Il corpo lesbico

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Il corpo lesbico

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In questa geenna dorata adorata nera dà i tuoi addii mia bellissima mia fortissima mia indomabilissima mia sapientissima mia ferocissima mia dolcissima mia amatissima, a ciò che esse chiamano l'affetto la tenerezza o il grazioso abbandono. Quello che si svolge qui, non una lo ignora, non ha nome per ora, che esse lo cerchino se proprio ci tengono, che si dedichino a un assalto di belle rivalità, cosa di cui io mi disinteresso quasi completamente mentre tu puoi con voce di sirena supplicare qualcuna dalle ginocchia brillanti di venirti in aiuto. Ma lo sai, nessuna potrà sopportare di vederti gli occhi rivulsi le palpebre tagliate i tuoi intestini gialli fumanti sparpagliati nell'incavo delle tue mani la tua lingua sputata fuori dalla bocca i lunghi filamenti verdi della tua bile scorrendoti sui seni, nessuna potrà sostenere l'ascolto del tuo riso basso frenetico insistente. Lo splendore dei tuoi denti la tua gioia il tuo dolore la vita segreta delle tue viscere il tuo sangue le tue arterie le tue vene i tuoi abitacoli cavi i tuoi organi i tuoi nervi la loro esplosione il loro sgorgare la morte la lenta decomposizione il fetore il divoramento da parte dei vermi del tuo cranio aperto, tutto gli sarà ugualmente insopportabile.

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Se qualcuna dice il tuo nome credo che le mie orecchie cadano pesatemente per terra, sento il sangue diventare più caldo nelle arterie, percepisco improvvisamente i circuiti che irriga, un grido mi nasce dal fondo dei polmoni da farmi scoppiare, ho difficoltà a contenerlo, divento bruscamente il luogo dei più oscuri misteri, la mia pelle si raggrinza e si copre di macchie, sono la pece che brucia le teste assalitrici, sono il coltello che tronca la carotide delle agnelle neonate, sono le pallottole dei fucili mitragliatori che perforano gli intestini, sono le tenaglie arroventate al fuoco che attanagliano le carni, sono la frusta intrecciata che flagella la pelle, sono la corrente elettrica che fulmina e irrigidisce i muscoli, sono il bavaglio che imbavaglia la bocca, sono la banda che nasconde gli occhi, sono i lacci che imprigionano le mani, sono la carnefice forsennata galvanizzata dalle torture e le tue grida mi travolgono tanto di più mia amatissima chè le contieni. A questo punto ti chiamo in mio aiuto Saffo mia incomparabile, dammi le dita a migliaia che addolsciscano le piaghe, dammi le labbra la lingua la saliva che attragga nel lento dolce velenoso paese da dove non si può ritornare . •

Scopro che la tua pelle può essere tolta delicatamente pellicola dopo pellicola, tiro, si alza, si arrotola sopra le tue. ginocchia, tiro a partire dalle ninfe, scivola lungo il ventre, sottile 14

fino a:lla trasparenza estrema, tiro dalle reni, la pelle scopre i muscoli rotondi ed i trapezi della schiena, si alza fino alla nuca, arrivo sotto i tuoi capelli, le mie dita ne attraversarono la massa, tocco il tuo cranio, lo tengo con tutte le dita, lo comprimo, raggiungo la pelle sull'insieme della scatola cranica, strappo brutalmente la pelle sotto i capelli, scopro la bellezza dell'osso lucido percorso da vasi sanguigni, dietro le mie mani frantumano la volta e l'occipite, le mie dita si inoltrano adesso ne!le circonvoluzioni cerebrali, le meningi sono attraversate il liquido rachidiano scorrendo da ogni parte, le mie mani sono affondate negli emisferi molli, cerco il bulbo rachidiano e il cervelletto racchiusi sotto da qualche parte, ti vengo tutta intera adesso muta immobilizzata le grida bloccate in gola i tuoi ultimi pensieri dietro gli occhi fermi nelle mie mani, il giorno non è più puro del fondo del mio cuore mia amatissima.

Con i tuoi diecimila occhi tu mi guardi, lo fai e sono io, non mi muovo, ho i piedi completamente affondati nella terra del suolo, mi lascio raggiungere dai tuoi diecimila sguardi oppure se preferisci dall'unico sguardo dei tuoi diecimila occhi ma non è lo stesso, questo immenso sguardo mi tocca da ogni parte, esito a muovermi, mano a mano che io alzo le braccia verso il sole tu abbassi gli occhi di -sbieco ,per via della luce, scintillano ma mi guardi oppure se vado verso l'ombra ho freddo i tuoi occhi non sono visibili là dove tu mi segui anch'io non sono vista da te,· sono muta in questo deserto vuoto -dei tuoi diecimila occhi più nero del nero dove i tuoi occhi mi 15

apparirebbero diecimila alla volta neri e brillanti, sono sola fino a quando io sento come dei rumori di campane dei tintinnii si dice, tremo, ho le vertigini, questo risuona dentro di me, mi scuote, è la musica degli occhi dico a me stessa, sia che si scontrino piano e con violenza sia che da loro stessi producano questi suoni numerosi, mi tuffo a pancia sotto avanti o dietro da questa parte o da quell'altra, gesticolo in modo disordinato il tempo di capire che non posso scappare alla molteplicità dei tuoi sguardi, dovunque sia tu mi guardi mia ineffabile con i tuoi diecimila occhi.

Tacerò il tuo nome adorabile. Tale è !'interdetto che mi è stato fatto, cosl sia. Dirò soltanto come mi vieni a cercare fino in fondo all'inferno. Attaraversi a nuoto il fiume dalle acque fangose senza temere le liane per metà vive le radici e le serpi sprovviste d'ocçhi. Canti senza interromperti. Le guardiane delle morte intenerite richiudono le loro bocche spalancate. Ottieni da loro di riportarmi fino alla luce delle viventi a condizione di non girarti verso di me per guardarmi. La deambulazione lungo i sotterranei è interminabile. Vedo fa tua larga schiena l'uno o l'altro dei tuoi seni quando i tuoi movimenti ti mostrano di profilo, vedo le tue gambe possenti e forti il tuo bacino dritto, vedo i tuoi capelli che raggiungono le spalle il cui colore castano è cosl bello da guardare che un dolore mi sale nel petto. Non una volta ti giri. Il fetore dei miei intestini ci avvolge ad ogni nostro movimento. Non sembri accorgertene, cammini ;0>n determinazione dandomi a voce alta tutti

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i nomi d'amore che sei solita darmi. Di tanto in tanto le mie braccia gialle e putride da dove escono lunghi vermi ti sfiorano, alcuni strisciano sulla tua schiena, rabbrividisci, vedo la tua pelle raggrinzarsi lungo tutta la superficie delle tue spalle. Lungo le gallerie i sottosuoli minati le cripte i sotterranei le catacombe ci spostiamo tu cantando con- voce vittoriosa la gioia di ritrovarmi. Le mie ossa rotonde appaiono alle ginocchia dove lembi di carne cadono. Le mie ascelle sono marce. I miei seni sono divorati. Ho un buco in gola. L'odore che esce da me è ripugnante. Non ti turi il naso. Non gridi di spavento allorchè tutto il mio corpo putrido e liquido a metà si appoggia a un certo punto lungo la tua schiena nuda. Non una volta ti giri, nemmeno quando mi metto a urlare dalla disperazione le lacrime rotolando sulle guance rose a supplicarti di lasciarmi nella mia tomba a descriverti con brutalità la mia decomposizione le purulenze dei miei occhi del mio naso della mia vulva le carie dei miei denti le fermentazioni dei miei organi essenziali il colore dei miei muscoli vizzi. Mi interrompi, canti con voce stridula la tua certezza di trionfare della mia morte, non tieni contno dei miei singhiozzi, mi trascini fino alla superficie della terra dove il sole è visibile. È là soltanto là allo sbocco verso gli alberi e la foresta che di colpo mi fronteggi ed è vero che guardando i tuoi occhi, resuscito con velocità prodigiosa.

Sei esangue. Tutto il tuo sangue strappato via a forza dalle tue membra legate esce con violenza dalle ascelle dalla carotide 17

dalle braccia dalle tempie dalle gambe dalle caviglie, le arterie sono grossolanamente sezionate, si tratta delle carotidi dei cubitali dei radiali dei temporaii, si tratta degli iliaci dei femorali dei tibiali dei peronei, le vene nello stesso tempo sono , tenute aperte. Inciampo su di te, non posso guardarti, il tuo sangue mi abbaglia, il tuo pallore mi immerge nella confusione nel turbamento nell'estasi. Così esposta le tue labbra scoprendo i denti i tuoi occhi aprendosi e chiudendosi con difficoltà, il tuo splendore offusca il sole. Un fischio dolce esce dalla tua bocca. Ogni goccia del tuo sangue ogni zampillo delle tue arterie colpendo i miei muscoli mi rimbombano per tutta la loro lunghezza. Non mi posso muovere, aspetto un'apoteosi una fine· gloriosa in questo luogo dove i colori fondamentali non mancano, tremo di fronte ai rossi chiari usciti dalle tue arterie, li vedo scurire fino al nero nelle macchie tutt'intorno a te e sul mio corpo mentre si asciugano, guardo il sangue scuro uscire dal blu delle tue vene in certi posti è viola fisso, sono illuminata dall'oro dal nero dei tuoi occhi, non ti cerco vita mia, sono qui vicinissima a te, sento il tuo sangue preziosissimo uscire da te, si tratta mia adorata di una musica lancinante favolosa nella quale la tua voce nella quale la mia voce mancano.

pelle. Percorro tutta la tua spina dorsale con dita leggere, oppure le mie mani affondano nella tua pelliccia. Tocco le tue mammelle dure, le comprimo nella mano. Tu ritta sulle zampe con una a momenti rasenti il suolo. La tua testa pesa sulla mia nuca, i tuoi canini incidono la mia carne nella parte più sensibile, mi tieni tra le tue zampe, mi costringi ad appoggiarmi sui gomiti, fai modo che io ti giri le spalle, le tue mammelle si appoggiano contro la mia pelle nuda, sento i tuoi peli toccare le mie natiche all'altezza della tua clitoride, ti arrampichi su di me, mi strappi la pelle con le grinfie delle tue quattro zampe, un gran sudore mi viene caldo e presto freddo, una schiuma bianca si propaga lungo le tue labbra nere, mi giro, mi afferro al tuo pelo, prendo la tua testa tra le mie mani, ti parlo, la tua larga lingua passa sopra i miei occhi, mi lecchi le spalle i seni le braccia il ventre la vulva le cosce, ad un tratto succede che tutta febbrile mi prendi sulla tua schiena mia lupa le mie braccia intorno al tuo collo i miei seni la mia pancia poggiati contro il tuo pelo le mie gambe stringendoti i fianchi il mio sesso saltando contro i tuoi reni cominci a galoppare.



Il tuo pelo è tutto nero e lucido. Nell'intervallo delle lunghe mascelle denti scoperti riconoscono il tuo sorriso ambiguo infinito. Le tue orecchie alte si muovono e si agitano. La mia mano posandosi sul tuo fianco coperto di sudore ti fa rizzare la 18

Felice se come Ulissea potessi tornare da un lungo viaggio. Le rive dell'isola mi vengono segnalate già prima del giorno. All'annuncio della prossimità della terra tutte sono in piedi e si preparano. Nessuna porta il vestito del giorno prima. Si portano in coperta i catini per il profumo. È il sandalo è l'ambra e il benzoino è il muschio è l'opoponax. Esse lo mischiano con ei fiori strappati all'acacia dal vento cadono su di noi il loro profumo stimolato dal movimento dell'albero invadendomi. Un brivido mi prende di fronte a te così muta. Si sente il :umore del mare. Esse corrono sulla spiaggia e si inseguono. Sono appena visibili ora. Sei sola come lo sono .io faccia a :accia con te. 61

Ho accesso alla tua ?lotcide ed alla tua faringe rosse di sangue voce bloccata. Raggiungo la tua trachea, m'introduco sino al tuo polmone sinistro, là mia molto delicat,a metto le due n_iani nella massa r~a pallido soave al tocco si spiega un po', s1 muove a fo~ma di ventaglio, le ginocchia mi si piegano, raccolgo nella mia bocca tutte quante le tue riserve d'aria. Vi sono mischiate tracce di fumo, odori di erbe, il profumo di un fiore, iris mi sembra, il polmone si mette a battere, sobbalza mentre dai tuoi grandi occhi aperci colano le lacrime tu mi intrappoli la mia bocca a ventosa sulla massa viscos~ del tuo polmone, grandi frammenti dolci ed appiccicosi si insinuano tra le mie labbra, si adattano al mio palato, poi la massa intera si inabissa nella mia bocca aperta, la mia lingua è presa in una pania innominabile, una gelatina scende verso la mia glottide, la mia lingua si rivolta, soffoco e soffochi private di gri:da, è in quest'ora mia tra tutte piacevole impossib_ile immaginare per noi una più magistrale una più fatale unione.

Sulla collina esse fanno dei girotondi la sera. Molto spesso le guardo senza osare avvicinarmi. Le conosco tutte con i loro nomi per averle studiate nei libri delle biblioteche. Enumero i loro attributi, valuto il loro atteggiamento, non rimpiango che la loro severità sia rimasta legata ai caratteri dei libri poichè qui davanti a me ne sono così totalmente sprovviste. Mi batte il cuore quando a volte ti vedo tra loro mia più amata mia innominabile tu alla quale auguro dal fondo del 62

mio stomaco di non morire mai. Ti guardo tenere la mano di Artemide cinta di cuoio sui seni nudi, poi quella di Afrodite, la nera dea dal ventre piatto. C'è •anche Persefone la tripla, c'è Ishtar dalla testa/ solea, c'è Albina la maggiore delle Danaidi, c'è Epone la molto cavaliera, c'è Leucippe la cui giumenta corre nel prato più in basso bianca e luminosa, c'è Isis la nera, c'è Ecate la rossa, c'è Pomona e Flora che si tengono per mano, c'è Andomede dal piede leggero, c'è Cibele la bionda, c'è Io dalla bianc-a vacca, c'è Niobe e Latona abbracciate, c'è Saffo dai seni viola, c'è Gurinno la rapida corridora, c'è Cerere dal grano nei capelli, c'è Leucotea la bianca, c'è Ramnusia dalla testa/luna, tutte ballate, tutte colpite la terra con la pianta dei piedi con una violenza crescente. Nessuna sembra stanca, mentre Minerva la figlia di Zeyna soffia nel suo flauto e Attis l'amica di Saffo batte sul ram-tam. Se tu tra tutte sei la sola a sudare ti è ornamento mia unica, le loro dita compiacenti ti toccano, tu brilli allora di molti fuochi, raggi partono dal tuo corpo scendendo fino alla terra per l'ennesima volta martellata. Un turbamento mi viene nel vederti a tuo agio tra lqro gli occhi brillanti le reni rotte da spasmi il bacino proiettato in avanti al ritmo della tua danza. Dividete amabilmente il fungo sacro, ognuna morde nel bordo del cappello, nessuna chiede di diventare più alta o più piccola. Ad un gesto di Afrodite la beata, tutte intorno a te scambiano i loro colori. Leucotea diventa la nera, Demetra la bianca, Isis la bionda, Io la rossa, Artemide la verde, Saffo la dorata, Persefone la viola le tra~formazioni raggiungendole via via, l'arcobaleno del prisma passa sui loro volti mentre ru senza cambiamento nel color castano dei tuoi capelli ti metti a gridare, mentre vi guardo presa da grande estasi benchè priv-ata del fungo sacro aspettandoti negli oleandri in fiore nascosta e mi vieni vicino a un momento o all'altro.

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Mi avvicino a te a sorpresa, ti cingo, m'impossesso di te, ti porto via nella caverna incendiata dalle luci malva viola rosa dei lampioni. Resisti, ti batti, gridi con voce stridula. La porta della caverna scivola senza rumore. Vieni lasciata direttamente sulla terra battuta alla soglia. Alcune sbucano dai corridoi obliqui e mantenendoti ferma ti tolgono i vestiti. Una di -loro avendoti messo per gioco le mani sulla bocca per via delle tue grida, viene subito morsa. Butti la testa indietro, la scuoti da una parte e dall'altra, smetti di dibatterti solo quando esse cominciano a· massaggiarti, la collera allora ~compare dai tuoi occhi. Immobile in 'piedi guardo. Non fa1 nessuna domanda. Quattro di loro portano la grande vasca d'argent o piena d'acqua fumante. Ti ci immergono, ti lavano, tolgono le tracce di polvere e di sudore suHa tua pelle. Ti avvolgono in larghi accappatoi, ti profumano, ti ungono, ti pettinano, ti danno un vestito pulito. -Ora ti prendo per mano e ti trascino sugli spessi tappeti. Ti siedi sui talloni, appoggi le mani a dita· aperte sulle cosce, mi guardi muta non mi riconosci. Un incensiere colmo dondola.

La terra del giardino rotola fra i tuoi denti, la tua saliva l'umidifica, mi alimenti con essa la tua lingua nella mia bocca le tue mani sulle mie guance mantenendomi immobile, mi tra-

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sformo in fango le mie gambe il mio sesso le mie cosce il mio ventre in piedi fra le tue gambe ebbra dell'odore della ciprina che dalla tua cavità centrale arriva salendo, mi liquefo dentro e fuori. Il fango raggiunge i muscoli delle mie cosce, tocca il mio sesso, lo avvolge freddo e scivoloso, le mie ninfe ritraendosi si spande fino all'addome ai reni al,le scapole, la mia nuca è circondata a sua voltfu.il collo si piega, tu tenendo sempre le mie guance nelle tue mani riempiendomi di saliva e di terra la tua lingua contro le mie gengive. I miei muscoli si staccano gli uni dagli aitri - come zolle zuppe d'acqua. Tutto il mio corpo è conquistato. Il primo a cadere è l'ano. Alcuni glutei seguono da vicino. I bicipiti abbandonano le braccia. Le braccia intere cadono per terra. Solo le guance rimangono intatte. Un odore fortissimo di terra bagnata si diffonde. Vedo delle erbe prese nei fasci dei miei muscoli. Perdo il coraggio, mi abbandono a11a tua volont à mia deplorevole, non ho alcuna parte in questa trasformazione sistematica che compi su di me.

Sono da tempo preparata a questo fenomeno da alcune pal,pi:...zioni che mi attraversano il corpo a ogni istante. Un'onda :,:essante emessa dal mio cervello al tocco delle tue dita mi - cende nelle spalle. La mia schiena si. apre fra le scapole per I.asciare passare le membrane a forma di ventaglio compresse ::...ille costole. Viola e trasparenti immediatamente si espan::o:io e iniziano a pulsare. Provochi un'onda nuova, le tue ::...a la fermano all'altezza della mia carotide. C'è adesso il ..!.DOre dolce di un'ala circolare che sta battendo, mi circonda 65

~ c?~o a~erto fino alla nuca dov'è attaccata. Si stende sopra 1 m1e1 sem le sue nervature nere visibili nel malva scuro della pe~e t:sa. ~ ali _spiegate battendo ti sfiorano non impedendoti _d i avv~c1nart1, 1;1na di loro passa sulle tue guance, un'altra t1 fa chmdere gli -~chi._ Il mio c~rveUo assaltato produce ~elle onde sempre p1u rapide. Le ali nascono senza interruzione con una velocità che va accelerando. Le mie braccia sono relegate ai lati da due gigantesche ali di colore nero una volta piegate non hanno maggiore spessore della lama di un c?ltello, fa loro I?-ateria è identica alla seta nera con la qua:le s1 fann~ le _ba~~ere. _La !oro forma è paragonabile a quella delle ali dei p1p1strelli. Ciascuna ad un mio lato c'è l'asta di un_'ala nu~vamente prodotta. Disposte parallelamente le ali chmse e di profilo sono simili alle antenne di un lamellicomo. Aperte c?mindano a rumoreggiare mostrando lo splendore opaco dei loro colori indago rosa lillà malva viola. Tu sei di f~~nte. frust~ta, dal_ loro rapido sbattere le braccia a protegger~1 il viso gli_ occhi aper,ti. La moltiplicazione prosegue le ali 1nvadendom1 ades~o su tutto il percorso delle anche, ai piedi due membrane mi nascono e si aprono subito diafane vioila battendo portatrici d'onde. Un ' fischio dolce viene emesso dalla tua gola mentre sono immobile il. corpo pietrificato davanti a te ad ali spalancate percorsa attraverso loro da movimenti vertigjnosi che in quest'istante ti fanno gridare, mentre oscuramente, mia molto desiderata ti circuisco.

Sii mia molto cara potente seduta ferma sui tuoi talloni le tue cosce siano di bronzo, le tue ginocchia di fango r~so 66

d'argilla, le tue mani adorabiH posate appoggiate sopra i tuoi vasti (muscoli) esterni siano d'oro di ametista di fluido mercurio, il tuo petto sia verde e luminoso della stessa consistenza del rovescio delle foglie d'albero, il tuo busto sia di acciaio temperato, le tue spalle di rame, i tuoi reni siano di ferro, il ruo collo sia d'argento, la tua nuca sia di peltro, le tue guance siano di platino, i tuoi occhi siano mia preferita di piombo di piombo fuso e di latte, la tua vulva sia d'.iridio ardente infusibi1e veemente, la tua vulva sia, labbra cuore clitoride iris croco di osmio odorante refrattaria, sii forte mia più bella e più febbrile più schiamazzante le mie mani nel toccarti si :ompono la mia voce intenta a raddoppiare la tua voce.

~ mia mano preme in modo insistente sulla parte alta de1la

::ua guancia sinistra là dove la pelle è segnata dalla cicatrice ~iola, riesco cosl a far saltare il tuo globo oculare, lo guardo ?(:ndere, mi viene un'emozione all'altezza della gola e nello stesso tempo il piacere di guardare dietro il tuo occhio. Proro subito l'elasticità del nervo ottico tirando la palla del tuo occhio con le dita ma senza lasciarla- andare. I cardini muxolari che permettono al tuo occhio di muoversi mi affasci-iano così tanto che metto fa lingua dove sono attaccati al ::iervo interno e al nervo esterno grazie ad un semplice nodo. _-e1 compiere questi movimento, tocco la parte generalmente nascosta del tuo globo, vi spando la s·aliva, lo lecco, lo prendo :rn le labbra, lo premo, lo faccio rotolare tutto int ero ne1la .:JOCCa, lo succhio, lo poppo, lo ingoio mi t rovo legata al tuo ~ervo ottico per la suzione, faccio ventosa nell'apertura ocu67

AORTICO LE VENETTE LE ARTERI OLE I VASI CAPILLAR! L'AORTA LA CAROTIDE LA CEFALICA LA GIUGULARE LA CORONARIA L'ESOFAGEA _ LA POLMONARE LA · -p ACCIALE LA TEMPORALE LA SOTTO-CLAVICOLARE LA MAM-

_ ARIA LA B-R ACHIAE LA MESENTERILA RENALE LA ~OMBARE L'ILIACA _ SACRA LA RÀDIAE LA SAFENA LE TIIALI LA VENA CA~~ LA VENA POR-- LA POLMONARE _ COAGULAZIONI RAGGELAMENTI _ CONCREZIONI I LI I G-R UMI LE

lare, mi assorbo, mi proietto fin nei centri. motori dietro il tuo occhio, mi introduco con la bocca la lingua le dita, passo dietro il tuo specchio, mi espando, mi addentro, raggiungo infine l'emisfero sinistro del tuo cervello, con tutta la forza della tua volontà mi respingi, mi aggrappo con rotte due le mani adesso, la tua testa sotto la mia .pressione forsennata si stacca all'altezza delle vertebre cervicali, viene immediatamente aspirata dal vento in una sua violentissima corrente, non ti lascio, tu mi porti via sospesa alle tue vene giugulari nello spazio i tuoi capelli mia adorabile sollevati aggrappati la tua bocca spalancata.

ti alla mia confusione quando tolta la benda ti ho persa di -.-ista, ricordo il tormento che mi prende ad aspettarti a cer:arti lungo i viottoli sabbiosi, ricordo le grida che mi strappi 50rprendendomi da dietro l'ostinazione con la quale ancora .ul.i metti 1a benda vietandomi di sapere come venire da sola. -~esso uno scoraggiamento mi viene. Rimango seduta in un ~ glio di lillà color malva. Ad un certo momento bambine 2ai rami alti degli alberi si divertono a lanciarmi degli aran:i_ Rispondono alle mie domande con degli sberleffi. Cammi.:o di nuovo, guardo le abitazioni dell'isola molto visibili in ami posti apparentemente molto accessibili le vedo allon::.narsi ogni volta che vado dalla loro parte, mi spazientisco ::: non potermi avvicinare a loro su questa superficie orizzon-~•e dove tutti i punti sembrano già stabiliti al primo colpo .:. occhio. C'è un momento verso sera in cui i miei piedi non -=.: ?05Sono più portare, mi sdraio allora portando alla bocca u0mba involuta per annunciare la mia resa e mi addor~r:o.

La città nella quale vivi è circondata da un labirinto dove si perdono le malvenute quelle che non imboccano per annunciarsi la tromba dalla voce di sirena a forma di luna crescente legàta ,sui seni con una cinghia di cuoio come voi tutte portate. Cammino da molto tempo applicandomi a trovare la strada in ciascuno dei viali che girano inebetita dal profumo dei fiori ostinandomi a non portare la mia tromba fino alla bocca a raggiungerti nel più grande segreto. Dei bengalini dalla testa grigia e dal ventre blu sono stretti gli uni contro gli altri sui rami estesi dei tigli ad altezza di mano. Ho attrave~ato molto spesso questo giardino gli occhi bendati tu reggendomi le spalle per guidarmi rifiutando ogni vo1ta· che te l'ho chiesto di darmi-la chiave del percorso. Ricordo i tuoi morsi alla mia nuca, il turbamento compare ogni volta che ti fermi lasciandomi sola nel buio. ricordo le tue risate davan70

~ da mantiene i miei occhi chiusi. Sono nell'oscurità. 3ci.ntillio a volte uno splendore arancione mi passano tra

1_:>ebre e gli occhi duramente premuti dal legaccio. Tu _._ :o in tanto mia molto cara stimoli la pressione appog...__........_,._, i tuoi due palmi sui miei globi facendoli ruotare sotto ca.. Un lungo brivido mi viene nella perfetta notte in cui -;;mersa, le mie cosce le mie gambe le mie caviglie sono =se da formicolii, il mio sesso in particolare è pizzicato, 71

movimenti minimi si producono sul mio ventre, c'è un pullu- . lare sui miei seni, a migliaia i movimenti mi invadono 1~ pelle, ~n formicolio sempre più ·insopportabile mi sovrasta m1 prende alle ascelle le braccia ne vengono prese, sotto e sopra 11 collo le spalle sono raggiunti, la bocca le guance sono ~ssa: liti. Tutta la mia superficie mi si raggrinza allora. Morsi ml bucano allora nei numerosi posti dove la mia pelle è stata toccata. Tu cominci allora a cantare con voce dolcissima mia rapitrice mentre io non posso più_ rim~nere _imm~bile, comincio a dibattermi mentre percepisco 1 movimenti con accresciuta intensità. La benda viene improvvisamente tolta delle tue mani. Scopro che sono il corpo completam7nte nu: do ricoperta da grandi ragni neri dalla testa ~o ai_ capell: la pelle cptripletamente divorata screpolat~ p1~na d1 morsi di rigon{tamenti violacei ignobile. L~ tue d1~a s1 ~a'.10 _sull~ mia bocca scostandone qualche bestia per impedirmi di gridare. Mi guardi mi sorridi infinitamente, i ~iei o_cchi_ ~on~ contro i tuoi occhi, una gioia e un orrore mnommab1h m1 vengono, è cosl che mi anniento la testa sostenuta dalle tue mani.

~ enti _di ava_m~raccio, le cosce e la tibia. A questa vi~-one la v~sta ~i s1. a~~bbia, mi sostengono da sotto le :>alle, le. gm?cchia m1 si piegano, le grida mi si soffocano nel _?e,to, ~ 1 c~ed~no dove farti una sepoltura in quale ordine ~ gliere_ 1 tuoi frammenti cosa che mi fa tirare su urlando :.:chi.aro l'.mterdetto di registrare la tua morte la traditric~ :-csponsa~ile ?el. tuo dilaniamento non sia torm~ntata, dichia.:o ~ e sei qui viva benchè a •pezzi, cerco in tutta fretta i tuoi _?e2Z1 n: I fango,_ le mie unghie raschiano le più piccole pietre sassi,. tro_vo il tuo naso parte della tua vulva le tue ninfe ma ~ to!1de, trovo i tuoi orecchi una tibia poi l'altra, ti - :to :nsiem_e un pezzo dopo l'altro, ti ricostituisco ti ri~ gli occ:11 a ,posto, riavvicino i lembi delle pelli dischiu_?:oouco m gran fretta lacrime ciprina saliva in quantità ...=o.ente, ne spalmo tutti i tuoi strappi, immetto ii mio fiato cc..2. tua bocca, riscaldo i tuoi orecchi le tue mani i tuoi seni c::;;:::-oduco tutta _la mia aria nei tuoi polmoni, mi rialzo pe; ::::c:1..-e, scorgo m lontananza la costa dell'isola e il sole che ... sul mare, allontano le dee della morte sedute sui tal:.:?toT?-o _a . te, co~incio intorno ai tuo corpo una danza =ra, 1 miei tall?m affo'.1dan? nella terra, dispongo i tuoi ::::çc...: sulle zolle di terra, 10 Is1s la potentissima decreto che .. :::o.e! passato tu vivi Osiris mia molto cara mia molto in:a dico che come nel passato potremo fare insieme le _._____,-.ce che verranno dopo di noi, tu allora mia Osiris mia :ss::na mi sorridi disfatta esausta. ·

Esse mi attirano fino ai tuoi pezii sparsi, c'è un braccio, c'è un piede, il collo e la testa sono insieme, le tue palpebre sono chiuse i tuoi orecchi staccati sono da qualche parte, i tuoi glob{ oculari sono rotolati nel fango, ~i vedo fianco a fianco, le tue dita sono tagliate e buttate m un angolo! scorgo il tuo bacino, il tuo busto è altrove, mancano alcuni 73 72

lacrime scorrono veloci sulle tue guance, le mie mani vi posano e vi si umidificano, le lacrime cadono sempre più -2...-ghe tiepide salate contro la mia bocca, coprono il tuo collo .:!. :ue spalle i tuoi seni, le disperdo, Je spargo su tutto il 'tuo corpo, le lacrime continuano a scorrere, il tuo petto è scosso - .. I pianto, ti metti a singhiozzare, la saliva ti scende in larp rivoli dalla bocca, ne trattengo la sostanza elastica tra le cm, me la m~tto sulla bocca, sulla fronte sugli occhi sulle =:?211Ce, mi impedisco di respirare, ti arrotolo nelle tue stesse :-ime, adesso formano un'unica pozzanghera intorno a te, ~uncio incessantemente parole che fanno raddoppiare le ==e lacrime, piangi senza interruzione, ti piangi, mi piangi .:i::,c una forza meravigliosa, -l'intero tuo corpo è vinto, le tue ~ e sono scosse, sussulti singhiozzi gridi adesso, le tue la-..Zile cadono di colpo quando il tuo collo si rialz;a, mi sup~ con voce stridula, ma io resto con te di una ferocia toa.e, allora ti metti a piangere più forte ancora, ti inebrii e -=: ubriachi mentre la tua acqua mia intemperiosa amante, mia ::::;:ientatissima, scende in rivoli attraverso la spiaggia del::.sola fino al mare. J!

I tuoi palmi contro i miei palmi un mancar:ie~to mi 1:re~de! una debolezza nell'incavo delle ginocchia m1 viene, m1 sei di fronte il morbido rovescio delle tue braccia appoggiato contro le mie braccia allora un formicolio mi percon;e attraverso la mia epider~ide, vedo i miei pori dil~ta~s~, vedo i_ tuoi pori fare altrettanto, aperti secerno~o a 1:11gha1a capelli s