando si guardano nel terzo aspetto, che è l 'aspetto del l ' amore e dell ' amicizia, si adempie all ' intento. Scoprì che tra loro questo aspetto era completo in 40 giorni. Affer­ mò che nel quarantesimo giorno, stabilito in relazione a quello della richiesta, avrebbe ottenuto quanto aveva desiderato. E subito, preso un pezzo di diamante, lo polverizzò perfettamente e lo mescolò con gomma di ravanello in altrettanta quantità; e da questo composto formò un simulacro a somiglianza di quella fanciulla. Prese poi del sicomoro essiccato e, polverizzatolo ben bene, lo mescolò con della cera; in seguito con questo composto formò un simulacro a somi­ glianza di quella fanciulla e lo coprì con pezzi di stoffa simili ai ve­ stiti da lei portati . Poi prese una brocca nuova, nella quale pose sette bacche prive dello stelo (certamente fronde di mirtillo, salice, melo­ grano, melo, cotogno, celso e alloro) e li mise in ordine nel mezzo della brocca - quattro dei quali collocati ovviamente più in basso e tre posti sopra a mo' di croce - dopo di che vi pose il simulacro fatto a mio nome; quindi pose il simulacro della fanciulla nella brocca prestabilita. Per fare ciò attese che Venere fosse in opposizione a Marte e Marte rafforzato a sua volta da una congiunzione favorevo-

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le. Chiuse la brocca; la apriva poi tutti i giorni, a un' ora che aveva precedentemente stabilito. Al termine dei quaranta giorni prescritti, quando il segno dominante in ascendente riversava i propri influssi su quello della settima costellazione in terzo aspetto, aprì la brocca e pose i suoi simulacri uno dinanzi all ' altro, naturalmente faccia a faccia. Richiuse poi la brocca e mi ordinò di seppellirla sotto un focolare nel quale fosse acceso un modesto fuoco; e nel seppellirla con un poco di ghiaia pro:fferì un termine indiano, lo interpretò e mi disse poi ciò che in seguito riferirò anche a voi. Completata l ' opera­ zione di cui sopra, prelevò la brocca e da essa estrasse i simulacri. E immediatamente abbiamo visto la giovane di prima varcare la soglia di casa e in quella casa dimorare per dieci giorni . Alla fine dei dieci giorni così mi parlò l ' operatore di profezie: "Dal momento che ho tenuto fede alla promessa, ritengo che adesso sia meglio liberare la fanciulla, in modo che sia restituita alla sua antica libertà". E per il suo bene la dichiarai libera. E, interpretati i pronostici per mezzo di due simulacri, preso un agnello puro ridotto in polvere, lo mescolò con della cera e ne fece una candela che accese nel focolare. Una volta che essa fu bruciata, estrasse i simulacri dalla sepoltura, sepa­ randoli l ' uno dali' altro, ponendoli l 'uno a destra e l ' altro a sinistra, e pronunciando altre frasi che poi, per suo mezzo, mi furono spiegate. Tutto quanto faceva aveva il proposito di rendermi manifesta la sua scienza. Compiute queste operazioni, subito vedemmo la predetta fanciulla in piedi, stupefatta, quasi strappata al sonno. Quella così ri­ volse la parola a noi: "Ditemi che cosa volete da me". Poi si allonta­ nò, fuggendo dalla casa. E questa fu solo una tra le tante meraviglie che ho potuto vedere durante l ' arco di tempo della mia vita. D ' altra parte, non ho citato le predizioni se non per darti la possibilità di os­ servare le meraviglie di questa scienza e la grandezza dei suoi effet­ ti, affi nché, come questo ha operato nelle predizioni traendo spunto dai pianeti, dalla loro posizione, dal loro aspetto e ascendente, dalle costellazioni attraversate e dalla meta più idonea alla composizione dei simulacri, nonché delle suffumigazioni e di tutte le operazione congrue alla predizione, tu, in tale modo, possa operare nelle tue azioni, così che in esse tu possa conseguire una generale congruenza tra le cose e le tue conclusioni circa esse. Così riuscirai a soddisfare i tuoi desideri, come scrissero i sapienti. Ora cominciamo a trattare di quelle cose che sono promesse nel­ le opere degli spiriti planetari, delle commistioni astrali e, in gene-

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re, nel perfezionamento d i quanto è necessario affinché i simulacri recepiscano le influenze dei pianeti, ovvero le suffumigazioni e i cibi dai quali chi opera deve astenersi per portare più facilmente a compimento le stesse operazioni. A te, amico carissimo, dico che ho scritto questo libro con grande impegno e zelo, utilizzando una moltitudine di libri di antichi sapienti, esaminando e riflettendo sul­ le altrui opinioni, annotando conclusioni di opere degne di fede e empiricamente dimostrate, giungendo il mio impegno al punto di studiare, parola per parola, ben 244 l ibri degli antichi sapienti che ci hanno preceduto, e dalla totalità dei quali ho tratto, quasi si trattasse di un loro fiore o uno di giglio, questo libro, che mi è costato sei lunghi anni di peregrinazioni tra i fogli [le pagine] di quelle opere. Ma prima di parlare di tutto questo, metterò in evidenza un afo­ risma degno di nota e da tenere bene in mente. La ricezione degli spiriti planetari, secondo l ' opinione degli antichi, dipende dalle mo­ dalità a cui il pianeta stesso è sottoposto. In primo luogo, è necessa­ rio che tu conosca la natura del pianeta con il quale desideri operare. Ricevendone le forze e gli influssi spirituali, in modo da riporre le sue forze nelle figure o nei simulacri che vorrai, è opportuno inoltre che tu conosca ciò che, per l ' appunto, risulta essere appropriato a quel pianeta, come è stato prima detto al riguardo dei colori, dei cibi, degli odori e delle suffumigazioni. Quindi stai ben attento a che il colore della superficie del simulacro sia simile ai colori attribuiti a questo o a quel pianeta; a che siano messi in relazione gli odori e a che il colore dei vestimenti del simulacro e del l ' operatore stesso sia appropriato rispetto a quello del pianeta stesso; così pure l ' odore delle suffumigazioni sia nel giusto rapporto col detto pianeta. Inol­ tre, siano della medesima natura del detto pianeta anche le membra interne dell ' operatore; questi, cioè, faccia in modo di ingerire cibi appropriati a quel pianeta e assunti in modo tanto regolare che il corpo dello stesso operatore possa rimanere di eguale struttura no­ nostante la loro presenza. Se per caso accadesse che questi cibi fos­ sero contrari al suo metabolismo, allora farà in modo, per lo meno ali ' inizio, di ingerirli a poco a poco e con cautela; farà così fino a che lo stomaco non vi si sia abituato, e l ' appetito non aumenti a ca­ gione loro; sino a quando, insomma, in corpo non si riesca a nutrire e ad essere agevolmente controllato per mezzo di questi. Quando ciò avverrà, guarda in quale parte dei segni dello zodiaco riposa il pianeta e fa attenzione a che i suoi raggi siano riversati a terra in

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l inee rette e non derivino, invece, da pianeti a esso contrari; quindi si infondano nelle profondità terresti, una volta scacciato ogni osta­ colo. Quindi, da una pietra prenderai del materiale appropriato al medesimo pianeta, e con esso costruirai una croce; fatto il tutto nella debita costellazione, erigerai la croce su due piedi. Quindi la porrai sopra la figura o simulacro della tua preghiera, in modo tale che sia congrua allo spirito del pianeta. Ad esempio: se volessi comporre un simulacro in grado di indurre liti o di debellare e atterrire nemici, lo farai nella figura del serpente o del leone. Se volessi crearlo al fine di favorire fughe ed evasioni, allora dovresti comporre la croce a figura d ' uccello. Se volessi aumentare ricchezze, potenze, onore e carica, definiresti la croce a forma di uomo seduto in cattedra. Agirai in tutte le tue preghiere, facendo in modo che la croce sia in relazione alla preghiera. E se volessi essere obbedito da qualcuno, in modo che questi non trasgredisca mai i tuoi ordini, faresti il suo simulacro in una pietra appropriata alla natura dello stesso pianeta; e il pianeta dominante al momento della nascita di quello non sia in opposizio­ ne, né in quel segno né in altro aspetto con un pianeta a lui contrario. Quando avrai fatto tutto ciò nel modo che ora ti ho spiegato, poni questa figura in posizione tale da poter reggere la prima. Il perché dell ' esigenza che questa figura sia fatta a forma di croce, l ' abbiamo detto in precedenza: tutte le cose sono collegate a quelle figure che esistono in relazione alla qualità della cosa stessa, e fuggono dalle figure contrarie. Noi chiediamo le potenze degli spiriti planetari per­ ché le loro figure si congiungano, ma non conosciamo la figura dello spirito né a essa possiamo attingere con esperimenti, se non valen­ doci della figura di un uomo, di un animale e di un' altra cosa. Perciò ne discende che ciascuna delle virtù predette consiste soprattutto in figure. E siccome vediamo bene che le figure e le forme degli alberi, delle piante, degli animali e dei minerali sono tutte diverse tra di loro, in modo che non ci è consentito conoscere propriamente le forme degli stessi spiriti planetari, ebbene, appunto per questo, i sapienti antichi di quest' arte scelsero quale figura universale la cro­ ce, e questo perché ogni corpo può essere rappresentato nella sua superficie; e avendo la superficie una longitudine e una latitudine, ebbene, il rapporto di queste ultime dà vita proprio all ' immagine di una croce. Così, dunque, proprio perché, in fondo, nessuna altra fi­ gura da essa si allontana, abbiamo potuto chiamare la croce maestra universale di chi opera magie, e, quasi, ricettacolo delle forze pro-

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prie degli spiriti planetari. E questo è uno dei segreti di quest' arte. Vi è da dire, ancora, che tutti gli uomini sono posti tra sette circoli planetari . E quando la virtù di uno spirito planetario si congiunge alla figura della croce, allora l 'opera acquisisce virtù e potenza su ogni altra figura, in modo che, se composta in forma d 'uomo, la sua potenza si infonde sugli uomini; se a forma di animale, allo stesso modo sugli altri animali. Tracciate queste figure nel modo suddetto, fa un turi bolo della stessa materia della croce, costruito in modo che sia tutto chiuso, fatta eccezione per la sua sommità, ove deve essere un foro che lascia uscire il fumo; da nessuna altra parte deve uscire i l fumo di quanto si vuole bruciare. In seguito, prendi la casa che hai scelto e deputata come idonea allo svolgimento di queste opere, nella quale solo l ' operatore possa entrare, e solo nel tempo di ese­ cuzione dell'operazione magica. Questa casa sia lasciata scoperta verso il cielo; il pavimento sia coperto dall'erba influente su quella determinata opera, e in essa non vi sia altro che questa erba. Prendi, pertanto, le suffumigazioni appropriate, che brucerai con il fuoco nel turibolo. Quindi poni la croce proprio sopra il turibolo, in modo che il fumo, uscendo da quello, passi dal braccio inferiore della cro­ ce a quello superiore. Tutto sia fatto al momento opportuno, in pre­ senza del pianeta dominante, come si è detto prima. Se tutto ciò sarà eseguito con ordine, il fumo della stessa suffumigazione giungerà alla sfera dei segni, seguendo linee rette e non sarà strappato dalle linee radiali dei pianeti opposti a quello dominante. E se la tua opera sarà compiuta sugli esseri inferiori della terra, a · essa si congiungerà l o spirito dei pianeti e la sua virtù scenderà su quanto è stato operato sulla terra, attraverso direzioni sue proprie; allora si adempirà ciò che l ' operatore ha richiesto. Chi intende im­ pegnarsi in questa scienza sappia da subito e comprenda bene che chiunque può possedere le potenze dei pianeti e le significazioni generali e particolari, nonché un tipo di potenza eventualmente su­ periore a un' altra potenza di diversa natura. Il segreto sta dunque nell'operare sul pianeta che ha, sulla tua opera, una potenza gene­ rale, e non particolare; e, meglio ancora, cerca di operare specifica­ mente con il suo spirito, con la sua stessa influenza. Se poi per caso il pianeta dotato di potenza generale sia anche dominante in relazio­ ne alla nascita del l 'operatore o comunque se l ' almutaz sia predo­ minante in essa, allora l' operato sarà maggiormente realizzabile. Il sapiente dice che non vi è altra strada o altro modo per congiungere

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incorporei a spiriti corporei, al di fuori di quello suddetto; è questo il segreto dell 'arte di cui discutiamo. Chi abbia operato tutto ciò che ho detto, senza incorrere in errori, potrà soddisfare i propri de­ sideri . Il sapiente Aaron disse che quando operò in questa scienza, conoscendo la propria data di nascita, poté discernere l ' ora della vicendevole congiunzione del suo corpo con lo spirito e, di conse­ guenza, conoscendo il pianeta che compose corpo e spirito all ' atto della sua venuta alla vita, poté discernere da ciò il pianeta dominante al momento della sua nascita. Se quello fosse stato caratterizzato da influenze negative, lui, Aaron, si sarebbe rivelato uomo fortunato; altrimenti, sfortunato.

CAPITOLO SESTO SULL' ARTE DI ATTRARRE GLI SPIRITI DEI PIANETI MEDIANTE MEZZI NATURALI ; QUALE NE SIA L' I�GINE E CHE GENERE DI VIRTU POSSEGGA

Nessuno può essere completo in questa scienza, a meno che non vi si sia rivolto per sua propria natura, assecondando la virtù e la disposizione propri dei pianeti. E Aristotele ribadisce questo prin­ cipio, come è nel libro Aztimehet, in quel passo nel quale così dice: "Una natura completa fortifica i filosofi, ne consolida l ' intelletto e la sapienza in maniera tale che in ogni sua opera riesca più facilmen­ te a esprimersi. Inoltre, tutti i sapienti di questa scienza la tennero nascosta tra loro per quanto fu loro possibile e secondo il grado di conoscenza di ognuno, né vollero svelarla a alcuno, a eccezione dei filosofi : gli stessi, poi, presentarono tutta la scienza e le sottigliezza filosofiche ai loro discepoli, oltre alle opere di spiriti dotati di una natura completa". In verità, chiamavano con questi quattro nomi gli spiriti della stessa natura completa: Meegium, B erzahuech, Nacdem, Nufene­ guedim, poiché, in ragione delle parti, sono quattro i nomi di questo spirito della sopra detta natura completa; e poiché gli stessi sapienti non erano provvisti di questa natura completa, la chiamavano con questi quattro nomi; nomi che rappresentano la potenza della stessa natura completa. Disse poi Ermete: "Quando in verità volli capire ed evincere i segreti d eli' opera del mondo e della natura stessa, mi posi sopra un pozzo molto profondo e buio, dal quale usciva un vento impetuoso, ma non riuscivo a guardarvi dentro per questa sua oscurità; e ogni volta che tentavo di sporgere in esso una candela accesa, subito questa veniva spenta dal vento. Quindi mi apparve in sogno un uomo imponente e di incredibile autorità, che così mi parlò: ' Prendi una candela accesa e mettila in una lanterna di vetro, sì che non si spenga per l ' impeto del vento, poi mettila nel pozzo, nel mezzo del quale vuoi fare luce e di lì afferrane l ' immagine, una volta tratta la quale dal pozzo, il vento che spira in esso si estingue­ rà, e, in tal modo, proprio nello stesso punto potrai tenere saldo il

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lume. Quindi illumina i quattro angoli del pozzo, dai quali riuscirai a evincere i segreti del mondo, la natura completa a la sua essenza, nonché le generazioni di tutte le cose ' . Gli chiesi chi fosse e d egli m i rispose : ' Sono l a natura completa e quando desideri parlare con me, chiamami col mio nome proprio e io ti risponderò ' . Quando infatti gli chiesi con quale nome veniva chiamato, mi rispose, e disse: ' Sono invocato e chiamato con i quattro nomi sud­ detti ; se mi invocherai con quelli, ti risponderò ' . D i nuovo g l i chiesi quando avrei potuto invocarlo e , nell' invo­ carlo, quali atteggiamenti avrei dovuto tenere. E lui rispose a me: ' Quando la Luna sarà nel primo grado del l 'Ariete, di giorno o di notte, come preferisci, entra in una casa pulita e splendida, in un angolo rivolto a Oriente della quale poni una mensa elevata da ter­ ra. Poi prendi quattro orci che abbiano la capacità di una libbra e riempine una di burro vaccino, una di olio di noci, la terza di olio di mandorla, la quarta di sesamo; poi prendi altri quattro orci della stessa grandezza delle altre, e riempile di vino. Quindi prepara un composto con l ' olio di noci, il burro, il miele e lo zucchero; poi prendi le stesse quattro brocche e questo composto che hai messo insieme e un vaso di vetro e lo stesso sia posto, in primo luogo, al centro della mensa: e sopra quello venga messo il composto che hai preparato. In secondo luogo poni quelle quattro brocche piene di vino in quattro punti della stessa mensa, sì che sia­ no distribuiti in questo modo : metterai la prima brocca a Oriente, la seconda a Occidente, la terza a Meridione e la quarta a Settentrione. Dopo di ciò prendi le altre quattro brocche e, per prima, metti quella piena di olio di amigdala vicino alla brocca di vino rivolta a Oriente; quindi metti quella piena di olio di noci a Occidente; a Meridione porrai invece quella piena di burro e a Settentrione quella che hai riempito con l ' olio di quella particolare sostanza ottenuta dalla me­ scolanza. Poi, di seguito, prendi una candela di cera accesa e mettila al centro della mensa; quindi prendi due turiboli pieni di carboni accesi mettendo nel l ' uno dell' incenso e del mastice e nell' altro le­ gno di aloe. Una volta fatte tutte queste cose, mettiti in piedi rivolto a Oriente e così, per sette volte, invocherai i suddetti quattro nomi; e dopo averli invocati per sette volte dirai : 'Mi rivolgo a voi, o spiriti potenti, forti e superiori, consapevole che proprio da voi traggono origine le scienze dei sapienti e gli intelletti delle menti sopraffine,

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e che, ancora, è merito della vostra virtù se sono risolte le questioni dei filosofi, affinché mi rispondiate e siate con me e mi possiate unire alle vostre potenze e virtù, fortificandomi con le vostre scienze cosicché io riesca a capire quello che non comprendo, sapere ciò che ignoro e vedere ciò che non riesco a vedere. Allontanate da me il senso del bisogno, la turpitudine, l ' oblio e la malattia e fatemi salire al grado degli antichi sapienti, di quelli, è evidente, che ebbero i cuori pieni di scienze, forme di saggezza, intelligenze e cognizioni : e imprimete queste stesse cose nel mio cuore, così da render! o ugua­ le in tutto e per tutto a quello degli antichi sapienti " . Quindi disse: ' Se farai ciò che t i ho detto, seguendo una a una le mie indicazioni, allora mi vedrai"'. Questo rito è descritto nel l ibro chiamato A ttimequem. E i sapienti antichi solevano farlo una volta all 'anno, rivolti ai loro spiriti, così che ordinassero le loro nature complete; fatto ciò, mangiavano insie­ me con amici tutto quanto stava sulla mensa così disposta. Aristotele inoltre disse che ciascun sapiente ha una propria virtù infusagli dagli spiriti alti, e proprio tramite queste potenze si aprono le serrature del senso e dell ' intelletto e si manifestano le varie scien­ ze. E questa virtù si congiunge a quella della pianta dominante nella scienza della natività; virtù che così intrinsecamente si dà e rafforza l ' intelletto. In verità anche gli antichi sapienti e re praticavano abi­ tualmente questo rito e pregavano con i suddetti quattro nomi per il fatto che con essi si aiutavano nelle loro scienze e nei loro lavori di natura intellettuale, nonché nelle moltitudini di affari e problemi; con essi si difendevano inoltre dalle insidie dei nemici e facevano molte altre cose. Il primo, cosa che poi anche Aristotele confermò, che operò con le immagini e a cui per la prima volta gli spiriti apparvero fu Ca­ raphzebiz: questi fu anche il primo a scoprire l ' arte magica e gli spi­ riti la prima volta in cui apparvero a lui medesimo, compiendo cose incredibili, e gli svelarono la natura completa, contro le scienze, e gli fecero capire tutti i segreti della natura e delle scienze. E lo spirito amico gli disse : "Tienimi vicino e non rivelare la mia presenza ad alcuno, a meno che questi non mi invochi o faccia sa­ crifici nel mio nome". Questo sapiente agiva secondo il volere degli spiriti e ne ricavava aiuto nelle proprie forme di potenza, nonché opere e azioni. E, da questo sapiente Caraphzebiz fino all ' altro chia­ mato Amenus, e Amenus fu il secondo a operare secondo il volere

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degli spiriti e nella magia, trascorsero 1 260 anni. Questo sapiente si esprimeva così nella sua dottrina, affermando cioè che un sapiente che volesse operare nella magia e servirsi della forza degli spiriti, deve allontanare da sé ogni cosa che rechi inquietudine e tutte le altre scienze eccetto questa, per il fatto che si potrà così raggiungere più facilmente quello verso cui, in modo assai rigido, indirizzano la propria attenzione tutti i sensi e le intelligenze, nonché i pensieri; e quando fortemente coincideranno su questa scienza magica rifles­ sioni assidue, sarà opportuno che chi la maneggia non si occupi di altra cosa che questa. E il greco Timitintim ha espresso la medesima opinione all ' inizio del suo libro, riguardo al fatto che se qualcuno ha voluto addentrar­ si in quest' arte, è necessario che liberi il proprio volere e i propri pensieri da determinati problemi, dal momento che la radice e il fondamento di tutta la magia consistono nel pensiero. Aristotele ha affermato inoltre che l 'immagine è detta così per il fatto che le forze dei suoi spiriti sono congiunte e che quindi l ' im­ maginazione è inclusa là dove la virtù consiste in uno spirito re­ cluso. Le fortezze degli spiriti sono quattro, ossia il senso, che nel mondo è ben ordinato, lo spirito della cosa dalla quale lo spirito stesso è attratto, lo spirito completo di riflessione, sano e illeso, e lo spirito della cosa lavorata a mano. Questi tre spiriti che esistono nella materia, nella volontà e nell ' opera, sono riuniti in relazione al senso della riflessione completa, che abbiamo detto essere bene or­ dinata nel mondo, e attrae i raggi (dei pianeti), riversando li poi sulle cose che intende comporre, proprio come avviene in uno specchio che, quando viene alzato in direzione del sole fa sì che i raggi di quello siano riflessi nella zona d 'ombra adiacente e con la sua luce raccoglie i raggi del Sole rigettandoli nel posto ombroso, che subito viene così reso luminoso; eppure per questo non è sminuito di alcun­ ché dalla luce solare. E i tre spiriti sopra menzionati operano in modo che quando lo spirito superiore del tatto, del movimento e della quiete si congiunge al senso del mondo, le forze dello spirito stesso sono attratte e si fon­ dono l'una nell'altra: è questa la radice dell' immagine o talismano e della sua denominazione. Socrate disse che la natura completa è il solo cimento del sapiente e la sua intima radice. Quelli che interrogarono il sapiente Ermete, chiedendogli con quali cose la scienza e i filosofi potessero unirsi,

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ricevettero come risposta la seguente: "Con la natura completa". Lo interrogarono di nuovo chiedendogli : "Quale è la radice della scien­ za e della filosofia?" ed egli rispose "La natura completa". Quindi lo interrogarono in modo ancora più incalzante: "Quale è la chiave che apre le porte della scienza e della filosofia?". Rispose : "La na­ tura completa". Allora gli chiesero che cosa fosse mai questa Na­ tura completa e la risposta fu: "La natura completa è lo spirito del filosofo e del saggio, legato insieme al pianeta che lo governa. È lui che apre le serrature della scienza, da cui si comprendono tutti quei misteri altrimenti pressoché incomprensibili, e da dove inoltre sgor­ gano le opinioni sulla natura, direttamente, sia nel corso del sonno che nella veglia". Perciò, da quanto è stato detto, risulta esser chiaro che la natura completa sta nei confronti del sapiente o del filosofo nella stessa condizione in cui il maestro è posto nei confronti del discepolo, ma­ estro che prima gli insegna ciò che è fondamentale e semplice, poi, per gradi, passa a ciò che è sempre più importante e complesso, fino a che il discepolo è reso padrone della scienza. Così opera propria­ mente la natura predetta, tramite la sua virtù e influenza, disponendo l ' intelletto del filosofo secondo una naturale inclinazione. E puoi capire che è necessario riportare alla memoria le cose predette, con­ cludendosi da queste che è impossibile che alcuno pervenga a questa scienza se non vi è naturalmente portato per indole, tanto per propria virtù quanto per la buona disposizione del pianeta dominante al mo­ mento della sua venuta al mondo.

CAPITOLO SETTIMO SULL' ATTRAZIONE DELLA VIRTÙ DEI PIANETI E SUL MODO ATTRAVERSO IL QUALE POSSIAMO COMUNICARE CON ES SI, NONCHE SUL MODO IN CUI L' EFFETTO SI DIVIDE PER PIANETI, FIGURE, SACRIFICI, ORAZIONI, SUFFUMIGAZIONI E PROPOSIZIONI; SULLO STATO DEL CIELO NECESSARIO A CIASCUN PIANETA Un tale sapiente, di nome Athabary, in base a quanto poté scopri­ re in libri composti da antichi autori sulle operazioni magiche, per quel che riguardava l ' operato dei sapienti nelle ricezioni delle for­ ze planetarie, così parlò in merito al comportamento che si doveva prima di tutto assumere : "Se vorrai comunicare con un pianeta o comunque chiedergli un favore che ti è necessario, in primo luogo, purifica dinanzi a Dio la tua volontà e la tua fede, e fai particolare attenzione nel non adorare altri idoli ; quindi purifica il tuo corpo e i tuoi vestiti da ogni sporcizia. In seguito, analizza la natura del pianeta al quale la tua richiesta è indirizzata. Quando vorrai entrare in comunicazione col pianeta cui è rivolta la preghiera, vestiti con indumenti che abbiano colori a quello congruenti; in questo modo opererai suffumigazioni appropriate e ti avvarrai delle opportune orazioni . Farai tutto ciò quando il pianeta permarrà nelle situazioni e disposizioni anzidette, osservate le quali raggiungerai ciò che ti eri prefisso come scopo. Ora invero recitiamo . brevemente le pre­ ghiere appropriate a ciascun pianeta. Fai riferimento a Saturno in quelle preghiere volute dai vecchi e dagli uomini generosi, dagli uomini più anziani della città, dai sovrani, dagli eremiti, dai col­ tivatori della terra, da coloro che rendono città ed eredità, dagli uomini egregi, dagli agricoltori, dai costruttori di edifici, dai servi, dai ladri, dai padri, dagli avi e dai bisavoli. Se poi sarai afflitto dai dolori o dai pensieri o comunque gravato dalla malinconia o dalla malattia, dovrai chiedere di buon grado favori a Saturno nei modi che sopra ho illustrato oppure con uno qualsiasi degli artifici cui ho

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fatto prima riferimento, e ti riferirai alle cose che più propriamente appartengono alla sua natura, secondo le modalità che ho intenzio­ ne di renderti chiare fra poco; in questo modo, nella preghiera a lui invocata, troverai giovamento per te con Giove. Il segreto sta nel chiedere non preghiere qualsiasi, bensì solo quelle attribuite al dominio proprio del pianeta in questione. A Giove chiedi ciò che è sotto la sua competenza, ossia le preghiere degli uomini sublimi, di potestà, di prelati, di sapienti, di predicatori della legge, di giu­ dici, di bravi uomini, di interpreti dei sogni, di eremiti, di filosofi, di re, dei loro figli e nipoti, di soldati e di cugini ; preghiere di pace e di mercimonio; chiedi a lui, insomma, tutto quanto sia simile [accostabile] a quello che ti ho appena detto. A Marte chiedi quanto è sottoposto alla sua natura, ossia preghie­ re contro soldati, ufficiali, combattenti, o comunque persone che agiscono in contesti militari; preghiere per ottenere l ' amicizia dei re, per coloro che distruggono città e cose, arrecano danni ai propri simili, per coloro che uccidono, decapitano uomini, e con il fuoco nelle locande operano simili delitti, per coloro che litigano, per i pastori, per i ladri, per i compagni di strada, i mendaci, le spie e i fratelli. Allo stesso modo rivolgiti a Marte per le malattie che col­ piscono il corpo dall' inguine in giù, e anche per le flebotomie, i ri­ gonfiamenti e simili mali; in queste preghiere troverai conforto con l ' aiuto di Venere, poiché la natura di questo pianeta dissolve quello che è messo in opera da Marte e rettifica ciò che Marte influenza invece in chiave negativa. Al Sole manifesta preghiere a lui congrue, quali sono quelle ri­ volte a re, a figli di militari e di re, a uomini di grande valore capaci di amare la giustizia e la verità e spregiatori di falsità e violenza, a coloro che desiderano una bella fama e sperano di essere lodati dagli uomini, agli ufficiali, ai clerici, ai fisici, ai filosofi, ai grandi uomini, tali perché umili, agli uomini dotati di buon senso e magnanimi, ai fratelli maggiori, ai padri e via dicendo di seguito. A Venere richiedi quanto è di sua pertinenza; lo sono le preghiere a favore di donne, bambini e bambine, figli e in generale quelle in­ dirizzate a ottenere l ' amore delle donne e l ' unione fisica con esse; le preghiere di uomini conosciuti, di cantanti e musicisti, di giocatori e di uomini dediti alle delizie mondane, di viziosi, di servi e serve, di mariti, di madri, di amici, di sorelle e persone affini ; in queste preghiere trarrai giovamento dall ' aiuto di Marte.

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A Mercurio avanza preghiere che siano appropriate a notai, scribi, matematici, geometri, astrologi, grammatici, retori, filosofi, dialettici, poeti, figli di re e loro segretari, comandanti, mercanti, m inistri, avvocati, servi, bambini, bambine, fratelli minori, pittori, disegnatori e simili. Alla Luna domanda ciò che le compete e ciò che è appropriato alla sua natura, come le preghiere contro re, abitanti di città o di vil­ laggi, comandanti, messaggeri che percorrono tanto la terra quanto i l mare, indefessi contadini, geometri, nobil i caricaturisti, marinai esperti nelle arti nautiche, popolazioni intere, esperti di geomanzia, mogli separate, regine, madri, ragazzi imberbi e via dicendo. Ho poi deciso di descrivere la natura di ciascun pianeta, le cose appropriate a ciascuno di essi e il loro significato. È necessario parti­ re da Saturno. Esso è freddo e secco, procura mali e danni, è foriero di un odore cattivo e fetido, è superbo e traditore, poiché non man­ tiene le promesse fatte. Opera in ciò che riguarda campi e fiumi, in ciò che attiene ai contadini , alle controversie e ai lunghi viaggi, alle tappe forzate, alle grandi e secolari inimicizie, alle malefatte, alle battaglie, alle cose fatte senza voglia e forzatamente, alle fatiche. Quando il suo movimento è diretto, dà significato alle parole veri­ diche, alla speranza, al colore nero, alla vecchiaia, agli edifici, alla paura, ai grandi pensieri, alle sollecitudini, alle ire, ai tradimenti, ai dolori, alle pene, alla morte, alle eredità, agli orfani, ai luoghi anti­ chi, agli estimi, all ' assiduo eloquio, alla scienza di ciò che rimane celato, ai significati nascosti e profondi presenti nelle scienze. Se il suo moto, al contrario, è retrogrado, dà significato a sostenere infor­ tuni, debilitazioni o malattie, carceri e guai in ogni settore della vita; se è rivolto a un altro pianeta lo debilita e lo rende funesto in tutte le sue qualità. Se un operatore gli avanzerà una preghiera nel momento in cui il suo moto è retrogrado, riuscirà a ottenere quanto si è prepo­ sto solo con molestie, miseria e grandi fatiche. Qualora sia retrogra­ do in una delle sue dignità cagionerà l ' accrescimento funesto delle proprie prerogative; se, però, gode di potenza e di dignità sull' ascen­ dente, allora risulta essere certamente più fausto e moderato. Giove è caldo e umido, temperato e fortunato (è infatti detto mas­ sima fortuna) e segue Saturno nell ' ordine dei pianeti. Dà significato a ciò che è compiuto con sottigliezza, ai corpi degli animali, alle imprese, agli aumenti di animali, ai giudizi retti, all 'amabilità e alla perequazione in tutte le cose, al sentimento, alla mansuetudine, ai

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detti veridici, alla verità, alla buona credenza, alla fedeltà, alla ca­ stità, all' onore, alla gratitudine, alla facondia, ai sostentamenti delle buone parole, alla giusta sensualità e all ' intelletto, alle scienze, alla filosofia, alla dottrina, a ciò che mira alle giuste regioni e alla pace, all ' onorare gli uomini, al miglioramento di tutti i negozi, all ' integra­ zione delle preghiere, alla volontà dei re, all ' amore per le ricchezze e alla loro accumulazione, alla mansuetudine, alla liberalità, ai sa­ crifici, all ' aiuto degli uomini in qualsiasi cosa si faccia e in qualsiasi opera, all ' amore per i popoli e le terre abitate, a chi fa del bene al prossimo, alla pietà, a chi mantiene in ogni comportamento lo spirito della legalità e del buon servizio, all ' amore per i luoghi che ricordano gesti di fedeltà, agli uomini dai discorsi onesti e caratte­ rizzati dalla decenza nel vestire, dalla bellezza, dalla gioia, dal riso e dalla disponibilità alla "chiacchiera", dalla felice e facile dialettica, dall' aspetto benigno; dà altresì significato a quegli uomini che ama­ no il bene, cercando di evitare il male. Marte è caldo e secco, infausto, cagione di danni e di mali. Presa­ gisce danni, cattive opere, saccheggi di case e di città, siccità e ca­ renze di pioggia, fuoco, combustione, diversità, sangue, impetuosità d' ogni tipo in sua presenza, giudizi cattivi e trasversali, oppressioni, dolori, morti di uomini e distruzioni di ogni cosa, rovine, liti, guerre, battaglie, terrori, discordie fra uomini, ansietà o miserie, pene, fe­ rite, carceri, miseria, fuga, litigi, stoltezza, tradimenti e maledizioni verificatesi senza alcuna coerenza interna, poca gioia e bugie, ingra­ titudini, vita breve, verecondia, intercessioni di fuoco, interramenti e mancanza di conforto, discordie, conflitti e ire, atteggiamenti ille­ gittimi, paura, poca legalità, tradimenti, sacramenti falsi ed estima­ zioni di ogni opera, atteggiamenti empi in una sessualità caratteriz­ zata dai gesti malvagi di chi, ad esempio, desidera accoppiarsi con bestie, altri animali oppure ancora con mogli d 'altri, uccisioni di figli, dannazioni di creature e infanticidi, turpi depredazioni, truffe e inganni, baratterie malvagie in ogni affare, miseria, trame, denu­ damenti, violenze, saccheggi di strade; oltre a ciò Marte caratterizza chi rompe muri nella notte, azioni di violenza e di scasso alle porte, tutto ciò che in genere contrasta con la verità e la legalità. Il Sole è caldo e secco; un misto di bene e di male nella sua pro­ prietà; influenza positivamente e negativamente, fa del bene e del male a seconda; rende fortunati e sfortunati. Prelude e rende palesi sentimenti e ragioni, esaltazioni e altri onori, ma senza paura, an-

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che leggermente, rende gli uomini meritevoli contro i nemici, e pro­ cura morti violente, leggermente sopportabili; mostra grandi cose agli amici che si danno da fare (cioè adatti a lui e meritevoli nei suoi confronti); favorisce coloro che collegano molte cose, nonché coloro che cadono simultaneamente in rovina, elargisce beni e, di tanto in tanto, agisce sia bene che male; incide su chi osserva le leggi e le promise; induce gli uomini ad amare il bene e la gioia, influendo su quelli dotati di grande eloquenza e capaci di replicare con facilità in tutte le situazioni della vita; aumenta il desiderio di acquisire ricchezze; informa l ' uomo bramoso di giustizia; ha parti­ colare azione su coloro che parlano della buna forma degli uomini e sulla possibilità di godere di cariche e dignità presso gli altri, crean­ do situazioni di totale legalità e bontà; la sua proprietà è oltremodo necessaria ai re e ai grandi uomini della terra, in particolar modo in relazione ai loro modi di vivere; questo, altresì, può essere detto ri­ guardo dell ' efficacia di quei minerali preziosi e ornati destinati alla fabbricazione delle corone dei re o di altri uomini importanti che producono liberamente grandi effetti. Venere è fredda, umida e benevola. Prelude alla graziosità e allo splendore, al valore, ai giochi di parole, all ' amore per le cantilene e alla gioia, alle illustrazioni, al riso, ai dipinti, alla bellezza, alla corposità, alle pulsazioni di strumenti a fiato, agli strumenti a corda, all ' amore coniugale, al desiderio di spezie e di oggetti caratteriz­ zati dal buon odore; induce i sogni, provoca la voglia di giocare a scacchi o a dadi; introduce il desiderio di dormire accanto alle mogli, facendo con loro l ' amore e desiderando la loro fedeltà; vuole apparire graziosa e ama la libertà, la magnanimità e la gioia; re­ spinge l ' ira, le risse, le vendette, la volontà di giustizia sommaria; desidera conservare il desiderio e la buona volontà per gli amici, indifferente ai giudizi del mondo; ha ingresso ai falsi giuramenti; è incline alla bramosia; ama la crapula; adora le molteplice acrobazie sessuali, consumate in modo incessante e senza curarsi dell ' incon­ gruità del luogo allo scopo in questione, sì che le donne si abituino ora a questo ora a quell 'uomo, indifferentemente; Venere facilita l ' amore per i figli e per le buone azioni nei confronti dei fanciulli; sviluppa la capacità di tendere all ' eguaglianza nelle proprie azioni, di amare e vivere con mercanti e di essere amati dalle mogli; facilita la possibilità di essere apprezzati; caratterizza il buon intenditore, l 'uomo dedito alla costruzione di opere stabili, il muratore e colui

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che lavora le pietre, l 'uomo dotato di dolce facondia; chi disprezza il mondo, senza tememe alcunché; chi aiuta gli uomini per non avere guai con essi; designa il cuore debole e la volontà vile nella lite o nelle battaglie e fornisce significato a chi ama le bellezze che a lei somigliano; ha efficaci effetti su chi opera tinture e su chi lavora diligentemente nella propria professione; su chi vende merci, spezie e orazioni, sull'uomo fedele alle legge, su quello assuefatto ai sapori della scienza e ai consigli di chi proibisce la filosofia. Mercurio è il pianeta proteiforme, capace di assumere le forma più svariate, ed è ricettivo della natura degli altri pianeti, vale a dire favorevole con i favorevoli e sfavorevole con gli sfavorevoli. Dà significato al sentimento e ali ' intelletto razionale, alla pregnante eloquenza e ali 'intelligenza delle nozioni serie e profonde, al buon intelletto, alla facile memoria, al buon apprendimento, ali ' idoneità neli' insegnare le scienze, a coloro che si applicano alle scienze e alla filosofia, alla comprensione degli eventi, all' aritmetica, alla geome­ tria, all 'astrologia, alla geomanzia, alla negromanzia, agli indovini, agli scribi, alla grammatica, agli oratori modesti, alla relativa com­ prensione degli oracoli sapienziali, a chi lavora nelle scienze ricer­ candovi la gloria, a chi aspira a scrivere libri, versi, poesie, ai narra­ tori, agli scrittori di matematica o scienza, a chi desidera apprendere i segreti dei sapienti, a chi espone la filosofia, a chi usa misericordia con gli altri uomini, a chi ama la mansuetudine, il buon senso e i piaceri della vita, al prodigo e al distruttore di ricchezze, a chi si dedica ai commerci e alle compravendite, a chi tratta di cause e af­ fari con gli altri, all' uomo astuto e ingannevole, che pensa sempre al male e tiene segrete le proprie trame, al mendace, al falsificatore di strumenti, a chi è timido tra le persone scontrose, abile in tutte le mansioni, instabile nelle rimanenti attività che afferiscono ai diversi magisteri, coloro che si intromettono e gli audaci nelle imprese che richiedono particolare acume, sempre spinto da una forte ambizio­ ne, colui che agisce con cupidigia, quanti si muovono a scopo di lucro, ora sostenitori di uomini e amici, capaci di sostenere costoro dal commettere atti illeciti. La Luna è fredda e umida. Influenza l ' intraprendere opere, le grandi riflessioni, il buon senso e le cause dell'azione, gli ottimi orpelli linguistici che corroborano i consigli, la vanità dell ' esser lo­ quaci, l'audacia in ogni impresa, le necessità del vitto e i desideri di quanto è sottoposto alla fortuna, i buoni costumi nei rapporti umani,

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l ' uomo grazioso e amabile in ogni circostanza, quello pulito, l ' uomo che si accosta ai propri obiettivi a piccoli passi, quello che detiene una volontà sana e chiara con gli altri uomini, colui che ha sempre desiderio di mangiare e poche volte concede alla moglie le gioie di Venere, l ' uomo che dissuade dal commettere ingiustizie e l ' uomo che si comporta in modo affettato perché si dica bene di lui, l ' aman­ te delle cose gioiose e belle, lo studioso delle scienze difficoltose e degne di valutazione, quali l ' astrologia, la magia, e le altre discipline inerenti alla tradizione ermetica, l ' uomo fedele e desideroso di avere figli e nipoti per condividere con essi casa, famigliarità e parentela; l ' uomo amato e onorato dai suoi simili, contrario alle ingiustizie e probo in qualsiasi circostanza si presenti; la Luna inoltre, a causa della diversa qualità di rappresentazione della propria qualità, può altresì dare significato all ' oblio e alla necessità. Ora ti esporrò le modalità per mezzo delle quali è possibile comu­ nicare con Satumo. Quando vuoi avere rapporti con Satumo e de­ sideri chiedergli qualcosa, è opportuno che tu aspetti sino che esso non abbia raggiunto una posizione favorevole, ovvero quando esso si trova sotto il segno della B ilancia, che è la posizione più favo­ revole, e rappresenta il suo apice; quindi, puoi farlo anche quando esso è nell 'Acquario, che è la sede propria della sua gioia e da ulti­ mo nel Capricorno, che rappresenta la sua seconda sede. Se non ri­ uscirai ad avere Satumo in una di queste tre posizioni, allora ponilo a oriente rispetto a uno dei suoi ultimi angoli, o di quelli triplicati o di quelli succedanei (fra tutti, si deve scegliere l ' angolo posizionato al centro del cielo), diretto nel proprio corso e posto nella quarta sede maschile, in modo che, come detto prima, volga lo sguardo a oriente. Guardati bene dalle sue dannazioni e sventure, e soprattutto dal peggiore di questi casi, il suo quarto aspetto rivolto a Marte; e guarda che il suo percorso non sia calante. L' importante (su questo comportati con diligente attenzione) è che tu sappia badare bene che il pianeta sia in buona posizione e qualità e lontano da influssi sfavorevoli, in quanto, trovandosi in questo stato, esso è assimilabile a un uomo di buona volontà, di spirito e di grande magnanimità, capace solo molto raramente di negare al postulante quanto gli vie­ ne chiesto. Quando però il medesimo pianeta è retrogrado nel suo percorso o scende dagli angoli, è simile a un uomo pieno di ira e di cattiva volontà, facilmente propenso, peraltro, a negare quanto gli viene chiesto. Quando allora avrai posto Satumo in buona dispo-

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sizione come si è detto, e vorrai comunicare con lui e indirizzar­ gli preghiere, dovrai vestirti di panni neri, comprese tutte le vesti che coprono il tuo corpo; indosserai dunque il mantello nero inciso alla maniera dei dottori, e calzature del medesimo colore. Quindi recati nel luogo deputato all 'opera, lontano da tutti gli altri spazi e umilmente appropriato a essa, e incedi con umile predisposizione d ' animo a somiglianza delle usanze giudaiche, e questo poiché Sa­ turno è stato il signore della loro congiunzione. Tieni un anello di ferro nella mano e porta con te un turi bolo sempre di ferro nel quale avrai cura di porre carboni accesi tra i quali dovrai introdurre una miscela di suffumigazioni, la cui composizione è la seguente: prendi parti uguali di oppio, di erba Stirax officinalis, di zafferano, di semi di lauro, di noce, di assenzio, di brandelli di lana, di coloquintide, di gatto nero selvatico. Pulite le parti sporche, farai di tutto ciò un insieme doverosamente mescolato con urina di capra nera, e di tutto questo farai fili sottilissimi. Quando vorrai operare prendi una benda e ponila sui carboni accesi del turibolo, riservandone alcuni ; quindi voltati in direzione della sede di Saturno. E mentre il fumo si innalza dal turi bolo, recita questa preghiera: "O Signore grande e dal i' eccel­ so nome, che abiti nel cielo superiore di tutti i pianeti, e tu che sei stato reso sublime e intoccabile da Dio ! Tu sei il Signore Saturno, freddo, secco, latore di bene, veridico nella tua amicizia, fedele nelle tue promesse, coerente e perseverante nelle tue amicizie e inimici­ zie; tu che possiedi intelletto lungimirante e profondo; tu mai risulti menzognero nelle parole da te promesse; solo e isolato nelle tue opere, distante dagli altri con tristezza e dolore, lontano da gioie e da feste; tu che sei vecchio, anziano, sapiente e distruttore del buon intelletto, tu, padrone del bene e del male. È misero e triste colui che incappa nella tua sfortuna, felice chi in te trova sollievo e risposta. In te Dio ha posto potenze, virtù e spiriti capaci di agire bene o male. Ti prego, Padre e Signore, per tutti i tuoi attributi e per tutte le tue mirabili opere, di degnarti di fare questo per me". A questo punto di­ rai la tua preghiera gettandoti a terra, col volto sempre rivolto verso Saturno, in atto di umiltà, tristezza e mansuetudine, e la tua volontà sia pura e ferma nel proposito che gli hai reso manifesto; ripeterai poi la preghiera più volte. Tutto questo dovrà essere fatto nel giorno e nell ' ora prefissati. Sappi che la tua preghiera sarà così adempiuta e ne potrai vedere le conseguenze.

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Altri sapienti, tuttavia, utilizzano altre preghiere, altre suffumi­ gazioni. Quando vogliono pregare Saturno, si valgono della miscela che ora ti riferirò. Prendi, contestualmente, parti uguali di abrotani, i semi di berice, di radici di ginepro, di noce, di datteri vecchi, di cardi mariani. Il tutto sia purificato e mescolato con buon vino vecchio (cioè invecchiato per molti anni). Se ne confezionino poi delle pillo­ le che tu serberai pronte per l 'uso. Quando vorrai operare, fai come ti ho detto prima, ed estratte le pillole dalla miscela suddetta, ponile nel turibolo dopo esserti rivolto verso Saturno. Quando il fumo si innalza pronuncia queste parole: "Nel nome di Dio e di Heyli, che è l ' angelo che Dio ha deputato alle forze e alle potenze di Satumo per accumulare atti freddi. Tu, che risiedi in verità nel settimo cielo. Ti invoco in tutti i tuoi nomi, cioè : Zohal in arabo; Satumus in la­ tino; Keyhven nell'idioma fenicio, Koronez in romano, Hacoronoz in greco, Sacas in indiano; in tutti i tuoi nomi ti invoco e ti amo. E mi lego con giuramento a te nel nome del Dio eccelso, che ti con­ ferisce potenza e spirito, affinché tu possa accettarmi e accogliere la mia preghiera per quell' obbedienza che tu mostri a Dio e al suo dominio, così da procurarmi quanto io ora ti chiedo". A questo punto reciterai la tua preghiera, prestando attenzione che non si spenga la suffumigazione tra i carboni del turibolo. Pronunciata per una volta la preghiera sopra detta, ti getterai a terra volto a Satumo secondo la sua natura. Quindi ripeterai più volte la preghiera ed eseguirai in fa­ vore di Satumo il sacrificio che adesso ti spiegherò. Decapiterai un capro nero, e farai in modo di raccogliere e custodire il suo sangue; estrai da esso il fegato e brucialo tutto nel fuoco; quindi versa sul tutto il sangue. E, così facendo, otterrai di certo quanto hai richiesto. Quando vuoi parlare con Giove dovrai eseguire quanto sto per dirti. Se vorrai parlare con Giove ponilo in buona posizione, secon­ do quanto è già stato detto prima a proposito di Saturno. Quindi vestiti di panni gialli e bianchi e recati nel luogo che hai preparato per queste opere, avendo provveduto a che esso sia umilmente e mansuetamente isolato, a somiglianza dei luoghi scelti dagli ere­ m iti e dai cristiani, dopo esserti peraltro munito di una cintura e di un anello al dito, nel quale sia posta una croce; indossa anche un mantello bianco, prendi un turibolo costruito con i metalli di Giove e ponigli dentro del fuoco acceso. A questo punto, sarà necessario predisporre una suffumigazione: prendi allora parti eguali di classe, di benzoino, di piedi di colomba, di peonia, di calamo aromatico, di

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resina di pino, di semi di elleboro. Preoccupati di !avarie e mesco­ larle con vino puro e ben invecchiato (cioè di molti anni); fanne così delle pillole. Quando vorrai realizzare un' opera magica fa' come ti ho detto e getta una di queste pillole nel fuoco del turibolo. Quindi, tutto proteso verso Giove, pronunciando questa preghiera indiriz­ zata a lui. "Ti benedica Dio, Santo Signore, che sei massima fortu­ na, caldo e umido, equo in ogni tua azione, comune, affascinante, sapiente, veritiero, padrone di verità e di eguaglianza, lontano da ogni male, pietoso e amante di chi serve le leggi divine, spregiatore del mondo e dei suoi vizi, dedito ali ' ammirazione delle leggi e dei servizi a esse prestati, supremo nelle tue volontà, foriero di bene e libero per tua stessa natura; supremo e onorato nel tuo cielo, fedele alle promesse fatte, veridico tra gli amici. Ti scongiuro, soprattutto per i nomi d eli ' alto Dio che ti conferisce potenza e spirito, di esau­ dire questa mia richiesta, per mezzo della tua buona volontà e degli splendidi effetti, nonché per la tua nobile e preziosa natura". Qui gli esporrai il tuo desiderio. "Tu infatti sei l ' origine e il creatore di quanto è assolutamente buono. Esaudirai, pertanto, tutte le preghie­ re indirizzate al bene". Altri sapienti, in verità, nel pregare Giove si avvalgono di dif­ ferenti preghiere e suffumigazioni. Eccone l ' essenza. Prendi parti uguali di policaria (quercia), di incenso e di celtice, tre parti di mir­ ra, due di zibibbo mondato. Il tutto, se bisognoso di essere lavato, sia passato con acqua e mescolato con vino ben invecchiato; se ne facciano pillole da conservare poi per l ' uso. E quando vi sarà la necessità di operare, se ne ponga una nel turibolo, come si è detto sopra a riguardo di Satumo. Tu, inoltre, fai in modo di vestirti da frate o da monaco, e poni sul tuo capo un libro di materia giuridica. Quindi ti recherai in modo umile e mansueto nel luogo ove hai in­ tenzione di operare. Volgi la faccia al cielo ove riposa Giove. "Oh angelo Raucayhieil, che Dio ha posto accanto a Giove ! E tu, Giove, che sei fortuna massima, completa, e creatore del bene di tutto ciò che è in se stesso perfettamente compiuto. Tu, in verità, sei sensa­ to, sapiente, di buon intelletto, lontano dalle cattive opere, da ogni malizia e dalla turpitudine. Ti invoco e ti chiamo in tutti i tuoi nomi, ossia Misteri nella lingua araba, Giove in latino, Bargis in fenicio, Dermiz in romano, Raus in greco e Haztat in indiano. Ti scongiuro per le forze e lo spirito che Dio ha posto in te, per l ' obbedienza che a lui mostri, per la tua bontà e per i tuoi mirabili effetti, nonché per

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la tua natura buona, limpida e pura, affinché tu m i possa esaudire". A questo punto pronuncerai la tua preghiera. Prostemati a terra pre­ gando e pronuncia più volte ancora le suddette parole. Quindi pren­ derai un agnello bianco, lo decapiterai e lo getterai tutto nel fuoco, poi ne mangerai il fegato. In questo modo si verificherà quanto ti sei preposto di ottenere. Vi sono altri che invocano Giove senza suffumigo alcuno, allo scopo di liberarsi dalle tempeste del mare per mezzo delle sue virtù. Rasis scrisse quanto segue nel suo Libro sulla metafisica: quando è necessario fuggire, nella circostanza del verificarsi di pericoli mari­ ni, voltati verso Giove, se la sua posizione si trova al centro dei cieli e pronuncia queste parole: "Ti renda salute Dio, o nobile pianeta, alta stella, preziosa e onorata! In te Dio ha posto il potere e lo spirito di compiere il bene, e di dare forma e vita ai corpi che si introducono nella legge divina, di aiutare i naviganti in mare e conservarli sani in vita. Ti prego, in nome di quella forza che Dio ha posto in te, perché tu mi possa concedere, quale emanazione della tua luce è del tuo spirito, ciò che mi potrebbe qui tornare d' aiuto, e perché tu purifichi e mondi lo sporco presente della mia natura, così che il mio senso e il mio spirito possano essere illuminati sulla strada della conoscenza e della comprensione delle cose". Se avrai eseguito questo insegna­ mento a regola d' arte, allora vedrai innanzi a te l ' immagine di una candela accesa; se non la vedrai allora questo ti ammonisca di non avere fatto debitamente quanto ti era stato richiesto. In questo casi ripeterai il tutto sino a che non vedrai, come detto sopra, una candela accesa: [solo] a quel punto avverrà quanto tu ricerchi. Ma se c'è qualcosa nella quale i sapienti concordano fra loro, è circa il fatto che tu devi fare in modo di disporti verso la sede di Giove dicendo : "Ti sia benigno Dio, oh Giove, pianeta perfetto e di nobile natura, alto, onorato, prezioso e benigno padrone, caldo e umido e di natura assimilabile all ' aria, eguale in tutte le tue opere, sapiente, veridico, amante delle leggi divine, sapiente e amante di quanto suscettibile di credenza e custodia, dominatore della verità e della legge giuridica, fortuna massima, lucente, completo, diretto, eguale, giusto nei giudizi, pietoso, alto, onorato, spregiatore delle basse conoscenze di questo mondo, amico assiduo della volontà fie­ ra e di tutte le cose sublimi cui sei collegato per natura e volontà, zelante nelle parole e nelle promesse, sincero con gli amici, realiz­ zato nelle manifestazioni di bontà e lontano da ogni malizia e turpi-

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tudine; sei pulito e timoroso di Dio, datore di spirito di fortezza e padrone della legge buona e veridica, distante da tutte le opere e discorsi malvagi (la tua fama e la tua forza è proprio quella di soste­ nere la legge con senso, mansuetudine, intelletto e acutezza), amico di sapienti e di ogni espressione di saggezza, interprete dei sogni, amante di chi sostiene le leggi divine, aiuto per amici e conoscenti, trionfatore immediato della verità, amico di re, di uomini sublimi,. di soldati e di regni, raccoglitore di ricchezze e accumulatore intento a uti lizzare le medesime in favore delle gente, dei sacrifici resi a Dio e dei suoi bene piaciti, aiuto di uomini dediti al bene e osservanti le leggi e i compiti che Dio impone, osservante delle promesse e delle dichiarazioni legali, protettore di luoghi e terre abitate e di popoli, amante degli uomini, pietoso, aiuto delle loro popolazioni, custode delle promesse, amante dei tripudi, dei discorsi, delle alte aspirazio­ ni, delle cose gioconde, del riso, dell ' assidua parlantina, del com­ portamento sensato, dell'amoreggiare con una donna in modo lecito e legale, spregiatore di tutte quelle opere malvagie che si discostano dalla legge, capace di valorizzare i buoni comportamenti ai quali vuoi adattarci; tu comandi di odiare le opere malvagie e di esserne privi . Ti sia di giovamento Dio, baciato dalle cure di lui ; a te Dio ha concesso pietà e bontà. Tu attribuisci agli spiriti mondi, che operano e vivono nel servizio più completo di Dio, buoni influssi e li custo­ disci da ogni male e cura terrena. Tu che sei portatore di tempeste tra le onde del mare, salva dai pericoli chi invoca Dio. Ti prego di illu­ minare noi, i nostri figli e la nostra società con i beni or ora menzio­ nati; degnati di aiutarci per quelle forze e quello spirito alto e onora­ to che Dio ha posto in te, col quale possiamo rendere prosperi i nostri corpi e le nostre azioni, aumentare il patrimonio e rimuovere da noi cattivi pensieri, tristezza e miseria, sì che possiamo invocare la povertà o le vive preoccupazioni di questo mondo; in modo che, per altro, riusciamo a vivere un' esistenza ornata da ogni abbondan­ za, ed eseguiamo quelle opere che sole piacciono al nostro S ignore Iddio; e ancora perché, con le tue forze e con il tuo spirito possa ir­ robustire i nostri corpi, al punto che siano baciati solo dalla salute e sottratti all ' infermità e al dolore; così sia protetta la nostra vita e da noi siano allontanate le infermità e le infauste occasioni. Infondi sopra di noi la virtù del tuo spirito sublime, nobile e alto, grazie alla quale possiamo conseguire rispetto, la verecondia e il timore di tutti gli uomini, in modo che costoro ci amino e che noi possiamo ritirar-

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c i dalla terra e dagli uomini che eventualmente volessero i l nostro male, sì da irretire qualsiasi loro fatto o detto. Ti esorto anche a che riusciamo a divincolarci dai mali tramati contro di noi da chicches­ sia, uomo o bestia, così da potere fruire della tua grazia divina e del tuo amore che ci renderà partecipi del tuo spirito e della tua virtù che ci difenderà in questa sorta di partecipazione bella e buona, guar­ dandoci di buon aspetto; da lui saremo difesi contro i mali di questo mondo. Siano ben lungi da noi coloro che sparlano della gente con tutte le loro maledizioni, e i loro occhi siano offuscati al punto da non vedere le nostre malizie e i nostri inganni, sì che non possano parlare male di noi né desiderare la nostra disgrazia, né accusarci di malvagità fatte o dette. Fa che possiamo essere difesi e aiutati dalla virtù del tuo nobile spirito e dalla tua grandezza; guarda con essa i cuori e le volontà degli uomini, in modo tale che essi abbiano paura e arrossiscano al nostro cospetto, blandendoci e onorandoci come i raggi solari che sono alti, sublimi e venerati sopra ogni altra cosa di questo mondo. Concedici l'aiuto della tua fortezza e del tuo spirito, grazie al quale possiamo recepire il senso e l ' intelletto atto a com­ prendere le leggi divine; fa che riusciamo a utilizzare quella forza e a essere aiutati, al contempo, da essa, debitamente incamminati sul­ le strade che piacciono a Dio e utilizzabili da chi lo vuole servire. Rendici così partecipi della forza del tuo spirito da poter essere aiu­ tati e difesi per suo tramite, sì da raggiungere la divina scienza di Dio, nostro Signore, entrando nella sua grazia; ci difenda e protegga dalla terra della maledizione e ci distolga dai sapori di questo mon­ do; i nostri sensi siano tanto depurati da quel che è superfluo da ri­ congiungerci con i sensi della natura, in modo che possiamo effetti­ vamente toccare con mano la scienza del Dio alto e sublime e pervenire alla sua grazia. Con la forza del tuo spirito, conduci chi ti prega per sentieri buoni e retti e tienici per mano sino a che i nostri spiriti siano mondi e resi scevri da qualsiasi superfluità e turpitudi­ ne; insomma, lucenti ; fai che rimangano completamente inconcussi nei rapporti con ogni mondana tentazione, turpitudine e immondez­ za e partecipino della tua potenza e spirito, in modo da raggiungere l ' alta miniera dello spirito e del sentimento per poter sempre rima­ nere tra gli spiriti angelici e nella divina grazia, intenti al servizio reso a quest' ultima. Grazie a te, infatti, le altre volontà possono ri­ trarsi da quanto è corruttibile e raggiungere mete eterne. Dio rispar­ m i e rimetta, per la sua misericordia, i nostri peccati, le nostre catti-

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ve azioni e parole, sino a che il nostro spirito sia unito a quanto gli è simile e sia diviso da quanto gli è contrario, in modo che, senza al­ cune distinzione, possiamo raffigurarci la nostra effettiva natura, le nostre forme e figure, nonché, i nostri propri nomi, fino al momento in cui riusciremo nel nostro stesso spirito, oramai lungi da ogni mi­ seria. Monda i nostri spiriti dalla sporcizia della natura, e mostraci i modi in cui possiamo attingere ai beni di questo mondo, o di un al­ tro. Amen. Ti invoco dunque in tutti i tuoi nomi: Misteri in arabo, B argis in fenicio, Giove in latino, Harmiz in romano, Biuz in greco, perché tu possa raccogliere la mia preghiera e le mie parole e dar dignità a quanto ti ho chiesto. Ti scongiuro dunque, per il nome di Raubeil, che è l ' angelo che Dio ha posto in te per completare le virtù, le potenze e gli effetti del tuo spirito, e per i nomi di Deryes, Ahatyz, Mahaty, Darquiz, Themiz, Cameyz, Dehedeyz, Camaduyz, Deme, e per Colui che è autore di quanto esiste al mondo, antico e alto sopra ogni altra cosa, senza principio né fine, alfa di tutto quan­ to è. Per tutto ciò, per questi nomi in specie, ti prego di esaudire le mie parole e le mie preghiere, dando significato alla mia prece e purificando la mia volontà. Per la nostra incapacità e per la fragilità della nostra natura e dei nostri atti mi rivolgo a te, e a te ricorro, e in particolare al tuo spirito, in ogni affare, convinto che esso possa mondare e purgare la mia volontà nei tuoi confronti, disponendomi a pregarti con umiltà e buona volontà, per servire il tuo nome e il tuo spirito. Io che conosco il tuo dominio e la tua potenza, mi inchino a essi. Tu, però, esaudisci, per la tua bontà, la mia preghiera e i miei detti e dà loro dignità, sia quando sono stati impetrati a regola d' arte, sia quando sono caduti in oblio. Rendici parte della tua bontà e no­ biltà e facci partecipi del tuo spirito e del lume della tua onorata e sublime volontà, perché possiamo trarre da questo la potenza neces­ saria a raddrizzare i nostri affari e a condurci verso la ricchezza. Fa che riusciamo a stornare da noi e dalle nostre facoltà le cupidigie umane, in modo da ottenere l ' amore degli uomini, sì che i nostri negozi siano da essi ben recepiti e obbediscano tutti ai nostri giudizi e ai nostri mandanti. Concedici di raggiungere la grazia dei re e il loro amore, nonché quello di uomini egregi e di nemici, e fa che possiamo essere reputati retti e veridici in ogni nostro gesto o paro­ la; liberiamo i cuori dalla voluttà e dai vizi del mondo. Ti piaccia adempiere tutte le predette preghiere a favore nostro, in nome di quella fortezza e di quello spirito pregiato, nobile e alto che Dio ha

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posto in te perché tu facessi del bene, avessi pietà per l e creature e distribuissi agli uomini il vitto del mondo. Ti prego, dunque, per la tua pietà, e per le tue grandi e onorate nobili virtù, e per gli altrettan­ to nobili e preziosi tuoi gesti, e per la luce che ricevi dal nostro Dio, che è il Signore dell 'Universo, di intendere questa mia preghiera e di volgerti a lei, comprendendola nel modo in cui la trattengo nel cuore e nella volontà, sebbene io non le pronunzi con la bocca. Gra­ zie alle tue forze e al tuo spirito, concedimi virtù e intelletto in grado di comprendere se accetti la mia preghiera benevolmente; proponiti di aiutarci con la tua pietà; saranno così tolte da noi tristezze e pre­ occupazioni. Concedici, in nome della tua Fortuna, una sorte buona e duratura, che ci accompagni negli anni . Ti prego in tutti i tuoi nomi e per la tua bontà, pietà e nobiltà, perché interceda per me dinanzi al nostro Signore Dio, prezioso padrone dell'Universo, affinché dia forma ed effetto alla mia preghiera, sì che io possa raggiungere fa­ cilmente, quindi senza fatica e tristezza, ciò che gli chiedo, e in modo che io riesca a ottenere la grazia di re, di signori terrieri, di uomini potenti sulla terra, e di tutte le creature razionali e irraziona­ li. Ti prego per quel nostro Dio, che solo signoreggia sul mondo passato e futuro, affinché tu con il tuo carisma e le tue forze, dia si­ gnificato a questa mia preghiera, sì da aver sempre rapporti perfetti con il Signore dell'Universo, godendo della sua pietà e grazia nei secoli infiniti. Amen. E, ancora, a coloro che possiedono una volon­ tà pura e sana nei confronti del nostro Dio. Amen. I sapienti che si sono adoperati in questa scienza dissero che chi ha compiuto la predetta opera, seguendo le indicazioni, e innalzando a Giove le preghiere sin qui menzionate, in modo che la virtù e la potenza dello spirito di Giove lo raggiungono, vedrà tutte le sue pre­ ghiere soddisfatte nel mondo, e sarà sano e incolume nel corpo per tutto il corso della vita, indifferente a deperimenti o a malattie; e tut­ ti gli uomini gli presteranno obbedienza, adempiendo di buona lena con diligenza e buoni risultati, quel che lui avrà proposto loro, e sarà ben accolto da tutti gli uomini ; il tutto avverrà ancora più facilmen­ te qualora Giove abbia avuto una qualunque influenza al momento della nascita dell' operatore. E sappi che tutto andrà meglio, quando agirai con umiltà e mansuetudine, avendo una volontà monda e niti­ da e lontana da tutti i mali del mondo senza prestare pensiero delle cose mondane, se non in relazione ali ' opera che ti proponi di analiz­ zare. Quindi, buttati a terra, e pronunzia la tua preghiera trascinando

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la fronte sul suolo; così otterrai un aiuto molto grande sulla strada del compimento della tua preghiera. Quando vuoi pregare Marte. Quando intendi pregare Marte, rivolgigli la parola e onoralo, ponilo in buona posizione, con le cautele suddette a proposito di Satumo. Indossa panni rossi e poniti sul capo un panno di lino o di seta rossa, nonché, un piccolo berretto del medesimo colore, e portati una spada al collo, munendoti di tutte le armi che avrai a disposizione; disponiti alla maniera di un duellante o di un militare e infilati un anello di bronzo al dito. Prendi un turibolo di bronzo con carboni accesi tra i quali metterai questa suffumigazione. Prendi parti eguali di assenzio, di aloe, di savinante, di euforbia, di pepe grosso, di nasturzio. Il tutto sia lavato e mescolato con sangue uma­ no. Fanne poi delle pillole da conservarsi per l ' uso. Quando vorrai dare inizio alla tua opera mettine una nel turibolo che porterai con te in un luogo a ciò deputato. Quando qui sarai giunto, alzati in piedi e segretamente, con audacia e senza alcuna paura, volto in quella direzione del mezzogiorno dove abbia posto la propria sede Marte, propizio e in buona posizione come già per altri abbiamo detto, con gli occhi a lui perennemente fissi, mentre il fumo del­ la suffumigazione si eleva, pronuncia questa preghiera: "O Marte, Signore onorato, caldo e secco, valente, importante, forte di cuore, effusore di sangue e datore della sua infermità! Tu sei forte, rigoro­ so, acuto, audace, nitido, agile, Signore delle battaglie, delle pene, delle miserie, delle ferite, dei carceri, delle tristezze, degli enti ibridi e separati; non hai timore né ti dà preoccupazione alcuna cosa; sei l 'unico coadiutore che riguarda i tuoi influssi sulle cose in relazione alle stesse inquisizioni, forte nelle stime e nella volontà di vincere, nonché nel rendere prosperi gli inquirenti, tu che dai inizio a liti e a battaglie agendo funestamente sia contro il debole che contro il for­ te, amante dei figli della battaglia, vendicatore sugli uomini malvagi che compiono scelleratezze nel mondo. Ti prego e ti scongiuro per i tuoi nomi e per le tue qualità che esistono in cielo, nonché per i tuoi trionfi e per le preghiere che rivolgi al Signore Iddio il quale ha posto in te potenza e fortezza e ti ha scelto, separandoti dagli altri pianeti, affinché tu avessi forza e vigore, ottenendo la vittoria su tutte le cose e mostrando grande potenza. Ti prego, per tutti i tuoi nomi : Marech in arabo, Marte in latino, Baharam in fenicio, Barit in romano, Hanez in greco, Ebahaze in indiano. Ti prego in nome del

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Supremo Dio dell ' Universo, affinché tu esaudisca questa preghiera e dia attenzione alla domanda che ti inoltro, valutando, peraltro, la mia umiltà e conferendo significato ai miei desideri". E qui esporrai la tua preghiera, qualunque essa sia. Poi ancora dirai : "Ti prego in nome di Rancaheil, che è l ' angelo posto in te da Dio al fine di dare piena realizzazione alle tue opere e alle tue azioni". A questo punto, sempre professando quanto detto sopra, mentre il fumo si leva dal turibolo, ripeterai più volte le parole della preghiera e otterrai quan­ to desideri. Quindi, se ne hai la possibilità decapiterai un leopardo; in vece sua potrai piuttosto utilizzare un topo catturato con l ' appo­ sita trappola; lo brucerai secondo le istruzioni sopra impartite e lo mangerai. Vedrai allora adempiersi i tuoi sogni. Quando vorrai chiedere beni che ti sono stati strappati da un ne­ mico, o quando ti vorrai vendicare di lui a ragione di un torto subito, munisciti di armi e vestiti come ho detto prima; raggiungi quindi il luogo su menzionato portandoti il turibolo e la suffumigazione, quando vedrai il fumo levarsi al cielo dirai: "Marte, tu che sei della medesima natura del fuoco, patrocinatore di guerre e di lavori, rovina di uomini eccelsi, cagione della caduta dalle loro cariche e posizioni, istigatore di furori, di ira e di tutte quelle cattive predisposizioni che devastano il cuore degli uomini, foriero di morte, di guerre fratricide fra uomini, di spargimento di sangue, di rapporti incestuosi, opera­ tore di sublimità ed elevazione dell 'uomo sull'uomo, della difesa e dell' offesa! Ti chiedo ora di proteggermi e di difendermi mentre con te mi unisco a un medesimo destino. Tu sei forte, caldo e potente nelle tue opere e non ti mostri mai indifferente alle preghiere di chi ti invoca. Ti chiedo perciò, per tutti i tuoi nomi, per tutte le tue forme e opere per i moti e per le direzioni presenti nel tuo cielo, per la tua luce e per la virtù della tua dominazione e del tuo regno, di volgerti a me, esaudendo le mie preghiere. Ti supplico, a cagione di un tale che con la superbia e la cattiva forza d'animo che gli sono proprie, fa e dice di me cose sommamente inique. Sei tu il comandante di chi ricorre ai tuoi poteri; tu che agisci in modo da perfezionare le volontà del supplicante. Ti prego per la luce, la fortezza e la potenza che è in te sono state poste da Dio, Signore dell'Universo intero, affinché tu spedisca sul capo di un tale nemico anche una soltanto delle tue proverbiali furie, in modo che questi si allontani da me e abbia nella mente una sorta di freno che non gli permetta di ricordarmi e, di conseguenza, di pensare a me; inviagli molteplici pene e miserie così

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da ridicolizzare qualsiasi infamia da lui ricevuta, e, a mio favore, gli venga meno la capacità di utilizzare mani e gambe; e sempre a nome mio gli siano arrecati tutti i mali e tutte le miserie e l ' ira e il furore del re; a mio conforto si abbattano sia sul suo corpo che sulle sue ricchezze, !adroni e predatori; sul suo corpo si patiscano il dolore di tumori e di calde malattie, la completa cecità e la sordità; siano danneggiati tutti i suoi sensi fino a renderlo cieco, sordo e muto, fino a renderlo incapace di usare gli arti; soffra le pene dell' inferno e sia privato di ogni cibo, bevanda o sapore; sia privato della vita; gli siano adombrati i Iati della miseria e delle pene e la vendetta sia scaricata sul suo corpo, sulle sue ricchezze, sulla sua famiglia e sui suoi figli; contro di lui sia infusa ira e furore nel re e inimicizia negli uomini o nei parenti e si veda depredato dai !adroni nei villaggi, e comunque in ognuno dei luoghi dove troverà ristoro, per mare e per terra, tutto ciò sia portato a compimento in breve; e il mio nemico perda onore e posizione sociale. Tu sei il celeberrimo pianeta dotato di forza, creatore del furore e delle opere cattive. Ti prego in nome delle tue forze, dei tuoi effetti malvagi e potenti che, con altri, mu­ tano la genesi delle cose, alterano e corrompono e agiscono insieme ad altri effetti nefasti per i naviganti, forieri di danni per gli uomini e presenti nelle tue opere. Ti scongiuro di esaudire la mia preghiera, dando significato a quello che ti chiedo e avendo pietà di me e delle opere malvagie che ora sta compiendo quell ' uomo per il quale io avanzo questa preghiera. Ti prego anche in nome di Rubeyl, che è l ' angelo che il Dio dell 'Universo ha posto in te per sublimare i tuoi effetti e i tuoi poteri. Ti invoco per quel tuo spirito che danneggia i naviganti in mare e per quella forza che sai infondere nei cuori degli uomini furiosi e bramosi di brandire le armi, che alla fine muoiono per essere scesi in campi ardui e in guerre troppo dure. Di tutto ciò ti scongiuro di ascoltare la mia preghiera e di prestare attenzione ai miei problemi, concedendomi la forza del tuo spirito affinché io pos­ sa distinguere la preghiera che hai esaudito; che tu possa ricevere un compito completo da Dio che è Signore dell' Universo intero. Tu sei la guida dei buoni e di chi incide comunque su opere buone, nonché il dispensatore e il creatore delle pene che affliggono i naviganti e di quelle miserie che dispensi alle persone che nulla altro si meri­ tano. Amen. Amen. Di nuovo ti invoco con i nomi di Dayabeduz, Heyaydez, Handabuz, Maharaz, Ardauz, Beydhydiz, Mahydebyz, Deheydemiz, perché con essi tu possa realizzare a mio favore quanto

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t i ho chiesto e ponga gli occhi sulle mie rogazioni, avendo pietà dei miei pianti e delle mie lacrime, risolvendo i miei guai e proteggen­ domi assiduamente contro i mali e le insidie di quest'uomo o degli altri che bramano la mia rovina. Ti prego per il Supremo Dio di tutto il firmamento, Signore della grande potenza, del dominio di nomi pregiati e buoni, datore di tutta la vita del mondo, creatore della vita e della morte, della fine e della prosecuzione. È lui che sopravvive al corso inestinguibile dei secoli, lui che non ha né principio né fine; per questo Dio ti scongiuro di adempiere le mie preghiere in questa stessa ora e momento. Amen. Amen". Poi sempre parlando sopra il fumo del turibolo, ripeterai più volte queste parole; e raggiungerai l ' obiettivo. Se poi riuscissi a decapita­ re una pecora di quel l ' uomo e, una volta crematola col fuoco, fanne quel che hai fatto con tutte le altre bestie suddette, allora di certo saresti più sicuro di vedere soddisfatti i tuoi desideri. Modalità per vendicarsi del nemico. Gli antichi sapienti si va­ levano di queste forme di vendetta quando le stelle presenti nella costellazione dell 'Orsa brillavano a pochi p'assi dal polo, altrimenti detto Benethnays. Proferivano invero le preghiere che più oltre ti dirò. Quando c ' è u n nemico che t i fa del male, o che comunque t i ingiuria, e g l i vuoi trasmettere pena e miseria in modo che non abbia più tempo di mac­ chinare trappole a tuo danno, così da poter raggiungere la tua ven­ detta, allora non devi far altro che entrare in una casa costruita allo scopo e volgere il volto verso quella parte del cielo che ospita Be­ nethnays. Getterai quindi tra i carboni accesi del turibolo quelle par­ ti della fumigazione per lui preparata cui farò riferimento più sotto. Mentre il fumo sale al cielo pronuncia queste parole : "Ti sia benigno Iddio, o Benethnays la maggiore, alta e splendente nel firmamento. Ti scongiuro e ti prego in nome della potenza che Dio, padre di ogni essere ha riposto in te affinché tu possa trasmettere al tale uno spirito che, entrando nel suo corpo gli leghi oppure gli torca le membra che, così sfinite, riceveranno grave danno, riducendo peraltro a zero la capacità di valersi dei sensi e privandolo del tutto della vista, dell ' u­ dito, del diletto per qualsiasi cosa bella o per la vita; e voi, stelle di Benethnays, conducete questo uomo alla morte, infastidendolo con miserie di ogni sorte e tristezza; i suoi occhi non vedano altro che mestizia, ira e furori di re e trionfi di nemici, di fiere o di bestie; fate in modo che questi risulti inviso ad amici e parenti e cagionategli su-

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bito aspre forme di vendetta e che siano manifeste al mondo; infran­ gete il suo corpo e la sua casa, fatelo precipitare da alte vette; i suoi occhi sudino lacrime e i vostri sforzi siano tesi a rompergli braccia, piedi e membra; arrecategli la più dura ed estrema delle miserie e le più rovinose tra le pene usate contro gli uomini, allontanandolo con­ tro la misericordia e la pietà di Dio, senza mai cedere al perdono che questi suggerisce o all 'aiuto che i suoi problemi reclama; come ve lo chiedo, così compite il vostro dovere, con solerzia. La mia volontà è predisposta a questo e nei vostri confronti per la miseria che ora debbo sopportare per colpa di quell' individuo e per i mali che que­ gli ha compiuto o ricercato a mio sfavore, senza alcun ragionevole motivo. Voi siete stelle abituate a dare seguito alle preghiere e alle suppliche che verso di voi vengono innalzate e siete altresì portate ad aiutare e a difendere colui che ricorre al vostro ausilio. Perciò vi prego di infondere su quell'uomo che ho prima menzionato la vostra potenza e il vostro spirito con gran furore e ora, supplicandovi di tra­ smettere velocemente su di lui le pene anzidette in modo che soffia tribolazioni, miserie e dolori indicibili e sia trattato male da chi lo vede e disprezzato; infondete in ciascuna delle sue membra malattie e dolori pungenti e inviate lo per direzioni che incidono direttamente sulle pene e sulle miserie di cui vi parlo. Vi scongiuro, per la vostra potenza e per il vostro spirito, di ricordarvi della mia preghiera e di avere pietà delle mie lacrime concedendomi la potenza e l ' arguzia del vostro spirito, in modo che io possa capire se realmente avete te­ nuto in debito conto la mia preghiera. Vi scongiuro allora in nome di quel Dio del grande firmamento e dell' alta potenza, ossia in nome di chi ha potere e tutto può sulla totalità delle creature della terra e del cielo, io per l ' appunto, affinché, esaudiate la mia preghiera e faccia­ te puntualmente quello che vi dico, per i nomi del Signore eccelso che è Dio e per la sua potenza e virtù, in modo da dare contenuto alle mie suppliche e prestando ferma attenzione alle mie parole e ai miei pensieri". In seguito alla lettura di tutto questo cerimoniale, gettati a terra; qui ripeterai più volte le stesse parole. E sia sempre ansioso di giungere al cielo il fumo della suffumigazione, che deve essere composta nel modo seguente. Prendi una oncia ciascuno di benzoino, di incenso moscato, di leccio, di legno d ' aloe, un po' di nardo e infine un' oncia di mastice. Il tutto sia lavato e mescolato con ottimo vino; poi se ne facciano pillole. Conservale per il momento in cui vorrai operare attraverso le stelle del polo.

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Quando vuoi pregare il Sole. Quando vuoi pregare il Sole e ot­ tenere qualche cosa da lui, quasi fosse la preghiera di chi cerca le grazie di un re, l ' amore di signori, potestà e altri simili fini, fai in modo di renderlo propizio, ponendolo nell' ascendente, nell' ora e nel giorno adatto. Vestiti di paludamenti regali, di seta gialla mista a oro; mettiti sul capo una corona aurea e infilati nel dito giusto un anello del medesimo materiale; perché il sole fu il Signore del loro ascendente, avrai cura di prepararti alla stregua dei sublimi uomini Caldei. Entra in una casa isolata e preparata ali 'uopo, poni la sinistra sulla destra e guarda il Sole con aspetto verecondo e umile, lo stesso usato dali 'uomo che osserva, timido e verecondo, gli altri uomini . Quindi, prendi un turibolo d' oro e un bel gallo dal collo slanciato; metti sopra il collo una piccola candela di cera accesa, situata all 'e­ stremità di un legno della grandezza di una mano; quindi getta tra il fuoco del turibolo la suffumigazione di cui più sotto ti darò noti­ zia. Mentre il Sole si alza in cielo, volgigli il gallo contro; mentre il fumo del turibolo continua a salire, pronuncia queste parole : "tu che sei il fiore all ' occhiello del cielo, santo e onorato al di sopra di qualsiasi stella o pianta, ti prego di esaudire la mia preghiera e di concedermi la grazia del tal re e degli altri monarchi . Ti scongiuro per colui che ti dà luce e vita. Tu sei la lampada del mondo. Ti in­ voco in tutti i tuoi nomi : in arabo, Sol in latino, Mare nella lingua dei Caldei, Lehuz in romano, Araz nell' idioma indiano. Lassù, fra i pianeti, sei la luce e lo splendore stesso del mondo. Sei tu che regali la vita nel mondo per opera della virtù e del calore che promani ; tu che occupi una posizione così alta. Per la tua volontà e importanza, ti chiedo di volermi aiutare affinché il tal re, o comunque gli altri po­ tenti, possano insediarmi in una carica alta e sublime sì che io abbia lo stesso potere, la stessa statura di cui tu godi fra gli altri pianeti e le altre stelle, di cui sei signore, luce e splendore. Ti prego, centro di tutto il firmamento: abbi pietà di me e fai attenzione alle preghiere e ai discorsi che ti si rivolgono". Fai in modo di pronunciare que­ ste parole, mentre il fumo si alza in cielo. La suffumigazione ne­ cessaria a quest'opera è quella che noi chiamiamo suffumigazione del l ' eremita, ossia quella suffumigazione che (a detta degli antichi sapienti) ha conseguenze grandi e meravigliose. È caratterizzata da trentuno specie di elementi, e la sua composizione è la seguente. Prendi VII once per ciascuno di policaria, di unguento di palma, di mirra, di laudania, di enula, di siselo (Sescli tortuosum), III once

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per ciascuno di Celtico, di polo indiano, di pigne ben lavate; V once per ciascuno di radice di giglio, di cardo mariano e di cardamomo, di canna aromatica, di incenso, di mallo di noce moscata; once IV per ciascuno di rose lasciate seccare, di zafferano, un po' di nar­ do, di radice di cappero, di cinquefoglie; once IX per ciascuno di profumo aromatico, di chicchi di grano, di fiore di timo; I oncia per ciascuno di polvere di dattili, di zibibbo ben lavati; infine libbre V di miele schiumato. Si lavi ciò che è sporco e lo si mescoli con del l ' ottimo vino; quindi se ne facciano delle pillole; le conserverai per le operazioni relative al Sole, all ' interno della suffumigazione di cui ti varrai mentre pronunzierai al sole le preghiere suddette. Una volta esauriti questi compiti, decapiterai il gallo e ne mangerai il fegato. Comportati nel modo già indicato altrove, per circostanze diverse, e riuscirai nell' intento. Ci sono tuttavia modi migliori di pregare il Sole e di offrirgli la suffumigazione. Vestiti di panni sopra ricordati e assumi la forma suddetta, gettando nel fuoco del turibolo la suffumigazione che ora ti svelerò. Prendi parti eguali di croco, di benzoino, di incenso, di noce moscata, di litargiro, di fiore di melo­ grano selvatico, di legno di aloe, di sassifraga. Lava il tutto, fanne una poltiglia; quindi realizzane delle pillole da conservarsi per l 'uso. Quando vorrai operare, ne porrai qualcuna tra i carboni accesi del turibolo. Mentre il fumo si alza al cielo, esponi questa preghiera: "Ti sia benigno Iddio, o Sole, fortunato, o meglio, incarnazione della Fortuna stessa, caldo e secco, luminoso, risplendente, nobile, bello, alto e insomma, re sopra tutte le stelle e i pianeti. In te si rafforzano, acquisendo la tua virtù, quelle splendide virtù della bellezza e della sottigliezza di spirito, del buon carattere, della verità, della sapienza, della scienza e della ricchezza. Tu sei il Signore dei sei pianeti che seguono il tuo moto e su di essi godi di un' autorità massima; essi, infatti, ti obbediscono e vilipendono sé stessi al tuo cospetto, a tal punto che, quando congiungono i loro moti al tuo, si chinano a una subitanea obbedienza, ben sapendo di rifulgere di una grande luce a te solo attribuibile, e quando si congiungono fisicamente a te sono bruciati dai raggi che tu emani e si allontanano completamente dal nostro angolo visuale; tutti non fanno che risplendere, insomma, di una luce, di una virtù e di uno splendore che è tutto tuo. Hai potenza su ognuno di essi . Tu sei il re, loro i tuoi vassalli. Tu elargisci loro luce e potenza, ed essi ricevono queste tue proprietà, ne sono subli­ mati e divengono fausti quando li guardi con aspetto favorevole; se

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questo non succede, divengono infausti, perdendo la loro carica di positività. Non v'è alcuno che possa percepire del tutto la grandezza delle tue bontà e nobiltà, infinite per il nostro intelletto limitato". Pronunciate queste parole, gettati a terra e volgi lo sguardo al Sole, ripetendo più volte la perorazione. Fa dunque, un sacrificio al Sole con un animale qualsiasi, secondo le prescrizioni cui prima accenna­ vamo: sta pure sicuro che, in tal modo, otterrai quel che hai chiesto. C ' è un' altra preghiera che può essere rivolta al Sole; i sapienti di­ cono che serve ai re o agli uomini dotati di potere e di fama quando i loro regni e le loro forze illanguidiscono ed essi vogliono ricreare la condizione precedente. Se, per questi motivi, dovrai un giorno compiere una qualche operazione, allora, in primo luogo, poni lo Scorpione in ascendente e fa che il Sole guardi Marte. Prendi un tu­ ribolo d'oro e ponivi dentro un fuoco di carboni di leccio; tieni nella mano chicchi di ambra della grandezza di ceci e gettali nel turi bolo, uno dopo l ' altro. Mentre il fumo si alza verso il Sole (cioè quando è al centro del cielo) voltati a lui e digli : "Sole, tu che sei pietra di ricchezza, incremento di forza e di decorazione della vita, radice delle sublimità e del principio di ogni bontà. Io rimetto in te tutta la mia fiducia, e con essa pongo in te tutto me stesso. Ti prego, a cagio­ ne della diminuzione della mia potenza, perché gli uomini non mi mettano alla berlina, né tentino di comprarmi, abusando della mia attuale condizione. Ti scongiuro per l'alto Signore Iddio, che è il motore delle tue azioni e il padre della tua potenza, con la quale puoi perfezionare i tuoi atti, e per l 'obbedienza che a Lui devi prestare e per l 'obbligo di aiutare e salvare chi in te si confida (cioè chi prega e supplica con volontà pura e semplice) ed, infine, per il dominio e la potenza che Dio ti ha concesso sugli altri pianeti, affinché tu possa accorgerti di me, liberare la mia volontà e sgombrarla da tormentose preoccupazioni e tristezze, ricondurmi alla piena consapevolezza di me, alla condizione primigenia e alla baylia; degnati di concedermi la potenza e la forza delle tue altezze e nobiltà, grazie alle quali io abbia la fortuna e la possibilità di adoperarmi con tutti gli uomini, in modo che mi obbediscano. Ti prego, in nome delle tue nobiltà nascoste e coperte; in nome, altresì, di quel giovamento che infondi nell' essenza dei moti; e, ancora, ti prego per l' influenza, la potenza la forza e le opere che compi nella generazione del mondo e per la pietà che usi con gli indifesi, per la fortuna che attribuisci ai magnati e per la fedeltà e il rispetto legale che nutri verso il Signore Dio, il

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quale un giorno ti diede il potere di cui oggi godi; per il dovere di aiutare chi a te ricorre e in te effonde in profondità le proprie suppli­ che, per le vie e i passaggi del cielo, di cui non v'è traccia sulla terra; per tutto questo io ti prego, affinché tu esaudisca la mia preghiera e valuti la mia richiesta, ponendo attenzione alle mie parole per dame una congrua realizzazione. Godano di una salvezza completa tutti coloro che a te si avvicinano con volontà pura e semplice". Mentre pronunci queste parole, fa' in modo di essere vestito alla maniera cui prima ho fatto riferimento, rivolto verso il Sole; osserva tutti i consigli suddetti, riuscirai a soddisfare le tue esigenze. Quando desideri pregare Venere. Quando desideri pregare Venere e chiederle qualche favore che le sia attinente, bada che essa sia lontana da infortuni, diretta, non retrograda e in buono stato. Utilizza uno soltanto dei due ornamenti che le sono propri : è meglio utilizzare l ' indumento e l ' ornamento che caratterizza gli alti uomini arabi. Vestiti con indumenti bianchi; sul capo porterai una cappa bianca, in quanto è il tuo contrassegno. Altro è l' ornamento delle donne, più simili all 'afaytamenta. Vestiti con grandi panni di seta misti a oro, preziosi e belli, e mettiti sul capo una corona ornata di perle e di pie­ tre preziose; nella mano un anello d ' oro con perla incastonata; sulle braccia porterai braccialetti d ' oro; terrai, quindi, uno specchio con la destra e un pettine con la sinistra. Dinanzi a te poggia una brocca di vino; spargi sulla tua veste un po' di polvere di specie aromatiche ben coloranti e un po' di noce moscata, così come fanno le donne. Quindi, prendi un turibolo d'oro e d' argento e gettagli dentro dei carboni accesi; fra di essi introdurrai la suffumigazione cui faremo, in seguito, riferimento. E mentre il fumo si alza verso il cielo, pro­ ferisci questa preghiera: "ti sia benigno Iddio, o Venere, tu che sei Signora e personificazione della sorte, fredda e umida, coerente nei tuoi effetti, e nella tua costituzione, pura e bella, ben odorata, piace­ vole e ornata. Tu sei la Signora degli ornamenti, di quelli d'oro e di quelli d'argento; ami l ' amore, le feste, gli ornamenti e gli scherzi, la raffinatezza, le cantilene e gli strumenti che facciano uso anche della bocca del cuore, i canti eseguiti con strumenti e organi musicali, i giochi e i sollazzi, la pace e l ' amore. Tu sei coerente nei tuoi effetti. T u am i i vini, il riposo, la gioia, l ' amore sessuale; questi sono i tuoi naturali effetti. Ti invoco in tutti i tuoi nomi: Zohara in arabo, Ve­ nere in latino, Anyhyt in fenicio, Affiudita in romano, Admenita in

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greco, Sarca in indiano. Ti scongiuro per il Signore Dio, che domina l ' alto firmamento, e per l ' obbedienza che a lui presti, e per la poten­ za e l ' influenza che Quegli gode su di te, affinché fu possa prestare attenzione alla mia preghiera, raccogliere le mie intenzioni ed esau­ dirle". Qui pronuncia la tua precisa preghiera: "Ti scongiuro inoltre per Beyteyl, l ' angelo che Dio ti ha affiancato per poter realizzare pienamente le tue forze e i tuoi effetti". Nel mentre ti getterai a terra, rivolto verso di lei e pronunzierai la preghiera suddetta in posizione di prosternazione; quindi ti alzerai e ripeterai le medesime parole. Compiuto questo rituale, decapiterai una colomba e una tortora e ne mangerai il fegato; i loro corpi bruceranno, invece, nel fuoco del turibolo prima citato. Nel frattempo, si protragga la suffumigazione all' interno del turibolo. Questa è la sua composizione : prendi parti eguali di legno d'aloe, di galla, di casto, di zafferano, di laudano, di mastice, di petali di papavero, di foglie di salice, di radici di giglio. Tutto sia lavato e mescolato con acqua di rosa; ne siano fatte pillole della grandezza di ceci che avrai cura di gettare nel turibolo, sino a che l ' opera non sia compiuta, come ho detto più sopra. La preghiera a Venere che serve ad acquisire l ' amore. Tuttavia, se lo scopo della preghiera rivolta e Venere è quello di procacciare l ' amore tra due uomini o tra marito e moglie, allora segui queste di­ verse indicazioni. Vestiti e ornati nel modo succitato; farai in modo di osservare bene la posizione di Venere e di analizzare tutte le cose cui si è fatto prima riferimento; quindi, poni sul fuoco la suffumi­ gazione che segue; Prendi once V per ciascuno di galla e di cardo stellato, once II e una dramma per ciascuno di zibibbo, di incenso e di mastice. Si lavi e mescoli il tutto con acqua piovana; siano fatte pillole della grandezza di ceci; le getterai sul fuoco una dopo l'altra sino alla fine dell' operazione, in modo che il fumo della suffumiga­ zione non venga mai a mancare. E mentre il fumo si alza nel cielo, pronunzia questa preghiera: "O Venere, tu che sei spirito d'amore, ordine e amicizia e ornamento di congiunzioni carnal i ! Da te pro­ cede la virtù del sapore e dell'amore; da te fuoriescono le buone amicizie e il diletto tra gli uomini; per te si accumulano gli spiriti che agognano il male e si sublimano quelli indirizzati al bene. Da te procede la radice delle congiunzioni amorose tra uomini e donne. La radice della nascita trova in te la sua ragione d'essere. Sei la calamita che attrae due spiriti portandoli alla congiunzione; essi si dispongono vicendevolmente all ' amore e ne risultano affinità rico-

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noscenti alla tua virtù. O Venere, tu che sei così bella, tu che concedi la virtù della congiunzione d ' amore a chi più ti piace tra coloro che ti pregano ! Ti supplico per tutti i tuoi nomi, per quello del Dio su­ blime e alto, che ti ha creato e ti muove nel tuo cielo, per la luce che emani e per il firmamento del tuo regno e della tua potenza, affinché, tu possa esaudire la mia supplichevole preghiera, nella quale mi la­ mento della cattiva propensione che il tale nutre verso di me, nonché della miseria, dello spossamento, della tristezza che la sua inimici­ zia, cattiva volontà e brutti sentimenti provocano sulla mia persona, allontanando da questa le situazioni potenzialmente favorevoli. Ti chiedo di ricondurre a me tali situazioni, con l ' amicizia e l ' amore che loro convengono, e di trasmetterle, grazie ai tuoi spiriti e alle tue potenze, sulla persona e sullo spirito, nonché, sulle domande e sulle richieste di quell'uomo che mi infama, in modo che, per tramite tuo, tutti i suoi sentimenti e le sue intenzioni approdino a me; e muovili verso di me con grande velocità e potenza; la stessa che caratterizza le movenze del fuoco e la forza dei venti impetuosi. Ti prego per tutti i tuoi spiriti, tu così veridica nei tuoi amori e nelle tue amicizie e così bella e coerente nei tuoi sodalizi che determinano gli amori e le congiunzioni, e guidano la potenza dei diletti e dei vizi negli spiriti, influenzando l ' amore, per tutto ciò ti prego di esaudire e perfezio­ nare questa mia supplice orazione. Ti scongiuro anche in nome di Beyteyl, l ' angelo che Dio ti ha posto affianco perché sublimasse le tue forze e i tuoi effetti . Ti scongiuro per la luce e lo splendore che ti caratterizza, affinché tu possa infondere nei cuori e nelle intenzioni di ciascuno il desiderio di conoscenze, vizi e amicizie, in modo che tu ponga mano ai miei affari e riceva la mia preghiera, adempiendo il mio desiderio nelle richieste e trasmettendomi un po' del tuo lume, della tua potenza e del tuo amore, così da rendermi capace di per­ cepire, proprio attraverso queste tue doti, la realizzazione della mia preghiera, da te attuata. Tu, poi, che congiungi i cuori e componi amori e benevolenze, adempi gioie, sollazzi e divertimenti, godendo in eterno di completa ed eterna salute. Amen". Dette tutte queste pa­ role, fa' un sacrificio con una colomba bianca e mangiane il fegato. Brucerai il resto e ne conserverai la polvere; se la darai a qualcuno come cibo, ebbene questi ti amerà per sempre. Quando vuoi pregare Mercurio. Quando vuoi rivolgere preci a Mercurio e rimetterti a lui nel mon­ do che è proprio agli scribi o gli alti funzionari quando si rivolgono

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ai re, vestiti come un notaio o uno scriba, dopo aver congiunto la Luna con Mercurio, disponendoti in ogni atto a somiglianza dello scriba, e mettiti al dito un anel lo del mortale Mercurio, in quanto il sapiente Ermete aveva l ' abitudine di operare proprio con un simile anello. Siediti sopra a una cattedra simile a quella dei precettori e volgi lo sguardo a Mercurio, tenendo fra le mani una carta, nell 'atto di volervi scrivere qualcosa. Componi una suffumigazione a lui ap­ propriata nel turi bolo, pieno di fuoco, del mortale Mercurio e in esso getta la medesima suffumigazione. Mentre il fumo si innalza verso il cielo pronuncia questa preghiera: "Ti sia benigno Iddio, o buon Signore Mercurio, tu che sei veridico, sensato, intelligente, come pure sapiente e foriero di nozioni in ogni campo, studiato dagli seri­ bi, dall'aritmetica, dal calcolo, dal l 'astronomia e dalla geologia! Tu sei Signore nobile e padrone, sostenitore e sottile intenditore della modica letizia, delle ricchezze, dei mercati, di lucri e dei profon­ di segreti. Tu disponi e dai significato agli oracoli dei profeti e al loro intrinseco valore, alla ragione, alla dottrina, all ' apprendimen­ to delle diverse scienze, alla sottigliezza d' ingegno, all ' intelletto, alla filosofia, alla geometria, alle scienze del cielo e della terra, alle divinazioni, alla geomanzia, all ' arte poetica, allo scrivere, alla fa­ condia, all ' agilità del sentimento, alla profondità in ogni magistero o atto, alla leggerezza, al mutamento di un negozio in un altro, alla menzogna, alla preparazione di una autocoscienza limpida e pura e al suo mantenimento, all ' aiuto prestato agli uomini e a una felice convivenza con essi, alla legge coerente con i dettami divini e alla legalità mantenuta con gli uomini. Con la tua sottigliezza sei riuscito a nasconderti così bene che nessuno può davvero conoscere la tua natura né determinare la conseguenza delle tue azioni. Tu sei fau­ sto o infausto, a seconda delle circostanze, fortunose o meno, cui ti colleghi; maschio con i maschi, femmina con le femmine, diurno o notturno a seconda delle ore in cui agisci; concordi con questi enti e con queste situazioni, seguendo la loro natura, conformandoti in tutto e per tutto alle loro forme e tramutandoti in modo coerente alla loro qualità. Ti prego, dunque, e ti invoco in tutti i tuoi nomi: Hotari in arabo, Mercurio in latino, Haruz in romano, Tyr in lingua feni­ cia, Meda nell' idioma indiano. Ti scongiuro innanzitutto per l ' alto Signore Iddio, che è padre del firmamento e del grande e sublime regno; per lui ti scongiuro di accogliere la mia preghiera, adem­ piendo quanto ti chiedo, ovvero infondendo in me le forze del tuo

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spirito, affinché ne risulti rafforzato e possa giovare a me stesso per­ fezionando i miei desideri, sì da essere ben disposto a comprendere le scienze e le diverse forme di sapienza. Fai che io sia caro e ben accetto ai re e agli uomini importanti; rendimi grande e onorato fra tutti gli uomini e dammi la possibilità da essere accolto come uomo di fiducia da re che ascoltino le mie parole dandovi un peso, sì da ritenermi indispensabile e da richiedere a me solo consigli di senno in relazione a redditi, aritmetica, astrologia e divinazioni. Opera, dunque, in me e disponimi in uno stato che mi consenta di trarre profitto e ricchezza da quanto ho detto; in una condizione insomma che mi possa regalare gli onori e i titoli bramati, innanzi e re, uomini importanti e uomini della strada. Per tutto questo ti scongiuro anche in nome di Arquyl, l ' angelo che Dio ti posto accanto per realizzare pienamente le tue azioni, in modo che tu possa dare seguito alla mia preghiera, esaudendo le mie richieste, che dalla tua attenzione non possono essere che sublimate. Ti supplico di aiutarmi e di fortificar­ mi con il tuo spirito e di congiungermi in amore con i re, attraverso l ' ausilio della tua potenza e del tuo spirito, in modo che io possa abbeverarmi alle fonti della scienza e della sapienza, guidato dalla tua virtù; aiutami a comprendere quanto mi è oscuro e a capire quei problemi a cui non trovo soluzione; a vedere ciò che ora è coperto dalla nebbia dell'intelletto; allontana da me la stringente necessità e le cause che diminuiscono la comprensione e favoriscono l ' oblio; allontana l ' infermità e fai in modo che io possa raggiungere le al­ tezze toccate dagli antichi e sublimi sapienti (da coloro cioè che per la forza del loro spirito e della loro volontà s ' impossessarono delle scienze e dell' intelletto); infondi nella mia anima la tua potenza e il tuo spirito, in modo che esso mi elevi e mi permetta di raggiungere la posizione suddetta, dirigendomi in tutte le scienze, in tutte le forme di sapienza, in tutti i miei atti, sì da possedere la grazia e la potenza di servire re e uomini importanti, ossia di acquisire, per ciò stesso, ricchezze e tesori; esaudisci velocemente questa mia preghiera. Ti scongiuro, dunque, per. il Signore Iddio, Padre del firmamento e del regno imperituro, affinché tu raccolga le mie preci e ne dia coerente realizzazione". Dette queste parole, gettati a terra, rivolto a lui con fare umile e devoto, ripetendo una sola volta la preghiera suddetta. Quindi alzerai il capo e decapiterai un gallo dalla grande cresta, bru­ ciandolo e mangiandone il fegato secondo le indicazioni che ti ho già dato. La suffumigazione sia così composta: raccogli parti uguali

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di leccio moscato, di cumino, di garofano secco, di rami di mirto, di corteccia di amigdala amara, di acacia, di semi di tamerisco, di rami di vite, di squinanti. Il tutto sia lavato e mescolato con vino puro e delicato e se ne facciano pillole da conservarsi per l 'uso. Quando vuoi pregare la Luna. Quando vuoi pregare la Luna e ottenere ciò su cui essa ha influenza acconciati a mo ' di fanciullo, portando con te una qualsiasi fonte di profumo, e tieni nella mano un anello d' argento; guarda di essere aggraziato nei tuoi movimenti e nelle tue azioni e di parlare in modo elegante, corretto e opportuno. Avrai dinanzi a te un turibolo d'argento. Sopravvenuto il quattor­ dicesimo giorno del mese lunare, quando cioè la Luna si posiziona sopra la terra ed è foriera di aspetti positivi, ti laverai il volto o lo volgerai a essa, pronunciando queste parole: "Ti sia benigno Iddio, o Luna, Signora benedetta, prospera, fredda e umida, giusta e bella. Tu sei capo e chiave di tutti gli altri pianeti, leggiadra nei tuoi mo­ vimenti, fonte di vivida luce, signora di letizia e di gaudio come di buone parole, di buona fama, di un regno fortunato. Tu ami le leggi e rifletti sul mondo, sempre sottile nei tuoi pensieri. Apprezzi e ami le gioie, i canti, i giochi; sei la signora degli ambasciatori e dei nunzi, capace di svelarne i segreti. Sei libera e preziosa; fra tutti i pianeti il più vicino alla Terra; di tutti la più grande, la più luminosa; tu, che sei foriera del bene e del male, colleghi i pianeti l'uno con l 'altro, trasmettendo loro la tua luce e rettificandoli con la tua bontà, a pre­ scindere dalla loro effettiva essenza. Tutte le cose di questo mondo sono abbellite o danneggiate da te. Sei l ' alfa e l' omega di ogni cosa. La tua nobiltà e il tuo onore superano quelli di tutti i pianeti. Perciò mi rivolgo a te. E lo faccio in nome di Celan, l ' angelo che Dio ti ha messo appresso quale tuo complemento, affinché, tu abbia pietà di me e accolga la mia preghiera, ricevendo quanto ti espongo, anche a ragione dell'umiltà che nutri verso il nostro alto Signore del suo regno. Ti invoco per tutti i tuoi nomi; Camar in arabo, Luna in lati­ no, Mehe in fenicio, Zamahyl in greco, Cerim in indiano e Celez in romano; spero che in questo modo tu possa apprendere, in questo stesso luogo, le mie suppliche "'. Quindi gettati a terra verso di lei pronunciando più volte le stesse cose. Il tutto tenendo ben presen­ te la suffumigazione detta degli eremiti, costituita dai ventotto ele­ menti che ora ti rivelerò. Prendi once I per ciascuno di mastice, di cardamomo, di saponaria, di benzoino, di cardo stellato; once II per ciascuna di enula, di mirra, di giunco odoroso, di ginestra ( Cytisus

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scoparius) , di nardo, di costo, di incenso e di croco; once IIII per ciascuno di zucca e dei suoi semi, nonché di radice di henné; once VIII per ciascuno di petalo di giglio, di celtico, di polo indiano, di pigne ben lavate once IIII per ciascuno; di tintura di iperico, di fo­ glie di mele, di rose secche, di gelatina di frutta libbre II; di zibibbo libbre II lavate; libbre V di datteri. Siano mescolate con del vino leggerissimo, giusto il necessario per farne miscela; quindi se ne facciano pillole della grandezza dei ceci. Quando giungerà il tem­ po di operare porterai con te un vitello e lo decapiterai; in seguito lo brucerai in un grande fuoco, come ho già detto sopra, in modo che il fumo si elevi verso il cielo secondo le stesse modalità degli altri sacrifici. Se il sacrificio avrà per oggetto una pecora, bruciala e mangiane il fegato, nello stesso modo in cui ciò è stato fatto in altre circostanze. Così raggiungerai il tuo scopo. L' opinione dei sapienti che si occupano delle orazioni e delle ri­ chieste confacenti ai pianeti è quella per cui ciascun pianeta agisce in ciò che è simile alla sua natura, con la conseguenza di essere fortunato nel bene e infausto nel male. Quando vorrai richiedere qualcosa a un pianeta, guarda dapprima a che esso sia osservato dal Signore del l ' ascendente, e sia a oriente della figura almutaz, nonché al di sopra e a oriente della quarta altitudine nel suo epiciclo; allora e solo allora le preghiere possono essere inoltrate. Di notte infatti le virtù e gli effetti dei pianeti sono più forti e più influenti. Guardati dal richiedere a un pianeta ciò che non è inerente alla sua natura: se lo farai la preghiera cadrà nel nulla. I sapienti che elevarono ora­ zioni e sacrifici ai pianeti, lo fecero in moschee. E mentre il cielo si muove di otto gradi, sacrificano un animale; similmente, quando indietreggia di altri otto gradi, ne compiono uno di diversa natura. Dicono che Ermete in persona ordinò di seguire questo cerimoniale nelle moschee o comunque nei loro templi. Essi dissero del predetto Ermete che questi era nel contempo padrone di tre importanti con­ dizioni della persona, ossia quella di re, quella di profeta e quella di sapiente. Mai permettevano di compiere nelle loro moschee sacrifici di un animale che fosse di due colori, oppure nero o avesse la bocca rotta o fosse caratterizzato da coma spezzate in qualche punto o da un occhio rotto o, infine, da una qualche macchia. E mentre deca­ pitavano l ' animale subito ne estraevano il fegato, lo studiavano per bene : se vi trovavano un difetto o una macchia, allora asserivano che il signore di quella notabile posizione era aggravato da un impe-

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dimento. Sminuzzavano dunque il fegato e lo davano da mangiare a ciascuno degli astanti. Davano a Marte che nel loro idioma suona Mara Smyt; esso significa Signore dei malfattori ; dicono che esso è un malfattore perché si muove con famigliarità tra le maglie de­ gli effetti maligni . Secondo la loro opinione la sua forma è quella del l 'uomo che tiene una spada nella mano destra e una fiamma di fuoco nella sinistra, avanzando minacce ora con l ' una ora con l ' al­ tra; per questo lo onorano, e gli fanno sacrifici a ragione del timore che egli incute in loro, in modo da evitare le sue nefande azioni. Tali sacrifici devono essere compiuti mentre il Sole entra in Ariete, in quanto esso è il Signore di Marte; similmente fanno un sacrifi­ cio quando entra nello Scorpione. Fanno anche un esperimento sui fanciulli. È questo : nel mese in cui il Sole si ferma sullo Scorpione prendono un fanciullo e lo portano nella casa deputata a quell' opera segreta e preziosa, mettendolo in piedi. Portano dunque un fascio di tamerisco e lo accendono col fuoco di un turibolo di pietra. Alzano sopra il fanciullo le preghiere che si addicono a Marte e lo vestono con gli indumenti propri di quel pianeta. Se il fuoco lo illumina da tergo, allora lo ritengono inetto, incongruo, non adatto a un' opera siffatta; se, al contrario, il fuoco lo colpisce di fronte, allora lo di­ chiarano pronto e idoneo. Lo conducono quindi alla casa delle loro preghiere, e lì fanno attenzione che tutte le membra siano sane. Lo conducono poi in un' altra camera oscura e gli bendano gli occhi. Un sacerdote si posiziona innanzi al fanciullo e gli pone sul capo un bastone di tamerisco rosso. Lo vestono di pelle e di cuoio e pongono un turibolo pieno di fuoco accanto al piede destro, un turi bolo colmo d ' acqua accanto a quello sinistro. A questo punto giunge la madre del fanciullo con un gallo tra le mani, e si arresta sulla porta di quella casa. I l sacerdote avrà cura di tenere tra le mani una pentola di rame piena di fuoco. Farà giurare il fanciullo, vincolandolo al sacramento perché a nessuno sveli quei segreti in eterno, e lo ammonisce pro­ spettandogli l ' idea della morte nel caso di un eventuale tradimento. Una volta compiute tutte queste azioni provvederà a dischiudere gli occhi del fanciullo. Qui, la madre si fa avanti con il gallo suddetto e il sacerdote lo raccoglie con le mani e lo strozza sul capo del fan­ ciullo. Subito la donna avvolge il figlio con un panno rosso e lo tira via da quella casa. Mentre quegli esce, ella gli pone all ' indice un anello con la raffigurazione di una scimmia. Gli stessi sapienti affer­ mano che il primo sacrificio pertinente a Satumo è da realizzarsi nel

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momento in cui questi si trova nel segno del Toro; il sacrificio abbia per oggetto una vacca, in quanto, come essi affermano, le sue corna sono posizionate a guisa di corona, tralasciando il fatto che la vacca è, tra tutti gli animali, il più bello, nonché il più adatto per un sacrifi­ cio. Quest'ultimo era eseguito dopo un periodo ben determinato, nel quale la vacca veniva nutrita con erbe per mano di vergine riunite nell ' orto del Sole, mentre i sapienti tornavano a casa per sentieri diversi da quelli percorsi all ' uscita. Essi osservavano il massimo riserbo in relazione alle loro opere. Guardavano che la vacca fosse totalmente sana, in assenza di macchie bianche sul corpo, comunque unite e inseparabili. Le mettevano sugli occhi una catena d' oro av­ volta alle corna. E dicono che sia stato il sapiente Ermete a indicare questi accorgimenti. Quando giungeva il tempo di sgozzarla, la le­ gavano con corde, perfezionavano suffumigazioni a Saturno elevan­ dogli preghiere imparate dai Greci. Il sacerdote quindi la decapitava con una spada affilata e tanto perfetta che non avresti potuto trovar le il minimo difetto, e raccoglieva il sangue di quella in una scodella, facendo attenzione di portare con sé, ben separate, lingua, orecchie, muso e occhi . In seguito, guardavano il sangue raccolto nella sco­ della e la schiuma che vi faceva capolino; da questa interpretavano il dominio e il moto di Saturno, in quanto lo ritenevano l ' alfa e l ' ome­ ga di tutti gli altri moti. Si valevano di questo sacrificio quando per l 'appunto Saturno si tramutava nel segno del Toro. Codesti uomini usavano lavarsi il viso e il corpo con vino e sale battuto, in modo che la loro pelle divenisse arida e il sangue ribollisse nelle vene. Erano sicuri che questi accorgimenti potessero dare compimento alle loro opere. Avevano una casa chiusa, nella quale nessuno poteva entrare, dotata di un pozzo profondo. Quando il Sole entrava nel primo gra­ do del Leone facevano giungere un ariete rosso dalla Terra di Canu­ iz, e lo coprivano di panni preziosi . Lo conducevano in uno spasmo di gioia, in giardini e in luoghi colmi di alberi e di fiori, e gli davano da bere vino a volontà. Quindi lo conducevano nella casa chiusa e lo gettavano nel pozzo sopra menzionato, lavandolo con olio di se­ samo. Lo tiravano dunque fuori dal pozzo e gli davano in cibo rose secche, xenab, lenticchie, ceci, riso, miele e grano, tutto assieme. Passati ventotto giorni dall' entrata del Sole nella costellazione del Leone, conducevano l ' ariete di notte in una foresta fuori dalla città o comunque fuori dalla terra abitata, e gli amputavano il capo. E sca­ vata una buca, lo seppellivano in essa. Il capo però veniva trasporta-

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to nella casa deputata all ' opera e posto sopra i simulacri dei sapienti. Essi dicevano che da questo si emanava una flebile voce, grazie alla quale, come essi asserivano, potevano prevedere la durata in carica del loro re e l ' aumento o la diminuzione della loro popolazione. Chi trovò questo esperimento, introducendoci nei segreti del medesimo, fu Bamac Elbarameny, morto in India; da lui prende nome quella parte dell' India chiamata per l ' appunto Bayrameny. I sapienti sono a conoscenza di molte notizie e fatti relativi a questi popoli; se vo­ lessimo riferirli tutti allungheremmo il nostro libro in modo spro­ positato. Per questo torniamo ai temi che ci interessa approfondire.

CAPITOLO OTTAVO SULLE MODALITÀ DI PREGIDERA SEGUITE DAGLI ABITANTI DI NEPI PER INVOCARE IL SOLE E SATURNO, E SUI MODI CON CUI PARLAVANO CON E S SI, TRAENDONE SPIRITI ED EFFETTI I sapienti di Nepi dissero che la potenza e le opere del cielo e delle stelle sono semplicemente da attribuirsi al sole; questo perché vedono e capiscono che la Luna porta giovamento (cioè gli è utile in quanto a effetti), sebbene il Sole non abbia in sé né di quella né degli altri pianeti; similmente alla Luna, gli altri cinque piane­ ti seguono il Sole nei loro effetti, gli obbediscono e a lui solo si prostrano, procedendo nei suddetti effetti secondo le disposizioni del Sole. Perciò, secondo la loro opinione, tutti gli effetti sono in origine radicati nel Sole, e gli altri pianeti, invero, non fanno che arrecargli vantaggi attraverso i propri effetti . Similmente le stelle fisse gli fanno da ancelle, lo servono, gli obbediscono e si umiliano di nanzi a lui, giovandogli con i loro propri influssi, sebbene questi non abbia necessità del loro aiuto. Questi popoli solevano innalzare una preghiera siffatta al Sole : "Ti preghiamo, onoriamo, lodiamo o alto Signore Sole. Tu infatti dispensi la vita a tutti gli esseri del mondo e tutto il mondo brilla per la tua luce e si fa governare da te. Tu sei situato in un luogo alto; domini un regno grande e pieno di luce, sentimento, intelletto, potenza, onore e bontà. Tutto quanto è stato creato vede in te il suo Creatore per la tua potenza; da te gover­ nato tutto ciò che per sua natura è destinato a essere sottomesso; di te vivono tutti i vegetali; è solo grazie al tuo intervento che le cose permangono nella costituzione primigenia. Ti salutiamo, lodiamo, onoriamo e preghiamo in nome della nostra obbedienza e umiltà; tutte le nostre volontà ti rendiamo disponibili, e in te cerchiamo e chiediamo quanto ci manca. Sei tu il nostro padrone; ti preghiamo notte e giorno per potere afferrare dalla tua virtù l ' essenza della vita e del potere. Ti presentiamo i nostri desideri; liberaci e difendici dai nemici e da tutti coloro che desiderano il mostro male, nonché dalla Luna che è tua ancella e ti obbedisce, anche perché il suo grande vanto, cioè la luce, in fondo non procede che da te e dalla tua virtù.

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Tu sei foriero di potenza; il signore prescelto del tuo cielo. La Luna e tutti gli altri pianeti ti servono e ti obbediscono in continuazione e non si sognano neppure di scuotere la testa a un tuo cenno. Perciò tu sia sempre da noi lodato in eterno. Amen". I sapienti Caldei dissero che per quanto riguardava l ' agricoltura esano soliti rivolgersi a Sa­ turno per mezzo della preghiera che segue; prima però prestavano grande attenzione affinché codesto padrone non fosse discendente nell' orbita e nemmeno a occidente del Sole o, comunque, sottoposto all ' influsso dei suoi raggi o a metà del suo moto retrogrado. Quando dunque lo trovavano libero e mondo da qualsiasi impedimento gli innalzavano la loro preghiera e componevano per lui una suffumi­ gazione formata di vecchie pelli, sapori, sudori, pipistrelli morti e topi; più precisamente bruciavano 1 4 pipistrelli e 1 4 topi; prendeva­ no la loro polvere e la ponevano sul volto del loro simulacro. Quindi si gettavano attorno al simulacro, sopra una pietra o una roccia di colore nero. Attraverso queste opere infatti si difendevano dalla ma­ lizia e dalla maldicenza di Saturno che è fonte di ogni male, di ogni danno e di ogni pianto. È lui il signore di tutte le forme di indigenza, di miseria, di dolore, di reclusione, di turpitudine, di lamento; tutto questo quando è cadente e dannato. Capita infatti talvolta che sia ben disposto e in una sorta di esaltazione : in questi casi prelude alla purezza, alla lunghezza della vita, al successo, alla gloria, ali ' onore, alle ricchezze; a una buona eredità e al perpetuarsi della medesima tra figli e nipoti. Dà il meglio di sé quanto si trova a oriente rispetto al Sole, al centro del cielo, diretto nel suo incedere, leggiadro nel movimento, alto nella sua orbita e, per così dire, in auge. Ha detto peraltro Zeherit, il primo dei tre sapienti Caldei esperti di agricoltura, che lui stesso mosse questa preghiera a Saturno, chie­ dendogli ciò che desiderava, e che subito intervenne la disposizione del suo simulacro, grazie alla quale ottenne le risposte che cercava per diradare le nubi dei suoi dubbi; questo è il tenore della preghiera. "Ci alziamo in piedi in onore di questo Signore, alto, vivo ed eterno, immutabile nella sua potenza e nel suo dominio e chiamato Saturno. Esso permane immobile nel suo cielo e potente nel suo dominio; è ben collocato tra i suoi influssi, le sue altezze e le sue magnificenze. Circonda ogni cosa, ha influenza su tutto ciò che è visibile e invisibi­ le, detiene il controllo degli uomini che vivono sulla terra. Chi vive sulla terra si nutre della sua vita e della sua facoltà di essere duraturo nel tempo. Il suo vigore, la sua potenza hanno dato origine a ciò che

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è, fornendoci la possibilità di sopravvivere, la sua stessa facoltà di durare in eterno, la sua stabilità, insomma la sua capacità di perpe­ tuarsi, hanno influito sulla permanenza della Terra medesima. Le acque e i ruscelli traggono l ' essenza del defluire e del loro movi­ mento proprio dai poteri di Satumo. È freddo come la sua natura. Gli alberi crescono e si innalzano al cielo in conformità con l' altezza del suo regno e la terra è pesata secondo il peso dei suoi moti; se solo volesse potrebbe cambiare la forma delle cose. Ma è sapiente. Ma è sapiente e cagiona ciò che esiste secondo potenza e senso; in ogni angolo vi sono tracce della sua scienza. Tu sia benedetto, Signore del tuo cielo, e sia santo, puro e onorato il tuo nome. Ti obbediamo e, ai tuoi piedi, ti rivolgiamo preghiere; facciamo implorazioni in tuo onore e a nome dei tuoi attributi, della tua volontà, nobiltà e onore, affinché tu possa rafforzare i nostri sensi rendendoli duraturi per la durata della nostra vita, sì da rimanere come ora sono; abbi pietà dei nostri corpi al momento della dipartita da questa vita, così da allontanare dalle nostre carni vermi e rettili. Sei il signore pietoso e antico e non v'è alcuno in grado di porre rimedio ai tuoi malefici. Sei coerente nei detti e nei fatti, e di nulla ti penti. Sei tardivo e profondo nelle tue potenze. Non tolleri che nessuno sottragga quan­ to concedi e proibisci che altri possano dispensare alcunché. Sei il Signore, ornato nelle sue opere e unico nel tuo regno. Sei il Signore degli altri pianeti e le altre stelle che si muovono nelle loro orbite te­ mono la voce del tuo moto e sono piene di timore nei tuoi confronti. Ti preghiamo e chiediamo di renderei sicuri dal tuo furore e dalla tua ira e di degnarti di allontanare da noi i tuoi malefici effetti; abbi pietà di noi in nome della tua purezza e dei tuoi nomi buoni e nobili; noi che attingiamo alla tua pietà per potere involare tutti i tuoi effetti sfavorevoli con la mediazione della tua potenza, in modo tale che tu possa nutrire compassione per noi, in nome della tua virtù. È il tuo nome che preghiamo e invochiamo affinché tu infonda in noi la tua pietà, e questo per tutti i tuoi nomi e in particolare per quel nome alto e nobile che ti si addice più di qualsiasi altro nome". Abenrasia compose le predette parole per L'agricoltura Ca/dea, traducendole nell' idioma dei Caldei. Abbiamo ora recitato questa preghiera solo per rivelare la comune concordanza dei sapienti antichi in relazione alle opere dei pianeti e la protezione dei loro corpi, in tutti i tempi e in relazione alla natura dei pianeti stessi. In questo libro è stata ricor­ data perché nulla mancasse di quanto è comprensibile tra gli scritti

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dei sapienti antichi . Noi dunque tramandiamo questo libro in modo completo, così come abbiamo promesso all ' inizio della trattazione. E poiché questa disquisizione è proibita dalla nostra legge, recitia­ mo in questa sede solo quella parte idonea a svelare i segreti degli antichi sapienti, parte questa fatta oggetto fin dai tempi antichi di condanne della legge. Pertanto, nessuno deve espellere dalla propria anima quanto è stato detto sinora, né gli argomenti di cui ho parlato in quest'opera, né quelli in cui ora o nel prossimo futuro ho intenzio­ ne di addentrarmi. Prego dunque tutti coloro che leggono o ascolta­ no le parole di questo libro di non rivelare alcunché a uomini privi delle necessarie qualità. Ma se davvero fosse necessario presentarlo a qualcuno, lo si faccia solo tramite sapienti di reale valore, dotati di intelletto e in grado di condurre la propria vita secondo le comu­ ni regole della morigeratezza. Supplico il Dio onnipotente: difenda questa nostra opera dalle mani degli insipienti e mi risparmi da tutte le critiche dal momento che ho parlato in completa buona fede.

CAPITOLO NONO SUL MODO DI ATTRARRE LE FORZE DI CIASCUN PIANETA SEPARATAMENTE, E DI INVOCARE GLI SPIRITI DI QUELLE F:ORZE SECONDO LE LORO PARTI, NONCHE SUL MODO DI OPERARE SUI NOMI SUDDETTI Lo spirito di Saturno, chiamato Bedimez, è quello che riunisce tutti i suoi nomi, congiunti o separati, e le sue parti superiori o in­ feriori o comunque, altrove situate, secondo l ' opinione di Aristotele nel libro che questi inviò ad Alessandro, libro intitolato Estemequis, nel quale il filosofo trattò il problema di come si debbono attrarre le virtù e gli spiriti dei pianeti. Secondo l ' opinione di Aristotele i suoi nomi divisi sono questi. Il nome dello spirito alto è Toz, quello del­ lo spirito basso Corez, quello dello spirito di destra Deyfyz, quello dello spirito di sinistra Deriuz, lo spirito anteriore si chiama Tlyz, quello posteriore Daruz; il suo moto nell ' orbita, il suo incedere tra i segni, il movimento tra gli spiriti, ebbene tutto questo ha un solo nome : Tahaytuc. E tutti questi nomi sopra distinti si radunano in questo primo nome, Bedimez; esso è il genere e per così dire, la radice di tutti gli altri nomi suddetti. Il nome che raduna invece gli spiriti di Giove è quello di De­ mehuz; lo spirito alto è chiamato Dermez, quello basso Matiz, quel­ lo destro Maz, quello sinistro Deriz, quello anteriore Tamiz, quello posteriore Foruz; il nome dello spirito dei suoi moti nel proprio cie­ lo e della divisione nei segni che lo contraddistinguono è quello di Dehydez. Ma il nome nel quale tutti gli altri trovano sublimazione, il nome che è nel contempo genere e base di tutti gli altri nomi, l ' ab­ biamo già citato ali ' inizio e per primo: Demehuz. Il nome in cui si raccolgono gli spiriti di Marte è quello di Dhe­ arayuz, lo spirito alto si chiama Heheydyz, quello basso Heydyuz, quello destro Maharaz, quello sinistro Ardauz, quello anteriore Hondehoyuz, quello posteriore, infine, Meheyediz; lo spirito del suo moto nel cielo, del suo incedere tra i segni, del movimento che lo caratterizza, è detto Dehydemez. Ma i l nome che tutti li in­ clude, base e radice di ogni altro nome, è quello sopra nominato, ossia Dhearayuz.

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Il nome che include lo spirito del Sole è, il nome del suo spirito alto è, di quello basso, di quello destro, di quello sinistro, di quello anteriore : Mahabeyuz; quello posteriore, infine, Hadyz; lo spirito del suo moto nel cielo, sotto i segni e addentro allo spirito che gli è proprio, è chiamato Latahymeriz. Ma il nome che include e con­ giunge tutti i nomi sopraddetti, (base e radice di essi) di ogni altro nome, è quello sopra nominato, ossia Beydeluz. Il nome che contiene gli spiriti di Venere è quello detto Deydez; lo spirito alto è detto Heyluz, quello basso Cohyluz, quello destro Dirmez, quello sinistro Ableymez, quello anteriore Teyluz, quello posteriore Arzuz; il nome dei suoi moti nel cielo, dell ' incedere tra i segni e del movimento del suo spirito è quello di Dehataryz. Ma equivalente a tutti questi nomi insieme (e loro specifico fondamen­ to) è il nome citato di Deydez. Il nome che include gli spiriti di Mercurio è quello di Merhuyez; lo spirito alto è Amirez, quello basso Hytyz, quello destro Cehuz, quello sinistro Deriz, quello anteriore Maylez, quello posteriore Dehedyz; il nome del suo moto nel cielo e del suo incedere fra i se­ gni è quello di Mehendiz. Il nome che li raccoglie tutti (e loro base e radice) è quello già citato di Merhuyez. Il nome che include gli spiriti della Luna è Harmuz; Hediz quel­ lo del suo spirito alto, Marayuz quello dello spirito basso, Meletaz per il destro, Timez per il sinistro, Hueyz per lo spirito anteriore, Meyneluz infine per quello posteriore; il nome del suo moto nel cie­ lo e dell ' incedere tra i segni è quello di Dahanuz. Ma è il nome già ricordato di Harmuz che tiene assieme tutti gli altri nomi suddetti (quasi fosse il loro intrinseco principio vivificante). Questo narrò Aristotele nel libro cui abbiamo fatto riferimento, imponendo ai suddetti spiriti i nomi ricordati e asserendo che i me­ desimi spiriti sono quelli delle parti del mondo: esse sono in numero di sei per ciascuno dei climi dei sette pianeti. Essi sono i nomi utiliz­ zati solitamente da chi pregava i pianeti; si soleva infatti introdurli nelle preghiere a questi dedicati. Tu dunque fanne tesoro in relazio­ ne a quanto ti è stato detto. Il filosofo disse inoltre che tutti gli altri spiriti discendevano da questi, attingendovi potenze nel modo suddetto sia per quanto ri­ guarda le disposizioni climatiche, sia per quanto riguarda genera­ zioni di ogni sorta. Da queste preghiere sorgono effetti mirabili e promanano da esse ricchezze e povertà, essi infatti hanno il potere

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di dare, togliere, cambiare. Hanno corpi con cui si rivestono e, anzi, sono un tutt'uno con essi. Nei loro climi sostengono uomini, cui in­ fondono le loro potenze e i loro spiriti, permettendo loro, tra l ' altro, di essere iniziati alle proprie scienze e di valersi di ciò che caratte­ rizza la loro natura. Di conseguenza il medesimo fi losofo ebbe a dire : "Se vuoi at­ trarre uno spirito planetario qualsiasi tra quelli citati, in un clima ben preciso, non devi far altro che ottemperare ai suddetti principi, in quanto ciascun pianeta è foriero di effetti più pregnanti nel clima che gli è proprio". Operazione per mezzo di Saturno. Quando vorrai operare con l ' intermediazione di Saturno dovrai seguire queste raccomandazio­ ni. Mentre il Sole è in Capricorno e la Luna in Sagittario, componi un talismano che abbia la base di ferro e rivestilo con panni verdi, neri e rossi. Poi dirigiti in un campo e poniti sotto un albero che sia privo di qualsivoglia odore. Portati appresso i l sacrificio (una vacca o un vitello) con una suffumigazione composta di cervello di gatto nero, di catapucia menor, di cicuta, mirra e iperico. Dì : "Bedimez, Toz, Eduz, Hayz, Derniz, Tayuz, Huaruyz, Talhit, Naycahua, Hue­ nadul ! Venite, voi spiriti, di voi e del vostro sacrificio mi avvolgo ! " . E ripeterai più volte queste parole, sempre proseguendo con l e suf­ fumigazioni. Avanza la tua preghiera; sarà esaudita. Questo è stato assicurato da Aristotele nel suo libro. Operazioni per mezzo di Giove. Quando vorrai operare per mez­ zo di Giove, fallo nel giorno a lui dedicato, mentre il Sole si trova nel Sagittario o nei Pesci e la Luna sul capo dell'Ariete (tutto questo sintetizza l ' esaltazione del Sole). Predisporrai una casa ben pulita adorna di tende, tappeti e ottime stoffe, adatta a quest'opera. Prendi tra le mani un piatto di minestra o di zuppa di miele, burro, olio di noci, e zucchero facendo attenzione che essa sia liquida e umida. In seguito, prepara un pasticcio di carne (cioè una torta), che abbia quali ingredienti farina, burro, latte, zucchero e dello zafferano raf­ finatissimo, e di questa torta fai la maggiore quantità possibile. Nel punto centrale della casa predisponi una grande tavola appoggiata su tripodi robusti. Dinanzi a te poni un turibolo di metallo di Giove. Su questa tavola colloca noce moscata, canfora, legno di aloe e altre sostanze ben odoranti, zibetto e altre cose similari e una dose di mastice col pasticcio preparato in precedenza e conservali al fresco e al secco. Metti al centro della tavola una candela accesa; porrai

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poi dietro a essa quattro ceste scoperte piene di melagrane, di car­ ni d'ariete cotte e arrostite, di carni di gallina e colombe, nonché di piatti colmi di cavolo. Sull' estremità di ciascuna cesta poni una brocca piena di vino e un vaso limpido. E ancora poni sulla mensa rami di mirto. Fatto questo farai una suffumigazione di mastice e di legno d'aloe all ' estremità della mensa, mentre opererai una suffu­ migazione di solo mastice all ' altra estremità della casa. All' infuori di te non vi sia altro uomo nella casa. Dirai : "Demehuz, Armez, Ceylez, Mahaz, Erdaz, Tamyz, Feruz, Dyndez, Tayhaciedez ! " . E questi sono i nomi degli spiriti di Giove in tutte e sei le parti del suo cielo. L' interpretazione del nome Afriduz e degli altri che seguono è questa: "Venite pure voi tutti, spiriti di Giove, annusate questi odori e cibatevi di queste pietanze, facendo di tutto questo quello che più vi piace". Ripeterai il tutto per sette volte. Quindi uscirai dalla casa e resterai tranquillo per un'ora. Una volta rientrato farai di nuovo la suddetta preghiera. Quando avrai compiuto il rito per cinque volte, al sesto rientro nella casa, se avrai eseguito le preghiere nel modo anzidetto, vedrai venirti incontro spiriti dalle belle forme e vestiti con vesti ricamate; raccoglieranno la tua preghiera, qualunque essa sia, ti aiuteranno nella scienza e nella formazione dell' intelletto, ti sveleranno completamente i segreti dei loro spiriti. Compiute que­ ste opere nell ' ordine mostrato, convocherai amici e soci e insieme berrete e mangerete il cibo e il vino, odorerete i profumi medesimi e compirete tutti le stesse suffumigazioni. I sapienti Romani solevano innalzare quest'orazione ai pianeti in qualsiasi anno e avevano una spiccata propensione per la preghiera diretta a Giove. Operazione per mezzo di Marte. Quando vorrai operare con Marte, fallo il giorno a lui dedicato, mentre il sole è in Ariete, che è cosa, questa, consistente nell'esalta­ zione di Marte. Sia fatta allora una fine hyemi nella quale si possano trovare alberi con frutti. Porta con te un sacrificio di vacca o di peco­ ra e un turibolo pieno di carboni; una suffumigazione di mirra, sena­ pe e sarcocolla e una sporta piena di pietanze (le migliori possibili), nonché una brocca piena di vino. Portandoti dietro tutto ciò, verrai in un campo e salirai sopra un albero; lascerai andare il sacrificio dalle tue mani e accenderai un fuoco nel quale, infine, porrai la suf­ fumigazione. Quindi pronuncerai queste parole : Dahaydanuz, Ha­ haydiz, Haydayuz, Mihyraz, Ardahuz, Heydaheydez, Meheuediz, Dehydemez. Questa è la preghiera propria di Marte. Dette queste

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parole, proseguirai così: "Questo sacrificio è per voi, spirito di Mar­ te. Ricevetelo, fatene cibo per voi e utilizzatelo come più vi piace". Porterai, allora, il medesimo sacrificio in un altro luogo, fuori dalla zona dell' albero, e compirai una suffumigazione composta come so­ pra; decapiterai la vittima sacrificale, la scorticherai e ne cuocerai il fegato. Prendi, allora, le pietanze che hai appresso e stendile sopra una pelle; poni sopra il sacrificio e nuovamente recita la preghiera. Parlerai così : "Spiriti di Marte, questo sacrificio è per voi. Venite, adorate questa suffumigazione, fate di questo sacrificio e di queste pietanze quel che volete". Allora discenderà uno spirito rosso, simi­ le alla fiamma che comincerà a girare per le pietanze e a bruciarsi un poco fra esse. Non appena lo avrai visto, non dovrai far altro che esporgli il tuo desiderio; egli ti aiuterà in tutte le tue opere. Spentasi la fiamma, andrai alle pietanze e mangerai quanto di esse ti sarà pos­ sibile; simìlmente, berrai vino secondo la tua capacità e appresterai preci che si adattino alle prerogative di Marte. Sappi che quest'ul­ timo è un pianeta diverso e forte, che non riceve e esaudisce le pre­ ghiere che gli vengono rivolte. Se, dunque, pur disposta a puntino l 'opera, questi non dovesse, tuttavia, raggiungere la congiunzione suddetta, non diffidare. Adempiuti questi obblighi diligentemente, tornate tranquillo alla tua casa. Operazione per mezzo del Sole. Quando vorrai operare per mezzo del Sole, fallo di domenica, quando il Sole è nel Leone e la Luna nel 1 5 ° o nel 1 9° grado dell'A­ riete. Preparerai una casa idonea al caso, monda e pulita, e raddob­ berai con i panni più preziosi che riuscirai a trovare. Poni in essa sette simulacri d'oro; se non riuscirai ad averli d'oro, cercali almeno di legno. Se, comunque, saranno d'oro, farai in modo di collocare sopra essi mescolanza di pietre di iargonza rossa e di perle; nel caso, invece, fossero di legno, vestili con indumenti rossi di seta e ponivi sopra mescolanza d'oro e di iargonze rosse. Situerai le dette im­ magini al centro della casa e opporrai dinanzi a esse una mensa. In ciascuna mensa collocherai pasticci di carne fatti con fior di farina e ingredienti secchi e umidi; porrai al centro di esse una brocca di vino e, vicino a questa, una cassa piena di spezie e di oggetti ben odoranti, come il muschio, la canfora e l ' ambra; in casa metterai an­ che del mirto. Quindi, accenderai una grande candela di cura, ti por­ rai seduto su un rialzo qualsiasi e, rivolto ai simulacri, dirai : "Tende­ luz, Dihymez, Andulez, Dehycayz, Aginafez, Mahagnuz, Ahadyz,

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Tuymeriz". Pronunciati questi nomi, potrai finalmente esporre la preghiera che hai nel cuore. Quando avrai osservato queste regole comportamentali, convocherai soci e amici, per concedervi comple­ tamente al cibo e al vino. Infine, uscirai da casa, poiché gli spiriti del Sole esaudiranno ogni tuo desiderio. Operazione per mezzo di Venere. Quando vorrai operare per mezzo di Venere, fallo il giorno a lei dedicato, quando il Sole è sul capo dei pesci e la Luna nel Cancro. Fatti un bel bagno: una volta pulito, andrai ove siano un fico e una palma e ti arrampicherai sopra di essi; porta con te un ariete. Di' : "Hueydez, Helyhuz, Hemyeuz, Deneriz, Temeyz, Cemluz, Arhuz, Meytaryz". Pronunziati questi nomi, esponi la tua preghiera. Fa' ben attenzione che quel che chiedi sia conforme alla natura del pianeta cui ti rivolgi. Operazione per mezzo di Mercurio. Quando vorrai operare con Mercurio, fallo nel giorno a lui dedi­ cato, quando il Sole è nel Capricorno, poiché è in quel momento che inizia l'anno dei Caldei. Siediti sopra a una cattedra aurea, in una casa vuota, e procedi a una suffumigazione di legno di aloe, incenso, mirra, cicuta ed enula. Poni dinanzi a te una mensa aurea e colloca in un cerchio sette capri che ridurrai alla disciplina con una bacchetta di legno, in modo da farli gemere. Mentre il fumo della suffumiga­ zione si alzerà al cielo, tu dirai : "Borhurez, Emirez, Hayhiz, Cociz, Deriz, Heniz, Deheriz, Zahudaz". Pronunziando questi nomi, farai in modo di decapitare i capri; li scorticherai e li farai a pezzi nel cerchio della mensa, sempre attento che la suffumigazione non si spenga. Mentre celebri questo rito, il tuo volto deve essere tutto co­ perto con l 'eccezione degli occhi; la suffumigazione dovrà essere comunque portata avanti. Quindi uscirai di casa, portandoti dietro le carni tagliate come s'è detto sopra e le cuocerai con aceto in una pentola; prenderai anche un po ' di pane fatto con il fior di farina. Se fosse necessario, dovresti anche mettere le carni in una sporta, per teneri e in buono stato. A questo punto esporrai una preghiera che sia pertinente con le facoltà di Mercurio. Operazione per mezzo della Luna. Quando vorrai operare con la Luna, fallo quando il Sole è nel Cancro e la Luna stessa nel l 'Ariete, ossia durante lo stato di mas­ sima esaltazione del Sole; l ' opera sia fatta in una notte di Luna (cioè di domenica, quando il giorno si è già spento). Non appena il

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Sole sarà tramontato, andrai in un campo. Dopo esserti ben lavato e purificato, porterai con te un ariete e una suffurnigazione di in­ censo, cicuta, enula, mirra e legno di aloe; vengano con te anche un po' di amici e di soci, ciascuno con un ariete, una suffumigazione e del cibo raccolto in sporte. Fatto ciò, accendano un gran fuoco con dei bacchetti di legno; tu collocherai attorno al fuoco le sporte contenenti pietanze. Si alzi, dunque, chi vuoi pregare e si sieda, di seguito, sopra una fonte d' acqua; deve fare in modo di avere dinanzi a sé un fico e, vicino, l ' ariete che si è portato appresso. Porrà la sua suffumigazione nel fuoco e dirà: "Hedyhuz, Denediz, Mubuynayz, Miltaz, Turnez, Rabehyz, Celuz, Dzhzniz, Memiz". Pronunziati questi nomi, decapiterà l ' ariete. Gli altri amici lascino andare il loro ariete, in modo che tutti giungano a te : così li ringra­ zierai pronunciando i nomi anzidetti e continuando la suffumiga­ zione. Stando così le cose, !asciali sul posto e torna nel luogo ove hai acceso il fuoco, in seguito tu e gli altri vi dirigerete insieme nel punto ove si è consumato il sacrificio degli arieti : li scorticherete e seppellirete le loro pelli, i loro capi, le zampe e tutti gli organi interni in un luogo sacro, ove non possano costituire cibo per altri animali . Cuocete gli arieti; una volta che siano ben cotti, li porrete nelle sporte delle pietanze, attorno al fuoco. Mentre il giorno farà di nuovo capolino sulla Terra voi porrete dei panni variopinti sotto il fico suddetto, seguendo le indicazioni già date e continuando nella suffumigazione. Ripeterete per tre volte la preghiera dello spirito; quindi esporrete i vostri desideri : saranno tutti esauditi.

CAPITOLO DECIMO SULLA DIMOSTRAZIONE RELATIVA ALLA CONFEZIONE DEGLI SPIRITI PLANETARI E ALLA POS SIBILITÀ DI RITRARRE DANNI DI OPERE E DI EFFETTI, DI MIRACOLI DI NEGROMANZIA E DI CIBI, DI SUFFUMIGAZIONI, UNGUENTI E ODORI, CUI DEVE RIFARSI L' OPERATORE DEGLI SPIRITI DEI PIANETI E SULLE OPERE CHE NON SONO REALIZZATE SE NON ATTRAVERSO LA PERCEZIONE VISIVA Aristotele, nel libro prima citato

De estemequis,

composto per il

re Alessandro, descrisse le costituzioni di quattro pietre, che han­ no potenze e mirabili effetti sugli spiriti . Chiamò la prima con il nome di Rayetanz. Chi, invero, porti questa pietra incastonata in un anello per il dito, potrà godere dell ' umile obbedienza a lui riservata da uomini, o comunque animali dotati di spirito; se questi dovesse sigillare con essa una lettera e poi spedirla a un re o a qualsiasi altro uomo, quando da costoro sarà conosciuto, subito ne riceverà rispetto e obbedienza; grazie alla pietra tutti i suoi desideri saranno immancabilmente soddisfatti. Così faranno gli uomini perversi , se la pietra sarà trasmessa nel modo cui abbiamo fatto riferimento. Tale pietra

è di colore rosso ed è composta nel modo che ora dirò. Prendi

once II di rubino; lavali e incastonali nel mezzo di una dracma di diamante misto a piombo; raccogli anche un ' oncia di manganese, un' oncia e una dragma di zolfo, once II d ' oro. Il tutto sia posto in un recipiente e posto su un fuoco tenue che deve crescere a poco a poco, in modo che gli elementi si abbraccino a vicenda; il rubino, fondendosi con la virtù del diamante; i l diamante, con la virtù del manganese; questa, con la virtù dello zolfo; l ' oro sia fuso con tutti gli elementi. Una volta raggiunta la fusione, togli il recipiente dal fuoco e lascialo raffreddare. Il risultato sarà un corpo tutto misto di colore torbido; prendilo. Quindi raccogli parti eguali di cervello di l eone, di sego di leopardo e di sangue di lupo. Liquefà il sego e me­ scolalo col cervello; quindi gettavi sopra del sangue e disponilo sul

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suo colore screziato. Sta ben attento a non macchiarti mani e vestiti e fa' in modo di non annusarne l'odore, in quanto esso è un veleno mortale in tutte le qualità ricavabili dalla sua forma specifica, alme­ no secondo l'opinione di Cetrate in sogno. In un momento di calma, mescolalo. Di nuovo, prendi once X ciascuno di solfuro di arsenico (o azernec), di zafferano, di zolfo giallo e rosso. Il tutto sia ridotto in polvere e lavato; quindi, getta il corpo sopra il predetto veleno. Subito se ne rompa il nocumento; poi, il tutto sia sciolto. Una volta che la liquefazione sia portata a termine, si ponga la miscela in una brocca o in un piccolo vaso, chiuso con terra di aurifabri; il vaso sia posto sopra un piccolo fuoco mansueto. Quando si raggiunge il pun­ to di liquefazione, allora si toglie il vaso dal fuoco e lo si lascia raf­ freddare. In seguito, liquefà il primo corpo, col quale a poco a poco si amalgama lo spirito, sino a esserne incorporato e unito. Compiuta l'operazione, estrailo dal fuoco e lascialo raffreddare. Con il tornio fanne poi delle pietruzze rotonde, della grandezza desiderata, poiché Aristotele pronunziò queste parole adAlessandro: "Alessandro, sap­ pi che questo è un corpo che supera qualsiasi meraviglia". La seconda pietra è detta Helemetiz. È preordinata contro la piog­ gia, la grandine e la neve; quando, infatti, si verifica una di queste situazioni climatiche, alza verso il cielo questa pietra con la mano destra e sarai al sicuro da ogni loro attacco. È una pietra di colore screziato, composta così come segue: prendi once III di elleboro e fa che si liquefacciano nel fuoco con dell'incenso bianco. Accanto all'elleboro così liquefatto poni once III di argento è VI di piombo. Una volta che il coagulo sia interamente liquefatto toglilo dal fuo­ co perché possa operare con gli spiriti. Quindi, prendi delle ossa di zampa e piede di porco, ben ripulite da carne e nervi, e cuocile per bene in acqua con una quantità di sale; una volta cotte a puntino, toglile dal fuoco, in modo che si liberino dell'acqua rimasta. Poi, siano fatte in polvere (e liquefatte) e messe con della mandragola e della calce in un vaso di terra ben disposto e chiuso con terra di auri­ fabri il tutto, cioè ordinato in modo che a uno strato di mandragola e calce ne faccia seguito uno di polvere di ossa, sino all'orlo del vaso. Il tutto si liquefaccia in una notte su un fuoco di letame. Quindi, si tolga il vaso dalla fiamma e lo si faccia raffreddare. Quel che si ot­ tiene deve essere ulteriormente spezzettato; sopra, vi sarà gettato un po' di minio rosso brillante. Infine, si lavi il corpo ottenuto con del sangue umano fuoriuscito da una vena; il lavaggio duri un giorno;

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il tutto sarà conservato per l'uso. Compiute queste tappe dell'opera, si liquefacci a il primo corpo, poi lo si versi sul secondo, in modo da ottenere una completa fusione. Togli quel che ne risulta dal fuoco e !ascialo raffreddare: lo troverai caratterizzato da un colore screzi ato. Questa pietra deve essere lavorata al tornio, in modo da renderla sfe­ rica e di grandezza conforme ai propri desideri. In seguito, lavorerai nella stessa operazione con le parole e le azioni cui abbiamo già fat­ to ri ferimento discutendo sulle opere della natura, così come viene generalmente intesa. Quando, dunque, vedrai la pioggia, la neve, la grandine e i tuoni in un determinato luogo e vorrai allontanarli dalla tua posizione, non avrai che da pronunziare le parole suddette alzando verso il cielo la stessa pietra, che terrai con la mano destra; tutte quelle rivoluzioni climatiche scompari ranno, allora, come per miracolo. Questa pietra è composta di potenze e spiriti incorporei. La terza pietra è dettaAstamatis. Aristotele dice che questa pietra è una delle meraviglie del mondo, in quanto chi la porta con sé in una lite o in una battaglia, è al sicuro dai danni , dai nemici e dalle loro armi pericolose, e non solo lui, peraltro; anche i suoi amici potranno godere, infatti, del benefici o. La composizi one della pietra è la seguente. Prendi once X di ferro liquefatto con dello zolfo; fon­ dilo nel fuoco, ponendo sullo stesso zolfo una pietra bianca di man­ ganese e di borace; polverizza il tutto per bene, in modo da creare un corpo unico. In un primo tempo esso apparirà giallo, poi bianco come l'argento, e forse ancora più bello, e il suo corpo sarà attraen­ te. Prendi, poi, un po' di grasso di porco e un po' del suo cervello. Li si faccia liquefare insieme. A questo punto, il vaso, così trattato, sia messo sul fuoco, in modo da liquefarsi come cera. Sarà , poi, tolto dalla fiamma, per farlo raffreddare. Lo si raccoglierà , infine, fog­ giandolo a similitudine di una pietra; una volta che tutto questo sia compiuto, bada di conservarlo con cura. Prendi, poi, once X di ferro lavorato nel modo suddetto e, insieme, un'oncia per ciascuno d'oro, d'argento e di bronzo. Siano tutti posti sul fuoco, sino al punto di fusione, che permetterà loro di mescolarsi insieme. Vi getterai sopra un altro corpo costruito sul momento, sino a che non diverrà tutt'u­ no con quello; poi, ti varrai della purificazione del fuoco. Saranno, invero, smaltite le impurità dei corpi, che si congiungeranno a vi­ cenda, facendosi particolarmente lubrici. Quando vedrai che tutto questo si sarà perfezionato, allora potrai togliere la massa dal fuoco per farla raffreddare. La vedrai compatta e attraente. Ne farai dei

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pezzetti col tornio, della grandezza desiderata, e con essi lavorerai per tre giorni, valendoti delle parole succitate. Conserverai questa pietra e la porterai appresso in guerra; sarai, così , al sicuro da tutte le armi di ferro dei nemici e così sarà pure per tutti quelli che ti saranno affianco, perlomeno sino a quando porterai con te la pietra. La quarta pietra è dettaAndemotuz. Aristotele disse che essa serve per stornare dai piaceri di Venere, composta com'è per militari e uo­ mini d'arme, che pur impegnati nelle fatiche di guerra, si accoppiano con donne, rendendo i propri corpi più deboli, e di conseguenza, più facilmente superabili in battaglia. Il colore della pietra è il bianco. La sua composizione è la seguente. Prendi once X di piombo, un'oncia per ciascuno di bronzo e di ferro liquefatto con zolfo bianco e mezza oncia di argento. Si liquefacciano bronzo, ferro e argento, in modo da creare una sostanza unica. Quindi, sia gettato sopra a essa il piombo. Quando il tutto ha formato un blocco unico, prendi mezza oncia per ciascuno di manganese, di diamante, di zolfo giallo e once II di minio rosso. Polverizza il tutto e getta sopra la massa fusa un po' di polvere, sino a che tutti gli elementi siano imbevuti l'uno con l'altro. Togli il prodotto dal fuoco e conservalo. In seguito, crea lo spirito nel modo che ora ti dirò . Prendi del sego di gazzella e il midollo o il cervello di un cavallo. Liquefà il sego mescolandolo con il cervello e con il midollo. Getta sopra a esso del sangue di uccello, sino a che questo non sia completamente arrostito. Quindi prendi un'oncia di ossa di porco e polverizzala ben bene con un po' di borace e mezza oncia di manganese, oncia I di zolfo giallo, mezza oncia di minio rosso; se ne faccia un'unica quantità e la si getti sopra le suddette parti di sego e di midollo. Metti quel che ne risulta sopra il fuoco, sino a che non si liquefaccia. Quindi, riprendilo e fallo raffreddare. Gettavi sopra il composto citato, a poco a poco, sino al completo assorbimento; ogni cosa sarà così resa particolarmente liscia. Togli di nuovo tut­ to dal fuoco e lascialo raffreddare; a questo punto, se ne faccia con il tornio una pietra che abbia forma sferica e uguale in tutte le sue parti. Quindi, lavora con essa per tre giorni, valendoti delle parole cui già abbiamo fatto riferimento. In seguito, componi due simulacri di bronzo, l'uno a forma di maschio, l'altro a forma di donna; poni la pietra sul simulacro a forma d'uomo. Codesti simulacri debbano essere messi l'uno appoggiato alle spalle dell'altro. A questo punto, prendi un ago di legno e sopra di esso pronunzia tre parole fra quelle suddette. Quindi, sprofonda l'ago nel petto del simulacro a raffigura-

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zione femminile, sino a che questo non l'abbia perforato per intero, contro le spalle; sul!'altro simulacro dovrai, allora, fare una pressione tale da immobilizzare l'una e l'altra figura a vicenda. Poni questi simulacri in un'arca di ferro ben chiusa, recitando sopra a essa, notte e giorno, quelle parole che già in precedenza abbiamo ricordato. Ti porterai appresso l'arca, così tu e i tuoi amici sarete completamen­ te immuni agli attacchi degli impulsi sessuali. Aristotele narra tutto questo nel sunnominato libro De estemequis. Poiché le commistioni delle pietre predette sono veleni mortali, chi ha ben imparato la lezio­ ne, si guarda bene dal toccarle o dall'annusarle. Ma v'è un rimedio a questo veleno, applicabile senza paura. Te lo spiegherò . Prendi once II per ciascuno di legno di aloe, di granelli di mirto, di mandragola e di ligustro, mezza oncia di noce moscata, un'oncia per ciascuno di agnello puro, di uccelli puliti e di sandalo bianco. Il tutto sia ben mescolato e polverizzato; lo si mescoli poi con succo di mirto e se ne facciano pillole, le quali, in seguito, dovranno essere lasciate seccare. Chiunque volesse creare le suddette pietre mortali dovrà prendere un po' di queste pillole e mettersele nelle narici, nelle orecchie e in bocca; il volto dovrà essere coperto, mentre le sostanze prima ci­ tate saranno oggetto di polverizzazione e di operazione magica. Si richiede, peraltro, un ulteriore rimedio a tutela delle mani: per questo prendi cinque parti di granelli di lauro e di basilico, assieme a un po' di balsamo e di sangue di lepre. Si lavi ciò che è sporco, per poi mescolare tutto al balsamo e al sangue di lepre. Tieni sempre que­ sto medicamento con te, quando vuoi operare, e usalo per lavarti le mani in ciascuna operazione; così sarai al riparo da ciascun pericolo. Aristotele, nel suo libro, disse anche che tali pietre possono, talora, minare l 'integrità degli spiriti con cui si opera, danneggiando la loro natura. Per liberare gli operatori da questa infermità , riconducendo la loro natura alla debita essenza, dovrai dar loro il medicamento or ora riportato, in modo che possano berlo. Prendi, allora, mezza oncia di sangue umano e incorporalo con once 1111 di olio di amigdala dolce, once II di midollo o di cervello di lepre; il tutto sia mescolato con un'oncia d'urina d'asino. Tutte queste sostanze siano unite l'una con l'altra; le darai da bere al paziente, di giorno in giorno per il suo sto­ maco, fino alla nona giornata. Grazie a questo medicamento saranno curati e riportati alla primigenia natura; si separeranno da loro gli spiriti dei sette pianeti del male, senza distinzioni di sorta, e la forza della loro costituzione tornerà come prima.

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Aristotele parlò anche in un libro intitolatoMalatiz. Quando istruì Alessandro su Caynez, sapiente indiano e signore di questa mirabi­ le arte, compose proprio questo libro Malatiz, rifacendosi, peraltro, alla scienza di Caynez; qui raccontò le mirabi li azioni compiute da costui, da tutti consi derato uomo spirituale, e morto a ottocentoqua­ ranta anni. Visse al tempo del re Aydeneruz, che era uomo potente e malvagio. Qui il sapiente fece cose mirabili , attraverso composti propri sia della realtà macrocosmica che di quella microcosmica; le sue parole sono permeate dagli spiri ti che vivono in questo mondo complesso. Seppe attrarre la benevolenza del re citato e di tutti quei re di cui aveva bisogno. Inoltre, sapeva dar vita a fatti e a orazioni incredi bili, che ho deciso di rendervi manifeste. Per acquisire l'amore delle donne. Chiamava questo preparato Deytuz; la sua composizione è questa; prendi mezza oncia ciascuno di midollo di gazzella e di sego di pecora. Siano liquefatti entram­ bi e vi si aggiungano tre parti di canfora e di cervello di lepre. Le cose predette si ano poste in un vaso di ferro sul fuoco, sino alla completa liquefazione, a tutto ciò si aggiunga della canfora polve­ rizzata. Quando avrai raggiunto una soluzi one piena, togli il tutto dal fuoco. Quindi crea un simulacro di cera nuova e mai usata e trattieni nell'animo l'immagine della donna che desi deri . Nella boc­ ca del medesimo simulacro, fa un foro che penetri fino al ventre di esso e in questo foro sia gettato il medicamento, liquefatto come sopra; mentre lo versi pronunzia queste parole: "Dahyeliz, Hani mi­ diz, Naffayz, Dabraylez". Quindi si ano poste nella sua bocca once II di zucchero bianco. Prendi un ago di argento sottile e infilalo nel petto del simulacro sino alle spalle. Dopo aver fatto questo pronun­ zia queste parole: "Nedurel, Tameruz, Hetaytoz, Femurez". Quindi avvolgi il simulacro in un panno bianco e sopra a esso poni un altro panno di seta e di colore sempre bianco che cuci rai con un filo della medesima stoffa; stri ngi lo bene sotto il petto e i due capi siano uniti con un filo cui farai più nodi. Sopra ciascun nodo dirai queste pa­ role: "Hayranuz, Hedefiuz, Fattamurel, Hartinez". In seguito, poni il simulacro in una pentola di terra che chiuderai con la consueta terra di Aurifabri. Fai un foro nella casa ove abita colui dalla cui volontà quest'opera deriva, in qualunque caso o luogo ti piaccia e qui seppellisci i l simulacro con il capo all'insù e coprilo con della terra. Prendi poi once II per ciascuno di incenso e di galbano e il tutto sia gettato sul fuoco. Mentre il fumo si eleva di': "Beheymerez,

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Aumauliz, Menemeyduz, Laynaurez". "Muovo lo spirito della tal donna N. e la sua volontà nei confronti di un tal uomo per la virtù di codesti spiriti predetti e per la potenza degli spiriti Beheydraz, Me­ surez, Auleyuz, Nanitaynuz". Dopo aver fatto queste cose, tornerai a casa. Sappi infatti che tutti gli spiriti e le volontà della donna per cui quest'opera viene compiuta si muoveranno verso quell'uomo che è stato motivo dell'opera medesima, ed ella non potrà stare in pace né dormire, né fare alcunché sino a quando non sarà sottomessa a quell'uomo; e questo per la virtù degli spiriti del simulacro predetto. La stessa donna sia condotta alla casa del simulacro sepolto, secon­ do la virtù di quanto è stato detto. Un'altra confezione per il medesimo scopo, suscettibile di essere data in cibo. Prendi once II per ciascuno di sangue coagulato di le­ pre e di cervello di lupo, tre grani di sego di pecora liquefatta, due grani di ambra e di noce moscata, tre grani di canfora, un'oncia del sangue dell'uomo che agisce (o per il quale si agisce); poni questo sangue in un vaso di ferro sul fuoco, sino a che non sia caldo. Una volta scaldato, gettavi sopra i medicamenti; il tutto sia mescolato per bene. Siano, quindi, rimosse dal fuoco e mescolate con vino e miele o, comunque, con piatti di carne o d'uccelli o di qualsiasi altra cosa ancora. Mentre fai queste cose, tieni l'anima ben ferma sull'immagine della donna per la quale agisci. Quindi, prendi un po' di incenso e di galbano e gettali sul fuoco. Mentre il fumo si alza di': "Ye Deyluz, Menydez, Catrudyz, Mebduliz, Huenehelylez. Muovo gli spiriti e la volontà della tal donna N. , per la virtù di codesti spiriti e di questa confezione e li sposto secondo un moto di inquietudine che caratterizza sia il vigilare che il dormire, sia l'andare che lo stare o il sedere. Ella non abbia pace sino a che non obbedisca agli spiriti già citati: Huenehelyzez, Heyediz, Cayimuz, Hendeiz". Fatte queste cose nel modo suddetto, dà a chi vuoi in cibo questa composizione, in modo che non ne rimanga nulla. Con il medicamento nello stoma­ co, quella donna non potrà stare calma. Sarà mossa sin dal profondo da turbamenti incredibili. Così verrà docile nella casa che tu vorrai. Se per caso dovesse capitare la difficoltà di non poter dare in cibo o in bevanda qualche cosa, prendi la confezione sopra spiegata e, al posto del sangue suddetto, poni il sangue di colei contro la quale stai operando. Il tutto sia mescolato a regola d'arte. Similmente, aggiun­ gi quel che hai ottenuto a una bevanda o a una pietanza e infila le tue mani in un'urna. Quindi, raccogli once II ciascuno di incenso e di

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galbano e fanne una suffumigazione. Mentre il fumo si alza pronun­ zia questi nomi: "Adyeruz, Metayruz, Beryudez, Fardaruz. Muovo gli spiriti e la volontà del tale contro il tale e la sposto attraverso tutti gli spiriti, tutte le volontà e il cuore, in modo che non possa star calma, né vegliare seduta, né dormi re, parlare, sedersi o alzarsi sino a che non obbedisca al tale, soddisfacendo tutti i suoi desideri. Attraggo gli spiriti del suo cuore e li muovo contro un tal uomo per la virtù dei seguenti spi riti: Vemedeyz, Andurez, Meyurneyz, San­ daruz". Quindi, dà ciò che si è detto in cibo a colui per il quale tali operazioni sono compiute. Quando avrà mangiato e il suo stomaco sarà pieno di queste sostanze, comandagli di prendere in mano once II ci ascuno di incenso e di galbano e di gettarle nel fuoco; con ciò si faccia una suffumigazione e, mentre il fumo si alza, pronunzi questi nomi: "Hamurez, Heydurehyz, Heldemiz, Hermeniz". Quando avrà detto queste cose, esclama: "Da codesti nomi sono attratte le volontà di colui per il quale hai operato". La donna verrà da te con grande amore e obbedienza, per adempiere la tua volontà e i tuoi ordini. Il medesimo sapiente disse che se non riesci ad avere il sangue di tale donna, devi prendere once II per ciascuno di sangue di lupo e di agnello, in modo tale che siano mescolati in un vaso di ferro sul fuoco, come abbiamo già detto. Devi gettare sopra questi due gra­ ni di mi dollo di lepre, tre grani di midollo di l'uopo, quattro grani di sego di pecora; il tutto liquefatto e unito assieme. Aggiungi due grani di noce moscata, canfora e sangue coagulato di lepre. Una volta liquefatti, siano mescolati per bene e tolti dal fuoco. Offrirai questa soluzione perché sia bevuta o mangiata. Quindi, farai una suffumigazione con incenso e galbano. E mentre il fumo raggiunge il cielo, tu pronuncia queste parole: "Haimurez, Maphueluz, Feniz, Fadrulez. Muovo il cuore, gli spiriti, le volontà del tale contro il tale e sposto i suoi spiriti impedendogli di dormi re, in modo che non ab­ bia alcuna requie nel vigilare, nel dormire, nel sostare, nel muoversi in una determinata direzione o anche solo nell'alzarsi. Muovo i suoi spiriti e la sua volontà e contro di lui li adduco nella virtù di code­ sti spiriti: Hueytayroz, Berienuz, Haunuiz, Handulez". Fatte e dette queste cose, darai da mangiare a chi vorrai. Quando il cibo allignerà nel suo stomaco, prendi once II ciascuno di incenso, di galbano, di pelo di coda di lupo; con esse suffumigherai l'uomo che ha assunto in cibo le sostanze predette, istruendolo con questi nomi: Heyudez, Maerimeyz, Taydurez, Humeyruz. Quando avrai fatto queste cose,

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sappi che gli spiriti della donna per la quale hai agito e la sua natura si muoveranno con grande amore e affetto verso quell'uomo. Ella non potrà mai ricevere sollievo se non si prostrerà umilmente a lui. Un'altra confezione, ossia una suffumigazione per l'amore. Pren­ di once II per ciascuno di vulva di lupa e di lepre, un'oncia di occhi di topo bianco, once II per ciascuno di sego di cane bianco, di incen­ so e di galbano, nonché sego di pecora liquefatto in un vaso ferreo, secondo il peso predeterminato; tali sostanze siano gettate su quelle sopraddette. Quando il tutto sarà incorporato, prendi mezza oncia di canfora, un'oncia ciascuno di sandalo bianco e di legno d'aloe, mezza oncia di ambra e un'oncia di noce moscata per la quarta par­ te. Siano polverizzati e gettati sulla predetta confezione, in modo da incorporarsi pienamente e a vicenda. Poi siano divise in sette parti uguali. Prendi sette turiboli pieni di carboni accesi, che situerai di­ nanzi a te su una linea ipotetica in ordine retto; poni in ciascuno di essi la settima parte della confezione sopra divisa. E mentre il fumo di tali turiboli si alza, di': "Ahayuaraz, Yetaydez, Ahariz, Aharyulez. Muovo il cuore e gli spiriti della tale contro il tal uomo, spostando gli spiriti del suo cuore con amore e affetto verso l'altro, e cercando di proibirl� qualsiasi riposo o sollievo, in modo che non abbia mo­ menti di sosta nel dormire, nel vegliare, nel sedersi né in qualsiasi altro atto, sino a che non venga in modo obbediente a realizzare le voglie e i desideri della medesima persona. Io traggo e tiro i suoi spiriti verso di lui per la virtù di codesti spiriti incorporei: Halueriz, Heyemiz, Huetudiz, Taueduz". Fatte queste cose torna alla tua casa. Tale donna andrà da lui e obbedirà a qualsiasi sua voglia. Un'altra confezione utile al medesimo scopo attraverso la perce­ zione olfattiva. Prendi due grani di sangue coagulato di lepre e un fegato di capra, sopra il quale getterai un po' di incenso polverizzato. Ponilo sul fuoco e cuocilo sino a farne fuoriuscire totalmente l'ac­ qua. Quindi, prendilo con ferri resistenti e procuragli incisioni con il coltello in più punti, in modo tale che ne esca tutta quell'acqua: la riporrai in un vaso di vetro. Quando vorrai operare nel modo predet­ to, prendi due grani di tale acqua, tre grani di noce moscata, quattro grani di ambra. Metti tutto ciò in un vaso di legno su un fuoco di carboni, fino a che tutte le sostanze non si liquefacciano, incorporan­ dosi l'un l'altra; toglile, quindi, dal fuoco e ponile nel vaso di vetro. Il giorno in cui te ne vorrai servire, dovrai raccogliere un'oncia di olio di ambra fine e purissima che verserai in un vaso di ferro sul

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fuoco; su di esso, metterai la confezione del vaso vitreo del peso di un grammo, in modo che sia liquefatta al plinto da mescolare e incor­ porare tutte le sostanze in un unico corpo. Fatto questo, prendi once II ci ascuno di incenso e di galbano; te ne servirai per suffumigare il medesimo uomo. Mentre il fumo si alzerà verso il ci elo dirai: "Hye­ tayroz, Maharahetim, Faytoliz, Andararuz. Muovo il cuore di tale donna e i suoi spiriti e la sua volontà verso il tal uomo e sospingo gli spiriti del suo cuore verso il medesimo con amore e affetto, proiben­ dole sonno, requie e tranquillità , in modo che non possa trovare pace né dormendo né vigilando, né in piedi né a sedere. Attraggo, infatti, e tiro i suoi spiriti e le sue volontà verso quel tale per la virtù di codesti spiriti incorporei: Hueyquitaroz, Hedilez, Menhueriz, Meyefurez". Dopo aver detto queste cose, prendi l'olio predetto e, se puoi, ungi con esso colei per la quale tutto questo si fa. Se non vi riesci, riponilo in una di quelle sostanze che fanno buon odore e sono facilmente rin­ tracciabili, così da rendere profumata colei che è la causa di quest'o­ pera. E subito quando essa verrà unta da tale olio o ne profumerà , il suo spirito e la sua volontà si muoveranno fortemente, con grande amore e desiderio, verso colui a vantaggio del quale si sono operate le azioni predette, e lei stessa non potrà avere riposo tanto nel sonno quanto da sveglia, né aver tregua in qualunque azione fino a divenire obbediente e mansueta. Se per caso dovesse accadere che tu non po­ tessi farglielo odorare, costruisci un'immagi ne di cera formata a sua immagine e somiglianza per poi darla a lei da tenere fra le mani. E la suffumigherai con incenso e galbano per tre giorni ininterrottamente, ovviamente a oriente del Sole, pronunciando le parole in precedenza ricordate e predisponendo una suffumigazione adeguata; ti ungerai con l'olio di cui prima si è detto. Quando avrai compiuto le azioni ri­ chieste in questo modo, il suo spirito e la sua volontà si muoveranno verso lui stesso amorevolmente. Se invece vorrai praticare le dette operazioni per altra via, pren­ di un ramo di mirto o di qualsiasi altro albero dal buono o cattivo profumo e ungi la stessa persona con il suddetto medi camento com­ posto, dal peso di due grani. E dopo con incenso e galbano lo suffu­ migherai. E mentre opererai la suffumigazi one pronuncerai queste parole: "Neforuz, Hemiruliz, Armulez, Feymeriz. Io muovo il cuore di tale donna, il suo spirito e la sua volontà verso il tale uomo, e muovo il suo spirito e la sua natura verso di lui con amore e buona propensione. E allontano da lei i l sonno, la veglia e il riposo, mentre

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essa dorme, veglia, sta in piedi o seduta. La attraggo e conduco per virtù di cedesti spiriti incorporei: Venehulez, Mantayriz, Feymeluz, Berhunez". Quindi farai odorare lo stesso composto alla persona che vorrai (è evidente per quale ragione ciò sia fatto). Ma non ap­ pena lo odorerà , immediatamente il suo spirito e la sua volontà si muoveranno con forte moto e grande amore e desiderio cosicché non potrà stare ferma né riposare in altro modo sino a raggiungere obbediente la condizione di chiedere a tutti le loro volontà al fine di adempierle. Se tuttavia non ti sarà possibile farglielo odorare, pre­ para l'immagine di cera di cui più sopra abbiamo detto. E agendo (evidentemente quello che ordina che quest'opera divenga realtà ) la terrà nelle sue mani, e prenderà once II per ciascuno di incenso e galbano, gettandoli con le proprie mani nel fuoco. Quanto a te, la istruirai affinché dica queste parole: "Heydinez, Beyduriz, Affihuz, Deriyenuz". E dopo le farai odorare queste stesse cose per la cui realizzazione l'opera è stata posta in atto di essere. Immediatamente lo spirito e le volontà tutte della persona per la quale l'opera appena menzionata è stata allestita e il suo cuore insieme si muoveranno con forza grandi l'amore e l'ardore e non sarà capace di godere in altro modo di quiete e tranquillità , sino a che lei stessa non si farà obbediente, pronta per essere in grado di adempiere a tutti i desideri e capricci che le vengono richiesti. In verità fu il sapiente Decayto a nominare queste quattro imma­ gini composte di cui abbiamo or ora terminato di parlare; sono que­ ste anche quelle che recitò il saggio Caynez per il congiungimento di uomini e donne. Per ottenere l'amore di un re. Quando vorrai acquisire l'amore di un sovrano e la sua benevolenza verso il popolo, prendi della cera nuova, che non sia mai stata utilizzata in opera alcuna, con la quale farai una immagine nel nome di quel re, che sceglierai per disporre le cose predette. Quindi prendi mezza oncia di cervello di gazzella, un'oncia di cervello di lepre, once II di sangue umano; sia mescolato il tutto insieme in un vaso di ferro e venga posto sopra al fuoco fino a che tutti i componenti siano fusi l'uno con l'altro. Dopo getterai della canfora polverizzata sopra questa mistura, un'oncia di ambra e la quarta parte di un'oncia di noce moscata; tali cose siano gettate sopra il primo medicamento. Sciogli quelle cose sino a che tutte sia­ no liquefatte e incorporate insieme. A quel punto scava un foro nella testa della stessa immagine, attraverso cui iniettare il medicamento

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nel ventre dell'i mmagine; chiuderai ottimamente il medesimo foro con della cera. In seguito prendi del sangue umano e di gallo bianco, once 1111 di cervello equino ciascuno, di noce moscata, mezza oncia per ciascuno di canfora, once II di sego liquefatto di bestiame. Ver­ ranno aggiunte tutte queste cose e lo terrai sopra il fuoco. E fai una cavi tà nel collo dell'immagine, attraverso la quale getterai codeste cose; e la lascerai raffreddare. Dopo chiuderai con della cera la stes­ sa cavità . Quindi prendi un ago di argento sottile, nuovo, che non sia mai stato uti lizzato i n altra opera, e affondalo nel petto dell'i mmagi­ ne quel tanto che basta per non farlo uscire dall'altra parte dell'im­ magine stessa. E mentre affondi i l cuneo, di': "Acri uz, Fendeyuz, Nephalez, Feyeduz". Allora riponi l'i mmagine i n un vaso di terra, racchiuso da argilla ali 'esterno. E in seguito prendi dell'incenso, del galbano polveri zzato, un'oncia per ci ascuno di occhio di gallo bian­ co; tutte queste cose verranno mescolate fra loro. Poi prendi l'im­ magine, la predetta suffumigazione e un turi bolo e sali sopra un alto monte, dal quale tu possa vedere quella ci ttà ; e lì scava una fossa della grandezza dell'immagi ne, nella quale seppellirai quest'ultima con la testa rivolta sottoterra o girata. Ponivi sopra quell'osso o una pietra del recipiente o ancora un mattone, e gettavi sopra della terra fino a che tutto sia ri coperto. Fatto ci ò , getta una suffumigazione sul fuoco; e mentre i l fumo si alza, di': "Acderuz, Madurez, Feyleuz, Hueryreliz". E poi di': "Rivolgo il cuore di tale re con amore, amici­ zia, buona volontà e mi sericordi a verso i l tale uomo o il tale popolo per vi rtù e potenza di codesti spiriti i ncorporei : Hueyfeduez, Affi­ muz, Beefinez, Medariuz". E sappi che quel re avrà caro il tale uomo od il popolo, e a lui elargirà la sua grazi a. Per generare inimicizie. Disse infatti [i l sapiente]: esiste una con­ fezi one per generare le inimicizi e, la quale viene data da mangiare e si compone nel modo seguente. Prendi fiele di gatto nero, mezza oncia di cervello di mai ale per ognuno, once II di sego di cane nero e due grani di succo di panace. Questo preparato, una volta mangiato, ispi ra senso di inimicizia e catti va disposizi one dello spirito. Per il medesimo proposi to. Prendi once II di cervello di gatto nero, un'oncia per ci ascuno di fiele di porco e del suo cervello, una verga di cane nero, succo medi cinale e mezza oncia ciascuno di am­ moniaca. Con tutte codeste sostanze prepara una suffumigazione in cui esse si ano incorporate a vi cenda; e sarà come sopra.

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Per lo stesso intendimento. Prendi tre grani di fiele di cane nero, cervello di maiale, fiele di gatto nero, aggiungi porco, zolfo, succo medicinale, un occhio di gatto nero e once II per ciascuno di olio di caubac (mercurio), due grani di solfuro d'arsenico, once IIII di cervello di gatto nero, un'oncia di piloro presi dalla sua coda. Se da codeste sostanze mescolate insieme si alza un suffumigo, si gene­ rano in tal modo mala volontà e ini micizia. Un sapiente si occupò durante la sua vi ta di queste pozioni appena enumerate, e affermò di averle così trovate vere ed efficaci. Affinché l'uomo non provi desiderio per la donna. Quando vorrai ottenere ciò , prendi cervello di gatto nero e mezza oncia per ciascu­ no di grani di mandragola. Mescola insieme queste due sostanze e incorporale nella maniera migliore. Dopo fai un'immagine di cera e sulla sommità della testa stessa scava una cavità , attraverso cui far passare la predetta pozione. Qui ndi prepara un ago di ferro e impri­ mi lo stesso nell'immagine (ovviamente nel luogo che è sede del desiderio e del piacere sessuale). Procurati quindi once IIII ciascuno di sangue di maiale, di sangue coagulato di lepre, once II ciascuno di cervello di rondine, latte di pecora e succo di mirto per una libbra. Mescola bene insieme tutti questi componenti; lo darai da bere a colui che vorrai privare del de­ siderio per la donna, e suffumiga la stessa pozione con una mistura di incenso e once II di galbano. Accadrà in tal modo quanto da te richiesto.

CAPITOLO UNDICESIMO CIRCA GLI EFFETTI DEI SIMULA CRI IN COSE DIVERSE, NONCHÉ SULLE ALTERAZIONI DELLA VISTA IN MODO CHE GLI OGGETTI APPAIANO IN MODO DIVERSO DA QUELLO CHE SONO; SUL MODO DI DORMIRE, VIGILARE, COMPORRE SOSTANZE VENEFICHE E LORO RIMEDI Ho trovato queste confezioni nei libri dei sapienti di quest'ar­ te; confezioni che non si trovavano assolutamente nelle parole di Caynez. Per prima cosa quella relativa alla immobilizzazione della lingua, i n modo tale che non si parli male di te. Quando infatti vorrai legare le lingue perché non ti maledi cano, componi queste confezio­ ni graduate così come sotto. Prendi le li ngue degli animali che ora ti di co, ovvero del cervo, dell'aquila, del rospo, della serpe d'acqua, della colomba bianca, del gallo bianco e dell'upupa. Tutte le dette lingue saranno da te polverizzate e rese una cosa sola. Poi prendi un grano di perla, e mezza oncia per ciascuno di oro, argento, canfora, borace e aloe polverizzati. Tutto questo polverizza e mescola insie­ me e aggiungi la polvere cui prima abbiamo fatto riferimento, e tutto ancora i ncorpora con del miele. Quindi poni tutto i n panno di seta bianca. Poi prendi due ciglia dall'occhio di un astore, due da quello di un pavone, il fegato di un'upupa, quello di un gallo, due ossa dall'ala di una colomba e due da quella di un'upupa. Tutto questo lo polveri zzerai e lo i ncorporerai con latte e lo porrai nel panno di seta bianca suddetto assieme all'altra mistura. Quindi componi un talismano di cera bianca che chiamerai col tuo nome, e sul suo capo inserivi il tuo nome e l'immagine del Sole; nel suo petto scri vi i l tuo nome e la figura della Luna. Quindi avvolgi questo simulacro in un altro panno di seta bianca, la quale a sua volta collocherai in mezzo alla mistura precedentemente descritta, legando i l tutto con un filo di seta. Chi porterà con sé siffatto simulacro vedrà cose meravigliose, nessuno parlerà male di lui e sarà amato e rispettato da tutti. Per l'amore. Prendi once V di cervello di gazzella, once I di sangue di leopardo, once II di sangue coagulato di lepre. Mescola

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insieme tutto questo e agglomeralo ben bene. Metti un poco di questa composizione nel bicchiere o nel piatto di chi desideri e da codesto sarai amato. Per lo stesso. Prendi once II di sangue di cane bianco e altret­ tanta quantità del suo cervello e del cervello di gazzella, once III di sangue umano. Con questi elementi mescolati e agglomerati farai suffumigazioni in relazione a chi desideri; e il suo spirito si muoverà verso di te nell'amore. Per lo stesso. Prendi once III ciascuno di sangue e di cervello di gallina, di sangue di lepre, di sangue di gazzella e di sangue umano. Mescola e incorpora insieme tutto questo; poi, aggiungivi once II di grani di mandragola. Se con queste cose suffumigherai qualcuno, vedrai grandi meraviglie. Per lo stesso. Prendi once II ciascuno di cervello e di sangue di colomba bianca e di sangue d'aquila, oncia I di sangue coagulato di lepre, mezza oncia di cervello di astore. Mescola tutto questo in un composto solo e amalgamalo ben bene. Danne un po' in cibo a chi vuoi e sarai amato da lui. Per lo stesso. Prendi once I per ciascuno di sangue di gallo, di sangue di leopardo e di sangue coagulato di lepre, once II di sangue umano. Mettili insieme e aggiungi a essi un'oncia di euforbia. Chi suffumigherai con questa pozione ti amerà e i suoi spiriti e le sue volontà si muoveranno spontaneamente verso di te. Per lo stesso. Prendi once II per ciascuno di sangue e di cervello di passero, once I di sangue e di cervello di topo (catturato nell'ap­ posita trappola) per ognuno, once III di sangue umano e di euforbia per la terza parte. Mescola e offri da bere il tutto a chi vuoi tu. Per lo stesso. Prendi del cervello di gatto nero e un po' d'urina d'uomo. Mescolali e offrili in cibo a chi vuoi; gli spiriti e le volontà di quest'ultimo si muoveranno verso di te nell'amore. Per lo stesso. Prendi once III per ciascuno di cervello e di sangue di cane dal pelo rosso, di sangue coagulato di lepre e di sangue di colomba, once II di sangue di gallo, oncia I di euforbia. Mescola tutto e con tali sostanze opera suffumigazioni per chi vuoi. Per lo stesso. Prendi una oncia III ciascuno di sangue d'asino e di volpe, oncia I di sangue di riccio. Mescola e aggiungi alla predetta commistione once II di euforbia. Con essi, fa' suffumi­ gazioni a chi vuoi. Per generare la discordia e l'inimicizia.

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Queste pozioni, i nvero, si compongono per l'inimicizia e per la cattiva volontà . Prendi once IIII di sangue di cane nero, once II di sangue e di cervello di porco, oncia I di cervello d'asino. Mescola e amalgama tutto insieme. Dà questo medicamento a chi vuoi in modo che la possa bere o mangiare: costui ti avrà in odio. Per lo stesso. Prendi sangue di gatto nero, once IIII di agnocasto; once II ciascuno di sangue e di cervello di nibbio e di sangue di volpe, once IIII di agnello puro. Polverizza l'agnello e mescola tutto assieme. Se, invero, suffumigherai qualcuno con questi elementi ne spurgherai l'amore e la sua volontà e il suo spirito recederanno da qualsiasi senti mento d'affetto. Per lo stesso. Prendi sangue di volpe, once II ciascuno di sangue di scimmia, di sangue di gatto, di sangue di lupo, di cervello e di scim­ mia, oncia I di cervello di maiale. Se darai a qualcuno tutto questo, me­ scolato e amalgamato come cibo, otterrai gli stessi risultati di prima. Per lo stesso. Prendi once II di cervello di rospo, once 1111 cia­ scuno di cervello di gru, di sangue di cane rosso, di sangue di gatto nero, di grasso di porco, once I di cervello di cane dal pelo rosso. Mescola tutto assieme e aggiungivi once 1111 di cinquefoglie. Suffu­ miga con queste sostanze colui dal quale vuoi essere odiato. Per lo stesso. Prendi once 1111 ciascuno di sangue umano e di san­ gue d'asino, oncia I di sangue di leopardo. Mescola tutto assieme e dallo in cibo a chi vuoi; i risultati saranno sempre i medesimi . Per lo stesso. Prendi once1111 ciascuno di sangue di cane nero e di sangue di aquila, oncia I di sangue d'asino, scalda il tutto e mesco­ lalo con once II di agnocasto. Con questa commistione di elementi sarà possibile formare una suffumigazione nei confronti di colui al quale vuoi trasmettere sentimenti d'odio. Questi che seguono sono quattro tipi di suffumigazione in grado di generare i nimicizi e, divi­ sione e saccheggi. La prima di queste è caratterizzata dalla seguente composi zione: prendi sangue di gatto nero, cervello di cane rosso e sangue di volpe. Mescola il tutto; si aggiunga un po' di iperico, e once II di agnoca­ sto, con ciò suffumigherai chi vuoi. Seconda suffumigazione. Prendi once 1111 per ciascuno di sangue coagulato e di grasso di porco, nonché di sangue di topo; onci a I di cervello di avvoltoio. Mescola il tutto e aggiungi vi iperico e cinque­ foglie, secondo le porzioni suddette. Polveri zza assieme quanto hai attenuto e con ci ò suffumiga chi vuoi.

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Terza suffumigazione. Prendi once VIII per ciascuno di sangue di gru e di sangue di nibbio, oncia I di sangue coagulato di lepre, onci a I di grasso d'asino. Mescola il tutto e aggiungivi l'agnicasto in modo da potere pesare quel che hai ottenuto. Con ciò fa' suffumi­ gazi oni; ne otterrai i medesimi risultati. Quarta suffumigazione. Prendi oncia I ciascuno di sangue di corvo e avvoltoio, once IIII ciascuno di sangue e di grasso d'asi­ no. Mescola il tutto e aggiungivi dell'agnicasto in modo da pesare quel che hai ottenuto; per quanto ri guarda le suffumi gazioni, farai come sopra. Per lo stesso. Prendi once IIII di cervello di gatto nero. Polveriz­ zato e mescolato con altrettanto sterco umano, secco e polverizzato. Aristotele disse: "Chi conosce ed è istruito nelle separazioni e nelle congiunzioni degli spiriti e delle nature e negli ordini di ma­ ero e mi crocosmo, conosce e apprende le separazioni e le congiun­ zioni di tutte le cose, si a spirituali che materiali, nei loro reciproci rapporti". Queste sono le sette pozioni date i n cibo agli uomi ni quando non riescono a unirsi con le donne. La prima richiede che tu prenda once II per ciascuno di cervello di cavallo, di grasso di porco e di sangue di gatto nero. Il tutto sia mescolato con oncia I di colloquinti de polverizzata; darai un po' di questo miscuglio in cibo a chi vorrai. La seconda pozione è per il medesi mo scopo. Prendi cervello di cavallo, grasso di porco e sangue di lupo. Mescola il tutto e dà in cibo a chi vuoi tu una porzione media di quel che hai ottenuto; i risultati saranno sempre i medesimi. La terza confezione è anch'essa per lo stesso scopo. Prendi san­ gue e cervello di sci mmia, grasso di struzzo, coma, occhi e zoccoli di cervo, tutti in parti uguali . Polverizza quel che hai ottenuto e mescolato in modo alterno; danne a chi vuoi mezza oncia come cibo. La quarta è per il medesimo fine. Prendi once IIII di cervello d'asi no, oncia I di grasso di porco, once II di sangue di cavallo. Me­ scola il tutto e danne mezza oncia in ci bo a chi vuoi. Per la quinta come sopra. Prendi once IIII di ossa di porco pol­ verizzate, once II di foglie persiane, once II per ciascuno di pelle di lupo bruciata, di occhi di gatto nero e di cervello d'asi no. Mescola tutto assieme e danne mezza oncia in cibo a chi vuoi.

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La sesta segue il consueto procedimento. Prendi sangue di gatto nero e cervello di bue marino ognuna. Mescola e danne in cibo una oncia e mezza a chi vuoi. Le seguenti sono sette pozioni in grado di far dormire e riposare tutti gli spiriti del corpo; si crede che possano anche uccidere. La prima è la seguente. Prendi cervello di maiale, cervello di cha­ mi (un animale simile al cervo) e semi di mandragola sino al rag­ giungimento del peso predeterminato. Danne una oncia a chi vuoi tu in modo che le beva o le mangi. Seconda. Prendi once IIII per ciascuno di semi di papavero nero selvatico, di cervello di volpe, di cervello d'uomo, di fiele di porco un'oncia per ciascuno. Mescola e dai il tutto in cibo a chi vuoi tu. Terza. Prendi un po' di sudore d'uomo, sangue di gatto nero e semi di mandragola ognuno in modo da potere pesare i l tutto. Me­ scola tali sostanze e danne mezza oncia in cibo a chi vuoi tu. Quarta. Prendi cervello di porco esangue di gatto nero mezza on­ cia per ciascuno. Mescola e dallo in cibo a chi vuoi. Quinta. Prendi parti eguali di cervello di colomba, di sangue di maiale e di grasso di quel particolare serpente chiamato aspide sar­ do. Mescola e danne mezza oncia in cibo a chi vuoi tu. Sesta. Préndi once IIII di urina di gatto, once II di sudore di ca­ vallo, un'oncia di coloquinti de. Mescola il tutto e dallo i n cibo a chi vuoi nella misura di un quarto di tre once. Settima. Prendi del succo di ruta selvatica, del sudore d'uomo e del cervello di maiale in parti uguali; mescola tutto assieme e danne mezza oncia in cibo a chi vuoi. Questa pozione uccide per la virtù degli spiriti di quelle sostanze. Le pozi oni suddette sono per l'appunto dieci confezioni capaci di indurre sonno e morte. Parimenti nel libro [Met] Hedeytoz se ne trovano altre dieci carat­ terizzate dai medesi mi effetti. Prima confezione. Prendi once II di urina coagulata di gatto nero, un'oncia ciascuno di cervello di topo e di cervello di chami. Danne mezza oncia in cibo a chi vuoi. Seconda. Prendi del cervello e del sudore di maiale e sale d'urina d'uomo in parti eguali. Mescola assieme e danne in cibo a chi vuoi. Terza. Prendi del grasso di scimmia e del cervello di cane, sangue di lucertola o di ramarro, cioè di lucertola molto verde, once II cia­ scuno. Mescolale assieme e danne mezza oncia in ci bo a chi vuoi.

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Quarta. Prendi cervello d'asino e sudore d'uomo in parti uguali. Mescolali insieme e danne mezza oncia in cibo a chi vuoi; succederà quel che abbiamo già riferito. Quinta. Prendi sperma d'uomo e cervello di gazzella in parti uguali, nonché sudore di bestia sino al peso predeterminato. Mesco­ lali e danne mezza oncia in cibo a chi vuoi. Sesta. Prendi sperma umano e cervello di gazzella in parti ugua­ li. Mescolali assieme e danne in cibo a chi vuoi la quarta parte di una dramma. Settima. Prendi cervello di gatto nero, cervello di pipistrello, e grasso di lupo in parti eguali. Mescolati e danne un'oncia in cibo a chi vuoi. Ottava. Prendi cervello di topo e sangue di corvo nero in parti uguali, nonché la quarta parte di coloquintide sino al peso predetto. Mescolati e danne un'oncia in cibo a chi vuoi. Nona. Prendi once II ciascuno di fiele e di cervello d'orso, un'on­ cia ciascuno di sangue di topo e di grasso di gatto nero. Mescola il tutto e danne un'oncia in cibo a chi vuoi. Decima. Prendi del cervello di scimmia e del cervello umano in parti uguali. Mescolati e danne un'oncia in cibo a chi vuoi. Le sopraddette dieci pozioni hanno virtù e potenze che derivano dai pianeti e dalle stelle fisse e sono mescolate alle virtù di quegli elementi che le compongono; da questa commistione risulta una po­ tenza spirituale. Le nozioni predette si trovano in quel libro intito­ lato Hedeytoz e compilato dal sapiente Ermete. I n questo libro egli descrisse il modo per far miracoli e per allontanare dagli uomini tutti i malefici; da quegli uomini, per essere precisi, che portavano seco la confezione di cui qui si tratta. Essa è peraltro adatta anche a com­ battere i malefici o gli inganni perpetrati contro gli uomini. Prendi una spina dorsale e una testa di rana; siano lavate assieme. Ponile quindi in un panno di seta con un'oncia ciascuno di peonia, di car­ rube berbere e di cervello d'asino, tutti essiccati. Chi ha paura, porti con sé questa confezione e sarà al sicuro dai pericoli prima mostrati. Galeno, un tempo, fece questa confezione per il re allora regnante. Meraviglie presenti nelle proprietà dell'uomo. Nel libro prima citato il medesimo sapiente asserì che nel corpo dell'uomo vi sono molte proprietà meravigliose attinenti alla negro­ manzia, purché le si sappia usare nel modo utilizzato dai sapienti che per primi le scoprirono. In relazione a queste Ermete mise a punto una superba pozione che dà luogo a molti miracoli: quegli la costruiva così .

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Prendeva il capo integro di un uomo morto da poco e lo riponeva in una grande oli a. Vi collocava assieme once VIII ciascuno di op­ pio nuovo, di sangue umano e di olio di sesamo, sino a coprire quel che era dentro la oli a; la bocca di quel contenitore veniva chiusa con del fango; egli la poneva sopra un piccolo fuoco di carboni per ventiquattr'ore intere. Poi la toglieva dal fuoco e la faceva raffred­ dare. Col volto coperto la faceva colare in modo che, tutta lique­ fatta, sembrasse olio; così , la conservava. Diceva che in quest'olio v'erano molte qualità incredibili; con esso si poteva, innanzitutto, vedere qualsiasi cosa si volesse. Se dunque tu accendessi una luce con quell'olio o ungessi qualcuno con esso, o ne dessi un po' in cibo a qualche d'un altro, allora potresti vedere quel che desideri. Per apparire nella forma dell'animale che preferisci. Prendi il capo e il grasso deli 'animale che ti interessa nonché una noce sciolta in quantità congruente alla natura di ciascuna di essi. Tutti questi in­ gredienti siano coperti di olio in una pentola; si ponga il tutto sopra un debole fuoco e lo si lasci lì giorno e notte sino a che l'olio non scorra dappertutto. Una volta raffreddato lo si coli a regola d'arte. Se poi accenderai un lume e ne congiungerai la faccia al succitato olio, allora gli astanti ti vedranno nella forma dell'animale predetto. La medesima cosa si può fare con le teste di animali diversi e allo stesso modo apparirai nella forma dei diversi animali. Per far perdere i sensi e il raziocinio. Prendi il capo di un uomo reciso da poco tempo e collocalo in una grande pentola; mettigli a fianco la milza, il cuore e il fegato. Siano posti nella medesima pen­ tola anche una testa di gatto, di volpe, di scimmia, di gallo, di upupa, di corvo, di nibbio, di pipistrello, di oca, di rondine, di tartaruga e infine di un gufo. Il tutto sia coperto con olio e sia chiuso con argilla; così chiusa la pentola sarà posta su un fuoco debole per tre giorni e tre notti, di continuo. Poi dopo tale termine leverai la pentola dal fuoco e la lascerai raffreddare. Colerai, dunque, le predette sostanze a volto coperto. Poi, le con­ serverai nella pentola. Prendi, in seguito, le ossa dei capi predetti, per bruciarli in un'altra pentola sino a che non diventino polvere; con essa siano mescolati un seme di giusquiamo nero e di noce scial­ ta; così , te li potrai conservare per l'uso. Quando vorrai raggiungere l'obiettivo suddetto, non dovrai far altro che dare tale polvere a chi vorrai; la mescolerai nel suo piatto o nel suo bicchiere, poi accende­ rai con l'olio citato tre candele; vedrai realizzati così i tuoi desideri.

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Per far apparire cose incredibili nella propria persona. Prendi l'o­ lio suddetto e ungiti, con esso, la faccia. Quindi, entra in una casa illuminata dalle candele di cui or ora ti ho parlato; agli astanti sem­ brerà di vedere, per così dire, un mostro della natura. Per far perdere i sensi e la memoria. Prendi once II ciascuno di cervello di astore, di topo e di gatto, mezza oncia ciascuno di zolfo e di mirra. Siano mescolati insieme e lasciati lì sino a putrefazione. Quando vorrai operare, prendine mezza oncia e fa altrettanto con dello sterco di gru; li si incorpori in una cosa sola, gettandoli nel fuoco, in modo che il fumo che ne deriva si alzi verso le narici. Chi lo respirerà diverrà indemoniato, perderà senno e memoria e non saprà neppure riconoscere il posto in cui agisce. Vi sono, tuttavia, molte altre meraviglie di cui è suscettibile il corpo umano. Ne trovai parecchie in un libro edito dal sapiente Geber. Egli parlò così : Io, Geber, ho visto gli elementi in grado di promanare i propri effetti, se collegati tra loro; nulla di semplice era loro congiunto, se non perché già esistente nella propria natura. Ma quando si univano tutti e quattro, ebbene, allora li vidi in grado di creare, di far nascere, crescere e vivere. Mi accorsi, anche, che quando ne mancava uno gli effetti cambiavano, dal momento che essi erano, in quel caso, forieri di morte, appassimento e corruzione. Voglio per prima cosa parlare dell'uomo e, in specie, del suo capo. Affermo che il suo cervello, se mangiato, può giovare a chi ha per­ so la memoria. Il cranio cotto e bevuto con sciroppo di squilla per nove giorni può sanare gli epilettici. Se qualcuno si porta appresso, e assieme, un occhio di uomo e un altro di lupo, non troverà mai disagi con malelingue o impiccioni. I capelli, bruciati, polverizzati e mescolati con del laudano, scaldano il cervello. La saliva dell'uomo sterile può sanare la scabbia, se la si intinge spesso. Se si pone la saliva di un uomo o di una donna sterile nella bocca di un serpente si muore rapidamente. La lingua di donna giova a chi vuol compiere finzioni o incantesimi. Se si vuole rubare o comunque sottrarre qual­ cosa, è necessario portarsi appresso una lingua d'uomo unitamente a una lingua di nibbio. L'acqua imbevuta nel sangue, sopra del minio sublimato, fa en­ trare colui che opera nel bronzo dispiegato sul fuoco. Il cerume dell'orecchio permette di fondere o consolidare subito la Luna o il Sole; ciascuno può valersi, nella medesima funzione solidificante, del borace.

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Il cerume dell'orecchio mescolato all'oppio fa dormi re bea­ tamente. Il brodo del capo dell'uomo bevuto insieme con un po' di cervello risana i dementi. Tagliati le unghie delle mani e dei piedi con un coltello di bron­ zo rosso, quando la Luna si trova allineata con Giove, e bruciale mentre essa è vicina al Sole; darai le polveri che ne derivano a chi vorrai tu, in modo che questi cominci ad apprezzarti ; poi ne getterai un po' anche addosso ai suoi vestiti. Se non vuoi che la lebbra appena sopraggiunta o la scabbia, che a sua volta è un tipo di lebbra, continui ad aumentare, fa' mangiare al paziente un po' di polvere della sommità della verga dell'uomo bruciata; la malattia non crescerà più . L'urina dell'uomo brucia ogni luogo attraverso cui transita. Se qualcuno ha la scabbia, si lavi con essa; subito sarà risanato. Lo sterco umano seccato e polverizzato al Sole, quando è buttato sopra dell'oro in cui vi sia ferro arrugginito, distrugge la ruggine e rende all'oro il suo primigenio splendore. L'olio di sterco rende molli Sole e Luna e ne aumenta il colore. Chi ha dolori insopportabili alle tibie, le lavi con acqua di sterco disti llata tre volte e vi ponga sopra la polvere del medesimo sterco calcinato; guarirà subito. Chi ha una febbre alta lavi il capo con acqua di sangue umano; sarà curato. Si lavino con l'acqua del sangue le piaghe gettando sopra di esse la calce del medesimo liquido; il paziente sarà curato. Si guarirà qualsiasi bruciatura sia di fuoco che d'acqua calda quando la si lavi prima con acqua di sterco, poi con una polvere di sangue calci nato che sarà gettata sopra di essi. Se vedrai un malato che non riesce a guarire con nessun medica­ mento, lavalo con acqua mista a sangue e lui migliorerà . Per chiunque abbia una gran secchezza all'interno del corpo ri­ serva un po' d'acqua di sangue; bevutola ne sarà liberato. Se qualcuno soffre di diarrea deve essere medi cato con un pizzico di qualunque sangue tu voglia. Se qualcuno ha la quartana, prendi un po' di osso di bracci o uma­ no e di ala di oca; fa' in modo che lo porti seco e guarirà . Ogni uomo che fa cattivi sogni sia lavato con acqua di sterco e guarirà .

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L'olio di sterco tre volte distillato e imbevuto con un amalgama di oro e l'acqua di argento verde di ssolto con l'acqua di cinabro colora la pietra di Luna e gli altri metalli. Il collirio di fiele umano risana gli occhi lacri manti e opachi. Chiunque abbia un cancro o una fistola, bruci del sangue e com­ ponga una calce, poi getti il primo sulla seconda; ma in primo luogo lavi il posto con acqua di sangue distillata. Ogni sterco di uomo seccato al sole è molto forte e pregnante e allontana i reumatismi e le malattie dai cavalli e dagli altri animali; giova agli occhi e allontana l'oscurità dalle pupi lle delle bestie. Quando viene consegnato a qualcuno, il mestruo della donna di­ viene lebbroso; se qualcuno lo assumerà facendo il bagno sarà im­ mediatamente colto da morte. Attento! Prendi dello' sperma di uomo e dallo da bere a chi vuoi tu; subito sarà sanato. Similmente costui guarirà qualora gli si ano date le erbe cattive dell'amreps. Prepara una borsa di cuore d'uomo e riempila col sangue di tre uomini; poi scaldala al fuoco e invoca i demoni; ti risponderanno. Prendi il tuo sudore e ponilo in un catino bello e pulito: quindi deponi il tutto in un vaso di vetro. Aggiungi un po' di quei peli che hai sotto i piedi con una determinata quantità di tuo sterco, seccato al Sole, e infine una radice di quell'erba chiamataFu in arabo e vale­ riana in latino. D alla da bere a chi vuoi: costui o costei ti ameranno. Io, Geber, ho sperimentato tutto ciò : è assolutamente vero. Le donne, tuttavia, vi aggiungono dell'acqua, con la quale si lavano le natiche, tenendo, peraltro, queste ultime rivolte a oriente. Ogni pezzo di carne e di ossa d'umano bruciate muovono e pro­ vocano benevolenza. Tre mi sure d'uomini mor ti - capisci mi: misurerai per tre volte dei morti; prenderai l'effettiva misura delle braccia dal gomito al dito maggiore e dall'omero al medesimo dito; poi, farai lo stesso partendo dal capo fino ai piedi. Si disperderanno e i ndietreggeranno. Il sangue prelevato dal dito sinistro quando la Luna è con il Sole e dal destro quando essa è con Venere e consegnato, poi, durante l'opposizione Luna-Sole, provoca l'amore. È un esperimento degli Egizi; l'ho visto fare da molti: posso di re che costoro riuscivano a tutti gli effetti a trovare la virtù . L'acqua dello sterco e di tutto quanto è limaccioso dissolve il tar taro.

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In essa estingue lamine di bronzo, facendole bianche. Gettalo sull' allume sciolto in una pi uma o nel vetro; andrà subito meglio. Prendi il cuoio della vulva della donna e tienilo in cerchio con particolare attenzione al suo foro; qualsiasi cosa vedrai al centro di esso sarà un segno di morte. Esso è segno di grande purezza. Similmente esso può far ammalare. Questo segreto fu recepito dal Greco da parte di coloro che si chiamano Efesini. Sappi che quan­ do hai bisogno di legare o di sciogliere qualcosa, puoi servirti del­ la verga scuoiata dell' uomo e della sua pelle; la devi egualmente raschiare e rendere morbida con sale e farina, come alluda (pelle conciata in allume). Testicoli secchi e polverizzati d' uomo, mangiati con incenso, ma­ stice, cinnamomo e garofano, fanno ringiovanire l' uomo, dandogli effettivamente un buon colorito. Gli occhi dell'uomo posti e legati nel cuoi o del serpente fanno sì che chiunque ti veda sia affettuoso con te e non ti crei impedimenti, stando, anzi, amichevolmente al tuo fianco. Chiunque abbia la febbre o altra forma di dolore al capo, potrà rimuovere il dolore, bagn andosi il capo con latte di donna. Il latte di donna mescolato all' oppio fa dormire chi ha la febbre e non riesce a prendere sonno. Se vuoi compiere un viaggio tranquillo, fabbrica una pillola con il tuo seme e con il cerume delle tue orecchie; poi, ponitela al collo: non avrai problemi di viaggio. I sapi enti portavano sempre seco tale ciondolo, affermando che in esso riposavano proprietà nascoste. Al­ cuni di essi ne individuarono settantadue, ciascuna con un proprio significato inattaccabile. Chi porterà con sé , avvolto in un panno rosso di seta, un cordone ombelicale e una lingua di rana verde fico sarà onorato dal padrone e dalle altre persone. Chiunque abbia pustole maligne o scabbi a, si unga al Sole caldo con olio di sangue tre volte disti llato e si getti su terra insanguinata; sarà liberato da quelle malattie. Lo deve fare per sette o più volte. L' abbiamo già detto nel libro Sulle proprietà . Bracci o destro dell' uomo assieme al capo di lepre, se tenuti in casa, riparano dagli incantesimi. L' alcol di fiele umano con occhio di gatto giova e rende acuta la vista: li si usa quando si vogliono vedere effetti incredibili, a parven­ za di fenomeni demoniaci.

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Prendi un po' di sangue umano e fallo interagire con un magnete e con quell'erba che viene chiamata lucia (l'ortica bianca). Fanne un corpo unico e portatelo appresso in un vaso d'oro o d'argen­ to; avrai, così , la possibilità di rimanere immune da incantesimi, trabocchetti e finzioni; soprattutto se il sangue sarà tuo e lo avrai raccolto con le tue mani. Un tale di Baldach mi riferì che simili virtù possono essere tratte da quell'erba che è chiamata Fu in arabo, valeriana in latino e aman­ tilla in greco. Mi disse infatt i, che, una volta digerita o bevuta, la virtù di tale confezione era causa di benevolenza. Prendi la vulva della donna (cioè la sua pelle) e portala, in un pan­ no giallo, sopra di te, legata a una lingua di serpente; sarai i n grado di arrecare divisioni e unioni. Anche un capello preso dal pettine di donna può consentire tali facoltà . Ho scovato tutti questi segreti in un libro edito dal sapiente Geber. Più precisamente, nel libro [Met] Hedeytoz ho anche imparato gli esempi di cui ora vi parlo. Come far perdere la vista att raverso una suffumigazione. Prendi parti uguali di sangue di cane, asino, gatto, oca e bue. Me­ scolali insieme e ponili su un fuoco tenue sino a che non si fondano in una cosa sola. Quindi, vi getterai sopra una parte di minio polve­ rizzato e di argento vivo sublimato. Mescola il tutto e gettalo in una pentola ben chiusa con del fango e posta su un mucchio di letame, in modo che si raggiunga la completa putrefazione. Toglila dunque di lì , ma fa' attenzione al suo odore. Se getterai mezza oncia di questa confezione sul fuoco, chi ne respirerà il fumo sarà completamente accecato. Come curarlo? Prendi un po' di succo di finocchio e di coriandolo verde. Mescola il tutto e ponilo sugli occhi; così scom­ parirà la cecità . Come far perdere la facoltà di parlare. Prendi once II ciascuno di fiele di gallo e di orso, once ! I I I per ciascuno di sangue di pipistrello, mezza oncia per ognuno ciascuno di seme di lattuga, di papavero nero e di radice di mandragola. Fai liquefare un po' di sangue e mescolalo al resto; crea una soluzione in sé perfetta, poi !asciala seccare. Quindi si polverizzi il tutto con vino d'annata e se ne facciano pillole di mezza oncia di peso. Se li darai da bere a q ualcuno, questi perderà completamente la fa coltà di parlare. Come curarlo? Fa' che la bocca del paziente sia piena di olio e di burro e tenuta rigorosamente chiusa. Come far perdere l'udito.

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Prendi parti eguali di mandragola, di fiele di bovino e di oca. Me­ scola e polverizza il tutto; poi, !ascialo putrefare. N e darai mezza on­ cia in cibo a chi vuoi tu; questi perderà completamente l'udito. Come curarlo? Si getti nell'orecchio dell'infermo del succo di ruta: guarirà. Come generare inimicizie e discordie. Prendi parti eguali di capo di ramarro e di colubro, nonché di peli di cane e gatto neri. Mesco­ lati assieme e ponili in una pentola perché si brucino fino alla polve­ riz zazione; se getterai questo prodotto in un luogo qualsiasi gli uo­ mini che qui dimorano s'accapiglierann o senza posa sino alla morte. Come curarli? Prendi once IIII di semi di altea, once II ciascuno di sangue e di fiele di colomba bianca. Polverizza il tutto e mescolati nel sangue sul fuoco; se ne facciano pillole di mezza oncia di peso. Quando vuoi allontanare tale discordia, polverizza una pillola e get­ tala laddove, prima, avevi buttato la polvere. Subito si involerann o di lì gli spiriti della discordia e dell'inimicizia suddetta. Confezione adatta per far dormire. Prendi mezza oncia per cia­ scuno di oppio e di seme di giusquiamo nero, un'oncia ciascuno di noce moscata, di ambra (o muschio) e di legno d'aloe nuovo, in sei parti. Polverizza il tutto e forma un corpo solo con del succo di coriandolo verde; !ascialo putrefare in una pentola in modo che i suoi legami e i suoi spiriti si uniscano a vicenda. Quindi, estrailo da quel contenitore e danne mezza oncia in un bicchiere a chi vuoi tu; dorm irà tranquillo per molto tempo. Confezione adatta al medesimo scopo. Prendi once IIII ciascuno di noce scialta, di minio rosso, di seme o di corteccia di mandragola, di papavero nero, once VI di zaffera­ no, once II di seme di giusquiamo. Mescola tutto e !ascialo tre giorni a putrefare; quindi, rimuovilo. Ne darai mezza oncia, con un po' di vino, nel bicchiere di chi vorrai tu. Sempre per cagionare il sonno. Prendi parti eguali di oppio, di corteccia di mandragola, di seme di lattuga, di ramo di noce scialta, di succo di erba indovina, di elleboro nero e di seme di papavero nero. Polverizza e mescola il tutto; quindi, fanne un corpo unico con del vino d'ann ata, per il peso suddetto. Dovrai lasciar putrefare per sette giorni quel che ne risulta. Poi rimuovilo e danne mezza oncia in ci bo a chi tu vorrai. Sempre per dormire. Prendi parti uguali di succo di giusquiamo, di mandragola, coriandolo verde, di succo di lattuga, di succo di noce sci alta, di giusquiamo bianco e un poco di oppio per una mi-

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sura che sia la decima parte delle sostan ze sopraddette. Mescola il tutto, poi prendi della gelatina fatta con quattro parti di fichi pestati in un torchio nel quale sia pestata un po' d'uva; prendi una quantità di q uesto in quantità uguale a quelle delle altre sostanze. Mescola tutto in modo da fare un solo corpo; quindi mettile a putrefare sino a che i loro legami e spiriti non si fondano in una sola cosa. Di questa pozione non ti applicherai se non tre dosi, per la quarta parte, e que­ sto a causa della enorme forza pres ente nei suoi spiriti. Veleni mortali. Prendi parti eguali di scorpione secco, di noce scialta, di papavero nero e di coloquintide. Mescola e polverizza il tutto in un sol corpo; ponilo a putrefare. Fai attenzione a questa pozione che si mantenga entro i limiti della quarta parte di un'oncia perché può uccidere un uomo. Sempre in relazione ai veleni. Prendi parti eguali di alcondizio, di arcola e di euforbia fresca. Mescolali sino a farn e una cosa sola; ponili in una pentola adatta alla putrefazione con fiele di vipera sino al peso stabilito perché raggiungano qui la completa putrefazione. Guardati da tale composizione in quanto, a cagione del suo ecces­ sivo calore e per la sua superfl ua natura pungente, danneggia e di­ strugge il sangue del cuore e uccide rapidamente l'uomo. Sempre in merito ai veleni. Prendi quante più rane puoi e poni­ le separatamente in uno spiedo ( ciascuna cioè sul proprio spiedo) facendo passare quest'ultimo dalla bocca all'ano; metti gli spiedi in posizione eretta facendo sì che le rane volgano la propria bocca verso terra. In seguito, prendi dei vasi di piombo e raccogli in essi l'olio che sgorga da quelle bocche. Sappi che nel seguito dell'opera­ zione quest'olio sarà molto importante; perciò devi conservarlo per l'uso. Un olio di tale fatta uccide e danneggia in modo particolare, a ragione del danno che porta alle membra. Il primo che scoprì q uesto veleno fu Rufo: lo provò e vi trovò meravigliose potenzialità . Una pietra meravigliosa composta contro i veleni. I Re india­ ni erano soliti costruire la pietra di cui ora. ti parlo, e q uesto al di là dei nobili fenomeni presenti in q uelle civiltà , per i miracoli che essa consentiva in relazione alla difesa e all'allontanamento di tutti i pericoli cagionati dai veleni. La sua composizione è la seguente: prendi dieci occhi di cervo e dieci occhi di vipera o di serpente ve­ lenoso; se non riesci a raccogliere quelli di vipera, prendine pure al­ trettanti di animali diversi; in relazione al peso di ciascuno di esso, prendine anche qualcuno dalla fronte del rospo, in modo che la mi-

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sura ponderale sia la medesima. Seccali e lavali tutti in maniera dilig entissima; poi polver izzali tanto da renderli finissimi; quindi li vaglier ai con un telo pur issimo. In seg uito, mescolali e polverizzali una seconda volta. Mettili cosi in una pentola di vetro con l'apertura molto strett a. Prendi once VIII di vino acre prodotto dal cedro e dal succo di ravanelli, un'oncia di tela di rag no di bianca e pulita e di mastice; spezzerai le tele in modo assai minuto e le g etterai assieme al mastice nei due succh i predetti. Lascia quindi quanto h ai prodot­ to per due g iorni e due notti. Quindi colerai il tutto con particolare attenzione e lo verserai con le polveri nella pentola di cui abbiamo parlato. Fatto questo ch iuderai la bocca della pentola a reg ola d'arte e la seppellirai sotto dello str ame br uciato, qui lasciandola sino a ch e il tutto non si sia disciolto a guisa di olio. In seg uito, mescola con acqua e di nuovo riponi la massa su cui ag isci sotto lo strame bruciato; questo finch é l'acqua non sia completamente assorbita, in modo ch e tutto si coag uli. Seg uite queste indicazioni, rimuovi quello ch e h ai ottenuto da lì e ponilo su una testa d'uovo in modo da trame una fig ura rotondegg iante. Vi sia posta sopra l'altra testa d'uovo, ch iusa a reg ola d'ar te e il tutto sia nuovamente posto nel medesimo strame br uciato; lascia lì quel cor po sino a ch e non si coag uli un po'. Poi sia estratto per un for o e avvolto in un panno di seta; così riposto, sia messo con un pezzo di pane in un teg ame e cotto per bene. Fatto questo sia tolto di lì e posto nello stomaco di un uccello; si bruci quindi quest'ultimo. A questo punto cerch er ai di riprenderlo dallo stomaco di quell'uccello: se lo troverai ben solido e a forma di pietra, nessun pr oblema; se per ò questo non dovesse accadere dovrai r ipeter e l'esperimento con un altro uccello. Come pr ima lo br ucerai e fatto questo attenderai sino a ch e non si sia tra­ sformato in pietra: in essa sarà infilato, attraverso un foro, un filo; con esso si cing erà la pietra ai lombi. I re indiani producevano tale pietra in questo modo e la portavano sempre con sé , leg ata ai lombi. Il potere di questa pietra risiede nel fatto ch e se la si pone dinanzi a un veleno nascosto in un cibo o in una bevanda, essa comincia a muoversi violentemente, producendo g rande sudore. Questo fe­ nomeno, notissimo presso di loro, rappresentava una delle g randi meravig lie di cui erano a conoscenza. Colui ch e per primo costr uì col proprio ing eg no questa pietra fu il re Beh entater, uno dei sovrani indiani, dotato di g rande sapien­ za. E gli infatti edifi cò la città di Menif ove fece costrui re grandi

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edifi ci nei quali situò simulacri parlanti. Fu lui infatti che inventò i Calcoli dell'amore in relazione ai numeri; questa scoperta fu molto apprezzata fra di loro. Infatti, quando si danno questi sassi in cibo o in bevanda o in altra qualsiasi sostanza a due persone, le si vedrà congiungersi in un'amicizia e in un amore reciproco assolutamente perfetti. Se si incideranno i numeri predetti in un pezzo di legno e con esso si sigillerà pane o qualsiasi altra cosa commestibile, e la darai da mangiare a qualcuno, ne riceverai un sentimento d'affet­ to. Se scriverai i medesimi numeri in un tuo vestito nessuno potrà separarsi da te; lo stesso accadrà qualora raffigurerai i suddetti nu­ meri sui vestiti che si portano tra la folla del mercato. Il minore di questi numeri è duecentoventi; il maggiore duecento ottantaquattro. Questa che ora ti dirò è l'operazione loro propria. Traccerai il nu­ mero minore e quello maggiore in fi gure algoritmiche. Dai il nu­ mero minore in cibo a chi vuoi tu, mentre tu invece ti ciberai di quello maggiore. Quegli ti sarà obbediente allo stesso modo in cui il minore obbedisce al maggiore e sarai da lui amato a ragione della mirabile proprietà e potenza del calcolo predetto. Questo calcolo è ugualmente possibile in grani di miglio, di melograni e in ciascun frutto commestibile. Tutto ciò avviene per numeri e non per fi gure. Io stesso mi destreggio bene con questi calcoli e, come ho già detto prima, vi ho trovato una recondita verità . Il già citato re creò per gli uomini egizi dodici pascoli in dodici mesi, uno per mese. Inoltre, costruì una casa tutta avv olta di simula­ cri in grado di curare qualsiasi tipo di languore. Nel capo di ciascun simulacro raffi gurò la malattia cui ciascuno di essi era deputato. Gli uomini di quel luogo guarivano in questo modo e per molto tempo sanavano le loro malattie valendosi dei medesimi simulacri. Infatti, si avvicinavano a essi ed esponevano le loro malattie al simulacro loro deputato, implorandolo di potere conseguire la sperata salute; subito venivano guariti. L o stesso re, peraltro, fece costruire un si­ mulacro a forma di uomo ridente, la cui virtù era quella di rendere chiunque lo guardasse, qualora fosse oppresso da tristezza e ma­ linconia, alacre e felice: così quel simulacro seppelliva le preoccu­ pazioni di quell'uomo nell'oblio. Tanto bene fece quell'invenzione regale da essere venerata secondo le usanz e riservate agli dei. Quel re inoltre fece costruire nella medesima città un simulacro di bronzo dotato di due ali e lo rivestì tutto d'oro. Poi lo collocò in un punto della città . L a virtù di tale simulacro era quella di svelare la reale

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natura di chi, uomo o donn a, avesse commesso un adulterio: ch i veniva sorpreso non aveva scampo, proprio perché smascherato per mezzo del simulacro. Il re l'aveva costruito in effetti per allontana­ re il proprio popolo dalle fornicaz ioni. Di conseguenza chi veniva sorpreso, fornicatore o fornicatrice che fosse, doveva essere portato al cospetto del re ove, qualora reputato effettivamente reo, riceveva la punizione prevista dalle loro leggi. Per questo uomini e donne di quel popolo si astenevano da tale forma di peccato. Questo re ingegnoso ebbe anche modo di costruire un vaso di terra pieno di acqua, dal quale tutto l'esercito traeva ristoro senza tuttavia che il livello dell'acqua subisse qualche diminuzione. Egli visse al tempo di Alessandro e si narr a che ebbe l'ardire di presenta­ re a lui un vaso colmo di altre meraviglie. Tale vaso venn e plasmato graz ie agli artificiali magisteri degli scienziati e col contributo delle proprietà naturali, della scienza delle forze e degli spiriti propri dei pianeti e delle stelle fisse. Allo stesso modo venn e costruita dal re indiano Acaym una fontana di marmo nero e piena di acqua posta alle porte della città di Nubi. Quantunque si raccogliessero quantità di acqua ben determinate, essa non veniva minimamente svuota­ ta; questo perché , grazie alla virtù del magistero con cui era stata progettata, essa riusciva ad attrarre l'umidità dall'atmosfera. Egli costruì quest'opera per rinvigorire il suo popolo e a causa della di­ stanza della sua città dal fiume Nilo e dalla sua vicinanza al mare salato; infatti per questa particolare proprietà della fontana accadeva che, attraverso l'azione dei raggi solari, si alzavano dall'acqua del mare vapori densi e umidi, i più sottili dei quali, depurati nell'aria dalla salsedine, discendevano nella fontana. Tutto questa accade­ va con la mediazione di sottilissim i magisteri geometrici e scienze negromantiche, tanto che quei vapori parevano spruzzati dali 'aria. Per questo, cioè per l'attrazione predetta, la fontana non si svuotava mai; tale attrazione assomigliava a quella propria della pietra che richiama a sé il sangue quando è posta accanto a esso. Questi indiani conoscono altre grandi meraviglie che ora voglio svelarti almeno in parte. Per bloccare tutti i movimenti del corpo. Prendi la verga di un uomo e incidila in superficie, poi avvolgila in una polvere di noce scialta e con un poco di minio. Mettila in un vaso di piombo affinché giunga a putrefazione, guardandoti bene dai suoi infl ussi. Quando l'estrarrai dal putridume, la troverai liquefatta, quasi come olio. Se ne darai un poco da bere o da mangiare a chi

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vuoi tu, tutti i sensi, movimenti e spiriti di lui claudich eranno e ri­ marranno storditi e non potrà valersi di alcuna delle membra del suo corpo. G li indiani creavano molte altre meravi glie con il predetto olio mescolato a diverse sostanze: lo davano in cibo e mostravano così tutto ciò ch e volevano, anche se fuori dalla norma. Lo davano in cibo alle persone oggetto delle loro operazioni e per mezzo loro riuscivano a dimostrare, anch e in relazione a cose mai sperimentate, ciò che volevano; sapevano anch e trasformare l'uomo nella figura o nella forma che più piaceva loro. Come è possibile apparire nella forma di animale ch e più ti piace. Prendi dello sperma d'uomo ben formato e ponilo i n un uovo (cioè in testa) assieme allo sperma dell'animale cui vuoi assomigliare, fanne quindi una cosa sola. Ch iudi bene l'uovo e mettilo per tre giorni a putrefarsi sotto dello sterco caldo. F atto ciò rimuovilo e tro­ verai nell'uovo la figura dell'anima le. Estrai la e ponila in olio di se­ samo; lì la lascerai per tre giorni. Quest'animale berrà per tre giorni nel medesimo olio e si laverà in esso fino alla morte. Se accenderai un lume con esso e i lluminerai la faccia di qualcuno, questi apparirà nelle sembianze dell'animale il cui sperma hai trattato. Presso gli indiani questo era ri tenuto un nobile segreto che non poteva essere rivelato a nessuno ali 'infuori di essi . Come impedi re a un uomo di uscire dalla ci ttà . Prendi un poco di sperma e di sangue di uomo e cuocili con doppio miele sino a che tutto lo sperma si fonda con esso. Cuoci quindi il miele siffatto sino a renderlo tutto nero. Dallo in cibo a ch i vuoi tu, cioè a ch i intende scomodarsi per lunghi viaggi. Chi lo mangerà non riuscirà a uscire dalla città in quel giorno; rimarrà dunque in essa come se fosse ra­ pito e privo di sensi. Le grandi meraviglie della negromanzia. Gli i ndiani poi fabbrica­ vano un'altra pozione con la quale operavano le grandi meraviglie della negromanzi a. Eccone la struttura: prendevano una scrofa e la ch iudevano i n una casa vuota. La ponevano in un angolo della casa chiusa, ne serravano le porte con stagno, in modo che non potes­ se uscire. Poi introducevano nella stessa casa, assieme alla scrofa, un porco, bloccato allo stesso modo; così collocati rimanevano per ventiquattro giorni. Comi nciavano quest'opera quando i l sole entra­ va nel l o grado del Capricorno. Ogni gi orno davano da mangiare a ciascuno di essi una mica di pane intinto tre volte nel latte, ovvero quello ch e loro volevano mangiare. Alla fine dei ventiquattro giorni

Libro III

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la scrofa, spinta dall'enorme desiderio di congiungersi al maschio, si muoveva tanto da gettare una quantità di sperma tanto grande da assomigliare a pezzi di sangue coagulato. Tali erano gli artifici com­ piuti dagli indiani per raccogliere lo sperma; essi lo riponevano in un vaso di piombo, lo serravano per bene e lo lasciavano putrefare nel letame per ventiquattro giorni. Alla fine di quei giorni lo rimuo­ vevano e aprivano al freddo il predetto vaso: lì trovavano un anima­ le che si muoveva. Lo cibavano per tre giorni con noci e latte come ab biamo detto prima in relazione alla scrofa. Alla fine dei tre giorni lo uccidevano nell'olio con il quale compivano grandi opere di ne­ gromanzia; lo davano in cibo, vi accendevano lumi, lo utilizzavano anche per ungere volti e corpi, per non parlare di molte altre meravi­ glie la cui prolissità a trattarsi ci impedisce di raccontare. Preghiamo d unque chiunque operi in questi settori di farn e un segreto da non rivelare a nessuno, se non a chi è già a essi iniziato.

CAPITOLO DODICESIMO SULLE REGOLE NECES SARIE IN QUESTA SCIENZA

È poi necessario che colui che vuole introdursi in questa scien­ za sappia che, per le opere e per gli esperimenti che avvengono in questo modo, si conoscono le profondità e i segreti delle scienze. In segui to a opere ed esperimenti si dissolvono i suoi dubbi; difatti, quando qualcuno vede avv erarsi ciò che chiede, ecco che allora la sua diffi denza scompare. Tu invero sii avido in tutte le cose che ti abbiamo insegnato fino a qui e sii fedele nelle stesse operaz ioni secondo le modalità dei sapienti e osserverai continuamente le pratiche degli anti chi che operavano i n questa scienza. Per quanto sia in tuo potere, rimani lontano dalle commistioni e dai piaceri illeciti; anzi, per quanto po­ trai, penserai assiduamente a salvare la tua anima e all'amore di Dio, poiché la volontà e l'amore attraggono lo spirito e inclinano a conseguire effetti spirituali e perfezionano e rivelano tutte le loro prerogative verso la cosa desiderata. E se questa inclinaz ione sarà stata vera, Dio, che è principio e fine di tutte le cose e signore dei Si­ gnori nei secoli dei secoli in eterno, così quell'amore sarà duraturo e completo. Ma se tali amori e volontà si attaccano a cose corporee, ebb ene tale amore è instabile, corruttibile e perituro. L'amore e la volontà si dividono poi in parti, poiché quell'amore, che è unito alla salvezza e all'onore, è l'amore incorruttibile in Dio sublime e alto, proprio come è l'amore dei padri, dei maestri e degli uomini santi. Vi è poi l'amore per la pietà e per i figli e quello per il proficuo e per l'aiuto, ma questo è l'amore degli uomini che si amano scamb ievolmente solo per l'utilità . La volontà , in verità , quandoè molto forte, si dice amore, come ab­ b iamo detto sopra, purché non la indirizziamo a cose estranee a Dio, in quanto in tal caso dovrebbe essere chiamata amore corruttibile. E noi cerchiamo di infondere le nostre preghiere in Dio perché ci rischiari il cuore e lo spirito, i n modo tale che le sue scienze pro­ fonde ci si mani festino; e ci protegga, e ci difenda dalle insidie del

Picatrix

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popolo degli uomini nocivi, così che tu non riveli alcunché delle tue scienze a chi ne è sprovvisto, poiché si formerebbero in tal modo gli ucci sori degli uomini santi e profeti. Se a buon merito dobbiamo obbedire come debitori ai nostri pa­ dri, che ci hanno dato la vita e un'anima, con ancor più marcato senso di sottomi ssione dobbiamo farlo con profeti e santi che ci die­ dero esempi perché ne ri cavassimo le regole necessarie alla salvezza delle nostre anime e alla vita eterna. Quando dai nostri corpi, quale causa di perfezione di corpi ele­ mentari, la virtù per periodi durevoli si allontana, questi stessi corpi essa governa e custodisce nelle forme e negli effetti e non ci si sepa­ ra durante il tempo loro proprio: ed è questo che i filosofi chiamano natura; difatt i chiamano naturale ciò la cui virtù è causa di governo del corpo per un tempo determinato, in ciascuno secondo la sua na­ turale durata; e per essi si chiama natura quella di tal fatta da essere il primo principio naturale di tutti gli animali e vegetali. Un esempio di questo: come la pietra gettata via, per natura, discende verso il basso; e questo non i n quanto corpo, poiché al­ tri corpi in quanto tali farebbero altrettanto, eppure per converso si comportano nell'esatto contrario, così il fuoco, che per natura sale verso l 'alto, è corpo in mani era molto più forte. E questo intelletto è il principio di codesto moto in atto ed è questo che viene detto natura. Inoltre, chiamano con tale nome l a natura e ancora dicono che la natura dell'elemento è la sua forma e figura naturale. Invero i fisici chiamano natura la complessione e per calore naturale e per forme e figure del corpo, e per moto e per spirito, e secondo ciascuno di l oro si di ce intensio. In realtà il sostantivo natura è equi voco, poiché è usato per ogni corpo e per tutte le sue prerogative, per gli umori , gli elementi, i cieli e le virtù che Dio vi pose, causa di nasci ta e di morte, moto e quiet e di tutte le cose che si muovono o restano i mmobili. Per q uesto i primi sapienti la definirono come il princi pi o e il termine del moto e della quiete. I filosofi poi dissero che è la forma corporea che non può essere nei corpi se non mediante il cielo tra lei e lo spirito. Platone, quindi, la definì così : "La Natura è corpo completo per formare enti ". ·

Libro III

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Galeno ne disse: "La Natura è il calore naturale che giova ai corpi e rimuove da essi corruzione e detrimenti, in quanto ne è in grado allorché la sua virtù concorre con essa e ne dispone coman­ di, direttive e altro". Abenteclis disse (della natura): "È certo corpo semplice, in quan­ to ha una sola forma e una sola figura; e in essa si trova potenza e vita. Ma essa stessa è forma di vita, come appare nei neonati, ai quali la natura dispensa determinati insegnamenti per salvaguardare l a loro vita, concedendo di allattarsi e dormire, etc. . . . ; e sono istruiti nelle cose astratte, ma divengono pure maestri di lavori pratici". Ti ho detto le cose di cui sopra perché si accenda il lume del tuo intelletto, affinché tu sia istruito e dotto in tutte le iniziazioni e ri­ fl essioni relative a tutti gli enti che si trovano nell'universo da essi caratterizzato. Così avrai un intelletto ottenuto per l'unione dell'in­ telletto in atto con quello in potenza che lo muove. E

così finisce il terzo Picatrix .

(part.), da: MS 793 Krakow, Biblioteka Jagiellonska

Formae Veneris

LIBRO IV

Inizia il libro quarto, nel quale vengono esplicate le proprietà de­ gli spiriti e, fra queste, quelle che risultano essere necessarie nel l ' e­ sercizio di codesta arte, e in quale m isura sono di aiuto unitamente a simulacri, suffumigazioni e altre pratiche magiche . C apitolo l. Da dove proviene la virtù e la fortezza dello spirito e quale sia la proprietà dello spirito; quale è la proprietà del corpo; e quella del senso e del l ' intelletto; quale quella del l ' anima, non­ ché le differenze tra esse. Capitolo Il. In che modo la forza dello spirito della luna è attratta a queste cose inferiori, e da quali cose si devono fare le suffumiga­ zioni ai sette pianeti. Capitolo III. Nel quale si dice cosa traggono i C aldei dalla profondità o dai segreti di questa scienza e cosa hanno detto al riguardo, Capitolo rv. In cui si parla dei simulacri e delle conoscenze che molto giovano a questa scienza. Capitolo V. In cui si mostra quali sono le dieci sostanze necessarie a questa arte e come questa scienza ne tragga vantaggio; e quali siano le radici della negromanzia. Capitolo VI. Mostra come devono essere fatte le suffum igazioni delle stelle e un composto necessario a questa scienza. Capitolo VII . Gli argomenti riguardanti la negromanzia ritrovati nel l ibro

L 'agricoltura Ca/dea,

tradotto dal Caldeo in Arabo da

Abubnar Abenvaxie. Capitolo VII I. Sulle virtù inerenti alla natura specifica di alcune cose. Capitolo IX. Sulle immagini fornite di poteri straordinari che furono scoperte nel l ibro che fu ritrovato nelle chiese di Cordib e nel libro della regina Folopedra, e dove si discute di alcuni accorgi­ menti necessari per operare con le immagini.

CAPITOLO PRIMO DA DOVE PROVIENE LA VIRTÙ E LA FORTEZZA QELLO SPIRITO E QUALE SIA LA PROPRIETA DELLO SPIRITO; QUALE E LA PROPRIE TA DEL CORPO; E QUELLA DEL SENSO E DELL' INTELLETTO; Ql)ALE QUELLA DELL'ANIMA, NONCHE LE DIFFERENZE TRA ESSE I sapienti antichi invero furono d ' accordo su questo, che Dio, cioè, dispose e ordinò per gradi cinque cose e di queste collocò al primo grado la più nobile, ossia la materia e forma prima, che è come la prima fonte di ogni cosa; la seconda è il senso o intelletto; la terza lo spirito; la quarta la natura dei cieli e la quinta gli elementi e i compo­ sti. Dapprima, quindi, mise ordine nel ciclo del suo cielo superiore, dove nessun altro Dio e nessun altro padrone permane, tranne lui. E lo mise a posto in modo tale da illuminare gli altri circoli; difatti quella virtù spontaneamente attribuisce e manda a quelli la propria scienza e nobiltà, a loro volta adatte agli altri circoli . Pose il senso e l ' intelletto nel primo circolo dopo quello suddetto, che similmente discende dal medesimo lume. Difatti la scienza e la nobiltà della virtù che vi si confanno gli discendono spontaneamente da quel lume. Poi mise fra il circolo il senso che, allo stesso modo, è fatto scaturire dal medesimo primo lume; anche a questo attribuiscono la scienza e la nobiltà che gli si confà, e che certamente procede da quel circolo e da quelli superiori. Quindi pose la natura, in ordine, sotto lo spirito, che similmente procede dal primo circolo; e anche in essa la nobiltà che spontaneamente le si confà è generata da quello.

È chiaro quindi che la forma prima è più nobile e in tutto più fine

del senso; il senso lo è nei confronti dello spirito ; lo spirito innanzi la natura; e lo spirito lo è a confronto con gli elementi. E pose l 'una sopra l ' altra, in debita quantità, ciascuna delle cose predette, quasi a dire che la prima è assoluta, pura in se stessa e ripulita da ogni gros­ sezza. Tuttavia, la seconda ha in sé un po' di grossezza, o materia, in più di quella, ma meno della terza, e così via, per gradi, giungendo fino agli elementi o enti. Ed è per questo che la prima essenza ha in sé più luce mentre le altre, che sono prive della sua purezza, ricorro-

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Picatrix

no al debito fine così come fanno le specie nel ricorrere, attraverso i generi intermedi, al genere più generale, dal momento che ciascuno recepisce nobiltà da quello che lo precede e, spontaneamente, la tra­ manda a quelli che seguono. Poi creò i cieli e le forme e pose il cielo dello spirito in mezzo a quattro cieli, due dei quali , quelli sopra a esso, sono luminosi e chiari, dal momento che sono essenza prima e intelletto, due inve­ ce, quelli sotto, tenebrosi e oscuri, dal momento che sono natura e materia; lo stesso cielo dello spirito, quale grado subalterno, prende la scienza e nobiltà a lui convenienti dai cieli superiori e le emana verso quelli inferiori . Appunto questa seconda cosa è lo spirito, che domina e illumina i due cieli superiori, traendone luce, scienza e nobiltà. Difatti questo stesso spirito è fortunato al massimo grado, poiché tende verso l ' alto e sta nel luogo dove è stato fatto e creato, e di lì può ricavare fortuna e prosperità; è questo difatti il luogo che viene detto Paradiso. Lo Spirito che domina invece i due cieli inferiori è uno spirito di tenebre, misero, privo della buona sorte e discende verso le profondità del l ' universo, risiedendo in un luogo dove sta in catene e dove non potrà avere alcuna pace; questo infatti è il luogo che prende il nome di Inferno. Parimenti lo stesso spirito creò i duri corpi degli animali e dei vegetali, questi difatti non ricevono il senso e la scienza da quella prima fortuna che dispensa loro poco o niente, non essendovi cose convenienti a quei corpi. Corpi che dominano i due circoli inferiori, ossia la natura e gli elementi, e risiedono sulla Terra, dove stanno, permangono e sono stati creati. Tutte le cose suddette procedono invero dalla virtù divina. Ad esempio : gli alberi che nascono sulla terra; certo il loro principio sono le radici e il loro fine i rami, le foglie e i frutti che da essi nasco­ no. Le radici degli stessi poi traggono la loro virtù vivificante dagli umori della terra; i rami, invero, dall ' aria. Siccome la loro natura è dominata sopra l ' aria, per il fatto che hanno una materia terrestre, le loro radici sono più lunghe dei rami, ma se, al contrario, l ' aria è dominata dalla stessa terra i loro rami diventano più lunghi delle radici. Pertanto, per avvallare le cose appena dette, possiamo vede­ re, a questo proposito, che gli alberi che crescono sulla terra hanno radici più lunghe dei rami e viceversa. Vi sono anche alberi che si seccano nelle radici e non nei rami e viceversa. Vediamo peraltro la stessa cosa negli uccelli che, quanto più si avvicinano alla natura

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terrestre, tanto più sono pesanti nel volo, e quanto più sono assimi­ lati a una natura aerea, tanto più sono leggiadri quando volano. Lo stesso avviene negli uomini che, quanto più sottilmente è animata · la loro natura e resa pura dalla grossezza della materia e quanto più riescono a nutrirsi con cibi leggeri, tanto più sono resi perspicaci, spirituali e capaci di intendere ciò che è spirito. L' opposto avviene con gli uom ini caratterizzati da elementi terrestri e grossolani e nu­ triti inoltre con cibi pesanti, poiché costoro possono appena sfiorare le sottigliezze degli spiriti , mentre sono naturalmente predisposti a percepire le cose grossolane e i corpi; da queste cose risulta eviden­ te che i mali hann o fonte nelle cose corporee, i beni, invece, nello spirito. Ma la materia è divisa in due parti, ovvero la spirituale e la corporea.

È

spirituale, invero, la materia prima, cioè i l mondo alto

e la forma prima, che è l ' elemento primo spirituale, ovvero senso, anima, natura, elemento e, per tutti i principi del primo genere libe­ rati dalla materia, anche unità prima che rimane indivisibile, proprio come avviene nel l ' unità, nel punto e nelle cose simili, e in quelle cose che non sono divisibili in tratti di tempo, come l ' istante e il principio della l inea, cioè il punto. La materia corporea invece è quella che esiste composta da elementi, come gli animali , gli alberi e simili. Inoltre, la materia è semplice o composta: sono semplici tutte le cose che stanno sopra i cieli ; composte tutte quelle che si trovano sotto il cielo e che si percepiscono come tali a vista o per esperienza. Il sapiente Baydadiz disse che ogni materia percepita dai cinque sensi corporei è materia corporale di primo composto; e quando è così si corrompe ed è alterata proprio come se, pur ivi disposta, necessitasse di un luogo. Tutta la materia che invece non si riesce a percepire con l ' ausilio dei cinque sensi corporei è detta semplice, pura, spirituale, luminosa, durevole e alta. Tutta la materia che è distinta da uno dei cinque sensi è al centro tra la materia sem­ plice e spirituale e la natura composta e corporea. Perciò appartiene agli enti corporei e con essi avanza attraverso il moto del tempo e del calore; eppure rimane affine alle cose spirituali con il lume e gli spiriti alti e con i medesimi perdura per secoli infiniti . Tu, quindi, che ti proponi di studiare in questo libro, considera come poter ridurre la tua anima al grado e alla cognizione degli spi­ riti beati, ciò che certo potrai fare se in tutte le tue opere cercherai di seguire la parte spirituale; con questa cognizione sarai differente dai bruti. I sapienti poi sono in contrasto riguardo alle proprietà e alle

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divisioni del senso: infatti il temine senso, o intelletto, è da questi usato in quattro diverse accezioni, per la prima delle quali "senso" sta in luogo di "amore"; quell ' amore che separa l ' uomo, predisposto a incamerare le scienze, le attività e i segreti dei maestri, dagli ani­ mali, che sono privi del senso e della facoltà di discernere le cose, e la proprietà di questo senso è regolata con l ' acquisizione delle scien­ ze. Da ciò appare chiaro che è il lume divino infuso nei cuori da Dio, grazie al quale l ' uomo sarà predisposto a vedere e capire gli enti per quello che sono : questa è l ' opinione di una parte dei sapienti che discutono sulle cose predette; a motivo di ciò Sesudali s ha detto che i l termine "uomo" è equivoco, perché evidentemente caratteristico sia degli uomini dotati di intelletto che di quelli che ne sono privi. La seconda nozione di senso sta nell e scienze note e chiare al senso stesso, come nei fanciulli che, certo, possono solo sfiorare i segreti della natura. Eppure, apprendono ciò che è dispensato spontaneamente dalla natura, come nei numeri, ove comprendono che due è più di uno e che due corpi non possono essere con­ temporaneamente nel medesimo posto e che è impossibile che un corpo sia in posti diversi nello stesso tempo. Una parte dei sapienti che parlano dei problemi anzidetti ritiene manife stamente evidente tale opinione . La terza nozione di senso, secondo un' altra opinione di antichi saggi, consiste nelle cose comprovate da un ' e sperienza duratura; a buon merito devono essere chiamati imbecilli, fatui, ciechi e stolti coloro che mancano di una tale cognizione o senso. La quarta nozione di "senso", secondo altri, consiste in cognizio­ ni naturali, grazie alle quali, vilipendendo le corruttibili cose mon­ dane, si possono conoscere le profondità delle cose eterne. Quando troviamo uno in possesso di tali requisiti lo definiamo uomo pieno di senso, per il fatto che supera e vince la natura bestiale e si rende simile a ciò che è spirituale ed eterno. Ed è questa la proprietà per cui l ' uomo si distingue dagli altri animal i . N e segue che le prime due nozioni di senso sono natural i, men­ tre le due successive si acquisiscono dagli studi e dal le scienze . Al riguardo ha detto un sapiente : "Vedo che il senso è bipartito; è , cioè, naturale e acquisito. Ma quello acquisito, invero, non po­ trebbe esistere in alcun modo senza quello naturale, proprio come la luce del sole servirebbe davvero a poco se l ' occhio naturale non fosse in grado di vedere".

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Ora passiamo a un ' altra p i ù alta distinzione d e l senso. Infatti, i sapienti divisero il senso in sei parti, che invero possono riassumersi in due parole, ossia senso generale e senso naturale, come dicemmo a riguardo dello spirito naturale e universale, che si trovano in tale s ituazione per i l fatto che tutte le cose si dividono in tre parti, cioè nel corpo, nei sensi naturali e negli spiriti delle intelligenze o angeli che muovono i cieli. Di queste la prima occupa i l posto più vile a confronto con le altre due, la seconda è quella che reputiamo fra tutte la più nobile, mentre la terza è posta, nella nostra considerazio­ ne, a metà fra le altre due . Il motivo per cui diciamo che la seconda parte è la più nobile è che essa è depurata di tutte le incertezze della m ateria; le stesse intelligenze separate, ossia gli angeli che muovono i cieli, sono al centro tra le suddette parti, poiché muovono i cieli, al cui moto operano i sensi agenti, con i loro effetti . Il senso generale, come abbiamo detto sopra a l riguardo delle di­ visioni del senso, è poi astratto dalla forma e dalla materia, poiché quando diciamo "uomo" in generale s ' intende la sostanza del l ' uomo razionale o ragione, che spetta a tutti gli uomini e nella quale si trova il punto di separazione da tutti gli animal i : questo è il senso definito generale. Ma il senso universale è espresso con due parole, delle quali una è più congrua al significato, per il fatto che grazie a essa s ' intende "genere di tutto l ' universo"; inoltre la

ratio

che se ne può

intuire per la spiegazione di codesto nome è "genere delle proprietà scisse dalle forme di materia e da tutte le loro parti, che si muovono secondo natura e non per caso". L'ultimo grado di questo genere è i l senso agente, che è assegnato agl i spiriti umani e alle scienze supe­ riori ; questo genere è il principio che dà inizio a ogni cosa secondo la volontà del tutto. In base a una seconda teoria (il senso universale) è la nona sfera celeste, grazie alla "corsa" con la quale circonda con le altre sfere, una volta al giorno e una alla notte, qualsiasi punto del l ' Universo. E per questo, per la sua grandezza e per la sua capacità, che contiene tutti gli altri corpi, è detto "corpo dell 'Universo". Inoltre, il sen­ so universale, secondo questa opinione, è sostanza di uguale peso in tutte le sue parti ed "altra" rispetto alla materia. Ed è lui che la muove di moto proprio, desiderando che sia assimilata a sé e il suo moto fu come il principio di ogni cosa, una volta trovato. Perciò il legislatore ha detto : "Dapprima fu creato da Dio il senso, che riceve il proprio moto dal soffio divino".

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Picatrix

Ma lo spirito generale è citato in molti modi diversi ed è stata proposta ogni definizione in risposta al problema. C i ascuna di esse è spirito al suo corpo propriamente assegnato e Spirito dell ' Uni­ verso e Senso del l ' Universo. Per questo tutte le sostanze complete i n un corpo s i riversano nei corpi celesti che si muovono; questo per la quiete del senso . Inoltre, la proporzione tra lo spirito di tutte le cose e il senso di tutto è in tutto uguale a quella tra il nostro spirito e il senso agente . Lo spirito o intelletto universale è principio in relazione alla scoperta dei corpi natural i e il suo grado nell ' accoglienza della scoperta segue il grado del senso in tutte le cose e la scoperta di quella è simile alla medesima. Le predette sono regole che sono state scoperte nel senso. Aristotele disse : "Il senso dello spirito sensibile è recepito dal sensibile". Se qualcuno chiedesse : "In che modo lo spirito compren­ de?" la risposta sarebb e : quello che lo spirito razionale con il lume del senso discerne quando desidera sapere qualcosa; quando riceve il medesimo lume ne gode e raggiunge ciò che vuole; il lume di questo procede sopra tutte le cose sensibili, come è chiaro nel sonno, dove tutti gli spiriti sensibili sono storditi e si ritiene si abbandonino in esso con l ' intelletto dello spirito. Se qualcuno obiettasse: "Come si sa che lo spirito comprende qualcosa durante i l sonno?" la rispo­ sta sarebbe : quello che comprende è quel poco che rimane di lui, proprio come avviene col calore nel fuoco, quando si estingue . E, per la sua unità col corpo, può finire, al contrario di quanto dice una parte dei sapienti. Empedocle disse che il senso non può finire perché è sostanza semplice e la sostanza semplice è dotata di generi, non ha differenze per il fatto che è separata e una sua definizione non sarebbe esatta se fatta tralasciando generi e divisioni. E ancora disse : "Il senso si divide in due, cioè nel senso generale che contiene tutte le cose in virtù e non ne è indebolito ed è lui stes­ so, in sé, ogni sua sostanza ed è col tempo che non procede per un solo istante. L' altro poi è il senso nobile ed eletto, che si purifica e si duole e che non si trova se non in ciò che è umano; è reso puro con la purezza di quello e si duole col dolore di quello; è lume del lume proprio del senso generale. Anche l ' anima è spirito della divina in­ telligenza; anima che la divina intelligenza creò e pose nel corpo, senza alcun punto medio, e la piantò in codesti corpi e in quelli che

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esistono secondo la luce del sole; ciò avviene grazie a quello che, tramite i suoi raggi, tocca i corpi stessi che sono ordinati in forme naturali secondo i suoi effetti . Per mezzo suo vengono ali ' esisten­ za sensibilità, capacità di pensare e immaginare, capacità di quiete, m emorie e cose simili". E una parte dei sapienti antichi la pensò così : "La natura è il moto duraturo col quale vi è perfezione, o, se si vuole, complemento del corpo agente, viva in potenza".

CAPITOLO SECONDO

IN CHE MODO LA FORZA DELLO SPIRITO

DELLA LUNA È ATTRATTA A QUESTE COSE INFERIORI, E DA QUALI COSE SI DEVONO FARE LE SUFFUMIGAZIONI AI SETTE PIANETI Sappi che una parte dei sapienti Caldei ed Egizi ha detto che la L una infonde e immette le influenze dei pianeti in questo mondo composito. A causa di ciò hanno fatto opere, sacrifici e orazioni alla stessa Luna in qualunque ingresso dei signori . Già ti ho rese note le opere delle altre genti riguardo alle medesime cose; quanto abbiamo detto

è stato tradotto dalla lingua araba.

In quale modo si può parlare con gli spiriti della Luna e in primo luogo quando si trova in Ariete. Quando vorrai attrarre la forza e il potere della Luna, mentre si trova nel segno dell 'Ariete, nell ' ora in cui ascende tutta completa, poiché allora è più favorevole e utile alla tua ri­ chiesta, in quello stesso momento ti metterai una corona e andrai in un luogo verde e acquatico, una pianura nei pressi di un fiume o di acqua corrente. Porta con te un gallo che abbia la cresta divisa; gli taglierai la testa con un coltello di osso, ma non toccarlo in nessun modo con il ferro. Volgi il tuo viso alla Luna, poiché questo

è presso di loro un

grande segreto. E poniti innanzi due turiboli di ferro pieni di carboni accesi, in cui successivamente getterai grani di incenso fino a che se ne alzerà il fumo. Allora ti porrai tra i turiboli, guarderai la Luna e dirai : "Tu, Luna, luminosa, onorata, bella, che spezzi le tenebre con la tua luce e sorgi nel tuo oriente e riempi tutti gli orizzonti con la tua luce e la tua bellezza. Io vengo a te umilmente, implorando grazia, umilmente chiedendoti la tal cosa". Qui allora farai la tua richiesta. Poi avanzerai di dieci passi e, sempre guardando la Luna, ripeterai queste stesse pa­ role. Ti porrai di fronte un turibolo in cui getterai 1111 once di benzoi­ no. Poi brucerai il tuo sacrificio e disegnerai le seguenti figure su una foglia di cavolfiore con le ceneri del sacrificio e un po' di zafferano :

3* 0 0 3 3 lll.

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Picatrix

Brucerai questo foglio nel fuoco e, non appena si leverà il fumo, vedrai dal l ' altra parte la forma di un uomo bello e ben vestito che sta vicino al turibolo, al quale rivolgerai le tue richieste; e sarà riempito da lui . Quando, dopo queste cose, vorrai chiedergli qualcosa, ripe­ terai l ' operazione precedente e ti apparirà la stessa forma disposta a rispondere alle tue richieste. Quando la Luna si troverà nel segno del Toro. Quando la Luna si troverà nel Toro e ne vorrai attrarre la forza e la potenza, prima di tutto sappi che la Luna ha diversi effetti e diversi poteri in ciascun segno. Quando vorrai compiere l ' operazione che la riguarda, ti re­ cherai in un luogo simile a quello di cui abbiamo parlato riguardo al segno precedente, portando con te un gallo e un turibolo con il fuoco. Tu indosserai panni di l ino tinti con Rescola luteola con cor­ tecce di melograno, la manica sopra la testa. Avrai un paiolo pieno d ' acqua, in cui sia cotto legno di noce. Prendi del l ' acqua con la tua mano qestra e gettala sulla sinistra; così ti laverai le mani e le braccia. Stai attento a non alzare la manica al di sopra del tuo capo. Poi con la stessa acqua ti laverai i piedi . Avrai con te un giunco o una stuoia nuova su cui non sarà mai stato posto il piede di un uomo ; e questa sia tutta involta in un panno di lino dipinto di colore verde e rosso. Allora dal luogo nel quale ti troverai, ovvero dalla tela, salterai su questo tappeto e dirai : "ribharim ribharim caypharim caypharim dyaforim dyaforim". Ripeterai queste parole molte volte. Poi ti leverai da lì e ti laverai nuovamente le mani nel paiolo con la precedente acqua. Allora taglierai la testa al tuo gal lo sacrificale e lo arrostirai pronunciando le parole precedenti . Mentre compirai que­ sta operazione farai continue suffumigazioni con incenso e resina. Al lora vedrai la figura di un uomo, a lui rivolgerai le tue richieste e ciò che desideri si avvererà. Una persona che si era intromessa in questa operazione mi ha riferito che aveva avuto un certo amico che aveva perso tutto ciò che aveva e si era ridotto in grande povertà. Ha detto che il signore del l ' ascendente era Satumo; proprio Satumo era stato l ' artefice della sua sfortuna e povertà. Allora rivolse a lui la preghiera della Luna mentre questa si trovava nel Toro. Portò a termine tutta l ' operazione che lo riguarda; gli si mostrò la predetta figura di uomo cui rivolse la sua richiesta e narrò a quel lo stesso la vicenda della propria povertà. E gli sembrò che quel l ' uomo lo pren­ desse per mano, lo conducesse a un fossato e gli dicesse di scavare lì. Così fece e in quel luogo trovò un tesoro e divenne ricco.

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Quando la Luna si trova nei Gemelli. Quando la Luna si troverà nei Gemelli e tu vorrai attrarre la sua virtù e il suo potere andrai in un luogo elevato e ventoso. Porterai con te un gallo e la suffu­ m igazione precedente, un tubo di pietra color zafferano che m isuri tre cubiti di lunghezza e un turibolo ugualmente di pietra, in cui accenderai un fuoco soffiando con il tubo; nel fuoco metterai mezza l ibbra di benzoino (cioè dove si leva il fumo) e l ' altro capo lo rivol­ gerai verso la Luna in modo tale che il fumo si levi direttamente in direzione della Luna. Poi getterai sul fuoco tre dramme di incenso e un poco di ambra, e con il tubo farai il fumo come abbiamo detto. Poi siederai in l inea retta con i l fuoco del turibolo tenendo fra le tue mani il tubo, con esso farai un cerchio con te stesso al centro. Poi prenderai sette prese di strame di fave e le metterai in sette punti della circonferenza del predetto circolo. Disporrai il tuo sacrificio in sette parti, ponendone ognuna su una delle precedenti sette parti di strame. Fatto questo, accenderai il fuoco nello strame con il tubo fino a quando il sacrificio brucerà. Quindi ti leverai in mezzo al cer­ chio e dirai : "Tu, Luna, splendente e luminosa, onorata nel tuo regno e situata nel luogo e nel grado della tua esaltazione, poiché governi questo mondo con il tuo potere e il tuo spirito - ti invoco e chiedo ai tuoi poteri spirituali di fare per me la tal cosa". Allora esporrai la tua richiesta; supplicando e pregando ti prosternerai a terra e dirai : "abrutim abrutim gebrutim gebrutim" molte volte. Quindi alzerai il capo da terra e vedrai la forma che abbiamo detto prima; a questa rivolgerai la tua richiesta e si compirà. Quando la Luna si trova nel Cancro. Quando la Luna si troverà nel Cancro e vorrai attrarre la sua virtù e il suo potere sali in cima a un luogo alto, come ad esempio un luogo che si eleva su di un ampio

campo. Poi guardati a destra e a sinistra, ascoltando davanti e dietro; in mano avrai una tortora a cui taglierai la testa, prenderai quattro penne dalla sua ala destra e altrettante dalla sinistra; le taglierai il becco e lo brucerai tutto. Poi prenderai le penne che ho detto; a que­ ste aggiungi II once di coloquintide e IIII once di benzoino e riponi tutto in un panno. Poi prendi II once di Centaurea behem bianca, che sono da unire alla cenere del sacrificio e a succo di aristolochia (erba astrologa), e da queste modellerai la forma di un uomo che ca­ valca un leone . Fatto questo, alzati tenendo davanti a te il simulacro; accendi un fuoco, in esso porrai la tua suffumigazione e dirai : "Tu, Luna, piena di splendore, di benevolenza e di bellezza e al pari in al-

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tezza, a te rivolgo le mie preghiere e trasmetto le mie richieste". Fat­ to ciò, farai un cerchio per terra al cui centro porrai il simulacro che hai costruito dopo che su di esso avrai scritto il nome della persona che vuoi mandare in rovina. Quindi tornerai a dire le stesse parole e ti prostrerai a terra. Poi alzati in piedi e prendi VI once di aceto e in esso scioglierai tutto il simulacro. Poi aggiungerai un grano di muschio, la quarta parte di ambra, 1111 once ciascuno di muschio, di benzoino e metterai sul fuoco fino a che bollirà bene . Ne farai dei pezzetti di un ' oncia di peso ognuno e con essi farai suffumigazioni alla Luna per sette notti (cioè un pezzetto ogni notte) ; e conserve­ rai gli altri. I sapienti che hanno compiuto questa operazione han­ no detto che, se con questa suffumigazione suffumigherai chiunque tu voglia, sia uomo che donna, risvegliandone l ' odorato, in nessun modo potrà disobbedire ai tuoi ordini . E molti operatori di questa scienza che si sono incamminati per strade in cui si trovavano leoni, orsi, colubri, scorpioni e altri pessimi animali sono stati liberati per esperienza dai loro danni praticando la predetta suffumigazione. Quando la Luna si trova nel Leone. Quando la Luna si troverà nel Leone e tu vorrai attirare la sua virtù e il suo potere andrai in un luogo disabitato, porterai con te sette turiboli, che disporrai or­ dinatamente in cerchio sullo stesso terreno distanti un cubito l ' uno dal l ' altro. Tu rivolgerai sempre il volto alla Luna. Tra un turibolo e l ' altro metterai un uovo d ' oca e su di essi avrai dipinto queste figure :

E E _r«: Poi prenderai uno spillone di pietra color zafferano della lunghez­ za di tre palm i, che terrai nella mano destra; sul capo avrai sempre un panno color zafferano di lana, alla maniera degli Arabi, e vesti­ rai una camicia di lana color zafferano. Poi decapiterai in mezzo al cerchio un gallo che abbia la cresta divisa, come abbiamo detto per il segno del l ' Ariete. Poi brucerai le parti del gallo sui turi bol i . Poi con la punta dello spil lone prenderai il suo sangue e ne farai cadere le gocce con lo spillone su tutti i turiboli e le uova come detto. Fatto ciò, numerando i turiboli per due, ti allontanerai dal turibolo posto davanti a te. Prendi l ' uovo del secondo turibolo che segue (vici­ no), poni lo dinnanzi a te e trapassato continuamente con lo spillone come detto, facendo suffumigazioni con incenso e sandalo rosso e

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dicendo : "hendeb hendeb" per quindici volte . Allora apparirà la for­ m a di uomo a cui abbiamo accennato più sopra; a questa rivolgerai la tua richiesta che sarà soddisfatta all ' istante. Quando la Luna si trova nella Vergine. Quando la Luna si troverà nella Vergine e tu vorrai attrarre la sua virtù e il suo potere prendi trenta tordi, decapitali e cuocili bene, ritirali quando le loro piume cadranno, salali non troppo e tienili da parte per l ' uso. Farai ciò per trenta giorni prima che la Luna entri nella Vergine . Poi ogni giorno ne mangerai uno dopo averlo suffumigato con 1111 dramme di zaf­ ferano; dopo che te ne sarai cibato non mangerai nient' altro per sei ore. Farai ciò ogni giorno per trenta giorni, durante i quali ti asterrai completamente dal vino; alla fine dei trenta giorni ti laverai in una fonte esposta a oriente e porrai mezza libbra dell ' acqua di questa fonte in una pentola fatta mentre il Sole transita nel quarto grado e la Luna dimora nel settimo del l 'Acquario. Chiuderai perfettamente l ' apertura della pentola con cera che non sia mai stata toccata dal fuoco. Fatto ciò, ti recherai in un luogo spazioso, ti porrai innanzi un turibolo con incenso e zafferano per la quarta parte di una libbra e dirai : "Tu, Luna, bella, nel l ' aspetto appropriato, generosa, grande e alta; le tenebre risplendono della tua luce e raggiungono lo spirito; e la tua bellezza allieta i cuori . Ti prego e ti affido la tale faccenda". Poi prenderai la pentola che abbiamo detto nella mano sinistra, e dirai : "haphot haphot", mentre con la mano destra scaverai a terra e ripeterai continuamente, scavando, questo nome. Questo fino a formare una buca della profondità di un cubito in cui metterai la pentola con l ' apertura rivolta a mezzogiorno. Poi riempirai di terra la buca fino a pareggiarla con la superficie. Allora, fatte queste cose, continuerai a ripetere il nome che abbiamo detto. Inoltre, disegnerai la figura che vuoi con uno spillone d ' oro su di una lastra di piombo e la seppell irai in cima al la buca. Quando avrai fatto queste cose, immediatamente la tua richiesta sarà soddisfatta. Quando la Luna si trova nella B ilancia. Quando la Luna si troverà nella B ilancia e tu vorrai attrarre la sua virtù e il suo potere cingiti di una cintura fatta di giovani giunchi acquatici, recati presso il letto di un fiume posto a oriente e brucia il tuo sacrificio lungo la riva del fiume, muovendoti in fretta seguendo il senso del corso dell ' ac­ qua, continuamente guardando verso la Luna, tenendo in mano una balestra di rame fatta mentre Venere si trova nel Toro retrograda e Mercurio dimorante in Ariete. Farai quanto detto cinque volte, an-

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dando e ritornando lungo il letto del fiume. Fatto ciò, tocca l ' acqua del fiume con la balestra, cioè quando il sacrificio sarà bruciato, e di ' : "Tu, Luna, alta e onorata! A te offro e invio questo sacrificio, l ' ho compiuto per implorare la tua grazia, poiché tu hai il potere di concedermi ciò che chiedo e di far avverare il mio desiderio". Poi accenderai un fuoco con legni di olivo selvatico, su di esso getterai del benzoino e correrai intorno al fuoco il più velocemente possibi­ le. Poi ti disporrai nel luogo in cui hai fatto i l fuoco e farai lì in terra una linea dai tuoi piedi al fuoco in cui scriverai questa parola: "ga­ neytania ganeytania". Poi prendi la terra in cui questo nome è stato scritto e mischiala con terra e acqua stagnante; da questo misto farai due simulacri, uno con la tua forma e l ' altro con la forma di chi vuoi tu. I simulacri devono abbracciarsi, se la tua operazione è rivolta all ' amore; ma se sarà predisposta ad altro fine, la farai nello stesso modo. L'operazione che riguarda questi simulacri sia fatta nel l ' ora della Luna il più velocemente possibile; ciò che chiedi si compirà. Quando la Luna si trova nello Scorpione . Quando la Luna si tro­ verà nello Scorpione e tu vorrai attrarre la sua virtù e il suo potere le­ vati quando la Luna si trova nel tredicesimo grado dello Scorpione, recati in un luogo in cui si trovano molti alberi e folti e dove c ' è mol­ ta acqua. Disegna un quadrato in terra e coprilo con foglie di noci, di meli cotogni e di pini ; bagna tutto con acqua di rose. Poi poni davanti a te nove turiboli d ' argento, metti in ognuno legno di aloe, benzoino e incenso quanto puoi. Quindi indosserai vesti bianchissi­ me al le quali non sarà mischiato alcunché. Fatto ciò, metti davanti a te due turiboli di argilla pieni d ' acqua; prendi un piccolo orcio di terra, con il quale verserai l ' acqua da un turibolo all ' altro, con esso verserai l ' acqua dei turiboli sui tuoi fianchi. Farai i l tuo sacrificio con animali pertinenti. Compiute queste cose, ti leverai in piedi e ti getterai quattro volte a terra; e dirai : "seraphie seraphie". E ti rimet­ terai a sedere fermandoti . Getterai sul fuoco legno di aloe e incenso, e metterai benzoino in ognuno dei nove turiboli . Poi ti prostrerai nuovamente quattro volte come prima. Allora verrà a te un uomo in forma bella e perfetta, a lui chiederai ciò che desideri e si avvererà. Quando la Luna si trova nel Sagittario . Quando la Luna si tro­ verà nel Sagittario e tu vorrai attrarre la sua virtù e il suo potere (grandi sapienti infatti ritenevano questa operazione molto potente e perfetta e in molti adoperavano questa operazione del Sagittario per trovare tesori) - e allora vorrai applicarti al le cose che abbia-

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m o detto, compirai questa operazione quando Mercurio s i troverà nel quarto grado del C ancro . Allora trova dieci libbre di pietra, da cui ricaverai cinque simulacri in forma di draghi, che saranno fatti mentre Mercurio dimora nei gradi dello stesso segno. Quando i simulacri saranno perfettamente pronti, ti avvierai a un fiume chiaro e che scorre dolcemente e ti scosterai da questo fiume dal­ l a parte della stessa acqua per cinque piccoli passaggi, che attra­ versino ognuno il suo corso. E in ognuno di quei passaggi porrai uno dei cinque simulacri in forma di draghi che hai fabbricato più s opra, in modo tale che l ' acqua entri attraverso le loro code ed esca attraverso le bocche. Poi prendi cinque otri e mettine ognuno alla bocca di ciascun drago di modo che l ' acqua vi entri dentro, e !asciali lì per un ' ora. Quindi togli gli otri dalle bocche dei draghi e lascia scorrere a terra l ' acqua dai draghi per un ' ora fino a quella successiva. Riporta nuovamente gli otri al luogo precedente (cioè ognuno al suo simulacro come erano disposti precedentemente) e lascia che l ' acqua entri in essi per un' altra ora attraverso le boc­ che dei draghi . Trascorsa questa ora, levali come prima e, conser­ vando lo stesso ordine, procedi a riempirli . Quando saranno pieni ti allontanerai con essi dal fiume per uno spazio di venti palmi; percorso questo spazio poni gli otri a terra in quel luogo. Perfora c i ascuno con uno spillone e scava una buca che ne percorra la cir­ conferenza e in cui si raccolga l ' acqua che ne esce; e porrai vicino a ciascuno di essi uno dei draghi . Fatto ciò, alzati e corri al letto del fiume, continuamente guardando la Luna, e mettiti in bocca tutta l ' acqua di quel fiume che vi può essere contenuta. E torna con essa correndo agl i otri e aspergi dalla tua bocca con essa gli otri e i draghi . Porrai vicino a ciascun drago un turibolo d ' argento pieno di carboni accesi e vi getterai sopra legno di aloe e il loro fumo non si dovrà estinguere fintanto che l ' acqua esce dagli otri . Quando questa sarà tutta uscita, prendi i draghi , riponili negli otri, seppelliscili nelle buche cui abbiamo accennato più sopra e copril i di terra. Compiute queste cose, c o m e sacrificio taglierai quindici alberi disposti in linea retta da quel luogo ; leverai la cima a ciascu­ no degli alberi e ogni volta dirai : "harmum harmum" . Pronuncerai queste parole cinque volte a ciascun albero; allora la tua richiesta sarà soddisfatta, in modo tale che subito ti apparirà la forma di un uomo bello e ben disposto che ti condurrà in un luogo dal quale dominerai le quattro parti del mondo .

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In verità ti dico che avevo un certo amico che ha compiuto questa operazione come sopra; mentre la portava a termine gli apparve un uomo che lo interrogò sulla sua richiesta. Lui rispose che la sua ri­ chiesta era questa: che gli desse un simulacro adatto a trovare tesori . Gli sembrò che quell ' uomo lo prendesse per mano e lo conducesse in un certo luogo in cui gli consegnò il simulacro in rame di un ele­ fante che teneva tra le zampe anteriori e quelle posteriori una chiave di ferro. E gli sembrò che costui gli dicesse : prendi l ' elefante e vai con lui ovunque ti conduca; nel luogo in cui la chiave gli cadrà dalle zampe, lì scoprirai un tesoro. Prese in mano l ' elefante e, avanzando con esso di circa quattro cubiti, la chiave cadde dalle zampe dell ' e­ lefante. Si fermò all ' istante, lì scavò una buca e vi trovò delle scale. Scendendole scoprì una grande casa piena di vasi d ' oro e d ' argento e di pietre preziose; portò via tutto quello che poteva e si riprese l ' elefante, portando con sé i tesori in questo modo. Quando la Luna si trova nel Capricorno . Quando la Luna si tro­ verà nel Capricorno e tu vorrai attrarre la sua virtù e il suo potere, quando il Sole appare nel segno del Cancro, entrerai in una casa che possa contenere solo due uomini e la coprirai per sette giorni con rami profumati (vale a dire ogni giorno rinnoverai la copertura con rami freschi). In ciascuno di questi sette giorni suffumigherai la casa con legno di aloe e incenso. Alla fine di questi sette giorni entrerai nella casa vestito di bellissime vesti rosse, facendo attenzione a che la casa sia coperta con una tavola o qualcosa del genere ; e quando vorrai la scoprirai dicendo : "heyerim heyerim falsari falsari tifrat ti­ frat". Poi uscirai dalla casa e ne percorrerai la circonferenza settanta volte . Quindi suffumigherai la casa con due libbre di legno di aloe in un turibolo d ' argento per un ' ora. Poi esci fuori e nuovamente gira intorno alla casa settanta volte. Compiute queste azioni in questo modo, compirai il tuo sacrificio con un gallo, come spesso abbiamo detto, e poi nuovamente entrerai in casa. Qui troverai un uomo sedu­ to al quale per tre volte dirai : "Ti scongiuro per la bella e luminosa Luna, ornata e onorata, di rivolgermi la parola" . Quando ti parlerà chiedigli ciò che desideri e si avvererà. Tutte le operazioni contenute in queste capitolo servono per la maggior parte a guadagnarsi l ' amore. Uno dei miei intimi amici mi ha riferito che una volta aveva posseduto una schiava che poi aveva venduto. Dopo la vendita ardeva d ' amore per lei e aveva chiesto a colui cui era stata venduta di restituirgliela; ma costui si rifiutava.

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Vedendo che non poteva averla in questo modo, mise in atto l ' opera­ zione che abbiamo descritto e immediatamente chi la possedeva co­ m inciò a odiarla. Chiese di ricomprarla a qualunque prezzo e, con­ cordato un prezzo modico, la recuperò. Base di questa operazione e delle altre è che l ' operatore ricerchi naturalmente opere ed effetti buoni e sia lontano dalle opere malvagie; ugualmente deve essere puro e libero da qualsiasi bruttura e il più possibile segreto. Allora proposi di raccontare ciò che accadde al nostro tempo a un tale che voleva attirare la virtù della Luna, che portò a termine questa operazione condottovi da necessità e in una certa notte fu to­ talmente allontanato dal luogo del l ' operazione. E mentre una notte stava attivamente operando, gli apparve una persona con in mano una cosa che gli mise in bocca; subito chiuse la bocca e gli sembrava di non averne mai avuta una. E cosi rimase per quaranta ore pieno di grandissimo terrore e alla fine scomparve del tutto. Quando la Luna si trova nell'Acquario. Quando la Luna si trove­ rà nel l 'Acquario e tu vorrai attrarre la sua virtù e il suo potere - da principio infatti devi sapere che tutti i sapienti antichi concordano su questo, cioè che le regole di queste operazioni sono più utili delle operazioni stesse. E quindi le regole e le operazioni, unite insieme, hanno un effetto efficacissimo e alla fine si giunge a ciò che si desi­ dera. Ma quando le regole non vanno di pari passo con le operazioni, s i genera un grandissimo pericolo per lo spirito e per i l corpo e co­ l oro che non sanno tramandare la pratica delle operazioni incorrono in gravi pericoli e in cose terrificanti, terribili anche da raccontare. Ti dico queste cose per insegnare e per correggere; nessuno infatti ha osato cimentarsi in questa operazione se non chi possiede buona memoria e buone qualità. Quando dunque vorrai operare con la Luna in questo segno, pren­ di tre teste di oca maschio, che metterai sul fuoco in vino invecchia­ to per molti anni fino a che saranno ben cotte, poi le pesterai in un mortaio di ferro o di piombo fino a ridurle a un' unica massa polti­ gliosa; questo deve essere fatto quando la Luna si trova nel Cancro. Poi prendi mezza libbra di cannella, II dramme di sandalo, mezza l ibbra di benzoino secco, 1111 dramme di incenso e un po' di dracon­ tia. Mischia tutte queste cose al vino in cui prima hai cotto le teste e fanne quaranta pezzi che metterai in una padella di ferro sul fuoco fino a farli seccare . Dopo aver fatto queste cose in una notte, vai in un campo quando la Luna si trova nell'Acquario ed è piena. Poniti

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innanzi quindici turiboli, fatti in parte di pietra e in parte d ' argento; si pensa che sia meglio se sono d ' oro e pieni di carboni ardenti . In ciascuno di essi getta quei pezzi e compi i l tuo sacrificio con i l gallo che abbiamo detto. Quando si leverà i l fumo, ti apparirà una persona che alternativamente si renderà visibile e si nasconderà; lo farà molto spesso. Allora prendi tre di quei pezzi e gettali nel fuoco dicendo : "hantaraceret hantaraceret" . Ripeterai queste parole dieci volte . .Allora vedrai quella persona interamente e le rivolgerai la tua richiesta che sarà soddisfatta. Quando la Luna si trova nei Pesci . Quando la Luna si troverà nei Pesci e tu vorrai attrarre la sua virtù e il suo potere, prendi una l ibbra di cavolfiore, la quinta parte di una libbra di succo di platano e m ischiati insieme. Questi succhi li avrai estratti quando il Sole s i trovava n e l l a Vergine e Mercurio avanzante in linea retta; inoltre devono essere pestati in un mortaio di marmo. Fatto ciò, aggiungi IIII dramme di mastice, II dramme di ambra e canfora, una dram­ ma di zibetto e X dramme di sarcocolla. Devi amalgamare molto bene tutte queste cose e vi aggiungerai mezza libbra di sangue di cervo decapitato con un coltello di pietra. Quando il tutto sarà amalgamato, mettilo in un vaso di vetro . Allora vai a una fonte di acqua sorgente e metti il vaso di vetro sopra il cannello della fonte . Poi prendi un turibolo e mettilo su di una pietra in mezzo all ' acqua della fonte di modo che l ' acqua lo circondi. Al lora in esso accendi il fuoco; quando sarà acceso scoperchia l ' apertura del vaso di vetro e vuota i l vaso ne l fuoco, c ioè poco alla volta, fino a versarlo tutto nel fuoco. Poi farai il tuo sacrificio. Ti apparirà un servitore della Luna, al quale rivolgerai la tua richiesta che sarà soddisfatta. Esistono suffumigazioni mirabili e potenti, che gli abi­ tanti dell ' India chiamano calcitarat; con ciascuna di esse si opera sui sette pianeti.

È opportuno che ognuna sia appropriata al pianeta

cui la richiesta è rivolta. In primo luogo, Saturno . Quando vorrai operare per Saturno, digiunerai per sette giorni cominciando dalla domenica; il settimo giorno, cioè sabato, decapiterai un corvo nero dicendo : "Nel nome di Anzi l, che si trova con Saturno. Tu, Anzil, che sei l ' angelo di Sa­ turno ! Ti scongiuro per il signore dell ' alto firmamento di soddisfare la mia richiesta e il mio desiderio". Poi opererai con il calcitarat in ciò che vorrai . Le figure di Saturno sono queste :

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Quando vorrai operare per Giove, digiunerai sette giorni come sopra, cominciando dal giorno di Venere . Alla fine di questi gior­ ni, cioè nel giorno di Giove, decapiterai un agnello, ne mangerai i l fegato e dirai: "Tu, Roquiel, angelo che s e i c o n Giove, fortunato, benevolo, perfetto in fortuna, più grande e bello ! Ti imploro per il signore dell ' alto firmamento di accogl iere la mia preghiera e la mia richiesta e di degnarti di porre in atto ciò che ti chiedo". Poi opererai con il calcitarat in ciò che vorrai . Queste sono le sue figure :

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Quando vorrai operare per Marte, digiunerai per sette giorni co­ minciando dal giorno di Mercurio. Alla fine di questi sette giorni, cioè nel giorno di Marte, decapiterai un gattopardo e dirai : "Tu, Zemeyel, angelo di Marte, sei forte e potente per chi porta armi e per le contese, e sei il signore del fuoco che arde ! Ti impl oro per il s ignore dell ' alto firmamento di accogl iere la mia richiesta e di condurre a effetto la tal cosa per me". A questo punto esporrai la tua richiesta e farai i l cal c itarat per ciò che chied i . Queste sono le sue figure :

Quando vorrai operare per il Sole, digiunerai come sopra per sette giorni cominciando dal giorno della Luna. L' ultimo giorno, cioè do­ menica, decapiterai un vitellino, ne mangerai il fegato e dirai : "Tu, Yebil, angelo del Sole luminoso che è il bene del mondo, signore del giorno e della luce; egli è la fortuna perfetta, e tramite lui si producono disgrazia e danno. Ti imploro per il signore del l ' alto fir­ mamento di farmi ottenere la tal cosa, di soddisfare la tal richiesta". Chiederai ciò che desideri e opererai con il calcitarat. Queste sono le sue figure :

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Quando vorrai operare per Venere, digiunerai da sabato fino al giorno di Venere. Il giorno di Venere decapiterai una colomba bian­ ca; il quarto giorno ne mangerai il fegato e dirai : "Tu, Anbetayl, an­ gelo di Venere, fortunata e bella. Ti imploro per il signore del l ' alto firmamento di fare per me la tal cosa e di soddisfare la tale richie­ sta". Chiederai ciò che desideri e opererai il calcitarat per ciò che vuoi. Queste sono le sue figure:

Quando vorrai operare per Mercurio, digiunerai per sette giorni come sopra, cominciando dal giorno di Giove. L' ultimo giorno, cioè i l giorno di Mercurio, decapiterai un gallo bianco e nero, ne mange­ rai il fegato e dirai : "Tu, Arquil, angelo di Mercurio, signore nobile di buone maniere ! Ti imploro per il signore del l ' alto firmamento di fare per me la tal cosa e di soddisfare la tale richiesta" . Qui farai la tua richiesta e opererai con il calcitarat. Queste sono le sue figure :

t t < � t h V f t t t �. Quando vorrai operare per la Luna, digiunerai sette giorni, co­ minciando dal giorno di Marte. L' ultimo giorno, cioè il giorno della Luna, decapiterai un ariete, ne mangerai il fegato e dirai : "Tu, Cahil, angelo della Luna, chiave del bene il cui principio è lieve ! Ti im­ ploro per il signore dell ' alto firmamento di fare per me la tal cosa e di soddisfare la tale richiesta". Farai la tua richiesta e opererai i l calcitarat per ciò che desideri . Queste sono le s u e figure :

Gli antichi sapienti hanno scoperto tutte queste cose dette sopra; esse hanno molti effetti nelle operazioni della negromanzia, cioè suffumigazioni e simulacri . E i Caldei che dimorano nella terra del-

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la promessa e che una volta erano chiamati Capti sono molto abili in queste operazioni . Riguardo alle loro operazioni, si trovano soprat­ tutto nel l ibro il

De agricoltura Ca/dea. E Abenvaxie, che ha tradotto Libro sull 'agricoltura, elenca tutte le loro operazioni. Anche noi

in questo nostro libro intendiamo parlare di alcune di queste .

CAPITOLO TERZO NEL QUALE SI DICE COSA TRAG�ONO I CALDEI DALLA PROFONDITA O DAI SEGRETI DI QUESTA SCIENZA E COSA HANNO DETTO A RIGUARDO

I magi Caldei infatti furono quell i che si addentrarono di più in questa scienza e in queste operazioni : per questo si ritiene appunto che essi siano i migliori in questa scienza. Gli stessi asseriscono che Hermes per primo formò un' immagine, dalla quale conosceva gli umori del N ilo secondo i movimenti della Luna. Questi fece poi una casa del Sole e così si nascondeva da tutti e nessuno poteva vederlo per i l fatto che non vi era nessuno con lui. Fu proprio lui che costruì una città nell 'Egitto orientale, la lun­ ghezza della quale era di dodici miglia, e nella quale costruì inol­ tre un castello che aveva ai quattro lati quattro porte : nella porta a oriente pose una statua a forma di aquila, nella porta verso Occiden­ te una a forma di toro, in quella meridionale una a forma di leone e in quella settentrionale una con le sembianze di cane. Vi fece entrare solo gli spiriti dediti alle cose spirituali, che parlavano profferendo suoni, né altro poteva varcare le porte del luogo (sacro) senza il loro permesso. Piantò degli alberi in mezzo ai quali ve ne era uno gran­ de, che portava appese ai rami le generazioni di tutti i frutti . Alla sommità di questo castello fece poi edificare una torre che raggiun­ geva i venti cubiti di altezza, sulla cui sommità fece porre un pomo rotondo, i l cui colore cambiava ogni giorno, fino a sette giorni . Alla fine dei sette giorni riprendeva i l colore che aveva assunto per pri­ mo; quella città era poi ogni giorno ricoperta del medesimo colore . di quel pomo : così la città rifulgeva ogni giorno di un determinato colore . Lungo il perimetro della torre vi era grande abbondanza di acqua e in essa vi erano molte specie di pesc i . Attorno al perimetro della città ordinò immagini diverse e generi di qualsivoglia fattura, per le virtù dei quali i cittadini erano lì resi virtuosi ed esenti dalla turpitudine e da cattivi umori. Questa città si chiamava Adocentyn. Costoro erano poi eruditi nelle scienze degli antichi, nelle loro pro­ fondità e segreti, nonché nelle scienze astronomiche.

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Io stesso vidi una costruzione così ordinata per nascondervi un uomo. Quando vorrai riprodurla, prendi una lepre nella ventiquat­ tresima notte del mese degli Arabi e decapitala guardando conti­ nuamente in direzione della Luna. Fai suffumigazioni alla Luna ri­ petendo le parole che ho detto prima; e dirai : "Chiedo a te, angelo dello spirito della negromanzia e del tramonto, tu che eri chiamato Salnaquil ! Per quello ti supplico di concedere virtù, potenza e for­ za a questa operazione, affinché tu ti degni di donarmi ciò che ti chiedo dalle cose in virtù dei tuoi poteri e attributi". Come avrai detto queste parole, prendi il sangue della lepre che abbiamo citato e mischialo con il fiele della stessa. Il corpo lo seppel lirai in modo che nessuno possa vederlo, perché se lo lascerai scoperto da questo momento fino al giorno seguente, cioè fino a che il Sole si levi su di esso, lo spirito della Luna ti rovinerà. Il sangue mischiato col fiele lo porterai con te e lo conserverai per l 'uso. Quando ti vorrai nasconde­ re e non essere visto da nessuno, prendi questo sangue misto a fiele nell ' ora della Luna e ungiti con esso e non tralasciare di dire alla Luna le parole che abbiamo detto, perché mentre le ripeterai scom­ parirai totalmente alla vista degli altri ; da questo potrai ottenere ciò che desideri . Quando vorrai nuovamente renderti visibile, smetti di pronunciare quelle parole, lavati e ungiti con il cervello preso dal la testa di quella lepre dicendo : "Tu, spirito della Luna, svelami e fam­ mi apparire alla gente". Al lora tutti ti vedranno. Questa è una delle opere della Luna, reputata un segreto grande e profondo tra quelli di questa scienza.

CAPITOLO QUARTO

IN CUI SI PARLA DEI SIMULA CRI

E DELLE CONOSCENZE CHE MOLTO GIOVANO A QUESTA SCIENZA

Tutte le cose che abbiamo appena detto in questo nostro l ibro, le abbiamo ricavate dai discorsi degli antichi sapienti e dai loro testi a proposito di questa scienza e delle sue operazioni . Chi avrà letto questo libro e lo avrà esaminato a fondo e avrà interpretato corretta­ m ente ciò che abbiamo detto fin qui si renderà conto del lavoro che ha richiesto la compilazione di questo l ibro da libri diversi a propo­ sito di questa scienza e che sono i fondamenti di queste operazioni . Tra i libri a proposito di questa scienza abbiamo trovato un volume perfetto, composto e conservato da Mercurio sapiente di B abi lonia; in esso si trova un libro di aforismi intitolato

Il segreto dei segreti.

Di questi aforismi ne abbiamo scelti quarantacinque, giudicati di non poca utilità per questa scienza e opera.

Il primo è: Se opererai con cose pertinenti a quel pianeta e della stessa natura di ciò con cui vuoi operare, e inoltre non te ne allonta­ nerai, attirando quel pianeta, ne ricaverai il massimo aiuto in fortez­ za, virtù e potenza. 2: Chiedi al Sole il coraggio e la gloria, il comando degli eserciti, un cuore profondo, una condotta potente, la rovina di re, l' accensio­ ne del fuoco e di portare nelle tenebre la virtù della luce. 3 : Chiedi al la Luna l ' agilità dei movimenti, il corso delle acque, la virtù di scoprire i segreti, di rendere segretamente nascosto il ma­ nifesto e di separare le opinioni unite . 4: Chiedi a Satumo la lentezza dei movimenti, l ' occultamento delle cose pure, la distruzione di città, di umiliare i cuori e di ac­ quietare le acque. 5: Chiedi a Giove l ' accumulo di ricchezze, sogni belli, i l fuggire le tristezze, le fatiche e le controversie, di viaggiare sicuro sia per mare che per terra. 6: Chiedi a Marte la vittoria sui nemici, il coraggio, il governo e il controllo sui movimenti degli animali pericolosi, l ' accensione del fuoco, lo scatenare guerre e l ' ottenere la vittoria sui nemici.

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7: Chiedi a Venere l ' unione delle volontà, la virtù del l ' ardore, la spinta verso le amicizie, di allontanare l ' ozio e la tristezza, di rinvigorire l ' appetito, di aumentare il potere della riproduzione, di moltiplicare i figli, di spegnere il fuoco e di stare con animali miti. 8 : Fai molte su:ffum igazioni, credi fermamente, digiuna spesso, re­ cita molte preghiere, scegli luoghi degni per le operazioni, considera l ' aspetto dei pianeti. Questi sono i fondamenti magici delle operazioni. 9: La tua richiesta sarà lieve se il pianeta cui è rivolta sarà il si­ gnore della tua nascita; altrimenti sarà difficile pervenire al fine che ti sei preposto.

l 0: Negli spiriti si trova la virtù di rafforzare gli effetti dei pianeti, di migliorare le loro qualità e di diminuire e deteriorare i poteri che effondono.

I l : Se l'ascendente è diverso dalla natura della richiesta, questa non si compirà e neppure la preghiera avrà effetto per ciò che si chiede. 1 2 : I simulacri delle stelle fisse sono ritenuti più resistenti di quel­ l i delle retrograde. 1 3 : Se farai aiutare la tua operazione con il pianeta da qualcuna delle stelle fisse della stessa natura, questa risulterà più completa, e più perfettamente quando avrà la forza del pianeta e la durabilità delle stelle fisse. 1 4 : Quando l ' ascendente, la richiesta e i pianeti sono della stessa natura e tu ti servirai del l ' aiuto di una stella fissa e avrai fede e ferma volontà, la tua richiesta sarà soddisfatta agevolmente e sarà rafforza­ ta dal potere del pianeta. 1 5 : Sappi che con la stella di Altair in volo nel suo moto trarrai giovamento negli effetti sui movimenti, mentre con la stella di Altair cadente trarrai giovamento per la quiete. 1 6 : Osserva diligentemente le congiunzioni dei pianeti; infatti quest ' opera ne viene molto aumentata. 1 7 : Il fondamento dei simulacri consiste negli aspetti a seconda delle loro congiunzioni. 1 8 : Poni un indicatore nel Medio Cielo, nella sua posizione e nel suo apice e fai in modo che abbia potenza nel l ' ascendente . 1 9 : Fatti aiutare dal Sole quando vorrai vincere e superare qualcu­ no; allora infatti la tua richiesta si avvererà e si svilupperà facilmente. 20 : F atti aiutare dalla Luna quando vorrai trattenere o conser­ vare qualcosa; allora la tua richiesta si sv ilupperà e si compirà più facilmente .

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2 1 : F atti aiutare d a S aturno quando vorrai umiliare e fare del male a qualcuno ; allora l a tua richiesta si svilupperà e s i compirà più facilmente . 22: Fatti aiutare da Giove quando vorrai ascendere verso il bene; allora la tua richiesta si svilupperà e si compirà più facilmente . 23 : Fatti aiutare da Marte quando vorrai vincere sul desiderio e in battaglia; allora la tua richiesta si svilupperà e si compirà più facilmente. 24: Fatti aiutare da Venere quando chiederai amore e amicizia; allora la tua richiesta si svilupperà e si compirà più facilmente . 2 5 : Fatti aiutare d a Mercurio quando vorrai conoscere e capire e d espellere l ' impurità; allora la tua richiesta si svilupperà e si compirà più facilmente . 26: Infatti la lentezza nel conseguire ciò che hai chiesto dipen­ de da un errore che hai commesso durante l ' operazione o dalla tua mancanza di fede oppure dalla disordinata procedura seguita duran­ te questa operazione. 27: Le operazioni compiute secondo le suffumigazioni e preghie­ re previste sono migliori di quelle fatte in assenza di suffumigazioni e volontà. 2 8 : La luce del Sole e la proiezione dei raggi dello spirito dei pianeti notturni hanno facoltà di separare. 2 9 : L' oscurità della notte e la quiete dei movimenti dello spirito dei pianeti diurni separano. Dopo queste cose, devi osservare rispet­ tosamente qualunque pianeta secondo il suo tempo e secondo ciò che gli è proprio. 30: Un pianeta pesante con la sua lentezza ha un effetto più efficace di un pianeta più leggero, sebbene questi effetti siano più prossimi. 3 1 : Non chiedere un' unione a Marte così come a Venere non si chiede una separazione; e non chiedere ad alcun pianeta di allonta­ narsi dalla propria natura e dal proprio corso. 3 2 : Presterai attenzione alle stelle comete e in ciò che ad esse è pertinente quando appaiono, così come alle stelle fisse. 3 3 : Ti rivolgerai a Mercurio, quando si trova in un segno puro; e lo compiacerai insieme con la Luna. Da qui, infatti, avrai due qualità. 3 4 : Servirai Mercurio per le infermità del capo a causa della di­ versità delle sue qualità. 3 5 : Nelle operazioni rivolte a Mercurio, chiederai la velocità del­ la lingua quando si troverà nella posizione sua propria.

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36: Accade a volte che le cose pertinenti a Marte siano recepite dal Sole e che al contrario quelle pertinenti al Sole siano recepite da Marte. 3 7 : Accade a volte che le cose pertinenti alla L una siano recepite da Venere e che quelle pertinenti a Venere siano recepite dalla Luna. 3 8 : Il Sole ha in odio le cose pertinenti a Saturno mentre Saturno ha in odio le cose pertinenti al Sole. 39: Venere recepisce le cose pertinenti a Giove e Giove recepisce le cose pertinenti a Venere. 40: La Luna ha in odio le cose pertinenti a Marte e Marte ha in odio le cose pertinenti alla Luna. 4 1 : Giove ha in odio le cose pertinenti a Marte e Marte ha in odio le cose pertinenti a Giove. 42 : Marte ha in odio le cose pertinenti a Venere e Venere ha in odio le cose pertinenti a Marte. 43 : Mercurio ha in odio le cose pertinenti a Giove e Giove ha in odio le cose pertinenti a Mercurio . 44 : Dalle opinioni d e i sapienti appare che due sfortune si con­ trastano a causa della diversità e della discordanza che possiedono come naturale essenza. Devi conoscere e comprendere tutto questo alla perfezione. Abbiamo scelto questi aforismi dalle parole dei pre­ detti sapienti. Dal libro intitolato

Centiloquio di Tolomeo abbiamo scelto questi

dieci aforismi. Il primo dei quali è: L'astrologo può trattenere e opporsi con mol­ te operazioni agli effetti delle stelle e delle loro nature se conoscerà queste e le loro opere e se conosce i loro effetti. E può accadere che l ' effetto della stella raggiunga prima quello a cui è diretto il ricevente. 2: Lo spirito di colui che opera aiuta gli effetti celesti come le messi naturali - cioè arare e coltivare la terra aiutano le mess i . 3 : Le forme di questo mondo composito obbediscono alle forme celesti; e da ciò i sapienti nell' arte della magia hanno ordinato di raf­ figurare queste forme quando i pianeti si trovavano in quelle forme celesti, poiché volevano comprendere quella scienza. 4: Servi le sfortune, tramite l oro aiuta te stesso per le cose che vorrai così come i medici traggono aiuto dalle specie velenose in giusta misura. 5 : La corrispondenza di due sostanze acquisita dal le due alla loro nascita nel corso di un determinato ed esclusivo evento. Se vi sarà somigl ianza fra le due in quel caso si armonizzeranno reciproca-

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mente; e ciò che tra loro rimarrà nel luogo più solido otterrà i l con­ trollo e il dominio, mentre quanto verrà a trovarsi nel luogo meno solido si rivelerà malleabile e comune. 6 : La corrispondenza e la mancata corrispondenza fra le case del Sole e della Luna nella loro posizione celeste originaria viene assunta per mutamento astrale e dalla conformità del l ' ascendente del l ' amicizia con quello del l ' inimicizia e della diversità. Tuttavia, il segno del l ' obbedienza e della leale fedeltà è più forte nel caso del l ' amicizia. 7: Nella costruzione di città serviti delle stelle fisse e dei piane­ ti nell ' edificazione di case. Gli abitanti delle città uccideranno con armi e spade fabbricati in Marte o in un' altra delle stelle della sua natura esistente nel cielo. 8 : Vi sono anche effetti in questo mondo derivanti evidentemente per generazione e corruzione da centoventi congiunzioni all ' origine delle quali sono i sette pianeti. Di certo, in ognuno di questi effetti osserverai che vi è la forma del ricevere; infatti dalla stessa forma si completa l ' effetto. 9: Il Sole in verità è un corpo dotato di potenza animale, la Luna di potenza naturale, Saturno di potenza ridotta, Giove del potere di accrescere, Mercurio di misurare, Marte del l ' acuità e del l ' ira, Vene­ re infine della propensione per i minerali . 1 0 : Marte, Mercurio e Venere annunciano l a loro volontà nelle nascite e mostrano la propria opera e il proprio magistero nel giorno stesso della nascita. Detti di Platone. Nei libri di fi losofia scritti da Platone troviamo espresso che nessun altro al pari di Giove è in grado di esibire la verità assoluta. In un passo infatti disse : allo stesso modo in cui sangue, collera, malinconia e flegma sono el ementi del corpo, si­ milmente le virtù di quegli stessi elementi procedono dai pianeti ; pertanto l ' azione d i uno verso u n altro e il subirla i l secondo dei due da parte del primo sono tutte azioni che al i ' inizio del pro­ cesso di generazione derivano dai pianeti. E ancora, in un altro passo, spiega ciò per cui in astronomia manca la verità ed essa in ogni tempo è stata cercata ma non trovata e ovunque si manifesta soltanto a causa della diversità del l ' operatore e in maniera imper­ fetta. A motivo di ciò le dimostrazioni pratiche del l ' astronomia si distinguono nel l ' attività augurale e n eli ' esame delle viscere delle creature alate per trame presagi, che secondo tali tecniche danno

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successivamente prova di sé nel tempo. E per ciò codesto fatto è anche la prova sicura del perché ciò che ancora non è comunque appare destinato ad accadere e a verificarsi . Detti d i Ippocrate. Nei libri d i filosofia medica e naturale d i Ip­ pocrate troviamo : quando Giove sarà signore dell ' anno solare, in quell ' anno vi saranno poche infermità e molti cas i di buona salute, e si moltiplicheranno le generazioni di animal i . Detti di Aristotele. Troviamo nei libri d i Aristotele: a Satumo viene attribuito il dominio, a Giove la giustizia, a Venere l ' alacrità, a Mer­ curio la misurazione, alla Luna le opere e infine a Marte la superbia. Conviene sapere che non ho recitato tutte le cose sopradette in questo luogo se non perché tu potessi sapere e comprendere che i sunnominati sapienti studiavano le profondità e i segreti di questa opera soltanto osservandoli e affinché quelli si unissero insieme a questo, cosicché da essi possano attingere il fine desiderato. Detti di Giovannizio. Giovannizio, figlio di !sacco, tradusse un l ibro di Aristotele, signore dei Greci, l ibro che io ho potuto consulta­ re; quindi, affinché tu sappia acquisire i detti dei saggi lì contenuti e le profondità delle loro considerazioni così come le conclusioni dei loro nobili intelletti, in questa sede io mi sono assunto il compito di riferirli a te. Già vi accennai nel primo libro di questo volume, dal quale andrò ora a riprendeme alcuni. Certuni fra i sapienti di cui qui si parla lasciarono detto: tutte quante le opere e tutti quanti i magi­ steri avranno un luogo d ' accesso il tanto che basta perché a essi si possa accedere per capirl i ; e avranno scale per le quali sarà possibile salire sino alla cima ambita. Questo ancora va detto : che nessuno può a essi attingere senza prima essersi documentato circa ordine e regole. E ancora: in quello che viene chiesto si produce una fonte di pericolo. In verità tutti quanti i filosofi dotti in questa scienza si esprimono così : quanto concesso agli uomini deriva da Dio e dalle virtù celesti. Le cose che dissero le dissero in modo tale da poter nessuno comprendere le stesse a causa delle loro difficoltà e profon­ dità connaturate, salvo coloro che risultino essere versati e iniziati in tali conoscenze. Ma questa opera e questa scienza sono rese per­ fettamente note ai sapienti i quali ormai con giusto mezzo scrutano in ogni cosa. Costituisce un principio di questa scienza conoscere le figure delle stelle del cielo, i loro ascendenti e sapere quali immagini siano loro associate e quali si manifestino senza ricorso ad altre e quali non figurino per esse né quante vengano portate a compimen-

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to senza accrescimento della parte dell ' altra figura. Quando avrai imparato a conoscere tali figure e la loro natura, per la natura delle stesse potrai operare in luoghi pertinenti alla suddetta loro natura, evidentemente in figure di animali secondo conformità e proporzio­ ne con le figure celesti. E se volgi l ' animo verso la giusta armonia e congiungerai e preparerai convenientemente le figure, codesta cosa sarà bosco e insieme radice dell ' opera. Una volta che l ' immagine sarà così stata preparata, si rivelerà durevole e perfetta nei suoi effet­ ti; diversamente se non sarà stata predisposta come nel modo dovuto il suo effetto sarà quello di una condanna secondo le regole della dannazione insita nella materia terrena e strumento di dannazione l ' oggetto stesso di codesta composizione. La sua capacità di essere durevole nel tempo è di pertinenza della stella fissa cui l ' immagine è legata; miglior natura e m iglior effetto del l ' immagine vanno di pari passo con l ' influenza planetaria che ne è causa e determinazione, mentre un effetto più durevole nel tempo si verifica quando viene tenuta in osservazione dalla sorte che la aiuta a fortificarsi e a poten­ ziarsi spiritualmente traendola dal cielo verso la terra. Vi sono poi alcune parole nei nomi degli dèi che fanno discendere gli spiriti dal cielo verso terra. Se colui che opera fra codesti nomi e parole non fosse sapiente e dottamente versato nella natura dei corpi spirituali e stellari, la potenza dello spirito discendente lo annienterebbe; ugual­ m ente non si trova nessuno se non un saggio che possieda la facoltà di operare con codesti nomi. Nelle opere di arte negromantica si ritrovano anche le parole che operano nel sopra detto modo, ma le m edesime, insieme ai termini e ai nomi negromantici, non portano ad alcun risultato se non vengono unite alla virtù di Dio, se non ven­ gono aggiunti il mandato e la grazia divini . Solo allora le alte stelle del cielo si fissano, scendendo lungo la loro orbita insieme con la m ateria terrena, fino al centro della terra. L' immagine infatti viene dapprima ordinata secondo la naturale sostanza per la quale è stata creata e non può trasformarsi senza le formule negromantiche che posseggono tale virtù. Nella misura in cui potrai, bada che non vi sia discordia fra queste nature e figure nelle proprietà del l ' opera e che tu stesso sia privo di discordia. La grazia della parola: il maestro facendo l ' immagine del leone deve essere di alto cuore e vigoroso né aver paura di alcun animale esi­ stente in natura; anzi, deve essere uomo che vede altro oltre al leone e sapere e conoscere la sua natura e conoscere pure le cose che lo

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portano all ' ira e alla cattiva volontà. In questo gli antichi sapienti non sono concordi nello stesso ordine. Ma quando le cose saranno state preparate come abbiamo detto, esse perverranno senza ecce­ zione al fine desiderato. Parimenti, quando vorrai comporre qualsiasi immagine, prepara la stessa nel tempo durante il quale tale animale si muove e nel corso del quale la sua natura si rafforza; infatti in codesto modo si rinsalda la potenza della stessa immagine. Ugualmente accertati di farlo in quell ' arco di tempo in cui non gli accada alcun accidente . La grazia della parola, a proposito del leone : non fare un' immagine di leone nel tempo in cui risulta febbricitante; infatti l ' opera del l ' immagi­ ne è debilitata in quanto a virtù. Tutti i moti del cielo, infatti , sono mossi nella stessa figura terrena dalla virtù divina. Allo stesso modo osserva il moto di quella stella dalla quale vorrai ricavare la durevo­ lezza della virtù propria della detta immagine, affinché non giunga a impedire che l ' opera del l ' immagine venga costruita. Ugualmente, osserva due figure, evidentemente opera principale della figura del segno dei gradi e fonte del loro movimento, affinché nulla sia loro di impedimento, mentre si muovono nel loro cielo libero, similmente si muoveranno le virtù dell' immagine nel l ' andare e nel ritornare, nel l ' elevarsi e nel deprimersi . Così osserva, nella miglior manie­ ra possibile, congiunzioni, opposizioni e configurazioni stellari nel costruire l ' immagine, il perché del manifestarsi della sua figura nel cielo e l ' occultarsi delle sue contraddizioni. Sappi infatti che se nel costruire l ' immagine non osserverai le regole sopradette, l ' effetto della medesima non verrà ottenuto. Geber Abenhayen disse nella sua scienza espressa in parole : l ' o­ pera dell ' immagine è simile all ' effetto della natura, non senza cono­ scere la pertinenza delle stelle con gli animali, degli alberi con le pie­ tre, dei pianeti con le stelle fisse, né facendo a meno della conoscenza dell ' aspetto dei segni per i luoghi terreni o del moto dei cieli per l ' a­ stronomia, e di altri argomenti come le case e le esaltazioni dei pia­ neti, le loro longitudini e latitudini, le mansioni della Luna, la natura terrena dei luoghi e le loro acque, le terre, le piogge, la neve e le loro terre, i mari, i tempi, in quale luogo distino dalla linea del l ' equino­ zio, quali animali generino maggiormente in quel medesimo luogo, quali effetti permangano fra gli animali, tanto nei rettili quanto negli altri, i tempi durante i quali dai detti animali non si ha generazione e quelli durante i quali invece ciò accade, quando sapere è necessa-

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rio; certamente nella costruzione del l ' immagine sopradetta l 'opera sarà armoniosa poiché non vi sarà alcunché di difficile per lei. Nella costruzione delle sopradette nature (evidentemente nell ' opera delle immagini) vengono reputati più idonei per tale compito pietre, alberi e animali per il fatto che gli alberi bruciano facilmente e lo stesso av­ viene per la putrefazione animale. Gli effetti degli animali sono due - il primo evidentemente legato al fine di guadagnare, sfruttarli nei campi, scacciare e mettere un altro. E anche i tempi in tali casi sono due, altrettanti i moti - evidentemente il tempo di ricevere e guada­ gnare e il tempo di cacciare e far fuggire. Questo in capitoli viene considerato in termini di opposizioni di gradi. Quanto alle pietre, in esse in verità si cela un segreto della massima importanza, vale a dire il seguente : quando un qualche animale - evidentemente che vorrai far fuggire - si mostra per sua natura caldo, la pietra deve allora esser fredda; se al posto dell 'animale si parla dell ' uomo, la pietra allora sarà secca e viceversa. Da ciò si comprende che se vorrai mettere in fuga le vipere e le vespe dovrai ordinare all ' opera di trasformarsi in corniola e diamante e simili; ma se nella loro natura fossero freddi come lo sono scorpioni, cimici, mosche, pidocchi e simili, ti toccherà allora operare con pietra calda come lo sono la malachite, i cristalli, con i l bronzo, l' oro e simili. Questo è quanto viene posto in opera per favorire la fuga. Le opere che mirano invece ali ' utilizzo agricolo e al guadagno devono venir realizzate in condizioni convenienti e pertinenti come nel caso delle opere delle vipere, affinché tu faccia come per quella in oro, bronzo e simili. Tutto questo accade per con­ venienza di complessioni, direzione dei movimenti, diversità delle congiunzioni e dei moti nel medesimo tempo delle congiunzioni e di sostanza dei movimenti celesti; infatti le figure e le forme devono essere nella forma e figura di quel l ' animale per il quale l ' operazione si compie, come la figura del topo in quella del topo, la figura del verme in quella del verme, la figura dello scorpione in quella dello scorpione. Dico infatti a te che, se la quantità di pietre della quale si compone l ' immagine risulta essere grande (evidentemente del peso variabile da un' oncia a una libbra), si può attingere la sua virtù e potenza da qui sino a cento leghe. Questo tuttavia gli compete in quanto sostanza composta nella sua figura naturale senza alcun moto ed effetto se non quello esclusivo di ritornare al suo luogo naturale, ma non secondo sostanze e corpi naturali. Gli spiriti godono infatti di spazi più vasti rispetto a quelli più circoscritti dei corpi.

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Come dice Platone : i corpi sono contrari agl i spiriti poiché alla vita degli uni è legato il sostentamento degli altri. E aggiunge : dove­ te sostenere il fine dei vostri corpi a causa della vita dei vostri spiriti, evidentemente poiché i corpi sono ancelle degli spiriti e servono a loro nella loro generazione e a tutte quante le loro opere. Non dovete infatti in alcun modo chiedere ai vostri spiriti che servono ai vostri corpi di uccidere un morto per la vita del vivente né di uccidere un vivo per amore del defunto . E ancora domandarono a lui : Per quale ragione lo spirito è ucci­ so dal moto delle corde? Ed egli rispose a quanti gli domandavano ciò: Poiché la natura muove con le sue potenze lo spirito razionale e animale a causa della somiglianza manifesta della sua natura che è secondo il corpo; così è verso lo spirito del l ' ordine del l ' amicizia, dell ' amore e della vittoria. Poi ogni volta che congiunge le parti divise e ogni qual volta separa le parti congiunte . In seguito, quando la natura con moto congiunto si muove (intendo qui la congiunzione di parti), allora due spiriti si uniscono in amore spirituale proprio; e si unisce all ' intelletto razionale. E spirituale è il primo, per la quale causa vede il suo mondo; così puro e semplice viene formato. Quan­ do è mosso da moto disgregato, attrae a sé lo spirito animale e per­ viene alla corrispondenza corporale. Così al termine della vittoria lo spirito razionale gioisce e domina la delicatezza per la sua somi­ glianza con essa, che è legata affettivamente alla parte del l ' ordina­ mento razionale. Gioisce similmente lo spirito animale per le parti e corde divise secondo similitudine distinta dalle parti della natura stessa. Questo accade perché lo spirito ha in sé forme mirabi li che non può attrarre verso la natura; quindi il motore della natura giova nelle sue sostanze corporal i (intendo dire i corpi delle corde e i loro pesi) e allora lo spirito è ucciso dal moto di quelle figure che a causa della ragione non possono venire attirate. Lo spirito attrae esse per le figure, i moti sottili e le visioni del l ' occhio e delle altre membra del corpo . Ma tu che ti proponi di adoperarti in questa scienza, cerca di assuefare i l tuo spirito e i pensieri tuoi nelle cose in cui esercitavano codesti uomini e combatti con il tuo spirito al punto da attingere quei medesimi insegnamenti che raggiunsero i sunnominati sapien­ ti. Gli antichi saggi in verità nel sonno e nella veglia insegnavano a muoversi verso lo spirito con le seguenti parole: Assuefate i vostri spiriti nelle visioni poiché a voi potranno così venire incontro mol­ te cose; nel sonno potrete guadagnare quelle che da svegli potreste

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solo m inimamente attingere. Ma questo viene compreso in u n tempo nel quale i sensi vigilano manifesti e i sensi nascosti sono indeboliti né appaiono in grado di portare a termine i loro effetti . In un tempo invece in cui i sensi manifesti riposano e non si adoperano a pro­ posito di nulla, allora i sensi nascosti agiscono secondo il vigore del pensiero e del l ' immaginazione, della memoria e della conside­ razione esistente nello spirito. In quel caso la forza di quest' ultima è semplice né è impedita da alcun ostacolo; allora infatti i l calore è nascosto. Mentre se esso è occultato, le qualità superficiali del corpo svaniscono. Devi sapere, tu che persegui questa scienza che, quando avrai assuefatto il tuo spirito come si è detto, allora visioni si mani­ festerann o a te nel tempo e starà a te capire e perseguire quelle che sono necessarie.

CAPITOLO QUINTO IN CUI SI MOSTRA QUALI SONO LE DIECI SOSTANZE NECES SARIE A QUESTA ARTE E COME QUESTA SCIENZA NE TRAGGA VANTAGGIO; E QUALI SIANO LE RADICI DELLA NEGROMANZIA Gli antichi sapienti, che scoprirono questa scienza, non pervenne­ ro a ciò che volevano raggiungere se non per mezzo di un continuo lavoro, indagando e provando ogni cosa, sia nella veglia che nel sonno. Seguendo quindi questa strada, seppero di potere distinguere due conclusioni se prima avessero conosciuto dieci arti. Delle quali cinque si reputano necessarie per coloro che studiano il diritto e cin­ que per coloro che studiano la filosofia. La prima di queste è l ' agricoltura, l ' arte di solcare i mari e di governare i popoli, poiché essa è la prima delle arti necessarie al governo delle città e dei regni e non può avvenire se non per mezzo delle scienze antiche, sulle quali si possono trovare moltissimi libri . E, dopo questa, vi è l ' arte di condurre i soldati, governare gli eserciti, fare scontri e battaglie, richiamare animali e uccelli e ingan­ narli ; e anche su questo si trovano libri in gran quantità. Dopo queste, vi sono le arti civili, per mezzo delle quali gli uo­ m ini si aiutano. In base a ciò vi sono la grammatica, la divisione di idiomi, il raziocinio, l ' arte di dare giudizi , di comprendere ragioni e diritti e tutte quelle cose che seguono queste, come quelle scritte con le relative pertinenze "avrò comprato" e "avrò venduto": in verità, rispetto a queste cose si possono trovare moltissimi l ibri . Segue poi l ' aritmetica e tutti i libri per mezzo dei quali si possono conoscere i numeri e le cose simili a queste . Poi viene la geometria, nella quale coesistono nozioni pratiche e teoriche : da esse s ' impara l ' arte di misurare la terra, alzare pesi, co­ struire opere ingegnose, condurre acque, costruire macchine volanti e specchi ustori. Segue l ' astronomia, che ci consente di conoscere le orbite dei pianeti e i giudizi delle stelle. Di seguito si distingue di reperire l ' arte musicale, sotto la quale sono compresi il cantare, il ballare e il comporre.

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Dopo questa c ' è l ' arte della dialettica, divisa in otto libri, verso la quale ci indirizza il sapiente Aristotele. Quindi viene la fisica che si divide in due, ossia quella teorica e quella pratica. Dopo questa, segue l ' arte della natura, che Aristotele e altri filo­ sofi sapienti fondarono; su quest' arte vi sono moltissimi libri, che abbisognano di molte glosse e interpretazioni . Il primo di questi libri è intitolato

Modus naturalis (Modo naturale), il secondo Liber celi et mundi (Libro del cielo e del mondo), il terzo Liber generationis et corruptionis (Libro delle generazioni e delle corruzioni-malattie), il quarto Liber signorum quae apparent in celo (Libro dei segni che appaiono in cielo), il quinto Liber minerarum (Libro del mondo mi­ nerale), il sesto Liber vegetabilium (Libro delle cose vegetali), il settimo Liber animalium motuum (Libro dei movimenti degli anima­ li), cioè degli spostamenti da un luogo all ' altro. Segue poi la metafisica, circa la quale costruì una teoria Aristote­ le in tredici libri : colui che veramente li abbia letti e assimilati sarà un sapiente completo e riuscirà a raggiungere la perfezione del l ' a­ mato desiderio. Dopo tutte queste cose, le due conclusioni alle quali abbiamo ac­ cennato possono essere conseguite in base alle dieci arti predette. Ma chi non ha conosciuto queste dieci arti mai potrà giungere alle suddette conclusioni . Certamente desideriamo che tu ti affretti nelle cose fin qui ora dette e ascenda alle scienze predette per impararle, poiché quando sarai perfetto in esse vi attingerai le medesime cose che vi attinsero gli antichi sapienti e capirai le opere dei sapienti e le scienze dello spirito e farai ciò che essi stessi hanno fatto; e secondo quanto avrai fatto in relazione alle cose dello spirito, in quanto consiste nelle for­ ze degli enti dotati di anima, riceverai grazia dall 'Altissimo : ed è questo che si comprende dai suddetti segreti dei profeti . Dopo ciò viene l ' amore; infatti le potenze consistono soprattutto nell ' amore. E nota che l ' amore è duplice e cioè amore acquisito per virtù e amore impregnato di vizi . L' amore acquisito per virtù è quello di cui parliamo, e tu dovrai volgere lo sguardo solo verso questo e in nessun altro ; l ' amore impregnato di vizi è l ' amore per i vizi del corpo e per le forme material i : da questo amore dunque cercherai di fuggire per quanto ti sarà possibile.

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D ' altronde è scritto nei libri dei sapienti che i l legame tra pro­ porzioni e convenienze agl i spiriti consiste nel primo tipo d ' amore. Lo spirito umano si divide in tre parti, cioè spirito animale, spi­ rito naturale e spirito razionale . Qualora lo spirito naturale abbia il sopravvento sugli altri spiriti dell ' uomo, un tale uomo sarà allora amante del bere e del mangiare e di nessuna altra cosa. Se è lo spi­ rito animale a superare gli altri, l ' uomo non amerà alcunché se non il vincere e il superare i consimili. Ma se è lo spirito razionale a prevalere nel l ' intel letto, allora l ' uomo sarà amante delle cose buone e delle scienze e di nient ' altro. Tutto questo accade in modo tale che nessuno può evitare che un pianeta non giovi alla propria nascita: tale pianeta è detto signore della natività. E così sappi che se signori della natività di qualcuno sono stati Luna e Venere, allora un tale uomo sarà amante delle don­ ne e dei divertimenti. Se lo sono stati Sole e Marte amerà il potere, superare e vincere gli altri . Se, al contrario, lo sono stati Giove o Mercurio, un tale uomo amerà sapere, imparare e capire le cose buo­ ne e sarà amante di ciò che è buono e giusto. Per questo, dalle cose predette, risulta che qualunque cosa vi sia in ciascuno, essa apparirà tanto nella sua natura che nel suo amore . E certo l ' amore che s i riversa sulle cose terrene si acquisi­ sce nel l ' aspetto e valendosi di tale aspetto cresce continuamente, così come aumenta il grano in terra dal suo seme o l ' albero quan­ do è piantato o lo sperma negli animali quando è ricevuto dalla femmina. In esso l ' aspetto è come la materia, poiché l ' aspetto è principio di tale amore, così che valendosi di quella cosa amata e guardandola col viso tale amore cresce e aumenta e quella cosa s i unisce con lui e il loro spirito d iventa uno sol o : questo difatti è l ' amore corporale tra due spiriti che diventano amici, nei quali si scorge amore. Che se l ' amore giungesse in uno spirito razionale, esso amerà ciò che è del suo medesimo genere, cioè le forme di sapienza, le scienze, le bontà ben definite, le virtù, i valori eterni nei quali certo non si scorge una fine. E, a buon merito, questo amore per ciò che è buono, notabile e razionalmente alto è detto spirito. Gli altri amori cui abbiamo ac­ cennato sono invece cattivi e giustamente da abbandonare, poiché in essi vi è la malizia dello spirito e da una tale amicizia e legame e continuazione di spiriti risulta che ciò che si guarda si corrompe ed è destinato a perdersi .

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Platone infatti nel libro

De anima (Sul! 'anima)

disse : "Le com­

plessioni secche e malinconiche e le fonti secche sono fattori di infermità e di corruzione, per cui è opportuno che vedano e siano convertiti in quelli. In questo sono simil i a un animale secco che indugia in terre e monti caldi e secchi. Queste cose difatti dannano e corrompono chiunque vi si avvicini o indugi in essi e fanno que­ sto molto velocemente; del pari dannano e corrompono per mezzo del l ' aspetto verso cui sono rivolti gli occhi; in base a ciò, colui che con malignità guarda la sua complessione guarda lo spirito ed è di conseguenza dannato e corrotto quello che da lui è veduto".

CAPITOLO SESTO MOSTRA COME DEVONO ES SERE FATTE LE SUFFUMIGAZIONI DELLE STELLE E UN COMPOSTO NECESSARIO A QUESTA SCIENZA

Un saggio del l ' India, molto dotto in questa scienza, trovò il modo di produrre suffumigazioni composte e di congiungere le nature ter­ rene con quelle celesti . In verità, gli Indiani si servivano di tali suffumigazioni in tutte le loro operazioni e per ottenere tutti gli effetti desiderati, e con queste attiravano gli spiriti dei pianeti, introducendoli in ciò che volevano e facevano quello che desideravano. Quest' opera non è propria di una sola attività, ma può adattarsi a ogni suo singolo effetto o opera in base agl i influssi tipici di ciascun pianeta, come abbiamo detto spesso in questo l ibro. In base a tutto ciò le varie operazioni sono connesse con (diversi) suffumigi. Suffumigazione di Saturno : prendi per ognuno once C di frutti di mandragola, di foglie di olivo essiccate, per ognuno once X di grani di mirabolano nero, di ceci neri secchi, per ognuno once XXX di cervello di corvo nero e di gru, essiccato, per ognuno once XL di sangue di maiale e di scimmia secco, pesta e amalgama bene il tutto. Fanne delle pillole grandi mezza oncia, nel fabbri­ carle opera con la potenza spirituale di Saturno, come abbiamo detto al capitolo sesto del terzo libro di quest ' opera. Quindi falle indurire e riservale ali 'uso. Suffumigazione di Giove. Prendi per ognuno once X di fiori di balsamita e di mirto, tutti essicati, once XIII di incenso, per ognuno once IIII di noci pelate, di avellane pelate e secche, per ognuno once XL di cervello essiccato di gallo, di colombo e di anatra, per ognuno once XX di sangue di pavone e di cammello essiccato, per ognuno mezza oncia di noce moscata e canfora, fa inoltre attenzione che i tipi di sangue che menzioniamo riguardo a questa suffumigazione non vengano estratti dal cuore degli animali. Pesta e amalgama per bene tutti questi ingredienti, come abbiamo detto sopra, per il resto segui le istruzioni fornite riguardo alla suffumigazione di Saturno.

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Suffumigazione di Marte. Prendi per ciascuno grani XL di as­ safetida rossa, senab, convolvolo, per ognuno once 1111 di serapino (gomma resina) e di tintura di oro rosso, per ognuno once XX di cervello secco di passeri e di scorpioni, once XL di sangue di leo­ pardo, once X di grasso di serpente rosso. Pesta e amalgama bene il tutto, per il resto regolati come sopra si è detto riguardo alle altre suffumigazioni . Suffumigazione del Sole. Prendi per ognuno once X di fiori della spiga del nardo, di sandalo giallo e rosso, per ognuno once VI di cipe­ ri, timo e cassia rossa !ignea, once II di costo, per ognuno once XX di cervello e sangue di aquila e gatto. Lascia seccare questi ingredienti, poi esegui tutte le operazioni sopra indicate, nello stesso ordine. Suffumigazione di Venere . Prendi per ognuno once VII I di bac­ che d ' alloro e di grani d ' incenso, per ognuno once XX di gomma e di gambi di giusquiamo, per ognuno once 1111 di gambi di polio e di benzoino, once II di borace, per ognuno once XVI di cervello essic­ cato di passeri e di avvoltoio, once XL di cervello secco di cavallo. Pesta e amalgama bene il tutto e regolati come hai fatto per le altre suffumigazioni. Suffumigazione di Mercurio. Prendi per ognuno once XX di fiori di giusquiamo, di foglie d ' indaco, di asaro, per ognuno once IIII di ambra e di testicoli di rospo, once II di ammoniaca color rubino, per ognuno once XX di cervello di cornacchia, di upupa e di tartaruga, once XL di sangue di asino. Mescola e amalgama tutti questi ingredienti dopo averli fatti sec­ care e averl i pestati bene, per il resto fa come sopra. Suffumigazione della Luna. Prendi per ognuno once C di foglie di pesco e di cinnamomo, per ognuno once XX di giaggiolo e di benzoino secco, once X di cumino, once 1111 di grasso di serpen­ te bianco, per ognuno once XX di cervello secco di lepre bianca e di gatto nero, once XL di sangue di volpe. Pesta e amalgama bene i l tutto; esegui poi operazioni nello stesso ordine delle precedenti. Ricorda che tutte le suddette preparazioni di tutti i pianeti devono essere amalgamate con miele schiumato e devono essere poi c onfe­ zionate in pillole come si è detto riguardo a Satumo . Mentre compirai queste operazioni opera sempre con la potenza del pianeta per il quale viene preparata tale confezione, cioè con la sua potenza spirituale, come si è accennato nel capitolo sesto del terzo libro . Parimenti non devi mai smettere di recitare formule e

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3 29

preghiere proprie di quel pianeta. Fa in modo che nessuno veda que­ ste suffumigazioni e che esse non siano toccate dai raggi del Sole, della Luna, conservale in un luogo scelto e in un vaso fabbricato col metallo proprio di quel pianeta che riguarda tale operazione. Se non seguirai tali i struzioni, tutta l ' opera andrà perduta e il danno rica­ drà sul l ' operatore. Dopo questi argomenti ti indicherò i rimedi con i quali eviterai ogni danno che possa provenire da queste operazioni. Questo sapiente indiano in un suo libro espone una scoperta me­ ravigliosa che voglio riferirti : essa riguarda le opere di Mercurio, la sua natura profonda e i suoi segreti, cioè gli spiriti che concernono il conoscere, il capire e l ' imparare. Sappi che ciò deriva dalle scienze meravigliose e dai profondi segreti degli Indiani. Quando un sag­ gio del l ' India voleva predicare al popolo, ungeva se stesso e i suoi collaboratori con questa m istura; grazie a essa abbondava in lui la virtù dello spirito, che gli conferiva grazia, abilità e fortezza in grado superiore a tutti, che gli obbedivano. Questa è la sua ricetta. Prendi per ognuno once XL di sego di cornacchia, di grasso di granchi di mare, di sego di bestiame, sangue secco di upupa, once XX di am­ bra, per ognuno once X di foglie secche di melograno e di seme di sydrac, un' oncia di costo. Pesta e amalgama bene insieme i l tutto e mentre compi le dette operazioni invoca in esse lo spirito di Mer­ curio, recitando senza interruzione le preghiere del l ' angelo di Mer­ curio che abbiamo esposto in questo nostro libro. Compiute queste operazioni, come indicato prima, conserverai tali cose in una scatola fatta di argento vivo rappreso; esse sono utili per gli scopi suddetti sia come unguento che come suffumigio e tali scopi appartengono alle meraviglie e ai segreti di questa opera. Quando i sapienti indiani volevano parlare alla folla, ungevano sé e i propri collaboratori con quest' unguento, il quale accresceva la loro virtù intellettiva e spiri­ tuale, faceva accettare in modo devoto le loro parole a tutti, renden­ doli obbedienti ai loro discorsi. Questo preparato, che appartiene allo spirito di Saturno, è composto nel modo seguente: prendi per ognuno once XL di grasso di porco e di orso, per ognuno once XX di cassia e di semi di grano e di lupini, once X di grani di mirabolano, once XXX di sangue secco di elefante. Pesta e amalgama bene tutto insie­ me e compi tutto nello stesso ordine che abbiamo indicato sopra. Nel fare ciò attrai su di esso la virtù spirituale e celestiale pronunciando la preghiera dell ' angelo di Satumo che abbiamo illustrato in questo libro . I sapienti indiani mostravano per lo spirito questo composto

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330

in modo che non venissero ascoltate le altre persone e venissero ob­ bediti gli operatori . Voglio ora illustrarti un procedimento senza il quale non possono essere confezionate le suddette suffumigazioni e gli unguenti relativi ai pianeti.

È

opportuno che tu metta in atto

questo procedimento per effettuare in modo più efficace l ' attrazione della virtù spirituale del pianeta, tutto ciò è considerato un segreto di estrema profondità e importanza. Quando vorrai procurarti il sangue e il cervello necessari a questi unguenti e suffumigazioni, decapiterai gli animali appropriati e ne farai un sacrificio, poiché l ' attrazione degli spiriti è resa più facile dal sacrificio e dalla suffumigazione. E quando vorrai compiere un tale sacrificio, poni il pianeta cui vuoi attirare lo spirito nella sua esaltazione e libero da accidenti celesti . Non permetterai a nessuno, poi, di vedere il seguente preparato, che conserverai in una scatola di piombo. Tale preparato protegge e difende coloro che confezionano le suf­ fumigazioni dai danni degli spiriti planetari . Questa preparazione ha una virtù e una potenza generale, sia in tutte le operazioni ri­ guardanti i pianeti e nelle invocazioni dei loro spiriti, sia contro le sostanze velenose e molto potenti e protegge i maghi in modo che non ricevano nocumento da tutto ciò. Questa è la sua ricetta: prendi once VI di cervello di scorpione, once 1111 del cervello di un cane bianco, per ognuno once VIII di cervello di pavone e di coturnice (questo è quale), once 1111 di cervello di passero, once Il di cervello di avvoltoio, once VI di sangue di riccio maschio , per ognuno once XX di cervello di asino e di upupa. Mescola insieme tutti questi cer­ velli e lasciali seccare. Dopo, pestali e aggiungi per ognuno once 1111 di sandalo bianco e giallo, di cinnamomo e di spiga di nardo, un ' on­ cia di serapino, once XX di ambra, once VI di ammoniaca, once X d ' incenso, once 1111 di muschio, once II di canfora, once XVI di quie (che è una specie di gomma), once III di mandragola. Mescola bene il tutto dopo averlo pestato e amalgamato con olio di ligustro ben fatto. Fanne sette pillole rotonde e falle seccare all ' ombra. Mentre preparerai questa confezione dei pianeti non smetterai di pronuncia­ re le loro preghiere e quelle dei loro angeli. Una volta preparate le pillole che abbiamo detto, le conserverai in una scatola fabbricata con tutti i sette metal li dei sette pianeti, di modo che gli spiriti dei pianeti dimorino continuamente con esse. Chi dunque desidererà compiere una qualche opera concernente i sette pianeti o qualche altra di quelle celesti tenga con sé una di queste pillole per tutta

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l a durata del l ' operazione, poiché fintanto che terrà con sé una di esse non riceverà nessun danno da parte degli spiriti dei pianeti. Gli antichi sapienti si tutelavano dai danni dei detti spiriti proprio con questa sostanza; sappi dunque che questo è un segreto molto grande e utile, custodiscilo e conservalo dunque con la massima diligenza. Ho scoperto invece l ' unguento che segue, detto unguento del Sole, nei l ibri dei sapienti; esso è utile per ottenere simpatia, onore, potenza, il favore di re, soldati e potenti. Prendi una fiala di vetro e poni in essa olio di rose del migliore, puro e limpido. Nel giorno di Marte alzati in piedi di fronte al Sole, mentre esso si trova nel segno dell'Ariete o del Leone e nel grado del l ' ascendente e la Luna è in posizione amichevole rispetto a lui ; allora prendi detta fiala nella tua mano destra e col volto diretto al Sole di ' : "Dio ti salvi, o pia­ neta, pieno della tua luce e bontà! Quanto sei bello e buono nella tua origine e ornato nel tuo spirito ! Tu sei il Sole, e con la tua luce, il tuo spirito e il tuo potere governi il mondo. Tu sei la candela del cielo, i l lume del l ' universo, i l fattore primo di tutte le cose generate; e questa potenza ti è stata data da Dio. Tu sei il Sole, che nel tuo volgerti nel tuo cielo osservi i quattro angoli del mondo . La divina potenza ti ha concesso la luce e la bellezza, tu concedi alla Luna la vita luminosa, ossia la luce dal suo principio sino alla fine senza al­ cun velo. Ti prego dunque di concedere a me, cosparso di quest ' olio, amicizia, benevolenza e accoglienza am ichevole in modo che la mia amicizia e la mia volontà stiano a cuore a tutti, e che per questo io possa avere la benevolenza e la riconoscenza di re e di uomini sia potenti che infimi. Io sono il tal dei tal i . Ti prego e ti scongiuro per la tua dominazione di instillare i l desiderio della mia amicizia e amore per me nei loro cuori, nelle loro lingue e in tutti i luoghi nei quali si trovino, e nei luoghi dei loro divertimenti, di modo che gioiscano nel vederm i e della mia compagnia, in mezzo alle gioie che sono soliti concedersi secondo le loro abitudini. Ti scongiuro, o signore, per l ' angelo Ancora, che risiede nel quarto cielo, e per [Anchutyora, Acturie, Ahudememora] Behartyon, Actarie, Ahude , in modo che tu ponga in questo olio che tengo nella mia mano l ' a­ more e la benevolenza dei cuori dei re, dei potenti e degli uomini altolocati, affinché mi ricerchino con desiderio, e io non abbia ne­ mici nel l ' universo e tutti mi apprezzino e amino con sentimento di obbedienza, non trasgrediscano la mia volontà e ricerchino anzi la mia gratitudine. Ti scongiuro, o signore, per Behibi lyon, Celyube-

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ron [beson] , che dimorano nel quinto cielo, di aprire i loro cuori e legare le loro lingue perché non possano dir male di me e non rie­ scano neppure a trovarne motivi nelle mie parole od opere, e legale come ti ho chiesto, ora e per sempre. Ti supplico, o signore, per Zanceb, angelo del sesto cielo, di chiudere le bocche dei miei nemi­ ci, e di infondere anzi nei loro cuori amore e zelo nei miei riguardi. Ti scongiuro, o signore, per Barmaot, che risiede nel settimo cielo, di concedermi con il tuo spirito e grazia amore, benevolenza, buona fama e buona accoglienza nei cuori di tutti gli uomini di giorno e di notte. Ti scongiuro per il nome che ravviva gli amori e le amicizie e unisce e fonde i cuori degli amanti, affinché tu infonda nei cuori di tutti loro un amore e una benevolenza per me, che durino ora e per sempre. Amen". Pronuncia dodici volte questa preghiera, dopo aver svolto le ope­ razioni preliminari suddette . Quindi conserverai quest ' olio con la massima cura. Quando poi desidererai avvicinare re, signori e persone impor­ tanti ungi con esso il tuo volto e riuscirai ad accedere a chi vorrai, ricevendo un ' accoglienza mirabile. Abbiamo trovato la descrizione di questa operazione, come le altre, nei libri degli Indiani; essa è sempre praticata da loro in ogni affare.

CAPITOLO SETTIMO GLI ARGOMENTI RIGUARDANTI LA NEGROMANZIA RITROVATI NEL LIBRO L 'A GRICOLTURA CALDEA ,

TRADOTTO DAL CALDEO IN ARABO DA ABUBNER ABENVAXIE Nel libro

L 'agricoltura Ca/dea,

tradotto dal Caldeo in Arabo da

Abubner Abenvaxie, abbiamo ritrovato molte operazioni negro­ m antiche e moltissime sostanze utili in questa arte che ora andremo a descrivere. In una pagina di quel libro si narra che un giardinie­ re, mentre dormiva una notte sotto un albero di alloro, abbia udito quest' albero parlare e dire : "O uomo, guarda se potrai trovare in questo tuo giardino un albero che superi la mia bontà e bellezza; non ho mai trovato nessuno che potesse dire di aver trovato un al­ bero m igliore, più bello, illustre e prezioso di me". Il giardiniere gli rispose: "Dimmi perché dici queste cose e che cosa significano", e l ' albero : "Ti dico questo perché tu mi riconosca e mi onori tra gli altri alberi. Sappi che sono onorato e apprezzato da G iove che mi ama e rispetta, quindi ti dico di onorarmi sopra tutti gli altri alberi e di adorarmi nel periodo opportuno; infatti , ti insegnerò un ' opera meravigliosa e utile da cui potrai ottenere grandissimi vantaggi . Al­ zati allora a mezzanotte, portando nelle tue mani del l ' olio di ghian­ da, con il quale devi ungerti il volto . Volgi quindi il capo verso il cielo guardando Giove e di ' : ' O Giove, che sei la fortuna delle fortune ! Ti prego, per l ' importanza e l ' onore che l ' albero di alloro riveste presso di te di concedermi di vivere per i quindici anni a venire ' . Fatto ciò, vivrai sicuro per tutto il periodo suddetto. Ti dico in verità che se compirai questo rito, troverai che funziona e non fallisce e potrai in questo modo giovartene. Da tale opera potrai comprendere l ' onore e l ' amore che mi legano a Giove e come egli mi prediliga e apprezzi". Per di più, sempre in detto libro, parlando delle proprietà di quest' albero, continua: "Il profeta Adamo disse che se prenderai quattordici semi del frutto del l ' alloro e li ridurrai in polvere dopo averli fatti seccare bene e porrai questa polvere insieme con aceto in un bacile pulitissimo, che toccherai con una bacchetta di legno

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di fico, potrai rendere indemoniato chiunque tu voglia, dandogli da bere questa polvere così preparata. Sembrerà che infatti egli sia pos­ seduto da un demone fortissimo e nessuno potrà accorgersi del vero motivo. Cura: dagli tre rafani colti a metà della pianta con tutte le loro foglie in modo che non ne resti nul la; quando questi raggiun­ geranno lo stomaco e vi rimarranno per un po' egli sarà liberato dai sintomi suddetti". Riguardo ali ' albero di alloro si sa per esperienza che, se prenderai le sue foglie staccandole con le mani e senza che abbiano toccato terra e le porrai dietro alle orecchie, finché resteranno lì non sarai mai colto da ubriachezza e non soffrirai di mal di testa per quanto vino puro berrai . Sempre su quest' albero si dice nella stessa opera: prendi delle foglie di alloro, una libbra ciascuno di calcante, ossia vetriolo, pol­ verizzali e amalgamali con aceto forte. Ungi le tue mani con questo composto, potrai afferrare senza danno con esse il ferro rovente. Ancora in detta opera si afferma: se uno prenderà dei rami di fras­ sino e li cuocerà con le loro foglie, tutte le cimici che si troveranno in quel luogo si attaccheranno a essi. Abenvaxie riferisce inoltre che gli esperti di negromanzia affermano che il lattice degli alberi, la polpa e l ' olio di qualsivoglia albero, se trattati con lo stesso procedi­ mento e le stesse parole, incorporano con facilità le virtù e le capa­ cità operative dello spirito. Il lattice, però, è più adatto alla ricezione delle altre parti e per questo motivo vi sono alcuni che, trattando il lattice di un albero con formule e procedimenti e dandolo da bere a qualcuno dopo averlo così lavorato, riescono a distruggere e rovina­ re la mente e il corpo di persone anche sapienti. Alcuni sapienti hanno affermato che il mirto ha la facoltà di po­ tenziare le operazioni magiche se aggiunto agli altri ingredienti . In­ fatti, i saggi C aldei asseriscono che coloro che trattano quell' albero, con le sue radici nel luogo in cui nascono, plasmano figure di diversi animali, affermando che questa è una non piccola radice del l ' opera magica, poiché da ciò si verificano gli effetti e, rivolgendosi lo spi­ rito di un (solo) uomo a essa e crescendo lei da sé, essa stessa viene foggiata e collocata in quel rapporto di somiglianza. Aggiungono che raccolgono dei rami di quest' albero il giorno della nascita di qualcuno, dai quali formano una figura di uomo o di donna, incidendovi il nome di colui per il quale tale immagine è stata plasmata. Con gli stessi rami plasmano un ' altra figura - ad

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esempio di leone, serpente, scorpione o altro animale velenoso e la uniscono o la pongono sopra la figura precedente, eseguendo tutto questo in un periodo preciso e opportuno, quando i pianeti e le stelle fisse sono posizionati in modo adatto al compimento delle operazioni suddette. La persona contro la quale è stato effettuato ciò s i ammalerà subito e sembrerà essere crudelmente tormentata da un demone, perdendo i sensi e contraendo svariate malattie. Nello stesso libro, L 'agricoltura

Ca/dea, vediamo che quest ' albe­

ro si loda in confronto agl i altri dicendo : "Io sono l ' albero del l ' oro, cui il mio colore è simile, grazie a me gli uomini vengono liberati e curati dalle novantotto malattie. Il mio olio fortifica il cuore, deterge le gengive, allieta l ' umore vitale, non vi è nessun altro olio eccetto il mio che possa fare questo. Io sono l ' albero benedetto. Chiunque abbia raccolto i miei rami, le mie foglie o i miei frutti e li abbia posti nella sua casa non soffrirà la dura miseria o i pensieri tristi, ma vivrà operoso e senza paure con tutti i suoi per tutto quell ' anno . Io sono l ' albero benedetto : chi infatti mi contemplerà al mattino al sorgere del sole e mi porterà nelle sue mani, sarà felice e lieto per tutto quel giorno. Io sono infatti l ' albero di Saturno, pianeta grave, l ' albero più rinomato che appartiene al grande Saturno, sono l ' albero che rende liete le persone tristi, che allontana la sfortuna dagli sfortuna­ ti, popola i luoghi deserti, grazie a me è resa feconda la regione di Feniz e la Terra dei Neri . A me è dedicato il primo dei giorni, il più alto e nobile dei pianeti, le città più antiche, i castelli più potenti e durevoli, i fiumi più grandi e più lunghi, i venti più freddi, le regioni più celebri, il più alto dei cieli, i più elevati alberi, insomma tutte le qualità e le cose più nobili ed elevate" . Dopo di ciò, u n sapiente di nome Zeherith, uno dei tre autori del l ibro L 'agricoltura

Ca/dea, afferma: "Se uno nelle prime ore del pri­

mo giorno del mese lunare raccoglierà dei rami di ulivo con foglie verdi senza nessuna foglia gialla e li porterà a casa sua conservan­ doli sino al principio della Luna seguente e nel primo giorno della Luna nuova, poi, raccoglierà altri rami e li porterà a casa, riponen­ doli nel luogo dove si trovavano quelli di prima, che prenderà e brucerà, riscaldandosi al calore delle loro braci, sarà liberato da tutti i mali e gli ostacoli di Saturno in modo completo, diverrà operoso nello spirito e nelle qualità, godrà di una gioia continua senza dolori o tristezza, si arricchirà e sarà fortunato e in buona salute e non mo­ rirà se non vecchio". E aggiunge : "Se uno mescolerà ai suddetti rami

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di olivo delle fronde di palma, compiendo le operazioni che abbia­ mo elencato, tutti quelli che dimoreranno in quella casa resteranno sani fino alla morte e si allontaneranno da loro tutti i morbi freddi; la loro vista e la luminosità dei loro occhi aumenterà se ogni giorno guarderanno i rami suddetti". Chi raccoglierà nove noccioli di oliva e li ripulirà da ogni resi­ duo esterno e, perforandoli, li infilerà con un filo nero e forte per sospenderl i al collo di qualunque animale, tale animale non avrà paura di notte anche se resterà solo, sarà operoso e mansueto con gli uomini. Se un uomo è pauroso, portando al collo questi noc­ cioli, allontanerà le paure, se è bavoso non diminuiranno le bave e diverranno anzi motivi di dolce conforto, se sarà turbato da cattivi pensieri essi si allontaneranno da lui ed egli nutrirà buoni pensieri . Se uno prenderà questi nove noccioli ben puliti e, tenendo li in mano, osserverà il Sole nascente, gettandoli dritti uno dopo l ' altro innanzi a sé dicendo :

"

O Sole, abbi pietà di me e l iberami dal l ' infermità che

mi affligge", facendo ciò sette volte con diciotto dei suddetti grani, sarà liberato da quella infermità in modo completo, per quanto essa possa essere stata duratura. Se vuoi che una persona irata sia liberata dal l ' ira verso di te, prendi diciassette noccioli ben puliti come prima, lavati bene con acqua calda e dopo un po' con acqua fredda, asciugali accuratamen­ te con un panno pulito e ungiti quindi con olio d ' oliva. Riponili poi nella tua manica sinistra. Quindi recati in prossimità di un fiume e di ' : "O acqua corrente, che sei l ' opposto del fuoco che brucia, m itiga l ' ira del tale verso di me, cancella la sua cattiva volontà nei miei confronti, rendilo ben disposto in modo che mi apprezzi e mi ami". Fatto ciò getta uno dei suddetti grani in mezzo all ' acqua cor­ rente, pronuncia queste parole diciassette volte e getta ogni volta un nocciolo nel fiume. Una volta compiuta quest' operazione l ' ira che il tale nutre per te lo abbandonerà, anche se si tratterà di un grande re o di qualche importante signore, si placherà e ti amerà trattandoti con ogni onore . Se uno prenderà un vaso di vetro o di cristallo chiaro e trasparente e lo riempirà di olio di oliva di buona qualità e limpido e, a digiuno, ogni mattina lo esporrà al Sole, fissando senza inter­ ruzione la sua ombra e l ' olio, la sua vista si rafforzerà e spariranno tutte le malattie della vista e degli occhi e nel suo cuore si rallegrerà per il cambiamento, sarà inoltre amato e ben accetto a tutti coloro che lo vedranno.

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Se uno pianterà un ' erba fiorita di malvavischio, girandole intorno e fissando senza interruzione essa con i suoi fiori, la tristezza, le intenzioni e i pensieri cattivi sarann o cancellati dal suo cuore e sarà molto benvoluto. Se vuoi che una fonte di acqua viva, che abbia diminuito il suo flusso, recuperi acqua, segui queste istruzioni : una vergine, giovane e bella, si diriga a quella fonte recando con sé una tromba e stando sopra la sorgente inizi a suonarla dolcemente e continui a suonare così per tre ore . All' inizio della quarta ora un ' altra vergine giovane e bella venga nello stesso luogo con un tamburo e lo suoni seguendo la prima ragazza, cercando di modulare il suono del suo tamburo su quello della tromba. Continuino in questo modo per sei ore, per un totale di nove ore : alla fine l ' acqua di quella fonte si accrescerà. Così in quello stesso giorno, o al massimo dopo tre giorni, quella fonte recupererà la sua portata. Aggiungi poi : delle ragazze vergini e belle, vestite con pan­ ni di svariati colori e con diversi strumenti (ciascuna con il suo strumento), camm inino davanti allo sbocco della fonte cantan­ do e suonando . Poi avanzino agendo nello stesso modo intorno allo sbocco per due cubiti . Quindi, per uno spazio di ventuno cubiti, in fi l a, avanzino suonando e retrocedano cantando, quindi ritornino come prima intorno allo sbocco della sorgente . E così agiscano come è stato detto, retrocedendo e avanzando verso la fonte e suonando e cantando . Compiute queste operazioni l ' ac­ qua di que lla fonte aumenterà subito in quello stesso g iorno o in quello seguente . Se uno prenderà delle foglie di malvavischio, le pesterà bene amalgamandole con olio d ' oliva e ungerà le sue mani e il suo corpo; se metterà le mani tra le api o le vespe non lo pungeranno e non gli faranno alcun male. Se uno desidera eliminare le pulci, prenda del piombo bianco, calce viva e radici di zucche amare, pesti bene il tutto e vi aggiunga un po ' di assafetida, diluisca con acqua e aggiunga un poco di sale. S e spargerà tale composto per la casa tutte le pulci che vi si trovano saranno eliminate. Per temperare i l vino. Prendi dei ceci e ungil i con olio d ' oliva, falli quindi bollire e pestali bene ; gettane una mezza libbra nel vino che tende a diventare aceto : il suo sapore in un giorno tornerà a es­ sere quello del vino .

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Per cancellare la tristezza. Prendi dei ceci ed esponil i di notte alla luce della Luna crescente; al mattino, prima del sorgere del Sole, ungi l i con olio d ' oliva e fal l i rammollire in acqua per due ore . Poi cuoc i l i . Colui a cui li darai da mangiare sarà liberato dalle intenzioni e dai pensieri cattivi e da ogni genere di malinconia, il suo cuore godrà delle virtù del l ' altissimo, diverrà socievole e alacre in ogni opera. Quando compariranno delle nubi foriere di grandine e uno vorrà allontanarle dalle sue messi si procuri molti amici, una parte dei quali rechi delle canne e altri nulla, vadano verso il suo campo e protendano le canne verso le nubi mentre gli altri sprovvi sti di canne battano le mani. Tutti avanzino gridando ad alta voce, come sono soliti fare i contadini quando vogliono allontanare gli uccelli e gli animali nocivi; facciano questo molte volte . Ricorda che devono essere in numero pari e che, quanto più numerosi sono, meglio è. Questo è un metodo sperimentato e molto efficace . Prendi dell ' acciaio puro (che è ferro andanico) e fanne uno specchio ben levigato. Va verso le nubi con in m ano questo spec­ chio, che devi alzare verso di esse, gridando forte, e la tempesta si allontanerà dal luogo . In un libro scritto dal sapiente Geber ho trovato questa ricetta contro le tempeste e per compiere molte altre imprese. Fa uno spec­ chio d ' oro o d ' argento dorato, che affumicherai con capelli di donna presi da un pettine e cospargerai con il tuo seme, poi suffumigalo ancora con i vestiti di lei. Contempla in esso la tua immagine dopo esserti lavato; fai in modo che in quello specchio appaia la sua for­ ma e quindi la tua senza alcuna interferenza o intromissione fra le due, oppure prima la tua e poi la sua. Questo esperimento è detto di Tolomeo di Bebil ed è stato scoperto da tre saggi Indiani d ' Egitto, i quali hanno dimostrato che tale specchio deve essere fabbricato quando la Luna è in congiunzione con Giove e deve essere dorato e levigato quando essa è in congiunzione con Venere. Voglio ora dirti come si fa questo specchio, come si usa e debba essere custodito e in che modo tutte le componenti del l ' uomo ne facciano parte. Spalma lo specchio con sangue vivo, poi affumicalo, incidi quindi su di esso i nomi delle sette stelle con la loro figura, dei sette angeli e dei sette venti. Questi sono i nomi delle sette stelle : Zohal, Mustert, Marrech, Xemz, Zohara, Hotarid, Alchamar. Intorno a questo cerchio devono essere 'incise queste figure :

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tutte i n circolo. Poi in un cerchio levigato e dorato devono essere scritti i nomi di questi sette angeli: Captiel, Satquiel, Samael, Raphael, Anael, Mi­ chael, Gabriel. Fatto ciò, si scrivano i nomi dei sette venti nella parte non levigata, essi sono i venti delle potestà, i cui nomi sono : Barchia, Bethel almoda, Hamar benabis, Zobaa marrach, F ide arrach, Sameo­ re maymon Aczabi. Quindi appendi lo specchio sull ' acqua per sette giorni e suffumigalo, appendilo con un ramo di rovo. Suffumigalo per tre notti con aromi odorosi, m igliori di quelli che si possono trovare

nel libro di Mosè. Se custodirai bene questo specchio e guarderai in esso, sappi che grazie a lui potrai raccogliere uomini, venti, spiriti, de­ moni, morti e vivi; tutti ti obbediranno e staranno ai tuoi ordini. Fa in modo che i suffumigi siano composti dalle sette sostanze dell ' uomo, cioè sangue, sperma, sputo, cerume, lacrime, sterco, urina. Suffumi­ galo con tutto ciò e dà ordine ai venti che vuoi: eseguiranno i tuoi voleri. Mantieni il segreto e intendi bene quello che ho detto: avrai potere sui venti, gli uomini e i demoni e farai ciò che vorrai . Quando sarai lavato e pulito, chiamali ed essi verranno per obbedirti. Questo accadrà anche su un catino pieno d ' acqua o su un recipiente pulito e pieno d' acqua. Lì vedrai e si compirà quello che volevi. Sempre il saggio che abbiamo nominato altrove (cioè Zeherith) elenca i seguenti diciannove esperimenti . Il primo riguarda le difese della vigna dalle precipitazioni nocive. Prendi una tavola di marmo e di legno e incidi vi le figure di una vite e del l ' uva; fa questo dal ventidue ottobre al quattro dicembre (in qualunque giorno tu voglia durante questo intervallo) e poni la tavola così lavorata in mezzo alla vigna. Quest' immagine è di provata efficacia nel difendere le vigne dalle precipitazioni . Per scacciare dalle vigne gli animal i nocivi. Prendi parti uguali di sterco di cane nero e di lupo. Mescolati con urina umana, !ascian­ doveli per sette giorni, alla fine dei quali bagnerai la vigna che vuoi con questa sostanza. Nessun animale nocivo vi entrerà, ad esempio orsi, lupi, volpi, serpenti e cosi via. Dovrai compiere le suddette operazioni senza interruzione per tre giorni.

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Picatrix

Per scacci are i serpenti. Prendi del legno di catapucia menar e suffumiga con esso il luogo dove si sono radunati i serpenti : fug­ giranno subito. Come sopra. Prendi ammoniaca e gomma di assa ciascuno un' on­ cia, aceto di vino fortissimo, bollito sul fuoco e nel quale farai scio­ gliere la gomma finché non sarà perfettamente amalgamata. Sopra tutto ciò spargi polvere di coma di cervo, mescolando bene il tutto finché si mescol i insieme. Fanne poi delle pillole che conserverai pronte all ' uso in un vaso di vetro . Quando vorrai scacciare serpenti di qualunque tipo, suffumiga con queste pillole il luogo che vorrai purificare e otterrai il tuo intento . Per scacciare rettili e topi. Prendi senab, como di cervo, nepitella e unghie di leopardo. Polverizza i l tutto e mescolato con aceto for­ tissimo di vino; amalgama e fallo cuocere finché raggiunge la consi­ stenza del l ' ossimele. Aggiungi quindi polvere di foglie di melagra­ na. Fanne delle pillole, che conserverai per l ' uso in un vaso di vetro. Quando servirà, suffumiga il luogo con esse e sarai liberato da loro. Per uccidere i topi . Prendi del l itargirio e del ricino in parti uguali . Polverizzati e aggiungi farina i n quantità uguale alla quarta parte di uno dei due i ngredienti di prima, amalgama il tutto con un po' d ' o­ lio. Fa delle pillole, che cospargerai di formaggio stagionato e dal buon odore. Mettile nel luogo dove sono soliti venire i topi : tutti le mangeranno e moriranno presto. Come sopra. Prendi un recipiente di bronzo e mettivi la feccia del l ' olio mista a elleboro nero, collocherai anche questo vaso nel luogo dove sono abituati a venire i topi. S i avvicineranno all ' olio at­ tratti dall' odore e come assaggeranno un po' di quest ' olio cadranno subito come ubriachi . Per uccidere g l i scorpioni . Prendi delle foglie di rafano e ponile sopra agli scorpioni : si morderanno fino a morire . Per dimenticare un' amante. Prendi delle fave mentre la Luna s i trova in una qualunque delle case di Satumo e falle ammorbidire nel vino per un giorno e una notte, quindi cuocile in quello stesso vino. Una volta cotte, dalle da mangiare all ' innamorato ed egli dimenti­ cherà l ' amante. Per non essere punti dalle vespe e dalle api . Prendi delle radici essiccate e polverizzate di asparago e mescolate con olio di sesamo. Ungi con questo le tue mani e i tuoi piedi, potrai poi entrare tranquil­ lo nel posto (dove si trovano) e restarvi senza essere punto.

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Vel eno mortale. Prendi il succo dal l ' erba che si trova nelle re­ gioni dell ' Armenia, le cui foglie sono simili a quelle della palma eccetto che sono più sottil i ; se ungerai con esse le punta delle lance o di qualunque altra arma e colpirai qualcuno, egli morirà in quel giorno o al massimo in quello seguente . Cura. Prendi dello sterco umano fresco o secco. Se lo prenderai fresco, dagliene da bere once II mescolato con olio di rose, di viole o comune; soltanto bevendo questa mistura potrà salvarsi. Se invece lo prenderai secco, dagliene da bere once 1111 solo con rose essiccate. Ora che ricordo, credo che quest' erba sia la sabina, con il cui succo si fa un veleno mortale in cui si intingono le armi con le quali si provocano ferite. Altro veleno mortale. Se uno prenderà del l ' aconito napello del peso di un grano, morirà entro quattro ore; non esiste rimedio eccet­ to quello dello sterco umano fresco assunto in bevanda. Sappi poi che lo sterco umano sia fresco che secco è un rimedio generale con­ tro tutti i veleni, eccetto i morsi del l ' aspide sordo, che non possono essere guariti soltanto da esso; bisogna anche applicare sul morso un impiastro di rafani molto ben pestati e il dolore sarà calmato . Rimedio contro tutti i veleni. Prendi once III di legno di lauro, once VII delle sue foglie e once II dei suoi frutti . Secca questi ingre­ dienti e polverizzati molto bene, aggiungi once VI di sterco umano. Mescola il tutto e amalgamalo con miele e cera. Non b isogna supe­ rare la quantità di peso prescritto. Conserva questo preparato in un vaso d' oro o d ' argento. Esso è infatti un rimedio universale contro tutti i veleni e impedisce la canizie. Se metterai un ramo di lauro nella casa dove viene allattato un bambino pauroso e sopra la sua culla sarà liberato dalla paura. Se pianterai un albero di lauro nella casa che vorrai, i pericoli suddetti si allontaneranno da essa e i suoi abitanti saranno lieti, fe­ lici, di buon carattere per la virtù di detto albero . Il seme del loglio è nocivo al capo e oscura e anche toglie la vista e riduce il sonno. Alcuni uomini malvagi prendono parti uguali di semi di loglio, zaf­ ferano, olibano e feccia di vino : se uno berrà questo composto dor­ m irà e la sua lingua si seccherà a un punto tale che non potrà parlare e neppure muoversi. Se poi aggiungerai a questi altri quattro ingre­ dienti, cioè mandragola, seme di lattuga silvestre, papavero nero e giusquiamo, chiunque a cui ne darai sarà come ebbro, perderà i sensi e i l senno. Abenvaxie, parlando di questo preparato, raccomanda di tenerlo segreto e di non rivelarlo a nessun uomo malvagio.

Picatrix

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Questi, ne

L 'agricoltura Ca/dea,

parlando di una certa erba, dice

che essa possiede molte proprietà meravigliose: se ne metterai una manciata in un catino e vi metterai sopra dei serpenti, questi si rizze­ ranno sulle loro code come se volessero ballare ; e se metterai questa erba vicino a uno specchio, stando al Sole, essa si brucerà. Per guarire la letargia. Al sorgere del Sole, all ' inizio della letar­ gia, prendi tante fave quante può contenere la tua mano e di' : "Prego te, o Sole, signore nobile e alto, di togliermi questa letargia, di farla sparire dal mio corpo, dal mio petto o da qualunque altra parte si trovi". Quando avrai detto ciò, gettati dietro le spalle una di quelle fave, ripeti queste parole e quest ' operazione fino a consumare le fave. Devi ripetere questi atti per sette giorni senza interruzione, in fase di Luna calante. Per catturare gli uccelli. Prendi delle fave e del loglio e falli impre­ gnare nel vino per un giorno e una notte, quindi raccoglili e ponili in un luogo dove passano gru, corvi e altri uccelli, in modo che li man­ gino. Una volta che li avranno mangiati cadranno a terra come morti . Per togliere i porri . Contali prima e quindi prendi altrettanti ceci. Quando la Luna è in congiunzione con i l Sole secondo il suo moto veritiero falli riscaldare un po' sul fuoco. Poni uno di questi ceci su ogni porro !asciandovelo un po ' di tempo; poi toglili e mettili in un panno nero legato con del filo. Recati su un luogo elevato e getta questi ceci dietro le tue spal le; torna a casa senza voltarti e senza guardare mai nella direzione in cui hai gettato i ceci. Per separare due persone. Prendi i semi del l ' albero chiamato giuggiola, che hanno molti poteri nel le pratiche negromantiche e la facoltà di separare due persone seminando tra loro discordia e inimi­ cizia; hanno infatti il peculiare potere di sciogl iere le amicizie e di instillare nelle persone il desiderio di danneggiare gli altri . Quest' al­ bero è simile al lauro. Fin qui le parole del sapiente Zeherith. Abenvaxie, poi, narra che tutti i Caldei, giovani e piccoli, uomini e donne, la prima notte del mese di marzo mettevano nel letto, sotto le loro teste, un pezzetto di formaggio, quattro datteri, sette semi di zibibbo e un poco di sale in un panno ripiegato. Dicevano che una vecchietta, ritenuta seguace devota di Venere, in quella notte andava a controllare tutti nei loro letti, tastando i loro ventri e guardando sotto le loro teste . Se trovava qualcuno con il ventre vuoto e senza avere sotto la testa le cose che ho elencato (cioè quella porzione di formaggio, datteri e zibibbo), pregava subito Venere perché facesse

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ammalare quell ' uomo per tutto l ' anno e gli affari gli andassero male da quel momento fino all ' anno seguente. Tutti gli abitanti di B abilo­ nia, nessuno escluso, compivano quest ' operazione. Aggiunge ancora che i poteri di Saturno e di Marte sono uniti in un frutto simile al melone, chiamato pateca, di cui d si serve nelle pratiche astrologiche. E dice ancora: "Se uno porrà un seme di questa pateca in un teschio umano e lo seppellirà coprendolo bene di terra e innaffiandolo con acqua, ne nasceranno cetriol i . Chi mangerà questi cetrioli vedrà accrescere le sue forze, la memoria e l ' intelligenza. Se porrai questo seme nel teschio di un asino che seppellirai e innaffierai come prima, nasceranno dei cetrioli, ma chi l i mangerà diverrà sciocco e stupido, perdendo forze, audacia e in­ telligenza". Nel medesimo libro si legge che i C aldei utilizzano le radici, le foglie e i fusti di quest ' erba ciascuno per un' operazione diversa e tutti insieme ancora per un ' altra funzione; i suoi effetti nelle arti negromantiche sono mirabolanti e incredibi l i . Ciò accade a causa del suo immediato potere di attrazione e della sua facile capacità di ricezione di quelle stesse sostanze naturali poste in essa. Chi la mangia mescolata con cervello umano è in grado di compiere m iracol i . Sempre in quel libro si afferma che se il suo seme sia stato riposto nel cranio o nel ventre di un animale, che sia poi sepolto sottoterra, ne nasceranno dei cetrioli fomiti di proprietà mirabili, simili a quelle possedute dal l ' animale nel cui cranio o ventre è stato riposto il seme, usando il procedimento descritto . Chi ne mangerà e ne assimilerà la sostanza, ne riceverà nel corpo effetti meravigliosi . Ancora nello stesso libro si dice che s e uno prenderà una radice d i mandragola e la seppellirà nel luogo in cui si trovano delle pateche, si produrranno molti effetti meravigliosi, che tralascio ora per non annoiare e che sono descritti per esteso nel libro suddetto. Un antiao sapiente e uno dei primi filosofi ha enumerato dodici portenti che voglio ora elencare. Il primo è che, se uno ponga un teschio umano nella terra dove si semina e sempre l ì pianti dei semi di pateca ricoprendoli di terra che sia stata preparata a questo scopo, irrigandoli poi ogni giorno con sangue umano misto ad acqua tiepi­ da, ne nasceranno dei cetrioli. Chi ne mangerà vedrà realtà terribili e molte altre meraviglie. Ancora: se uno prenderà in mano un ramo di cipolla, osservando la Luna al suo sorgere, nelle prime ore della notte, stando in piedi rivolto alla Luna, pronunciando le formule e le preghiere della Luna

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che abbiamo esposto in questo libro e proferendo anche lo scongiuro seguente : "Giuro su di te, o Luna, che se allontanerai da me i dolori e le malattie dei denti, non mangerò mai più una cipol la", poi faccia riscaldare le cipolle che tiene fra le mani e le mangi. Chiunque farà ciò tutti i mesi, con la Luna nella posizione che abbiamo detto, sarà protetto da ogni infermità dei denti . Perché un gallo ti segua. Prendi delle foglie di cipolla da giardino e piegale in due. Dalle da mangiare al gallo che vorrai per tre giorni senza interruzione. Tre boli ogni giorno, devi incominciare questa pratica nel giorno di Mercurio . Questo gallo ti amerà e ti seguirà. Per ammorbidire tutti i corpi duri. Prendi per ciascuno l ibbre X di sale di erba cali e di galbano . Riponili in un vaso con una quantità di acqua dolce pari al triplo di loro due insieme, !asciali per sette giorni e quindi fi ltra quell ' acqua con un panno. Prendi poi dell ' acqua calda e gettavi l ' alkali e il galbano così trattati. Lasciali lì per altri sette giorni e filtrali di nuovo come prima. Quindi prendi dell ' acqua calda e per ogni X libbre di acqua aggiungi mezza libbra di sale di ammo­ niaca, once II di vetriolo. Esponi il tutto al fuoco moderato o al Sole ben caldo, !asciandoveli per dieci giorni e facendoli poi cuocere per un giorno intero, quindi filtra e il composto sarà pronto. Se metterai in questa sostanza delle ossa o delle coma, pietre o qualunque metal­ lo duro, !asciandolo esposto al calore del Sole sotto la copertura di una lamina di piombo, verrà ridotto a una pasta. Come sopra. Prendi succo di cedri e mescolalo con vino rosso acido fino ad amalgamare bene il tutto. Aggiungi per ogni libbra di questo composto per cia­ scuno once III di sale di ammoniaca e schiuma di mare in polvere, mescola bene e lascia al Sole per tre giorni, mescolando ogni gior­ no. Avendo preparato questa sostanza in questo modo, immergivi qualunque corpo duro vorrai e verrà talmente ammorbidito da poter essere lavorato a volontà. Come sopra. Sempre lo stesso sapiente ha affermato che lo zolfo ammorbidisce i metalli e ha un incredibile effetto su tutte le pietre e i metalli stessi. Per indurre riso abbondante. Dà da bere a chi vorrai once X di zafferano in polvere; subito inizierà un riso pernicioso che lo porterà a morire. L' erba detta dente di leone danneggia tutti gli alberi e le erbe

che le stanno intorno, nessun albero e nessuna erba può crescere

nel luogo in cui nasce questa erba e nessuno può sradicarla se non in questo modo. Una ragazza vergine deve avvici narsi a essa, por-

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tando in mano un gallo con la cresta divisa; camminando intorno al luogo dove si trova quest ' erba, faccia in modo che il gallo la colpisca con le al i ; in seguito a tali colpi quel l ' erba seccherà. Se un gatto s i avvicinerà al luogo dove si trova una spiga di nardo e ne sentirà l ' odore, non si allontanerà di lì ma resterà a cercarla, miagolando più forte che potrà; questa è un ' altra delle meraviglie che riguardano erbe e luoghi. A lcuni luoghi hanno diverse proprietà, concernenti alberi e ani­ mali che non si trovano in nessun altro posto, com ' è i l caso del balsamo che s i trova solo in Egitto e del l ' ebano che nasce solo nel l ' isola di Huac e non altrove e del l ' albero che è detto albero dei Neri e non si trova se non nella terra dei Neri, del l ' albero che pro­ duce l ' o l ibano, che si trova nelle pianure di Hamen, del banano, che si trova solo nella terra del l ' occidente e di moltissimi altri pro­ dotti che si trovano in alcuni luoghi e non in altri, evidentemente perché sono loro consoni . Le caratteristiche della terra e dei luo­ ghi dipendono infatti dal l ' acqua e dall ' aria, anche se il fattore più importante che le determ ina è situato nella porzione di cielo che sovrasta un luogo e deriva dal potere delle stelle che vi s i trovano .

È

infatti grazie al potere delle stelle situate in quella porzione di

cielo che si verifica in quel l uogo una presenza di animali e piante altrove irreperibi l i . Nel mare occidentale vi è un ' isola chiamata Cadiz, nella quale durante la primavera nasce un ' erba di cui si cibano gli armenti di quell ' isola. Se uno beve il latte di quegli armenti si ubriacherà come se fosse vino e così si inebriano con quel latte come con il vino. In Francia si trova un albero tale che, se uno vi si ferma sotto per mezz' ora, muore e se uno lo tocca o ne raccoglie qualcosa muore immediatamente. Sempre in Francia, nel mezzogiorno, si trova un piccolo albero, della grandezza di un cavolo, con le foglie simili a quelle della ruta. Se uno raccoglie la radice di quest ' albero, con i rami e le foglie, li pone in acqua fredda e ve li lascia un ' ora, quell ' acqua diverrà calda come se fosse sul fuoco; appena l ' erba viene tolta, l ' acqua torna fredda come prima. In alcune regioni del l ' India si trova un albero che non può in alcun modo essere bruciato dal fuoco. Negli stessi luoghi si trova anche un altro albero : se se ne stacca un ramo e lo si posa a terra, esso si muoverà come se fosse un serpente.

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Sempre lì si trova un altro albero che in primavera e in autunno emette suoni simili a voci umane, come uscissero dagli alberi, il quale ha radici di forma umana. Nella terra di Bequien c ' è un albero che di notte fa luce come una candela. Nello stesso testo è detto che i l costo che si trova in India è più profumato di tutti gli altri e viene usato nelle case de­ gli Indiani per fare suffumigazioni alle immagini divine . I Caldei dicono che questo è migliore di tutti gli altri per i sacrifici e per i suffumigi davanti alle immagini di Venere, con esso compiono molti riti che riguardano le immagini sacre . Quest' albero è stato scoperto dal sapiente Zeherith nel libro

L 'agricoltura Ca/dea.

Egli disse che

una parte dei Caldei mescolava con quest ' erba noce moscata, leccio, benzoino umido e secco, rose, mirto e incenso, amalgamando il tutto con zafferano. Con questo suffumigavano vestiti, immagini sacre e il volto nei giorni pasquali, affermando che l ' odore di questa suf­ fumigazione scacciava tutte le malattie e rimuoveva le contrarietà. Affermarono inoltre che un suffumigio del l ' albero della mirra o dei suoi rami impediva l ' epidemia. Aggiungevano di preparare una suffumigazione col legno del suddetto albero e con la sua gomma, con l ' aggiunta di incenso, noce moscata, leccio e benzoino, dicendo che questa suffumigazione era accolta volentieri da Venere. Quan­ do bruciavano questa suffum igazione compiendo sacrifici a Vene­ re, dinnanzi al suo libro e al suo simulacro, come abbiamo detto nel corso di quest ' opera, suonando i loro strumenti e recitando gli scongiuri di Venere sopra esposti, chiedevano a Venere tutto ciò che volevano. Tale rito veniva accolto da Venere con l ' esaudire le loro richieste. Non compivano però queste operazioni se Venere non era l ibera dagli influssi degli altri pianeti e nel pieno possesso del suo potere, in modo da non essere impedita da un altro pianeta e in par­ ticolare dagli aspetti e dalla congiunzione di Mercurio, poiché tra i fattori che bloccano l ' influsso di Venere i tre più forti sono l ' aspetto e la congiunzione di Mercurio . Il sapiente Zeherith afferma che ag­ giungendo alla suddetta suffumigazione dello zafferano e del costo se ne accresce la potenza; e l ' opera è compiuta con facilità. Abbiamo inoltre deciso di narrare in questo nostro libro le me­ raviglie degli alberi, perché le piante fanno parte di questo mondo inferiore elementare, soggetto alla generazione e alla corruzione. La generazione e la corruzione riguardano tre domini : animali, piante e mineral i. Le piante stanno a metà strada tra gli animal i e i minerali,

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poiché esse condividono con gli animali la vita e la capacità gene­ rativa e con i minerali la corj>oreità e l ' insensibilità. Le piante sono però più utili alla vita umana che gli animali e i minerali . Infatti, le sostanze che servono per la vita e la salute dell ' uomo sono semi , radici, fusti, cortecce, foglie, fiori e frutti che derivano dalle piante; anche i minerali, però, sono utili agl i uomini, che ne ricavano i l sale, l ' allume, le pietre e i metalli; degli animali servono le carni, i l �rasso, le ossa, il sangue e l e altre parti d e l corpo d i sua pertinenza. E dunque evidente che, rispetto all ' uomo, le piante sono collocate più vicino ai metalli; tra di esse ve ne sono di migliori delle altre o per il profumo o per le proprietà o per l ' utilità o per qualche altro motivo. Lo stesso vale per i m inerali , come nel caso delle pietre preziose, che sono ritenute più pregiate delle altre, e per i metalli, tra i quali prevale l ' oro. Tuttavia, più nobile e prezioso di tutte le realtà corruttibili è l ' animale razionale, cioè l ' uomo, al quale, grazie alla sua intelligenza e operosità, tutte le cose sono sottomesse a un fine. Questo mondo è detto elementare a causa degli elementi e gli elementi esistono in virtù della natura, la natura esiste per lo spirito, lo spirito in virtù del l ' intelletto e l ' intelletto è lo stesso Dio, da cui dipendono tutto il cielo e la natura stessa. Sia Egli benedetto per gli infiniti secoli dei secoli. Amen.

CAPITOLO OTTAVO SULLE VIRTÙ INERENTI ALLA NATURA SPECIFICA DI ALCUNE COSE

In questa parte elencheremo proprietà meravigliose di sostanze semplici, vegetali, animali, m ineral i . Innanzitutto, dello smeraldo che, quando è fissato dalle vipere, che hanno la testa simile a quel­ la della donnola, fa subito perdere loro gli occhi . Inoltre, quando i serpenti soffrono agli occhi, li portano sopra una pianti cella di finoc­ chio e guariscono subito. Le aquile portano un diamante nel luogo dove nascono i figli, in modo che essi siano protetti dai serpenti. E quando gli orsi vedono gli occhi di un topo fuggono subito da lui. Quando le ossa dell ' upupa vengono gettate nell ' acqua calda una parte di esse va a fondo e una parte rimane in superficie. Quando muore un gufo, uno dei suoi occhi rimane aperto, l ' altro chiuso. Se metterai quello chiuso su di una persona, quella dormirà e non si sveglierà per tutto il tempo in cui l ' occhio chiuso resterà lì; se metterai su qualcuno l ' occhio aperto, egli non potrà dormire finché l ' occhio non sarà stato rimosso da là. Se un malato di artrite porrà su di sé le zampe di un avvoltoio sarà liberato dalla gotta in questo modo: se la gotta si trovava nella parte destra, ponga su di sé la zampa destra, allo stesso modo faccia con la sinistra. Nella terra di Horazen si trova una pietra dali ' intenso colore bianco, chiamata basalto, che non può essere l imata. Questa pietra, se messa sullo stomaco di qualcuno, cura tutti i tipi di malattie di quell ' organo. Nel fiume Algeri che vi sono delle pietre bianche leopardate, nere e miste, che, se vengono sfregate insieme, provocano sul fiume una pioggia che non cesserà mai per tutto il tempo in cui sono sfregate a vicenda. Per questo motivo nessuno può entrare di notte in questo fiume o calpestare la sua ghiaia per lo sfregamento tra le pietre che provoca la pioggia come s ' è detto; di notte non possiamo infatti di­ stinguere a vista tali pietre.

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La pietra dell ' aquila risuona al suo interno come se racchiudesse un' altra pietra, ma quando viene spezzata non si trova nulla, ciascu­ no dei frammenti risuona come l ' intero. Questa pietra è di colore rosso come la terra dei Cabri . Ha un meraviglioso potere sulle par­ torient i : se una donna in quello stato ne riceve una partorirà subito senza pericolo e con poco dolore . C ' è un animale della grandezza di una volpe e simile a una gatta nella figura e nel l ' aspetto. Esso spegne il fuoco con la sua freddez­ za e non può essere danneggiato o bruciato da esso. Il palato dello struzzo non può essere bruciato dal fuoco, e neppure il suo stoma­ co, qualora ingerisse un ferro rovente, anzi ne sarebbe nutrito. Se si prendono tutte le penne di un qualunque uccello facendone un grosso mucchio, questo mucchio, sfregato su di un panno o su di una mano, potrà attirare a sé e tenere sospeso da terra qualunque oggetto tocchi purché di dimensioni appropriate. Esiste anche una pietra di nome behet, (bianca e luccicante), di colore simile alla marcassi te, ma che emana una gradevole luce. Se uno la vede continuerà a ri­ dere fino alla morte e non c ' è nessun rimedio che possa arrestare il riso. Si trova però un uccello chiamato porpora o alphersit, della grandezza di un passero, nero, con il collo e le zampe rosse : se cal­ pesta la suddetta pietra, essa perde il suo potere : chi vedrà la pietra dopo non ne avrà alcun danno. L' albero di favine ha un grosso stelo, che è duro quando viene spezzato: se viene posto sopra a un indemoniato, questo sarà libe­ rato dal demone; il demone si allontanerà al solo odore dello stelo. Se si bruc ia un corno di cervo dinanzi a dei serpenti, questi moriranno a causa del suo odore . L' odore del cumino fa morire le formiche, gli scorpioni fuggono al i ' odore dello zafferano e non possono restare dove ve ne sia stato. L' odore della calce mette in fuga le pulci, che evitano anche il sale caldo se viene messo in casa. Se farai una suffumigazione con la pol icaria le cimici se ne andranno ali ' i stante. Nelle lagune si trova un ' alga che non può essere bruciata, simile a un' erba verde, ma non è quella.

È

chiamata lenticchia di palude .

Lo stelo dell ' i niube, quando brucia, non produce né luce né fiamma. L' avvoltoio porta nel nido delle foglie di alexinz affinché la prole non sia attaccata da altri animali. La pietra atarac fa parte delle sostanze che non si possono divi­ dere ed è infrangibile, ne esistono di grandi o di piccole. Se met-

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terai degli oboli d i una qualunque ametista i n una giara d i vino, chiunque berrà da essa non si ubriacherà mai e i l vino non gli recherà danno. Se invece metterai in una giara degli oboli di una pietra detta atambari, chiunque berrà il liquido contenuto in essa, qualunque esso sia, sarà ubriacato, perderà la ragione e diverrà pensieroso e triste. La p ietra del magnete attrae il ferro, ma se lo ungerai con aglio, perderà il suo potere , che recupererà se la im­ mergerai in seguito in sangue d ' ariete . Nel fiume Cerigh si trova un tipo di serpenti : se un uomo li vede, muore; se uno di questi serpenti vede se stesso, muore allo stesso modo. Se metterai un maiale sopra un asino e quest'ultimo per caso uri­ nerà, il maiale morirà subito. All ' avvicinarsi della grandine, se una donna con le mestruazioni si getterà pancia a terra, completamente nuda e alzando le sue tibie verso le nubi, la grandine non cadrà intorno a lei in quel campo o in quella coltivazione. Se un cane salirà su di un monte o un luogo elevato e sotto di lui si troverà a passare un animale detto iena, se le loro ombre si incro­ ceranno, il cane cadrà uccidendo quell ' animale. Se un ammalato di febbre quartana si siederà su di una pelle di lupo, guarirà. Se metterai quindici figure su di una partoriente, essa partori­ rà facilmente e senza pericolo. Se m etterai una noce moscata su di un ammalato di febbre quartana, sarà guarito . S e porrai dello sterco di elefante su di un albero, questo non produrrà frutti finché lo sterco resterà sopra di esso. S e metterai poi questo sterco su di una donna, ella non partorirà mai . L a pietra che può e strarre acqua giallastra da un idropico, assorbendola in sé, perde tale potere e assume la malattia. Con la pietra detta ligia (o vincolante) si coagula l ' argento vivo, formando un unico composto. Se si mette una ragnatela su di un ammalato di febbre quartana, questi guarisce nel giro di un po' di tempo . Se si mescolano alla ragnatela delle cantaridi, l ' ammalato guarisce completamente . I serpenti e le vipere, udendo il richiamo dello struzzo, fuggono dai loro nascondigli . Mescolando [ . . . ] con del l ' argento estratto dal bronzo e purificato e colpendo con questo i luoghi dove si trovano degli uccelli, essi non possono allontanarsi da lì e possono essere così catturati.

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Se toccherai delle carni con la fronte di lepre marina, queste si muteranno in piccolissimi oboli, anche se fossero state tritate. Se si pone del l ' oro nello sterco di topo, esso brucia come fa con i l piom­ bo, e se, una volta che sarà così bruciato e ridotto in polvere, si pone nello sterco di gatto, recupererà il suo stato precedente fondendosi. Mescolando del l ' oro con qualsivogli a sostanza essa viene alterata. Se metterai a fondere questo stesso con marcassite e zolfo, questo purifica e rafforza l ' oro. La malachite ammorbidisce l ' oro . Se lo metterai a fondere con dell ' oro, sottrae la sua combustione da esso. Se vi aggiungerai del borace, ne potenzierai gli effetti. Se con il succo delle foglie anno­ date come cordicelle l ' oro viene fatto estinguere, con molte e con­ tinue applicazioni di sofistico perderà l ' infermità di prima; il sale accresce la sua tonalità rossa. Se metti dell' argento su del fumo di zolfo, diventa nero; ponendolo nel sale perde questa caratteristica e diventa bianco. Il sale ammonico ha il potere di eliminare tutte le impurità interiori ed esteriori da ogni corpo. Il carconato di sodio rimuove tutte le lordure dei corpi, che affiorano in superficie. Se si mescola l ' oro con le pietre di lapislaztulo, esso aumenta in bellezza e luminosità. Se si espone il tutto al fuoco, il vaso di lapislazzulo sprigiona una fiamma e sparisce, causando disturbi agli occhi. Bru­ ciando una marcassi te nello zolfo, entra a far parte di un ' opera più grande e di quest ' opera diventa parte per l ' azione di quella materia. Il manganese contiene del piombo ed è indispensabile per fabbricare il vetro. L'ossido di zinco che nell ' oro si tinge di un colore rossastro può eliminare le impurità degli occhi e liberarli da ogni malattia. Il migliore è l ' ossido di zinco bianco. Sfregando i denti e le gengive con polvere di cristallo i denti vengono rafforzati e le gengive libe­ rate dalla corrosione. La cenere dei granchi di mare bruciati toglie il dolore degli occhi e fortifica la vista. Se un cane mangerà la milza di un cammello morirà subito. Se si applica sopra un ascesso della gola lo sterco polverizzato di un cane che si sia cibato di ossa, l ' ascesso si dissolve e guarisce subito . Se si applica il guscio di una testuggine femmina su di una pentola, essa non bollirà mai . Ci sono due tipi di albero di gebore : maschio e femmina. Se darai da bere once V della femmina a una donna, questa sarà presa da un intenso desiderio di giacere con un uomo; lo stesso capiterà a un uomo se gli si darà da bere o da mangiare la stessa quantità della

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pianta maschile. Egli sarà molto eccitato e non potrà calmarsi se non gli si darà da bere once II di ossido di zinco. Se farai bere a qualcuno i fiori di quest' albero, emetterà vento in continuazione e non smet­ terà finché essi saranno nel suo stomaco. Se farai bere a un uomo i fiori dell ' albero femminile miscelati a vino, dormirà tre giorni senza svegliarsi : se vorrai svegliarlo dagli da bere acqua calda con olio d ' oliva. Se si pestano le foglie di quest' albero e si diluiscono con acqua di zolfo possono cicatrizzare le ferite in un solo giorno se vi sono applicate sopra. Se un serpente o uno scorpione vengono legati con la corteccia di quest' albero, muoiono subito. I l sale è utile per i morsi di scorpione, vespa e serpente. La portu­ laca, mangiata a giorni alterni, fa coagulare il sangue e se masticata cotta e cruda guarisce i morsi all ' istante. Se un ariete vede un leone, muore subito sul posto di morte na­ turale. Una tarantola muore se vede uno scorpione e un serpente se vede un gufo. Se uno prenderà un anello di lapislazzulo o di cornalina inciden­ dovi queste ventisei figure e lo porterà al dito quando viene ricevuto da un re o da un nobile sarà molto ben accolto e riuscirà a ottenere tutto quello che chiederà loro. Sta però bene attento a non sbagliare qualcosa nel tracciare queste figure, perché, se commetterai qualche errore, non si produce nessun effetto. Ciò è una delle meraviglie di quest' arte. Queste sono le figure :

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le quali sono state trovate nel libro della regina Folopedra. Se porrai quest ' anello sopra al morso di una tarantola e quindi bagnerai con questo medicamento l ' uomo, egli guarirà subito. Se sfregherai una volta dopo l ' altra un morso di tarantola con le foglie delle erbe di yembut (Anagyris), guarirà ali ' istante. Il catrame misto al sale guarisce i morsi di serpente. Se un uomo cosparge la sua verga di catrame e poi giace con una donna questa non concepirà. Le nocciole di Avella, se vengono mangiate, curano i morsi delle ta­ rantole, e finché qualcuno ne porta con sé una non sarà mai punto da

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una tarantola. Se uno è stato morso da un cane rabbioso e pone sull � ferite una mandorla masticata e mangia lo stesso frutto sarà liberato

dagli effetti di quel morso. Se si mette l ' erba chiamata abrotano so­ pra i l morso delle vipere, questo verrà guarito immediatamente; se si sparge il suo succo per le case le pulci impazziscono e, se cadono in questo succo, muoiono. Se brucerai delle tarantole, mescolandone la cenere con del pane e dandole a chi soffre del mal della pietra (calcoli), le pietre si spez­ zeranno e l ' uomo guarirà. La forma prodotta dai semi del l ' erba chiamata veccia mescolata con il latte cura il morso del cane rabbio­ so se vi viene applicata sopra.

CAPITOLO NONO SULLE IMMAGINI FORNITE DI POTERI STRAORDINARI, CHE FURONO SCOPERTE NEL LIBRO CHE FU RITROVATO NELLE CHIESE DI CORDIB E NEL LIBRO DELLA REGINA FOLOPEDRA, E DOVE SI DISCUTE DI ALCUNI ACCORGIMENTI NECES SARI PER OPE RARE CON LE I MMAGINI Abbiamo trovato nel libro che è stato scoperto nelle camere della regina Folopedra i metodi per preparare delle immagini capaci di sortire effetti e imprese incredibi l i con le loro proprietà e i loro po­ teri . Abbiamo voluto esporli in questa nostra opera affinché non ci fosse alcuna omissione nel l ' esporre questa scienza. Per guarire i morsi dei retti l i . Prendi del fiele di nibbio fatto secca­ re all ' ombra, mescolalo con un poco di succo di finocchio e riponilo in un ' ampolla di vetro. Questa polvere è utile agli occhi, guarisce e libera dal morso di tarantola, vipere, vespe, serpenti e altri rettili. Se i l morso è stato infetto nella parte destra del corpo, essa deve essere applicata sulla sini stra, e viceversa. Quando vorrai usarla, aggiungi­ le un poco di acqua e ripeti l ' applicazione tre volte di seguito. Per far uscire i serpenti dalle loro tane . Prendi dei frammenti di vetro e delle limature di bronzo aureo. Falli fondere in un recipiente, con l ' aggiunta di arsenico rosso e manganese rossa, togl ili poi dal fuoco e riduciti in piccoli pezzi. Prendi poi una testa di nibbio con le sue ossa (un tipo di nibbio che si trova nella terra d ' Egitto) e mescolalo con galbano nero. Poni di nuovo sul fuoco gli ingredienti di prima insieme a questa nuova m istura, fall i amalgamare e quindi toglili dal fuoco . Fanne uno scatanello, che nella nostra lingua è chiamato sonaglio, che abbia incastonato al suo interno un diamante proveniente dal l ' Egitto. Fatto ciò suonalo all ' imboccatura della tana delle vipere, dei serpenti e degli altri rettili. Essi, udendo il suono di questo sonaglio così fabbricato, usciranno subito dalle loro tane senza costituire un pericolo per chi suonerà lo strumento. Infatti , è una proprietà del l ' uccello suddetto (cioè del nibbio) che, quando lancia il suo richiamo, i serpenti che lo odono escono dalle tane e vengono uccisi da esso.

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Per riunire i topi in un solo luogo. Prendi il succo delle foglie del­ la vite bianca, del succo di squilla, borace, giusquiamo e ossido di zinco rosso dell ' India. Riduci in polvere il borace e l ' ossido di zinco e mescolali con i succhi suddetti ; fanne delle pillole grandi come ceri e !asciale seccare all ' ombra. Quando vorrai radunare insieme dei topi, metti una di queste pillole sui carboni ardenti; quando i topi percepiranno il fumo si riuniranno in quello stesso luogo. Per radunare i pesci in un luogo voluto, prendi del panico e la­ scialo marcire . Una volta marcito, mescolalo con grasso, fave in polvere e sangue di bue; amalgama molto bene, in modo che tutti gli ingredienti vengano a costruire un composto uniforme. Riponi il tutto in una canna e legala con un filo di canapa. Poni poi questa can­ na dove vi sono dei pesci e tutti i pesci in quel luogo si raduneranno intorno a quella canna e potrai catturarne quanti vorrai con le reti . Per catturare gli uccelli che dormono sugli alberi. Prendi del sego di testuggine di terra, grani di giglio, succo di panace, alcondiz, in parti eguali . Riducili in polvere pestandoli bene insieme . Fanne una pasta aggiungendo urina d ' asino e confeziona delle pillole grandi come ceci , che lascerai essiccare all ' ombra. Quando ce ne sarà bi­ sogno, prendi un ' anfora piena di carboni ardenti e gettavi una di queste pillole; suffumiga quindi il luogo dove si trovano gli uccelli, otturando le tue narici con della seta per non inalare il fumo. Tutti gli uccelli, inalando quel fumo, cadranno a terra come morti e li potrai catturare come vorrai . Se vorrai guarirli, laverai le loro zampe con acqua calda e guariranno. Per lo stesso scopo. Prendi mandragola e ammoniaca e preparali con succo di cicuta fresca. Fanne delle pil lole che lascerai essiccare . Fai con esse una suffumigazione sotto gli alberi dove si trovano gli uccelli; compi l ' operazione in una giornata tranquilla e senza vento . Tutti gli uccelli, respirando quel fumo, cadranno a terra come morti . Per aumentare la vista. Confeziona una corona con i rami dell ' al­ bero chiamato catlam, che penso sia il sorbo, e mettitela in testa; finché la terrai sul tuo capo, la tua vista si rafforzerà a tal punto che potrai vedere da lontano un oggetto piccolissimo. Quando la toglierai, la tua vista ritornerà allo stato di prima. Se poi mescolerai il succo delle foglie di quest' albero con aceto di vino e lo spalmerai, la letargia guarirà immediatamente. Per non ubriacars i confeziona con la pi etra un rec ipi ente il più sottile possi b i l e . Prendi poi parti uguali di aceto di vino di-

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stil l ato, c o n l ' alambicco, succo di cavol i e di capperi e mescola i l tutto. C ompiuta quest ' operazione, intingi in questa m i stura i l recipiente di prima, tante volte finché n o n ne abbia assorbito una l ibbra, poi togli l o . Quando vorrai bere, ungi il recipiente suddet­ to con olio d i mandorle amare e bevi con esso quanto vuo i : non ti ubriacherai mai . Affinché le mosche non si avvicinino alle tavole. Prendi dell ' al­ condiz fresco, tintura gialla d ' oro, recipienti di terra secca. Polve­ rizza accuratamente il tutto pestando bene e amalgama con succo di squilla. Ungi questi ingredienti con olio e ungi anche le tue mani. Con questo composto plasma l ' immagine di una mosca e ponila sul tavolo : finché vi starà, nessuna mosca si poserà lì. Per cacciare serpenti e rettili . Prendi una pelle di leopardo, che sia conciata e lisciata come i l cuoio, confeziona con esso una trapunta. Nessuna bestia velenosa potrà rimanervi . Per scacciare i serpenti. Prendi un ' erba astrologa rotonda e me­ scolala con coma di racani, che sono grandi lucertole verdi. L i pe­ sterai bene insieme aggiungendovi fiele di leone. Confezionane del­ le pillole : quando vorrai servirtene, sciogline una in acqua di sale ammonico e con il ricavato scrivi o su carta o su pergamena ciò che desideri e lega poi il tutto con un panno. Chi porterà con sé questo panno metterà in fuga tutti i serpenti e se uno di essi toccherà questo panno morirà subito. Per far innalzare vapori simili al fuoco. Prendi la radice del l ' erba chiamata cotrop (lucciola), che di notte emana luce come una can­ dela, pestala molto bene con cervello di cervo e bile di bue e fanne delle pillole. Se getterai una di queste pillole su fuoco di sterco, si eleverà un fumo straordinario, per il quale tutto il cielo apparirà rosso e si leveranno dei vapori che sembreranno simili a vampate di fuoco. Tutti quelli che vedranno questo fenomeno avranno paura. Questa operazione deve però essere compiuta quando il tempo è nebbioso e basso. Se terrai il seguente lume davanti a te, non vedrai nulla, mentre se lo terrai dietro vedrai tutto ciò che c ' è in casa: prendi del grasso di delfino e ungi bene una benda con arsenico e verderame pestati. Metti il grasso in un recipiente di bronzo, insieme con la benda. Ac­ cendilo; produrrà una luce che non lascerà vedere nulla a chi lo terrà in mano, mentre potrà vedere tutto quello che c ' è nella casa colui che lo avrà dietro di sé.

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Perché una donna non concepisca. Plasma l ' immagine di una scimmia con bronzo, perforala lungo la spina dorsale e riempila di scamonea. Quando vorrai giacere con una donna, lega questa imma­ gine alle tue gambe ed ella non concepirà. Perché i cani non ti abbaino contro. Prendi una radice di man­ dragola, pestala per bene e amalgamala con latte di cagna. Fanne l ' immagine di un cane e portala con te : i cani non ti abbaieranno, ma fuggiranno davanti a te. Per trasformare il ferro in acqua. Prendi l ' erba chiamata camesir

(Athamanta Macedonica), squilla e corteccia di melograno verde, in parti eguali . Pesta bene il tutto mescolando e amalgamando con ace­ to di vino distillato con l ' alambicco. Intingerai molte volte il ferro in questo aceto, esso si muterà in acqua. Lascialo stare così per un' ora e mezza e poi fa colare l ' aceto, troverai del ferro brillante liquido e raggruppato in un unico punto. Perché una stoffa bruci in assenza di fuoco. Prendi una marcasite aurea e pestala accuratamente e mescola con aceto di vino molto forte . Distillala con un alambicco in un recipiente di cristallo che ri­ porrai sotto dello sterco !asciandovelo per quattordici giorni. Quindi toglilo e mettilo per altrettanti giorni nella crusca, poi trai lo fuori e ungi con esso la stoffa che vorrai : essa brucerà da sola come se lo fosse dal fuoco. Acqua che brucia facendo sembrare rossa ogni cosa. Prendi del calcante di Cipro e fallo cuocere in un forno ben caldo e !ascialo lì per una notte. Al mattino toglilo: lo troverai completamente ros­ so, altrimenti !ascialo rimanere lì per un ' altra notte finché diventi rosso; quando lo sarà, toglilo. Pestalo molto bene e cospargilo con aceto di vino distillato in quantità cinque volte superiore a quella del calcante. Riponilo quindi in un vaso di vetro e lasciavelo per tre giorni, mescolandolo tre volte in un giorno qualunque di questi tre. F allo poi bollire e schiumalo con cura: infatti ne emanerà un' acqua rossa del colore dei rubini. Metti quest' acqua in un recipiente nel quale accenderai uno stoppino : quest ' acqua brucerà e la sua luce farà sembrare rossa tutta la casa (nel colore del rubino), che bri llerà come un rubino. Per creare tarantole verdi dalla puntura mortale . Quando vorrai compiere quest' operazione, digiuna per un giorno intero fino alla notte . Durante la notte, poi, prendi dell ' erba chiamata basilico sil­ vestre e masticala bene: dopo averla masticata, la riporrai così in

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una fiala di vetro che sigillerai con cura. Riponila in una casa buia, dove non giunge la luce del Sole e non ci sia altra luce e lasciavela per quaranta giorni. Quindi valla a prendere : troverai in essa delle tarantole verdi che con i l loro morso possono uccidere un uomo . Queste tarantole hanno una caratteristica: se le esporrai a l S o l e i n o l i o d ' oliva p e r ventun giorni o p e r u n periodo diverso, finché muo­ iono e si sciolgono in quell' olio, e se ungerai con tale olio i morsi delle tarantole, essi guariranno; e se una goccia di quest ' olio cade su di una tarantola, questa morirà all ' istante. Per creare serpenti rossi. Prendi delle grandi ragnatele e mettile in una fiala di vetro con latte d ' asina. Lasciavele per tre giorni, al term i ne dei quali toglile. Aggiungi grasso di testuggine e amalga­ ma il tutto fino a che raggiunga la consistenza delle materie com­ b inate, fascia quindi in un panno rosso e seppelliscilo nel fango per sette giorni finiti i quali troverai un serpente rosso. Se metterai questo serpente dove vi sono delle rane rotelle, il serpente arriverà a prendere le sembianze di un drago, poiché la rana in Egitto è la nemica del drago e quando ne vede uno lo morde e continua a ferirlo finché esso muore . Per scacciare le cimici . Prendi un pelo del collo di una cavalla vergine nel momento in cui essa s i accoppia per la prima volta con un cavallo. Plasma poi delle immagini di cimici quante ne potrà sostenere quel pelo, disponile a forma di grappolo d ' uva. Prendi poi questo grappolo e riponilo in un vaso di bronzo dorato, che sigillerai bene e sotterrerai nel mezzo della casa. F inché questo resterà lì, le cimici non si avvicineranno mai a quelle case. Per fare luce con qualunque tipo di legno. Prendi del grasso di pescecane, mescolato con olio di lauro, sapone e un poco di zolfo fino a farli amalgamare. Se ungerai un qualunque tipo di legno con questo composto e lo accenderai si diffonderà una luce come quella delle candele, che non si estinguerà finché quel legno non si sarà consumato. Questo procedimento fa parte di quelli di Antiochia. Per scacci are i lupi e tutti gli animali pericolosi . Compirai que­ sto procedimento con un tamburo fabbricato per questo specifico scopo secondo le seguenti modalità: prendi un riccio di mare, ta­ gli agli la testa e privato delle spine. Quindi scuoialo e conciane la pelle secondo il procedimento usuale per le altre pel l i . Prendi poi questa pelle e distendila su di un tamburo o su di una nacchera di bronzo che conserverai pronti ali ' uso. Quando vorrai mettere in

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fuga quegli animali, suonerai il tamburo o le nacchere di notte e tutte le bestie pericolose fuggiranno al suo suono, mentre tutti i rettili, udendolo, moriranno. Per allontanare le rane da uno stagno. Prendi grasso di coccodril­ lo e mescolato con della cera, con cui preparare delle candele con lo stoppino. Accendi una candela nel luogo che vorrai e il gracidio delle rane cesserà completamente. Come catturare le tarantole . Prendi dell ' agnocasto, del carduccio bianco e tritali insieme. Aggiungi del galbano rosso e una pietra di bezahar ben polverizzata; amalgama il tutto con succo di sarica. Con parte di questa sostanza plasma l ' immagine di una tarantola, con quello che resta fai delle pillole che lascerai essiccare all ' om­ bra. Metti davanti a te la suddetta immagine e compi una suffumiga­ zione gettando una di quelle pillole sul fuoco; tutte le tarantole del posto s i riuniranno intorno a quell ' immagine . Io credo tuttavia che in questa operazione sia più importante il potere della suffumiga­ zione che quello del l ' immagine. Abbiamo trovato tutte le immagini e i preparati descritti nei libri de

L 'agricoltura Ca/dea

e abbiamo

deciso di esporli qui perché la nostra opera fosse più completa. Tu che vuoi leggere questo libro mantieni, quanto puoi i l segreto senza rivelar lo a nessuno che non sia meritevole, adatto e ben disposto : ve ne sono pochi, non rivelare i tuoi segreti se non a te stesso. Ricor­ da sempre gli accorgimenti e le precauzioni che il sapiente Zucrat insegnò ai suoi discepoli alla fine della sua vita. Primo: disponete e ordinate le vostre nature affinché sorgano spiriti di per sé stessi completamente votati e portati a queste opere e a questa arte, ne ricaverete un grande aiuto nelle vostre operazioni. Secondo : con­ servate solo per i vostri cuori i vostri segreti e la vostra purezza nei periodi nei quali non siete sicuri; infatti l ' avvicendarsi dei tem­ pi determina intorno a voi delle situazioni mutevoli, ora negative e complicate ora favorevoli e semplici. Terzo : non disprezzate le cose che vi servono allorché sarete pronti a progredire e migliorare e non ritenetele di poco conto. Quarto: sceglietevi pochi amici e plasmateli come si fa con i bambini e non dimostrategli il vostro amore e le vostre bontà tutti in una volta, ma a poco a poco; se in­ fatti vi chiederanno qualcosa e lo otterranno subito, la loro amicizia non durerà, anzi diverranno vostri nemici . Quinto: evitate e fuggite il più possibile le macchinazioni turpi, che rovinano la nobiltà e corrompono le bontà. Sesto : amate i vostri amici, senza desiderare

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che vi obbediscano i n tutto e per tutto; i n questo modo l ' amicizia sarà durevole. Settimo: non rimproverate continuamente i vostri amici per quello che fanno ; anche voi siete capaci di commettere le stesse azioni o altre simil i . Ottav o : non rispondete in modo sgarba­ to a chi vi chiede qualcosa, sarebbe un chiaro segno di scarsa bontà di fronte a Dio per i beni che per grazia sua vi sono stati concessi. Anzi, cercate di soddisfare per quanto potete, nel debito modo, le richieste dei bisognosi è nel fare questo non dovete mai smettere di ringraziare Dio per avervi condotto a un tale grado di potenza da riuscire a essere di aiuto a chi ve lo chiede ; ciò sia finché la persona in questione mostra volontà retta e lodevole e prosperità in Dio. Nono : cercate di scoprire secondo le vostre forze le buone qualità e la natura delle cose, cosicché con ciò siano note le vostre qualità, e amatele; infatti , così facendo, ne sarete in qualche modo riamati. Questi sono i precetti insegnati dal sapiente Zucrat ai suoi discepoli alla fine della sua vita: essi sono principi basilari utili alla magia. Parimenti passerò ora a illustrare sette regole raccomandate da Pitagora. Primo: regolate bene pesi e m isure e manteneteli poi nella corretta disposizione . Secondo: guidate e controllate i vostri amori e le vostre amicizie e occupatevi della vostra salute nella misura in cui prima si è detto. Terzo : non accendete un fuoco in un luogo verde che sia stato tagliato con la spada. Quarto : dominate la vostra volontà e i vostri desideri, valutandoli bene nei loro effetti ; ciò man­ terrà i vostri corpi in buona salute. Quinto: comportatevi sempre rettamente e con equità, questo accrescerà l ' amore e l ' amicizia delle persone nei vostri confronti. Sesto : aspettate i momenti opportuni e comportatevi come ordinano i potenti e i giudici, pensando che ciò è necessario in questo mondo per proteggere la propria vita. Settimo : non rovinate e non contaminate il vostro spirito e il vostro corpo; anzi attenetevi a una debita temperanza, affinché con essi possiate sempre operare nei momenti in cui sarà necessario. Queste sono le ventotto case della Luna secondo Plinione. La pri­ ma serve per distruggere e devastare ed è chiamata Alnath. Mentre la Luna attraversa questa casa, plasma le figure di un uomo nero, vestito e avvolto in un cilicio di capelli, ritto in piedi con un dardo nella destra, come uno che stia per attaccare. Inciderai questa imma­ gine in un anello di ferro e la suffumigherai con benzoino liquido. Con tale immagine imprimerai un sigillo in cera nera, dicendo : "Tu, o Geriz, uccidi il figlio della tale presto e in breve tempo, distruggi-

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lo". Se compirai questo rito, accadrà quello che vorrai . Sappi inoltre che Geriz è il nome del signore di questa casa. La seconda casa è Albotayn e serve per spegnere l ' ira. Quando la Luna attraverserà questa casa, prendi della cera bianca e del mastice e amalgamali sul fuoco. Quindi rimuovi questo composto dal fuoco e plasma la figura di un re con la corona. Suffum igala con legno di aloe dicendo : "Tu, o Enedi l , allontana da me l ' ira del tale, fa che muti atteggiamento nei miei confronti e accogl i le mie richieste a suo riguardo" . Tieni l ' immagine con te e succederà ciò che vorrai . Sappi che Enedil è i l nome del signore di questa casa e questa è la sua immagine . La terza casa è Azoraye (cioè Pleiadi), per acquisire ogni bene. Quando la Luna si troverà in questa casa, traccia l ' immagine di una donna vestita, seduta, che tiene la mano destra sul capo e suffumiga­ la con muschio, canfora, resina e con pianta aromatica detta unghia di cavallo. E di ' : "Tu, Annuncia, fa questo e quello", esponendo le tue richieste del bene che desideri, qualunque esso sia. Traccerai la figura suddetta su di un anello d ' argento dal la forma quadrata che porterai al dito . Se avrai seguito queste istruzioni accadrà quello che desideri e la tua richiesta avrà riscontro positivo . Sappi che Annun­ cia è il nome del signore di questa casa e quella è la sua immagine . La quarta casa è di Aldebaran, per suscitare inimicizie. Quando la Luna attraverserà questa casa, prendi della cera rossa e modella l ' immagine di un soldato a cavallo con un serpente nella mano de­ stra, quindi suffumigala con mirra rossa e benzoino, recitando : "Tu, o Assarez, fa per me le tali cose e soddisfa le mie richieste", e chiedi ciò che concerne inimicizia, separazione e malevolenza. Accadrà tutto quello che hai chiesto. Sappi che Assarez è il nome del signore di questa casa. La quinta casa è Almizen, utile per essere ben accolti dai re e dai dignitari. Quando la Luna attraverserà questa casa, fabbrica un sigil­ lo d' argento, nel quale inciderai una testa umana priva del corpo, so­ pra questa testa scrivi i l nome del signore di questa casa e sempre sul sigillo scrivi le tue richieste, di qualunque genere . Suffumigalo con sandalo e di ' : "Tu, o Cabli, rendimi il tale servigio e accogli la mia richiesta", vale a dire di essere ben accolto da re o da governatori . Fatto ciò, porta con te questo sigillo e la tua richiesta sarà esaudita. Quando vorrai vedere qualcuno in sogno, poni questo sigillo sotto la tua testa di notte, quando vai a dormire, pensando sempre a quello

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che vuoi : ti sarà data risposta su ciò che desideri . Sappi che C abli è il nome del signore di questa casa. La sesta casa è Achaya e serve per fare innamorare due persone . Quando la Luna si troverà in questa casa, plasma con della cera bianca due figure abbracciate insieme e avvolgile in un panno di seta bianco. Suffumigala con legno di aloe e ambra, dicendo : "Tu, o Ne­ deyrahe, unisci il tale con la tale e poni tra di loro amicizia e amore". Con questo rito succederà quello che vorrai. Sappi che Nedeyrahe è il nome del signore di questa casa. La settima casa è Aidira, per ottenere ogni bene . Quando la Luna attraversa questa casa, fabbrica un sigillo d ' argento con incisa l ' im­ m agine di un uomo vestito che leva le mani al cielo in atteggiamento di preghiera o di supplica. Scrivi sul suo petto il nome del signore di questa casa, poi suffumigalo con sostanze che abbiano buon odo­ re dicendo : "Tu, o Siely, fa la tale cosa, soddisfa la mia richiesta". Chiedi il bene che desideri. Porta con te quel sigillo e sarà come vorrai . Sappi che Selehe è il nome del signore di questa casa. L'ottava casa è Annathra, per conseguire la vittoria. Quando la Luna sarà in questa casa fa con lo stagno l ' immagine di un' aquila dalla testa umana e incidi sul suo petto il nome del signore di questa casa. Suffumigalo con zolfo e di ' : "Tu, Annediex, fa per me la tal cosa e soddisfa la tale richiesta". Una volta preparata l ' immagine in questo modo tienila dinnanzi all ' esercito : otterrai la vittoria. Sappi che Annediex è il nome del signore di questa casa. La nona casa è Atarfa, per fare ammalare . Quando la Luna per­ correrà questa casa, fabbrica con il piombo la figura di un uomo privo di verga con le mani sugli occhi, scrivi sul suo collo il nome del signore di questa casa. Esponilo a una suffumigazione di resina di pino e di ' : "Tu, Raubel, fa ammalare la tale figlia del tale o provo­ cale delle emorragie". Avanza una di queste due richieste: saranno esaudite se avrai eseguito correttamente quanto esposto. Sappi che Raubel è il nome del signore di questa casa. La decima casa è Algebha, per guarire i malati e far partorire con faci lità. Con la Luna entro questa casa, plasma una testa di leone con oro oppure con pietra, con su scritto il nome del signore di questa casa. Devi suffumigarla con ambra e dire : "Tu, Aredafir, elimina i dolori, le debolezze e le malattie dal mio corpo e dal corpo di chiun­ que mangia o beve il l iquido in cui questo sigillo sia stato lavato". Lo suffumigherai in un giorno qualsiasi e lo darai a un malato per-

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ché lo porti con sé, oppure lo laverai con qualche l iquido che farai bere o mangiare al malato o anche alla donna che abbia le doglie. S appi che Aredafir è i l nome del signore di questa casa. L' undicesima casa è Azobra, per essere temuti e ben trattati. Quan­ do la Luna si troverà in questa casa, inciderai su di una lamina d 'oro l ' immagine di un uomo che cavalca un leone, con una freccia nella mano destra e la sinistra posata sul l ' orecchio del leone, sul retto di data figura incidi il nome del signore di questa casa. Quindi dirai : "Tu, o N eco l, dammi gloria perché sia temuto dagli uomini e mi temano tutti coloro che mi vedono, placa i cuori di re, signori e altri uomini, perché mi trattino bene e mi onorino". Porta con te questa lamina e sarà come hai chiesto. Sappi che Necol è il nome del signore di questa casa. La dodicesima casa è Azarfa, per separare due persone che si ama­ no. Quando la Luna attraversa questa casa, incidi in piombo nero la figura di un drago che lotta con un uomo scrivendo sul retto il nome del signore di questa casa. La suffumigherai con crine di leone misto a assafetida, dicendo : "Tu, Abdizu, allontana e separa il tale dalla tale". Seppellisci quest ' immagine dove vuo i : accadrà ciò che hai chiesto. Sappi che Abdizu è il nome del signore di questa casa. La tredicesima casa è Alahue, per guarire un impotente e far inna­ morare un uomo e una donna. Quando la Luna solcherà questa casa plasma con della cera rossa le figure di un uomo eccitato (cioè con il pene eretto), del tutto simile a uno che desideri avere un rapporto con una donna; modella poi l ' immagine di una donna con cera bian­ ca. Unisci queste due immagini facendole abbracciare e suffumigale con legno di aloe e con ambra. Avvolgile in un panno di seta bianco dopo averle bagnate in acqua di rose; su una qualunque immagine scrivi il nome di chi vuoi. Se una donna porterà questa immagine con sé, sarà molto amata dal l ' uomo il cui nome sarà stato scritto sulla figura a prima vista. Se un impotente porterà con sé questa figura, sarà liberato e potrà giacere con una donna. S appi che Azerut è il nome del signore di questa casa. La quattordicesima casa è Azimech, per separare un uomo e una donna. Con la Luna in questa casa, modella con bronzo rosso l ' im­ magine di un cane che si morde la coda e suffumigalo con peli di cane e di gatto, dicendo: "Tu, o Erdegel, allontana e separa il tale dalla tale donna, insinuando avversione e malevolenza", facendo i nomi delle persone che vuoi. Sotterrerai poi questa figura dove vor­ rai . Sappi che Erdegel è il nome del signore di questa casa.

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La quindicesima casa è Algafra, per acquistarsi amicizia e bene­ volenza. Quando la Luna si troverà in questa casa, fabbricherai un sigillo di henc (che è un tipo di bronzo), con incisa la figura di un uomo seduto, con in mano un foglio e nel l ' apparenza di leggerlo . Suffumigalo c o n incenso e noce moscata, dicendo : "Tu, o Achalich, fa per me la tal cosa e soddisfa la mia richiesta". Chiedi quello che riguarda amicizia, amore e benevolenza, porterai quest ' immagine con te. Sappi che Achalich è i l nome del signore di questa casa. La sedicesima casa è Azebene, che serve per arricchire e commer­ ciare (cioè comprare e vendere). Quando la Luna attraversa questa casa, incidi su di una lamina d ' argento l ' immagine di un uomo se­ duto su di una cattedra, con in mano una bilancia. La suffumigherai con spezie odorose e la esporrai alle stelle per sette notti, dicendo : "Tu, o Azeruch, fa per me la tale cosa ed esaudisci la mia richiesta". Chiedi quindi qualcosa che riguarda il comprare e il vendere. Sappi poi che Azeruch è il nome del signore di questa casa. La diciassettesima casa è Alichil, perché un ladro non entri in casa per rubare qualcosa. Quando la Luna sosterà in quella casa in­ cidi la figura di urta scimmia su di un sigillo di ferro, che si tenga la zampa sulle spalle. Lo suffumigherai con pel i di scimmia e di topo femmina, avvolgendolo poi in una pelle di scimmia. Quindi lo sotterrerai in casa tua e dirai : "Tu, o Adrieb, custodisci i miei beni e tutto ciò che c ' è in questa casa e fa sì che in essa non entri nessun ladro". Se compirai tali operazioni in questo modo nessuna perso­ na malvagia e nessun ladro potranno entrare in casa. E sappi che Adrieb è il nome del signore di questa casa. La diciottesima casa è A l cab, per eliminare la febbre e i dolori del ventre. Quando la Luna percorre questa casa, plasma con bronzo la figura di un serpente che tenga la coda sopra la testa. La suffumi­ gherai con como di cervo dicendo : "Tu, o Egribel, difendi questa mia casa perché non vi entri un serpente o qualche altro animale nocivo". Metti quell ' immagine in un vaso e seppelliscila in casa tua: finché essa vi si troverà non entrerà nessun serpente o animale nocivo. Se uno soffre di febbre o di dolori al ventre deve portare quest ' immagine con sé, guarirà subito. Sappi che Egribel è il nome del signore di questa casa. La diciannovesima casa è Axaula, per far perdere sangue a una donna. Quando la Luna percorrerà questa casa, fabbrica un sigillo con l ' henc (che è un tipo di bronzo) e incidivi l ' immagine di una

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Picatrix

donna che si tiene una mano sul volto. Suffumigala con benzoino l iquido e di' : "Tu, o Annucel, fa scorrere il sangue della tale don­ na" e fanne i l nome. Accadrà quello che vorrai . Se una donna terrà quest' immagine legata sulle cosce, partorirà facilmente e senza pe­ ricolo. Sappi che Annucel è il nome del signore di questa casa. La ventesima casa è Alnaym, per la caccia. Quando la Luna si tro­ verà in questa casa incidi in una lamina di stagno un' immagine con testa e braccia di uomo, corpo di cavallo, con quattro zampe e coda, con un arco in pugno. La suffumigherai con peli di volpe e dirai : "Tu, o Queyhuc, procurami tutta la cacciagione della terra, fa che venga subito a me". Portando così quest' immagine con te, potrai cacciare con facilità. Sappi che Queyhuc è il nome del signore di questa casa. La ventunesima casa è Albelda, per distruggere . Quando la Luna attraversa questa casa, plasma l ' immagine di un uomo, con due fac­ ce, una rivolta in avanti e l ' altra indietro. La suffumigherai con zol fo e ambra gialla dicendo : "Tu, o Bectue, rendi deserto il tal luogo e distruggilo". Riponi quell' immagine in una scatola di bronzo, insie­ me con zolfo, ambra gialla e anche capelli, quindi sotterrala dove desideri : avverrà quello che hai chiesto. Sappi inoltre che Bectue è il nome del signore di questa casa. La ventiduesima casa è . . . L a ventitreesima casa è Zaadebola e serve per distruggere e de­ vastare. Quando la Luna sosterà in quella casa, fabbrica un sigillo di ferro con incisa l ' immagine di un gatto dalla testa di cane . Suffu­ migala con peli di cane dicendo : "Tu, o Zequebin, rendi deserto i l tale luogo, distruggilo e devastalo". Quando p o i questa casa sarà in ascendente, mostra questo sigillo alle stelle e sotterralo nella notte seguente nel luogo che vorrai distruggere. Sarà come volevi. S appi che Zequebin è il nome del signore di questa casa. La ventiquattresima casa è Caadazod, per accrescere gli arment i . Quando la Luna vi si troverà, prendi il como di un ariete castrato, puliscilo e levigalo molto bene; poi incidivi la figura di una donna con un figlio tra le braccia come per allattarlo. Suffumigala con i residui della pulitura e della lavorazione del como, dicendo : "Tu, o Abrine, cura e guida il tale armento". Appendi quindi tale immagine al collo di un ariete di que l l ' armento; se opererai per un armento di mucche, usa un como bovino che attaccherai al collo di un toro . Questi armenti aumenteranno e non saranno colpiti da mortalità. Sappi che A brine è il nome del signore di questa casa.

Libro /V

367

La venticinquesima casa è Zaadalahbia, per difendere alberi e messi da eventi dannosi. Quando la Luna si troverà in essa, fabbrica un sigillo in legno di fico, con le figure di un uomo che pianti un fico. Lo suffumigherai con fiori di albero e dirai : "Tu, o Aziel, pro­ teggi le mie messi e i miei alberi perché non subiscano alcun danno o evento dannoso". Porrai data immagine su di un albero nel luogo che vorrai che sia protetto. F inché quel l ' immagine così preparata resterà lì, nessun danno vi accadrà. Sappi che Aziel è il nome del signore di questa casa. La ventiseiesima casa è Alfarg primo, per generare amore. Quan­ do la Luna sosterà in essa prendi della cera bianca e del mastice e falli sciogliere insieme, plasmane poi la figura di una donna con i capelli sciolti, con davanti a sé un vaso, come se volesse acconciarsi i capelli. Falle un suffumigio con sostanze pro funi ate e di ' : "Tu, o Tagriel, procurami l ' amore e l ' amicizia della tale donna". Metti tale immagine in una scatola, insieme con sostanze molto profumate e portala con te; si avvererà ciò che hai chiesto. E sappi che Tagriel è il nome del signore di questa casa. La ventisettesima casa è Alfarg secondo, per danneggiare un ba­ gno. Quando la Luna sarà in essa, prendi della terra rossa e pla­ smane l ' immagine di un uomo alato, con un vaso vuoto e bucato tra le mani, nell ' atto di portarlo alla sua bocca. Quindi ponilo sul fuoco finché sarà cotto. Dopo un po' riponi in quel vaso assafetida e benzoino liquido, dicendo : "Tu, o Abliemel, rovina il tal bagno del tal dei tali" e qui pronuncia il nome che vuoi. Quindi sotterra detta immagine in quel bagno : esso sarà colpito da tale sfortuna che nessuno vi si recherà per bagnarsi . Sappi che Abliemel è il nome del signore di questa casa. La ventottesima casa è Arrexe, per riunire i pesci in un solo luo­ go. Allorché la Luna si troverà in questa casa, fabbrica un sigillo con l ' henc (che è una specie di bronzo) e incidivi l ' immagine di un pesce con le lische colorate e scrivigli sul fianco il nome del signore di questa casa. Suffumigala con pelle di pesce di mare. Dopo un po ' legala con un filo e gettala in acqua dove desideri che i pesci si rac­ colgano. Tutti i pesci che si trovano nelle vicinanze si raduneranno lì e potrai catturarne quanti ne vorrai . Sappi inoltre che Anuxi è i l nome d e l signore di questa casa. Sappi che devi scrivere il nome del signore della casa in tutte le suddette immagini, insieme con le tue richieste. Però devi scrivere

368

Picatrix

sul fronte delle figure tutte le richieste che mirano al bene, a riunire, radunare, generare amicizie e amore, mentre devi scrivere sul re­ tro delle figure tutte le richieste formulate per disgiungere, separare e generare inimicizie e malevolenze. Devi infine scrivere sul capo tutte le richieste avanzate per conseguire gloria, onore e potenza. E così giunge la fine . Preghiera di Satumo. Quermiex, Tos, Herus, Quemis, Dius, Ta­ m ines, Tahytos, Macader, Quehimen, Saturno ! Vieni presto, con i tuoi spiriti. Preghiera di Giove. Bethniehus, Darmexin, Maciem, Maxar, De­ rix, Tahix, Tayros, Deheydex, Mebguedex, lupiter, Bargis! Vieni presto con i tuoi spiriti. Preghiera di Marte. Guebdemis, Hegneydiz, Gueydenuz, Magras, Herdehus, Hebdegabdis, Mehyras, Dehydemes, Marte rosso, Baha­ ram ! Vieni presto con i tuoi spiriti. Preghiera del Sole. Beydeluz, Demeymes, Adulex, Metnegayn, Atmefex, Naquirus, Gadix, Sole ! Vieni presto con i tuoi spiriti . Preghiera di Venere . Deydex, Gueylus, Meylus, Demerix, Albi­ mex, Centus, Angaras, Dehetarix, Venere, Neyrgat ! Vieni presto con i tuoi spiriti . Preghiera di Mercurio. Barhuyex, Emirex, Hamerix, Sehix, Deryx, Meyer, Deherix, Baix, Faurix, scriba, Mercurio ! Vieni pre­ sto con i tuoi spiriti. Preghiera della Luna. Guemus, Hedus, Maranus, Miltas, Taymex, Ranix, Mehyelus, Degayus, Luna ! Vieni presto con i tuoi spiriti . Leyequin, Leyelgane, Leyequir, Leyequerich, Leyeric, Leyerus, Leyexerix. Scrivi questi nomi su di una manica, che devi bruciare, mentre essa brucia leggi i nomi suddetti. Con quest' azione s i susci­ teranno amore e amicizia. Così finisce il libro di Picatrix, sapiente in materia di astrologia matematica.

Formae Mercurii (part.), da:

MS 793

Krakow, Biblioteka Jagiellonska

Segni dei talismani Vienna, Osterrechische Nationalbibliothek, MS 33 1 7, Fol. 1 1 3

AL-KINDI

DE RADIIS Teorica delle arti magiche a cura di Ezio Albrile e Stefano Fumagalli Traduzione di Emanuela Turri

STEFANO FUMAGALLI

PREMESSA

l. L a speculazione araba h a conosciuto iniziatori di rango. Tra que­ sti risalta, per la vastità dei problemi proposti e lasciati in eredità ai successori e per il piglio fi losofico maturo e sostenuto da una assai versatile cultura, la persona di Abu YusufYa' qub ibn Ishaq al Sabbah al-Kindi, figlio di un qadi di Kufah e appartenente a una stirpe pura­ mente araba, tanto da annoverare tra i suoi antenati un compagno del Profeta. Si sa dei suoi studi condotti a Basra, dedicati all ' istruzione grammaticale e religiosa e culminati in un lungo periodo di studio del

kalam,

la ''teologia". Quanto al resto, poco si conosce della sua

vita, la quale sfuma sovente nella leggenda; quello che pare certo è che la sua cultura lo abbia introdotto, ancora giovane, nella celebre "Casa della sapienza", un' accademia dotata di un ' enorme biblioteca fondata a Baghdad dal califfo abbaside al-Ma' mun (8 1 3 - 8 3 3 ) , e che il suo ingegno si profuse in opere di matematica, astronomia, mu­ sica, medicina, psicologia, politica, alchimia, meteorologia, logica, fino a occuparsi di quelle tecniche che una corte sfarzosa di solito commissionava ai dotti : trattati di oreficeria, gioielleria e sul tratta­ mento dei tessuti preziosi. La sua dignità fu a lungo rispettata dai successori di al-Ma' mun, fino all ' estrema vecchiaia, quando i con­ trasti con l ' astrologo al-Ma'shar gli valsero l ' inimicizia della corte abbaside e la conseguente estrema solitudine. Tutta la sua mole di studi gli valse l ' epiteto di "filosofo degli Arabi", più volte a lui concesso dai suoi biografi, e in Occidente, malgrado la riprovazione di alcune sue tesi da parte di Egidio di Roma, venne enumerato dal Cardano nel suo

De subtilitate

tra i

dodici più universali intelletti del l ' umanità. Nel mondo islamico, tuttavia, al-Kindi fu ricordato più per i suoi studi scientifici che per la sua speculazione fi losofica: Ibn Khaldun, nella sua opera storica, non ricorda il nostro tra

i falasifa da

lui citati, ma dà grande rilievo

alla sua autorità di uomo di scienza e di matematico.

De Radiis

374

Al-Kindi, quasi certamente, concluse la sua laboriosa esistenza nel 873 a Baghdad, la sede dei califfi eretta da poco più di un se­ colo. Pochi decenni dopo la morte del filosofo un mercante di libri, lbn al-Nadim, nella sua opera intitolata Fihrist, compilò un prezioso elenco di tutte le opere attribuite ad al-Kindi: queste sarebbero più di 260, delle quali molte per noi perdute o conservateci in lingue diverse da quella araba. Un fortunato ritrovamento di un manoscrit­ to costantinopolitano nel 1 93 2 ci ha permesso di avere tra le mani trattati in arabo, considerati perduti o conservati soltanto in latino; tra questi, larghi brani della redazione araba del

prima,

Libro della.filosofia

opera che inizia con una appassionata difesa della filosofia,

o meglio, dellafalsafa di origine greca, assai spesso radice del pen­ siero di al-Kindi l . II. Nei tre secoli precedenti la vita di al-Kindi si era iniziata una.fitta e spesso attenta opera di traduzione e cura dei testi della filosofia ellenica, dapprima grazie ai dotti nestoriani e giacobiti di lingua e cultura siriaca, quindi per gli sforzi dei traduttori in lingua araba, i quali disponevano, tutto sommato, di un cospicuo patrimonio te­ stuale preservato in lingua siriaca e greca, spesso accompagnato da interventi e commentari compi lati dagli stessi dottori siriaci, quali Severo di Sebokt e Sergio di Rash' aina, per citare i più importanti. Un vivace centro di cultura di lingua siriaca fiorì a Gondeshapur fino alle soglie del IX secolo, mentre nella capitale la speculazione logica delle scuole nestoriane si perpetuò fino all ' XI secolo2• Nella capitale dei califfi ferveva dunque l ' attività di traduzione e di interpretazione dal greco e dal siriaco, sotto la guida dell' instan­ cabile Honayn ibn Ishaq, ricco mecenate e vero precettore di una turba di traduttori, e grazie al i ' aiuto di un acuto traduttore e studioso di Aristotele, Qosta ibn Luqa, entrambi cristiani. Non si deve poi ta­ cere che questi due studiosi poterono altresì lucrare dei manoscritti recati dalle grandi biblioteche elleniche di Amori o, Ancyra e Antio-

2

L'edizione di questo importante testo ci ha rivelato l ' uso fatto da ai-Kindi del l ' importante Protrettico di Aristotele, del quale noi possediamo soltan­ to dei frammenti . Per il problema si vedano di A. Badawi, La transmission de la philosophie grecque au monde arabe, Vrin, Paris 1 968, pp. 7-33; M. Untersteiner, Proble­ mi difilologiafilosofica, Cisalpino-Goliardica, Milano 1 980, pp. 1 6 1 - 1 79.

S. Fumagall i Premessa

375

-

chia o delle opere raccolte o acquistate dal governo abbaside nelle più colte città dell ' impero bizantino; e che la ricchezza del materiale a disposizione sollecitò i l nascere di una spesso scaltrita critica te­ stuale, oggi riconosciuta, in tutta la sua importanza, in particolare nel l ' opera filologica di Ibn Ishaq. Da oriente, peraltro, affluiva verso la grande città califfale di B aghdad, insieme con la speculazione matematica degli Indi, un rivolo di sapienza astrologica, astronomica e magica la quale con­ temperava elementi zoroastriani e più latamente iranici, quando non buddhisti : prova ne è la celebre famiglia persiana dei B arme­ cidi, assai influente nell ' azione politica e culturale del califfato, discendenti dal B armak, una carica sacerdotale buddhista del mo­ nastero di B alkh . U n grande crocevia, dunque, di cultura e di uomini la giovane Baghdad di al-Kindi. Harun al-Rashid (m. 809) e i

dekkan

aristo­

cratici di ascendenza persiana ne avevano fatto una splendida, colta, cosmopolita città, dove era facile prosperare e curarsi quietamente degli studi. Tuttavia, una persecuzione a danno della comunità re­ ligiosa dei Sabei residenti nella capitale (872), guidati da Tabit ibn Qurra, famigerato astronomo, dovette turbare la concordia e colpire quella confessione religiosa, in buona sostanza un colto paganesimo intriso di elementi astrologici, la quale, come vedremo, non fu senza importanza per la cultura di al-Kindi. Il confronto con la cultura greca da parte di al-Kindi fu ben !ungi da un atteggiamento di mera acquiescenza: curatore di traduzioni, o traduttore egli stesso3, profuse la sua abilità anche in veste di com­ mentatore; senza la sua opera, assai probabilmente alcuni rami della tradizione si sarebbero inariditi o avrebbero avuto una cura m inore e più accidentale. Ad esempio,

!' Ottica

di Euclide fu conosciuta in

Occidente attraverso il commento di al-Kindi; sua peraltro è la para­ frasi ai primi otto capitoli del I libro dell 'A lmagesto, influenzata dal commento di Teone di Alessandria; sua la sistemazione per campi di ricerca della sterminata opera aristotelica e la conseguente più age­ vole edizione dei testi già tradotti. Pare inoltre che egli abbia redatto una parafrasi della

3

Poetica.

È documentata, ad esempio, la sua revisione alla traduzione della Theo­ logia Aristotelis (in realtà una silloge delle Enneadi plotiniane) compiuta dal dotto Na' ima.

De Radiis

376

Benché il nostro sia stato restio a fare i nomi dei saggi da lui conosciuti e citati, in lui vi è Porfìrio, i Neoplatonici alessandrini (Giovanni Filopono e David), Proclo, i l

Corpus hermeticum,

Sine­

sio, Diofanto, Euclide oltre a notizie cospicue su altre scuole, in particolare gl i stoici, tramite opere quali i

Placito Philosophorum

pseudoplutarchei, tradotti da Qosta ibn Luqa. Naturalmente al-Kin­ di conosceva Aristotele non disgiunto dai molti suoi commentatori, Alessandro di Afrodisia sopra ogni altro, e non rinunciò a ritrovare tra lo Stagirita e il suo maestro Platone quelle corrispondenze che i Neoplatonici alessandrini si erano compiaciuti di evidenziare, assai probabilmente sulla scorta della

Concordanza tra Platone e Aristo­

tele del l ' alessandrino Ammonio. Il pensiero di al-Kindi sembra inoltre preservare a tratti suggestioni pitagoriche, o meglio, neopitagoriche, se con questo termine meglio si intende l 'opera filosofica di alcuni pensatori del II-III sec. d.C., assai interessati a una reviviscenza e a una revisitazione degli antichi filo­ sofemi pitagorici : non sembrerebbe dunque casuale la notizia di un trattato, per noi perduto, sulla Dimostrazione

che la filosofia può es­ sere praticata soltanto per mezzo della matematica; neppure sono da sottovalutare quegli indizi neo-pitagorici recentemente posti in luce da Baffioni4 in varie opere della produzione di al-Kindi. Al-Kindi fu spesso influenzato dai dettam i dei mutazil iti e non rilevò alcun contrasto tra fede e ragione. Anzi, intraprese la lettura filosofica del Corano, del quale riconobbe l ' ispirazione e l ' eccel­ lenza; scrisse un trattato, per noi perduto, contro la Trinità e fu apologeta dell ' I slam contro manichei, ate i e materialisti. Ammette la Creazione e ne discute in un breve trattato

proprio e nel senso metaforico),

(L 'agente nel senso

nel quale, avvalendosi di una for­

ma modificata di emanazionismo plotiniano, raffronta le condizio­ ni di una creazione ex nihilo con le varie specie di causazione natu­ ral i . Noto è il suo tentativo di affrontare la questione de l l ' Intel l etto attivo ne l suo celebre una parte del

De intellectu, scritto sotto la suggestione di De anima di Alessandro di Afrodisia. La soluzione

proposta da al-Kindi , sebbene da lui attribuita concordemente a Platone e Aristotele, sarà alquanto elaborata, postulando accanto a una moltitudine di anime immortali un' intelligenza sempre in atto

4

C. Baffioni, Storia della filosofia islamica, Mondadori, Milano 1 99 1 , pp. 1 3 0- 1 3 1 .

S. Fumagall i Premessa

3 77

-

dalla quale l ' uomo trae il suo intelletto. Accanto a questa sorta di intelletto sempre in atto, al-Kindi ammette un intelletto che è in potenza nell ' anima, un intelletto che passa dalla potenza all ' atto, i nfine un intelletto dimostrativo. S i sforzò di dotare l ' arabo di una più matura lingua filosofica, redigendo un trattato

(Le definizioni e le descrizioni delle cose) con­

cernente i l gergo filosofico e cercando di rischiarare i l significato di un centinaio di termini oscuri, fatica non bene ricompensata dai suoi successori, che sempre gli rimproverarono una certa durezza e arcaica oscurità dello stile. Attaccò la credenza ellenica del l ' infinitudine spazi otemporale del mondo, attingendo dal l ' opera di Giovanni F ilopono, i l polemi­ co avversario del pagano Proclo. Dedicò poi tre libri al le questioni concernenti l ' anima, e una importante

Lettera sulla quiddità del sonno e dei sogni, trattazione fisiologica e psicologica dei fenome­ ni onirici , spesso ispirata dagli echi stoicheggianti contenuti nel

De insomniis

di S inesio .

Intrisa di ricordi dei filosofi e moralisti antichi è pure la

sul metodo di scacciare la tristezza,

Lettera

trattatello che indica nella cura

delle virtù dianoetiche e nella stoica apàtheia la soluzione della ma­ linconia e dei disagi esistenziali. Di grande importanza furono i suoi opuscoli dedicati allo studio dell ' ottica e alla fi siologia della visione. Autore di un

gli specchi ustori,

Trattato su­

ispirato a un omonimo opuscolo di Antemio di

Traile, si dimostra critico di Euclide in un altro suo trattato, il

aspectibus,

De

opera tenuta in grandissimo conto da Ruggero B acone

e da Grossatesta. Nella sua discussione teorica dei dati offerti dal l ' antico scienzia­ to, al-Kindi tenta di inverare quanto Euclide aveva solo postulato : la diffusione in modo rettilineo della luce e la concordia di emissione e di immissione delle forme nel meccanismo della visione. Ancora, cosa che non sarà da dimenticare prima di leggere il trattato qui offerto in traduzione, egli dissente da Eucl ide sulla definizione della natura dei raggi formanti il cono, che si diparte dal l ' occhio, del l ' atto visivo: essi non sono discreti, quasi particelle intervallate dal vuoto, ma formano un fascio formato da non inter­ rotte radiazioni . Più radicale la sua definizione della natura fisica del raggio, non più pensato come avente una sola dimensione, alla stregua di una

De Radiis

378

linea geometrica, ma come una formazione di un corpo tridimen­ sionale, un ' impressione originata dalla corporea sostanzialità degli oggetti, dei quali i l raggio assume le caratteristiche fi siche e vo­ lumetriche. Insieme con gli studi dedicati alla teoria dei colori, la sua speculazione si dedicò agl i studi sopra l ' angolo d ' incidenza e di rifrazione, i quali, contrariamente ai dettami di Eucl ide, al-Kindi riteneva che dovessero coincidere, stabilendo che entrambi i feno­ meni si dovevano esplicare su di un medesimo piano geometrico. III. Come ha magistralmente rilevato H. Corbin5, altre vie recavano a Baghdad da molti paesi conoscenze che l ' Occidente cristiano, latino e bizantino, almeno ufficialmente, guardava con disappunto : dal l ' I ­ ran nordorientale, dalla Bactriana giungevano trattati di astrologia e alchimia nonché celebrati maestri, eredi della sapienza magica che era fiorita al tempo dei Sassanidi. La loro importanza, a giudicare almeno dalla sopravvivenza dei termini iranici nel vocabolario tec­ nico delle arti astrologiche ed esoteriche islamiche, dovette essere cospicua e decisiva per la perpetuazione del patrimonio di quella "cultura magica", la quale nella Mesopotamia abbaside conobbe una sistemazione e una cospicua maturazione, prima di irradi arsi verso il bacino del Mediterraneo nei secoli del più maturo medioevo. Ancora sussisteva, ad esempio, il ricordo dell ' attività dell ' osser­ vatorio sassanide di Merv, e lo stesso al-Ma' mun incaricherà i suoi studiosi di compilare nuove tavole celesti per una migliore cono­ scenza di quella che egli definiva la "scienza dell ' ordinamento delle leggi", quella mistione di astronomia e astrologia assai coltivata nel periodo di maggior splendore della dinastia abbaside. Del resto, anche le sponde del Mediterraneo offrivano con dovi­ zia il frutto di pratiche e di tecniche esoteriche, coltivate e sistemate durante la Tarda Antichità. Non a caso Ibn al-Nadim scrive che il principe Khalid, alla fine del VII secolo "convocò un gruppo di fi­ losofi greci che abitavano in Egitto e si esprimevano in arabo con eloquenza e chiarezza. Egl i chiese loro di tradurre dal greco e dal copto certe opere di alchimia. Furono le prime traduzioni realizzate nella terra del l ' I slam"6•

5 6

Cfr. H. Corbin, Storia dellafilosofia islamica, Adelphi, Milano 1 99 1 , pp. 35 Citato da A. Clot, Harun al-Rashid, Rizzoli, Milano 1 99 1 , p. 265.

ss.

S. Fumagalli - Premessa

3 79

A queste suggestioni si aggiunse la consolidata tradizione cultu­ rale della comunità dei Sabei, o degli Harranei (dalla città di Harran, sede del loro grande tempio dedicato alla luna), a quel tempo ancora fiorente, una comunità religiosa assai antica, estintasi solo alla metà del l ' XI secolo, e rispettata dalla gente del l ' Islam grazie alla qualifica di "gente del libro", a quella concessa per esplicito comando corani­ co. Questo credo religioso, in buona sostanza politeistico, assomma­ va in sé l ' eredità della tradizione spirituale semitica più antica con i dettami di una sapienza astrologica nutrita senza alcun dubbio da influenze ermetiche provenienti dalle regioni occidentali . Sahrastani, un autore arabo che ben li conobbe, fu assai colpito dalla perizia astronomica di questi adoratori degli spiriti planetari e descrisse con compiaciuta curiosità il complicato proliferare di un rituale regolato dai vari moti del cielo. La loro influenza nei confronti di al-Kindi, a giudicare da un aneddoto raccontato da un autore arabo, dovette essere di una certa rilevanza, anche se ostacolata da una certa suffi­ cienza, o reticenza, dimostrata da questi dotti e religiosi astrologF. Sappiamo comunque che un allievo di al-Kindi, Sarakshi, compo­ se un' opera sui Sabei, e che alcune testimonianze ricordano che al­ Kindi commentò il

Poimandres,

un trattato ermetico che ebbe molta

importanza sui Sabei, tributando all ' opera un amm irato stupore. Al-Kindi in persona si cimentò nello studio dell 'astrologia. Scris­ se

un'Introduzione allo studio dell 'astrologia,

cercando di stabilire

quale influenza astrale sia di volta in volta più propizia, si impose di ritrovare un metodo più accurato per la costituzione del

coelum

del

giorno natale; si interrogò infine sul significato delle eclissi. Compo­ se inoltre un curioso trattato, che ci è giunto, per determinare grazie a segni astrali (Satumo e Marte in Cancro) il fato delle nazioni e la durata del dominio degli Arabi e dell' autorità califfale, libro inquie­ tante, a quanto è dato leggere, per gli esegeti di fede islamica del nostro filosofo . IV. Il trattato che qui si propone ebbe grande fortuna nell ' Occidente latino, presso il quale fu conosciuto sotto il titolo di

magicarum, 7

Theorica artium

essendo interpretato, non senza forzature, esclusiva-

I Sabei non a caso veneravano Ermes e Orfeo come personificazioni attive del potere del dio creatore, ormai dormiente.

380

De Radiis

mente come un prontuario di magia naturale : fu conosciuto da Tom­ maso e confutato da Egidio di Roma, il quale riportò estese citazioni di questo trattato nel suo

Errores philosophorum8•

Non si deve comunque dimenticare che quest' opera, i l cui titolo nel l ' originale arabo suonava

Fi 'l Shu 'a 'at (Sui raggi stellari,

po­

tremmo tradurre), venne annoverata da al-Nadim tra le opere astro­ nomiche di al-Kindi ed è nettamente distinta da quelle trattazioni più puramente astrologiche conosciute dal bibliofilo arabo. Vero è che per al-Kindi, come per numerosi altri dotti del passato e del futuro, le due discipl ine dividevano in pari misura la sua cura di studioso dei corpi celesti, benché queste si distinguessero in buona sostanza in molti presupposti metodologici e, soprattutto, nei fini a sé mede­ sime proposti . Vi è poi da notare che l ' argomento della propagazione dei raggi stellari non fu affrontato da al-Kindi in quest' unica opera. Nel l ' elen­ co dei trattati astronomici infatti, per la gran parte irrimediabilmente perduti, insieme con opere che investigavano le cause celesti del formarsi della pioggia, della natura del l ' alone solare, delle stelle e del moto retrogrado di alcuni pianeti, troviamo notizia dei titoli di due opere concernenti l ' una i modi della proiezione dei raggi stel­ lari, l ' altra presumibilmente i rapporti del moto solare con l ' emana­ zione di raggi da parte dei corpi celesti .

È che il De radiis, trattato assai ricco di

spunti filosofici e teurgici

tra loro ben coesi, a confronto degli intenti più latamente tecnici suggeriti dai titoli dei due trattati perduti, sembra appunto offrire una non comune originalità e un intento più generalmente esplica­ tivo in quanto riesce a ridurre a un unico principio il vario e, all ' ap­ parenza, assai poco omogeneo dispiegarsi di influenze e causazioni attive per tutto il cosmo: il diffondersi della luce viene infatti consi­ derato come uno dei modi possibili del trasferimento di una forza, in opposizione all ' insegnamento aristotel ico, il quale stabilisce una sostanziale differenza tra la natura fisica della luce e i modi di tra­ smissione del movimento o di qualsiasi altra alterazione.

8

Si veda l ' edizione degli Errores, ed. Koch, 1 944, pp. 47-5 5 . Per molto tempo si dubitò che gli stralci di Egidio, presentati come parti di una The­ orica artium magicarum, appartenessero a quello che noi abitualmente chiamiamo De radiis. Si pensava infatti che Egidio attingesse a un' altra opera di contenuto affine.

S. Fumagalli - Premessa

È

381

importante poi notare che al-Kindi ritiene che anche gli

elementi terrestri possano emettere raggi e concorrere a questo per­

petuum mobile

di energia, ora visibile, ora invisibile, che ricolma

i l creato. Allora, qufile natura possiamo attribuire a quest' energia luminosa, a questo principio empatico di movimento consegnato indistintamente alle sostanze? Sono poi esse, per così dire, specchi o sorgenti di questa forza; ossia questa è da intendere quale la gene­ ralizzazione di un principio attivo, dell ' azione di idee plotiniane per mezzo di quelle catene

(seìrai)

che uniscono gli astri con le piante,

le pietre e i viventi, o non piuttosto la reminiscenza di insegnamenti ermetici, i qual i destinavano un potere creatore e reggitore alle forze attive dei corpi celesti

(Kòre kòsmou,

22; 2 5 , ad esempio)? Oppure

si deve intendere che ogni sostanza trabocchi di energia, emetta dei raggi con cui potere mutare i corpi, come esplicitamente afferma Avicebron nel suo

Fons vitae, opera forse

a questo riguardo debitri­

ce di al-Kindi, o, più in generale, della ormai consolidata credenza del l ' esistenza di una simpatia attiva in ogni cosa9? Quello che più preme osservare è che, comunque stia la questione, al-Kindi consi ­ dera il creato come un' interrelazione di forze e di mutazioni, dove il potere degli astri governa la più parte di queste influenze . Veicoli della trasmissione dei raggi tra il mondo superiore e quello inferiore sono ovviamente i corpi celesti, le cui singolarità di movimento e di posizione donano individualità alle influenze di cui sono tramite : ogni stella ha "un tempo e un luogo" e "un aspetto differente da un altro" ed è così garanzia dell ' infinita varietà del mondo. La pratica magico-teurgica trova quindi qui il suo campo d ' a­ zione : è attraverso i suoni, la parola o simboli magici

(caractères)

che il movimento dei raggi e dei corpi trova una disciplina e una guida. Scrive al-Kindi che "vi sono infatti discorsi, che proferiti dal l 'uomo unitamente all ' immaginazione, al desiderio e alla fede di chi li pronuncia, traducono in atto i movimenti degli individui del mondo"10; "[ . . . ] vi sono alcuni caratteri che hanno potenza e virtù sul fuoco, altri che l ' hanno sul l ' aria, sul l ' acqua o sulla terra [ . . . ] alcu­ ni caratteri tracciati con la dovuta solennità favoriscono l ' azione di Satumo, altri di altri pianeti, altri ancora delle stelle fisse. Parimenti

9 lO

Si veda J. McEvoy, The Philosophy of Robert Grosseteste, Oxford Uni­ versit}· Press, Oxford 1 982, p. 1 60. Si veda De radiis, cap. 5 .

De Radiis

382

alcuni concordano neli' effetto con l 'Ariete, altri con altri segni, e tutta questa diversità delle figure nella potenza e nell ' effetto è attua­ ta dal i ' armonia celeste, attribuendo a ciascuna la propria potenza di produrre il movimento dei corpi esterni attraverso i raggi che emette con diverso effetto, secondo la diversità delle varie figure nella pro­ pria forma, come si è detto [ . . . ] a proposito dei suoni" 1 1 • Ora, in questo trattato dove i l pensiero neoplatonico è potentemen­ te messo a frutto, troviamo un' altra proposizione, di vago sapore lei­ bniziano ma già adombrata dal pensiero antico : se a qualcuno fosse concesso di penetrare la condizione dell ' armonia celeste, egli cono­ scerebbe gli elementi in ogni luogo e tempo; viceversa, se soltanto fosse dato conoscere profondamente e sostanzialmente una qualsiasi cosa in questo mondo, ben presto ciascuno di noi conoscerebbe l ' inte­ ro dispiegarsi dell'armonia celeste 12•

È tanto vero affermare infatti che

ogni cosa che si muova nel mondo sia effetto del moto celeste, quanto ritenere che ogni cosa che sia stata o sarà trovi immancabilmente la sua causa e la sua previsione entro quell' armonia: cielo e terra sono legati come il principiato discende dal principio. Da simili presuppo­ sti non sarebbe avventato ritenere che chi avesse conoscenza del moto dei corpi celesti verrebbe a conoscenza, per modo divinatorio, di tutto quanto è passato e di tutto quanto è futuro. Del resto, una tale convinzione, afferma al-Kindi, è suffragata e confermata dalla teoria che ogni sostanza, celeste o sublunare, emet­ ta raggi in ogni direzione, di modo che, in virtù di queste radiazioni e della condizione della loro propagazione, non sarebbe avventato sostenere che ogni cosa sia in ogni altra, e che ogni parte del co­ smo sia legata empaticamente a tutte le altre. Da qui dipende un importante corollario di natura ontologica: la conoscenza integra ed esauriente di una pur minima cosa rivela, come dentro uno specchio, l ' universale essenza del cosmo. Ne segue poi l ' affermazione della generale sottomissione di ogni cosa alla necessità13, e la breve trat-

Il

12

13

Si veda De radiis, cap. 7. L' immagine più usata per chiarire questo rapporto è quella del lo specchio; troviamo passi analoghi nel pensiero neoplatonico: P l otino, Enneadi, V, 8, 4; Proclo, Elementi di teologia, ed. Dodds, p. 254. La questione della necessità d i ogni evento e del ruolo assegnato all' astro­ logia non sembra essere stata trattata con ferrea coerenza da al-Kindi : egli sembra salvare la libertà dell' intenzione (iradah) e di una sorta di inclina-

S. Fumagalli

-

3 83

Premessa

tazione delle altre modalità: la contingenza e il possibile sarebbero conseguenza della visione parziale e manchevole di chi non riesce a cogliere la potenza e l ' ineluttabilità delle cause celesti. Vero è che l ' azione umana "aggiunge qualcosa all ' effetto" del l ' ar­ monia celeste, e che la conoscenza è considerata come un privilegio concesso agli uom ini e una sorta di purificazione, indispensabile con­ dizione per una vita morale; anzi, è pur dato agli uomini di cooperare in qualche modo all ' impressione di una forma in una data materia mediante l ' immaginazione, l ' intenzione e la fede. La preghiera e lo scongiuro del resto, benché incapaci di perturbare l 'Altissimo trova­ no ragione di esistenza per la loro capacità di muovere quelle essenze mediane che anche l 'angelologia i slamica contempla in gran nume­ ro, e per il loro potere di mitigare l ' ignoranza degli uomini circa il costituirsi armonico del tutto, e di procurare al fedele un' emozionale consapevolezza della propria dignità nell' ordine del mondo. Al-Kin­ di insiste comunque ad affermare che le pratiche magiche sono da considerarsi come attività naturali, le quali non rompono le catene della necessità ma giungono a manifestare la trama nascosta del rea­ le : ''[. .. ] alcuni uomini, scrutando i segreti della natura sia superiore che inferiore, per la loro comprensione della disposizione dei cieli, hanno capito molte verità occulte nel mondo degli elementi [ . . . ] gra­ zie a un' arte cui ricorrevano per scoprire in modo stupefacente tutto questo, e attraverso la quale trovarono la forma dei suoni e dei nomi efficaci a produrre il movimento nella realtà" 14• Conclude la trattazione teologica l ' affermazione della necessità di una via negativa e apofatica, quindi dell ' importanza dei nomi at­ tribuiti a Dio quali "segno alquanto espressivo della sua maestà e più che nelle altre parole nel modo conveniente ai suoni " 1 5 • Nesso della corrispondenza d e l tutto con la sua immagine esisten­ te negli uomini è ciò che al-Kindi chiama

unitas regitiva,

sorta di

centro vitale e intellettivo del l ' anima, quasi sicuramente un riflesso dell ' antico

hegemonikòn

stoico, dal quale si differenzia tuttavia a

causa della capacità consegnata a questo principio unificante di es-

14 15

zione (tamil) della volontà. Una sua opera composta per affrontare il proble­ ma, assai caro alla speculazione dei mutaziliti, è andata purtroppo smarrita. Si veda la cautela di un ortodosso: G. Atiyeh, Al-Kindi, the philosopher of the Arabs, Islamic Research lnstitute, Rawalpindi 1 966, pp. 80 ss. S i veda De radiis, cap. 6. Si veda De radiis, cap. 6.

De Radiis

384

sere tramite delle passioni e delle proprietà dell ' individuo .

È grazie

a questo principio di unificazione che la volontà acquista maggio­ re capacità di emettere raggi e di modificare l ' esistente, quanto più essa sia innervata dai moti del l ' animo e dai desideri . Altri motivi di infrazione del l ' ordine universale si hanno nella preparazione di talismani e nella celebrazione di sacrific i animal i , pratica religiosa assai cara all ' Islam . Non a caso, dunque, al-Kindi dedica la parte conclusiva del suo trattato a un' originale spiegazione del l ' utilità del culto sacrificale, considerato come un' alterazione dei rapporti simpatetici che muovono il cosmo: nel sacrificio, il sacri­ ficante opera, con la propria volontà, sulla vittima, m etafora della costituzione del creato, per ottenere un' inversione del corso della natura, uno squarcio che apre alle forze degli elementi e al la volon­ tà del sacerdote un nuovo campo d ' azione . Scrive infatti al-Kind i : " [ . . . ] ne segue che, finché vive, l ' animale plasma le parti d e l mondo elementare con i propri raggi, e agisce a suo modo su di esse come su di una materia. Ora, quando muore naturalmente, con l a sua mor­ te non muta il mondo, se non in relazione a ciò che la natura uni­ versale mostra nel proprio corso. Quando invece muore per azione del l ' uomo, contro il corso della natura, la materia del mondo subisce una mutazione contro natura, per cui, così alterata, i n una sua parte è resa atta alla ricezione di un moto e una forma, che secondo il cor­ so naturale non avrebbe dovuto ricevere . Per cui l ' i m m aginazione umana, l ' intenzione e il desiderio, concorrendo con l ' opera di messa a morte del l ' animale, sortisce l ' effetto di un tema natale, quando fa mostra della solennità richiesta"16•

16

S i veda De radiis, cap. 6.

NOTA AL TESTO

La traduzione del

De radiis

di al-Kindi è stata condotta sul te­

sto latino stab ilito da F. Hudry, ed edito in collaborazione con M. T. D ' Alvemy negli

Moyen Age,

Archives d 'Histoire Doctrinale et Littéraire du

4 1 ( 1 974), pp. 2 1 5-259; l ' edizione è preceduta da un

saggio introduttivo (pp. 1 3 9-2 1 4), e i l tutto è da noi abbreviato in

D 'A lverny-Hudry. Del De radiis esiste

una traduzione francese di Sylvain Matton

apparsa nel l ' antologia curata dallo stesso autore

Traditionelle, Retz, Paris

La Magie Arabe

1 977, pp. 7 1 - 1 2 8 .

Per una prima informazione bibliografica si veda D 'Alvemy­ Hudry, pp . 1 67- 1 69.

DE RADIIS THEORICA ARTIUM MA GICAR UM

TEORICA DELLE ARTI MA GICHE

I. DE ORIGINE SENTENTIE

Omnes homines qui sensibilia sensu percipiunt ea in aliqua forma comprehendunt, qua etiam comprehensione inveniunt motu rationis sensu percepta singularia aliquibus formis convenire et aliquibus ad invicem differre, cum isto quoque sensus exercicio per unitatem uniuscuiusque hominis regitivam concurrit officium rationis res in communi forma mice comprehendentis cum subtractione non communium. Et est hec comprehensio mentalis intellectus qui pro rebus taliter comprehensis "universale " appellatur, quod secundum naturam forme comprehense et comprehendendi modum dividitur in quinque species: genus, species, differentia, proprium , accidens. Cum igitur universale dicto modo in mente hominis ortum fuerit propter innatum sciendi desiderium, ipsius condicionem opere rationis investigai, cuius cognitio semper surgit a sensu sicut et ipsius universalis concepito. Verum quia in similibus semper simile datur indicium, contingit alicui subiecto tam singulari quam universali aliquam condicionem cogitatione tribuere que ei cognita non est sensu convenire, se alicui simili sensu perceptual est convenire, et per hoc eadem convenientia tribuitur simili iudicato. Si autem aliquod singulare ve/ universale ve/ condicio in cogitatione conceptumfuerit cuius simile nonfuerit sensu perceptum, talis animi conceptus cassus est secundum humanum intellectum quem a sensu oriri necesse est. Verum ratione formantur quedam universalia et eorum alique condiciones que sensus non docuit, ut virtutum species ex quibus operaciones procedunt in corporibus. Vìs enim calefaciendi in igne ratione comprehenditur, sed eius simile sensu non percipitur, propter quod il/a vis secundum se nec etiam ratione cognoscitur, sed secundum eius effectum tantum ymaginatur qui sensu perceptus est, et per hoc ratione vis il/a comprehendi dicitur. Et hoc idem sciendum est de singularibus.

390

De Radiis

Si enim eorum simi/ia sensui subiecta non sint, cassus est intellectus taliter singulare comprehendens, licet a/icui videatur rem sic esse comprehensam. Formatio autem forme universalis ex singularibus singillatim sensu perceptis quadam necessitate data est humano generi, quoniam omnia singularia sentire est impossibile. Sed quia aliqua sentiri possunt,jùit necesse ex quibusdam sensu perceptis universale colligere quod quodam modo omnia singularia comprehendit, ut scito universali sciatur quodlibet singulare quod occurrit ad sensum sub ilio universali contentum. Universalis enim scientia est homini necessaria propter scientiam singularium que sola continent utilitatem humanam, propter motum quem faciunt, quod universalia nunquam faciunt. Sic ergo omnium rerum condiciones primo per sensum sciuntur: que, qua/es, quantes, qua/iter agentes aut pacientes, qua/iter etiam se habentes ad sua ve/ alia subiecta, sive universalia sive singularia. Verum res tam singulares quam universales nec non et rerum condiciones quedam sunt manifeste, quedam manifestiores, quedam manifeslissime, alie occulte, alie occultiores, alie occultissime tum sensui tum rationi. Quam diversitatem operatur ipsarum rerum natura in tali ve/ tali condicione eas producens. Hominum quoque quidam sunt magis, quidam minus perceptibiles tum sensu tum ratione, et hoc quoque procedi! ex propria uniuscuiusque qualitate ad perceptionem magis ve/ minus disponente ipsum. Unde fit quod quidam fiunt magis sapientes quam a/ii. Magis autem sapiens est et dicitur qui minus perceptibilia percipit de rebus et earum conditionibus. Unde est quod qui sancto sapientie desiderio sunt informati ad comprehensionem occulte conditionis rerum laborant plurimum. !sto autem prediti desiderio antiqui patres, videntes oculis corporeis rerum mundialium multifariam diversitatem, earum origines et alias conditiones sollicita et sol/erti indagine sunt scrutati et circa eas plurima sensu perceperunt; plura etiam ductu rationis invenerunt que ultra humanam comprehensionem etiam a sapientibus nostri temporis reputantur. Hec autem credimus eos assecutos ex nature humane temperancia perfectius ceteris eiusdem nature participibus in eis vigente et morum rectitudine acquisita, per eandem et exercicium regulare

De origine sententie

391

quibus sunt docti res meliores ad sui perfectionem curwszus affectare, quo affectu non cessante a sciendi studio tota vi/a non cessarunt. Hoc igitur modo factum est quod plurima circa res visas perpenderunt que potius divino spiramine quam humana ratione eis suggesta videantur. Nam sursum aspicientes, stellarum plurium condiciones quasdam perceperunt inter quas septem planetarum proprietates propensius ceteris investigare conati sunt et scire, utpote quos rerum mundialium precipuos dispensatores experiencia longa probaverunt. Indubitatam ergo fidem per sensum sunt adepti quod stellarum dispositio mundum elementorum disponi! et omnia que ex ipsis composita in ipso, quocumque loco, quocumque tempore continentur, adeo quod nulla substantia, nullum accidens hic subsistit quod in celo suo modo non sit figuratum, et hoc quidem ex earumdem radiis in mundum missis non dubitatur provenire.

l. SULL' ORIGINE DELLA CONOSCENZA

Ogni uomo, percependo le realtà sensibili, le comprende in una certa forma, e in que sta comprensione scopre anche razionalmen­ te che i s ingo l i oggetti percepiti con i sensi concordano in certe forme e differiscono reciprocam ente in altre ; la ragione, che li lega in un ' unica forma comune astraendo dai caratteri non co­ muni, attraverso l ' unità reggitiva 1 di c iascun uomo, concorre a questo esercizio della sensibilità. Questa comprens ione mentale è propria del l ' inte lletto che è chiamato "universale"2 in conformità con gli oggetti in tal modo compresi, ossia, secondo la natura del­ la forma compresa e i l modo di comprendere, s i divide in cinque tipi : il genere , la specie, la differenza, il proprio , l ' accidente . Dacché dunque l ' universale è così sorto nel la m ente dell ' uo­ mo, per l ' innato desiderio di conoscere egli investiga con la ragio­ ne la condizione della realtà, la cui conoscenza sorge s empre dai sensi, come anche lo stesso universal e. In verità, poiché riguardo a cose simili è sempre dato un giudizio simile, accade che a un soggetto, tanto singolare quanto universale, il pensiero3 attribui­ sca una condizione che non s i è appreso convenirgli dai sens i ; ma

2

3

L' unitas regitiva si riferisce sia allo stoico hegemonikòn, l ' organo cen­ trale direttivo del l ' anima, sia al punto di contatto tra macro e micro­ cosmo proprio del la tradizione fi losofico-ermetica, ossia il punto in cui avviene la mediazione tra mondo sensibile e mondo intel legibile; si veda l ' accurata anal isi del term ine in D ' Aiverny-Hudry, pp. 1 60- 1 62 d eli' Introduzione. È qui usato il neutro sing. con riferimento ai cinque universalia che costituiscono la "specific ità (naw 'iyya) delle cose" : l ' intelletto astrae le forme dagli oggetti intel legibili, e diventa così identico ad esse; cfr. la discussione in D'Alverny-Hudry, p. 2 1 6 (nota c), e C . Baffioni, op. cit. , pp. 1 3 7- 1 40. In latino cogitatio traduce molto probabilmente il termine arabo.fikr, cioè "pensiero".

Sull 'origine della conoscenza

393

grazie ai sensi s i percepisce che essa s i addice a un oggetto simile, e per questo, a c i ò che è giudicato simile, sono attribuiti gli stessi caratteri confacent i . Ma se n e l pensiero è stata concepita una realtà singolare o uni­ versale o una condizione i l cui corrispettivo non era stato perce­ p ito sensibi lmente, tale concetto dell ' animo è vuoto secondo l ' u­ m ano intel letto, che necessariam ente ha origine dal la sensibi l ità4• In verità la ragione forma alcuni universal i e alcune loro condi­ zioni che i sensi non hanno avvertito, come l e specie di virtù dalle quali procedono l e operazioni nei corp i . Infatti , la facoltà di scal­ dare nel fuoco è compresa dalla ragione, ma non ne è percepito il corrispettivo dai sensi , per cui questa proprietà non è conosc iuta secondo sé stessa né secondo ragione, ma è solo immaginata se­ condo i l suo effetto che è percepito sensibi lmente e per questo s i d i c e c h e è compresa dalla ragione. E bisogna sapere c h e lo stesso vale anche per le realtà singolari . Se infatti i loro corrispettivi non sono stati sottoposti ai sensi l ' intelletto che comprende i n tal modo l ' oggetto è vuoto, sebbene a qualcuno sembri che quello sia stato compreso. D ' altronde il sorgere di una forma universale dai fenomeni sin­ golari percepiti separatamente è data al genere umano necessa­ riamente, poiché è impossibile aver sensazione di ogni singola realtà. Ma poiché di alcune s i può avere sensazione era necessari o c onseguire d a i singol i fenomeni percepiti u n universale, c h e dun­ que comprende in un certo modo ogni realtà singolare, così che, una volta stabilito l ' universale, s i possa conoscere ogni realtà sin­ golare in esso contenuta che s i presenti ai sens i . Infatti, la scienza dell ' universale è necessaria al l ' uomo ai soli fini della conoscenza di ciò che è singolare e che solo racchiude l ' um ano vantaggio per il movimento che suscita e che l e realtà universali non producono mai. Cosi dunque le condizioni di tutti i fenomeni si conoscono in primo luogo attraverso i sens i : cosa s iano, che qualità possiedano, quanto grandi siano, come agiscano o patiscano e anche come si

4

Secondo la dottrina aristotelica lo sviluppo della vita conoscitiva prende le mosse dal senso: le forme sensibili non sono altro che l ' idea divina impressa nella materia, il ti thefon (cfr. Eth Nich VII, 1 4, 1 1 53b, 32; X, I O, 1 1 79b, 2 1 ); esse passano nei nostri sensi non realmente, bensì "intenzionalmente" (àneu tés hyles), e li fanno passare dalla potenza all 'atto del sentire.

394

De Radiis

trovino rispetto alle realtà loro o altrui soggette, sia universali che s ingolari. In verità tra le realtà tanto singolari che universal i , e similmen­ te tra l e condizioni delle cose, ve ne sono di più o meno manifeste, di più o meno occulte, sia ai sensi che alla ragion e . E la natura opera questa diversificazione degli stess i fenomeni producendoli in questa o quella condizione . Anche tra gli uomini alcuni sono più, altri meno propensi alla percezione, sia sensibile che razionale, e questo deriva dal la qua­ l ità propria di ciascuno che ve lo dispone in maggior o m inor m isura. Per cui avviene che alcuni diventino più sapienti di altri . Ma è e si dice più sapiente chi cogli e gli aspetti meno percepibili dei fe­ nomeni e le loro condizioni. Ne segue che coloro che sono formati dal santo desiderio della sapi enza lavorano molto alla compren­ s ione della condizione occulta della realtà. E appunto sospinti da questo des iderio gli antichi padri, veden­ do con gli occhi corporei la ricca varietà delle cose di questo mon­ do, scrutarono con attenta indagine le loro origini e condizioni e appresero con i sensi moltissime verità intorno ad esse; guidati dalla ragione ne trovarono poi parecchie che anche i sapienti del nostro tempo ritengono oltrepas sino l ' umana comprens ione . Crediamo d ' altronde che essi abbiano conseguito simili risul­ tati da una temperanza della natura umana più perfetta che negli altri che ne sono partecipi e da un ' acquisita rettitudine dei costu­ m i ; che attraverso di essa e una pratica regolativa grazie alla qua­ le sono sapienti, raggiungano con molta cura ciò che è migliore in vista della loro perfezione e non cessando tale ambizione non desi stettero per tutta la vita dal l ' amore per il sapere . In questo modo avvenne dunque che essi colsero esattamente, c irca quanto avevano visto, parecchie cose che sembrano suggerite loro più da un ' i spirazione divina che dali ' um ana ragione. Infatti , osservando il cielo appresero le condizioni di parecchie ste l l e , tra le quali si appli carono a investigare e conoscere più da vic ino rispetto alle altre le proprietà dei sette pianeti, in quanto lunghe esperienze avevano provato che essi erano i principal i dispensatori degli eventi di questo mond o . Attraverso i sensi rag­ giunsero dunque la convinzione incrollabile che la d i sposizione delle stelle ordina il mondo deg l i elementi e tutto ciò che essi vi

Sull 'origine della conoscenza

395

compongono in qualunque luogo e tempo, a l punto c h e qui non sussiste alcuna sostanza, alcun accidente che a suo modo non sia figurato in cielo, e non v ' è dubbi o che questo derivi dai raggi che l e stelle inviano nel mondo5•

5

Questo passo si riferisce alla dottrina delle "emanazioni astrali", frutto di rielaborazione di idee e concezioni fi losofiche ben radicate nel pensie­ ro ellenico: già Aristotele, per descrivere il processo della generazione, aveva introdotto il concetto di causa agente. Niente infatti passa dalla potenza all ' atto, se non per l ' azione di qualcosa che sia già in atto e la causa agente, mediante l ' azione che essa esercita sulla materia, attua il passaggio di questa dalla potenza all ' atto; ma concorrono a questo pro­ cesso generativo anche gli astri mossi dalle Intelligenze celesti che eser­ citano sul mondo sublunare un influsso attivo e attivante della materia. I Neoplatonici ripresero alcuni particolari delle concezioni aristoteliche sia alla luce della figura platonica del demiurgo, sia in relazione alla dottri­ na stoica de l i ' anima mundi che irraggia nel cosmo i 16goi spermatikoì: rappresentarono così Io spazio cosmico come una realtà che avvolge e comprende i corpi ed esercita la propria virtù su di essi, perciò ogni ele­ mento ha la sua propria regione cosmica a cui per sua natura è portato. È pure evidente che a queste concezioni puramente speculative si siano sovrapposte dottrine gnostico-ermetiche e magico-pratiche di derivazione prettamente orientale.

Il. DE RADIIS STELLAR UM

Omnis enim stella suam habet propriam naturam et condicionem in qua radiorum proiectio cum aliis continetur. Et sicut unaqueque suam habet propriam naturam quam totaliter in nulla alia contingit reperire, in qua radiorum emissio continetur, sidpsi radii in diversis stellis sunt diverse nature, sicut et ipse stelle sunt in natura diverse. Omnis autem stella suum habet situm in mundana machina, alium ab omnibus aliis. Unde provenit necessario quod omnis stella alium, sortitur respectum quam alia ad omnes alias et res omnes et /oca in mundo contenta. Respectus autem varius variai effectum radiorum sicut et alie proprietates ipsarum stellarum varie. Unde fit quod omnis stella aliud et a/iter operatur in locis et rebus diversis, quantumcumque modicis et quam modice differentibus, cum tota stellaris operatio per radios procedat qui in omni aspectu vario in se ipsis variantur. Nam radius qui a centro stelle ad centrum terre descendit fortissimus esse probatur in operationis sue specie. Qui autem a centro terre obliquantur secundum proportionem obliquationis in effectu debilitantur, nisi in quantum aliarum stellarum radiis concurrentibus in eisdem locis confortantur. In omnem enim locum omnis stella radios ejjùndit, propter quod radiorum diversitas quasi in unum con.flata variai omnium contenta locorum, cum in omni loco diverso diversus sit tenor radiorum qui a totali stellarum armonia derivatur. Hec insuper, quia continue mutatur per planetarum et aliarum stellarum continuum motum, secundum locum mundum elementorum et eorum contenta omnia continue movet in diversas conditiones, exeuntes in actum secundum exigenciam eiusdem temporis armonie, licet humanis sensibus res alie mundi videantur permanere. Hoc autem sic non esse est ratione phisica, etiam a sensu trahente originem, evidentius comprobatum. Liquet igitur quod omnia /oca diversa et omnia tempora diversa constituant individua in hoc mundo, quod facit celestis armonia

398

De Radiis

per radios in mundum proiectos, sese continue diversificans, sensu quoque declaratur in quibusdam et in aliis. Hoc idem catione colligitur quod stellares radii in re eadem ex elementis composita, secundum diversam naturam componentium diversimode rem afficiunt. Solis enim radii rem obscuram, pula corpus hominis, illustrantes, quoad colorem in superficie subsistunt qua et re.flectuntur, quoad calorem suum in ipsum corpus intrant et eum calefaciunt et quoad vivificationis naturam quam similiter habent, spiritum hominis confortant, et ila in aliis que non sunt adeo sensui manifesta esse verisimile est. Quocirca convincitur ratione quod omnium stellarum radii diversas habent in rebus mundi operationes secundum earundem rerum proprietates diversas, cum omnes res per radios oriantur et extent. Sed et hoc sol/erti studio advertendum est quod cum omnis res huius mundi continue moveatur aliqua specie motus, forma quam per motum recipit habet pro materia preiacenti formam qua eadem res privatur. Omnis etenimforma nunc existens est materia contigue subsequentis que transit in eam per motum stellarium radiorum in re cum tota sua conditione dominantium. Unde fit quod diversa materia pteiacens diversam per motum recipit formam novam, scilicet secundum quod magis apta est per propriam naturam ad recipiendum formam istam. Et ex hoc fit quod ex semine frumenti messis frumentaria procreatur magis quam ordeacea in hoc loco, in quo, si semen ordei proiectum esset, messis ordeacea generaretur per illam eandem radiorum in loco isto concurrentium potestatem, que - eadem in quocumque loco existens - diversa operatur secundum materie invente diversitatem. Sed et hoc scias quod mores hominum et bestiarum consuetudines materiam preiacentem modificant et tanquam pars eius esse multotiens reperitur in e.ffectu. Ex hac enim causa est quod filius regis rex est post patrem quia successionis habitus in semine per morum qualitatem existens filium generatum affidi eodem habitu quo pater era!, propter Ievem transitum qui est a tali materia in tale materiatum. Et filius fabri ut frequentius habilior nascitur ad paternum officium, stellaribus radiis huiusmodi motum circa materiam dispensantibus. Diversitas ergo rerum in mundo elementorum apparens in quocumque tempore ex duabus precipue causis procedi!, scilicet

De radiis stel/arum

3 99

ex materiarum diversitate et varia stellarium radiorum operatione. Inter que, quia in aliquibus est maior, in aliquibus minor differentia, producuntur res tum magis tum minus differentes in diversis locis et temporibus. Unde quedam res inveniuntur differentes genere, quedam specie, quedam vero solo numero. Materie preiacentes differentium genere plus differentie habuerunt ad se invicem quam materie ex quibus differentia specie processerunt. Similiter materie ex qui bus facte sunt natura/iter res differentes specie inter se plus differebant quam materie ex quibus per motum nature facta sunt individua solo numero differentia. Eodem modo radiorum stellarium collectio que in diversis locis operatur res genere differentes plus differentie et diversitatis in se continet in /ocis diversis quam il/a que operatur specie differentia. Similiter il/a que operatur res differentes specie plus differentie et diversitatis in se habet in diversis locis quam illa que operatur res differentes solo numero. Hec enim est condicio celestis armonie quod cum omnes stelle sint diversarum naturarum, et per hoc earum radii omnes diversorum effectuum, in mundo e/ementorum accidit radia/es effectus a se invicem adiuvari circa eandem materiam et in alia a se invicem impediri et in omni re, ab armonia facta scilicet, est aliqua stella predominans et a/iquod signum similiter quod in opere et regimine eiusdem rei pre ceteris gerit principatum. Ex hac radiorum inter se condicione tanta rerum diversitas surgit in hoc mundo ut nusquam due ve/ plures res actu existentes in omnibus consimiles inveniantur, licet sensus humanus non sufficiat differentiam comprehendere. Cum autem ex aliqua specie materie aliqua rerum species per motus in eadem materia factos generator ut frequenter, naturalis generatio ab hominibus dicitur; cum vero preter solitum ex tali materie specie talis rerum species generator, preter naturam talis generatio fieri reputatur. Verum in utraque eadem celestis armonia operator, què in diversis locis et temporibus tam diversimode operatur ut nunc similia ex similibus produca/, nunc vero dissimi/ia, et hoc in a/iquibus frequenter, in aliquibus raro, in aliquibus rarissime, in aliquibus vero nunquam, in quantum est compertum ab hominibus. Producit quoque similia nunc moto simili, nunc dissimili, nunc motu , nunc veloci et aliis modis innumerabilibus.

400

De Radiis

Res huius mundi et earum motus secundum /oca et tempora inveniuntur variari, que - quia a celesti causa procedunt - aut omnia aut eorum nonnulla in admirationem deducent sapientem qui huius cause virtutem cognoscit. Si enim alicui datum esset totam condicionem celestis armonie comprehendere, mundum elementorum cum omnibus suis contentis in quocumque loco et quocumque tempore piene cognosceret tanquam causatum per causam. Si etiam aliquam rem huius mundi in tota sua condicione cognosceret, celestis armonie condicio ipsum non lateret, quoniam causam per suum effectum comprehenderet. Omnis enim res, quam modica in mundo elementorum agens, totius celestis armonie est effectus. Res, quecumque fuerunt et quecumque future sunt, in eadem armonia denotantur, licet aliter quam res que in hoc tempore actualem habent existentiam. Unde qui totam condicionem celestis armonie notam haberet tam preferita quam presentia quam futura cognosceret. Vìce quoque versa unius individui huius mundi condicio, piene cognita, tanquam per speculum celestis armonie condicionem totam presentare!, cum omnis res huius mundi sit exemplum universalis armonie.

2.

SUI RAGGP

Ogni stella infatti ha la propria natura e condizione, nella quale

è contenuta, tra gli altri caratteri, la proiezione dei raggF. E come ciascuna ha la propria natura, che non accade di reperire totalmen­ te in nessun' altra e nella quale è inclusa remissione dei raggi, così gli stessi raggi nelle diverse stelle sono di differente natura, proprio come le stelle lo sono tra loro. Ogni stella ha poi la sua posizione nella macchina del mondo, diversa da ogni altra. Ne deriva necessariamente che ogni stella ha in sorte un aspetto differente da un altro rispetto a tutte le altre stelle e a ogni cosa e luogo contenuti in questo mondo. Ma un diverso aspetto muta l ' e ffetto dei raggi come anche le va­ rie altre proprietà stellari . Ne segue che ogni stella opera un altro effetto e in modo disuguale in luoghi e circostanze differenti, per m odeste che siano le discordanze, poiché tutta l ' operazione stel­ l are procede attraverso i raggi , che i n ogni diverso aspetto variano in sé stess i .

È

infatti provato che il raggio discendente dalla stella a l centro

della terra è potentissimo nelle operazioni della sua specie. Inve­ ce quelli deviati dal centro della terra sono indeboliti nel l ' effetto in proporzione all ' angolo d ' incidenza dell ' i rradiamento3, se non in quanto sono potenziati dai raggi di altre stelle che si incontrano ne­ gli stessi luoghi.

2

3

Ogni astro comunica al mondo la sua propria natura tramite i suoi "raggi" (l 'adii) : il cosmo è contenuto in una invisibile rete di raggi, provenienti sia dalle stelle che da tutti gli oggetti della terra. L' intero universo, dagli astri più lontani al più remoto oggetto terreno, tramite le sue radiazioni, è presente in ogni punto dello spazio e in ogni momento del tempo. La definizione proiectio radiorum è probabilmente la traduzione latina dell ' arabo ma trah ash-shu 'ii ', che rinvia al termine tecnico astrologico actinobolìa. Letteralmente obliquatio; cfr. D ' Alvemy-Hudry, p. 2 1 9 (nota c).

De Radiis

402

Infatti, ogni stella effonde in ogni direzione raggi la cui diversità, per così dire fusa in uno, varia i contenuti di tutti i luoghi, perché in ogni diverso luogo diverso è il tenore dei raggi che deriva dal l ' armo­ nia4 totale delle stelle. Questa inoltre, poiché è mutata continuamente dal moto continuo dei pianeti e delle altre stelle, in funzione del luogo muove il mondo degli elementi e ogni suo contenuto in diverse con­ dizioni, che si attuano secondo le esigenze dell'armonia di quel mo­ mento, sebbene agli umani sensi le varie realtà del mondo sembrino permanere. Ma che le cose non stiano così è provato in modo piuttosto convincente dalla ragione fisica, sebbene essa tragga origine dai sensi.

È chiaro quindi che tutti i diversi

luoghi e tempi costituiscono indivi­

dui differenti in questo mondo e che ciò è operato dal l ' armonia celeste attraverso i raggi proiettati in esso, continuamente diversificantisi, il che è manifesto anche ai sensi in questi e in altri fenomeni . La ragione calcola ugualmente che i raggi stellari nella stessa realtà composta influiscono su di essa in modo dissimile, secondo la natura dei suoi componenti. Infatti, allorché i raggi del sole illu­ minano un oggetto oscuro, ad esempio il corpo umano, quanto al colore si fermano sul la superficie dal la quale sono riflessi, riguardo al calore fanno penetrare il proprio nel corpo riscaldando lo e, quanto alla qualità della vivificazione, che similmente hanno, confortano lo spirito umano, ed è verosimile che le cose stiano così anche per quei fenomeni che non sono altrettanto manifesti ai sens i . Perciò è comprovato dalla ragione c h e i raggi d i tutte le stelle agiscono diversamente nelle realtà mondane secondo le differenti proprietà di queste ultime, poiché tutte queste sono generate e sussi­ stono per la loro azione . Ma bisogna osservare attentamente che, poiché ogni cosa di que­ sto mondo è continuamente mossa da una qualche specie di mo­ vimento, la forma che riceve attraverso il moto ha come materia pregiacente la forma stessa di cui la cosa è stata privata. Infatti ogni forma ora esistente è materia della successiva che trascorre in essa, grazie al movimento dei raggi stellari che dominano5 nella cosa con tutta la propria condizione.

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Il termine armonia corrisponde verisimilmente all ' arabo ta lif ( o i tiliij) : l ' armonia cosm ica a cui fa riferimento al-Kindi è anche il fondamento della musica (elemento importante nella mistica musulmana) che è rego­ lata dal movimento degli astri. La teoria neoplatonica delle emanazioni astrali e della processione delle '

Sui raggi

403

Ne consegue che una diversa materia pregiacente riceve attraver­ so il moto una nuova differente forma, certo per il fatto che è più adatta per propria natura a ricevere proprio quella. Ne deriva che dal seme del frumento la messe frumentaria è prodotta più di quella d ' orzo in questo luogo ove, se fosse gettato un seme d ' orzo sarebbe generata una messe d ' orzo per quella stessa potenza dei raggi che concorrono, la quale - rimanendo la stessa in qualunque luogo opera svariati effetti secondo la diversità delle materie pregiacenti. Ma sappi che i costumi degli uomini e le consuetudini delle bestie modificano la materia pregiacente e che una parte di essa è spesso reperita nell'effetto. Per questo motivo infatti avviene che il figlio del re è re dopo i l padre, perché una disposizione ereditaria esistente nel seme attraverso la qualità dei costumi influisce sul figlio generato, conferendogli lo stesso modo d ' essere del padre nel lieve transito che vi è da tale materia a tale materializzato6• E il figlio del fabbro, ad esempio, nasce spesso piuttosto abile al lavoro paterno proprio perché i raggi stellari dispensano a questo modo il moto verso la materia. Dunque, la diversità delle cose che appare nel mondo degli ele­ m enti in qualsiasi momento, procede principalmente da due cause, appunto la diversità della materia e la differente azione dei raggi stellari . Poiché le disparità tra le materie sono ora maggiori ora mi­ nori, nei vari luoghi e tempi sono prodotte cose diverse. Per cui s i trovano alcune realtà differenti per genere, altre per specie, altre ancora solo per numero. Le materie pregiacenti di ciò che differisce per genere sono più dissimili di quelle da cui procedono realtà differenti solo per specie. Similmente le materie dalle quali sono state prodotte naturalmente le cose diverse per specie si distinguono più di quelle dalle quali, per il moto della natura, sono stati fatti gli individui che differiscono solo per numero . Allo stesso modo l ' unione dei raggi stellari che nei vari luoghi produce realtà distinte per genere, ha in sé più divario di quella che vi produce realtà diverse per specie. E simi lmente quella che nei diversi luoghi genera ciò che diverge per specie ha in sé più differenze di quella cha opera ciò che si distingue solo per il numero.

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fonne è di fatto reinterpretata in chiave magico-astrologica; in tale pro­ spettiva è il movimento degli astri che provoca il succedersi delle fonne nella materia. In latino materiatus.

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De Radiis

Infatti, la condizione dell' armonia celeste è tale che, poiché tutte le stelle sono di differente natura e perciò tutti i loro raggi sorti­ scono effetti discordanti, nel mondo degli elementi, accade che gli effetti radiali si aiutino a vicenda nei riguardi di una stessa materia e si ostacolino in un' altra, e in ogni cosa, che naturalmente è data dal i ' armonia, vi è una stella predominante e similmente un segno che prevale sugli altri nel l ' opera e nel regime di questa cosa. Da questa condizione reciproca dei raggi sorge una tanto grande diversità delle realtà in questo mondo, che in nessun luogo si tro­ veranno due o più cose esistenti in atto consimili in tutti gli aspetti, sebbene il senso umano non sia sufficiente ad afferrare la differenza. Quando poi da una certa specie di materia, attraverso il moto pro­ dotto in essa, è generata spesso una certa specie di realtà, gli uomini parlano di generazione naturale; mentre, quando da una specie di ma­ teria è generata una specie di cose contrariamente al solito, si ritiene che questa generazione avvenga contro natura. In verità in entrambe opera la medesima armonia celeste, che nei diversi luoghi e tempi agisce così variamente da produrre da ciò che è simile fenomeni ora simili ora dissimili, e questo frequentemente in alcune cose, rara­ mente o rarissimamente in altre e in altre ancora mai, per quanto ne sanno gli uomini . Produce anche realtà simili con moto ora simile, ora dissimile, ora lento, ora veloce, e in altri innumerevoli modi . Si trova che le cose di questo mondo e il loro moto variano se­ condo i luoghi e i tempi e - poiché procedono da una causa celeste - tutte o parecchie di loro inducono al l ' ammirazione il sapiente, che conosce la potenza di questa causa. Se infatti fosse dato a qualcuno di comprendere l ' intera condizione del l' armonia celeste, costui co­ noscerebbe pienamente il mondo degli elementi con tutte le realtà contenutevi in qualsiasi luogo e tempo, come il causato attraverso la causa. Ma se anche conoscesse una sola cosa di questo mondo in tutta la sua condizione, la condizione dell ' armonia celeste non gli rimarrebbe nascosta, poiché comprenderebbe la causa attraverso il suo effetto. Infatti, ogni cosa agente nel mondo degli elementi, per modesta che sia, è effetto di tutta l ' armonia celeste . E qualsiasi cosa passata e futura è inscritta in questa stessa armonia celeste, sebbene in altro modo da ciò che ha esistenza attuale in questo momento7 •

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Secondo la dottrina aristotelica il nascere e il perire delle cose sulla terra sono dovuti al movimento dei corpi celesti : il processo vitale si svilup-

Sui raggi

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Ne segue che chi avesse nota tutta la condizione del l ' armonia ce­ leste conoscerebbe le cose passate, presenti e future. Viceversa, an­ che la condizione di un solo individuo di questo mondo, pienamen­ te conosciuta, rifletterebbe tutta la condizione dell ' armonia celeste come attraverso uno specchio, poiché ogni realtà di questo mondo è un esempio del l ' universale armonia8•

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pa grazie a due movimenti antitetici, la "generazione" e la "corruzione", ) "'accrescimento" e la "declinazione". Quindi la causa del nascere e del perire delle cose, va ricercata non nel movimento uniforme dell ' universo attorno alla terra, ma piuttosto nel movimento periodico di accesso e di recesso del Sole e degli altri pianeti nei segni che formano il "cerchio obliquo" dello Zodiaco (cfr. De Ceno et Corro II, I O, 336a, 3 0 ss. ); infatti il moto di accesso e di recesso dei pianeti nei dodici segni zodiacali è la vera causa del duplice processo generativo e corruttivo a cui sono sotto­ poste le cose terrene; e siccome tale movimento è periodico, e la fase di accesso si compie in un tempo uguale a quello che impiega il recesso, ne consegue che la "generazione", ossia la fase di accrescimento, si compia in un tempo uguale a quello della "corruzione" o declinazione; perciò la vita di ogni essere sulla terra ha una durata prestabilita e misurata per ogni specie, da qualcuno dei movimenti periodici planetari in rapporto con i segni zodiacali (cfr. ivi, Il, I O, 3 3 6b, 1 0- 1 5). Su questo e sui capitoli seguenti si veda anche l ' interpretazione di I.P. Couliano, Eros e Magia nel Rinascimento. La congiunzione astrologica del l 484, Mondadori, Milano 1 987, pp. 182 ss.

III . DE RADIIS ELEMENTOR UM

Age ergo, cum mundus elementaris sit exemplum mundi siderei ita quod quelibet res in ipso contenta eiusclem speciem contineat, manifestum est quod omnis res huius mundi, sive sit substantia sive accidens, radiosfacit suo modo ad instar siderum; alioquinfiguram mundi siderei ad plenus non haberet. Sed et hoc in aliquibus sensu manifestatur. /gnis enim radios caloris ad /oca proxima transmittit, et terra radios algoris. Medicine etiam sanative intus sumpte ve/ extra apposite virtutis sue radios per corpus suscipientis diffondere videntur. Co/lisio quoque corporum sonum facit undique se diffundentem per radios sui modi, et omne coloratum radios suos emittit quibus videtur. Hoc quoque in pluribus aliis est subtiliter cognitum. Unde et in omnibus idem verum esse constare videtur ratione. Hoc ergo pro vero assumentes dicimus quod omne quod actualem habet existentiam in mundo elementorum radios emittit in omnem partem, qui totum mundum elementarem replent suo modo. Unde est quod omnis locus huius mundi radios continet omnium rerum in eo actu existentium, et sicut unaqueque res differt ab alia, sic radii uniuscuiusque differunt in effectu et natura a radiis omnium rerum aliarum, quo fit quod radiorum operatio in omnibus rebus diversis est diversa. Preterea distantia unius rei ab alia facit differentiam in effectu radiorum in rebus huius mundi. Item locus magis ve/ minus distans a centro terrefacit differentiam radiorum in corporibus contentis. Item obliquitas aspectus maior ve/ minor parit differentiam in effectu radiorum. Sunt etiam et alia forsitan accidentia que inducimi diversitatem effectu radiorum rerum elementarium. Sed hoc sciendum est quod, quia radii a quacumque re procedentes diversam naturam et diversum e.ffectum consequuntur

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De Radiis

ex predictis causis, diversi radii diversarum rerum super eandem rem cadentes se invicem temperant, augendo speciem effectus ubi concordant, diminuendo suos effectus ubi discordant, ve/ a/iis modis se invicem iuvando ve! impediendo sicut in partibus celestis armonie fieri contingit. Diversitas quoque materie radios aliarum rerum e/ementarium suscipientis facit diversitatem in effectu radiorum eorumdem, sicut est in igne qui eisdem radiis quibus mollificat plumbum indurat laterem, quod contingit ex differentia illarum materierum. Sed hoc advertentum quod quidam radii sunt fortes in aliquo effectu, a/ii debiles. Item quidam multum iuvantur in suo effectu ab aliis radiis alterius speciei, a/ii vero parum iuvantur ab a/iis. Item quidam in diversis locis et materiis fere eundem habent effectum, a/ii diversi apparenter. Item quidam radii sunt multum operantes in uno tempore qui in a/io tempore parum operantur. Item quidam cum pluribus adiunctis volunt operari et non a/iter, a/ii vero paucioribus sunt contenti, et in hiis tanta est modorum diversitas quod eam verbis nullus sufficit diffinire. Illam tamen pro parte homines sunt assecuti, aliqua quidem experimentis, a/iqua vero ratione primum. Aliqua vero sunt que adhuc in thesauris nature clausa sunt, scilicet que adhuc ad nullius notitiam pervenerunt, de quibus quedam humane cognitionis capacitas non sufficit comprehendere; quedam vero sciri non possunt, ad que tamen scienda nullius animus adhuc ascendi!. Quedam vero sunt magis perceptibilia, sed eorum scientia va/de paucis innotescit alia autem communem hominum comprehensionem non excedunt. Sunt et alia que omnibus, aut solo sensu, aut sensu et ratione innotescunt. Actio autem cuiusque rei elementaris radiis suis facta aut exercetur in coniunctum localiter, aut in separatum. In coniunctum quidem agit que/ibet res cum per continuationem ve! contiguationem altera alteri applicatur. Tunc enim res sic coniuncte in se invicem agunt et a se invicem patiuntur per radiorum infusionem et motum faciunt in se invicem secundum exigenciam nature agentis et patientis, sicut in pluribus est manifestum. Tales operationes rerum considerai et determinar doctrina que vulgariter phisica nominatur. In separatum /oca/iter agit res elementaris per radiorum infusionem sicut et in coniunctum, licet hec operatio non manifestetur

De radiis elementorum

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sensui adeo dare sicut et premissa, cum tamen in aliquibus et hec sit sensui manifesta sicut et premissa. Est enim sensibiliter notum quod adamas attrahitferrum a se separatum et speculum ostendit oculis rerum ymagines a speculo separatas. Hoc etiam et in aliis p/uribus sensibiliter compertum est. Quocirca de actionibus rerum elementarium in res alias remotas tradiderunt sapientes doctrinam.

3.

SUI RAGGI DEGLI ELEMENTI

Dunque, poiché il mondo degli elementi è una riproduzione del mondo siderale, sì che qual siasi cosa in esso contenuta ne racchiu­ de l ' immagine, è manifesto che qualsiasi realtà di questo mondo, sia essa sostanza o accidente, a modo suo emette raggi a somi­ glianza degli astri, altrimenti non avrebbe pienamente la figura del mondo siderale. Ma anche questo è chiaro ai sensi in alcuni fenomeni . Infatti, il fuoco trasmette ai luoghi vicini i raggi del calore e la terra quelli del freddo. Anche le medicine ingerite o applicate esternamente sem­ bra che irradino la propria virtù curativa attraverso il corpo di colui che le assume. Anche la collisione dei corpi produce il suono, che a modo suo attraverso i raggi si diffonde dappertutto, e ogni corpo colorato emette i suoi raggi grazie ai qual i è visto. Anche questo è esattamente conosciuto in parecchi altri casi. Per cui sembra eviden­ te alla ragione che questo fenomeno sia costantemente valido. Dunque, assumendo questo per vero, diciamo che tutto ciò che ha esistenza attuale nel mondo degli elementi emette in ogni direzione raggi che a loro modo lo riempiono tutto. Ne segue che ogni luogo di questo mondo contiene i raggi di tutto ciò che vi esiste in atto e, come le cose si differenziano l ' una dal l ' altra, così i raggi di ciascuna differiscono dagli altrui nel l ' effetto e nella natura, per cui accade che la loro azione sia mutevole su ogni diversa realtà. Inoltre, la distanza di una cosa da un' altra produce una disparità nell 'effetto dei raggi su ciò che è di questo mondo. Parimenti i l luogo più o meno distante dal centro della terra de­ termina una differenza nel l ' effetto dei raggi sui corpi ivi contenuti l . E allo stesso modo la maggiore o minore obliquità di un aspetto genera una disuguaglianza nell 'effetto dei raggi.

L'autore assimila i raggi emanati dal mondo elementare a quelli degli astri.

Sui raggi degli elementi

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Vi sono probabilmente anche altri accidenti che introducono la diversità nella loro efficacia su ciò che è composto di elementi. Ma bisogna sapere che, poiché i raggi procedenti da qualsiasi oggetto conseguono una diversa natura e un diverso effetto dalle suddette cause, i differenti raggi dei vari oggetti che cadono su una stessa cosa si temperano a vicenda aumentando la specificità del l ' ef­ fetto quando concordano, diminuendola quando sono discordanti, e giovando o ostacolandosi l ' un l ' altro come avviene nelle parti dell' armonia celeste. Anche la diversità della materia che riceve i raggi degli altri oggetti composti di elementi determina una diversi­ tà nei loro effetti, come avviene per i l fuoco, che con gli stessi raggi con i quali fonde il piombo indurisce il mattone, il che succede per la differenza di quelle materie. Ma bisogna osservare che alcuni raggi sono potenti, altri deboli in un determinato effetto. E alcuni traggono molto, altri poco gio­ vamento nel loro effetto da altri raggi di diversa specie. E in diversi luoghi e materie alcuni hanno quasi lo stesso esito, altri ne hanno visibilmente uno differente. E vi sono dei raggi che operano molto in alcuni momenti e poco in altri . E alcuni non sono efficaci che congiunti a parecchi altri raggi mentre altri con pochi, e tra loro vi è una tale diversità di modi che nessuno può definirla a parole. Tuttavia, gli uomini l ' hanno in parte compresa, ricevendo certo al­ cune informazioni dai sensi, altre poi principalmente dalla ragione. Ma vi sono alcune verità che finora sono rimaste chiuse nello scrigno della natura, sì che finora non sono pervenute alla cono­ scenza di nessuno, e di queste alcune non sono accessibili all ' umana comprensione, mentre possono esserne conosciute altre cui finora non si è innalzato nessuno. Alcune verità poi sono più accessibili, m a si dànno a conoscere a pochissimi, mentre altre non oltrepassano la comune comprensione degli uomini. Ve ne sono anche alcune che s i manifestano a tutti, o alla sola sensibilità, o ai sensi e alla ragione . Ma l ' azione di ogni cosa composta di elementi, compiuta attra­ verso i suoi raggi, si esercita su ciò che le è congiunto o separato nello spazio. Certo ogni cosa agisce su ciò che le è congiunto allorché l ' una è unita all ' altra nella continuità temporale o nella contiguità spaziale. A llora infatti le cose così congiunte agiscono e patiscono alternati­ vamente attraverso la diffusione dei raggi e generano movimento l ' una nel l ' altra secondo l ' esigenza della natura agente o passiva,

De Radiis

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come è chiaro in parecchi fenomeni. La dottrina comunemente detta fisica considera e definisce queste interazioni . La realtà composta di elementi agisce su ciò che è separato da lei attraverso l ' emanazione dei raggi come nel l ' azione su ciò che le

è congiunto, sebbene questa operazione non sia manifesta ai sensi con la stessa chiarezza della precedente, per quanto come questa sia sensibilmente evidente in alcuni fenomeni. Infatti , è noto attraverso i sensi che la calamita attrae il ferro da lei separato e che lo specchio mostra agli occhi immagini di oggetti lontani da lui . E questo è conosciuto sensibilmente anche in parecchi altri fe­ nomeni. Perciò i sapienti hanno trasmesso una dottrina sull ' azione delle realtà composte di elementi sugli altri oggetti lontanF.

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Per un ulteriore approfondimento di queste tematiche tecnico-astrologiche, si veda G. Bezza, Commento al Primo Libro della Tetrabiblos di Claudio Tolomeo, Nuovi Orizzonti, Milano 1 992; Io stesso autore ha anche curato l'edizione di ai-Biruni, L 'Arte del/ 'Astrologia, Mimesis, Milano 1 992, testo che è corredato di una copiosa mole di note tecniche esplicative, alle quali si rinvia (pp. 1 39 ss.).

IV. DE POSSIBILI

Ad huius rei evidentiam scire oportet quod homines per suam naturam et rationis usum recipiunt scientiam ve/fidem super rerum coniunctione, concipiuntque voluntatem et desiderium super res sibi bonas et liberum gerunt arbitrium super eas nanciscendas in quibusdam, quod dicimus accidere hominibus ex eorum defectu circa rerum cognitionem. Cum enim omnis humana cognitio ex sensu oriatur, quia rerum proprietates sunt quam plurime quas sensus non comprehendit, de eis et earum condicionibus non fit scientia in ratione. Unde de rerum universitate quedam sunt que sciuntur, alia vero penitus ignorantur. Si autem omnia scita essent ab aliquo, ipse rerum causalitatem ad invicem notam haberet. Sciret ergo quod omnia que fiunt et contingunt in mundo elementorum a celesti armonia sunt causata, et in de cognosceret quod res huius mundi ad illam re/ate ex necessitate proveniunt. Hoc enim a sapientibus in pluribus est compertum evidenter et idcirco et in aliis omnibus idem esse iudicatur humana ratione. Nunc igitur quia hec causalitas in mentibus hominum non est impressa, exceptis paucis qui etiam paucis singularibus hoc sunt assecuti, processi! opinio contingentie rerum in cogitatione plurimorum qui, videntes aliquem rerum eventum in uno tempore et in similibus circumstantiis in a/io tempore a/iter evenire, talem eventum indicant contingentem, ila quod antequam fiat putant esse possibile utfiat, et possibile ut nonfiat. Cum tamen si piene causas cognoscerent, in altera parte .fixam opinionem tenerent, in il/a scilicet quam cause demonstrarent, qui etiam universale sunt assecuti, de omnibus per sensum habitum in occurrentibus singularibus, non per causam, scitis, utrumlibet possibile iudicabunt cogitatione absoluta, licet sapiens, relatione facta ad causas, alterutrum necessarium esse sciai. Sic igitur omnes homines res plurimas tanquam contingenter futuras cogitant,

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De Radiis

propter quod illud quod possibile putant desiderant, cum, si omnes circumstantias perpendissent, impossibilia esse propter causas ex necessitate existentes cognoscerent, nec fidem conciperent quod il/a sint futura, nec super ea desiderium ve/ spem ve/ timorem conciperent. Impossibilia enim scita tales animi affectiones super se non admittunt. Sola etenim contingentia et possibilia desideramus et speramus et timemus. Est ergo ignorantia hominis causa opinionis eventuum futurorum et per hoc medium est ignorantia causa desidera et spei et timoris. Quorum etiam causa est imperfectio existentie a/io modo. Desiderium autem et spes et timor, cum sint individui proprietates, sunt pars unitatis regitive eiusdem, propter quod, secundum quod adsunt ve/ absunt, faciunt differentiam in radiis qui a quocumque individuo procedimi super res alias propinquas ve! remotas, et ideo voluntatis adiectio in opere hominis adicit aliquid ad effectum. Nullum autem moveat id quod diximus quod individua elementata agunt suis radiis in res alias elementares. Hoc enim secundum humanam considerationem dictum est que sic se habet ut, cum una cum alia invenitur aliqua condicione colligata, una alterius causa activa reputatur, sive il/a colligata sint coniuncta loco sive separata. Propter quod ignis dicitur causa activa ca/efactionis individui ei coniuncti et adamas dicitur causa activa accessus ferri quod ad se per naturam suam attrahit. Secundum ergo talem vulgi considerationem dicimus quod una res e/ementaris radiis suis agit in aliam, cum tamen secundum exquisitam veritatem non agat, sed sola celestis armonia omnia operatur. Propter quod erit tantum concomitantia, quam actionem et passionem nominamus, in rebus elementaribus sustinentibus passionem illatam a tali actione. Et dum rerum elementarium ad invicem condiciones et colligationes consideramus, non habito respectu ad causam celestem, phisica erit considera/io, sive res sint coniuncte sive separate loco. Cum autem per causas ce/estes eventus elementares investigamus metaphisicam considerationem assumimus.

4.

SUL POS SIBILE

Perché ciò sia evidente bisogna sapere che gli uomini ricevono, grazie alla propria natura e ali ' uso della ragione, la scienza o la con­ vinzione 1 sulla congiunzione delle cose, concepiscono volontà e de­ s iderio di ciò che appare loro buono e amministrano i l l ibero arbitrio su ciò che possono conseguire in alcune circostanze, il che accade agl i uomini per un loro difetto circa la conoscenza delle cose. Poi­ ché infatti ogni umana conoscenza nasce dai sensi , dato che vi sono moltissime proprietà delle cose che i sensi non afferrano, di queste e delle loro condizioni non sorge scienza nella ragione. Ne segue che di tutte le realtà ve ne sono alcune che vengono conosciute, altre invero affatto ignorate. Ma se qualcuno le conoscesse tutte, costui ne avrebbe nota la causalità reciproca. Saprebbe dunque che tutto ciò che è e accade nel mondo degli elementi è causato dal l ' armonia celeste e da ciò conoscerebbe che le realtà di questo mondo, essendo a essa riferite, sorgono da necessità. I sapienti l ' hanno infatti compreso in modo evidente in parecchi casi, e perciò l 'umana ragione ritiene che sia lo stesso anche in tutti gli altri. Ora dunque, poiché questa causalità non è impressa nella mente degli uomini, eccetto in pochi che l ' hanno compresa anche nel cor­ so di poche esperienze, l ' opinione della contingenza delle cose si è sviluppata nella mente dei più, i quali, vedendo che un evento in circostanze simili avviene diversamente a seconda del momento, lo giudicano contingente, così che prima che accada ritengono possibi­ l e che si verifichi o no. E qualora conoscessero pienamente le cause, crederebbero a una sola delle due possibilità, e cioè a quella indicata dalle cause; e tut­ tavia anche coloro che, raggiunto l ' universale, riflettessero su tutto

I termini scientiam vel.fidem corrispondono probabilmente al l ' arabo 'ilm (''scienza") e i 'tiqad ("convenzione") o tasdiq (''assenso").

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De Radiis

ciò che si conosce attraverso le sensazioni provate nelle singole cir­ costanze, che via via si presentano, e non attraverso la causa, giudi­ cheranno possibili entrambe le alternative, benché i l sapiente, fatto riferimento alle cause, sappia che è necessaria l ' una o l ' altra2• Così ogni uomo pensa che parecchie cose avverranno in modo contin­ gente perché desidera ciò che ritiene possibile, mentre se esaminas­ se tutte le circostanze saprebbe che queste cose sono impossibili in virtù delle cause che esistono per necessità, non crederebbe che pos­ sano avvenire, né concepirebbe desideri, speranze o timori riguardo a esse. Infatti, ciò che è impossibile ed è conosciuto come tale non ammette affezioni dell ' animo a proprio riguardo. In realtà deside­ riamo, speriamo e temiamo solo ciò che è contingente e possibile. Dunque, è l ' ignoranza la causa del l ' umana opinione sugli eventi fu­ turi, e attraverso di essa, del desiderio, della speranza e del timore. In modo diverso ne è causa anche l ' imperfezione del l ' esistenza. Ma desiderio, speranza e timore, in quanto proprietà dell ' indi­ viduo, sono parte della sua unità reggitiva, per cui, a seconda che siano presenti o assenti , producono una differenza nei raggi che emanano da qualsiasi individuo verso altri oggetti vicini o lontani e perciò l ' aggiunta della volontà in un ' azione umana aggiunge qual­ cosa al suo effetto. Ma nulla muti ciò che abbiamo detto, c ioè che gli individui composti di elementi agiscono con i propri raggi sulle altre realtà elementarP . Infatti, ciò è stato detto secondo l ' umana considera­ zione che vuole che quando si trovano due realtà collegate da una qualche condizione si reputi l ' una la causa attiva del l ' altra, sia­ no esse spazialmente congiunte o separate . Perciò il fuoco è detto causa attiva del riscaldamento del corpo individuale a lui congiun­ to e la calamita causa attiva del l ' avvicinamento del ferro che attrae a sé per propria natura.

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L' opposizione tra possibile e necessario è centrale nel pensiero della Scolastica araba e latina: Av icenna (lbn Sinii) esprime questa antite.si con i termini arabi mumkin e wajib; cfr. A.M. Goichon, Lexique de la Langue Philosophique d 'lbn Slna (Avicenne), Paris 1 93 8, nn. 672 e 744. Gli elementata sono gli esseri individuali che fanno parte del mondo degli elementi (terra, acqua, aria e fuoco secondo la physis classica); questo termine corrisponde probabilmente all ' arabo ma tbii ' (p l. matbii 'lit) che significa "naturato", in relazione al l ' appellativo di "natura" dato appunto ai quattro elementi della physis.

Sul possibile

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Dunque, secondo tale considerazione del volgo, diciamo che una realtà composta di elementi attraverso i suoi raggi agisce su un' al­ tra, sebbene non sia essa ad agire, ma la sola armonia celeste operi ogni cosa. Perciò nelle realtà costituite di elementi che sostengono la passione destata da tale azione vi sarà solo la concomitanza, che noi chiam iamo azione o passione . E, finché consideriamo le con­ dizioni e conness ioni delle realtà costituite di elementi senza tener conto della causa celeste, la considerazione sarà fisica, siano le cose spazialmente congiunte o separate. Ma laddove investighiamo gli eventi del mondo costituito di ele­ menti in riferimento alle cause celesti, assumiamo la considerazione metafisica.

v. DE PROMO VENTIB US EFFECTUM MOTUS

De effectu igitur radiorum ab individuis e/ementaribus actu existentibus ad res alias distantes procedentium tractantes, adicimus quod omnia que sunt in aliqua existentia actu aliquem motum operantur, aut semper aut in aliquo tempore et non in a/io. Que autem semper movent alia et eodem modo sub regulis doctrine non oportet comprehendere, unde inutilem iudicamus laborem assignare quod una res ad omnem aliam actu existentem re/atione similitudinis ve/ dissimilitudinis colligatur: hoc enim semper sic se habere est publice manifestum. Que autem aliquo tempores et non in a/io aliquam speciem motus faciunt, aut uno modo ministrata et non a/io, utile est scire propter bonum et malum. Sed in tanta rerum diversitate non est scientia homini perceptibilis preter quam in paucis, et de illis paucis que humana providentia perpendi possunt; ea sola que ab humana voluntate procedunt investiganda sunt ad presens, reliclis molibus quos res a/ie e/ementares in res alias remotas suis radiis producunl absque opera hominis. Homo igilur per suam existenliam proportionalam surgil ipsi mundo simi/is. Unde minor mundus est et dicitur quare recipit potentiam inducendi motus in competenti materia per sua opera sicut habet mundus, ymaginatione tamen et intentione et fide in anima hominis preconceptis. Homo enim aliquid volens operari primum ymaginatur rei formam quam per opus suum in aliquam materiam vult imprimere, posi ymaginem rei conceplam, secundum quod eandem rem sibi ulilem ve/ inulilem iudicaveril, eam desiderai ve/ spernil in animo. Consequenler vero, si res desiderio dignajùeril iudicala, desiderai accidentia per que eadem res in actum proveniat secundum suam opinionem assumptam. Accidentia autem ad motum inducendum adiuvanlia sunt anime passiones, de quibus disserentes dicimus quod ymaginalio et ralio humana adquirunl similitudinem mundi, dum species rerum

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De Radiis

mundialium in ipsis actualiter imprimuntur per exercicium sensuum, propter quod spiritus ymaginarius habet radios conformes radiis mundi, et inde consequitur vim movendi res extrapositas suis radiis sicut ipse mundus tam superior quam inferior suis radiis movet res diversis motibus. Preterea cum homo concipit rem aliquam corpoream ymaginatione, il/a res recipit actualem existentiam secundum speciem in spiritu ymaginario. Unde idem spiritus emittit radios moventes exteriora, sicut res cuius est ymago. Ymago igitur in mente concepta concordai, in specie cum re actua/i ad exemplum ymaginis per opus voluntarium vel naturale vel utrumque facta. Quare non est mirandum si constellatio que ymaginem in mente hominis producit in a/iquo a/io subiecto eandem producat, cum hec ab illa non differat nisi tantum in materia. Videmus enim uno tempore quasi innumerabilia anima/ia alicuius speciei in mundum produci per unam constellationem illius speciei operativam, quod est ideo quia multa materia est aptata ad susceptionem eiusdem speciei per eandem constellationem et, ut phisice loquamur, per actiones et passiones partium elementarium constellationem imitantium. Eodem modo ymago mentalis et realis, quia sunt eiusdem speciei sese consequuntur dummodo utriusque materia ad illius forme susceptionem sit declivis, et alia concurrant accidentia que secundum locum et tempus exiguntur ad rei generationem. Primum quidem et principale accidens ad rei generationem per exemplum ymaginis mentalis necessarium est desiderium eiusdem hominis qui ymaginatur ut res fiat. Desiderium enim adiunctum ymaginationi est tanquam scamonea admixta medicine, que virtute sua totam medicinam constituit laxativam. Sic desiderium hominis assumptum super motu aliquo ut adveniat alicui vel aliquibus individuis, adiunctum cum ymaginatione eiusdem motus, reddit eandem ymaginationem motivam individuorum extra positorum per radios qui ad ea transmittuntur cum effectu motus. Oportet quoque desiderium esse intensum ut effectum motus habeat cum aliis que exiguntur. Que enim negligenter exhibentur ad effectum motus qui intenditur non sufficiunt. Fides quoque de effectu futuro est accidens quod cum premissis est necessarium. Qui enim de effectu desperat voto frustratur, licei et alia fuerit sapienter executus. Est enim fides sive spes firma

De promoventibus e.ffe ctum motus

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super eventu desiderato robur et fulcimen desiderii, iuvans ipsum desiderium ad effectum sicut aptatio scamonee iuvat eam ut laxet cum est danda ad medicinam. Hoc autem est diligenter notandum quod premissa etiam coniuncta non faciunt rem sufficientem ad motum inducendum per suos radios in res distantes. Ymaginatio enim cum desiderio et fide intus in spiritu hominis formantur. Unde non habent actualem existentiam sicut res expanse in /ocis, et idcirco per se non consequuntur e.ffectum sine aliquibus aliis adiunctis in actuali existentia, nisi forsan raro. Opus autem exterius ve/ ipsius ymaginantis ve/ alterius est accidens quod cum premissis concurrens facit motum in materia extra posita sicut a multis compertum est, ut igitur res in animo concepta in actum exteriorem in mundo exeat, accidentium actualem existentiam opere procurai secundum quod ea per motus operatos putat posse provenire. Sunt autem operum duo genera per que, exhibita sicut oportet, res in mente concepta procedit in actum, scilicet oris locutio. manus operatio. Aliquis enim sermo est qui ab ore hominis pro/atus cum ymaginatione et fide et desiderio proferentis interdum facit motus individuorum actuales in mundo. Hoc quidem crebris experimentis est probatum manifeste, adeo quod omnes fere hominum nationes verba proferunt quibus credunt motus induci in res aliquas e/ementares. Unde preces Deo et spiritibus et diversis creaturis fiunt propter bonum consequendum et malum excludendum per motus rerum verborum prolatione in ipsas introductos. Verum cum verbis alia coniungi in p/erisque necesse est ad e.ffectum.

5.

S U CIÒ C HE FAVORISCE UN EFFETTO DI MOVIMENTO

Trattando dunque del l ' effetto dei raggi procedenti dalle realtà in­ dividuali costituite di elementi esistenti in atto verso le altre cose da esse distanti, affermiamo che tutto ciò che si trova in una qualche esistenza in atto opera un certo movimento, o sempre, o in un certo tempo e non in un altro. Ma non è necessario comprendere nel quadro della nostra teoria ciò che muove le altre cose sempre e in modo uniforme, per cui reputiamo un inutile sforzo lo stabilire che una realtà è collegata a ogni altra esistente in atto da una relazione di somiglianza o di dissomiglianza 1 : è infatti generalmente chiaro che vada sempre così.

È invece utile

conoscere, per i l bene e il male che possiamo trar­

ne, ciò che genera una specie di moto in un dato tempo e non in un altro o è somministrato in un certo modo e non altriment i . Ma in tanto grande diversità delle cose per l ' uomo non c'è conoscen­ za percettibile se non di pochi fenomeni e di questi pochi fanno parte quelli che possono essere esaminati dal l ' umana previdenza; al momento bisogna investigare solo ciò che procede dal la volontà umana, tralasciando i moti che le altre realtà costituite di elementi producono negli altri oggetti attraverso i propri raggi, senza l ' inter­ vento dell ' uomo. L'uomo dunque, per la propria esistenza propor­ zionata2, nasce simile a questo mondo. Perciò è ed è detto m icroco-

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L' espressione re/atione similitudinis ve/ dissimilitudinis è riferita alla dottrina della "simpatia" e dell "'antipatia" cosmiche, per le quali tutti gli elementi sono uniti in un rapporto di reciproca attrazione o repulsione. Con la definizione di existentia proportionata si al lude molto proba­ bilmente alla "complessione" ben equi l ibrata che si riassume nel corpo del l ' uomo (D' Alvemy-Hudry, p. 230 (nota b), pensa invece trattarsi di un equi librio dovuto alla somigl ianza al modello eidetico). La "com­ plessione", infatti, secondo la concezione di Galeno, ripresa poi nel Ca­ none di Avicenna, è il rapporto e la risu ltante delle quattro qual ità prime o elementari, che sono i l caldo, il freddo, il secco e l ' umido; q ueste qua-

Su ciò che favorisce un effetto di movimento

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smo3, perché riceve il potere di indurre il movimento nella materia adeguata, attraverso la sua azione, proprio come l ' ha il mondo, ma dopo che nell ' anima umana si siano formate immaginazione, inten­ zione e fede. Infatti, l ' uomo che desidera operare qualcosa, in primo luogo immagina la forma di ciò che vuole imprimere in una certa materia attraverso la sua azione, poi, dopo che ha concepito l ' imma­ gine della cosa, a seconda che l ' abbia giudicata a sé utile o inutile, la desidera o la disdegna. Di conseguenza se l ' ha giudicata degna del suo desiderio, egli desidera gli accidenti grazie ai quali essa sorga in atto, secondo l ' opinione che se ne è fatto. Ora le passioni del l ' anima sono accidenti che contribuiscono a produrre un movimento e a loro proposito diciamo che l ' immagina­ zione e la ragione umane acquistano una somiglianza con il mondo finché le specie delle realtà di questo mondo vi si imprimono in

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l ità possono combinarsi in modo e secondo proporzioni assai differenti, sicché ogni organismo vivente contiene una sua propria complessione individuale. Nella psicologia antica anche il temperamento del l ' uomo è determinato da una buona o cattiva "complessione" delle quattro qualità elementari, rappresentate dai quattro umori : la bile nera (terra), il flegma (acqua), il sangue (aria) e la bile gialla (fuoco) (cfr. L P. Couliano, op. cit. , pp. 74 ss.); per "complessione seminale" si deve invece intendere il rapporto che le qualità elementari hanno nel seme, dal quale trae ap­ punto origine l ' essere vivente : secondo l ' insegnamento aristotel ico, la vita e lo sviluppo del l ' organismo dipendono principalmente dal calore e dal l ' umidità (cfr. De Long. et Brev. Vìt. V, 466a, 1 8); il calore vitale "innato" del seme, operando sul l "'umido radicale", è la prima condizio­ ne della vita e del lo svi l uppo embrionale (cfr. De luv. et Sen. IV, 469b, 6); il calore vitale del seme è la qualità attiva mentre l ' umido radicale è qualità passiva (cfr. Meteor, IV, l), ma il primo necessita del secondo, su cui opera come soggetto della generazione, e facendolo evaporare, se ne nutre; siccome non bastano al mantenimento della vita il caldo e l 'umi­ do, bensì occorre quella dose d i umido radicale che per quantità e qualità è meglio proporzionata al calore naturale, si deve necessariamente par­ lare di "complessione temperata", quella a cui fa appunto accenno il De radiis parlando di "esistenza proporzionata" peculiare del l ' uomo, e per certi versi simile a un'armonia musicale (cfr. Alberto Magno, De Morte et Vita, II, 6; De radiis, n. 9). L'uomo compendia in sé, nel suo essere, tutti gli elementi che costituisco­ no il macrocosmo: l ' uomo è lo specchio del l ' universo, è il microcosmo. Il De radiis util izza l ' espressione minor mundus, che corrisponde all ' arabo 'iilam as-saghir.

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atto attraverso l ' esercizio dei sensi, per cui lo spirito dell ' immagi­ nazione4 possiede raggi conformi a quell i del mondo, donde il suo potere di muovere con i propri raggi le cose esterne, proprio come il mondo, sia superiore che inferiore, le muove in diversi modi con le proprie emanazioni. Quando l ' uomo percepisce una realtà corporea con l ' immagina­ zione, questa realtà riceve esistenza attuale secondo la specie nello spirito del l ' immaginazione. Per cui lo spirito stesso emette raggi che muovono gli oggetti esterni come le realtà di cui è immagine. L' immagine concepita nella mente concorda dunque in specie con la cosa prodotta in atto sul modello del l ' i mmagine attraverso l ' opera volontaria, naturale o compiuta in entrambi i modi. Per cui non c ' è da meravigliarsi s e i l tema natale5 che produce un' immagine nella mente dell 'uomo produce la stessa in un altro soggetto, poiché l 'una e l ' altra non differiscono se non in ciò che concerne la materia6• Vediamo infatti che nello stesso momento nel mondo sono pro­ dotti per così dire innumerevoli animali di una certa specie da un tema natale operativo di essa, e ciò perché gran parte della materia è stata preparata alla sua ricezione grazie a quel tema natale e, per usare il linguaggio della fi sica, al le azioni e passioni delle parti co­ stituite di elementi che lo esprimono. Allo stesso modo l ' immagine reale e la mentale si susseguono perché sono della stessa specie, purché la materia di entrambe sia in­ cline alla ricezione di quella forma e concorrano gli accidenti richie­ sti in funzione del luogo e del tempo per la generazione della cosa. Certo il primo e principale accidente necessario alla generazione della cosa attraverso il modello de li' immagine mentale è i l desiderio del l ' uomo che immagina che la cosa avvenga. Infatti , i l desiderio

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Lo spiritus ymaginarius corrisponde alla nozione di origine stoica d i pneuma phantastikòn, cfr. LP. Coulianu, Magia Spirituale e Magia De­ moniaca nel Rinascimento, in "Riv ista di Storia e Letteratura Religiosa", 1 7 ( 1 9 8 1 ) pp. 359-408; G. Agamben, Stanze. La parola e il fantasm a nella cultura occidentale, Einaudi, Torino 1 9772, pp. 1 05 ss. Il latino constellatio corrisponde al l ' arabo talf, termine tecnico astrologi­ co che indica ambivalentemente l ' ascendente zodiacale, oppure i l "tema natale" : cfr. D' Alvemy-Hudry, p. 23 1 (nota g). La congiunzione degl i astri in un dato momento produce un ' immagine nello "spirito", nel pneuma phantastikòn d eli 'uomo, nel medesimo tempo in cui una forma astrale si imprime nella materia. ,

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Su ciò che favorisce un effetto di movimento

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aggiunto all ' immaginazione è come la scamonea unita alla medi­ cina, che costituisce per la sua proprietà tutto i l rimedio lassativo. Così il desiderio accolto dal l ' uomo che un movimento giunga a uno o più individui, unito alla rappresentazione di questo stesso movi­ mento, rende l ' immaginazione capace di muovere gli individui posti all ' esterno grazie ai raggi a essi trasmessi, che hanno un effetto di movimento . Bisogna anche che il desiderio sia intenso perché con le altre cose richieste abbia un effetto di movimento. Infatti, ciò che si presenta negligentemente non è sufficiente a conseguire il movi­ mento che ci si ripromette. Anche la fede che l ' effetto avverrà è un acc idente necessario con quanto è stato premesso. Infatti, chi di spera del l ' esito sarà de­ luso dal suo voto, quand ' anche abbi a eseguito sapientemente tutto il resto . Infatti, la fede, ovvero la ferma speranza nel l ' effetto desi­ derato, è la forza e il sostegno del desiderio, e lo aiuta a conseguire l ' effetto come la preparazione della scamonea7 giova alla medicina nella sua azione lassativa quando essa deve essere somministrata come rimedio. Ma bisogna notare diligentemente che le condizioni di cui si è parlato anche riunite non sono ancora sufficienti a indurre il movi­ mento negli oggetti distanti attraverso i loro raggi. Infatti, l ' immaginazione, il desiderio e la fede si formano inte­ riormente nello spirito umano. Per cui non hanno esistenza in atto come le realtà che si dispiegano nello spazio e di conseguenza, sen­ za che vi siano aggiunti altri elementi che abbiano esistenza in atto, di per sé non conseguono l ' effetto, se non forse raramente . Ma l ' azione volta all ' esterno, di colui che immagina o di qualcun altro, è l ' accidente che, concorrendo con quanto premesso, produ­ ce un movimento nella materia esterna, come molti hanno ricono­ sciuto; perché allora una cosa concepita nell ' animo sfoci in un atto esteriore nel mondo, colui che immagina provvede con la sua opera all ' esistenza in atto degli accidenti, nella misura in cui ritiene che essi possano prodursi attraverso i movimenti operati. Ma vi sono due generi di azioni grazie alle quali, se sono effet­ tuate come si deve, la realtà concepita nella mente si real izza in atto,

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Si tratta della Convolvulus scammonia o scammonea, pianta erbacea, il cui principio attivo, estratto dalle radici, viene utilizzato come drastico purgante.

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cioè l ' espressione verbale e l ' operazione manuale8• Vi sono infatti discorsi che, proferiti dal l ' uomo unitamente all ' immaginazione, al desiderio e alla fede di chi li pronuncia, traducono in atto i movi­ menti degli individui del mondo. Questo è stato chiaramente prova­ to da frequenti esperienze, al punto che praticamente gli uomini di tutte le nazioni proferiscono delle parole attraverso le quali credono che sia indotto il movimento in certe realtà composte di elementi. Così si indirizzano preghiere a Dio, agl i spiriti9 e alle diverse cre­ ature, a motivo del beneficio che se ne può ottenere o del male che si può evitare attraverso i movimenti introdotti nelle cose dalla pro­ nuncia delle parole. Ma per conseguire l ' effetto è necessario nella maggior parte dei casi che altri elementi siano a esse congiunti.

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L'autore introduce qui di seguito i soggetti sui quali verteranno i prossimi capitoli dedicati alle formule magiche e alla loro pronuncia e alla fabbri­ cazione dei talismani. Le preces indirizzate agli "spiriti" sono le in vocazioni liturgiche con cui il mago, l ' adepto ermetico, tenta di stabilire uno stato di intima unione con il proprio principio spirituale, l ' angelo che nell' astro ha il tempio visibile; cfr. M.T. D ' Alvemy, Les Anges et les Jours, (Premier article), in "Cahiers Archéologiques", 9 ( 1 957), pp. 27 1 -300.

VI. DE VIR TUTE VERBOR UM

Quia igitur verba creduntur ab hominibus effectum motus continere, de hoc resumentes dicimus quod voces in actum producte radios faciunt sicut et alie res actuales, et suis radiis operantur in mundo elementorum sicut et alia individua. Et cum innumerabiles sint differentie vocum, unaqueque actualiter prolata suum habet e.ffectum in rebus aliis elementaribus, differentem ab effectu aliorum, et sortite sunt voces suum effectum a celesti armonia, sicut et herbe et res alie, et similiter effectus qualitatem va/de diversam in diversis. Vocum enim quedam confortant operationem Saturni, alie /ovis, alie Martis, alie Solis, alie Veneris, alie Mercurii, alie Lune. Item quedam concordant cum quibusdam ymaginibus celi in e.ffectu, alie cum aliis, quoniam quedam voces pro/ate promovent virtutem et opera Arietis in mundo elementorum, alie Tauri, alie Geminorum, alie Cancri, alie Leonis, alie Virginis, alie Libre, alie Scorpionis, alie Sagittarii, alie Capricorni, alie Aquarii, alie Piscium, alie aliarum ymaginum in spera stellarum fixarum depictarum, propter quod, evenit quod quedam voces pro/ate in una conste/latione et dominio habent suum effectum, et alie in alia. Item quedam voces habent effectum super ignem, alie super aerem, alie super aquam, alie super terram. Item quedam voces pro/ate habent effectum super animalia, alie super arbores. Item quedam habent effectum super unam speciem animalis ve/ arboris, alie super aliam. Item quedam voces habent potestatem super unum genus accidentis, alie super aliud. Item quedam voces habent potestatem in uno tempore, alie in a/io. Item quedam habent potestatem in uno loco, alie in a/io. Item quedam habent e.ffectum per se, alie vero tantum cum aliis pro/ate. ltem quedam habent unum effectum uno modo pro/ate, alie a/io modo. Item quedam habent effectum tantum seme/ pro/ate, alie non nisi plurie�; item quedam per se, alie vero non nisi cum opere aliquo.

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Sed et aids multis modis differunt voces in suis effectibus, omnibus autem sunt sue potestates attribute a celesti armonia que res mundi elementaris dispensai secundum suam diversitatem. Ad effectum autem habendum exigitur semper intentio proferentis cum ymaginatione forme quam per vocis prolationem desiderai venire in materiam actualiter. Post hoc sciendum est quod cum omnes voces in actu existentes significent totam rerum universitatem, quedam tamen expressius significant quasdam res quam alias, et hoc in aliquibus est compertum evidenter. Significantium autem quedam significant natura/iter, scilicet secundum exigenciam complexionis proferentis, ut voces avium et brutorum animalium. Tales siquidem voces, licet habeant effectum sicut et alie per suos radios, earum tamen effectus non est ab hominibus compertus sensu nisi in quantum ipse actualiter pro/ate excitant animum a/terius avis ve/ animalis audientis ad aliquid comprehendendum. Compertum est enim quod unum brutum animai vocat aliud et quod dolorem exprimit et gaudium per quasdam voces quas emittunt. Habent etiam tales voces semper et ubique effectus similes, nisi per inobedientiam fuerint impedite. Unde de talibus vocibus hic non disserimus. Sunt autem alie voces significative rerum per impositionem hominum, /icet et hee ab armonica dispositione recipiant significationem. Quia enim homo suam habet substantiam et omnia sua accidentia ab ipsa in loco et hoc tempore, habet quoque ab eadem dispositionem vocandi hominem hoc nomine et asinum ilio, et sic de aliis in hoc loco et in hoc tempore. Et quia diversorum locorum et temporum homines diversis sunt informati q ua/itatibus in suis unitatibus regitivis, secundum sue complexionis exigentiam diversas voces assumpserunt ad res significandas. Descendit ergo ab armonia primo, et per eam ab hominum complexione, talis vocis impositio ad talem rem significandam. Vox autem facta significativa per impositionem et consuetudinem hominum deducta ad significandum proprietatem ex hoc recipit quam antequam significativafieret non habebat. Ex quo fit quod radios alterius modi emittit cum actualiter profertur quamfaceret cum sine significa/ione permaneret quantum ad homines. Unde contingit quod alium motum ingerii in materiam quam prius faceret.

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Hoc tamen advertendwn est quod quelibet vox in actum prolata habet suam propriam signifìcationem ab armonia commissam, quam non mutat dum eadem vox permane!; quod est in eternwn, sicut species herbarwn, suas habent proprias virtutes ab eadem armonia concessas quas non perdunt dwn durant species; verwn voces sic habentes suas proprias signifìcationes ab armonia eas variant in e.ffectu secundum variationem nature sue et materie quam signifìcant. Undefit quod radii earwn quos emittunt cwn actualiter proferuntur quandoque faciunt motus in materiam, quandoque non, et quandoque maiorem motum, quandoque minorem, secundwn diversitatem nature sue et materie que patitur a voce cum profertur. Sic igitur omnis vox que significai per impositionem hominwn signifìcat quoque per impositionem armonie, licet.frequentius aliud ve! a/iter per hoc quam per illud. Cum autem in aliqua voce concurrunt impositio signifìcationis ab armonia facta et ab hominibus, geminatur virtus signifìcationis illius vocis. Si enim hoc nomen, homo, ab armonica dispositione haberet signifìcationem hominis, sicut habet ab impositione hominum latinorum, operaretur suis radiis in materiata cwn fuerit prolatum virtute duplici, scilicet naturali et accidentali, et sicfortius surgeret in effectum, et idem est de omnibus aliis. Fit autem talis signifìcationum concursus tum casu, quantum ad vulgi opinionem, tum certa humana ratione. Homines enim aliqui secreta nature tam superioris quam inferioris perscrutantes, per celestem dispositionem comprehensam multa occulta in mundo elementorum comprehenderunt, unde nomina forum et adulterorum et aliorum, que scire voluerunt per celestem motum sepe investigarunt per artem quam in huius mirabili inventione exquisierunt, et per eamdem vocum et nominum formas ad motum in rebus faciendwn efficaces invenerunt. Fuerunt autem et a/ii homines adeo felici complexione prediti ut aliquorum nominum naturalis efficacia eis in notitiam per rationem ve! per intellectum deveniret, bona complexione eorum cognitionem rectificante, et hoc in sompnis.frequentius, quandoque etiam in vigiliis. Opinio etiam multorum est substantias incorporeas hominibus multa revelare que nec sensu nec ratione fondata in sensu nota fiunt. Casu autem aliquorwn verborum virtutes veniunt in notitiam aliquorum, qui cum multa experiuntur, aliquid de expertis sic contingit ut in pluribus quod cum experimento deprehenditur, sic universaliter contingere credit qui instantiam in singularibus non vidit.

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Quocumque dictorum modorum verborum forme in notitiam devenerint cum virtute eis attributo, si debitis locis et temporibus, cum intentione exacta et sollempnitate prolata fuerint, faciunt motus et impedimenta motuum in materia convenienti, per radios ab ipsis prolatis exeuntes ad materiam per ipsa passibilem natura sua, et sicfiunt prestigio in elementis et motus tum /oca/es tum alterius modi in individuis et impedimenta motuum. Sic itaque generantur aliqua animalia et corrumpuntur et interdum arcentur, interdum attrahuntur, et alia huiusmodi que vulgo videntur mirabilia. Talium autem verborum quedam sunt significativa rerum apud homines illius foci in quo proferuntur, alia autem nichil significant, secundum hominum impositionem. Que autem carent significatione apud proferentem, si effectum sortiuntur quem intendit proferens, hoc habent ex sua natura sibi data ab armonia, sicut virtus est insita plantis ab eadem. Verba autem significativa quandoque iunguntur grammatice, quandoque sine ratione artis grammatice. Et que sine ratione coniunguntur, si effectum sortiuntur quem intendi! proferens, hoc habent ab armonia sicut et non significative voces. Que autem per artem grammaticam coniunguntur, aut faciunt orationem perfectam aut imperfectam. Si imperfectam, ab armonia descendit eorum virtus, si quam habent, sicut et vocum non significantium per hominum impositionem. Si autem verba coniuncta fuerint in modum orationis perfecte, erit il/a oratio ve/ indicativa ve/ imperativa, ve/ optativa ve/ deprecativa, ve/ obsecrativa ve/ execrativa, ve/ alium loquentis affectum ostendens. Item profertur quandoque psa/lendo, quandoque cantando. Item talis oratio quandoque componitur metrice, quandoque prosayce. Item quandoque profertur recte, quandoque retrograde. In omni dictorum modorum inveniuntur orationes alique efficaces ad motum ve/ impedimentum inducendum in aliquibus individuis, si cum exacta solempnitate proferuntur, et sunt inventi dicti modi pronunciandi illis modis quibus ipsas orationes diximus inventas esse. Illud quoque experimento compertum est quod interdum indicativa oratio falsa effectum habet sicut et vera. Invocatio quoque rerum ymaginatarum, non habentium actualem existentiam, quandoque operatur. Obsecratio quoque [acta rebus non existentibus motum induci/ in rebus multotiens.

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Omnia enim verba, sicut predictum est, prolata aliquam faciunt immutationem in omni materia elementari, sed time maiorem cum intentio proferentis accedit, et adhuc maiorem si opus fiat quod ad e.ffectum exigitur per naturam. !sta igitur semper motum ve/ impedimentum faciunt in individuis, sed tunc demum ab hominibus curatur, cum aliquo sensu motus ve/ impedimentum percipitur. Tunc enim bonum ve/ malum ex il/o motu ve/ impedimento procedit ei qui verbis hac intentione utitur. Motus autem quos verborum prolatio facit suis radiis in individuis, si sensu non fiunt perceptibiles, bonum ve/ malum non faciunt. Unde talis prolatio non habere e.ffectum iudicatur, propter e.ffectus parvitatem que ab hominibus non curatur. Omne autem verbum, immo omnis vox, tam significativa quam non significativa, suam habet materiam ab armonia datam in quam operatur cum profertur cum debita sollempnitate, sicut predictum est, adeo quidem quod si intentio proferentis respiciat aliam materiam quam verba querunt natura/iter, cassa manet verborum pro/atio, ut in pluribus. Materia autem in qua verba operantur magis propria est aer et substantie habentes plurimum aeree nature. Voces enim sunt forme aeree propter quod ipse sunt magis operative in aeria materia quam in alia. Preterea aer estfacilioris impressionis quam alia elementa, propter quod voces plus efficacie habent in aereis corporibus et qualitatibus quam in corporibus et qualitatibus aliorum elementorum, licet et in hiis quedam verba e.ffectum sortiuntur. Ex hac causa est quod verba quedam rite prolata inmutant sensus animalium, et precipue hominum. Spiritus enim hominis est aeree nature unde defacili recipit inmutationem per verba sicut et aliunde, et ex hoc est quod per prolationem quorumdam verborum apparent ymagines in speculo consecrato, et hoc est quod voces quandoque audiuntur non pro/ate ab homine. Ex hoc quoque est quod ad aliquorum verborum prolationem in homine adiurato formantur extranee ymagines in ymaginatione et ratione et memoria. Ex hoc etiam est quod per verborum prolationem inmutantur diverse passiones in animam hominis, scilicet timor, spes, gaudium, do/or, etfiunt hec in aliis animalibus similiter. Voluntas quoque hominis ex prolatione verborum inmutatur ut appetat aliquid quod per cursum voluntatis naturalis non appeteret. Sic itaque principum dilectio per prolationem verborum

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adquiritur, et mulieres ad amorem aliquorum incenduntur, et genera/iter omnis animalis virtutis species in omni specie animalis per verba prolata cum debita solempnitate in extraneum motum potest transformari et dirigitur motus il/e in aliquem modorum per armoniam, sicut etfit per armoniam prestantem vim verbis illis ad effectum thematis. Spiritus igitur hominis ve/ alterius animalis, taliter inmutatus, facit in suo subiecto voluntatem movendi membra aliquo motu locali ve/ a/io quam prius non habuit nec haberet, si verba il/a prolata non esseni. Ipsam etiam voluntatem alterant verba, sicut predictum est. Hinc est quod scorpiones expelluntur a locis suis per verba, et lupi et leones, et mures et musce, et hoc modo quandoque advocantur animalia et aves ad aliquem locum et expectant captionem. In omnibus enim talibus, aut voluntas naturalis sequitur motum spirituum incantati animalis qui per verba factus est, aut ipsa voluntas in se ipsa alterationem recepii, per verba transformata in formam novam quam per cursum naturalem non haberet. Licet autem verborum effectus sit maior et faci/ior in spirituali materia, verumtamen verba cum debita sollempnitate prolata effectum habent et proprietatem inmutandi omnia elemento in aliquasformas novas, et hebetandi natura/es suasformas nefaciant quod per solitum cursum factura essent. Terra enim, cum sit natura/iterfrigida, per vim verborum calefit et calorem retine!. Aqua quoque, que ponderosa corpora per naturam suam intra se recipi permittit, per vim verborum quorumdam ista natura privatur, et fit quod ferrum super aquas natat. Aer quoque per verba a.fflatu cessai et a pluvie genera/ione. Ignis etiam a combustione cessai per verba, combustibilibus ei applicatis. Ex hoc est quod ponderosa corpora per aerem multotiens deferuntur preter solitum nature cursum. Levia quoque vi verborum inferius descendunt, et fiunt fulgura et coruscationes et nubes et tenebre et alia elementorum accidentia. In omnibus autem radii a voce procedentes ad rem ipsam dant ve/ privant eam per suam armonicam proprietatem aliqua forma quam alias haberent, sicut predictum est, et sicut in adamante appare! evidenter qui ferrum privai natura descendendi ad centrum, dum ei applicatur. ***

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Cum igitur voces significative per impositionem hominum in modum perfecte orationis coniuncte proferuntur, ex coniunctione multotiens effectum sortiuniur per radios suos quem disiuncte pro/ate non fzabent, sicut herbe confecte ex confectione consequuntur effectum aliquem que non habent separate, presertim cum desiderium proferentis suffragatur. Inter omnes autem orationis species optativa plus habet efficacie, utpote que desiderium indicat sua signifìcatione et a desiderio procedit sua naturalis existentia, et ideo eius radii efficacius operantur motum incompetenti materia quam aliarum specierum radii. Desiderium enim hominis in corde est quod est centrum a quo sunt omnes operationes voluntarie et habet hoc centrum suam centricam naturam, in aliquo conformem centro mundi. Ipse enim homo individuatus per suam complexionem surgit conformis mundo, dum omnis mundi pars ad eius individuationem operatur. Unde est quod centrum mundi modo suo facit centricitatem in omni homine individuo, immo etiam in omni animali. Quare centrum hominis regit ipsum in motibus suis sicut centfum mundi suo modo regit mundum in moti bus suis, et ex hoc est quod radii a proprietate centri hominis procedentes, scilicet a desiderio eius, sunt potentiores in motu faciendo in competenti materia quam radii procedentes ab aliis partibus hominis individui sive ab ipsarum proprietatibus. Et sciendum quod unius hominis desiderium est natura/iter potentius in motibus faciendis extra quam alterius, complexione uniuscuiusque limitante quantitatem et qualitatem potestatis, etiam ubi eque intense voluntates et desideria sunt in diversis. Quia etiam ubi sunt equalia desideria per naturam complexionis, si unius desiderium surgat in actum intensius quam alterius, quod est intensius continet efficaciam in motibus extrafaciendis. Cum etiam adeo est intensum alicuius desiderium ut opera alia inducat que ad effectum sunt necessaria, cum vocum prolatione eiusdem desiderii radii consumativam assumunt virtutem ut in rebus extra positis, et maxime in aereis corporibus, fiant motus nunc maiores nunc minores, secundum quod focus et tempus et alie circumstantie promovent effectum eiusdem desiderii, celesti armonia omnia faciente in elementari materia, hinc agente, illinc vero patiente, per eiusdem armonie potestatem formativam. De obsecratione igitur et adiuratione perfectius disserentes, dicimus quoniam homines, sensu usi et rationis usum per hoc

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consecuti, cognoverunt res huius mundi quasdam aliarum causas existere, et etiam causarum causas esse in rebus pluribus sensibiliter perceperunt. Unde ductu rationis ex sensibili condicione rerum cognita conferentis causam rerum supremam esse coniecerunt, cuius condicionem scrutati ratione, quia sensu non potuerunt, conantes, eam supra omnem condicionem sensu sibi notificatam exaltatam, deficiente intellectu, constituerunt ratione. Quocirca nomina rebus sensibilibus convenientia, eidem omnino inconvenientia reputarunt, nullo nomine proprio ipsam nominari possibile .esse putantes. Verum, ut de ea senno aliquis apud homines haberetur, quedam nomina accomodaverunt rebus sensu notis proprie convenientia, ipsi autem supreme cause omnino inconvenientia, eam vocantes causam causarum, deum deorum et dominum dominorum, et primum principium et deum et creatorem et aliis pluribÌls nominibus maiestatem et preeminentiam significantibus, cum tamen magis accomode negationibus habeat designari ut dicatur irifmitus, increatus, immortalis, impassibilis et aliis nominibus in lume modum infinitatis, licet et sic equivoce cum omnibus rebus aliis nuncupetur. Nomina ergo ad ipsum significandum assumpta hominum impositione, /icet improprie, habent tamen e.ffectum a/iquem cum actualiter proferuntur, sicut et alia nomina rebus imposita. Mutant enim materiam suis radiis, tanto ad movendum efficacioribus quanto mens proferentis rem maiorem credit et intendit nominare. Fiunt igitur ab hominibus obsecrationes et preces ad Deum, dicto modo intellectum a sapientibus et a vulgo speculatum per sapientum doctrinam aut ymaginationem, ita quod omnes fere homines, sensu et ratione usi, credunt preces verbis usitatis Deo factas sibi et aliis proficere, et inde inolevit sollempnis consuetudo apud homines Deum adorandi et obsecrandi pro bonis et malis, hiis habendis, illis vero depellendis, et fiunt tales preces multotiens in effectu, multotiens vero sine e.ffectu. Succedit autem e.ffectus cum locus et tempus et alie circumstantie su.ffragantur; destituuntur e.ffectu cum deest a/iquid quod necessario exigitur ut preces e.ffectum sortiantur. Unde preces hominum Deo porrecte, quando intenso desiderio carent et intentione optinendi studiosa, frustra diete reperiuntur, cum id quod intenditur m inime optinetur, in quantum sensu cognosci potest, /icet et hee a/iquid operentur dummodo dicentis intentio aliquatenus suffragatur.

De virtute verborum

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Verba enim talia, sicut et omnia alia, cum actu proferuntur cum intentione aliqua, faciunt immutationem in materia suis radiis eandem materiam illustrantibus, licet optatam non perficiant. Cum etiam obsecrationes proferuntur ad Deum ab hominibus qui nullam Dei cognitionem sunt assecuti, dummodo optinendi desiderium affuerit et spes velfides optinendi, verba sic dieta suum habent e.ffectum, licet de Deo fidem non habeat qui verba dicit cum optinendi voluntate. Deum enim nullus homo cognoscere potest, sed talis ignorantia in dicente e.ffectum motus non impedit circa materiam, dummodo dicentis votum affuerit cum alia sollempnitate que per armonicam dispensationem exigitur. Orationes igitur et obsecrationes sunt ab hominibus circa casus contingentesfaciende devotis mentibus et intenso desiderio quia non carebunt e.ffectu, licet quo ad casum etiam quofiunt quandoque non proficiant. Prosunt enim ad aliquid quoad nos, quibus ignorantia causarum facit opinionem contingentie de hiis que quo ad causarum ordinem ex necessitate proveniunt, in quo ordine constituitur quod hoc ve/ illud precibus debeat cum aliis causis evenire. Sunt ergo preces ad Deum hominibus necessarie ad bonum consequendum et malum devitandum propter suam ignorantiam circa ordinem armonie, in quo multotiens disponitur sic ut res nonfiat nisi preces cum aliis e.ffectum rei in mundo elementorum operentur. Non est autem hoc de Deo sentiendum ut ipse qui est omnino immobilis precibus hominum aliquatenus moveatur, quantocumque desiderio proferantur. Sed, ipso deprecato, materia elementaris movetur precibus, ut phisice loquamur, que per celestem dispositionem primo loco et principaliter talent motum recipit, ut metaphisice cause e.ffectum simpliciter proferamus. Cum igitur obsecrationes fiunt ad Deum ab hominibus devote mentis et proclivis desiderii cum debita sollempnitate, pro aliquo motu in subiecta materia inducendo, sequitur optatus e.ffectus, armonia omnia in omnibus primo loco procurante. Non autem solummodo ad Deum diriguntur obsecrationes, sed etiam ad spiritus qui ab aliquibus hominibus esse creduntur, licet eorum existentia sensibus hominum non sitperceptibilis. Credunt enim plurimi angelos esse substantias incorporeas habentes potestatem faciendi motus in rebus elementatis. Credunt etiam homines corpore solutos spiritualem existentiam retinere et quandoque motus facere in hoc mundo, et ad hocfaciendum a.ffectuosis precibus hominum induci.

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De Radiis

Sunt autem a/ii quorum scientia etfides a sensu tantum derivatur, et ideo spirituum naturam esse non credunt in a/iquo modo existendi qui ad humanam cognitionem possit pervenire. Quod enim motus et ymagines fiunt in aere ve/ a/io elemento ve/ elementato, que per naturam vulgo notam fieri non solent, non est ex operatione spirituum, sed tantum ex condicione celestis armonie materiam aptante ad talis motus et talium ymaginum receptionem per actiones aliarum rerum corporearum eandem materiam moventium ad similitudinem armonie, ut sunt orationes et nomina et etiam aliqua alia, ut herbe et gemme. Quecumque autem super hiis fuerit .fides obsecrantis, sequitur effectus, dummodo cum summo desiderio pronunciet et cum debita sollempnitate operis ve/ alterius motionis. Et hec de obsecratione dieta sunt que est oratio deprecativa ad virtutem operativam directa ad motum eliciendum in aliqua materia assumpta in cogitatione proferentis. Adiuratio autem est oratio deprecativa ad materiam motus directa, condicionem tum virtutis operantis tum eiusdem materie exponens. Fiunt etenim adiurationes per Dei opera et spirituum, aut vera, aut putativa, que aut facta sunt aut putantur, et similiter fit adiutatio per passiones quas habet ve/ habuit ve/ putatur habere ve/ habuisse subiecta materia, ut aqua coniuratur per suam liquiditatem et per passionem consistentie quam habuit aliquando in aliquo loco secundum relationem hystorie. Parum autem refert ad habenduin effectum motus, an sint ve/ non sint, an fuerint ve/ non fuerint operationes et passiones per quas fit adiuratio, dummodo intensum desiderium sit in adiurante cum debita sollempnitate. False enim orationes interdum habent effectum motus in materia per celestem largitionem, sicut et vere. Execrativa oratio est malorum appositio per dictionem ad materiam motus, sub modo loquendi aut optativo aut imperativo aut obsecrativo, et habent quedam tales orationes effectum motus, cum exacta sollempnitate exhibite. Interrogative orationes et enunciative laudis ve/ vitupera effectum habere quandoque reperiuntur per desiderium intendentis, sed non sunt ita efficaces ut in p/uribus sicut obsecrative et coniurative. Preterea modus dicendi quandoque operatur ad effectum multotiens enim cantando ve/ psallendo pronunciatum operatur effectum quo carebit si uniformiter proferatur; et hanc diversitatem,

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sicut et alias, operatur dispensatio celestis que omnia in omnibus operatur per suam virtutem formativam. De verbis ergo per hominum impositionem significativis sic sit ad presens determinatum a nobis adicientibus quod sunt nomina quedam que nullam receperunt significationem ex impositione humana, prolata tamen cum intentione magnum invenientur habere e.ffectum. Et ex hiis quedam Dei nomina reputantur, alia vero spirituum sive stellarum sive signorum. Dei autem nomina ideo ipsi attribuuntur ab hominibus quia habent in sua naturali existentia respectum ad Deum, non quidem quod Deum diffiniant - hoc enim est impossibile omni rei particulari -, sed quia de ipsius molestate signum expressius et plus aliis in sua naturali significatione contineant modo vocibus convenienti. Et ideo talia nomina sunt in e.ffectu efficaciora, celesti armonia producente ea in suis proprietatibus activis cum respectu ad supremam maiestatem. Simili modo nomina formantur in mundo elementorum ab armonica operatione, spiritibus et stellis et signis singulis sigillatim in potestate conformibus. Unde cum proferentur cum intentione et debita sollempnitate, operantur in materia quod spiritus et signa et stelle compares sui natura habent operari. Alterum enim per alterum in huiusmodi operatur, cum superioris operatio sit nominis comparis causa operativa cum temperamento a/iorum omnium celestium corporum. Et sicut spiritus et stelle et signa di.fferunt multiphariam in natura et opere, sic nomina diversam naturam ab eis receperunt in essentia et opere motus in materia elementari per radios quos emittunt super res e/ementares, cum proferuntur cum intentione et in debita sollempnitate. Et quorundam talium notitiam consecuti sunt quidam antiqui sapientes qui per eorum prolationem et virtutem cum debita sollempnitate mirabilia multa fecerunt, immo celesti et elementari nature oportunitatem opere suo procuraverunt. Et hec de verborum virtute dieta sufficiant.

6. SULLA POTENZA DELLE PAROLE

Poiché dunque gli uomini credono che le parole diano luogo a un effetto di movimento, diciamo a questo proposito che i suoni pro­ dotti in atto emettono raggi come ogni altra realtà attuale e per loro tramite agiscono nel mondo degli elementi alla stregua delle altre realtà individuali . Ed essendo le differenze tra i suoni innumerevoli, ciascuno, proferito in atto, ha sugli altri oggetti elementari un pro­ prio effetto, diverso da quello di ogni altra cosa; e a loro volta i suoni traggono il proprio effetto dal i ' armonia celeste, come avviene anche per le piante e le altre realtà', e similmente tali effetti hanno, in di­ verse circostanze, qualità proprie, del tutto diverse le une dalle altre . Vi sono infatti suoni che favoriscono l ' azione di Saturno o di Gio­ ve, di Marte, del Sole, di Venere, di Mercurio o ancora della Luna2 • Parimenti alcuni concordano nel loro effetto con certe immagini del cielo, altri con immagini diverse, poiché alcuni suoni proferiti promuovono nel mondo la potenza e le operazioni del l 'Ariete, altri quelle del Toro o dei Gemelli, del Cancro, del Leone, della Vergi­ ne, della B ilancia, dello Scorpione, del Sagittario, del C apricorno, del ! ' Acquario o dei Pesci, altri ancora quelle di immagini diverse fi­ gurate3 nella sfera delle stelle fisse, per cui avviene che alcuni suoni

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Si tratta delle piante planetarie e zodiacali e delle pietre connesse agli astri dalla legge della "simpatia" cosmica; cfr. A.-J. Festugière, La Révélation d 'Hermes Trismégiste (I. L 'Astrologie et /es Sciences Occultes), Paris 1 944, pp. 1 3 7- 1 80. Si allude alle numerose formule magiche o incantamenta indirizzate ai pianeti o ai segni zodiacali; un esempio di queste invocazioni rivolte alle potenze astrali in Catalogue Codicum Astrologorum Graecorum, VI: Co­ dices Vindobonenses, ed. G. Kroll, Bruxelles 1 903 , pp. 73-78, dove sono elencati i decani dei dodici segni zodiacali con i loro caratteri magici (De duodecim signorum decanis) e relative invocazioni. Si tratta dei paranatèllonta, le figure dei decani e delle costellazioni astrali con cui si costruisce l ' oroscopo.

Sulla potenza delle parole

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abbiano efficacia pronunciati in una costellazione e in un dominio\ altri in costellazioni e domini differenti . Similmente alcuni suoni hanno efficacia sul fuoco, altri sull'aria, l 'acqua o la terra. Alcuni hanno effetto sugli animali, altri sulle piante. E ve ne sono di quelli che agiscono su una determinata specie d'animali o di piante e di quelli che operano su altre specie. E così alcuni suoni hanno potere su un genere di accidenti, altri su un genere differente. Alcuni sono efficaci in un tempo, altri in un momento diverso. Vi sono suoni validi in un certo luogo e suoni validi in un altro. A lcuni poi hanno forza di per sé, altri invece solo se pronunciati unitamente ad altri. Alcuni hanno un determinato effetto proferiti in un certo modo, altri in modo diverso. E alcuni hanno efficacia proferiti una sola volta, altri solo se proferiti parecchie volte; e alcuni l ' hanno di per sé, altri solo se accompagnati da una certa operazione. Ma i suoni differiscono nei loro effetti in molti altri modi ancora e tuttavia a ognuno i suoi poteri sono conferiti dal l ' armonia celeste, che dispensa la realtà del mondo costituito di elementi conforme­ mente alla propria diversificazione. D ' altra parte, per conseguire l ' effetto si esige sempre l ' inten­ zione di colui che li recita e l ' immaginazione della forma che egli desidera sopraggiunga alla materia i n modo attuale attraverso l ' e­ m i ssione del suono. Dopo di che bisogna sapere che, sebbene tutti i suoni esistenti in atto significhino la totalità del reale, alcuni designano più espressa­ mente alcune cose piuttosto di altre, il che in alcuni casi è conosciu­ to in modo evidente . D ' altronde alcuni dei suoni significanti hanno naturalmente un senso, certo in conformità a un 'esigenza della complessione di chi lo emette, come i versi degli uccelli e delle bestie. In verità, sebbene tali suoni come gli altri conseguano un effetto attraverso i propri raggi, gli uomini non ne hanno scoperto sensibilmente l ' esito se non in quanto essi, proferiti in atto, inducono lo spirito di un secondo uccello o di un altro animale, che ascolta, a comprendere qualcosa.

È certo infatti che gli animali s i chiamano l ' un l ' altro ed esprimono dolore e gioia attraverso certi suoni che emettono. Tali suoni hanno sempre e ovunque effetti simili, a meno di non essere stati ostacolati per una disobbedienza. Per cui non trattiamo qui di essi.

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L' espressione in una costellatione et dominio allude al "tema natale".

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De Radiis

Vi sono poi altri suoni denotanti la realtà per attribuzione degli uomini, sebbene anch' essi ricevano i l loro significato dalla disposi­ zione armonica dei cieli. Poiché infatti l ' uomo trae da essa la propria sostanza e tutti i suoi accidenti in un dato luogo e tempo, ne trae anche la disposizione a designare in un certo luogo e tempo l ' uomo con un nome, l ' as ino con un altro e così via. E poiché gli uomini dei diversi luoghi e tempi sono stati foggiati da diverse qualità nella loro unità reggitiva, conformemente alle esigenze della loro com­ plessione, hanno assunto diversi suoni per significare le varie real­ tà. L' assegnazione di un determinato suono all 'espressione di una certa cosa deriva dunque in primo luogo dal l ' armonia celeste, poi, attraverso essa, dalla complessione degli uomini . D ' altra parte, un suono reso significativo e condotto a denotare, per l ' assegnazione e la consuetudine degli uomini, riceve da ciò una proprietà che non aveva prima di divenire significativo. Ne consegue che quando è proferito in atto esso emette raggi in modo differente rispetto a come farebbe se rimanesse senza signifi­ cato per l ' uomo. Perciò accade che introduca nella materia un altro movimento, diverso da quello prodotto in precedenza. Occorre tuttavia osservare che qualsiasi suono proferito attual­

mente ha la propria significazione affidatagli dal i ' armonia celeste,

che non cambia finché il suono rimane l o stesso; le realtà che esi­ stono in eterno, come le specie delle piante, hanno le proprie virtù, concesse dal la medesima armonia celeste, che non perdono finché durano come specie, ma i suoni che da essa traggono così i propri significati li variano al mutare della propria natura e della materia che s ignificano. Per cui accade che i raggi che essi emettono talora producono un movimento ne lla materia, talora no, e a volte un m oto maggiore, a volte uno m inore, secondo la diversità della loro natura e della materia che subisce il suono quand ' esso è proferito. Così dunque ogni suono, che ha un significato per attribuzione degli uom ini, ne ha anche per assegnazione del l ' armonia celeste, sebbene piuttosto frequentemente nei due casi significhi un ' altra cosa o in un altro modo. Ma quando in un suono coincidono il significato conferito dal i ' ar­ monia celeste e dagli uomini, raddoppia la sua capacità significante . Se infatti il nome "homo" avesse dal i ' armonia celeste il significato di uomo, come l ' ha per l ' attribuzione dei latini, una volta proferito, con i suoi raggi opererebbe sulla materia con duplice virtù, vale a

Sulla potenza delle parole

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dire naturale e accidentale, e così si mostrerebbe più potentemente nel l ' effetto, e lo stesso vale per tutti gli altri nomi. Ma un tale incontro di significazioni avviene ora per caso, stando ali ' opinione del volgo, ora per la sicura ragione umana. Infatti alcuni uomini, scrutando i segreti della natura sia superiore che inferiore, per la loro comprensione della disposizione dei cie­ l i hanno capito molte verità occulte nel mondo degli elementi, per cui spesso indagarono attraverso i l moto celeste il nome dei ladri, degli adulteri e degli altri che volevano conoscere, grazie a un 'arte cui ricorrevano per scoprire in modo stupefacente tutto questo, e attraverso la quale trovarono le forme dei suoni e dei nomi efficaci a produrre il movimento nella realtà. Ma vi furono anche altri uomini a tal punto fomiti di una felice complessione che l ' efficacia naturale di alcuni nomi diveniva loro nota attraverso la ragione o l ' intelletto, poiché la buona comples­ s ione rettificava la loro conoscenza, e questo il più delle volte in sognoS, ma talora anche nello stato di veglia.

È

anche opinione di

molti che le sostanze incorporee6 rivelino agli uomini molte verità che non si conoscono né con i sensi , né con la ragione su di essi fondata. D ' altra parte, le virtù di alcune parole vengono per caso a conoscenza di alcuni uomini quando esperiscono molti fenomeni, e, come per lo più accade, dalle cose così esperite risulta che qualcosa sia colto con l ' esperienza: colui che osserva che il risultato persiste nei fenomeni non singolari, crede che accada universalmente così. E in qualsiasi dei suddetti modi si venga a conoscenza della for­ ma delle parole e della virtù a esse attribuita, quando esse siano

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L'autore elenca una serie di modi per trovare i nomina e le formule ma­ giche adeguate: il primo modo è il buon util izzo della scienza astrologica verisimilmente "interrogando" gli astri -, mentre il secondo è privi legio dell' uomo che possiede una "complessione temperata" - il mago-teurgo perfetto -, e un equilibrio interiore che gli permetta di discernere con ra­ gione le ispirazioni divine ricevute in sogno; in quest'ultimo caso l ' intel­ letto del l ' uomo è i l sostrato passivo in cui si riflette la visione onirica, è il nous hylikòs della tradizione arabo-alessandrina, che passa dalla potenza al l ' atto, ossia che riceve l ' illuminazione dal l ' alto, dal l ' Intelletto agente, l ' angelo dell ' astro. Le substantiae incorporeae designano gli angeli quali veicoli della rive­ lazione divina e fonti di sapienza celeste; cfr. anche H. Corbin, Le Récit d 'Initiation et l 'Hermetisme en Iran (Recherche angélologique), in "Era­ nos Jahrbuch", 1 7 ( 1 949), pp. 1 34 ss.

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proferite nei debiti luoghi e tempi e con l ' intenzione e la solennità adeguata, producono movimenti e ostacoli a esso nella materia ap­ propriata attraverso i raggi da esse stesse profusi, che si diffondono verso la materia per propria natura passiva, e così avvengono i feno­ meni prestigiosi negli elementi, il moto sia locale sia d ' altra specie e gli impedimenti a esso nelle realtà individuali . Così dunque alcuni animali sono generati e si corrompono e talora si respingono, talaltra si attraggono e si producono altri fenomeni della stessa specie che sembrano prodigiosi al volgo. Ma di tali parole alcune denotano qualcosa presso gli uomini del luogo ove sono proferite, altre invece non hanno alcun senso secon­ do l ' umana assegnazione7• Ma quelle che mancano di significato per chi le proferisce, se sortiscono l ' effetto cui egli mira, lo traggono dalla propria natura, conferita loro dall ' armonia celeste, come una proprietà è inserita nelle piante a opera della stessa. Ma le parole significative talora sono collegate grammaticalmen­ te, talora senza alcun nesso grammaticale. E quante sono connesse senza alcun senso se sortiscono l ' effetto cui mira chi l e proferisce lo devono all ' armonia celeste, come anche i suoni insensati. Ma, quante sono collegate secondo la grammatica, producono una formula coerente o incoerente . Se è incoerente, la loro virtù, se ne hanno una, discende dall' armonia celeste, come quella dei suoni insensati secondo l ' umana attribuzione. Ma se le parole sono state congiunte nel modo di una formula coerente, essa sarà indicativa, imperativa, ottativa, esprimerà una preghiera, uno scongiuro, una maledizione, o dimostrerà un altro sentimento di chi parla. Simi lmente è proferita a volte salmodiando, a volte c antando8• Tale formula è composta ora in metrica, ora in prosa. Talora è pro-

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Si tratta molto probabilmente di suoni onomatopeici o di fenomeni appa­ rentemente disarticolati, gli àsema onòmata, che ricorrono frequentemente nelle formule e negli incantesimi dei papiri magici; si vedano ad esempio i testi raccolti in H.D. Betz (ed.), The Geek Magica/ Papyri in Translation, vol. l Texts, Universit)· of Chicago Press, Chicago 1 986, passim. Le formule magiche fanno parte di una liturgia che generalmente viene salmodiata o cantata (psal/endo ve/ cantando) a bassa voce, sussurrata, e spesso recitata all ' inverso; secondo alcune tradizioni anche i M agi mazdei celebravano la propria liturgia mormorando a bassissima voce parole in­ comprensibili; cfr. J. Bidez, F. Cumont, Le Mages Hellénisés, II, Les Bel­ les Lettres, Paris 1 9732, p. 285, n. 3.

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ferita nel modo giusto, talaltra all ' i nverso. In ciascuno dei suddetti modi si trovano alcune formule efficac i a indurre un movimento o un ostacolo in certe realtà individuali , se sono proferite con la solennità richiesta, e i suddetti modi di pronuncia sono stati sco­ perti proprio come abbiamo detto che sono state trovate le formule stesse.

È anche

certo per esperienza che talvolta una formula indicativa

falsa ha effetto come una vera. Anche l ' invocazione di realtà immaginate, che non hanno esistenza attuale, è talora operativa. E anche lo scongiuro rivolto a realtà inesistenti spesso induce il movi­ mento in quelle reali . Infatti, come è stato detto, ogni parola proferita produce u n muta­ mento in tutta la materia elementare, ma esso è maggiore quando vi s i aggiunge l ' intenzione di chi lo proferisce e ancor più se avviene l ' operazione che la natura richiede per l ' effetto. Esse dunque produ­ cono sempre un movimento o un ostacolo nelle realtà individuali, ma gli uomini se ne curano solo quando l ' uno o l ' altro siano perce­ piti da uno dei sensi. Allora, infatti, da questo moto o impedimento sorge un bene o un male per colui che con questa intenzione ha usato le parole. Ma la pronuncia delle parole, attraverso i suoi raggi verso le realtà individuali, provoca movimenti che, se non sono perce­ pibili ai sensi, non producono un bene o un male. Di conseguenza si reputa che una tale pronuncia non abbia efficacia per l ' esiguità dell 'effetto, di cui gli uomini non si curano. Ma ogni parola, anzi ogni suono, significativo o no, ha la propria materia, attribuitale dal l ' armonia celeste, sulla quale agisce quando

è proferita con la dovuta solennità, come è stato detto, al punto che certamente, se l ' i ntenzione di chi la proferisce si volge a una materia diversa da quella naturalmente richiesta dalle parole, la loro pronun­ cia rimane vana. Ma le materie più appropriate sulle quali agiscono le parole sono l ' aria e le sostanze dalla natura più vicina a essa. Infatti , i suoni s ono forme aeree, per cui sono più attivi su una materia aerea che su un ' altra. Inoltre, l ' aria è di più facile impressione degl i altri ele­ menti, per cui i suoni hanno più efficacia sui corpi e le qualità aeree che su quelle di altri elementi, sebbene alcune parole conseguano un effetto anche su di esse. Ne segue che alcune parole, proferite secondo il cerimoniale, mo­ dificano i sensi degli animal i e soprattutto degli uomini . Infatti, lo

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spirito umano è di natura aerea9; quindi riceve facilmente una mo­ dificazione a causa delle parole come di altre cose, ed è per questo che a causa della pronuncia di alcune parole appaiono immagini in uno specchio consacrato 1 0 e che talora si odono suoni non proferiti dali ' uomo. Ed è per lo stesso motivo che durante la pronuncia di alcune parole si formano immagini di una realtà esteriore nel l ' im­ maginazione, nella ragione e nella memoria dell ' uomo stregato. Ed è ancora per questo che attraverso la pronuncia delle parole mutano le diverse passioni del l ' anima umana, come il timore, la spe­ ranza, la gioia, il dolore, e ciò avviene similmente negli altri animali. Anche la volontà dell 'uomo è modificata dalla pronuncia di parole in modo che desideri qualcosa che secondo il corso dell� volontà na­ turale non desidererebbe. Così dunque, grazie alla pronuncia delle pa­ role, si acquista il favore dei principi, si accendono le donne di amore

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lO

Lo spiritus può essere ambivalentemente inteso come pneitma stoico, o come anima mundi di ascendenza neoplatonica; per quanto riguarda lo pneitma phantasti/Wn, bisogna precisare che tale dottrina, trasmessasi nella tradi­ zione galenica, ha una sua "renaissance" in Occidente nel secolo XI, con la traduzione latina, a opera di Costantino Africano, del Liber Regius di ' Ali ibn 'Abbas ai-Majusi, e raggiunge un primo apice verso la metà del XII sec. con la traduzione del De differentia animae et spiritus del medico e fi losofo cristiano-melchita Qosta ibn Luqa; la maggior parte dei medici medievali tra cui lo stesso Avicenna (lbn Sinii) - distinguono infatti tre specie di spiritus: lo "spirito naturale" (che ha origine nel fegato), lo "spirito vitale" (che ha origine nel cuore e permea tutto il corpo), e lo "spirito animale" che ha origine nelle "camere" del cervello da una purificazione dello "spirito vitale" (cfr. G. Verbeke, L 'Evolution de la Doctrine du Pneitma du Stoicisme à S. A ugustin, Desclée De Brouwer- Éditions de l' lnstitut Supérieur, Paris-Louvain 1 945, pp. 1 75 ss.); da questo processo di purificazione, che unisce il cuore al cervel lo, trae poi origine uno degli elementi centrali di tutta la metafisica d' amore me­ dievale (e in seguito rinascimentale): amore e teoria della conoscenza sensibi­ le nelle concezioni scolastiche sono infatti indissolubilmente legati. La consacrazione di uno specchio magico è spesso accompagnata da pre­ ghiere, formule propiziatorie, e suffusione di erbe o resine aromatiche; la contemplazione della luce riflessa su specchi (o altre superfici speculari) può provocare visioni o stati di trance allucinatori (fotogogia), come de­ scritto dal neoplatonico Giamblico, De mysteriis, III, 1 4, 1 34, 1 -9, in I misteri egiziani. A bammone (Lettera a Porfirio, a cura di A.R. Sodano, Rusconi, Milano 1 984, p. 1 33); per la legge d' interdipendenza dei tre mondi (divino, psich ico, umano) l ' utilizzo degli specchi magici svolge un ruolo fondamentale anche in certe manipolazioni di magia nera.

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per alcuni 1 1 , e in generale, attraverso le parole proferite con la dovuta solennità, tutti i generi di virtù animale in ogni specie animale posso­ no essere· trasformati in un movimento estraneo che in qualche modo

è diretto dal l ' armonia, come anche grazie all ' armonia si produce, ri­ guardo ali ' effetto del tema natale, una forza superiore a quelle parole. Dunque, lo spirito dell ' uomo o di un altro animale, così mutato, provoca nel suo soggetto una volontà di muovere le membra di un m oto locale o di altro genere, volontà che prima non aveva e che non avrebbe avuto se quelle parole non fossero state pronunciate. Le p arole alterano anche la stessa volontà, come è già stato detto.

E per questo che attraverso parole gli scorpioni, i lupi, i leoni, i topi

e le mosche sono fatti uscire dai loro rifugi e in questo modo talora si chiamano gli animali e gli uccelli in un luogo ove se ne attende la cattura. Infatti, in tutti questi casi o la volontà naturale segue il movimento degli spiriti dell'animale incantato, che è prodotto attraverso le parole, o la stessa volontà riceve in sé l 'alterazione, trasformata attraverso le parole in una forma nuova che secondo il corso naturale non avrebbe avuto. ***

D ' altra parte, sebbene l ' effetto delle parole sia maggiore e più agevole in una materia spirituale, proferite con la debita solennità esse hanno tuttavia l ' esito e la proprietà di mutare tutti gli elementi in forme nuove e di attenuare le loro forme naturali affinché non facciano ciò che avrebbero dovuto secondo il loro corso abituale. Infatti, benché sia naturalmente fredda, la terra, grazie al potere delle parole, si scalda e trattiene il calore. Anche l ' acqua, che per

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Il metodo più frequente e banale di incantesimo è basato sul semplice uso della volontà, la quale deve essere potenziata e allenata; il metodo di educazione della volontà consiste innanzi tutto nel rendersi pienamente coscienti degli atti che sono diventati meccanici e automatici: i fenomeni di respirazione hanno un ruolo particolannente importante in questa pràxis, e il loro controllo cosciente e volontario aiuta a rafforzare e a creare delle correnti di volontà nell'uomo; avendo ottenuto un completo controllo sull'immaginazione, il mago deve alimentare la rappresentazione psichica desiderata: desiderio, odio e amore, queste rappresentazioni inducono nel corpo un determinato stato di vibrazione (simile per certi versi a quella del suono) e permettono l 'emissione, verso il fine desiderato, di una potente e diretta corrente di pensieri di odio o di amore, i quali, agendo sulla vittima dell'incantesimo, opereranno di conseguenza.

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propria natura consente ai corpi pesanti di penetrarla, è privata di questa proprietà dalla forza di alcune parole, per cui avviene che il ferro galleggi sulle acque. Anche l ' aria grazie ad alcune parole cessa di alitare e di generare pioggia12• E in virtù delle parole il fuoco ces­ sa di ardere, pur essendo alimentato da combustibile. Ne segue che corpi pesanti sono spesso trasportati per aria contro il corso normale della loro natura. E i leggeri grazie al potere delle parole discendono verso il basso e divengono folgori, lampi, nubi, tenebre e altri accidenti degli elementi. In tutti questi casi i raggi che procedono da un suono verso una cosa, in virtù della loro proprietà armonica, le conferiscono una forma o la privano di un' altra che essa avrebbe, come è già stato detto e come appare evidente nel caso della calamita, che priva il ferro della sua proprietà di discendere verso il centro finché gli viene applicata. Quando dunque i suoni significativi per attribuzione umana sono proferiti connessi in una formula coerente, spesso dalla loro unione sortiscono attraverso i loro raggi un effetto che non avrebbero pro­ nunciati disgiuntamente, come le erbe riunite conseguono dalla con­ nessione un effetto che non avrebbero separate, soprattutto quando questi suoni sono secondati dal desiderio di chi li proferisce. Ma tra tutte le specie di formule la più efficace è quella ottativa 1 3 , dato che essa denota i l desiderio per il suo stesso significato e la sua esistenza naturale procede dal desiderio, e così i suoi raggi opera­ no il movimento nella materia adeguata più efficacemente dei raggi delle altre specie di formule. Infatti, il desiderio dell'uomo risiede nel cuore1\ che è il centro da cui dipendono tutte le operazioni volontarie e che ha la sua natura centrica in un certo modo simile al centro del mondo. Infatti, l ' uomo

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Sul l ' effetto dei carmina, delle preghiere e delle invocazioni magiche sugli elementi, in particolare sulla meteorologia, si trovano numerosi esempi nella tradizione antica e medievale; cfr. in partic. 1'/mprecationes ven­ torum in Catalogus Codicum Astrologorum Graecorum, IX/2 : Codices Britannicos, ed. S. Wainstock, Bruxelles 1 953, pp. 1 66- 1 69. Modo del verbo che indica i l desiderio. Secondo l a dottrina aristotelica i l cuore è l 'organo centrale della sensazio­ ne e del movimento proveniente dal desiderio (cfr. De Parto Anim. , III, 4, 66Sa, l O- l S); nelle concezioni stoiche il cuore è il centro della circolazione dello pneuma; secondo Crisippo di Soli il cuore è la sede de li' hegemonikòn, l 'organo centrale direttivo dell'anima, che altri localizzavano nel cervello.

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individuato dalla sua complessione1 5 appare confonne al cosmo, men­ tre ogni parte di questo contribuisce alla sua individuazione. Ne segue che il centro del mondo produce a suo modo una centricità in ciascun uomo individuale e anche in ogni animale. Per cui il centro del l ' uomo lo regge nei suoi movimenti come quello cosmico a suo modo regge il mondo nei propri, ed è per questo che i raggi che procedono dalla proprietà del centro dell ' uomo, cioè dal suo desiderio, nel produrre il movimento nella materia appropriata sono più potenti dei raggi che procedono dalle altre parti dell'uomo individuale o dalle loro proprietà. E bisogna sapere che il desiderio di un uomo è naturalmente più potente nel detenninare un movimento all ' esterno di quello di un al­ tro, poiché la complessione di cias cuno limita la quantità e la qualità della potenza, anche quando sono volontà e desideri di pari intensità a trovarsi in due uomini. D ' altra parte, quando i desideri sono egua­ li per quanto riguarda la natura della complessione, se il desiderio dell ' uno appare in atto più intenso dell ' altrui, sarà i l più intenso ad avere l ' efficacia di produrre movimenti all ' esterno. Quando il desiderio di qualcuno è così intenso da detenninare le diverse operazioni necessarie all 'effetto16, con la pronuncia dei suoni i raggi di questo desiderio assumono una potenza di realizzazione, così che nei corpi esterni, e soprattutto nei corpi aerei, appaiono mo­ vimenti ora maggiori, ora minori, a seconda che il luogo, il tempo e le altre circostanze promuovano l ' effetto del suo desiderio, producendo l ' armonia celeste ogni realtà nella materia da una parte agente, dal i ' al­ tra paziente, in virtù della potenza fonnativa di questa stessa armonia.

Trattando in modo più preciso dello scongiuro e dell ' invocazio­ ne, diciamo che gli uomini, essendosi serviti dei sensi e avendo con-

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La complexio de li ' uomo è costituita da un miscuglio dei quattro umori fondamentali (bile nera, flegma, sangue, bile gialla) connessi ai quattro elementi (terra, acqua, aria, fuoco); la combinazione risultante del mesco­ lamento di queste quattro qualità è sottoposta all ' azione dei corpi celesti; cfr. supra, n. 20, cap. S. Chi desidera ardentemente ha i l potere di attirare, come un magnete nella propria orbita, l ' oggetto del suo desiderio: infatti chi vuole operare ma­ gicamente è tenuto a sviluppare in sé stesso gli stessi effetti o passioni di colui che è vittima del l ' incantesimo; si tratta del l ' effetto empatico e tran­ sitivo della magia, per cui, al fine di provocare un affetto o un' emozione, il mago deve in primo luogo svilupparli in sé stesso (vedi supra, n. 3 8), donde questi non mancheranno di trasmettersi alla facoltà immaginativa della vittima; cfr. LP. Couliano, op. cit. , pp. 1 4 1 ss.

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seguito per loro tramite l ' uso della ragione, hanno saputo che alcune realtà di questo mondo sono causa di altre ed hanno appreso sensi­ bilmente in parecchi casi che vi sono anche cause delle cause . Per cui, sotto la guida della ragione, a partire dalla condizione sensibile della realtà conosciuta, hanno congetturato che vi fosse una causa suprema e, sforzandosi di scrutarne la condizione con la ragione, poiché non avevano potuto con i sensi ed essendo l ' intelletto insuffi­ ciente, stabilirono che questa trascendeva ogni condizione notificata loro dai sens i . Per questo ritennero i nomi adatti alle realtà sensibili del tutto inadeguati a essa, reputando impossibile che essa fosse de­ signata da un qualche nome proprio . In verità, perché tra gli uomini vi fosse u n qualche discorso intor­ no a essa, le attribuirono alcuni nomi propriamente confacenti alle realtà note attraverso i sensi ma del tutto inadeguati alla stessa causa suprema, chiamandola Causa delle cause, Dio degli dèi, Signore dei signori, Principio primo, Dio, Creatore, e con parecchi altri nomi indicanti maestà e preminenza, sebbene essa abbia a essere designa­ ta più a proposito con negazioni, così che è detta infinito, increato, immortale 1 7 , e con altri nomi nel modo del l ' infinità, benché anche così sia nominata in modo equivoco con ogni altra cosa. Dunque, i nomi assunti a significarla per umana attribuzione, sebbene impropriamente, hanno un certo effetto quando sono pro­ nunciati in atto, come gli altri nomi imposti alle cose . Modificano infatti la materia con i propri raggi, tanto più efficaci a produrre i l movimento quanto p i ù c h i li proferisce pensa a una realtà più grande e si sforza di nominarla.

Vi sono dunque preghiere e scongiuri a Dio 1 8, compreso nel suddet­ to modo dai sapienti e considerato dal volgo secondo il loro insegna­ mento o l' immaginazione, in quanto quasi tutti gli uomini, facendo

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I tennini apofatici infinitus, increatus, immortalis sono tipici della mentalità religiosa islamica; in particolare, nella gnosi ismaelita, il segreto del ! ' essere della prima Intelligenza celeste è espresso con la prima parte del credo isla­ mico, cioè La ilaha ("non vi è Dio"); cfr. H. Corbin, op. cit. , p. 92. L' util izzo dei nomi divini nelle fonnule e negli scongiuri m agici è ampia­ mente documentato nel mondo semitico e greco-bizantino : cfr. J.A. Mont­ gomery, Aramaic Incantation Texts from Nippur, Philadelphia Universit)· Museum, Philadelphia 1 9 1 3, passim; I . Jeruzalmi, Les coupes magiques Araméennes de Mésopotamie, tesi di laurea sostenuta a l l ' U n iversità di Parigi, J 963, passim; H.D. Betz (ed.), op. cit. , passim .

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uso dei sensi e della ragione, credono che le preghiere rivolte a Dio con le parole consuete giovino a sé e agli altri, e di qui si è sviluppata presso di loro la solenne consuetudine di adorare Dio e scongiurarlo per i beni e i mali, gli uni da conseguire, gli altri da allontanare, e tali preghiere a volte sono efficaci, ma talora restano prive di risultato. L' effetto sopravviene poi quando il luogo, il tempo e le altre cir­ costanze sono favorevoli ; ma le preghiere sono prive di efficacia quando viene meno qualcosa che è richiesto necessariamente perché esse conseguano un risultato. Per cui le preghiere umane offerte a Dio, quando sono prive di desiderio e di sollecita intenzione di ot­ tenere, sono pronunciate invano, in quanto ciò a cui si mira non è affatto ottenuto, per quanto è dato conoscere ai sensi, sebbene anche queste preghiere producano qualche risultato, purché l ' intenzione di chi le pronuncia le assecondi fino a un certo punto. Infatti, tali parole, come tutte le altre, quando sono proferite in atto e con una certa intenzione producono un mutamento nella materia attra­ verso i loro raggi che la illuminano, sebbene non operino il cambiamen­ to desiderato. Anche quando sono proferiti scongiuri a Dio da parte di uomini che non hanno raggiunto alcuna conoscenza su di lui, purché si­ ano presenti il desiderio e la speranza o la fede di riuscire, le parole così dette conseguono il proprio risultato, sebbene non abbia fede in Dio chi le proferisce con volontà di riuscire. Infatti, nessuno può conoscere Dio 1 9, ma tale ignoranza di chi parla non impedisce l ' effetto di movi­ mento sulla materia, purché sia presente il voto di chi proferisce tali parole con tutta la solennità richiesta alla distribuzione dell 'armonia.

Vi sono dunque riguardo ai casi contingenti orazioni e scongiuri che gli uomini devono eseguire con spirito devoto e intenso desiderio perché così non mancheranno di efficacia, sebbene talora non giovino relativamente al caso per cui avvengono. Infatti, servono a qualcosa quanto a noi, per i quali l ' ignoranza delle cause produce l ' opinione della contingenza delle realtà che per ciò che concerne l 'ordine delle cause risultano dalla necessità, e in questo ordine è stabilito che que­ sto o quello debba avvenire grazie alle preghiere e ad altre cause. Quindi le preghiere a Dio sono necessarie agli uomini per con­ seguire il bene ed evitare il male a causa della loro ignoranza circa

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Sulla concezione di "Dio inconoscibile" (àgnostos Theòs) nel platonismo, neoplatonismo e gnosi, cfr. A.-J.Festugière, La Révélation d 'Hermes Tri­ smegiste (IV: Le Dieu Inconnu et la Gnose), Gabalda, Paris 1 954, pp. 1 - 1 40.

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l ' ordine dell ' armonia, nel quale spesso è disposto che una cosa non avvenga se preghiere e altri mezzi non intervengono per il suo con­ seguimento nel mondo degli elementi. Ma non bisogna pensare che lui che è del tutto immobile possa talora essere mosso dalle preghiere degli uomini, per quanto intenso sia il desiderio con cui esse sono proferite. Ma, una volta supplicato­ lo, la materia costituita di elementi è mossa dalle preghiere, per dirla con il linguaggio della fisica, ed essa, per esporre semplicemente l ' effetto di una causa metafisica, riceve tale movimento in primo luogo e principalmente dal l ' armonia celeste. Dunque, ogni volta che gli uomini rivolgono scongiuri a Dio con devozione di spirito e inclinazione del desiderio per indurre un certo movimento in una materia soggetta segue l ' effetto desiderato, occupandosi l ' armonia di tutto in ogni cosa. D' altronde gli scongiuri non sono rivolti solo a Dio, ma anche agli spiriti che alcuni uomini credono esistano, sebbene la loro esistenza non sia percepibile dagli umani sensi. Infatti, parecchi credono che gli ange!F0 siano sostanze incorporee che hanno il potere di produrre il movimento nelle realtà composte di elementi . Credono anche che gli uomini liberati dal corpo serbino un'esistenza spirituale e talora operino un movimento in questo mondo e che siano indotti a farlo dalle affettuose preghiere degli uominF 1 • Vi sono poi altri la cui conoscenza e fede deriva solo dai sensi e che perciò non credono che la natura degli spiriti sia di esistere in un qualche modo che possa pervenire ali ' umana conoscenza. Poiché infatti si producono nel l ' aria o in un altro elemento o oggetto costi­ tuito di elementi un movimento e delle immagini che non sogliano verificarsi, per quanto la natura è nota al volgo, non è per azione degli spiriti, ma solo per la condizione del ! ' armonia celeste che ren­ de atta una materia a ricevere un tale movimento e tali immagini attraverso l ' azione di altre realtà corporee che mettono in movimen-

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Sulla funzione degl i angeli nel governo del mondo e nel controllo dei fenomeni atmosferici, cfr. M. -T. D 'Aivemy, op. cit. ; H . Corbin, op. c it. ; le invocazioni degli angeli sono frequenti nella magia giudaica e greco­ bizantina, nella gnosi, cfr. B . Testa, Il simbolismo dei Giudeo-Cristiani, Franciscan Printing Press, Gerusalemme 1 962, pp. 1 96 ss. Sulle anime dei morti e i rituali necromantici nella magia antica, cfr. F. Cu­ mont, Lux Perpetua, Librairie orientaliste Paul Geuthner, Paris 1 949, pp. 78 ss. ; pp. 303 ss.; e si veda D' Alvemy-Hudrey, op. cit. , p. 247 (nota s).

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to quella materia a somiglianza del l ' armonia, come ad esempio le preghiere, i nomi , e anche altre cose, come le piante e le gemme. Ma, quale che sia la convinzione di colui che scongiura cir­ ca questi argomenti, ne segue l ' effetto, purché lo scongiuro sia pronunciato con intenso desiderio e con la solennità dovuta alla sua opera o l ' altrui m ovimento. Tutto ciò è stato detto a proposito dello scongiuro, che è una formula diretta alla potenza operativa per provocare un movimento nella materia scelta nel pensiero di chi lo proferisce. Invece l ' invocazione è una formula deprecativa diretta alla mate­ ria del movimento che espone la condizione sia della virtù operante, sia della materia stessa. In effetti, si fanno delle invocazioni per le opere di Dio e degli spiriti, vere o immaginarie, che sono o si ritiene siano state compiute, e similmente si fa l ' invocazione per le passioni che la materia soggetta ha o ha avuto, o si ritiene che abbia o abbia avuto, come l ' acqua è scongiurata per il suo stato liquido e per la passione della consistenza che ebbe in un certo momento e luogo secondo una relazione storica. D ' altra parte, i mporta poco per ottenere un effetto di movimento che esistano o non esistano o che siano o non siano esistite le ope­ razioni e passioni attraverso le quali avviene l ' invocazione, purché vi siano nell ' invocante un intenso desiderio e la dovuta solennità. Talora infatti per concessione celeste le formule false hanno effetto nella materia come le vere. La formula di maledizione è una proiezione verbale dei mali sulla materia del m ovimento, nella forma della richiesta, dell ' i mposizio­ ne o dello scongiuro, e tali formule hanno un certo effetto di movi­ mento quando sono pronunciate con la giusta solennità. Le formule interrogative, di enunciazione, di lode o vituperio hanno talora effetto per il desiderio di chi le impetra, ma per lo più non sono efficaci come gli scongiuri o le formule deprecative. Inoltre, il modo di dire talora contribuisce all ' effetto . Spesso, in­ fatti, cantando o salmodiando la proposizione, si opera un effetto di cui essa sarebbe carente se fosse proferita uniformemente : e questa diversità, così come le altre, è operata dalla distribuzione celeste che opera tutto in ogni cosa attraverso la sua potenza formativa. Dunque, finora si è così parlato delle parole significative per umana attribuzione, ma aggiungiamo che vi sono nomi che non hanno rice­ vuto un significato dali ' umana attribuzione, e tuttavia, proferite con

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intenzione, si trova che abbiano un grande effetto22• E perciò alcune sono ritenute nomi di Dio, altre invece di spiriti o di stelle o di segni. D' altra parte, i nomi di Dio gli sono attribuiti dagli uomini perché hanno nella loro esistenza naturale un riferimento a Dio, certo non nel senso che lo definiscano - ciò è infatti impossibile per ogni real­ tà particolare - ma perché nella loro significazione naturale conten­ gono un segno alquanto espressivo della sua maestà e, più che nelle altre parole, nel modo conveniente ai suoni. E per questo tali nom i sono p i ù efficaci nel l ' effetto, producendoli l ' armonia celeste nelle loro virtù attive in riferimento alla suprema maestà. Similmente, i nomi sono formati, nel mondo composto di ele­ menti, dal l ' azione del l ' armonia, essendo gli spiriti, le stelle e i segni individualmente del tutto simili in potenza. Per cui, quando sono proferiti con intenzione e con la debita solennità, operano nella ma­ teria ciò che devono operare per propria natura gli spiriti, i segni e le stelle corrispondenti. Infatti, l ' una opera così grazie all ' altra, poiché l ' operazione supe­ riore è causa operativa del nome equivalente con la combinazione di tutti gli altri corpi celesti . E come gli spiriti, le stelle e i segni differiscono per molti riguardi nella natura e nel l ' azione, così i nomi hanno ricevuto da loro una diversa natura nel l ' essenza e nel l ' opera del movimento nella materia costituita dagli elementi attraverso i raggi che emettono verso le realtà elementari quando sono proferite con intenzione e la dovuta solennità. Ed hanno avuto conoscenza di alcuni di questi nomi alcuni antichi sapienti che, grazie alla loro pronuncia e al loro potere con la debita solennità, hanno operato molte cose mirabili, anzi, hanno procurato con la loro azione una condizione favorevole alla natura celeste ed e lementare . E sia sufficiente quanto detto sul potere delle parole.

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Si tratta dei "nomi senza significato" (àsema onòmata), parole o frasi che sembrano prive di senso conosciuto, ma che posseggono un valore ma­ gico molto più potente di quanto non si pensi; in alcuni rituali magici le imprecazioni e gli scongiuri sono ricavati tramite un siste m a crittografico che partendo da cifre o sigilli ierografici, permette di passare al greco.

VII. DE FIGURIS

Manualis autem operatio res elementares rectificat ad effectum motus. Crebris enim experimentis probaverunt sapientes figuras et caracteres in diversis materiis opere hominum exaratos cum intentione et debita sol/empnitate foci et temporis et aliarum circumstantiarum effectum motus in rebus exterioribus habuisse. Quod ideo est quia omnis figura actua/is, immo omnis forma in elementari materia impressa, radios parit qui in rebus aliis aliquos motus operantur, sicut supra dictum est. Et habet unaqueque figura suam naturam et virtutem diversam ab alia, sicut eçzrum forme sunt diverse. Quocirca sunt quidam karacteres potentiam et virtutem habentes super ignem, quidam super aerem, quidam super aquam, quidam super terram; quidam etiam in oriente, a/ii in occidente, a/ii in meridie, a/ii in septentrione; quidam in alto, a/ii in profundo; quidam in specie hominis, a/ii in a/iis speciebus animalium, quidam in herbis et arbustis huius speciei, a/ii in herbis et arbustis alterius speciei. Quidam etiam karacteres cum debita sollempnitate exarati confortant operationem Saturni, a/ii aliorum planetarum, a/ii stellarum .fixarum. Item quidam concordant cum Ariete in effectu, a/ii cum a/iis signis, et totam hanc diversitatem circa figuras in virtute et effectu operatur celestis armonia, tribuens unicuique virtutem suam faciendi motus in corporibus extra positis per radios quos emittit diversi effectus secundum quod figure in suis formis suni diverse, sicut supra de vocibus dictum est. Omnis ergo figura corporis suis radiis operatur in alia corpora motum a/icuius speciei, sed il/a precipue talem habet effectum que voluntate hominis et opere procedi! in actum, per intentionem alicuius motus faciendi suo loco et tempore et aliis circumstantiis adhibitis, secundum exigentiam demonstrationis armonie. Unde a sapientibus qui secreta utriusque nature perceperunt quidam caractères suni inventi, qui cum debita sollempnitate

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exarati effectum portant super morbis depellendis sive inducendis in homines ve/ alia animalia. Similiter quidam karacteres sunt qui,facti in debita materia et cum debita sollempnitate, suis radiis depellunt lupos aut serpentes aut muscas a locis tam propinquis quam remotis. Et est compertum quis caracter, quem habeat effectum, que etiam solempnitas in faciendo karactere alicuius figure sit adhibenda, in aliquibus per celestem dispositionem demonstrantem, in aliquibus per studentis industriam invenientem, in aliquibus per spirituum revelationem tum in sompnis, tum in vigiliis, in aliquibus vero casuali experientia, sicut supra de verborum effectu dictum est.

7.

SULLE FIGURE

L' azione manuale poi rettifica le realtà costituite di elementi in vista di un effetto di movimento. Infatti, i sapienti provarono in parecchie esperienze che gli em­ blemi e i caratteri magici 1, tracciati su diverse materie a opera degli uomini con intenzione e la dovuta solennità del luogo, del tempo e delle altre circostanze, producono un effetto di movimento sulle realtà esteriori. Ciò avviene perché ogni figura attuale, anzi, ogni forma impressa su una materia elementare, genera raggi che producono dei movi­ menti sugli altri oggetti, come si è detto sopra. E ciascuna figura ha una sua natura e potenza diversa da un' altra, come sono diverse le loro forme. Perciò vi sono alcuni caratteri che hanno potenza e virtù sul fuo­ co, altri che l ' hanno sull ' aria, sull ' acqua o sulla terra; certuni anco­ ra sul l ' Oriente, altri sul l ' Occidente, il meridione o il settentrione; e alcuni sul l ' altezza, altri sulla profondità; alcuni sulla specie umana, altri su specie diverse di animali; alcuni sulle piante e gli arbusti di una specie, altri su quelli di una specie differente. E ancora alcuni caratteri, tracciati con la dovuta solennità, favoriscono l ' azione di Saturno, altri di altri pianeti, altri ancora delle stelle fisse. Parimenti alcuni concordano nel l ' effetto con l ' Ariete, altri con altri segni, e tutta questa diversità delle figure nella potenza e nell ' effetto è at-

Per figurae sono probabilmente da intendersi i pentacoli, disegni o figure spesso a forma di stella (pentalfa), confezionati con regole precise e severe, che corrispondono alle leggi che governano il cosmo; i caracteres sono le cifre magiche propriamente dette: si tratta di disegni astratti, una sorta di ghirigori, che rappresentano un alfabeto magico (cfr. Catalogus Codicum Astrologorum Graecorum, X: Codices Athenienses, ed. A. Delatte, Lamer­ tin, Bruxelles 1 924, pp. 83-96); tipiche sono le cifre magiche a mezzaluna che troviamo in manoscritti e testi greci e arabi; cfr. anche il cospicuo mate­ riale iconografico raccolto in H.D. Betz (ed.), op. cit. , passim.

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tuata dal l ' armonia celeste, attribuendo a ciascuna la sua potenza di produrre il movimento nei corpi esterni attraverso i raggi che emette con diverso effetto, secondo la diversità delle varie figure nella pro­ pria forma, come si è detto sopra a proposito dei suoni. Dunque, ogni figura di un corpo con i propri raggi opera un movi­ mento di un certo tipo sugli altri corpi, ma ha tale effetto soprattutto quella che procede in atto dal la volontà e dal l ' azione umana, grazie all ' intenzione di produrre un movimento, essendo dati il luogo, il tempo e le altre circostanze secondo l ' esigenza del l ' esplicazione del l ' armonia. Per cui i sapienti che colsero i segreti di entrambe le nature tro­ varono alcuni caratteri che, tracciati con la dovuta solennità, hanno l ' effetto di respingere o indurre le malattie sugli uominF e sugli altri animali . Similmente vi sono alcuni caratteri che, eseguiti con la m a­ teria adeguata e la dovuta solennità, con i propri raggi respingono i lupi, i serpenti o le mosche dai luoghi sia vicini che lontani. E quali siano i caratteri, quale effetto abbiano e anche quale debba essere la solennità da osservarsi nel l ' eseguire il carattere di una figura, è stato scoperto in alcuni casi grazie alla disposizione celeste, in altri grazie al ritrovamento per l ' operosità di chi studia, per rivelazione degli spiriti, ora nel sonno ora nelle veglie, ancora per un' esperienza casuale, come si è detto sopra a proposito dell 'effetto delle parole.

2

Sulle pratiche magico-mediche che utilizzano amuleti con incise cifre ma­ giche di vario genere, cfr. A.A. Barb, Bois du Sang, Tanta/e, in "Syria", 29 ( 1 952), pp. 27 1 -283 .

VIII. DE IMA GINIB US

Fiunt quoque ymagines hominum et animalium diversarum specierum cum observatione loci et temporis et aliarum solempnitatum, que in actualem existentiam sollempniter producte per hominis opus thema aliquod intendentis effectum motus in rebus sortiuntur, scilicet promotionis ve/ prohibitionis, celesti armonia ymaginem taliter factam informante in virtute sua per suorum proiectionem radiorum. Et ymago, ad eius similitudinem, radios suos proicit in res elementares et eas movet aliquo modorum virtute radiorum suorum quam ab armonia recepii. Et species ymaginum diversas exigunt materias secundum quod.fiunt in diversis constellationibus, diversas quoque operis sollempnitates. Quarum omnium notitia procedit ex notitia nature stellarum et nature materie concordantis ve/ discordantis cum proprietate constellationis, et notitia virtutis verborum et operum que in formatione ymaginis cum operantis intentione exiguntur. Taliter ergo consecrate ymagines ab hominibus hec secreta nature scientibus durant, retinentes effectum motus, sicut in pluribus apparuit manifeste. Ymago autem animalis, quia est simulacrum animalis quod habet centrum et unitatem regitivam ad equalitatem propius accedentem, sicut mundus, habilior est ad recipiendum, virtutem per verba et opera in sui formatione exhibita ab homine alicuius thematis effectum intendente, cum voluntate et sufficienti desiderio, quam sint rerum species que habent centrum et unitatem regitivam distantem plurimum ab equalitate. Hec enim maiorem portant in se et radiis suis similitudinem cum mundo - qui est perfecte equalitatis - quam il/a. Opera hominum consueta consuetas in rebus corporeis inducunt passiones, et opera dissueta dissuetas rebus inferunt passiones. Per consuetudinem enim operatur mundana materia ad consuetas formas recipiendas per consuetas actiones.

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Actiones vero preter solitum facte sibi consuetam materiam non inveniunt. Quocirca necesse est ut insolite forme per tales actiones producantur. Hinc est quod verborum retrograda prolatio in aliquam materiam, formam et motum insolitum producat; et similiterfilantis retrotorsio motumfacit quem solita torsio nonfacit, et idem est in omnibus operibus hominum contra consuetudinem ingestis cum intentione inducendi aliquam speciem motus in materia ymaginativa. Verum non quicquid intenditur statim per talia opera in actum procedi!, sed tunc demum cum tali operi talis virtus inseritur a celesti armonia. Quod, quando et qua/iter proveniat in aliquibus, est compertum a sapientibus aliquo modorum predictorum.

8.

SULLE IMMAGINI

Vi sono anche immagini di uomini e di diverse specie animali 1 che, prodotte nell ' esistenza in atto, con osservanza del luogo, del tempo e degli altri riti solenni, a opera di un uomo che intenziona un tema natale, sortiscono nel reale un effetto di movimento, come i mpulso o come ostacolo, informando l ' armonia celeste l ' immagine così prodotta nella sua virtù attraverso la proiezione dei suoi raggi. E l ' immagine, a sua somiglianza, proietta i propri raggi sulle real­ tà elementari e le muove in un certo modo in virtù dei propri raggi, che riceve dal l ' armonia celeste. E le differenti specie di immagini esigono diverse materie a seconda che vengano prodotte nei diversi temi di nascita, e anche diversi rituali solenni di fabbricazione. La conoscenza di tutte loro procede da quella della natura delle stelle, dalla natura della materia concordante o discordante con la proprietà del tema natale, e dalla conoscenza della virtù delle parole e delle operazioni che si esigono nella formazione dell ' immagine con l ' in­ tenzione dell ' operatore. Dunque, gli uomini, conoscendo questi segreti della natura, con­ servano immagini così consacrate che mantengono un effetto di movimento, com ' è apparso chiaramente in parecchi cas i . Ma l ' im­ magine del l ' animale, poiché è il simulacro dell ' animale che ha un centro e un ' unità reggitiva che più si avvicina all ' equilibrio, come il mondo, è più atta a ricevere un potere attraverso le parole e le operazioni esibite nella sua formazione da un uomo che intenziona l ' effetto di un tema natale, unitamente alla volontà e a un sufficiente desiderio, di quanto non lo siano le specie di cose che hanno un centro e un' unità reggitiva parecchio distante dal l ' equilibrio. Infatti,

Per ymago è da intendere il talismano, il quale è in stretto rapporto con l ' armonia celeste; tramite esso il mago cerca di attrarre particolari influssi suscitando l ' azione di uno spirito planetario.

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le une recano in sé e nei propri raggi una maggior somiglianza col mondo - che è perfetto equilibrio2 - delle altre. Le operazioni consuete degli uomini inducono nelle realtà corpo­ ree passioni abituali, mentre le desuete ve ne introducono di inusua­ li. Infatti, le operazioni compiute per consuetudine agiscono sulla materia del mondo perché essa riceva forme abituali attraverso le abituali azioni . Ma le opere compiute fuori del l ' ordinario non trovano per sé una materia consueta. Ed è per questo che necessariamente esse produ­ cono forme insolite. Ne segue che la pronuncia di parole a rovescio su una materia produce una forma e un movimento insoliti ; e simil­ mente la torsione al contrario di un filo nella filatura provoca un movimento che non produce la solita torsione, e lo stesso vale in ogni umana operazione compiuta contrariamente alla consuetudine, con l ' intento di indurre una determinata specie di movimento nella materia immaginata. In verità, non qualsiasi cosa si intenzioni, pro­ cede subito in atto per tali azioni, ma soltanto quando in tale opera

è inserita una certa virtù dal l ' armonia celeste . Cosa si produca in certi casi, quando e come, è stato scoperto dai sapienti in uno dei suddetti modi.

2

L' espressione latina perfecte equalitatis rinvia probabilmente ai termini arabi mfziin ("bilancia", che rappresenta la nozione di equil ibrio) e 'adi (''equità").

IX. DE SA CRIFICIIS

Inter opera hominum manualia plus efficacie et potestatis inducendi motus in elemento et res elementares inveniuntur habere sacrifìcia, quibus aliqua individua ab actuali existentia in non esse corrumpuntur. Et quanto ea que opere hominis corrumpuntur in non esse sunt magis accedentia ad equalem complexionem, tanto opus illud maiorem invenitur habere e.ffectum, ut frequentius. Unde mortifìcatio animalis cum mortifìcantis intentione et aliis sollempnitatibus pre ceteris sacrifìciis efficacius operatur quod intenditur, quod rationem naturalem habere videtur. Omne enim animai centrum habet et unitatem regitivam et complexionem in partibus suis proportionatam, per quod simile comtituitur ipsi mundo universo elementari, quod habet centrum et unitatem regitivam et complexionem proportionatam in suis partibus quam sortitur a celesti armonia ipsum mundum taliter producente, et similiter ipsa eadem armonia omne animai producit in omni sua condicione. Hinc est quod, dum vivit animai, idem animai informat partes mundi elementaris suis radiis et in eas tanquam in materiam agit modo suo. Cum autem morietur natura/iter, morte sua mundum non mutat nisi secundum quod natura universa in cursu suo demonstrat. Cum vero morietur actione hominis, contra nature cursum, mundi materia contra naturam mutationem incurrit propter quod ipsa, taliter alterata, habilis redditur in aliqua sui parte ad receptionem motus etforme quam per nature cursum proprium recipere non deberet. Unde ymaginatio hominis et intentio et desiderium, concurrens cum opere mortificationis animalis, effectum thematis sortitur, cum exacta sollempnitas adhibetur. Ymaginatio etenim hominis et intentio super materiam movendam et informandam cum opere exteriori potestatem habet, quia surgunt in homine qui minor mundus est dicitur ratione centri et unitatis complexionate et universitatis rerum in loco ymaginationis contentarum per que mundo universo similis est in virtute et e.ffectu. Et cum adhibetur sacrificium ab homine, potestas il/a duplicatur propter causam dietam.

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Fiunt ergo subiti motus tam in elementis quam in corporibus elementatis, tum animatis, tum inanimatis, per sacrificio animalium cum debita sollempnitate exhibita, cum intentione et desiderio thematis in actum producendi, celesti armonia effectum operis dispensante, sicut sepius dictum est. Est autem una species animalis in quodam themate efficacior ad inducend,um motion quam alia, si sacrificetur, et hoc a celesti causa procedit, quod norunt il/i qui longa studio ve! a/io modo scientiam secretorum nature sunt adepti. Fiunt quoque alia sacrificio a predicto ab hominibus intendentibus motus et formas in aliqua materia preiacente inducere. Nam carnes animalium in igne comburuntur, thus et alie species adolentur nomine sacrificii, quod quia valere adeffectum alicuius thematis estcompertum a sapientibus, fiunt talia sacrificia ab hominibus effectum desiderati thematis intendentibus, sed huiusmodi sacrificio in sui natura non habent efficaciam quam habet mortificatio animalis quia huiusmodi res in sacrificio oblate non habent tantam similitudinem cum mundo ut habent animalia, quia longius distant ab equa/i complexione. Unde eorum corruptio ab homine facta per ignem ve! a/io modo non tantum movet mundanam materiam quantum facit corruptio animalis per hominem facta, nisi forsitan aliquorum verborum et alterius rei adiectio augmentet effectum, quod pluribus contingit. Homines autem quibus .fides facta est quod spiritus habent esse suo modo et operantur motus et formas in materia elementari, credunt eos sacrificiis induci adfaciendum quod intendo sacrificantis desidera!. Unde ad honorem et placationem spirituum tanquam potestatem habentium sacrificio offerunt, sperantes et credentes eorum su.ffragiis malum excludi et bonum procurari secundum speciem thematis quod intenditur. Hec autem opinio, sicut predictum est, ex radice sensus naturali non surgit in anima hominis, et ideo an sit erronea ab amni homine ignoratur. Sed opinionisfalsitas in huiusmodi e.flèctum non impedii in opere sacrificantis, dummodo illud sacrificium ab armonia celesti receperit virtutemfaciendi id quod intenditur, sicut est in herba que ad vulnus apposita a suo naturali e.flèctu non impeditur, licet eam apponens non credat quod valeat. /psi quoque Deo offeruntur diversorum modorum sacrificia ab hominibus quibus .fides facta est ipsum sacrificiis p/acari et benivolum reddi ut bona tribuat, ma/a depellat. Sed etsi hec opinio non contineat veritatem, valet tamen sacrificium ad e.flèctum thematis quod intenditur propter suam naturam et radiorum proprietatem quam recepit a celesti causa si cum debita sollempnitate offeratur, sicut plurimi sapientes experimentis probaverunt.

9.

SUI SACRIFICI

Tra le operazioni manuali degli uomini, si trova che abbiano più potenza ed efficacia nel l ' indurre i l movimento negli elementi e le realtà da essi composte, i sacrifici attraverso i quali sono distrutti alcuni individui che passano dal l ' esistenza in atto al non essere. E quanto più ciò che si corrompe in non essere a opera del l ' uomo accede a una complessione ben equilibrata, tanto più si troverà che quell ' operazione ha un effetto maggiore, come accade piuttosto fre­ quentemente. Per cui, l ' uccisione dell ' animale con l ' intenzionalità di chi lo uccide e con gli altri riti solenni richiesti, effettua con più efficacia degli altri sacrifici ciò che è nell ' i ntento, il che sembra ave­ re una ragione naturale. Infatti, ogni animale ha un centro, un ' unità reggitiva e una com­ plessione proporzionata nelle sue parti 1, grazie alla quale è costituito simile allo stesso mondo elementare nel suo insieme, che ha un cen­ tro, un' unità reggitiva e una complessione proporzionata nelle sue parti che sortisce dal l ' armonia celeste, la quale produce in tal modo il mondo degli elementi e similmente ogni animale e tutta la sua condizione. Ne segue che, finché vive, l ' animale plasma le parti del mondo elementare con i propri raggi e agisce a suo modo su di esse come su di una materia. Ora, quando muore naturalmente, con la sua morte non muta il mondo se non in relazione a ciò che la natura uni­ versale mostra nel proprio corso. Quando invece muore per azione del l ' uomo, contro i l corso della natura, la materia del mondo incorre in una mutazione contro natura per cui, così alterata, in una sua parte

è resa atta alla ricezione di un moto e una forma che secondo il cor­ so naturale non avrebbe dovuto ricevere. Per cui l ' immaginazione umana, l ' intenzione e il desiderio, concorrendo con l ' opera di messa

Si tratta dell ' idea m itica del cosmo immaginato quale gigantesco macro­ anthropos : cfr. M. Eliade, Storia delle Credenze e delle Idee Religiose, II, Sansoni, Firenze 1 980, pp. 1 9-20 e passim.

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De Radiis

a morte del l ' animale, sortiscono l ' effetto di un tema natale, quando fa mostra della solennità richiesta. Infatti, l ' immaginazione umana e l ' intenzione a proposito del­ la materia da muovere e plasmare con un' operazione più esteriore, hanno potere perché sorgono nel l ' uomo che è ed è detto microco­ smo in ragione del suo centro, la sua unità complessa e la totalità delle realtà accolte nel l ' immaginazione, grazie alla quale è simile al mondo nel suo insieme in virtù ed effetto. E quando è offerto un sa­ crificio dali 'uomo, quel potere è raddoppiato per la suddetta causa. Avvengono dunque m ovimenti improvvisi sia negli elementi che nei corpi che ne sono costituiti, tanto animati quanto inanima­ ti, attraverso sacrifici di animali presentati con la dovuta solenni­ tà, con intenzione e desiderio del tema natale di produrre in atto, dispensando l ' armonia celeste l ' effetto del l ' operazione, come s i è detto più volte . Vi è poi per un certo tema natale una specie ani­ male più efficace di un' altra a indurre i l movimento se sacrificata, e questo procede da una causa celeste, e l ' hanno saputo coloro che attraverso un lungo studio o, altrimenti, hanno conseguito la scienza dei segreti della natura. Gli uomini, desiderando indurre movimenti e forme in una deter­ minata materia pregiacente, compiono anche altri sacrifici, differen­ ti da quello di cui si è testé parlato . Infatti le carni animali sono arse nel fuoco, si bruciano incenso e altri aromi in qual ità di sacrificio, e poiché i sapienti hanno scoperto che ciò ha potere nel l ' effetto di un tema natale, gli uomini compiono tali sacrifici m irando all ' e ffetto del tema natale desiderato, ma questa specie di sacrifici non ha per sua natura la stessa efficacia che ha l ' uccisione di un animale perché le cose così offerte in sacrificio non hanno una similitudine col mon­ do altrettanto grande degli animal i, giacché distano m aggiormente dal l ' avere una complessione equil ibrata. Per cui la l oro distruzione compiuta dali ' uomo col fuoco o, altrimenti, non muta la m ateria cosmica quanto la distruzione di un animale compiuta dal l ' uomo, se non forse quando l ' aggiunta di alcune parole e di un' altra cosa aumenta l ' effetto, come accade in molti casi. D ' altronde gli uomini che credono che gli spiriti abbi ano un loro modo di esistere e producano movimenti e forme n e l l a m ate­ ria elementare, ritengono che essi siano indotti dai sacri fi c i a ope­ rare ciò che desidera l ' intenzione del sacrificante . Per cui o ffrono sacrifici a onore e placamento degli spiriti come se avessero po-

Sui sacrifici

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tere, sperando e credendo che con i loro suffragi essi allontanino il male e procurino i l bene secondo l ' aspetto del tema natale che si intenziona. Invero quest' opinione, com ' è già stato detto, non sorge dal senso naturale nel l ' animo del l ' uomo, e dunque ciascu­ no ignora se sia o meno erronea. Ma la falsità del l ' opinione su un effetto di questo tipo non impacci a nell ' opera del sacrificante, purché quel sacrificio riceva dal l ' armonia celeste i l potere di fare ciò che si intenziona, come avviene per la pianta che, applicata alla ferita non è ostacolata nel suo effetto naturale, quand ' anche chi la applica non creda che essa sia efficace. Anche a Dio stesso offrono sacrifici di diversa natura gli uomini che credono che attraverso sacrifici egli sia placato e reso benevolo, affinché dispensi beni e allontani i mali. Ma sebbene quest' opinio­ ne non contenga verità alcuna2, se è offerto con la debita solennità il sacrificio è tuttavia efficace in vista del l ' effetto del tema natale intenzionato, per propria natura e per il potere dei raggi conferitogli da una causa celeste, come parecchi sapienti hanno provato con le loro esperienze .

2

L' autore rifiuta l ' interpretazione usuale e "popolare" del sacrificio visto unicamente come rituale apotropaico, riallacciandosi a una tradizione eso­ terica ed ermetica che fa del sacrificio un rito di generazione cosmica: cfr. M. Eliade, Trattato di Storia delle Religioni, Bollati Boringhieri, Torino 1 976, pp. 354 ss.

x. DE INITIIS OPER UM

Scire autem bonum est quod stella et signum habentia dominatum in celesti armonia in inceptione cuiuslibet operis voluntarii regunt illud opus usque ad.finem suum. Unde si sintfortune, defendunt illud opus ab impedimento. Si vero.fuerint infortunio, illud opus involvunt impedimento. Et cum unaqueque stella et quodlibet signum sua habeat propria nomina et suos caracteres sibi in virtute effectu conformes, sicut predictum est, in cuiuscumque operis voluntarii inceptione prolatio nominum est necessaria. Que si .fuerint cum stella ve! signo concordando, natura/iter opus dirigunt; si vero discordantia, opus pervertunt. Et similiter .figuratum formatio in inceptione cuiuslibet operis voluntarii est utilis ad expediendum ve! impediendum, secundum quod eedem figure concordant cum stellis tunc dominantibus et signis, ve! discordant. Que autem nomina et qui caracteres, cum quibus operibus conveniant, ve! non conveniant, scitur aliquo modorum supradictorum de huiusmodi. Hinc autem manifestum est quod orationes et obsecrationes et adiurationes vocibus signi.ficativis ad placitum humanum facte cum voluntate et desiderio in initio cuiuslibet operis voluntarii valent ad eiusdem operis directionem, ve!, si .fiat imprecatio, ad operis inpedimentum. Talia etenim verba mutant materiam operis aut semper aut.frequentius, scilicet cum concordant cum constellatione illius temporis in quo proferuntur, ve! discordant. Similiter sacri.ficium in inceptione cuiuslibet operis voluntarii, rite exhibitum, multum habet efficacie in eodem opere recti.ficando ve! distorquendo, dummodo in loco et tempore et aliis circumstantiis necessariis exhibeatur. Antiqui autem medici, dictam virtutem verborum et .figurarum scientes, omnes herbas quas carpebant ad medicamento facienda, cum premissis incantationibus velformatione.figurarum ve! utrisque

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De Radiis

coniunctis assumebant, putantes earum vim et virtutem depellendi morbos taliter augmentari. Quod quidem verum esse non est dubium hiis qui secreta celestis et elementaris nature nota habent. Explicit theorica artis magice. Explicit Alkindus de radiis stellicis.

1 0.

SUGLI INIZI DELLE OPERAZIONI

Ora è bene sapere che la stella e il segno dominanti neli' armonia celeste ali ' inizio di qualsiasi opera volontaria, presiedono a quell 'o­ perazione fino alla sua fine. Per cui se sono propizi proteggono quell' azione dagli ostacoli . Se invece sono ostili la avversano. E, poiché ogni stella e ogni segno ha i propri nomi e caratteri conform i a sé in potenza ed effetto, com ' è già stato detto, ali ' inizio di qualsiasi opera volontaria è necessario che siano pronunciati i nom i . Se essi sono concordanti con la stella o il segno, conducono naturalmente l ' azione a buon fine, ma, se discordano, la guastano. E, similmente, la formazione di emblemi all ' inizio di qualsia­ si opera volontaria è utile a l iberarla dagli ostacoli o a apporne, a seconda che concordino o discordino dalle stelle dominanti e dai segni . Quali poi siano i nomi, quali i caratteri e a quali operazioni convengano o meno, lo si sa in uno dei modi di cui si è detto sopra. Perciò è chiaro che preghiere, s congiuri e invocazioni com­ piute attraverso suoni significativi a parere degli uom ini, con vol ontà e desiderio, all ' inizio di qualsias i opera volontaria, gio­ vano alla direzione di quest ' azione o, se s i tratta di imprecazio­ ne, al suo impedimento. Infatti , tali parole modificano l a m ateria del l ' operazione sempre o alquanto frequentemente, certo quan­ do concordano o discordano col tema natale del momento in cui sono proferit i . Similmente, il sacrificio all ' inizio di qualsiasi azione volontaria, compiuto secondo il rito, ha molta efficacia nel rettificarla o nel di­ storcerla, purché sia offerto nel luogo, nel tempo e nel le altre circo­ stanze necessarie . Del resto, g l i antichi medici, conoscendo il suddetto potere delle parole e degli emblemi, assumevano ogni pianta colta per fame me­ dicamenti dopo aver premesso gli incantesimi e la formazione degli emblemi o entrambe le cose, reputando che così fosse accresciuto il loro potere di allontanare le malattie.

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De Radiis

E che sia così è certo fuor di dubbio per coloro che conoscono i segreti della natura celeste ed elementare. Qui finisce la teoria delle arti magiche. Qui finisce i l testo di al-Kindi sui raggi delle stelle.

A B RAXAS Col lana diretta da

Claudio Bonvecchio ed Elio Jucci

l.

Oli mpiodoro , Commentario al libro di Zosimo "sulla forza " , alle sen­ tenze di Ermete e degli altri filosofi, traduzione e note di Ezio Albri l e ,

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Agostino D ' lppona ,

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Le eresie, a cura di Claudio Bonvecchio , 20 1 0 Gnosi di Princeton, introduzione d i Claudio Bon­

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Liber Astutas. Trattato delle cause spirituali,

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cura di Paolo Scopelliti e Abdessattar Chaouech, 20 1 2 5.

Ernesto Buonai uti , Lo

gnosticismo . Storia di antiche lotte religiose,

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Henry Corbin , Nell'lslam iranico . Aspetti spirituali e filosofici . l . Lo shr'ismo duodecimano, a cura di Roberto Revel lo, prefazione di Clau­ dio Bonvecchio, 20 1 2

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Come per lucido specchio . Libro dei meriti di vita ,

prefazione di Claudio Bonvecchio , a cura di Luisa Ghi ri nghel li , 20 1 3 1 2 . Pavel Aorenskij ,

L 'infinito nella conoscenza,

a cura di Michele Di

Salvo, 20 1 4 1 3 . Henry Corbin, La

Sophia eterna , a cura d i Roberto Revello, 20 1 4 destino della democrazia , a cura d i Donatel la Ca­

1 4 . Vladimir Solov ' ev, J/ ri stina , 20 1 4 1 5 . Vittorio Macchioro ,

Zagreus. Studi intorno all 'orfismo , a cura di

Chri ­

stian Pugl iese, 20 1 4 1 6 . Manrico Murzi , Paolo Bianchi ,

Lettere sul Vangelo secondo Tommaso . Manrico risponde a Paolo sui detti memorabili del Maestro Gesù, in­ troduzione di Daniele Garrone, 20 1 4

1 7 . Michele Psello,

Oracoli caldaici. Con appendici su Proclo e Michele /taio, introduzione di Claudio Bonvecchio, 20 1 5 1 8 . Henry Corbin, Nell 'islam iranico . Aspetti spirituali e filosofici. 2 . Sohrawardr e i Platonici di Persia, 20 1 5 1 9 . Giordano B runo , /l sigillo dei sigilli e i diagrammi ermetici. Giordano Bruno filosofo e pittore, 20 1 5 2 0 . Ananda Coomaraswamy, Buddha e la dottrina del Buddhismo , a cura di Giuditta Sassi , introduzione di Claudio Bonvecchi o , 20 1 6 2 1 . Hugo Bali , 20 1 6

Fuga dal tempo . Fuga saeculi, a cura di

Riccardo Caldura,

22 . Henry Corbin , I fedeli

d 'amore . Shr 'ismo e su.fismo, 20 1 6 libro dei segreti, a cura d i Davide Giavina, 20 1 7 Durand , L'anima tigrata . I funerali di psiché, a cura di Davide

23 . Girolamo Cardano, Il 24 . Gilbert

Navarri a , 20 1 7 25 . Massimo Vinti e Piera Scarabelli ( a cura di) ,

Bhagavad Grtll, 20 1 7

ABRAXAS Ermetica

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Almandal. Trattato ermetico di magia salomonica, a cura di

Ezio Albrile,

Eli sabetta Tortel li , 20 1 8 2.

Picatrix!De Radiis . La summa della magia ermetica attraverso la mediazione araba, 20 1 8

Finito di stampare nel mese di luglio 2018 da Digitai Team - Fano (Pu)